Il filo rosso di una crisi ormai permanente orienta le scelte di consumo degli italiani anche per quest’anno, come rileva il Rapporto Coop 2025. ‘Preoccupazione’ è il primo termine indicato dagli italiani per esprimere il proprio sentimento in un contesto che, dopo l’ultima crisi guidata dalla pandemia da Covid-19, è gravato da timori per lo scenario geopolitico, il cambiamento climatico, la tenuta dell’economia e la diffusa sensazione di instabilità. Ne consegue un approccio ai consumi sempre più improntato alla cautela, alla razionalità e alla ricerca di equilibrio tra qualità e convenienza.
Consumi che stentano a ripartire
Secondo gli opinion leader, in merito ai consumi è plausibile attendersi una crescita, ma appena accennata (+0,3%), mentre l’ultima previsione Istat è più ottimistica, pur sempre contenuta (+0,9%).
Gli italiani sanno di dover spendere di più, ma dichiarano che lo faranno quasi esclusivamente per beni essenziali. Bollette e utenze sono in cima alle preoccupazioni, seguite dalla spesa sanitaria e dall’alimentare domestico. Si delinea così un modello di consumo prudente, ove la rinuncia non è tanto ideologica quanto forzata.
Il ruolo centrale della dimensione domestica
La casa si conferma il fulcro della quotidianità e il cibo ne diventa l’elemento centrale. L’home cooking si stabilizza su livelli elevati e, sorprendentemente, torna a crescere anche il delivery, ma proprio come estensione della permanenza domestica.
L’aspirazione del 2026 è segnata da tre parole chiave: semplicità, salute, autenticità. Cresce, infatti, l’attenzione verso alimenti senza conservanti, a ridotto contenuto di zuccheri e grassi, mentre frutta, verdura e pesce guadagnano spazio nel carrello.
In netto contrasto, calano le intenzioni di acquisto di latte e latticini (-5%), carni rosse (-21%) e salumi (-28%).
Emerge un comportamento consolidato: mangiare meglio è percepito come una forma di tutela personale e prevenzione in un mondo esterno sempre più incerto.
Qualità o convenienza nel carrello?
Il Rapporto Coop 2025 evidenzia come la ricerca della qualità abbia un suo peso nelle scelte, seppur in relazione costante con la convenienza.
In questa ricerca del connubio ‘qualità/convenienza’ i prodotti a marchio del distributore continuano a rafforzarsi, proprio perché riescono a soddisfare questo equilibrio, offrendo prodotti percepiti come affidabili, controllati e, allo stesso tempo, accessibili. Non a caso, la grande maggioranza dei manager food & beverage prevede un ulteriore aumento della spesa a questi destinata.
Parallelamente, il rallentamento della crescita dei discount mette in luce un consumatore meno attratto esclusivamente dal prezzo e più attento al rapporto complessivo tra valore, servizio e fiducia.
Il commercio al dettaglio
Per il 2026, il clima nel largo consumo appare prudente: solo il 12% dei manager food & beverage prevede un miglioramento, il 66% si attende stabilità e il 22% teme peggioramenti.
Le intenzioni di acquisto alimentare mostrano una crescita contenuta (+0,9% in valore rispetto al 2025), compensata dall’aumento dei prezzi, che porta a una lieve riduzione dei volumi (-0,4%).
La maggior parte degli intervistati attribuisce la possibilità di generare un miglioramento concreto a due fattori fondamentali: l’innovazione tecnologica e il capitale umano, indicati come priorità dal 57% e dal 47% dei manager rispettivamente.
La sostenibilità ambientale resta un obiettivo praticabile (+18 punti percentuali), mentre si considerano tra le principali criticità: il costo del lavoro, le materie prime e i margini.
Le indagini alla base del Rapporto Coop 2025
Le previsioni 2026 riportate nel Rapporto Coop 2025 derivano da due indagini on-line (metodologia Cawi) condotte nel mese di dicembre 2025 dall’Ufficio studi Coop e dai suoi partner.
La prima, ‘Wish List 2026’, è stata realizzata in collaborazione con Nomisma su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana di 18-65 anni e ha visto la collaborazione con A21 Consulting di Mirko Veratti.
La seconda, ‘Unwrapping 2026’, rivolta alla community del Rapporto Coop, ha visto la partecipazione di 714 opinion leader italiani (titolari e manager di aziende, rappresentanti di istituzioni pubbliche, analisti di primarie società di consulenza).
Il documento integrale sarà consultabile a fine gennaio 2026 a questo link.
Redazione GIFT


