Sicurezza

Colorante clorofilla rameica nelle olive da tavola? No grazie

Colorante clorofilla rameica nelle olive da tavola? No grazie

L’ex governatore della Regione Puglia Raffaele Fitto, ora eurodeputato, interroga la Commissione europea sul divieto di utilizzo del colorante clorofilla rameica (E141) nelle olive da tavola, o da mensa.

La Commissione spiega le ragioni di tale divieto che si applica sia alle drupe lavorate in UE, sia a quelle importate da Paesi terzi. Con un utile richiamo alla disciplina europea degli additivi alimentari.

Rimane da chiedersi se sia davvero il colore – anziché l’offerta di salute legata a biodiversità e territorio – a imprimere maggior valore alle olive di Puglia, Italia, Europa.

Clorofilla rameica nelle olive da tavola, un divieto UE ‘penalizzante’?

L’eurodeputato Raffaele Fitto, nella sua interrogazione 17.9.21 alla Commissione europea,

– sottolinea che la produzione delle olive da tavola ‘rappresenta un comparto importante per l’economia di molti territori vocati oltre che un settore alternativo a quello della produzione di olive da olio’,

– lamenta il rischio di una ‘forte penalizzazione’ degli operatori ‘a causa del divieto di utilizzare, durante la fase della loro lavorazione, la clorofilla rameica o feotifina rameica (E141)‘,

– adduce che la clorofilla (E140) viene invece ammessa ‘nell’industria alimentare (E140) come colorante addirittura di pasta o di caramelle, ma anche di dolci, zuppe, gelati e verdure conservate’. (1)

Coloranti clorofille, le pretese di Raffaele Fitto

L’eurodeputato articola i suoi speciosi teoremi adducendo che EFSA (European Food Safety Authority) – ‘nel suo parere adottato il 15 aprile e pubblicato il 7 maggio [2015, ndr. V. nota 2]’ – avrebbe ‘affermato che ai livelli d’uso riportati, le clorofille non costituiscono un problema per la sicurezza per quanto riguarda il loro uso attuale come additivi alimentari’.

Tenuto conto di ciò e considerato anche che la commercializzazione di olive da mensa trattate con clorofilla è autorizzata in altri mercati come Canada e USA, penalizzando fortemente le nostre esportazioni e creando un grave pregiudizio economico per i nostri produttori,

può la Commissione indicare se ritiene che sarebbe utile rivedere la decisione fino ad ora adottata e autorizzare l’uso della clorofilla per ulteriori tipi di prodotti, come le olive da mensa o da tavola non destinate alla produzione di olio?’. (1)

Additivi alimentari, le regole UE

L’esecutivo di Bruxelles, nella propria risposta 3.11.21 a Raffaele Fitto, anzitutto richiama i criteri su cui si fonda base della disciplina europea degli additivi alimentari. (3) Il reg. CE 1333/08 aspira a un elevato livello di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori, garantendo al contempo l’efficace funzionamento del mercato interno. I soli additivi elencati in Allegato II al regolamento, alle condizioni d’uso ivi previste, possono venire utilizzati negli alimenti immessi nel mercato UE.

Le condizioni generali per autorizzazione e impiego degli additivi alimentari sono:

– l’accertata assenza di problemi di sicurezza e salute dei consumatori,

– l’esistenza di una necessità tecnica ragionevole al loro utilizzo,

– la non-induzione in errore dei consumatori a cagione del loro impiego,

– l’esistenza di ‘vantaggi e benefici per il consumatore’. Per gli operatori soprattutto, poiché si riferisce in essenza all’incremento delle capacità di ‘conservazione o stabilità di un alimento o migliorarne le proprietà organolettiche. Sia pure, ‘a condizione di non alterare la natura, la sostanza o la qualità dell’alimento in modo da indurre in errore i consumatori’. (4)

Additivi coloranti, requisiti ulteriori

L’inserimento degli additivi alimentari nella categoria funzionale dei coloranti postula altresì la capacità della sostanza di assolvere a una o più delle seguenti funzioni:

a) restituire l’apparenza originaria di alimenti il cui colore è stato alterato da trasformazione, conservazione, imballaggio, distribuzione, e il cui aspetto potrebbe perciò risultare inaccettabile,

b) accrescere l’attrattiva visiva degli alimenti,

c) colorare alimenti di per sé incolori (reg. CE 1333/08. art. 8. Condizioni specifiche per i coloranti).

Additivi alimentari nelle olive da mensa

L’autorizzazione all’impiego di additivi alimentari è perciò soggetta a condizioni e limiti che considerano la ricorrenza delle condizioni generali e specifiche di cui sopra. Con particolare attenzione, tra l’altro, ai livelli di esposizione che possono derivare dal consumo delle diverse categorie di alimenti.

Gli alimenti non trasformati oltretutto dovrebbero venire esclusi, in linea di massima, dall’autorizzazione all’uso di additivi alimentari. Ed è anzi già una vergogna – preme ribadire a chi scrive – l’autorizzazione all’impiego nelle olive del gluconato ferroso, la cui funzione di additivo colorante è stata mascherata dalla stessa Commissione europea in evidente accordo con le lobby agroindustriali. (5)

Composti rameici di clorofille e clorofilline, rischi possibili per la salute

EFSA (European Food Safety Authority) ha effettivamente considerato l’assenza di problemi di sicurezza per le clorofille (E 140) usate come coloranti alimentari, ai livelli d’uso indicati. (6) E tuttavia – come furbescamente omesso da Raffaele Fitto – l’Autorità europea per la sicurezza alimentare non ha ritenuto possibile valutare la sicurezza dei complessi di clorofille e clorofilline con rame (E 141. V. nota 7).

‘Il panel ha ritenuto che, date le discrepanze e le incertezze dei dati disponibili sul potenziale cancerogeno delle clorofille e clorofilline rameiche, fosse necessaria un’ulteriore e adeguata valutazione della loro possibile cancerogenicità. Infine il gruppo ha concluso che mancavano dati affidabili sull’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’escrezione, la genotossicità, la tossicità (cronica), la cancerogenicità e la tossicità riproduttiva e dello sviluppo dei composti rameici di clorofille (E 141(i)) e clorofilline (E 141(ii))’. (8)

Coloranti alimentari di sintesi e da nanotecnologie, i rischi da evitare

La sicurezza dei coloranti di sintesi e da nanotecnologie autorizzati in UE – su alimenti e bevande, cosmetici e farmaci – è tuttora messa in discussione dalla comunità scientifica, in ragione di gravi rischi per la salute pubblica la cui esposizione non può venire giustificata dai falsi bisogni di colore e ‘smalto’ imposti dal marketing.

Il biossido di titanio rappresenta l’unico successo dei consumatori nell’ottenere la salvaguardia, parziale e tardiva, rispetto a pericoli di tumori e danni al DNA. I quali ancora permangono sui farmaci solo per mantenerne il ‘bianco brillante’. Ancora si attende un simile verdetto sul biossido di silicio, come si è visto. E soprattutto sui coloranti sintetici correlati a disturbi neuro-comportamentali i nei bambini.

Olive, vende meglio il colore o la promessa di salute?

L’utilizzo di clorofilla rameica per colorare le olive da tavola costituisce tuttora, in UE e in Italia, una frode alimentare di rilevanza sanitaria. Vale a dire un crimine a cui devono conseguire sequestro e confisca di alimenti potenzialmente tossici. I ‘mandanti’ di Raffaele Fitto che ne pretendono la legalizzazione, olivicoltori in Puglia si presume, paiono dunque ostinati a considerare il colore delle olive più importante della loro salubrità.

Le olive biologiche – così come l’olio extra vergine bio – sono del resto ben più preziose per la salute dei consumatori rispetto alle versioni ‘convenzionali’, come la letteratura scientifica ha ampiamente dimostrato. E i consumatori dell’intero pianeta, ora più che mai, ricercano e valorizzano i cibi che offrono salute.

Invece del verde brillante da clorofilla rameica su olive fumigate al glifosate, si potrebbero promuovere olive biologiche ricche in polifenoli e biodiversità dei patrimoni microbiologici alleati della salute. Di particolare beneficio per il sistema immunitario, il cui valore è oggi a sua volta ben chiaro a tutti. L’astuzia pugliese potrebbe meglio esprimersi nel richiedere aiuto ai fini dell’autorizzazione di nuovi health claim, come gli operatori in USA hanno già ottenuto. (9)

Dario Dongo

Note

(1) Raffaele Fitto (Fratelli d’Italia, gruppo ECR, European Conservatives and Reformists). Interrogazione 17.9.21 alla Commissione con richiesta di risposta scritta (E-004283/2021). https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2021-004283_IT.html

(2) EFSA panel on Food Additives and Flavourings. Scientific Opinion on re-evaluation of chlorophyllins (E 140(ii)) as food additives. EFSA Journal 2015;13(5):4085. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4085

(3) Risposta 3.11.21 della signora Stella Kyriakides, a nome della Commissione europea, all’interrogazione E-004283/2021. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2021-004283-ASW_IT.html

(4) Reg. CE 1333/2008, relativo agli additivi alimentari. V. articolo 6, Condizioni generali per l’inclusione di additivi alimentari negli elenchi comunitari e per il loro uso. Testo consolidato all’8.8.21 su Europa Lex, https://bit.ly/3HdFeXs

(5) Olive nere, ingrediente composto? Risponde l’avvocato Dario Dongo. FARE (Food and Agriculture Requirements). 23.10.17,
https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/olive-nere-ingrediente-composto-risponde-l-avvocato-dario-dongo

(6) Scientific Opinion on the re-evaluation of chlorophylls (E 140(i)) as food additives. EFSA Journal 2015;13(5):4089. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4089

(7) Scientific Opinion on re-evaluation of copper complexes of chlorophylls (E 141(i)) and chlorophyllins (E 141(ii)) as food additives. EFSA Journal 2015;13(6):4151. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4151

(8) Isabel Viera, Antonio Pérez-Gálvez, María Roca (2019). Green Natural Colorants. Molecules. 2019 Jan; 24 (1): 154. doi: 10.3390 / molecules24010154

(9) Dario Dongo. Acido oleico e prevenzione malattie coronariche, via libera in USA. GIFT (Great Italian Food Trade). https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/acido-oleico-e-prevenzione-malattie-coronariche-via-libera-in-usa

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