Salute

Mantenere il peso forma con la dieta mediterranea, studio clinico

Mantenere il peso forma con la dieta mediterranea, studio clinico

I più luminosi auguri a tutti, per un 2019 felice e ‘leaner. Cioè più snello, non per estetica ma per la salute, che può sempre migliorare grazie anche al peso forma. Alcuni spunti sui buoni propositi per l’anno nuovo.

Come ridurre l’indice di massa corporea, mantenere il peso forma e tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare? Lo spiega uno studio appena pubblicato su Diabetes CareDieta mediterranea ed esercizio fisico le parole chiave. 

Sovrappeso e prevenzione malattie cardiovascolari, lo studio sperimentale

PREDIMED-PlusPREvención con DIeta MEDiterránea, è un programma sperimentale elaborato per valutare l’efficacia a lungo termine di un intervento significativo sullo stile di vita. Con il duplice obiettivo di ridurre l’indice di massa corporea (Body Mass Index), mantenere il peso-forma e prevenire i rischi di malattie cardiovascolari.

Lo studio sperimentale è stato condotto su un campione randomizzato di 626 adulti sovrappeso e obesi, in età compresa tra 55 e 75 anni, con sindrome metabolica. I soggetti sono stati sottoposti a un programma intensivo di dimagrimento, basato su dieta mediterranea a ridotto apporto energetico, promozione dell’attività fisica e supporto comportamentale. A raffronto con un gruppo di controllo (CG).

Dieta mediterranea ed esercizio fisico hanno condotto a significativi miglioramenti, misurati dopo 12 mesi. I partecipanti al programma hanno perso una media di 3,2 kg, a fronte dei -0,7 kg nel gruppo di controllo, con una differenza media del 95%. Un partecipante su tre (33,7%) ha ridotto il peso in misura pari o superiore al 5%, rispetto all’11,9% dei membri del CG.

I fattori di rischio cardiovascolare – tra cui circonferenza della vita, glicemia a digiuno, trigliceridi e colesterolo ‘cattivo’ (HDL) – sono significativamente migliorati nei partecipanti IG. Con maggiore riduzione della resistenza all’insulina, HbA1c e livelli circolanti di leptina, interleuchina-18 e MCP-1. I partecipanti con prediabete e diabete hanno migliorato significativamente il controllo glicemico e la sensibilità all’insulina, insieme ai trigliceridi e ai livelli di colesterolo HDL.

Dieta mediterranea e prevenzione, conclusioni 

Le analisi sull’andamento delle variazioni nell’accumulo di grasso, il peso corporeo e una serie di indicatori di rischio cardiovascolare mostrano l’efficacia dell’intervento intensivo di PREDIMED-Plus nel medio periodo. Tale approccio si è rivelato utile, nei 12 mesi di sperimentazione, per ridurre l’adiposità e i fattori di rischio cardiovascolare in adulti sovrappeso e obesi con sindrome metabolica. Anche su pazienti diabetici e soggetti a rischio diabete.

L’adozione di un regime dietetico mediterraneo equilibrato – con apporto energetico ridotto, nonché associato al movimento fisico – ha consentito una riduzione del peso di almeno il cinque per cento. Con l’ulteriore beneficio di regressioni cliniche sul dismetabolismo del glucosio e sui marcatori di processi infiammatori.

La perdita di peso maggiore è stata osservata dopo 12 mesi. Ed è questo, secondo i ricercatori, uno degli aspetti che meritano più attenzione. È infatti opinione diffusa infatti tra gli esperti di prevenzione che le diete più in voga (es. dieta iperproteica, nelle sue varie declinazioni) – basate esclusivamente sulla riduzione dei carboidrati – consentano alle persone di perdere peso velocemente, ma risultino difficili da sostenere nel tempo. (3)

Dario Dongo

Note

(1) ‘Effect of a Lifestyle Intervention Program With Energy-Restricted Mediterranean Diet and Exercise on Weight Loss and Cardiovascular Risk Factors: One-Year Results of the PREDIMED-Plus Trial’, Jordi Salas-Salvadó et al., su Diabetes Care 2018 Nov; dc180836. https://doi.org/10.2337/dc18-0836

(2) Il ‘prediabete’ è una fase asintomatica, durante la quale i livelli ematici di glucosio sono lievemente superiori alla norma (non così elevati da conclamare un diabete), così come i livelli di insulina provocata da precoce insulino-resistenza. In molti casi, questa fase precede la diagnosi di diabete mellito di tipo 2. Maggiori informazioni su https://www.diabete.com/prediabete-cosa-si-intende/. In merito alla prevenzione del diabete, si veda anche lo studio citato su https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/indice-glicemico-nella-prevenzione-del-diabete

(3) L’impatto delle diete iperproteiche sulla salute, secondo alcuni studi, può risultare anche pericoloso nel lungo termine. Si vedano 

– Noto H, Goto A, Tsujimoto T, Noda M (2013). ‘Low-Carbohydrate Diets and All-Cause Mortality: A Systematic Review and Meta-Analysis of Observational Studies’. PLoS ONE 8(1): e55030. doi: 10.1371/journal.pone.0055030

– Lagiou, P., Sandin, S., Lof, M., Trichopoulos, D., Adami, H. O., & Weiderpass, E. (2012). ‘Low carbohydrate-high protein diet and incidence of cardiovascular diseases in Swedish women: prospective cohort study’. Bmj, 344, e4026. doi: https://doi.org/10.1136/bmj.e4026

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