Salute

Acido folico, la vitamina essenziale alle donne fertili

Acido folico, la vitamina essenziale alle donne fertili

La regolare assunzione di acido folico è raccomandata a tutte le donne fertili. Questa vitamina, B9, è essenziale per prevenire gravi malformazioni nei nascituri. Eppure, una larga parte delle donne italiane ancora ne sottovaluta l’importanza. Non ne assume o non rispetta tempi e modi di assunzione raccomandati. Le raccomandazioni dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità).

Acido folico e folati, passaparola

La vitamina B9 – naturalmente presente in frutta e verdura, sotto forma di folati – è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine, nonché per la formazione dell’emoglobina. Riduce inoltre la omocisteina, associata al rischio di malattie cardiovascolari e infarti.

Nel concepimento e la gravidanza, la B9 assume poi un ruolo essenziale per prevenire gravi malformazioni del sistema nervoso del nascituro, come i difetti del tubo neuronale (es. spina bifida) e altre anomalie congenite. (1) Eventi gravi – che tuttora interessano il 3% dei neonati – e si possono, anzi si devono prevenire.

L’alimentazione non basta a raggiungere l’apporto raccomandato nelle prime fasi della gravidanza, durante la formazione dell’embrione. È quindi indispensabile provvedere a un’integrazione supplementare di acido folico (la forma ossidata della vitamina). (2)

Concepimento e gravidanza. quando e come assumere acido folico

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) promuove l’assunzione supplementare di B9 da almeno un mese prima del concepimento – ovvero regolarmente, nelle donne che non escludano attivamente la gravidanza – fino al terzo mese di gestazione. Come sempre, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata.

I farmaci che forniscono acido folico nella dose supplementare raccomandata (0,4 mg/die) sono oltretutto a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). È infatti dovuto il solo pagamento del ticket, presentando la ‘ricetta rossa’ rilasciata dal medico di famiglia o da una struttura sanitaria pubblica.

Alimenti fortificati?

In Usa e in Canada si persegue invece l’obiettivo di una integrazione generalizzata, rivolta a tutta la popolazione, mediante la ‘fortificazione obbligatoria’ (mandatory fortification) della farina di grano e alcuni prodotti derivati (es. pasta). (3) Questo approccio tuttavia non convince la comunità scientifica italiana.

Gli alimenti fortificati impediscono infatti di dosare con precisione la supplementazione totale di vitamine. E in caso di sovradosaggio – di vitamina B9 in particolare, come mostrano alcuni studi – può manifestarsi una tossicità inattesa. (4) Su questo tema, l’ISS sta formando un gruppo di lavoro interdisciplinare. Allo scopo di esaminare le evidenze scientifiche più recenti e definire la migliore strategia per un’assunzione ottimale di acido folico fra le donne in età fertile.

Comunicare la prevenzione

Comunicare a tutte le donne in età fertile il valore cruciale della supplementazione periconcezionale con acido folico è essenziale alla prevenzione e alla tutela della salute pubblica. Come si è ribadito al convegno organizzato dall’ISS il 29.11.19, ‘Malformazioni congenite: dalla comunicazione alla prevenzione, CCM 2018‘.

La divulgazione di raccomandazioni alla popolazione sugli effetti preventivi dei folati e dell’acido folico in Italia ha avuto inizio intorno al 2000. In quegli anni, solo il 3-4% delle donne aderiva alle indicazioni fornite. E proprio grazie ad apposite campagne d’informazione si è già raggiunto un primo risultato apprezzabile. Nel 2012 l’integrazione di acido folico nel periodo periconcezionale è stata infatti seguita correttamente dal 25,4% delle donne italiane e l’8,2% di quelle straniere residenti in Italia. (5)

C’è ancora molto da fare. La comunicazione sta raccogliendo proseliti, anche nelle fasce più giovani della popolazione. Al convegno ISS sono intervenuti gli studenti dell’Istituto Cine-TV Roberto Rossellini di Roma, i quali hanno presentato un loro video teso a promuovere l’assunzione periconcezionale di acido folico. (6) Un’iniziativa tanto più utile in quando i giovani aspiranti cineasti – potenziali futuri genitori – e i loro contatti sapranno diffondere l’informazione, anche attraverso i social network.

Invitiamo i nostri lettori a partecipare a questa preziosa campagna d’informazione, divulgando il presente articolo e le relative raccomandazioni.

Note

(1) V. l’approfondimento del Centro nazionale malattie rare (CNMR) dell’ISS

(2) V. la Raccomandazione del Network Italiano Promozione Acido Folico per la Prevenzione Primaria di Difetti Congeniti

(3) ‘La “fortificazione obbligatoria” – in inglese mandatory fortification – è un processo che viene normato da una legge ad hoc dello Stato che, a seguito di consultazioni tra panel di esperti e valutazioni sui possibili rischi-benefici di questa scelta, obbliga l’arricchimento di una matrice alimentare (spesso farine di cereali con un determinato – o determinati – nutriente, stabilendone le dosi e le modalità‘, Stefania Ruggeri – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), Alimenti e nutrizione, Che cos’è la fortificazione di un alimento?

(4) Dandan Chu, Longfei Li,Yanli Jiang, Jianxin Tan, Jie Ji, Yongli Zhang, Nana Jin, Fei Liu. Excess Folic Acid Supplementation Before and During Pregnancy and Lactation Activates Fos Gene Expression and Alters Behaviors in Male Mouse Offspring. Frontiers in Neuroscience, 2019 https://doi.org/10.3389/fnins.2019.00313

(5) Più elevata è la percentuale di donne che assume acido folico a gravidanza iniziata: il 70,3% delle italiane e il 62,6% delle straniere residenti in Italia. V. Epicentro, il Portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica 

(6) Il video è disponibile nel sito dell’Istituto cine-TV Alberto Rossellini

Informazioni sull'autore