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Giornata mondiale del latte 2020, un brindisi al Camel Milk

Giornata mondiale del latte 2020, un brindisi al Camel Milk

Giornata mondiale del latte, 1 giugno. La ventesima edizione del World Milk Day viene celebrata da una coalizione di produttori, consumatori ed esperti di 35 Paesi con il latte di cammella. Un brindisi a questo emblema di resilienza, salute umana e benessere animale. E pure al primo anno di attività del progetto di ricerca e sviluppo Camel Milk, sotto l’insegna di PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), in Horizon 2020. (1)

Latte di cammella, produzioni e consumi in crescita

La produzione globale di latte di cammello è stimata in circa 5-6 milioni di tonnellate l’anno. Il 70% della produzione è assorbito dal consumo domestico – da parte dei proprietari di cammelli e delle loro famiglie – senza tuttavia raggiungere il mercato (né venire registrata, in larga parte). Il mercato mondiale dei prodotti lattiero-caseari che deriva da questa filiera è valutato in US$ 10,2 miliardi (2019, 2). Con una previsione di crescita superiore al 10% nel decennio a venire, secondo l’amico Bernard Faye, veterinario e presidente della International Society of Camelid Research and Development (ISOCARD).

I cammelli sono più adatti delle mucche ai cambiamenti climatici e sono costruiti per sopravvivere per settimane senza acqua nell’entroterra duro, ma producono un latte ricco di vitamine e prezioso per il sistema immunitarie, con un buon sapore, che può venire consumato anche dalle persone con intolleranza al lattosio’ (Jeff Flood, nutrizionista e CEO di Summer Land Camels, Queensland, Australia).

La crescente popolarità del latte di cammella (LC) sui mercati internazionali è legata alle sue proprietà nutrizionali (distintive con riguardo ai tenori di calcio, magnesio, fosforo, potassio, rame, ferro, vitamine C, A, gruppo B, acido folico). 250 ml/die di LC possono fornire una buona parte del fabbisogno minimo giornaliero di macro e micronutrienti necessario a un individuo adulto. (3)
A cui si aggiungono i benefici per la salutiste, da sempre noti alle comunità rurali nei Paesi di produzione, che negli ultimi anni hanno ricevuto validazione dalla ricerca scientifica in vitro in vivo.

Un aumento significativo dell’interesse per il latte di cammello ‘per motivi di salute’ si registra anche in India, spiega Hanwant Singh Rathore. Il cofondatore di Camel Charisma, società che commercializza latte di cammello prodotto dai nomadi Raika in Rajasthan, riferisce invero che ‘la maggior parte dei nostri clienti sono genitori di bambini autistici, ma il latte di cammello sta diventando noto anche come alimento salutare tradizionale del Rajasthan’.

Benefici unici per la salute

La letteratura scientifica evidenzia una serie di attributi favorevoli del latte di cammella (LC). La scientific review coordinata dal professor Roberto Miniero, già ordinario di Pediatria all’Università Magna Graecia di Catanzaro, è stata oggetto di un recente aggiornamento. Si riferisce in particolare alle seguenti virtù:

– digeribilità, grazie al minor volume dei globuli di lipidi, a raffronto con quelli del latte vaccino (LV),

– tollerabilità da parte di persone intolleranti al latte vaccino, grazie all’assenza di β-lattoglobulina (caratteristica comune al latte umano),

– presenza di peptidi attivi con azioni anti-infettiva (antibatterica e antifungina), anti-infiammatoria, immunomodulante, anti-cancerosa e anti-ossidante, anti-ipertensiva,

– apprezzabili capacità di prevenire l’insorgenza del diabete e contribuire, in misura significativa, al trattamento del diabete,

– proprietà antiossidanti di rilievo anche nel decremento significativo dell’indice CARS (Childhood Autism Rating Scale) e altri indici che valutano la clinica dell’autismo,

– effetti positivi sul microbioma intestinale e il sistema immunitario. (3)

‘I genitori di bambini con autismo rimangono un mercato chiave e in crescita, poiché gli studi dimostrano che il latte è sicuro ed efficace e può portare a miglioramenti comportamentali e medici’ (Christina Adams, autrice di numerose pubblicazioni scientifiche sull’argomento nonché membro del comitato editoriale del Journal of Camel Science).

Sotto il profilo nutrizionale, nel LC si annotano:

– alto valore biologico delle proteine, che si distinguono rispetto ad altri latti per il più elevato tenore di aminoacidi essenziali (arginina, isoleucina, metionina e fenilalanina) e non essenziali (cisteina, acido glutamminco, prolina alanina, valina). Mezzo litro di LC al giorno, secondo i ricercatori, può soddisfare il fabbisogno di aminoacidi di un individuo adulto,

– apprezzabili valori medi di acidi grassi insaturi (43%) e acido linoleico.

‘Gli acidi grassi nel latte di cammella sono preferibili a quelli del latte vaccino, per la salute del sistema cardiovascolare, grazie alla maggior quota di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi. Ed è ​​ la migliore alternativa al latte materno, utile anche ai bambini con gravi allergie alimentari o eczema’ (prof. Tahereh Mohammadabadi, Khuzestan Agricultural Sciences and Natural Resources University, Iran).

Mercato globale in crescita

Medio Oriente e Africa esprimono oltre il 60% della zootecnia di settore. L’Arabia Saudita è il primo mercato al mondo, con una consumo medio pro-capite di 33 litri/anno. Che è altresì spiccato in Somalia, Etiopia, Sudan e Kenya, nel continente africano. Si prevede inoltre una rapida crescita dei consumi in Nord America, in ragione della prevalenza endemica del diabete e dell’opportunità di controllare i livelli glicemici sanguigni grazie all’apporto regolare di latte di cammella.

L’industria lattiero-casearia nella filiera del cammello è ben organizzata negli Emirati Arabi Uniti (United Arab Emirates, UAE), n particolare a Dubai, unico Paese extra-europeoattualmente autorizzato a esportare tali prodotti in Unione Europea. Oltreché in Arabia Saudita e Mauritania. Le produzioni sono peraltro in via di sviluppo anche in altri Paesi, anche grazie al progetto di ricerca UE Camel Milk che coinvolge operatori e università in Algeria, Turchia e Spagna (Isole Canarie) – ove pure si vanta una tradizione plurisecolare – nonché in Francia. (4)

Cambiamento climatico e resilienza, l’era del cammello

‘Il cammello ha salvato gli esseri umani per generazioni nel deserto. Nelle zone aride e con clima caldo oltre i 45°C, vediamo le mucche soffrire perché hanno bisogno di 8-10 volte più acqua dei cammelli per produrre 1 litro di latte’ (dr. Abdul RaziqKakar, specialista nella produzione casearia da latte di cammelle, Emirati Arabi Uniti e Pakistan, blogger su Camels4All).

Negli ultimi 50 anni, i camelidi (cammelli e dromedari) sono stati il secondo bestiame erbivoro in più rapida crescita al mondo, dopo il bufalo. Registrando una crescita significativa nell’ultimo decennio, in Africa (+4,5%/anno in. Dati FAOStat) e Medio Oriente. Anche in Paesi storicamente privi di camelidi, come Uganda e Tanzania. La resilienza di questi animali è inimmaginabile, nei climi rigidi come in quelli caldi e in condizioni di siccità, anche grazie alla loro capacità di muoversi su cespugli spinosi e arbusti inaccessibili alla gran parte degli animali da reddito. (5)

‘La tradizione di allevamento [dei cammelli] è consolidata in molti Paesi del mondo [49, ndr]. Abbiamo perciò bisogno di condurre ulteriori ricerche scientifiche sul cammello, in generale, e sul suo latte in particolare’ (Mohammed Bengoumi, esperto di camelidi, FAO, Tunisia).

Food security, prospettive africane

Una caratteristica peculiare dei camelidi è la loro abitudine a vivere nel deserto, in condizioni climatiche estreme, con lunghi digiuni di cibo e acqua. Il cammello può resistere senza acqua fino a quaranta giorni, al punto di perdere il 30% della massa corporeo e il 50% dell’acqua immagazzinata nell’organismo. Ed è capace di produrre latte anche in condizioni nutrizionali sfavorevoli, a differenza degli altri animali da latte. (3)

La food security – vale a dire, l’approvvigionamento di cibo nutriente e sicuro alle popolazioni del pianeta – deve perciò venire garantita anche mediante supporto alle comunità nomadi che allevano cammelli per tradizione secolare.

‘Supportare l’allevamento decentralizzato di cammelli attraverso modelli innovativi è una grande opportunità per ridurre la povertà e migliorare la sicurezza alimentare in alcune delle parti più povere del mondo’ (Ilse Köhler-Rollefson, coordinatrice del progetto della League for Pastoral Peoples and Endogenous Livestock Development).

‘L’industria del latte di cammello è sottovalutata, ma potrebbe competere con gli altri investimenti in valuta estera già operativi in Kenya. L’89% del Paese è classificato come terra arida o semi-arida e la siccità è ricorrente. È dunque logico che molti allevatori si orientino dalle mucche verso i cammelli, anche nel sud del Kenya’ (dr. James Chomba Njanja, vicepresidente della Kenya Camel Association).

Camel Milk, il progetto di ricerca nel Mediterraneo

Camel milk è un progetto di ricerca che si articola in 36 mesi. Coinvolge 14 unità di ricerca in 7 Paesi tra cui in Italia, grazie alla nostra squadra di FARE, divisione di Wiise S.r.l. società benefit. Il progetto mira a rafforzare la filiera del latte di cammella sui vari livelli di produzione, trasformazione e consumo. Mediante supporto tecnico ad alcune piccole e medie imprese di settore, sulle diverse sponde del Mediterraneo.

Le attività si concretizzano in:

– assistere gli operatori extra-europei ad allineare la produzione agli standard UE di sicurezza alimentare e benessere animale, from stable to table,

– sviluppare tecnologie e strategie commerciali, per rendere possibile la distribuzione di alimenti sicuri. Latte pastorizzato, latti fermentati (per ulteriori apporti di probiotici), formaggi. (4)

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Camel Milk, superfood. Progetto di ricerca mediterranea. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.6.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/camel-milk-superfood-progetto-di-ricerca-mediterranea

(2) Grand View Research Inc. (2020). Camel milk products, market analysis

(3) Roberto Miniero,  Ali Mohamed Mahadi, Giuseppe Antonio Mazza, Laura Giancotti, Valentina Talarico. Può il latte di cammella avere un ruolo nella Medicina del XXI secolo? Revisione della letteratura. Integratori Food & Med. 4.10.19, https://www.integratorifoodmed.it/puo-il-latte-di-cammella-avere-un-ruolo-nella-medicina-del-xxi-secolo-revisione-della-letteratura/

(4) Dario Dongo. Camelmilk project: promoting the production and demand of camel milk in the Mediterranean basin.PRIMA Observatory, https://primaobservatory.unisi.it/en/projects/camelmilk-boost-the-production-processing-and-consumption-of-camel-milk-in-the-mediterranean-basin

(5) Dario Dongo. Australia, criminale l’ordine di sterminare i cammelli. Égalité. 8.1.20, https://www.egalite.org/australia-criminale-lordine-di-sterminio-di-cammelli/

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