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Dieta mediterranea, una legge per promuoverla

Dieta mediterranea, una legge per promuoverla

Tutelare e promuovere la dieta mediterranea è l’obiettivo di due disegni di legge presentati al Senato. I testi prevedono l’istituzione di una Giornata nazionale, un marchio, un fondo e un comitato scientifico specificamente incaricato di coordinare le iniziative di tutela.

Il ddl 313 è stato presentato il 26 marzo 2014 dai senatori pignedoli, bertuzzi, saggese, albano, moscardelli, scalia e fedeli, mentre il ddl 926 del 5 luglio 2013 è di iniziativa dei senatori Tomaselli, Fabbri, Sangalli, Astorre, Margiotta, Pezzopane, Favero, Mattesini, De Petris, Iurlaro, Vattuone, Padua, Orrù e Verducci.

Entrambi i testi, richiamano il riconoscimento dell’UNESCO conferito nel 2010 alla dieta mediterranea, inserita nell’elenco del patrimonio culturale dell’umanità, quale modello culturale e sociale fondato su “l’insieme di pratiche tradizionali, conoscenze e competenze, che vanno dal paesaggio all’alimentazione, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo, caratterizzato da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, tramandato di generazione in generazione, che costituisce un senso di appartenenza e di continuità per le popolazioni coinvolte”.

I principali obiettivi da perseguire sono individuati nella promozione di studi e ricerche interdisciplinari sugli effetti della dieta mediterranea sulla salute e sugli stili di vita – con riguardo anche alle malattie legate alla nutrizione – la promozione e la diffusione dei prodotti e delle specialità della dieta mediterranea nelle mense e nella ristorazione collettiva e l’intensificazione degli scambi culturali tra le comunità interessate.

Un Comitato ad hoc

Una attività di promozione che coinvolge e intende sostenere le attività economiche delle comunità che tale modello rappresentano. E che si intende affidare a un Comitato per la tutela e la valorizzazione della dieta mediterranea patrimonio dell’umanità, con funzioni consultive, propositive e di monitoraggio sulle politiche nazionali relative alla diffusione della dieta mediterranea e del modello socio-culturale da essa rappresentato.

Secondo i ddl, il Comitato è presieduto dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ed è composto dal capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, da tre esperti designati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, da tre esperti designati dal Ministero della salute, di cui uno indicato dall’Istituto superiore della sanità ed uno scelto tra esperti nutrizionisti di notoria e alta qualificazione, di un esperto designato per ciascuno dei Ministeri degli affari esteri, dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per i beni e le attività culturali, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da un esperto designato dalla Commissione nazionale italiana per l’UNESCO, da un rappresentante della Conferenza delle regioni e delle provincie autonome, da due rappresentanti dei comuni designati dalla Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da due rappresentanti delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura designati da Unioncamere, da un rappresentante del Centro studi per la dieta mediterranea “Angelo Vassallo” di Pollica, e da un rappresentante della Fondazione Dieta Mediterranea ONLUS con sede a Ostuni.

Giornata nazionale della dieta mediterranea

Un’occasione per promuovere i valori della dieta mediterranea è fornita dalla istituzione della “Giornata Nazionale della dieta mediterranea patrimonio dell’umanità”, da celebrarsi il 16 novembre di ogni anno.

Più punti nell’assegnazione delle mense scolastiche ai bandi coerenti

In ambito scolastico, la promozione della dieta mediterranea entra nei programmi didattici degli studenti della scuola dell’infanzia primaria e secondaria di primo e secondo grado, mentre i docenti dovranno seguire una attività di formazione sul tema.

Nelle gare d’appalto del servizio di mensa scolastica, inoltre, sarà previsto un punteggio per le offerte in linea con il modello nutrizionale della dieta mediterranea.

Un marchio per la promozione

Entrambi i ddl prevedono la creazione di un marchio “Dieta mediterranea patrimonio dell’umanità”, di proprietà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il logo è destinato a evidenziare “gli operatori effettivamente e attivamente impegnati nella promozione e tutela dei prodotti e dello stile di vita della dieta mediterranea”.

Un Fondo da un milione di euro

Per sostenere le attività previste, viene istituito un Fondo per la valorizzazione della dieta mediterranea patrimonio dell’umanità, con una dotazione di un milione di euro per il primo triennio di lavoro, a valere sulle somme assegnate all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e non spese.