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Riso in Sicilia, la rinascita

Riso in Sicilia, la rinascita

Rinascimento siciliano. Non solo grani antichi ma anche riso in Sicilia, nel recupero di tradizioni millenarie. Protagonisti ancora una volta imprenditori lungimiranti, col supporto dell’Università di Catania.

Riso in Sicilia, la rinascita

Il cuore e l’umana ragione raggiungono culmini che l’agrofinanza neppure immagina. Così – in un periodo storico ove i mercati e lo spread paiono dominare anche la democrazia – c’è chi invece s’interessa, tra la Piana di Catania e l’entroterra Ennese, al rinascimento della risicoltura nella Magna Grecia.

Una squadra di ricercatori dell’Università di Catania (Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Di3A), due agricoltori siciliani (Angelo Manna e Sebastiano Conti) e un grande esperto di risicoltura (Massimo Biloni). Impegnati su entrambi i fronti della produzione – con obiettivi economici e occupazionali – e della ricerca universitaria, laddove la cerealicoltura rinnova la sua originaria importanza nell’ecosistema regionale.

Paolo Caruso, ricercatore al dipartimento Di3A di Catania nonché direttore tecnico di Simenza, cumpagnia siciliana sementi contadine, segue dal vivo l’intero ciclo di produzione, dal recupero dei semi fino al raccolto.

Il riso, da un punto di vista agronomico, può trovare in alcune zone della Sicilia condizioni ottimali per palesare le proprie potenzialità produttive, a condizione che vi siano risorse idriche significative, terreni pesanti e ben livellati.

Le coltivazioni più estese si trovano nel territorio della Piana di Catania, nella zona di confine con la provincia di Siracusa.

In Sicilia, grazie all’assenza di fenomeni di stanchezza del terreno, si può coltivare il riso in regime di agricoltura biologica. Tale peculiarità rappresenta una nuova opportunità commerciale per gli agricoltori, in considerazione del fatto che il quantitativo ad oggi prodotto, viene venduto rapidamente ed a prezzi che ripagano adeguatamente gli investimenti’ (Paolo Caruso, ricercatore Università di Catania, Di3A).

Riso in Sicilia, la storia millenaria

La storia del riso in Sicilia ha un’origine antica, millenaria. Diodoro Siculoda Egira(60-30 a.C.), vicino Enna nella Bibliotheca historica, fu uno dei primi autori in Occidente a citarlo. Le coltivazioni si diffusero nell’VIII secolo d.C., in contemporanea con la diffusione del cereale in Spagna.

Gli arancini siciliani – ora celebrati come street food isolani per antonomasia – sono del resto attribuiti proprio alla diffusione del riso in Sicilia, oltreché alla cultura araba, che vi si insediò nel II sec. d.C., dopo i Bizantini. Laddove il cereale è l’ingrediente primario della preparazione gastronomica, all’origine ripiena di carne e zafferano, nell’iconica forma sferica.

252 ettari coltivati a riso si registravanonel 1912 in provincia di Siracusa (Augusta, Lentini e Carlentini), altri 275 ettari in quella di Catania (Ramacca, Paternò, Belpasso e lungo il fiume Simeto). Il successivo abbandono è da ricondursi a ragioni politiche ed economiche. Già a seguito dell’Unità d’Italia erano state intraprese varie misure volte a disincentivare le coltivazioni sicule, favorendo invece quelle di Piemonte e Lombardia. Nel ventennio fascista vennero poi eseguite operazioni di bonifica che ridussero in misura sostanziale le zone paludose ed acquitrinose ove le colture erano concentrate, e così definitivamente scomparvero.

riso siciliano

Riso in Sicilia, le sfide da affrontare

Le sfide da affrontare sono lucidamente descritte da Paolo Caruso. ‘Sebbene sia stato recentemente riattivato un processo di recupero, per una significativa diffusione della risicoltura, si aggiunge ai fattori pedoclimatici un problema legato all’integrazione della filiera. La granella prodotta purtroppo non può essere ‘sbramata’ ed eventualmente ‘brillata’ in loco, a causa dell’assenza di impianti idonei alle operazioni post raccolta’.

Il cereale raccolto nell’Isola, per ricevere la trasformazione minima necessaria alla sua immissione sul mercato, deve perciò superare lo Stretto di Messina e raggiungere Sibari (CS), ove è attiva la più vicina filiera completa. Oppure Vercelli, centro produttivo tra i più importanti in Europa.

L’auspicio è dunque quello di ottenere un’apposita misura, nel prossimo P.S.R., dedicata all’integrazione di questa filiera.

Federica Genovese e Dario Dongo

Bibliografia

Renzo Angelini, 2008. Il Riso (Coltura & Cultura)

Maria Concetta Calabrese, 2012. Baroni Imprenditori nella Sicilia Moderna Michelangelo e Giuseppe Agatino Paternò Castello di Sigona, Maimone Editore.

Prof. Sac. Paolo Cultrera, 1869. Catalogo di prodotti agricoli siciliani

Renzo Angelini, 2008. Il Riso (Coltura & Cultura)

Storia dello zucchero siciliano / Carmelo Trasselli ; introduzione di Orazio Cancila. – Caltanissetta ; Roma : S. Sciascia, 1982. – XXXII, 346 p.

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