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Carrefour AI Ahi

Carrefour AI Ahi

Con qualche anno di ritardo Carrefour prova a inseguire l’esempio Amazon di raccolta dei Big Data e loro elaborazione in un sistema di intelligenza artificiale (AI). Ma il periodo non è propizio e i dolori potrebbero superare le gioie, ecco perché.

Foodlab è il progetto appena lanciato da Carrefour Francia, con l’obiettivo di raccogliere i dati relativi ai clienti e le loro attitudini di consumo, elaborarli attraverso la piattaforma di data intelligence (Xperiences), condividerli con i gestori di media gastronomici. (1)

Uno strumento di profilazione e analisi dati, raccolti da canali differenti (omnichannel) – fisici (punti vendita) e digitali (‘i migliori siti web gastronomici’), per ‘conoscere meglio i propri clienti’ – viene però avviato nel momento storico peggiore. 

Il recente scandalo Facebook/Cambridge Analytica ha infatti attirato l’attenzione del grande pubblico e la politica sui pericoli connessi alla gestione incontrollata dei dati personali. E il caso Facebook/Cambridge Analytica – si noti bene – non è emerso per circostanze fortuite bensì grazie all’acuirsi dell’attenzione su questo tema, in vista dell’applicazione delle nuove regole già vigenti in Europa su data protection. 

Il regolamento GDPR (General Data Protection Regulation), entrato in vigore il 4.5.16, avrà infatti piena efficacia il prossimo 25.5.18. Obbligando ogni società – europea e non – che tratti dati personali di soggetti basati in UE al puntuale rispetto delle nuove regole. A fronte del rischio di subire sanzioni che possono raggiungere il 4% del fatturato globale.

A partire dal 25.5.18 gli strumenti di raccolta dati per qualsiasi finalità di marketing – fino ad oggi basati su informative e moduli di consenso fumosi, automatici e indefiniti – dovranno venire rivisitati completamente. Il consenso al trattamento dei dati personali dovrà essere inequivoco, libero, specifico, informato, verificabile, revocabile. E semplice da comprendere.

La riforma apportata dal GDPR comporta un’evoluzione culturale straordinaria per le società di direct marketing e profilazione. Le quali dovranno essere in grado, ad esempio, di comunicare il valore che giustifica l’apertura di un rapporto con il cliente e rivedere tutte le policy legate a programmi di fidelizzazione. 

Il progetto di Carrefour Francia non appare tuttavia compatibile con le regole imposte dal GDPR, laddove si dichiara che ‘Con Foodlab, Carrefour collabora con i migliori siti web gastronomici per offrire un’offerta di dati che consenta ai marchi alimentari di conoscere meglio i propri clienti’. 

V’è anzi da chiedersi se i dirigenti del gruppo francese della GDO abbiano eseguito una valutazione preliminare di impatto e dei rischi del progetto FoodLab. (3) Tenuto anche conto dei maggiori costi che il GDPR comporta, per garantire ai Clienti la doverosa consapevolezza sul valore dei propri dati personali, scopi e modalità del loro trattamento, soggetti con cui essi vengono condivisi. 

Sarà interessante considerare quanti players della GDO abbiano effettivamente iniziato il processo di adeguamento al GDPR (a livello centrale e locale). In Francia, l’autorità garante per la protezione dei dati personali ha annunciato l’istituzione di un periodo transitorio (di pochi mesi) durante il quale non saranno sanzionate le aziende che, a seguito di ispezioni, dovessero risultare inadempienti rispetto ai nuovi obblighi introdotti. A condizione tuttavia che sia già stato intrapreso il processo di adeguamento al GDPR, nel quale il Registro dei Trattamenti è una delle conditio sine qua non.

Fabio Ravera e Dario Dongo

Note

(1) Cfr. Food-Lab.fr

(2) V. reg. UE 2016/679

(3) Il tempo non è mancato, considerato che la proposta di regolamento è anteriore di quattro anni alla sua adozione, nel 2016 (!)

(4) Si veda https://www.cnil.fr/fr/rgpd-comment-la-cnil-vous-accompagne-dans-cette-periode-transitoire

 

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