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Brexit alle porte, aggiornamenti dal ministero della Salute

Brexit alle porte, aggiornamenti dal ministero della Salute

Brexit è alle porte e un accordo potrebbe intervenire ad horas tra Boris Johnson e Ursula Von der Leyen. Dopo che Michel Barnier, capo negoziatore per l’UE, il 22.12.30 ha dichiarato al Parlamento europeo di aver fatto tutto il possibile per sbloccare i nodi sulla pesca e la la competitività.

Il ministero della Salute italiano intanto ha aggiornato le proprie indicazioni sulle procedure da seguire ai fini dell’import – export di derrate agricole e alimentari da e per il Regno Unito.

Brexit alle porte, pressione alle stelle

La pressione nei confronti del Regno Unito viene infelicemente espressa dall’eurodeputato Guy Verhofstadt (Gruppo ALDE, Belgio), secondo il quale gli inglesi ‘iniziano a capire cosa significa veramente lasciare l’UE’ dopo che 1.500 autotreni sono rimasti bloccati nel Kent con l’occasione della variante Covid-19.

Le condizioni non sono certo ottimali per raggiungere un’intesa su una questione, come i diritti di pesca, di grande impatto per le comunità sulle due sponde della Manica e non solo. Sia quel che sia, la pressione è alle stelle su tutti coloro che tra una settimana dovranno iniziare ad applicare nuove regole per la spedizione delle merci in un Paese vicino.

Ministero della Salute, ultima circolare

Il ministero della Salute – DGISAN, Ufficio 2 – ha aggiornato la propria circolare 28.10.20 recante istruzioni operative per l’export in UK di piante e animali, alimenti e mangimi.

Allo stato attuale, ‘ogni misura sanitaria imposta dal Regno Unito (UK) sulle merci destinate alla GB è da considerare come una richiesta unilaterale proveniente da un Paese Terzo con il quale non sussistono accordi definiti in ambito Sanitario e Fitosanitario (SPS). Pertanto, sulla base di tali presupposti restano validi i principi contenuti nelle vigenti Linee guida operative per l’attività di certificazione per l’esportazione di animali e prodotti da parte delle autorità competenti.’

Certificati sanitari anche per i prodotti composti

I certificati sanitari richiesti dall’Inghilterra per importare animali e prodotti d’origine animale sono soggetti a frequenti aggiornamenti. Per quanto attiene a termini e condizioni da applicare alle varie categorie di prodotto destinate all’export in UK. Si raccomanda perciò di consultare l’apposita pagina a ciò dedicata, sul sito del governo inglese.

Dall’1.1.21 la certificazione sanitaria è richiesta per i soli prodotti di origine animale sottoposti a misure di salvaguardia. (1) Dall’1.4.21 la certificazione sanitaria si estende a tutti i Products of Animal Origin che nella novella inglese comprendono, si noti bene, anche i c.d. prodotti composti. (2) Vale a dire quelli realizzati a base di ingredienti vegetali con l’aggiunta di ingredienti trasformati di origine animale. Dalla pizza surgelata al cioccolato al latte, i tortellini e il liquore all’uovo.

Stato sanitario e Border Operating Model

Lo stato sanitario dei singoli Paesi Membri UE – in relazione ai vari tipi di prodotti destinati all’import in UK (es. carni e prodotti a base di carne, latte e derivati, etc.) – è stabilito in linea con le norme che vigono in Unione Europea. Tenuto anche conto delle restrizioni stabilite ai livelli regionali. Aggiornamenti sul sito governativo inglese.

In alcuni casi il certificato sanitario deve riportare uno Unique Notification Number (UNN) che l’importatore britannico ha onere di fornire all’esportatore UE. Ulteriori dettagli nell’area del sito del governo inglese dedicato al Border Operating ModelPer ulteriori novità si fa richiamo al nostro primo articolo dedicato a Brexit, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/brexit-nuove-regole-per-import-e-export-di-alimenti

Dario Dongo

Disegno di copertina di Deligne, www.urtikan.net

Note

(1) Le misure di salvaguardia sui POAO sono stabilite in UK a condizioni speculari a quelle previste in UE (reg. UE 206/2010, decisioni 2000/572/CE, 2007/777/CE). Si riferisce a:

– misure di salvaguardia su importazioni, transito e deposito di prodotti in arrivo da Paesi Terzi,

– regionalizzazione delle misure di restrizione imposte a seguito di malattie infettive animali

(2) L’Inghilterra ha così cancellato uno degli elementi cardine delle semplificazioni introdotte nel Pacchetto Igiene (reg. CE 852, 853/04 e successivi). Per approfondire si veda l’ebook ‘Sicurezza alimentare, regole cogenti e norme volontarie’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/sicurezza-alimentare-regole-cogenti-e-norme-volontarie-il-nuovo-libro-di-dario-dongo