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Concorrenza sleale, l’ennesima beffa agli agricoltori in UE

La Commissione europea – con il pieno appoggio degli Stati membri, governo Meloni in primis, e degli eurodeputati Coldiretti – sta realizzando l’ennesima beffa agli agricoltori e allevatori in protesta. I contadini di tutta Europa chiedono un #prezzoequo delle loro merci e lo stop alla concorrenza sleale, dall’Ucraina e dal Sud America, e gli eurocrati con le grandi confederazioni agricole a servizio della finanza globale rispondono con i dazi alla Russia e la partnership con l’Argentina di Javier Milei. #VanghePulite.

1) Agricoltori in protesta, la concorrenza sleale dall’Ucraina

La protesta degli agricoltori nei Paesi dell’Europa Centrale – Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria – è esplosa, come si è visto, a causa della concorrenza sleale di derrate agricole e alimentari in arrivo dall’Ucraina. Una concorrenza sleale deliberatamente provocata dal legislatore europeo con il Regolamento ATM (Autonomous Trade Measures Regulation) No 2023/1077, che ha ammesso l’ingresso di tali merci nel Mercato unico senza dazi né contingenti tariffari né controlli sanitari. (1)

Le importazioni dall’Ucraina sono così aumentate a dismisura, rispetto agli anni precedenti, ben oltre la capacità produttiva del Paese per quanto attiene commodities come lo zucchero e il miele, che sono stati infatti importati da Paesi terzi e transitati attraverso l’Ucraina quale ‘porto franco’, mettendo in crisi le produzioni europee. 122 milioni di tonnellate di merci, di cui oltre 68 mln t di cereali, semi oleaginosi e altri prodotti agricoli sono stati importati dall’UE all’Ucraina tra febbraio 2022 e febbraio 2024 (dati Consiglio UE).

2) Ucraina, controversia sulle quote di importazioni a dazio zero in UE

Il progetto di rinnovare la sospensione dei dazi sulle importazioni di derrate agricole e alimentari dall’Ucraina all’UE fino al giugno 2025 – portato avanti con determinazione da Ursula von der Leyen e il suo vice Valdis Dombrovskis, commissario europeo al commercio – ha incontrato la strenua opposizione degli agricoltori in protesta.

Il 20 marzo 2024 la Commissione ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento Europeo e il Consiglio per estendere la sospensione dei dazi sulle importazioni dall’Ucraina fino a giugno 2025, con quote tariffarie fittizie su grano, avena, mais, pollame, uova, zucchero e miele. Vale a dire, ripristino dei dazi solo in caso di superamento dei livelli di importazioni raggiunti nel 2022/2023.

Un ‘accordo’ insostenibile, per gli agricoltori europei in protesta, poiché proprio tali volumi hanno messo in crisi le loro produzioni. Slawomir Izdebski, leader del sindacato degli agricoltori OPZZ in Polonia, ha perciò chiarito che le quote devono venire basate sui livelli anteriori alla guerra, quando le importazioni erano molto più basse. (2)

3) Importazioni da Russia e Bielorussia, l’inganno virale

Paolo De Castro ed Ettore Prandini – presidenti della Filiera Italia di Coldiretti e della Confederazione nazionale, rispettivamente – sono stati i primi a lanciare l’inganno virale secondo cui il crollo dei listini del grano andrebbe attribuito alle importazioni russe e bielorusse anziché a quelle ucraine.

L’inganno virale è stato ripreso dal ‘mainstream media’ senza alcuna verifica della sua grossolana falsità. Infatti:

– la Russia ha esportato solo 1,5 milioni di tonnellate di cereali, 2,7 mln t di semi oleosi e prodotti derivati, in UE, nel 2023. Vale a dire, il 12% rispetto alle esportazioni ucraine nonché l’1% circa del mercato UE, secondo quanto riferito a Reuters da un funzionario della Commissione europea (3)

– le derrate russe, a differenza di quelle in arrivo dall’Ucraina, sono già soggette ad alcuni dazi sulle importazioni e controlli di sicurezza alimentare. Oltre a essere rigorosamente non OGM. ‘Gli analisti di mercato indicano che non esiste alcuna prova che i prodotti russi abbiano destabilizzato i mercati europei’, conferma la rivista USA Politico. (4)

4) L’ennesima beffa agli agricoltori in protesta

Anziché ripristinare i dazi (o almeno, contingenti tariffari idonei a proteggere gli agricoltori del Vecchio Continente) sui 34 milioni di tonnellate/anno di derrate agricole in arrivo dall’Ucraina gli eurocrati – con il sostegno di Coldiretti e delle grandi confederazioni europee – hanno deciso di aumentare i dazi sui 4 mln t/anno di merci russe e bielorusse. Con tariffe di € 95/t ovvero pari al 50% del valore di cereali, semi oleosi e prodotti derivati.

Il deficit sarà parzialmente colmato dalle importazioni da Paesi terzi che tradizionalmente riforniscono il mercato dell’UE, come Stati Uniti, BrasileUcraina, Serbia e Argentina’, ha dichiarato Ursula von der Leyen nel presentare pubblicamente l’ennesima beffa agli agricoltori europei. (5) ln attesa della sua approvazione da parte degli Stati membri che da due anni rispondono in via esclusiva agli ordini di Washington e di Wall Street.

5) Follow the money

L’eroe della giustizia Giovanni Falcone insegnava che per comprendere le mafie bisogna ‘seguire il denaro’. Il suo metodo investigativo – ‘follow the money’ – può oggi aiutare a comprendere i veri motivi delle decisioni politiche in esame:

– la finanza internazionale, come si è visto, sta investendo grandi risorse sull’agricoltura in Ucraina. Black Rock e Corteva Agroscience (una delle ‘Big 4’), per citarne un paio, hanno già definito progetti di acquisizione di latifondi, vendita di input agricoli (OGM) e mezzi tecnici (6,7)

– gli ‘aiuti occidentali’ finora concentrati sulle armi, nel contesto della ripresa post-bellica, verranno quindi concentrati sull’agricoltura e condizionati a una riforma agraria (secondo logiche WTO e World Bank) che già si delinea nei termini di

– ‘apertura del mercato dei terreni agricoli agli investitori stranieri, escludendo i cittadini e le imprese dei Paesi aggressori’, ‘costruire terminali per i prodotti agricoli vicino ai confini dell’Ucraina con i Paesi dell’Unione Europea ed espandere la capacità di transito dell’infrastruttura stradale e ferroviaria’, ‘aumentare il livello di lavorazione delle materie prime agricole’, ‘dare priorità all’industria zootecnica’. (8)

L’Unione Europea a sua volta – dopo avere costretto i suoi cittadini alla povertà di massa per pompare centinaia di miliardi di euro nell’industria delle armi (controllata dalle stesse oligarchie finanziarie), in ulteriore divenire – stimola l’accelerazione delle riforme (liberiste) necessarie all’ingresso dell’Ucraina tra gli Stati membri. (9)

6) Finanza contro piccoli agricoltori. Ucraina

Le misure sopra indicate non forniscono alcun aiuto ai cittadini né agli agricoltori ucraini, sterminati dalla guerra, bensì alle sole oligarchie finanziarie che ambiscono ad acquistare a buon prezzo aziende agricole la cui estensione media è 485 ettari, a fronte di una media europea di 17,5 ha (10,5 in Italia, 8 in Polonia. Eurostat, 2020).

La politica agricola comune, secondo i calcoli eseguiti dal Consiglio, dovrebbe destinare alla sola Ucraina – a seguito del suo ingresso in UE – € 96,5 miliardi. Somme che verranno destinate alla grande finanza occidentale, con un taglio di oltre il 20% agli aiuti finora concessi ai 27 Stati membri nella PAC 2021-2027, per un valore complessivo di € 378,5 miliardi. (10)

7) Finanza contro contro piccoli agricoltori. USA, Argentina e Brasile

La beffa dell’establishment europeo nei confronti dell’agricoltura familiare e contadina – che tuttora rappresenta il 94,8% delle aziende agricole in UE, nonostante la chiusura e cessione alle oligarchie agroindustriali del 37% delle imprese negli ultimi 20 anni (Dati Eurostat, 2020) – si estende alle operazioni oltreoceano, come sopra accennato (v. precedente paragrafo 4).

Ursula von der Leyen infatti, con la scusa del ‘deficit’ di derrate agricole provocato dai nuovi dazi sulle importazioni russe (che peraltro rappresentano solo 1% degli approvvigionamenti in UE), riferisce espressamente all’esigenza di affidarsi ai ‘partner tradizionali’. Ovvero a quelli ove l’agricoltura è già nelle mani della finanza occidentale:

– USA. L’agroindustria degli Stati Uniti, a ben vedere, già dispone degli strumenti per importare in UE derrate agricole e alimentari anche a dazio zero, passando per il Canada, grazie all’accordo CETA già ratificato in Italia dal governo Gentiloni (11,12)

– Argentina, Brasile. L’accordo tossico EU-Mercosur a sua volta prevede il libero scambio di derrate agroalimentari con i Paesi del Sud-America le cui produzioni sono nelle mani di fazendeiros e ruralistas, oltreché di monopolisti delle commodities quali Bunge e Cargill e JBS (13,14).

8) Rivoluzione democratica

La lotta per la sopravvivenza dell’agricoltura familiare e contadina deve proseguire, in Italia e in Europa. Ed è indispensabile che i cittadini comprendano come questa lotta riguardi noi tutti, il nostro cibo e la nostra libertà.

Le decisioni euro-atlantiche in esame si accompagnano a quelle che prevedono l’imposizione di una economia di guerra e ci stanno trascinando nel terzo conflitto mondiale, nell’esclusivo interesse di quella stessa finanza che ambisce a impadronirsi del nostro cibo.

Una rivoluzione pacifica deve esprimersi al più presto nelle piazze, con le bandiere e le magliette bianche nel segno della pace, il rispetto della terra e la dignità di tutti. E un voto di protesta, alle elezioni europee del 6-9 giugno 2024, ci aiuterà a inserire qualche granello di sabbia negli ingranaggi della dittatura della finanza. (15)

‘Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, allora prova a dormire con una zanzara’ (proverbio africano)

#PaceTerraDignità #Égalité

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Agricoltori europei, la questione ucraina a Bruxelles. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.1.24

(2) Anna Wlodarczak-Semczuk and Kuba Stezycki. Polish farmers intensify protests against ‘executioner’ EU. Reuters. 20.3.24

(3) Philip Blenkinsop. EU plans to hit Russia, Belarus grain imports with tariffs. Reuters. 22.3.24

(4) Bartosz Brzetziński. Politico Europe. 21.3.24 https://tinyurl.com/yhw5pwpv

(5) Samuel Petrequin. The EU’s new import deal would support Ukraine while protecting the bloc’s farmers. Associated Press. 20.3.24

(6) Dario Dongo. Agricoltura ucraina, gli ‘aiuti’ dell’Occidente. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.6.23

(7) Dario Dongo. Sementi, i 4 padroni del mondo. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.1.19

(8) Vitalii Dankevych. The Road to Restoration: Post-War Recovery of the Ukrainian Agricultural Sector. Food tank. March 2023 https://tinyurl.com/v6288myh

(9) European Council meeting, 21-22 March 2024. Conclusions (EUCO 7/24). Si Veda il punto 31 https://tinyurl.com/328knu8f

(10) Gerardo Fortuna. Ukraine’s EU membership will trigger a rewriting of CAP, says Kyiv official. Euractiv. 6.10.23 https://tinyurl.com/4m4xz4x4

(11) Dario Dongo. CETA, via libera di Strasburgo alla sciagura transatlantica. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.3.17

(12) Dario Dongo. CETA, il governo italiano approva la ratifica. GIFT (Great Italian Food Trade). 5.6.17

(13) Dario Dongo, Giulia Torre. UE – Mercosur, accordo tossico sul commercio. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.7.19

(14) JBS è il primo produttore al mondo di carni bovine. Si veda il precedente articolo di Dario Dongo. Brasile, operazione ‘carne debole’. Veterinari corrotti dai colossi e certificati sanitari falsi sulle carni bovine e di pollame destinate all’export. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.3.17

(15) Dario Dongo. Pace, Terra e Dignità. Il nostro movimento alle elezioni europee 2024. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.3.24

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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