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Alimenti ultraprocessati, carbon footprint e impronta idrica. Lo studio in Brasile

I ricercatori dell’Università di São Paulo in Brasile – ai quali va il merito di avere focalizzato l’attenzione sui gravi rischi per la salute correlati al consumo di alimenti ultraprocessati – sono giunti a dimostrare come essi siano problematici anche dal punto di vista ambientale, sotto i profili di impronta idrica e carbon footprint. (1)

La sostenibilità dei sistemi alimentari si ripropone in termini di ESG (Environmental, Social and Governance) e due diligence. Avendo riguardo alle sfide dei Sustainable Development Goals (#sdgs2030) che riguardano anche il contrasto al cambiamento climatico e il risparmio idrico, oltre a salute e benessere delle popolazioni.

Alimenti ultraprocessati e salute pubblica

La bibliografia scientifica è uniforme nell’attribuire agli alimenti ultraprocessati con profili nutrizionali deteriori – HFSS (High in Fats, Sugar and Sodium), o junk-food, cibo spazzatura – un ruolo determinante nella prevalenza di sovrappeso, obesità e malnutrizione, malattie gravi e croniche (Non-Communicable Diseases, NCDs. V. nota 2).

Gli alimenti ultraprocessati sono stati perciò indicati – in un recente appello della comunità scientifica internazionale all’ONU (Monteiro et al., 2021) pubblicato sul British Medical Journal – come il peggior male per la salute delle popolazioni del mondo. L’emblema del double burden of malnutrition, ove gli eccessi si accompagnano alle carenze di nutrienti e micronutrienti essenziali alla salute. (3)

ESG, due diligence, deforestazioni

Le commodities alla base degli alimenti ultraprocessati – dall’olio di palma (4) alla soia OGM e le carni del continente americano – sono a loro volta oggetto di crescenti attenzioni nelle prospettive di ESG (Environmental, Social and Governance) e due diligence, deforestazioni. Investitori e legislatori iniziano a chiedere il conto delle importazioni e l’impiego di derrate insostenibili dal punto di vista socio-ambientale.

Il 23.2.22 la Commissione europea – facendo seguito ad apposita iniziativa dell’Assemblea di Strasburgo (5) – ha tra l’altro adottato una proposta di direttiva sulla due diligence, al preciso scopo di promuovere la responsabilità e sostenibilità degli operatori nelle catene globali del valore. (6) In linea con gli UN Guiding Principles on Business and Human Rights (UNGPs) e le OECD Guidelines for Multinational Enterprises. (7)

Alimenti ultraprocessati, carbon footprint e impronta idrica. Lo studio in Brasile

Lo studio in esame (Fellegger Garzillo et al., 2022) ha messo a fuoco le correlazioni tra il consumo di alimenti ultraprocessati in Brasile e la loro impronta di carbonio e idrica, mediante l’analisi trasversale dei dati raccolti nel 2008-2009 su un campione probabilistico di 32.886 individui in età pari e superiore ai 10 anni di vita. Gli apporti dei singoli cibi sono stati elaborati sulla base di due registri dietetici giornalieri (24 ore) in giorni non consecutivi).

L’impatto ambientale delle diete individuali è stato calcolato attraverso la carbon footprint – o impronta di carbonio, vale a dire le emissioni in atmosfera di gas a effetto serra (in grammi di CO2-equivalente) – e l’impronta idrica (in litri di acqua dolce) dei singoli alimenti (per grammo e litro). Secondo un approccio che considera l’intero ciclo di vita dei prodotti, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento finale (Life Cycle Assessment, LCA).

Classificazione degli alimenti e loro impatto ambientale

Gli alimenti sono stati classificati sulla base del sistema NOVA 4: cibi non lavorati o minimamente trasformati, ingredienti di cucina, cibi trasformati, alimenti ultraprocessati. Ed è emersa una associazione lineare tra il contributo del gruppo di alimenti ultraprocessati e l’impronta di carbonio e impronta idrica, anche a esito di aggiustamenti per variabili sociodemografiche (età, reddito, istruzione, regione di residenza).

La proporzione tra il consumo di energia proveniente dagli alimenti ultraprocessati e il consumo di energia totale è stata quindi identificata quale variabile significativa. Questa proporzione varia in relazione alla dieta delle popolazioni, laddove gli Ultra-Processed Foods (UPFs) sono attualmente stimati esprimere il 60% circa dell’apporto energetico medio in USA, tra il 24,4% e il 36% in Europa (Bonacci et al., 2021. V. nota 8).

Conclusioni provvisorie

La ricerca dell’Università di São Paulo ha individuato per la prima volta, in Brasile, l’impatto negativo degli alimenti ultraprocessati sull’ambiente oltreché sulla salute pubblica. Ulteriori studi potranno confermare queste rilevazioni in altri Paesi e offrire ulteriori spunti per rafforzare le raccomandazioni dietetiche all’astenersi o comunque ridurre al minimo la quantità e frequenza di consumo di Ultra-Processed Foods (UPFs).

NutriScore – il sistema di etichettatura nutrizionale di sintesi più diffuso nel Vecchio Continente – è stato aggiornato, a dicembre 2021, con la proposta di aggiungere un contorno nero atto a identificare in un colpo d’occhio gli alimenti ultraprocessati. (9) I consumatori potranno così disporre di un ulteriore segnale per riconoscere questa categoria di prodotti, senza perdere di vista i loro profili nutrizionali.

Dario Dongo, con la collaborazione di Isis Consuelo Sanlucar Cirinos

Note

(1) Josefa Maria Fellegger Garzillo, Vanessa Fadanelli Schoenardie Poli, Fernanda Helena Marrocos Leite, Euridice Martinez Steele, Priscila Pereira Machado, Maria Laura da Costa Louzada, Renata Bertazzi Levy, Carlos Augusto Monteiro (2022). Ultra-processed food intake and diet carbon and water footprints: a national study in Brazil. Rev. Saúde Pública vol.56 São Paulo 2022 Epub 18-Feb-2022. Testo integrale accessibile su http://www.rsp.fsp.usp.br/wp-content/plugins/xml-to-html/include/lens/index.php?xml=1518-8787-rsp-56-6.xml&lang=en

(2) Dario Dongo. Dieta, salute e alimenti ultraprocessati. Il rapporto FAO. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.9.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-salute-e-alimenti-ultraprocessati-il-rapporto-fao

(3) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Alimenti ultraprocessati, il peggior male. Appello degli scienziati sul British Medical Journal. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.8.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/alimenti-ultraprocessati-il-peggior-male-appello-degli-scienziati-sul-british-medical-journal

(4) Dario Dongo, Elena Bosani. Rapine delle terre, olio di palma in cima alla lista. I rischi due diligence, ESG. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.11.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/rapine-delle-terre-olio-di-palma-in-cima-alla-lista-i-rischi-due-diligence-esg

(5) Dario Dongo. Due diligence, il progetto di direttiva UE sulle responsabilità socio-ambientali nella catena del valore. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.7.21,
https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/due-diligence-il-progetto-di-direttiva-ue-sulle-responsabilità-socio-ambientali-nella-catena-del-valore

(6) European Commission. Proposal for a Directive of the European Parliament and the Council on Corporate Sustainability Due Diligence and amending Directive (EU) 2019/1937. COM(2022) 71 final. https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/1_1_183885_prop_dir_susta_en.pdf

(7) È utile annotare come 94 operatori economici in UE abbiano sollecitato l’adozione della proposta di direttiva su mandatory Human Rights and Environmental Due Diligence (HREDD), l’8.2.22, formulando richieste che vanno oltre quanto poi proposto dalla Commissione europea. V. https://media.business-humanrights.org/media/documents/EU_Business_Statement_February2022.pdf

(8) Marialaura Bonaccio, Augusto Di Castelnuovo, Simona Costanzo, Amalia De Curtis, Mariarosaria Persichillo, Francesco Sofi, Chiara Cerletti, Maria Bendetta Donati, Giovanni de Gaetano, Licia Iacoviello (2021). Ultra-processed food consumption is associated with increased risk of all-cause and cardiovascular mortality in the Moli-sani Study. Am. J. Clin. Nutr. 113:446-445, https://doi.org/10.1093/ajcn/nqaa299

(9) Dario Dongo. NutriScore, si aggiunge il segnale sui cibi ultraprocessati. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.12.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/nutriscore-si-aggiunge-il-segnale-sui-cibi-ultraprocessati

(10) Dario Dongo, Giulia Caddeo. Sustainable Development Goals, SDGs. La sfida dell’umanità. Égalité. 5.9.19, https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/

(4) https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/nutriscore-si-aggiunge-il-segnale-sui-cibi-ultraprocessati

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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