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Alimenti e bevande alcoliche, le tendenze di consumo secondo Twitter

Le tendenze di consumo di alimenti e bevande alcoliche vengono dedotte anche dalle conversazioni su Twitter. L’analisi viene svolta dai partner del social network, per diversi settori, dalla finanza alla produzione alimentare. E fornisce i Birdseye Report, uno strumento utile per individuare le aree di consumo in crescita.

Le tendenze su Twitter per gli alimenti

Le tendenze sui consumi alimentari degli utenti di Twitter sono rilevate da Talkwalker. La sostenibilità è il tema trainante. Il 46,5% delle conversazioni sul tema sono di utenti appartenenti alla Generazione Z, vale a dire i nati tra il 1995 e il 2010, molto impegnati sul fronte della produzione sostenibile e la lotta allo spreco alimentare.

La premessa spiega bene l’interesse degli utenti Twitter nei confronti delle proteine sostenibili, sia vegetali (87,8% delle conversazioni in tema di proteine), sia da insetti.

La sostenibilità viene ricercata anche negli imballaggi. Il 54,4% delle conversazioni sulle pratiche ambientali relative al food contempla la riduzione della plastica negli imballaggi alimentari.

Le bevande alcoliche secondo gli utenti di Twitter

Tra le bevande alcoliche, quelle a basso contenuto di alcol e analcoliche sono un’area specifica di crescita, riferisce il rapporto presentato da Black Swan Data per Twitter, sui dati dell’anno terminante a settembre 2021.

Un interesse evidente emerge per bevande arricchite da additivi funzionali benefici, come vitamine e CBD. E per la comodità offerta dagli alcolpops, i cocktail ‘ready-to-drink‘, meglio se senza additivi e conservanti, privi di zucchero e a nuovi gusti.

Vivace è l’interesse per le novità. Meglio se pubblicizzate dagli influencer e con richiami ai temi della sostenibilità.

Birdseye ReportGreat Italian Food Trade

I Birdseye Report si scaricano gratuitamente, previa registrazione, a questo link.

Great Italian Food Trade è a sua volta su Twitter – @ItalyFoodTrade – e su Telegram, con il marchio Food Times. Oltreché su LinkedIn, Instagram (@greatitalianfoodtrade), Pinterest e Facebook.

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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