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Frodi alimentari, la risoluzione del PE

Frodi alimentari, la risoluzione del PE

Il 14 gennaio 2014, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che invoca misure severe a contrasto delle frodi alimentari. La relazione, elaborata da Esther De Lange della Commissione parlamentare Ambiente, Sanità pubblica e sicurezza alimentare, è stata approvata con 659 sì, 24 no e 8 astensioni. Una maggioranza che rivela l’impellenza di incidere nel dibattito in corso in Europa sulla lotta alle frodi, reso urgente da alcuni scandali, il più noto dei quali è la presenza non dichiarata di carni equine in alimenti a base di carne scoperta nel febbraio 2013.

Il paradosso è che il cibo è più sicuro che mai, ma i consumatori hanno perso la fiducia, denuncia il PE. Il quale chiede ispezioni senza preavviso dell’Ufficio veterinario e alimentare UE; la definizione nella normativa comunitaria del reato di frode, oggi normato dai 28 Stati membri in modo difforme e articolato in differenti fattispecie (adulterazione, sostituzione, manomissione, contraffazione).

Il PE invita i governi nazionali a promuovere operazioni di polizia mirate contro le frodi e a condividerle con Europol; stabilire sanzioni pari ad almeno il doppio dei guadagni illeciti, favorire le imprese e i loro addetti nel segnalare comportamenti fraudolenti (whistle-blowing) al riparo da ritorsioni.