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EDITORIALE. Expo 2015 Milano e il ruolo cruciale dei consumAttori

EDITORIALE. Expo 2015 Milano e il ruolo cruciale dei consumAttori

Tra incredulità e incertezze, cantieri aperti e ritardi, Expo Milano ha preso il via. Il tema ‘Feeding the Planet, Energy for Life’ non potrà venire affrontato come merita, per semplice difetto di volontà politica.

Sconfiggere la fame e le condizioni di povertà estrema era infatti il primo degli impegni assunti quindici anni fa dai 189 Paesi firmatari dei c.d. ‘Millennium Development Goals’ e nessuno – al di fuori della Repubblica Popolare Cinese – lo ha rispettato.

Vale piuttosto la pena di evidenziare come le filiere di produzione e distribuzione, e la politica, possono invece cambiare proprio grazie a noi consumAttori. Nelle direzioni di equità, giustizia sociale e tutela dell’ambiente. In due parole, sviluppo sostenibile.

Come? Il potere della scelta

Il consumatore è la variabile indipendente del mercato, che il marketing insegue con i più diversi richiami. Ma il consumatore 2.0 dispone ora di parecchie fonti di informazione, per comprendere ciò che sta dietro a ciascun marchio e scegliere i prodotti in ragione del loro valore intrinseco. Un valore che non sempre coincide con i massicci investimenti pubblicitari, ma piuttosto con l’effettiva eticità della filiera.

Le produzioni autentiche, che a casa nostra significano il Made in Italy vero, quello che esprime il Valore del Lavoro e dei distretti produttivi italiani, contribuendo alla nostra economia e occupazione, al Pil e al BES (Benessere Equo Sostenibile). Le produzioni rispettose, dei diritti dei lavoratori e della dignità delle comunità locali ovunque localizzate, dell’ambiente e la biodiversità, del benessere animale.

Mobilitazioni

Il consumAttore può altresì incidere sulle decisioni degli operatori economici (e non solo) grazie alle petizioni, sempre più  efficaci grazie al web e ai social network, che permettono di conoscerle, aderirvi e promuoverle in tempi rapidissimi. Le petizioni possono venire attivate per ‘eticizzare’ le filiere, per contrastare le rapine delle terre (c.d. land grabbing) e le deforestazioni. Contro il lavoro minorile e la schiavitù, che hanno luogo nei Paesi in Via di Sviluppo – dall’Africa sub-Sahariana al Sud-Est asiatico – ma anche in Italia, dove il caporalato è ancora la regola nella raccolta dell’ortofrutta in alcune Regioni. 

Contro il neo-colonialismo delle sementi OGM, la clonazione degli animali da reddito, l’impiego di antiparassitari cancerogeni come il glifosato, che avvelenano i terreni e le falde acquifere di ogni parte del pianeta. Ma anche per promuovere l’equa retribuzione dei lavoratori e il riconoscimento dei loro diritti sindacali, la dignità delle condizioni di vita nelle comunità locali, il rispetto dell’ambiente e la biodiversità.

Le nostre petizioni

Un paio di esempi, il nostro appello per escludere l’impiego di olio di palma nelle produzioni alimentari ha raccolto quasi 120mila firme in pochi mesi, e siamo a 30mila con la petizione volta a garantire l’informazione in etichetta sulla sede di produzione degli alimenti, l’unica garanzia legale per distinguere il vero ‘Made in Italy’ rispetto alle sue imitazioni che si trovano anche sui nostri scaffali.

ConsumAttori, insieme, si può!

Dario Dongo

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