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Standard GS1, la leva per ridurre i costi nascosti della filiera

Ogni consegna dal produttore al centro di distribuzione della grande distribuzione organizzata (GDO) porta con sé un flusso di informazioni: cosa è stato ordinato, cosa viaggia su ciascun pallet, quali lotti e quali scadenze. Quando questi dati non coincidono, o vanno ricopiati a mano, nascono attese, controlli, rettifiche e respingimenti. Gli standard GS1 offrono a produttori, distributori e operatori logistici un linguaggio comune per identificare merci e luoghi e per scambiare i dati senza ambiguità.

La ricerca I costi nascosti della filiera del largo consumo presentata da GS1 Italy analizza gli oneri delle carenze di collaborazione informativa tra industria e distribuzione e indica negli standard condivisi una delle leve per ridurla (GS1 Italy, 2026a; 2026b).

La ricerca ECR Italia sui costi di relazione

Lo studio è stato promosso da ECR Italia (Efficient Consumer Response, la comunità di imprese di GS1 Italy dedicata alla collaborazione di filiera) e condotto da Fabrizio Dallari, LIUC Università Cattaneo, e Marco Melacini, Politecnico di Milano. Ha analizzato 48 business case reali, metà nel fresco e metà nel secco. Otto produttori e otto insegne della GDO hanno indicato ciascuno tre controparti: la migliore, una intermedia e la peggiore. L’esame ha riguardato la gestione di circa 17 milioni di colli, consegnati o ricevuti (GS1 Italy, 2026b, pp. 22-28).

I costi sono stati ricostruiti in euro per collo da entrambi i lati della relazione:

  • il Cost-to-Serve comprende gestione degli ordini, allestimento e trasporto a carico del produttore;
  • il Cost-to-Receive comprende emissione degli ordini e ricevimento merci a carico della GDO (GS1 Italy, 2026b, pp. 20 e 30).

Il fresco comprende salumi, latticini e gastronomia. Qui il costo di ricevimento sostenuto dalla GDO cresce in media del 38% passando dalla relazione migliore alla peggiore. Il costo di servizio dei produttori cresce del 77% (GS1 Italy, 2026b, pp. 53 e 57). Nel secco il costo di ricevimento della GDO varia in media del 122%, con valori compresi tra il 119% e il 127% in tutti e quattro i centri di distribuzione esaminati (GS1 Italy, 2026b, p. 64).

Nel complesso, gli extra-costi della mancata collaborazione valgono in media quasi il 15% dei costi logistici nel fresco e si avvicinano al 20% nel secco. In alcuni casi superano il doppio dei valori medi del campione (GS1 Italy, 2026b, p. 12).

Le due grandezze misurano fenomeni diversi. Il 122% esprime la distanza tra la relazione migliore e la peggiore; il 20% è la quota media di extra-costi sui costi logistici del comparto. Nessuna delle due riguarda il prezzo al consumo. Gli autori presentano i risultati, basati su un campione ristretto, come chiave interpretativa dei fattori di variabilità e come base per individuare le leve di miglioramento (GS1 Italy, 2026b, pp. 52 e 63).

Dove nascono gli extra-costi

Sul versante dei produttori pesano soprattutto:

  • le consegne respinte per errori di riordino;
  • le penali per le attese dei trasportatori presso i centri di distribuzione;
  • i pallet scartati in ingresso e le ripallettizzazioni riaddebitate;
  • le revisioni di ordini già emessi e il mancato rispetto degli orari limite concordati.

Sul versante della GDO emergono invece i ritardi rispetto a date e fasce orarie, le non conformità su quantità e vita commerciale residua, l’inserimento manuale dei dati e le attività amministrative per riconciliare ordinato e consegnato (GS1 Italy, 2026b, pp. 12-13).

Una parte rilevante di queste inefficienze riguarda proprio identificazione e dati. Nel fresco, la rietichettatura dei colli privi di codice EAN o con informazioni incomplete, insieme alle pesature di verifica e alle ripallettizzazioni, può incidere fino al 10% del costo di ricevimento della GDO (GS1 Italy, 2026b, p. 55). La ricerca segnala anche documenti di trasporto privi di codici articolo standardizzati, che allungano i tempi di inserimento e riconciliazione (p. 33). 

La bassa percentuale di ordini trasmessi via EDI (Electronic Data Interchange), cioè lo scambio elettronico di documenti commerciali in formato strutturato, direttamente tra i sistemi informativi delle imprese, figura tra le criticità della filiera (p. 15). Tra le relazioni virtuose, al contrario, gli autori citano la digitalizzazione completa dello scambio informativo con etichette logistiche GS1 e dati in EDI (p. 16).

Gli standard GS1, oltre il codice a barre

GS1 è l’organizzazione non profit che sviluppa gli standard più diffusi al mondo per l’identificazione dei prodotti. Riunisce 120 organizzazioni nazionali e oltre 2 milioni di imprese, di cui 42 mila in Italia. Il suo obiettivo è facilitare la condivisione automatizzata e affidabile dei dati tra le aziende (GS1 Italy, 2026b, p. 5). Il sistema va ben oltre il codice a barre che ha reso celebre la sigla, poiché comprende identificatori, supporti di lettura e standard di scambio che operano in sinergia.

Componente Funzione Applicazione
GTIN (Global Trade Item Number) Identifica l’articolo commerciale Ordini, cataloghi, casse
GLN (Global Location Number) Identifica parti e luoghi Stabilimenti, magazzini, destinatari
SSCC (Serial Shipping Container Code) Identifica l’unità logistica Pallet e spedizioni
Application Identifier Definisce il significato dei dati Lotto, scadenza, quantità
GS1 EDI (Electronic Data Interchange) Standardizza i messaggi commerciali Ordine, avviso di spedizione, ricevimento
GDSN (Global Data Synchronisation Network) Sincronizza le anagrafiche di prodotto Dati logistici e schede aggiornate
EPCIS (Electronic Product Code Information Services) Condivide gli eventi di filiera Spedizioni, ricezioni, trasformazioni
GS1 Digital Link Collega gli identificatori al web Informazioni per operatori e consumatori

Fonti: GS1 (2026; 2022); GS1 Italy (s.d.-a; s.d.-b); GS1 Italy Servizi (s.d.).

Il GTIN identifica l’articolo; l’EAN-13 è una delle simbologie che lo rappresentano. Lotto e scadenza si aggiungono attraverso gli Application Identifier (GS1, 2026). Il prefisso aziendale assegnato da GS1 non indica il Paese di produzione, tenuto conto ché un’impresa può produrre in diversi Paesi (GS1, s.d.).

SSCC e avviso di spedizione: il pallet parla al magazzino

L’applicazione più vicina ai problemi misurati dalla ricerca è l’abbinamento tra SSCC, che identifica in modo univoco ogni pallet, e DESADV (Despatch Advice), l’avviso elettronico di spedizione. L’avviso comunica in anticipo il contenuto della consegna. Al ricevimento, la lettura dell’etichetta logistica collega il pallet fisico ai dati già presenti nel sistema del destinatario. Secondo il bluebook, standard come EDI e DESADV possono consentire la ‘digitalizzazione completa del ciclo ordine-consegna‘, con una sensibile riduzione dei contenziosi (GS1 Italy, 2026b, p. 33). Lo studio dedica inoltre un approfondimento specifico al beneficio della digitalizzazione sui tempi di ricevimento (p. 67).

Al convegno di presentazione Daniele Maini, direttore logistica di Coop Consorzio Nord Ovest, ha indicato SSCC e DESADV come strumenti centrali per rendere i processi più affidabili e integrati e per ridurre errori, attività manuali ed extra-costi (Redazione Tendenze, 2026).

Un esempio di processo: un produttore di conserve allestisce i pallet, assegna a ciascuno un SSCC e trasmette l’avviso prima della partenza. Il centro di distribuzione legge l’etichetta, ritrova quanto dichiarato e lo confronta con l’ordine. Registra come eccezioni le sole differenze. Il beneficio dipende dalla tempestività dell’avviso e dalla sua corrispondenza con la merce effettiva.

Anagrafiche allineate con EDI e GDSN

Con l’EDI, ordini, avvisi di spedizione e fatture passano da un sistema informativo all’altro senza venire ricopiati da e-mail o documenti cartacei. GS1 EDI si basa sullo standard EANCOM. In Italia GS1 Italy mette a disposizione anche Euritmo, soluzione web-EDI accessibile alle imprese più piccole (GS1 Italy, s.d.-a).

Il messaggio elettronico funziona però solo se le parti condividono le stesse anagrafiche. La ricerca cita il caso delle ‘pezzature‘: un fornitore modifica dimensione o contenuto del collo senza preavviso, e la distribuzione deve rettificare vendite e carichi (GS1 Italy, 2026b, p. 33). Il GDSN risolve questo problema alla radice: sincronizza le informazioni di prodotto tra partner commerciali attraverso una rete di data pool certificati. In Italia il servizio basato su GDSN è Allineo di GS1 Italy Servizi, che garantisce lo scambio delle informazioni tra le parti in tempo reale (GS1 Italy Servizi, s.d.). 

Al convegno, Monica Bosotti di Mondelēz Italia ha richiamato il valore strategico della qualità dei dati di prodotto per l’efficienza della relazione con i distributori (Redazione Tendenze, 2026).

Tracciabilità: prodotti, lotti ed eventi collegati

Il General Food Law impone agli operatori di individuare fornitori e clienti diretti e di mettere queste informazioni a disposizione delle autorità (reg. CE 178/2002, art. 18.2 e 18.3). La violazione di tali requisiti è ora soggetta in Italia a sanzioni fino al 3% del fatturato, come si è visto, fino a 150.000 euro (Dongo, 2026). Gli standard GS1 offrono gli strumenti per farlo in modo interoperabile.

Il GS1 Global Traceability Standard definisce i requisiti di processo e di sistema per la tracciabilità di filiera (GS1, 2017). EPCIS 2.0, ratificato nel 2022, consente ad applicazioni diverse di registrare e condividere gli eventi: spedizioni, ricevimenti, trasformazioni. Include anche strutture per i dati dei sensori, utili ad esempio per associare le rilevazioni di temperatura ai singoli lotti nella catena del freddo (GS1, 2022).

Il valore sta nei collegamenti. Un pallet può contenere più lotti e un lotto può distribuirsi su più pallet. Con GTIN, lotto e SSCC registrati a ogni passaggio, un richiamo può venire circoscritto alle sole unità interessate con un salto quantico nell’efficienza di gestione delle crisi di sicurezza alimentare e delle non-conformità qualitative.

Digital Link e codici 2D verso il 2027

GS1 Digital Link è un indirizzo web con struttura standard che incorpora un identificatore GS1, come il GTIN, e collega il prodotto a informazioni online di ogni tipo (GS1 Italy, s.d.-b). Un solo QR code può così servire il magazzino, il punto vendita e il consumatore. GIFT e Food Times hanno seguito l’evoluzione dello standard sin dalla sua introduzione e la sua prima applicazione italiana su larga scala nel vino con Brindo, il servizio di GS1 Italy Servizi per l’etichettatura digitale (Dongo e De Nobili, 2020; Dongo, 2023a; Dongo, 2023b).

L’industria ha fissato un obiettivo preciso, noto come Ambition 2027. Entro la fine del 2027 tutti i sistemi di cassa retail dovranno saper leggere ed elaborare un insieme definito di codici 2D con standard GS1, accanto ai codici lineari (GS1, s.d.). Si tratta di un traguardo industriale, non di un obbligo normativo: i codici EAN rimangono in uso. I titolari di marchio possono però già ora scegliere il codice 2D più adatto ai propri casi d’uso e verificarne stampa, dimensioni e leggibilità lungo tutta la catena.

Etichette digitali e regole dell’Unione Europea

Il QR code amplia l’informazione ma non sostituisce l’etichetta. Per gli alimenti preimballati, le indicazioni obbligatorie devono figurare sull’imballaggio o su un’etichetta a esso apposta (reg. UE 1169/2011, art. 12.2). Nella vendita a distanza, le stesse informazioni devono venire rese disponibili prima della conclusione dell’acquisto, con eccezione del termine minimo di conservazione o della data di scadenza, e tutte al momento della consegna (reg. UE 1169/2011, art. 14.1, lett. ‘a’ e ‘b’).

Per i vini, il regolamento (UE) 2021/2117 ha consentito di fornire tramite etichetta elettronica la dichiarazione nutrizionale e l’elenco degli ingredienti. La condizione è che la pagina non contenga informazioni commerciali e non raccolga né tracci dati degli utenti (reg. UE 2021/2117, art. 1). È l’ambito in cui Brindo ha dimostrato come uno standard GS1 possa rendere l’adempimento semplice e uniforme per le cantine.

Come avviare un progetto con i propri partner

La ricerca mostra che il risparmio nasce nella relazione. Un progetto efficace coinvolge quindi entrambe le parti e si può articolare in cinque passaggi:

  1. Misurare il processo attuale, rilevando tempi, rilavorazioni, errori e costi su ordini e consegne comparabili;
  2. Allineare le anagrafiche, verificando articoli, destinatari, unità di misura e gerarchie degli imballi, anche attraverso il GDSN;
  3. Collegare flusso fisico e digitale, introducendo SSCC e avviso di spedizione su un insieme definito di relazioni e referenze;
  4. Concordare le regole operative su orari limite degli ordini, finestre di consegna, requisiti dei carichi e vita commerciale residua;
  5. Confrontare i risultati per entrambi gli attori, includendo investimenti, manutenzione e formazione.

Gli indicatori utili sono la quota di consegne con SSCC e avviso coerenti, i tempi di ricevimento, le rettifiche manuali, la puntualità, la completezza e il costo delle anomalie. Il confronto esplicito tra investimenti e benefici rende sostenibile il progetto anche per le piccole imprese. 

Un investimento di relazione

La ricerca di GS1 Italy ed ECR Italia rende visibile e misurabile un costo che finora rimaneva disperso tra uffici ordini, banchine e amministrazione. Gli standard GS1 offrono gli strumenti per ridurlo: identificare correttamente merci e luoghi, sincronizzare le anagrafiche, scambiare documenti strutturati e collegare gli eventi di filiera.

Il CEO di GS1 Italy, Bruno Aceto, ha sintetizzato la direzione indicando la necessità di ‘relazioni integrate, standard comuni e trasparenza dei dati’ (Redazione Tendenze, 2026). Per le imprese agroalimentari italiane, e in particolare per quelle che servono la GDO, l’adozione degli standard è un investimento che si ripaga in termini concreti nella relazione con i clienti.

Dario Dongo

Riferimenti

Ricerca e documentazione GS1 Italy

GS1 Italy. (2026a, 28 maggio). I costi nascosti della filiera [Convegno, Milano]. https://gs1it.org/chi-siamo/eventi/20260528-convegno-i-costi-nascosti-della-filiera/

GS1 Italy. (2026b). I costi nascosti della filiera del largo consumo. Analisi dei costi logistici della relazione produttori-GDO [Bluebook ECR Italia; ricerca condotta da Fabrizio Dallari, LIUC Università Cattaneo, e Marco Melacini, Politecnico di Milano]. https://gs1it.org/files/sharing/1779208609/4011/gs1-italy-analisi-costi-logistici.pdf

GS1 Italy. (s.d.-a). Scambia documenti digitali e senza errori con GS1 EDI ed Euritmo. Consultato il 14 ottobre 2026. https://gs1it.org/migliorare-processi/gs1-edi-euritmo-scambio-documenti-digitali-senza-errori/

GS1 Italy. (s.d.-b). GS1 Digital Link. Consultato il 14 ottobre 2026. https://gs1it.org/migliorare-processi/migliorare-servizio-consumatore/gs1-digital-link/

GS1 Italy Servizi. (s.d.). Allineo. Consultato il 14 ottobre 2026. https://servizi.gs1it.org/servizi/allineo/

Redazione Tendenze. (2026, 3 giugno). La leva per ridurre i costi nella logistica. Tendenze, GS1 Italy. https://tendenzeonline.info/articoli/2026/06/03/la-leva-per-ridurre-i-costi-nella-logistica/

Standard GS1

GS1. (2017, agosto). GS1 Global Traceability Standard. The Business Process and System Requirements for Full Chain Traceability (Release 2.0). https://www.gs1.org/standards/traceability/traceability/2-0

GS1. (2022, giugno). EPCIS Standard (Release 2.0; repository EPCIS/CBV 2.0.1). https://ref.gs1.org/standards/epcis/2.0.1/

GS1. (2026, gennaio). GS1 General Specifications Standard (Release 26.0). https://ref.gs1.org/standards/genspecs/26.0.0/

GS1. (s.d.). GS1 Company Prefix. Consultato il 14 ottobre 2026. https://www.gs1.org/standards/id-keys/company-prefix

GS1. (s.d.). What is Ambition 2027 in Retail? GS1 GO Customer Service Portal. Consultato il 14 ottobre 2026. https://support.gs1.org/support/solutions/articles/43000743530-what-is-ambition-2027-in-retail-

Fonti normative dell’Unione Europea

Regulation (EC) No 178/2002 of the European Parliament and of the Council of 28 January 2002 laying down the general principles and requirements of food law, establishing the European Food Safety Authority and laying down procedures in matters of food safety. Consolidated text: 01/01/2026. http://data.europa.eu/eli/reg/2002/178/2026-01-01

Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on the provision of food information to consumers. Consolidated text: 01/04/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01

Regulation (EU) 2021/2117 of the European Parliament and of the Council of 2 December 2021 amending Regulations (EU) No 1308/2013, (EU) No 1151/2012, (EU) No 251/2014 and (EU) No 228/2013. OJ L 435, 6.12.2021, pp. 262-314. http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2117/oj

Approfondimenti su GIFT, Food Times e FARE (Food and Agriculture Requirements) 

Dongo, D., Roveta, M. (2026, ). Rintracciabilità, criteri di calcolo delle sanzioni. FARE (Food and Agriculture Requirements). https://fareagrifood.com/2026/09/23/calcolo-sanzioni-rintracciabilita-alimentare/ 

Dongo, D. (2023a, 8 dicembre). Brindo, il QR code di GS1-Italy Servizi per l’etichettatura dei vini. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/brindo-il-qr-code-di-gs1-italy-servizi-per-letichettatura-dei-vini/

Dongo, D. (2023b, 24 febbraio). EAN, QR Code, RFID, NFC. ABC degli standard globali. GIFT (Great Italian Food Trade). https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/ean-qr-code-rfid-nfc-abc-degli-standard-globali/

Dongo, D., De Nobili, M. (2020, 11 luglio). Tecnologia IoT ed etichette alimentari, il nuovo standard GS1 Digital Link. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/tecnologia-iot-ed-etichette-alimentari-il-nuovo-standard-gs1-digital-link/

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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