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Agricoltura integrata: UNI 11233, SQNPI e GLOBALG.A.P.

L’agricoltura integrata si afferma come risposta concreta alle esigenze di sostenibilità ambientale, salubrità e competitività delle filiere agricole italiane. In assenza di una disciplina europea armonizzata si moltiplicano gli schemi pubblici e privati di certificazione: dalla norma tecnica UNI 11233 al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI), fino allo standard internazionale GLOBALG.A.P. IFA e al suo modulo sociale opzionale GRASP.

Questo articolo propone un’analisi dei principali strumenti a disposizione di agricoltori, organizzazioni di produttori, industrie alimentari e GDO, con una tabella comparativa per orientarsi nella scelta. Ricordando che — con l’applicazione della direttiva ECGT, recepita in Italia con il d.lgs. 30/2026, a partire dal 27 settembre 2026 — la certificazione di parte terza diventa la conditio sine qua non per esibire marchi di sostenibilità e sostenere le asserzioni ambientali sui prodotti alimentari.

Agricoltura integrata: definizione e inquadramento normativo

L’agricoltura — o produzione — integrata è un sistema di produzione agricola che privilegia l’utilizzo delle risorse e dei meccanismi di regolazione naturali, in parziale sostituzione delle sostanze chimiche di sintesi, al fine di garantire un’agricoltura sostenibile. Tale definizione:

  • richiama la direttiva 2009/128/CE sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi, che ha introdotto nell’ordinamento europeo i principi della difesa integrata, recepita in Italia con il decreto legislativo 150/2012 (Dongo & Ferrucci, 2019);
  • si collega alla Politica Agricola Comune 2023-2027, che affida ai piani strategici nazionali sia i regimi ecologici (reg. UE 2021/2115, art. 31) sia gli impegni agro-climatico-ambientali (reg. UE 2021/2115, art. 70). Il Piano Strategico italiano dedica alla produzione integrata l’intervento SRA01, collegato al SQNPI, mentre nessuno dei cinque eco-schemi nazionali le è specificamente riservato.

A differenza del sistema biologico — disciplinato dal regolamento (UE) 2018/848 — la produzione integrata non dispone di un quadro giuridico armonizzato a livello europeo: spetta perciò agli Stati membri, alle regioni e agli organismi privati definire standard e disciplinari di riferimento. È in tale contesto che si colloca l’ampio ecosistema di schemi di certificazione presente oggi in Italia, nel quale convivono un riferimento tecnico nazionale (UNI 11233), un sistema pubblico di qualità (SQNPI) e uno standard privato internazionale (GLOBALG.A.P.).

UNI 11233, il riferimento tecnico nazionale

La norma tecnica UNI 11233‘Sistemi di produzione integrata nelle filiere agroalimentari. Principi generali per la progettazione e l’attuazione nelle filiere vegetali’ — definisce un sistema agricolo ecocompatibile che integra tecniche biologiche, meccaniche e chimiche, bilanciate secondo tre criteri: la protezione dell’ambiente, la convenienza economica e i requisiti sociali.

L’edizione vigente è la UNI 11233:2009, pubblicata il 6 agosto 2009, che ha sostituito la prima edizione UNI 11233:2007 del 3 maggio 2007. Nessuna revisione successiva risulta pubblicata dall’Ente Italiano di Normazione: la norma rimane in vigore nella versione del 2009 ed è l’unico riferimento normativo dello schema di accreditamento ‘Produzione integrata’ gestito da Accredia.

Il quadro internazionale

L’Italia è tra i primi Paesi ad avere affidato al proprio ente di normazione una norma tecnica volontaria specificamente dedicata ai sistemi di produzione integrata e utilizzabile ai fini della certificazione di parte terza. Il primato non può venire esteso alla produzione integrata in quanto tale, poiché la Svizzera aveva introdotto lo schema privato IP-SUISSE nel 1989, la Francia aveva codificato l’agriculture raisonnée con un référentiel pubblico nel 2002 (décret n° 2002-631 e arrêté del 30 aprile 2002) e, fuori dall’Europa, la Nuova Zelanda aveva avviato già dalla metà degli anni Novanta il programma nazionale di Integrated Fruit Production per le pomacee.

I principi della produzione integrata sono a loro volta codificati a livello internazionale dall’IOBC-WPRSInternational Organisation for Biological and Integrated Control, West Palaearctic Regional Section, la sezione paleartica occidentale dell’organizzazione internazionale per la lotta biologica e integrata — nel documento ‘Integrated Production Objectives, Principles and Technical Guidelines’, giunto nel 2018 alla quarta edizione.

La certificazione

La certificazione secondo la UNI 11233 è una certificazione volontaria di prodotto, rilasciata da organismi di certificazione accreditati da Accredia in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012, che stabilisce i requisiti per gli organismi che certificano prodotti, processi e servizi.

L’iter si articola come segue:

  • domanda di certificazione ed esame della documentazione aziendale, dai piani di difesa e di concimazione alla gestione delle acque, al registro dei trattamenti fitosanitari;
  • verifica di conformità del sistema di gestione aziendale ai principi generali della norma, dalla gestione del suolo e dell’acqua alla scelta delle varietà, alla difesa integrata, alla gestione dei sottoprodotti;
  • audit in campo, con sopralluogo nelle unità produttive da parte di ispettori qualificati dell’organismo di certificazione;
  • emissione del certificato, che identifica le specie vegetali e le unità produttive interessate, oltre allo schema applicato, secondo quanto la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012 prescrive per i documenti di certificazione. La tracciabilità consente poi di comunicare la certificazione lungo la filiera a valle;
  • sorveglianza annuale, con audit e verifiche documentali.

Il registro dei trattamenti merita un’attenzione particolare, poiché la sua forma sta cambiando. I registri sui prodotti fitosanitari tenuti dagli utilizzatori professionali devono venire conservati in formato elettronico leggibile meccanicamente (reg. UE 2023/564, art. 2), a decorrere dall’1 gennaio 2026 (reg. UE 2023/564, art. 5). La Commissione europea ha poi consentito agli Stati membri di ammettere che i registri relativi agli impieghi anteriori all’1 gennaio 2027 non vengano convertiti nel formato prescritto (reg. UE 2025/2203, art. 1). L’Italia si è avvalsa di tale facoltà: la conversione in formato elettronico è obbligatoria entro il 31 dicembre 2026 (decreto Masaf 30 dicembre 2025, art. 1).

Il certificato consente inoltre di apporre sui prodotti il marchio di certificazione dell’organismo accreditato.

SQNPI, il sistema pubblico nazionale

Il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (SQNPI) è lo schema pubblico di certificazione istituito dalla legge 4/2011 (legge 4/2011, art. 2.3) e reso operativo con il decreto ministeriale 8 maggio 2014, n. 4890. Si applica a tutte le produzioni vegetali, trasformate e non, e si caratterizza sotto i seguenti aspetti:

  • volontarietà. L’adesione è libera, rivolta agli operatori agricoli singoli o associati e alle imprese di trasformazione;
  • base tecnica. Le Linee guida nazionali di produzione integrata e i disciplinari di produzione integrata regionali costituiscono il riferimento per la verifica di conformità. Le linee guida vengono aggiornate ogni anno: quelle per il 2026 sono state approvate il 24 novembre 2025;
  • registrazione. L’operatore aderisce tramite il portale SIAN, il Sistema Informativo Agricolo Nazionale, con individuazione delle superfici interessate desunte dal fascicolo aziendale;
  • controlli. La certificazione viene rilasciata da organismi di controllo terzi e indipendenti, accreditati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012 e iscritti nell’elenco tenuto dal ministero dell’Agricoltura (MASAF). Il controllo pubblico si esercita in vigilanza, non in certificazione diretta;
  • marchio. Diritto all’apposizione del marchio nazionale della produzione integrata sul prodotto e nella comunicazione commerciale. Uno strumento oggi utile a evitare che l’asserzione ambientale venga qualificata come generica, in difetto di specificazione fornita in termini chiari ed evidenti sullo stesso mezzo di comunicazione (dir. 2005/29/CE, art. 2, lett. ‘p’).

I due strumenti convivono: la UNI 11233 offre il riferimento tecnico volontario per la certificazione accreditata di prodotto, il SQNPI l’apparato pubblico di regole, controllo e marchio.

GLOBALG.A.P. IFA, lo standard delle buone pratiche agricole richiesto dalla GDO

Nato nei primi anni Duemila come EurepGAP, per rispondere alle esigenze di sicurezza alimentare dei principali retailer europei, GLOBALG.A.P. IFA (Integrated Farm Assurance) è oggi lo schema privato internazionale di riferimento delle buone pratiche agricole: un certificato GLOBALG.A.P., per molti prodotti, è il presupposto di accesso alle supply chain dei retailer europei, del Regno Unito e dei Paesi extraeuropei.

IFA copre la produzione primaria e le operazioni di manipolazione del prodotto raccolto — stoccaggio, trattamenti post-raccolta, cernita, lavaggio — che devono venire incluse nel campo di applicazione ogniqualvolta il prodotto rimanga nella disponibilità del produttore. Quando la manipolazione venga affidata a terzi, questi devono disporre della certificazione Chain of Custody. Lo standard integra:

  • sicurezza alimentare. Lo standard non impone un sistema HACCP formale, che del resto il diritto dell’Unione Europea non richiede alla produzione primaria e alle operazioni connesse elencate in Allegato I (reg. CE 852/2004, art. 5.3), bensì valutazioni del rischio documentate su igiene, contaminanti fisici, chimici e microbiologici, acqua, fertilizzanti organici;
  • salute e sicurezza dei lavoratori;
  • sostenibilità ambientale, con gestione delle risorse e tracciabilità dei fitosanitari;
  • benessere animale, per le sole produzioni di acquacoltura. L’ambito di applicazione zootecnico IFA for Livestock è stato dismesso, con ultimi certificati scaduti nel 2024.

La versione 6 e gli ambiti di applicazione

La versione 6 dello standard IFA, pubblicata il 29 settembre 2022, si articola in due edizioni: IFA v6 Smart, obbligatoria dall’1 gennaio 2024, e IFA v6 GFS, obbligatoria dall’1 gennaio 2025 e destinata a chi necessita del riconoscimento della Global Food Safety Initiative (GFSI). Per l’ortofrutta soltanto l’edizione GFS ha ottenuto il riconoscimento GFSI, il 6 agosto 2024, per gli ambiti BI e BIII. Una versione 6.1 è stata diffusa l’1 settembre 2026 come interim final, con date di validità e di obbligatorietà ancora da definire.

Gli ambiti di applicazione della versione 6 sono due: Plants, articolato nei sotto-ambiti Fruit and vegetables, Combinable crops, Flowers and ornamentals, Plant propagation material, Tea e Hops, e Aquaculture. Le attività a valle della produzione primaria sono coperte da standard distinti, dalla Chain of Custody alla Produce Handling Assurance e alla Compound Feed Manufacturing.

La certificazione viene rilasciata da Certification Body (CB) riconosciuti da GLOBALG.A.P. dopo audit in campo con campionamenti mirati; la gestione degli esiti prevede la classificazione dei punti di controllo in livelli di conformità e, in caso di non conformità, un piano di correzione con verifica di chiusura entro tempi definiti.

L’approccio di filiera si realizza attraverso la rintracciabilitàun passo avanti, un passo indietro’ e attraverso lo schema Chain of Custody, obbligatorio per chiunque manipoli, confezioni o etichetti prodotto sfuso destinato a venire commercializzato con riferimento alla certificazione GLOBALG.A.P.

GRASP, l’integrazione sui requisiti sociali

L’integrazione GRASPGLOBALG.A.P. Risk Assessment on Social Practice — affianca alla certificazione IFA una valutazione dei rischi sociali in produzione primaria. È un modulo volontario, i cui requisiti non sono coperti dalla certificazione IFA e che presuppone una certificazione valida secondo uno standard GLOBALG.A.P. di produzione primaria o uno schema equivalente riconosciuto. La versione 2.0 è valida dall’1 ottobre 2022 ed è obbligatoria dall’1 gennaio 2024.

La valutazione combina esame documentale e interviste ai lavoratori e ai loro rappresentanti, e si conclude con una letter of conformance, anziché con un certificato. I temi verificati sono:

  • rappresentanza dei lavoratori, libertà di associazione e procedura di reclamo;
  • politiche e informazioni sui diritti umani e del lavoro, comprese le procedure disciplinari;
  • documenti di assunzione, retribuzioni, orario di lavoro e divieto di lavoro forzato;
  • età minima, tutela dei giovani lavoratori e accesso all’istruzione.

Nella versione 2.0 i diritti fondamentali dei lavoratori sono classificati come major must a tolleranza zero e la definizione di lavoratore comprende personale permanente, temporaneo, stagionale, migrante e in subappalto.

Al 31 dicembre 2024 GRASP registrava 117.847 aziende certificate in oltre cento Paesi, con un’occupazione complessiva di circa 1,8 milioni di lavoratori. La domanda proviene in misura preponderante dalla distribuzione tedesca e del Nord Europa (es. ALDI Nord, ALDI SÜD, EDEKA, LIDL, Tegut), che tuttavia accetta espressamente programmi sociali alternativi. La combinazione IFA + GRASP va perciò descritta come una richiesta di mercato molto diffusa, non come un requisito generalizzato.

Il modulo può inoltre contribuire all’adempimento degli obblighi introdotti dalla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (EU) 2024/1760 da parte dei colossi dell’industria e della grande distribuzione che vi sono soggetti. Tale direttiva, a seguito delle modifiche introdotte con il pacchetto Omnibus, si applica infatti alle sole imprese dell’Unione Europea con almeno 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato netto mondiale, oltreché a quelle di Paesi terzi con almeno 1,5 miliardi di euro di fatturato netto nell’Unione Europea, a decorrere dal 26 luglio 2029.

In pratica, IFA certifica ‘come si producedal punto di vista tecnico-igienico e ambientale, mentre GRASP aggiunge la verifica dichi partecipa alla produzione, in una logica coerente ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance) sempre più richiesta dai mercati.

Tabella comparativa: UNI 11233, SQNPI e GLOBALG.A.P. IFA (+ GRASP)

Voce di confronto UNI 11233 SQNPI GLOBALG.A.P. IFA (+ GRASP)
Natura Norma tecnica nazionale UNI Sistema pubblico nazionale di qualità Standard privato internazionale
Riferimento UNI 11233:2009, che ha sostituito la UNI 11233:2007 Legge 4/2011, art. 2.3; d.m. 8 maggio 2014, n. 4890; Linee guida nazionali e disciplinari regionali Standard IFA, versione 6, edizioni Smart e GFS
Validità geografica Italia Italia Globale
Oggetto Sistemi di produzione integrata nelle filiere vegetali Produzione integrata vegetale, trasformata e non Buone pratiche agricole negli ambiti Plants e Aquaculture
Fasi coperte Produzione primaria; la tracciabilità consente di comunicare la certificazione a valle Produzione primaria e trasformazione Produzione primaria e manipolazione del prodotto raccolto; filiera a valle con la Chain of Custody
Contenuto tecnico Difesa integrata, gestione di suolo e acqua, sottoprodotti Requisiti delle linee guida nazionali e dei disciplinari regionali Sicurezza alimentare per valutazione dei rischi, buone pratiche agricole e igieniche, ambiente, benessere animale in acquacoltura
Requisiti sociali Principi generali, non oggetto di verifica specifica Non verificati separatamente Sì, con l’add-on GRASP: esame documentale e interviste ai lavoratori
Organismo di certificazione Organismi accreditati Accredia secondo la ISO/IEC 17065 Organismi di controllo terzi, accreditati ISO/IEC 17065 e iscritti nell’elenco del Masaf CB riconosciuti da GLOBALG.A.P.
Registrazione Banca dati Accredia dei prodotti e servizi certificati, alimentata dagli organismi di certificazione Portale SIAN, con individuazione delle superfici Registrazione del produttore nel database GLOBALG.A.P.
Marchio sul prodotto Marchio dell’organismo di certificazione accreditato Marchio nazionale della produzione integrata Marchio GLOBALG.A.P. e numero GGN, secondo le regole d’uso dello schema; GRASP dà luogo a una letter of conformance, non a un marchio
Sorveglianza Audit annuale, sorveglianza periodica secondo la ISO/IEC 17065 (la norma non fissa una frequenza minima di ispezioni) Verifica annuale sul 100% degli operatori singoli e su √n soci per gli associati, con analisi multiresiduali Audit annuale con campionamenti mirati
Mercato tipico Filiere nazionali e regionali Produzione nazionale, export intra-UE GDO internazionale, export
Ruolo commerciale Qualifica tecnica di parte terza verso industria e GDO, non condizione di fornitura; estendibile ai prodotti trasformati per la tracciabilità Valore sul mercato nazionale e comunicazione al consumatore attraverso apposito marchio Condizione di accesso alle supply chain della distribuzione estera; in Italia richiesta per l’ortofrutta a marchio Coop
Rapporto con la PAC Coerente con gli impegni agro-climatico-ambientali Collegato all’intervento SRA01 del Piano Strategico 2023-2027 Coerente con le buone pratiche agricole e con i fondi di sviluppo rurale

 

Altri schemi privati complementari

Alcuni schemi privati possono venire riconosciuti equivalenti da GLOBALG.A.P., nelle forme del benchmarked scheme e della benchmarked checklist, ovvero soltanto comparati sulla base di un esame documentale (compared schemes). Gli schemi attualmente riconosciuti equivalenti sono otto: AMAG.A.P., KFC Flowers and Ornamentals, MPS-GAP, New Zealand GAP, QS-GAP, Red Tractor Assurance for Farms Fresh Produce, SIZA e SwissGAP Hortikultur. Accanto a essi si collocano:

  • LEAF Marque (Linking Environment And Farming), schema di origine britannica fondato sull’Integrated Farm Management e oggi diffuso in oltre cinquanta Paesi, nella versione 17.0 in vigore dal 5 maggio 2026. Non rientra tra gli schemi riconosciuti equivalenti da GLOBALG.A.P.;
  • SPRING (Sustainable Program for Irrigation and Groundwater Use), integra GLOBALG.A.P. sulla gestione responsabile dell’acqua, nella versione 2 pubblicata il 5 settembre 2023 e da abbinare a IFA v6 dall’1 gennaio 2024;
  • Nurture Module, l’evoluzione del programma Tesco Nurture a integrazione di GLOBALG.A.P. dal 2017, nella versione 13.0 valida dall’1 giugno 2025 e incentrata sulla gestione della lista dei prodotti fitosanitari ammessi;
  • Biodiversity Friend, standard creato nel 2010 dalla World Biodiversity Association e certificato da organismi terzi, incentrato su indici di biodiversità di suolo, acqua, aria e paesaggio agrario;
  • standard di filiera, quali la Chain of Custody di GLOBALG.A.P., che assicura segregazione e tracciabilità dei prodotti provenienti da processi produttivi certificati, dal confezionatore alla ristorazione. Gli add-on e gli standard che condividono la base IFA possono venire verificati in audit combinati, con risparmio di costi di conformità.

Cosa cambia per le filiere e per la GDO

La certificazione di agricoltura integrata risponde a tre esigenze convergenti:

  • commerciale. GLOBALG.A.P. IFA è requisito di accesso alle supply chain della distribuzione internazionale. In Italia non è invece un requisito generalizzato della GDO per la private label: le insegne pubblicano di norma requisiti centrati su standard a valle della produzione agricola, quali IFS e FSSC 22000. Fa eccezione Coop Italia che, per l’ortofrutta a proprio marchio di fornitori italiani ed esteri, richiede la certificazione IFA quale presupposto dell’add-on Coop Italia Pesticide Transparency;
  • accesso ai sostegni pubblici. L’intervento SRA01 del Piano Strategico della PAC 2023-2027 remunera gli impegni di produzione integrata, con riferimento al SQNPI, e i fondi di sviluppo rurale premiano l’adesione ai sistemi di qualità certificati;
  • conformità legale. Con l’applicazione delle nuove regole sui claim ambientali in Unione Europea, dal 27 settembre 2026, la certificazione di parte terza diviene requisito indispensabile per esibire marchi di sostenibilità e sostenere le asserzioni ambientali, come si vede nel paragrafo che segue.

Asserzioni ambientali e certificazioni

L’adozione e il mantenimento di questo tipo di certificazioni costituisce oggi la condizione essenziale per riportare asserzioni ambientali in etichetta e in pubblicità dei prodotti, su qualsiasi supporto fisico, online e audiovisivo. La direttiva (UE) 2024/825 – c.d. ECGT, Empowering Consumers for the Green Transition – è stata recepita anche in Italia con il d.lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 e si applica a partire dal 27 settembre 2026, sia pure con un approccio progressivo, a determinate condizioni. Le nuove norme comprendono tre divieti di particolare rilievo:

  • è vietato esibire un marchio di sostenibilità che non sia basato su un sistema di certificazione o non sia stabilito da autorità pubbliche (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 2 bis). Per sistema di certificazione si intende un sistema di verifica da parte di terzi, ad accesso trasparente e non discriminatorio, con monitoraggio oggettivo;
  • è vietato formulare un’asserzione ambientale generica quando l’operatore non è in grado di dimostrare le prestazioni ambientali di livello superiore, riconosciute e pertinenti all’asserzione (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 4 bis);
  • è vietato riferire al prodotto o all’attività nel loro complesso un’asserzione che riguardi soltanto un determinato aspetto (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 4 ter).

La responsabilità ricade sul titolare del marchio con cui l’alimento viene venduto — l’azienda agricola, per i prodotti freschi e trasformati; l’industria di trasformazione nei diversi casi di IV gamma e V gamma, surgelati, conserve vegetali, succhi, nettari e altre bevande, confetture, prodotti ready-to-eat come le zuppe, oltreché cereali e loro derivati; la GDO, per gli anzidetti prodotti commercializzati a proprio marchio, in private label — oltreché sul distributore, anche in assenza di marchi, nel proprio ruolo di garante e corresponsabile della conformità legale dei prodotti da esso commercializzati.

È in ogni caso indispensabile mantenere la coerenza tra l’oggetto della certificazione e l’environmental claim: non è possibile richiamare la ‘sostenibilità’ in termini generali, ma solo la sostenibilità ambientale, in difetto di certificazione ovvero di informazioni specifiche sulla sostenibilità sociale, come quelle che il modulo GRASP contribuisce a rendere verificabili. La certificazione di parte terza rimane così l’ancora di certezza che trasforma la sostenibilità da dichiarazione di principio in fatto verificabile.

Conclusioni

L’Italia dispone oggi di uno dei più articolati sistemi di certificazione dell’agricoltura integrata, nel quale la norma UNI 11233 svolge la funzione di riferimento tecnico comune, dialogando con il sistema pubblico del SQNPI da un lato e con lo standard internazionale GLOBALG.A.P. IFA, integrabile con il modulo sociale GRASP, dall’altro. Per agricoltori, OP e imprese di trasformazione la scelta dello schema — o la loro combinazione in audit integrati — dipende dai mercati target, dalle richieste del retail e dalla filiera di appartenenza: il mercato nazionale premia SQNPI e UNI 11233, l’export verso la GDO spinge verso IFA e verso GRASP.

Per approfondire le altre certificazioni alimentari si rinvia ai nostri articoli dedicati ai principali standard e schemi privati, in questa sezione di GIFT (Great Italian Food Trade). La squadra di FARE (Food and Agriculture Requirements) affianca gli operatori, ‘from farm to fork’, nella scelta strategica degli schemi da adottare e nella valorizzazione dei prodotti sotto i vari aspetti che li distinguono, in nome della trasparenza e della conformità alle regole vigenti.

Dario Dongo

Credit cover CCPB 

Riferimenti

Fonti normative dell’Unione Europea

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Directive 2005/29/EC of the European Parliament and of the Council of 11 May 2005 concerning unfair business-to-consumer commercial practices in the internal market (‘Unfair Commercial Practices Directive’). Consolidated text: 28/05/2022. http://data.europa.eu/eli/dir/2005/29/2022-05-28

Directive 2009/128/EC of the European Parliament and of the Council of 21 October 2009 establishing a framework for Community action to achieve the sustainable use of pesticides. Consolidated text: 26/07/2019. http://data.europa.eu/eli/dir/2009/128/2019-07-26

Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products and repealing Council Regulation (EC) No 834/2007. Consolidated text: 25/03/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25

Regulation (EU) 2021/2115 of the European Parliament and of the Council of 2 December 2021 establishing rules on support for strategic plans to be drawn up by Member States under the common agricultural policy (CAP Strategic Plans) and financed by the European Agricultural Guarantee Fund (EAGF) and by the European Agricultural Fund for Rural Development (EAFRD) and repealing Regulations (EU) No 1305/2013 and (EU) No 1307/2013. Consolidated text: 18/03/2026. http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2115/2026-03-18

Commission Implementing Regulation (EU) 2023/564 of 10 March 2023 as regards the content and format of the records of plant protection products kept by professional users pursuant to Regulation (EC) No 1107/2009 of the European Parliament and of the Council. Consolidated text: 23/11/2025. http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2023/564/2025-11-23

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Commission Implementing Regulation (EU) 2025/2203 of 31 October 2025 amending Implementing Regulation (EU) 2023/564 as regards the transfer into electronic format of the records of plant protection products kept by professional users. Official Journal of the European Union, 3.11.2025. http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2025/2203/oj

Fonti normative nazionali

Legge 3 febbraio 2011, n. 4, Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari. Normattiva. Ultima versione consolidata: 06/03/2011. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011-02-03;4

Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. Normattiva. Ultima versione consolidata: 14/09/2012. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2012-08-14;150

Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, Attuazione della direttiva (UE) 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione. Normattiva. Ultima versione consolidata: 24/03/2026. https://www.normattiva.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/CONSOLIDATED

Decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 8 maggio 2014, n. 4890, Attuazione dell’articolo 2, comma 6, della legge 3 febbraio 2011, n. 4. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 174 del 29 luglio 2014. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/07/29/14A05975/sg

Decreto del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste 30 dicembre 2025, Attuazione del regolamento di esecuzione (UE) 2025/2203 della Commissione del 31 ottobre 2025 sulla conversione nel formato elettronico del registro dei prodotti fitosanitari. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 94 del 23 aprile 2026. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/04/23/26A01955/sg

Norme tecniche

UNI 11233:2009, Sistemi di produzione integrata nelle filiere agroalimentari. Principi generali per la progettazione e l’attuazione nelle filiere vegetali. Ente Italiano di Normazione. https://unistore.uni.com/uni-11233-2009

ISO/IEC 17065:2012, Conformity assessment. Requirements for bodies certifying products, processes and services. International Organization for Standardization. https://www.iso.org/standard/46568.html

Fonti istituzionali e standard privati

Accredia. Produzione integrata. https://www.accredia.it/servizio-accreditato/produzione-integrata/

Rete Rurale Nazionale, MASAF. Sistema di qualità nazionale di produzione integrata. https://www.reterurale.it/produzioneintegrata

Rete Rurale Nazionale, MASAF. PAC 2023-2027. Interventi SRA. https://www.reterurale.it/PAC_2023_27/SRA

GLOBALG.A.P. Integrated Farm Assurance (IFA) for fruit and vegetables. https://globalgap.org/what-we-offer/solutions/ifa-fruit-and-vegetables/

GLOBALG.A.P. General Regulations. Rules for plants scope, version 6.0, 29 September 2022. https://documents.globalgap.org/documents/220929_GG_GR_Rules_for_plants_v6_0_Sep22_en.pdf

GLOBALG.A.P. GRASP General Rules, version 2.0, 29 September 2022. https://documents.globalgap.org/documents/220929_GRASP_general_rules_v2_0_Sep22_en.pdf

GLOBALG.A.P. Chain of Custody. https://globalgap.org/what-we-offer/solutions/chain-of-custody/

GLOBALG.A.P. Benchmarking. https://globalgap.org/what-we-offer/benchmarking/

GLOBALG.A.P. Coop Italia Pesticide Transparency. https://www.globalgap.org/what-we-offer/solutions/coop-italia-pesticide-transparency/

GLOBALG.A.P. SPRING. https://www.globalgap.org/what-we-offer/solutions/spring/

GLOBALG.A.P. Nurture Module. https://www.globalgap.org/what-we-offer/solutions/nurture-module/

Global Food Safety Initiative. GLOBALG.A.P. certification programmes IFA v6 GFS for fruits and vegetables and IFA v6 SMART/GFS for aquaculture gain GFSI recognition, 6 August 2024. https://mygfsi.com/press_releases/globalg-a-p-certification-programmes-ifa-v6-gfs-for-fruits-and-vegetables-and-ifa-v6-smart-gfs-for-aquaculture-gain-gfsi-recognition/

LEAF. LEAF Marque Standard. https://leaf.eco/leafmarque/standard

World Biodiversity Association. Biodiversity Friend. https://biodiversityassociation.org/en/what-we-do/biodiversity-friend-2/

IOBC-WPRS. Integrated Production Objectives, Principles and Technical Guidelines, 4th edition, 2018. https://iobc-wprs.org/wp-content/uploads/2022/06/IOBC-WPRS_IP_objectives_and_principles_4th_edition_2018_EN.pdf

European Commission. Corporate sustainability due diligence. https://commission.europa.eu/topics/business-and-industry/doing-business-eu/sustainability-due-diligence-responsible-business/corporate-sustainability-due-diligence_en

Articoli di approfondimento 

Dongo, D., Ferrucci, D. (2019, 16 febbraio). Agricoltura sostenibile, l’ABC.  FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/agricoltura-sostenibile-labc/ 

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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