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Pomodoro: nasco d’oro e divento rosso

In Lak’ech (Io sono Te & Tu sei Me).

Nasco giallo, e quindi dicono di me che sono ‘d’oro’.

Ma il mio nome nobile me lo danno in latino, la lingua con cui gli studiosi battezzano le piante: Solanum lycopersicum.

Mia madre è selvatica, cresce piccola e a grappoli, e si chiama Solanum pimpinellifolium. Per un tempo l’hanno chiamata anche Solanum racemigerum.

Lei è nata in America del Sud, dove chi naviga impara a orientarsi guardando la Croce del Sud.

Io divento cibo più a nord, in Messico, e lì nel Cinquecento mi incontrano i marinai spagnoli.

Imparano tante cose questi impavidi avventurieri, anche quanto io sia ‘buono’.

Decidono così di farmi conoscere le loro famiglie e i loro amici, e si parte per un viaggio lunghissimo.

Aliseo, il vento amico che aveva spinto le loro vele fino a me, non può accompagnarmi: soffia nella direzione sbagliata. Per tornare mi affido ai venti di ponente e a una corrente calda.

Ma non sono il solo a viaggiare: Zea mays (granoturco), Solanum tuberosum (patata), Phaseolus vulgaris (fagiolo)… e altri, ci fanno compagnia.

Arrivo alla Corte d’Europa e subito mi riempiono di attenzione.

Prendo peso e divento più rotondo e subito qualcuno dice che assomiglio ad un ‘pomo’.

Facile quindi per me voltarmi quando mi chiamano ‘pomo d’oro’.

Da lì la mia popolarità cresce, il ‘gusto di essere buono’ e il facile nome mi aiutano.

Tutti mi vogliono e divento un ingrediente indispensabile, finisco in mille e una ricetta.

Ogni cucina diventa casa mia. Crudo, cotto, conservato, essiccato.

E intanto mi scelgono, seme dopo seme, stagione dopo stagione, finché divento ‘rosso’.

Nessuno riesce a tenermi fermo, giro come un vortice in tutto il vecchio Continente.

Un successo dopo l’altro, fino all’apoteosi, che neanche pensarlo, arriva nel ‘Paese del Sole’, l’Italia.

Colpevole la Sirena Partenope che vuole catturarmi per farmi suo; mi lega con degli spaghi innumerevoli e sottili come vermicelli, creando un ‘Miracolo’.

Spaghetti e Pomodoro.

Sembra di leggere il mio epitaffio, la scritta solenne incisa sulla mia lapide.

E invece ogni volta che finisco in padella, in qualsiasi angolo del mondo, parte la gioia di grandi e piccini.

Accompagnati dalla mia invocazione inclusiva:

‘Favurit?’

(Prego, favorite della mia tavola, accomodatevi e mangiate con me)

Faccio felici tutti!!!

Giorgio Monaco

Giorgio Monaco
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Manager di esperienza, consulente strategico e grande appassionato di cibo italiano.

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