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Succhi di frutta Made in Italy: qualità e innovazione

Il comparto dei succhi di frutta italiani unisce agricoltura, tecnologia industriale e cultura alimentare. La trasformazione della materia prima, dagli agrumeti del Mezzogiorno ai frutteti settentrionali, risponde a requisiti stringenti di produzione e conservazione. In una fase di contrazione dei consumi e di evoluzione della domanda verso la naturalità, l’adeguamento normativo e l’innovazione tecnologica guidano il riposizionamento strategico dell’intera filiera.

Succo di frutta, definizione legale e regole UE

I succhi di frutta, assieme ai nettari, si distinguono dalle numerose altre bevande alla frutta in quanto soggetti a una normativa specifica — la direttiva 2001/112/CE (attuata in Italia con decreto legislativo 151/2004), come modificata dalla Breakfast Directive (UE) 2024/1438, recepita in Italia dal d.lgs. 207/2025 — che ne definisce metodi di produzione, caratteristiche ed etichettatura. In particolare:

  • il succo di frutta è ottenuto dal frutto sano e maturo, tramite spremitura o altri processi fisici, in modo da mantenerne colore, aroma e gusto caratteristici. Può venire integrato con la polpa dei frutti ed è privo di zuccheri aggiunti;
  • il succo di frutta da concentrato è invece ottenuto mediante ricostituzione del succo di frutta concentrato con acqua potabile. Mantiene le caratteristiche essenziali del succo del frutto da cui è ottenuto e può venire miscelato con purea di frutta e/o purea di frutta concentrata;
  • l’etichetta di entrambi tali prodotti può riferire che ‘i succhi di frutta contengono solo zuccheri naturalmente presenti‘, al preciso scopo di chiarire ai consumatori europei la loro differenza rispetto ad altre bevande.

La stessa riforma ha interessato anche le confetture e le marmellate, con l’innalzamento tra l’altro del contenuto minimo di frutta.

Il valore Brix, la misura che impedisce l’annacquamento

I gradi Brix esprimono il contenuto di solidi solubili di un succo, misurato al rifrattometro in grammi di saccarosio equivalente per 100 grammi di soluzione. Poiché tali solidi sono in larga parte zuccheri della frutta, il valore rivela quanta acqua il succo contenga.

La direttiva succhi prescrive perciò che i succhi da concentrato presentino gradi Brix pari o superiori a quelli definiti in Allegato V per ciascuna specie — dal 4,5 del cocco, unica novità della Breakfast Directive, al 21,0 della banana — così da garantire che la ricostituzione con acqua rispecchi l’equilibrio del succo originario.

La regola non si applica invece ai succhi NFC, in quanto non diluiti, né ai nuovi succhi a tasso ridotto di zuccheri di cui al successivo paragrafo, il cui valore Brix è per definizione inferiore a quello del succo estratto dal frutto.

Le nuove categorie di succhi ‘a tasso ridotto di zuccheri’

La novità di maggiore rilievo commerciale, introdotta dalla Breakfast Directive, attiene alle denominazioni: 

  • succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri, succo di frutta da concentrato a tasso ridotto di zuccheri e succo di frutta concentrato a tasso ridotto di zuccheri. Esse presuppongono una riduzione di almeno il 30% degli zuccheri naturalmente presenti, ottenuta con soli processi fisici e senza aggiunta di edulcoranti.

Le disposizioni si applicano dal 14 giugno 2026. I prodotti immessi sul mercato o etichettati prima di tale data secondo la disciplina previgente possono venire commercializzati fino a esaurimento delle scorte.

Produzione, mercato ed export

Secondo le elaborazioni Circana, nell’annata conclusa il 31 agosto 2025 i consumi in Italia di succhi, nettari e altre bevande alla frutta nella distribuzione moderna italiana (iper, super, superette e discount) hanno raggiunto circa 515 milioni di litri, con una contrazione intorno al 6% rispetto all’annata precedente. Il valore delle vendite si è attestato a 864 milioni di euro, in calo del 3%, mentre il prezzo medio al pubblico è salito a 1,68 euro al litro — 1,88 nella grande distribuzione, 1,31 nei discount (Beverfood.com, 2025).

ISMEA aveva a sua volta rilevato, nel primo semestre 2025, una flessione del 3% nei volumi di acquisto domestico di succhi di frutta, in un contesto in cui la spesa alimentare complessiva delle famiglie cresceva del 5,2% (ISMEA, 2025).

Il mercato non è tuttavia omogeneo. I succhi e le spremute 100% rappresentano una quota minoritaria del volume complessivo delle bevande alla frutta, mentre continuano ad avere un peso importante le bevande con minore contenuto di frutta — un divario che GIFT aveva documentato già nel 2024, mettendo a confronto 50 tra spremute, succhi e bevande a base di arancia. I prodotti freschi, le spremute e i frullati refrigerati al contempo raggiungono prezzi al litro nettamente superiori rispetto ai classici prodotti UHT.

La storia industriale della trasformazione della frutta

La storia industriale dei succhi di frutta italiani affonda le proprie radici nella trasformazione della frutta sviluppatasi tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, lungo due direttrici distinte: quella alpina, di matrice familiare e frutticola, e quella romagnola, di matrice cooperativa.

La direttrice alpina, Zuegg

La vicenda Zuegg comincia nel 1860 a Lana d’Adige, dove Ernst August e Maria Zuech avviarono la coltivazione di frutta assieme ai quattordici figli, vendendo le proprie mele nei mercati vicini e poi fino a San Pietroburgo. Nel 1890 i due figli maggiori, Karl e Vigil, trasformarono l’attività familiare in impresa moderna. La lavorazione industriale della frutta inizia nel 1917 a Laces, con i primi esperimenti sulla conserva di mele, e la produzione vera e propria di confetture prese il via nel 1923, conquistando rapidamente i mercati del Nord Italia (Zuegg, s.d.).

Il 1954 segnò la nascita del Fruttino, e nei primi anni Sessanta giunse Frutta Viva, conserva senza conservanti né coloranti. Il passaggio decisivo per il comparto delle bevande è però il 1962, con l’apertura dello stabilimento di Verona e l’avvio della produzione di semilavorati a base di frutta — la piattaforma industriale su cui il gruppo ha poi costruito l’offerta di succhi e nettari con i marchi Zuegg e Skipper. Seguirono lo stabilimento di Avellino (1985) e l’internazionalizzazione produttiva tra Germania, Francia, Austria e Russia.

La direttrice romagnola, Massalombarda e Yoga

Un altro caso emblematico è quello di Massa Lombarda, in Romagna, dove la crescita della frutticoltura favorì la nascita di attività di trasformazione. L’11 luglio 1926 venne costituita la Massalombarda S.A., prima società italiana dedicata alla produzione industriale di succhi di frutta, che nel 1946 lanciò il marchio Yoga, destinato a diventare uno dei nomi più riconoscibile del comparto italiano (Yoga, s.d.).

Un passaggio decisivo avvenne con lo sviluppo della cooperazione agroalimentare. Conserve Italia venne costituita nel 1976 da quindici cooperative di trasformazione di frutta, vegetali e pomodoro, costruendo progressivamente una struttura industriale e commerciale. Nel 1979 acquisì gli stabilimenti di Mirandola dalla belga Mon Jardin, poi la Salfa S.p.A. con il marchio Derby, e nel 1994 la Massalombarda Colombani S.p.A., proprietaria dei marchi Yoga e Jolly Colombani (Conserve Italia, s.d.).

I protagonisti della filiera italiana

Le imprese che producono o distribuiscono succhi e bevande alla frutta in Italia sono oltre una cinquantina, ma la produzione nazionale è alimentata da pochi grandi operatori. I primi tre — Conserve Italia, Parmalat e Zuegg — assorbono da soli oltre la metà dei consumi a quantità del mercato italiano (Beverfood.com, s.d.):

  • Conserve Italia, gruppo cooperativo con sede a San Lazzaro di Savena, è il leader assoluto e opera con i marchi Yoga, Derby Blue, Valfrutta, Jolly Colombani e Cirio, presidiando retail, Ho.Re.Ca. e vending, oltre a una consistente produzione a marchio del distributore;
  • Parmalat, parte del gruppo Lactalis, presidia il segmento soprattutto con la linea Santàl, storicamente forte nel brik e nelle referenze a base di agrumi;
  • Zuegg, gruppo veronese a controllo familiare, opera con i marchi Zuegg e Skipper ed è al contempo uno dei principali fornitori europei di semilavorati a base di frutta;
  • La Doria, gruppo campano, è tra i maggiori produttori italiani di succhi e nettari a marchio della grande distribuzione, con una presenza più contenuta a marchio proprio;
  • Fruttagel, società cooperativa romagnola, è specializzata nella trasformazione di ortofrutta, cereali e legumi ed è particolarmente attiva nella private label e nel food service.

A questi si affiancano le importazioni, che pesano per circa un sesto dei volumi e provengono soprattutto dall’Austria, con i marchi Rauch, Pfanner e Pago. Va infine considerato il peso della marca del distributore, che supera il 40% dei volumi nella distribuzione moderna e il 70% nei discount.

Sul versante della materia prima agrumicola, un ruolo tecnico rilevante è svolto dai trasformatori siciliani e calabresi che producono succhi, concentrati, puree e oli essenziali destinati all’industria, sia nazionale sia estera.

Il biologico, gli operatori di riferimento

Nel segmento certificato biologico altresì operano alcuni protagonisti riconoscibili:

  • Alce Nero, produttore italiano di succhi e nettari biologici da frutta coltivata in Italia dagli agricoltori del proprio sistema, con una linea dedicata alla prima infanzia;
  • Fruttagel, che produce per Almaverde Bio nettari, succhi 100% e bevande di frutta biologici, con frutta italiana conferita dai produttori soci e confezionamento in vetro per il canale Ho.Re.Ca.;
  • Fonte Plose, azienda altoatesina che con la linea BioPlose propone succhi e nettari 100% biologici senza aggiunta di zuccheri, coloranti e conservanti, nel formato da 20 cl per bar e ristorazione.

Il biologico è del resto una delle poche leve di posizionamento che ha continuato a crescere: nel 2024 il mercato biologico italiano ha superato i 6,5 miliardi di euro, con consumi domestici vicini ai 5,2 miliardi, come già rilevato nell’analisi GIFT sui succhi di verdura.

Le principali aree produttive italiane

Non esiste una sola Italia del succo. Le aree di approvvigionamento cambiano radicalmente in funzione del frutto.

Agrumi, Sicilia e Calabria in primo piano

L’agrumicoltura nazionale raggiunge circa 3,2 milioni di tonnellate di produzione e oltre 1,8 miliardi di euro di valore, su 150.000 ettari coltivati e più di 49.000 aziende agricole (CREA, 2025a). Per le arance italiane il baricentro produttivo è insulare e meridionale. I dati ISTAT più recenti indicano una superficie agricola utilizzata nazionale poco inferiore a 84.000 ettari, in calo del 2,9% rispetto al 2024, di cui la sola Sicilia rappresenta il 64% (ISMEA, 2026).

Il 2025 è stato un anno sfavorevole: nei conti economici dell’agricoltura ISTAT la produzione in volume degli agrumi è diminuita dell’1%, a fronte di un calo del 7,3% per la frutta nel suo insieme (ISTAT, 2026). Pesano soprattutto gli effetti del cambiamento climatico, tra riduzione delle ore di freddo e siccità prolungate, che hanno determinato un aumento del fabbisogno irriguo e una pezzatura mediamente più ridotta (ISMEA, 2026).

Frutta temperata, Emilia-Romagna e Nord Italia

Pesche, nettarine, pere, mele e altri frutti destinati alla trasformazione hanno invece una forte presenza nelle regioni settentrionali e centrali, con un ruolo storico dell‘Emilia-Romagna e di altri distretti frutticoli. Anche i frutti rossi trovano crescente impiego nelle formulazioni premium.

La trasformazione consente di assorbire anche parte della produzione che non presenta caratteristiche ottimali per il mercato del fresco, purché ovviamente conforme ai requisiti qualitativi e sanitari necessari. In questo senso, il succo contribuisce a ridurre la perdita di valore agricolo e ad estendere la vita commerciale della materia prima.

Pratiche agronomiche e sostenibilità

La sostenibilità della filiera del succo comincia nei frutteti. La sua narrazione in etichetta e pubblicità sta però per cambiare radicalmente: la direttiva (UE) 2024/825, Empowering Consumers for the Green Transition, recepita in Italia con decreto legislativo 30/2026 (Dongo et al., 2026), entra in applicazione il 27 settembre 2026. A partire da tale data le asserzioni ambientali generiche o non comprovate — c.d. greenwashing — configurano pratiche commerciali scorrette, soggette a sanzioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, fatta salva l’adozione di appositi programmi di compliance (Dongo, 2026a). La nostra squadra di FARE (Food and Agriculture Requirements) assiste gli operatori nelle attività di revisione e adeguamento dell’informazione commerciale.

Il biologico rimane la certificazione di eccellenza, poiché il regolamento (UE) 2018/848 esclude in via generale l’impiego di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi e circoscrive le poche sostanze ammesse agli elenchi del regolamento di esecuzione (UE) 2021/1165, per la miglior tutela degli ecosistemi. Nel mercato italiano sono disponibili succhi biologici di arancia, pesca, mela, pera, albicocca, melagrana, kiwi e altri frutti, sia per il consumo finale sia come semilavorati destinati all’industria.

Le altre dichiarazioni di sostenibilità ambientale, e i marchi di sostenibilità, potranno venire utilizzati soltanto se fondati su un sistema di certificazione o stabiliti da autorità pubbliche — come il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI), in Italia — con obbligo per gli operatori di chiarirne il significato. Tali protocolli devono esprimere prestazioni ambientali superiori rispetto alle filiere convenzionali, sebbene non raggiungano i più elevati standard della filiera biologica.

Le fasi del processo industriale di estrazione e confezionamento

Il processo dipende dalla materia prima e dalla tecnologia adottata, ma può venire schematizzato in alcune fasi principali:

  • selezione e accettazione della frutta, con controlli di qualità, maturazione, difetti e sicurezza;
  • lavaggio e preparazione;
  • estrazione del succo, mediante spremitura, pressatura o sistemi specifici per il singolo frutto;
  • separazione o standardizzazione della polpa, quando prevista;
  • eventuale concentrazione, attraverso la rimozione di parte dell’acqua;
  • eventuale ricostituzione, nel caso dei succhi da concentrato;
  • stabilizzazione microbiologica, attraverso trattamenti termici o innovativi (HPP, High Pressure Processing); 
  • confezionamento;
  • conservazione e distribuzione, a temperatura ambiente o refrigerata.

Differenze tecnologiche e qualitative tra succhi NFC e concentrati

Una distinzione importante per l’acquirente professionale è quella tra NFC (Not From Concentrate) e succo ottenuto da concentrato. Nel primo caso il succo non viene sottoposto al processo industriale di concentrazione e successiva ricostituzione. Nel secondo, il succo viene concentrato per facilitare stoccaggio e trasporto e successivamente ricostituito con acqua secondo i requisiti normativi.

Le due tecnologie rispondono a esigenze industriali diverse, laddove l’NFC si presta al posizionamento nel segmento premium orientato alla valorizzazione della materia prima. Il confronto GIFT su spremuta, succo di arancia e bevanda mostra quanto tale distinzione incida sulla qualità percepita dal consumatore, oltreché sui costi di produzione e sul prezzo finale del prodotto.

Assortimento dei gusti tradizionali e formulazione dei mix

Nel mercato italiano i gusti tradizionali comprendono soprattutto arancia, pesca, pera, albicocca, mela e ananas, cui si affiancano mix di frutta e formulazioni a base di agrumi. I mix consentono di modulare acidità, dolcezza, colore e aromaticità. Sono particolarmente comuni combinazioni come:

  • arancia-mela;
  • arancia-mela-carota;
  • ACE, generalmente costruito attorno ad arancia, carota e limone;
  • multifrutti;
  • frutti rossi;
  • mela-pesca;
  • mela-frutti tropicali;
  • arancia rossa con mela e piccoli frutti.

DOP e IGP, le denominazioni più utilizzate

Nel settore dei succhi è importante non confondere la certificazione geografica della materia prima con una denominazione protetta riferita al prodotto trasformato.

Il caso più significativo è quello dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, il cui disciplinare è stato aggiornato con decreto del MASAF pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026. Il nuovo testo:

  • inserisce tutte le cultivar di Tarocco, Moro e Sanguinello selezionate negli ultimi trent’anni;
  • ammette densità di impianto fino a 1.111 piante per ettaro e potatura meccanizzata;
  • riconosce nuovi portainnesti;
  • innalza la produzione massima consentita a 45 tonnellate per ettaro.

Sul fronte della destinazione industriale, il disciplinare consente — esclusivamente per l’ottenimento di spremute e succhi — l’utilizzo di arance di calibro compreso tra il calibro minimo previsto per le singole varietà e il calibro 10, vale a dire 60 mm di diametro minimo, senza obbligo di bollinatura sui singoli frutti (disciplinare, articolo 7).

L’Arancia Rossa di Sicilia IGP è particolarmente interessante per il succo perché le cultivar pigmentate presentano antociani idrosolubili nella polpa e nella buccia, responsabili della tipica colorazione sanguigna del succo.

Innovazione, attualità e prospettive

Alta pressione e prodotti refrigerati

La tecnologia HPP — High Pressure Processing — rappresenta una delle innovazioni più interessanti per spremute, succhi freschi, estratti e puree (Carlini, 2024). Si tratta di un trattamento non termico nel quale gli alimenti, generalmente già confezionati, vengono sottoposti a pressioni isostatiche di 400-600 MPa per tempi di mantenimento compresi tra 1,5 e 6 minuti. 

L’EFSA ha concluso che l’HPP non presenta problemi aggiuntivi di sicurezza alimentare, microbiologica o chimica, rispetto ai trattamenti abitualmente applicati agli alimenti, come la pastorizzazione (EFSA BIOHAZ Panel et al., 2022). L’obiettivo industriale è mantenere il profilo organolettico più vicino al prodotto fresco, prolungando al contempo la shelf life.

Riformulazione, la sfida tecnologica del tasso ridotto di zuccheri

La prospettiva di innovazione sul succo di frutta ‘a tasso ridotto di zuccheri’ è definita in parte a livello normativo ma non ancora a livello industriale e commerciale. Tale categoria presuppone una riduzione di almeno il 30% degli zuccheri naturalmente presenti, mantenendo le caratteristiche essenziali del succo di provenienza, ottenuta con soli processi fisici e senza aggiunta di edulcoranti. La Breakfast Directive ha inserito le nuove tecniche tra i trattamenti autorizzati (in Allegato I, Parte II, punto 3, alla direttiva 2001/112/CE così riformata), riservando alla Commissione la definizione delle caratteristiche chimiche, organolettiche e nutrizionali di questi prodotti. Si annotano, a tale proposito, tre questioni da affrontare:

  • il parametro di riferimento. La soglia del 30% richiama di fatto le condizioni d’uso del nutrition claim ‘contenuto ridotto di [nome del nutriente]‘ di cui al regolamento (CE) n. 1924/2006, le quali postulano l’analisi della composizione media dei prodotti analoghi più venduti sul mercato di riferimento (Dongo, 2022);
  • la selettività. Le vie fisiche più studiate sono nanofiltrazione e diafiltrazione con membrane a cut-off tra 200 e 500 dalton (Gaglianò et al., 2022). Ma glucosio, fruttosio, acido ascorbico e gran parte dei composti fenolici hanno pesi molecolari dello stesso ordine: la membrana che trattiene gli zuccheri trattiene anche i bioattivi. Su scala industriale, in prove su succo di mela, le perdite percentuali di polifenoli e capacità antiossidante sono risultate quasi coincidenti con la riduzione degli zuccheri, tanto da richiedere una frazionatura meccanica preliminare del frutto (Pruksasri et al., 2020). La conseguenza commerciale è concreta: un succo di arancia a tasso ridotto di zuccheri rischia di perdere il tenore di vitamina C che ne giustifica posizionamento e dichiarazione nutrizionale;
  • le vie non fisiche. Gli approcci enzimatici e microbici convertono gli zuccheri in fibre o zuccheri non digeribili anziché rimuoverli, ma generano sottoprodotti di reazione (Cywińska-Antonik et al., 2023). Poiché l’elenco dei trattamenti autorizzati è tassativo, la loro riconducibilità alle nuove denominazioni rimane una questione aperta, rimessa ai futuri atti della Commissione.

La sfida ulteriore attiene alla valorizzazione della frazione zuccherina rimossa, in aggiunta a quella degli altri flussi secondari, in una logica di economia circolare. La ricerca sui sottoprodotti degli agrumi ha già suggerito possibili percorsi di upcycling, volti a trasformare scarti e residui in estratti, ingredienti funzionali, nutraceutici o componenti per altre applicazioni (CREA, 2024), incluse le bioplastiche (Dongo, 2026b).

Proprietà nutrizionali dei succhi

Le tabelle di composizione degli alimenti indicate dal CREA — Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione (2019) riferiscono a sei prodotti distinti i valori nutrizionali di cui a seguire. I dati si riferiscono alle matrici specifiche indicate nelle rispettive schede, non ovviamente ai succhi presenti sul mercato.

Valori medi per 100 g

Prodotto CREA Energia (kJ / kcal) Grassi (g) di cui acidi grassi saturi Carboidrati (g) di cui zuccheri (g) Fibre (g) Proteine (g) Sale (g)
Arance succo, fresco (008010) 137 / 33 tracce n.d. 8,2 8,2 0 0,5 0,01
Arance bionde succo, fresco (008011) 159 / 38 tracce n.d. 9,6 9,6 0 0,5 n.d.
Arance rosse succo, fresco (008012) 163 / 39 tracce n.d. 9,8 9,8 0 0,5 n.d.
Succo di frutta, albicocca e pera (008930) 236 / 56 0,1 n.d. 14,5 14,5 tracce 0,3 n.d.
Pomodori, succo (006690) 66 / 16 tracce n.d. 3,0 3,0 0,6 0,8 0,58
Uva, succo, in cartone (007420) 277 / 66 tracce n.d. 17,3 17,3 0 0,3 0,01

n.d. = dato non riportato nella specifica scheda CREA. Il sale è calcolato come sodio × 2,5.

Vitamine e minerali in diversi casi superano il 7,5% dei valori nutrizionali di riferimento di cui in Allegato XIII al regolamento (UE) n. 1169/2011, per 100 ml:

  • succo di arance, fresco: vitamina C 44 mg (55% VNR), potassio 180 mg (9%);
  • succo di arance bionde: vitamina C 44 mg (55%), vitamina A 119 µg retinolo equivalente (14,9%);
  • succo di arance rosse: vitamina C 45 mg (56,3%), vitamina A 107 µg RE (13,4%);
  • succo di pomodoro: vitamina A 200 µg RE (25%), potassio 230 mg (11,5%);
  • succo d’uva in cartone: vitamina C 340 mg (425%. Poco plausibile, da verificare in etichetta dei singoli prodotti).

Previa verifica analitica dei tenori effettivi di micronutrienti nei prodotti a loro marchio (Dongo, 2023), gli operatori possono quindi valorizzare la loro presenza o ricchezza mediante appositi nutrition claim: ‘fonte di…’ (> 7,5% VNR per 100 ml o per porzione se l’imballaggio contiene una singola porzione), ovvero ‘alto contenuto di…’ (> 15% VNR).

Criteri di selezione per il consumo consapevole

Per buongustai e consumatori consapevoli

Per scegliere un buon succo di frutta italiano, è opportuno considerare i seguenti aspetti:

  • denominazione legale: verificare se si tratti realmente di succo, succo da concentrato, succo a tasso ridotto di zuccheri, nettare o altra bevanda alla frutta;
  • tecnologia di produzione: NFC, spremitura, estrazione a freddo, HPP aiutano a comprendere il posizionamento premium dei relativi prodotti;
  • biologico: la marcia in più sul fronte della sostenibilità ambientale, oltreché sulla riduzione dell’esposizione ai fitofarmaci e ai loro residui;
  • DOP e IGP, ove richiamate, per valorizzare la filiera corta Made in Italy con particolare ma non esclusivo riguardo al distretto degli agrumi italiani.

Per importatori e buyer professionali

Per un buyer internazionale la selezione dovrebbe altresì considerare i seguenti aspetti:

  • certificazioni di sicurezza alimentare, oltreché biologica ovvero di sostenibilità ambientale;
  • tracciabilità della materia prima;
  • origine e disponibilità stagionale della frutta;
  • capacità produttiva;
  • formati e Minimum Order Quantity (MOQ);
  • shelf life residua all’arrivo;
  • condizioni di trasporto e temperatura;
  • specifiche microbiologiche e analitiche, allergeni;
  • conformità dell’etichettatura al mercato di destinazione;
  • dichiarazioni di conformità dei materiali di imballaggio, a norma del PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation);
  • disponibilità di private label;
  • capacità di sviluppare ricette e mix su specifica.

La squadra di GIFT (Great Italian Food Trade) può supportare gli acquirenti internazionali nella ricerca e nella selezione di fornitori italiani affidabili, mettendo a disposizione competenze sulla legislazione alimentare, sulle caratteristiche tecniche dei prodotti e sulla valutazione delle filiere.

Conclusioni

L’evoluzione della filiera italiana del succo di frutta riflette un equilibrio dinamico tra legame con il territorio, innovazione alimentare e trasparenza verso il consumatore. Le nuove opzioni di riformulazione e la regolamentazione delle asserzioni ambientali offrono riferimenti certi per la trasparenza in etichetta. Per il mercato interno e per gli operatori internazionali, la qualità della produzione si conferma legata alla tracciabilità della materia prima, al rigore delle trasformazioni e all’affidabilità dei controlli nell’intero corso della catena del valore.

Dario Dongo

Riferimenti

Fonti normative dell’Unione Europea

Council Directive 2001/112/EC of 20 December 2001 relating to fruit juices and certain similar products intended for human consumption. Consolidated text: 14/06/2026. http://data.europa.eu/eli/dir/2001/112/2026-06-14 

Directive (EU) 2024/1438 of the European Parliament and of the Council of 14 May 2024 amending Council Directives 2001/110/EC, 2001/112/EC, 2001/113/EC and 2001/114/EC. http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1438/oj 

Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition. http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj 

Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on the provision of food information to consumers. Consolidated text: 01/04/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01 

Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products. Consolidated text: 25/03/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25 

Commission Implementing Regulation (EU) 2021/1165 of 15 July 2021 authorising certain products and substances for use in organic production. Consolidated text: 01/01/2026. http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2021/1165/2026-01-01 

Regulation (EC) No 1924/2006 of the European Parliament and of the Council of 20 December 2006 on nutrition and health claims made on foods. Consolidated text: 13/12/2014. http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13 

Fonti normative italiane

Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 151. Attuazione della direttiva 2001/112/CE, concernente i succhi di frutta ed altri prodotti analoghi destinati all’alimentazione umana. Normattiva. Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 05/01/2026: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004;151 

Decreto legislativo 30 dicembre 2025, n. 207. Attuazione della direttiva (UE) 2024/1438. Normattiva. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2025-12-30;207 

Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Attuazione della direttiva (UE) 2024/825. Normattiva. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026-02-20;30!vig= 

Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. (2026). DM 18.3.2026. Modifica ordinaria al disciplinare di produzione dell’IGP ‘Arancia Rossa di Sicilia’. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 72 del 27.3.2026. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/27/26A01490/SG 

Articoli di approfondimento 

Carlini, F. (2024, 8 agosto). Processi ad alta pressione, HPP, applicazioni. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/ricerca/processi-ad-alta-pressione-hpp-applicazioni/ 

Dongo, D., Della Penna A.A. (2026, 15 maggio). Asserzioni ambientali e pratiche commerciali sleali. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/ 

Dongo, D. (2026a, 14 luglio). Environmental claims e scorte di magazzino, la road-map. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/environmental-claims-scorte-magazzino-road-map/ 

Dongo, D. (2022, 26 febbraio). Claim comparativi su alimenti innovativi? FARE (Food and Agriculture Requirements). https://fareagrifood.com/2022/02/26/claim-comparativi-alimenti-innovativi/

Dongo, D. (2023, 29 giugno). Nutrition and health claims, quali tolleranze sui valori dichiarati? FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/nutrition-health-claims-tolleranze-valori-dichiarati/ 

Dongo, D. (2026b, 28 marzo). Trasformare gli scarti d’arancia in bioplastiche sostenibili. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/ricerca/scarti-arancia-bioplastiche-sostenibili/  

Statistiche, mercato e filiere

Beverfood.com. (2025, 26 novembre). Succhi e bevande frutta nel 2025, volumi ancora in calo nella distribuzione moderna. https://www.beverfood.com/mercato-succhi-bevande-frutta-italia-calo-vendite/ 

ISMEA. (2025, 14 novembre). Consumi alimentari delle famiglie italiane — Gennaio-Giugno 2025, n. 2/2025. ISMEA Mercati. https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13672 

ISMEA. (2026, marzo). Monitoraggio dei costi medi di produzione in agricoltura: arance, clementine e actinidia. ISMEA Mercati. https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13634 

ISTAT. (2026, 12 giugno). Conti economici dell’agricoltura — Anno 2025. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/06/Report_Conti-economici-dellagricoltura-_Anno-2025.pdf 

Ricerca scientifica e nutrizione

CREA. (2024). Agrumi: il punto sulla ricerca CREA nell’annuale mostra pomologica. Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. https://www.crea.gov.it/-/agrumi-il-punto-sulla-ricerca-crea-nell-annuale-mostra-pomologica 

CREA. (2025a, 21 febbraio). Agrumicoltura: la ricerca del CREA fra tradizione, innovazione varietale e tecnologica. https://www.crea.gov.it/en/-/agrumicoltura-la-ricerca-del-crea-fra-tradizione-innovazione-varietale-e-tecnologica 

CREA. (2019). Tabelle di Composizione degli Alimenti, AlimentiNUTrizione. Codici alimento 008010, 008011, 008012, 008930, 006690, 007420. https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/008010 

Cywińska-Antonik, M., Chen, Z., Groele, B., & Marszałek, K. (2023). Application of emerging techniques in reduction of the sugar content of fruit juice: current challenges and future perspectives. Foods, 12(6), 1181. https://doi.org/10.3390/foods12061181

EFSA Panel on Biological Hazards (BIOHAZ), Koutsoumanis, K., Alvarez-Ordóñez, A., Bolton, D., Bover-Cid, S., Chemaly, M., Davies, R., De Cesare, A., Herman, L., Hilbert, F., Lindqvist, R., Nauta, M., Peixe, L., Ru, G., Simmons, M., Skandamis, P., Suffredini, E., Castle, L., Crotta, M., Grob, K., Milana, M. R., Petersen, A., Roig Sagués, A. X., Vinagre Silva, F., Barthélémy, E., Christodoulidou, A., Messens, W., & Allende, A. (2022). The efficacy and safety of high-pressure processing of food. EFSA Journal, 20(3), 7128. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2022.7128 

Gaglianò, M., Conidi, C., De Luca, G., & Cassano, A. (2022). Partial removal of sugar from apple juice by nanofiltration and discontinuous diafiltration. Membranes, 12(7), 712. https://doi.org/10.3390/membranes12070712

Pruksasri, S., Lanner, B., & Novalin, S. (2020). Nanofiltration as a potential process for the reduction of sugar in apple juices on an industrial scale. LWT — Food Science and Technology, 133, 110118. https://doi.org/10.1016/j.lwt.2020.110118

Storia, industria e operatori

Alce Nero. (s.d.). Nettari e succhi di frutta biologici. https://www.alcenero.com/collections/nettari-e-succhi-di-frutta 

Conserve Italia. (s.d.). Tappe fondamentali. https://www.conserveitalia.it/it/il-gruppo/la-storia/tappe-fondamentali 

Fonte Plose. (s.d.). Succhi BioPlose. https://acquaplose.com/en/products/organic-juices/ 

Fruttagel. (s.d.). Nettari, succhi, bevande di frutta e tè. https://www.fruttagel.it/en/nectar-juices-fruit-juices-and-teas/ 

Yoga. (s.d.). La nostra storia. https://www.succhiyoga.it/ 

Zuegg. (s.d.). La nostra storia. https://www.zuegg.it/chi-siamo/la-nostra-storia/ 

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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