Il Pomodoro di Pachino IGP rappresenta un unicum nell’agrobiodiversità europea, forgiato da un’irradiazione solare straordinaria. Non è solo la latitudine a definire questo frutto, ma l’interazione sinergica tra acque freatiche salmastre e suoli costieri, che induce nella pianta una risposta osmotica capace di elevare il grado Brix e la densità di nutrienti. Un modello di orticoltura protetta che oggi integra le più recenti certificazioni di sostenibilità idrica e carbonica.
Pachino si colloca tra le aree con la più elevata irradiazione solare d’Italia, in virtù della sua posizione geografica all’estremo sud-orientale della Sicilia, con oltre 2.700 ore di sole all’anno (ENEA). A questa irradiazione eccezionale si sommano due fattori pedoclimatici irripetibili:
- le acque salmastre delle falde freatiche costiere, che le piante assorbono conferendo al frutto un contenuto zuccherino superiore alla media, e
- la vicinanza del mare, che mitiga il clima e riduce la frequenza delle gelate invernali.
È la somma di questi elementi — suolo, acqua, luce, vento — a determinare le caratteristiche organolettiche distintive del Pomodoro di Pachino IGP: dolcezza, consistenza, lucentezza e una shelf-life che supera quella delle varietà comuni.
Dinamiche di mercato: export, volumi e certificazioni green
Il Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP riunisce oltre 150 produttori associati, secondo i dati presentati in occasione di Macfrut 2025. La produzione certificata ha raggiunto quasi 9.000 tonnellate nel 2024, con un fatturato superiore a 30 milioni di euro. Dalle dichiarazioni del Consorzio e dagli eventi di settore – Macfrut 2025, Fruit Logistica 2026 e Fruit Attraction 2025 – emerge una chiara politica espansiva: ampliamento delle superfici IGP, aumento del numero di produttori affiliati e forte spinta verso l’export extra‑UE.
La vocazione del prodotto rimane in prevalenza orientata al mercato italiano, distribuito attraverso la grande distribuzione organizzata e i canali legati alla ristorazione. L’export, per ora, rappresenta ancora una quota minoritaria, stimata attorno al 10% della produzione certificata. Il Consorzio sta lavorando con grande impegno per promuovere il Pomodoro di Pachino IGP su mercati strategici in Europa e in altri continenti, puntando anche sulle certificazioni ambientali e sulla valorizzazione del format di unicità e sostenibilità che caratterizza la filiera.
Sul fronte della sostenibilità, il Consorzio ha infatti ottenuto la certificazione Goccia Verde per la gestione idrica ed è in percorso di certificazione Carbon Footprint con l’Università di Catania. Tali certificazioni rappresentano una risposta proattiva alla pressione crescente dei costi energetici e alla gestione della risorsa idrica in contesti di siccità ricorrente, le quali rappresentano le principali sfide strutturali per la filiera.
Genesi di un’eccellenza: dalla riconversione agricola al marchio UE
Le prime coltivazioni documentate di pomodoro nell’area di Pachino risalgono al 1925, localizzate lungo la fascia costiera nelle aziende dotate di pozzi per l’irrigazione. Si trattava di una coltura in serra basilare: le strutture di copertura erano capanne artigianali di canne, poi evolute in pali di castagno e telai di abete. Il primo impulso significativo allo sviluppo della coltura protetta avvenne negli anni Cinquanta, con la diffusione di strutture più robuste.
Il secondo atto si apre negli anni Settanta, quando la crisi della viticoltura locale spinse molti produttori verso la riconversione alla serricoltura intensiva. Fu in questo periodo che nacquero le prime forme associative di commercializzazione, che introdussero sul mercato nazionale ed estero il nome ‘Pachino’ come indicazione geografica informale. Le tecniche colturali migliorarono con strutture di copertura progressivamente più solide — dalle capanne in canne alle serre con intelaiatura metallica — e con l’introduzione dei moderni sistemi di irrigazione localizzata.
Il terzo atto coincide con il riconoscimento ufficiale: nel 2003 la Commissione europea ha concesso l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) al Pomodoro di Pachino, sancendo il legame fra prodotto e territorio ai sensi del reg. (CE) n. 510/2006. Da allora il Consorzio di Tutela ha progressivamente ampliato le tipologie riconosciute: nel 2017 sono stati inclusi il Plum e il Mini-Plum (il cosiddetto datterino), portando a cinque le varietà ufficiali.
Standard di produzione e varietà: l’analisi del disciplinare
Il disciplinare del «Pomodoro di Pachino» IGP riconosce cinque tipologie di frutto, appartenenti alla specie botanica Lycopersicum esculentum Mill, ciascuna con caratteristiche organolettiche specifiche:
- ciliegino: frutto piccolo e rotondo, grappolo a spina di pesce, colore rosso intenso, polpa soda; è la tipologia più nota e penetrata nei mercati internazionali;
- tondo liscio a grappolo: bacche rosse dal gusto marcato;
- tondo liscio a frutto singolo: colore verde tendente al verde scuro, gusto intenso;
- costoluto: frutto grande, verde scuro brillante che vira al rosso a maturazione, polpa soda con alto contenuto zuccherino;
- plum e mini-plum (datterino): forma allungata, gusto particolarmente dolce, molto apprezzato anche dai bambini (disciplinare, articolo 2 – Tipologie di frutto).
La zona di produzione comprende l’intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto – in provincia di Siracusa – ed Ispica, in provincia di Ragusa (articolo 3 – Zona di produzione).
Tecnica colturale: gestione idrica, impollinazione e resa per ettaro
La coltivazione avviene esclusivamente in ambiente protetto — serre o tunnel in polietilene — con eccezione per il periodo estivo, quando sono ammesse le sole reti anti-insetto. Il trapianto si effettua da agosto a febbraio per le tipologie invernali; ciliegino, datterino e plum possono venire trapiantati tutto l’anno. La densità di impianto è da 1,5 a 6 piante per mq. L’allevamento è in verticale; sono previste potatura verde e, ove necessario, cimatura.
‘La produzione massima consentita di I.G.P. «Pomodoro di Pachino» non deve superare i seguenti quantitativi per tipologia:
- pomodoro tondo liscio: ton 120/Ha;
- pomodoro costoluto: ton 90/Ha;
- pomodoro ciliegino o cherry: ton 70/Ha;
- pomodoro plum e miniplum: ton 90/Ha’.
Non sono ammesse, per le produzioni IGP «Pomodoro di Pachino», coltivazioni fuori suolo’ [idroponica, ndr].
L’irrigazione utilizza esclusivamente acque di falda provenienti da pozzi interni all’areale di produzione — condizione essenziale per la trasmissione delle qualità organolettiche tipiche. ‘La qualità dell’acqua è caratterizzata da una salinità che varia da 1.500 a 10.000 μs/cm. L’impollinazione può essere agevolata per via fisica, chimica o entomofila; è vietato l’uso di
qualsiasi sostanza ormonale che abbia azione diversa da quella allegante’.
La raccolta è rigorosamente manuale, effettuata di norma ogni tre-quattro giorni per garantire la giusta maturazione scalare. ‘Il «Pomodoro di Pachino» I.G.P. può essere condizionato direttamente in azienda o presso idonee strutture di condizionamento lo stesso giorno della raccolta. Le operazioni di confezionamento ed imballaggio devono essere effettuate presso strutture ubicate nei territori dei comuni’ (articolo 4 – Modalità di coltivazione).
Caratteristiche del prodotto
‘All’atto dell’immissione al consumo i pomodori I.G.P. Pomodoro di Pachino devono presentare le caratteristiche di seguito indicate. In tutte le tipologie riportate, i frutti devono appartenere alle categorie merceologiche di
extra e prima e devono essere:
- interi;
- di aspetto fresco;
- sani (sono esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino alterazione tali da renderli inadatti al consumo);
- puliti, privi di sostanze estranee visibili;
- privi di odori e/o sapori estranei.
Le principali caratteristiche del «Pomodoro di Pachino» sono le seguenti:
- polpa soda;
- cavità placentare piccola;
- elevato contenuto zuccherino, determinato da una quantità di solidi solubili maggiore di 4,5° brix’ (articolo 6 – Caratteristiche al consumo).
Confezionamento ed etichettatura
Tutto il pomodoro, conforme ai requisiti riportati nel presente disciplinare e immesso al consumo come I.G.P. Pomodoro di Pachino, deve essere confezionato utilizzando imballaggi nuovi, monouso, che non superino il peso di 10 kg. Ogni imballaggio deve avere un contenuto omogeneo, vale a dire contenere pomodori della stessa varietà, tipologia, categoria e calibro e i frutti devono essere omogenei per quanto riguarda maturità e colorazione. Sugli imballaggi deve essere apposta una copertura tale da impedire l’estrazione del contenuto senza che ne venga evidenziata la sua rottura.
Gli imballaggi devono riportare la dicitura Pomodoro di Pachino I.G.P., anche per esteso, nonché – nel caso in cui il contenuto non sia visibile dall’esterno e per la tipologia cherry o ciliegino – l’indicazione delle tipologie di frutto.
Sugli imballaggi devono venire altresì riportati:
- il logo distintivo, ‘a forma di rombo dagli angoli tondeggianti di colore verde scuro, con una sagoma circolare interna di colore paglierino e dai contorni di colore verde chiaro. La figura geometrica è tagliata sulla parte inferiore da una scritta di colore bianco recante la dicitura «POMODORO DI PACHINO» inserita in una striscia rettangolare di colore nero. La sagoma circolare interna contiene il disegno dell’isola di Sicilia di colore salmone e contorno nero contrassegnato da un punto di colore giallo e dal contorno nero sull’estrema punta in basso. Il logo reca nella zona più bassa la scritta «IGP» di colore paglierino’;
- il nome dell’imballatore e/o speditore;
- le caratteristiche commerciali: tipologia, categoria, peso del collo;
- la dicitura ‘pomodoro prodotto in coltura protetta’;
- il simbolo europeo dell’IGP, ai sensi del regolamento (UE) 2024/1143.
‘È vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista nel disciplinare di produzione e/o eventuali indicazioni complementari aventi carattere laudativo o tali da trarre in inganno il consumatore sulla natura e caratteristiche del prodotto’.
È altresì ammessa l’immissione al consumo in confezioni aperte, purché i singoli frutti siano identificati con l’apposizione di etichette adesive che riportino il logo distintivo dell’I.G.P. Pomodoro di Pachino.
Composizione nutrizionale
Secondo le Tabelle di Composizione degli Alimenti del CREA (2019), 100 grammi di pomodoro ciliegino fresco apportano in media:
- acqua: 91%;
- energia: 37 kcal;
- carboidrati: 7,2 g;
- fibre: 1 g.
Il ciliegino è ricco in vitamina A, 240 µg per 100 g di prodotto pari al 30% del Valore Nutrizionale di Riferimento (800 µg) indicato in Allegato XIII al regolamento (UE) n. 1169/11.
Il Pomodoro di Pachino IGP, grazie all’irrigazione con acqua salmastra e all’elevata radiazione solare, tende inoltre a esprimere un grado Brix superiore alla media delle varietà convenzionali, con una maggiore concentrazione di zuccheri solubili e di composti bioattivi.
Bioattività del licopene: evidenze cliniche e protezione cardiovascolare
Il principale composto di interesse salutistico è il licopene, il carotenoide liposolubile responsabile del colore rosso del frutto e dotato del più elevato potere antiossidante tra tutti i carotenoidi conosciuti. La letteratura scientifica degli ultimi anni offre un quadro di evidenze in evoluzione:
- una meta-analisi epidemiologica pubblicata su Critical Reviews in Food Science and Nutrition (Cheng et al., 2019) ha analizzato 28 studi, rilevando che i soggetti con i più alti livelli sierici di licopene presentavano un rischio significativamente inferiore di ictus (–26%), di eventi cardiovascolari (–14%) e di mortalità totale (–37%);
- una precedente analisi sistematica separata dello stesso gruppo (Cheng et al., 2017), che comprendeva 21 trial di intervento, ha documentato riduzioni significative di LDL-colesterolo (–0,22 mmol/L), di IL-6 e miglioramenti nella funzione endoteliale, nonché una riduzione della pressione arteriosa sistolica di circa 5,7 mmHg per supplementazione con licopene;
- una ‘umbrella review‘ pubblicata su Food Chemistry (Li et al., 2021), che ha analizzato 17 meta-analisi per 20 outcome di salute, ha confermato associazioni inverse tra consumo di pomodoro e mortalità per malattia coronarica, mortalità cerebrovascolare, cancro alla prostata e cancro gastrico;
- la più recente ‘umbrella review’ pubblicata su Food & Function (Nam et al., 2026), aggiornata ad aprile 2025, conclude che l’assunzione giornaliera di 5–30 mg di licopene — equivalente a un paio di pomodori freschi — riduce significativamente la pressione arteriosa sistolica, con alta certezza di evidenza secondo la valutazione GRADE; l’evidenza degli effetti sul profilo lipidico risulta invece moderata e merita ulteriori studi.
È importante precisare che tali effetti emergono nel contesto di un’alimentazione equilibrata e non autorizzano, allo stato attuale, ‘health claim’ ai sensi del reg. (CE) n. 1924/2006: l’EFSA ha valutato nel corso degli anni 30 richieste relative a licopene e pomodoro, limitandosi a validare l’indicazione ‘contribuisce a mantenere una normale aggregazione piastrinica, il che favorisce una circolazione sanguigna sana’ per un estratto concentrato di pomodoro solubile in acqua commercializzato con il marchio Fruitflow®. (Cámara et al., 2022).
Un elemento pratico: la biodisponibilità del licopene aumenta significativamente con la cottura e in presenza di grassi. Ne consegue che il consumo del Pomodoro di Pachino IGP crudo ottimizza l’apporto di vitamina C e antiossidanti termolabili; la preparazione come sugo con olio extravergine potenzia invece l’assorbimento del licopene.
Usi in cucina
Il Pomodoro di Pachino IGP si distingue per l’ampia versatilità gastronomica: consumo a crudo in insalate, antipasti e piatti freddi dove risaltano dolcezza e croccantezza; preparazione di sughi freschi a breve cottura, in abbinamento con pasta e pesce; utilizzo in pizze gourmet, bruschette e cucina mediterranea contemporanea. Il datterino e il ciliegino sono particolarmente apprezzati nella ristorazione di qualità per la loro dolcezza naturale e la presentazione visiva.
Legalità e tutela: contrastare l’evocazione del nome Pachino
Per operatori della GDO, buyer internazionali e professionisti della ristorazione è essenziale verificare la presenza del logo IGP sull’etichetta e il simbolo UE sulle confezioni. Riferirsi a fornitori iscritti al Consorzio di Tutela costituisce la condizione essenziale per acquistare e commercializzare prodotti autentici.
Si segnala infatti la presenza sul mercato di pomodorini ‘tipo Pachino’ che sono tuttavia privi di certificazione. La loro commercializzazione – così come la loro presentazione come ‘Pachino’ nelle ricette dei ristoranti – è tuttavia illegale, poiché evocativa di una Indicazione Geografica Protetta ai sensi del regolamento (UE) 2024/1143, e può venire sanzionata anche in sede penale.
La scelta di pomodoro certificato biologico offre le migliori garanzie di tutela dell’ambiente, con particolare riguardo alla salute dei suoli e delle falde acquifere. La squadra di GIFT (Great Italian Food Trade) offre supporto qualificato agli operatori internazionali nella selezione di fornitori verificati e affidabili di prodotti autentici.
Conclusioni
L’evoluzione del Pomodoro di Pachino IGP riflette la maturità di una filiera che sa coniugare il rigore del disciplinare con le evidenze della letteratura scientifica internazionale, nel contesto della dieta mediterranea. La protezione garantita dal nuovo Regolamento (UE) 2024/1143 e l’impegno nella tracciabilità totale offrono ai mercati globali un paradigma di autenticità. In questo scenario, la scelta del prodotto certificato si conferma l’unico strumento per garantire valore economico ai produttori e benefici nutraceutici misurabili ai consumatori.
Dario Dongo
Riferimenti
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- Cheng, H. M., Koutsidis, G., Lodge, J. K., Ashor, A. W., Siervo, M., & Lara, J. (2019). Lycopene and tomato and risk of cardiovascular diseases: A systematic review and meta-analysis of epidemiological evidence. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 59(1), 141–158. https://doi.org/10.1080/10408398.2017.1362630
- Consorzio di Tutela Pomodoro di Pachino IGP. https://www.igppachino.it
- Consorzio di Tutela Pomodoro di Pachino IGP. (2021). Disciplinare. https://www.igppachino.it/wp-content/uploads/2021/09/Disciplinare.pdf
- CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. (2019). Tabelle di composizione degli alimenti. Pomodorini cillegino, freschi. https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/006650
- ENEA (n.d.). Atlante italiano della radiazione solare. https://www.solaritaly.enea.it
- Li, N., Wu, X., Zhuang, W., Xia, L., Chen, Y., Wu, C., Rao, Z., Du, L., Zhao, R., Yi, M., Wan, Q., & Zhou, Y. (2021). Tomato and lycopene and multiple health outcomes: Umbrella review. Food Chemistry, 343, 128396. https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2020.128396
- Nam, Y.-E., Hwang, I.-G., & Jang, H.-H. (2026). Role of lycopene from tomato on cardiovascular risk: An umbrella review of systematic reviews and meta-analyses of intervention studies. Food & Function, 17(2), 622–630. https://doi.org/10.1039/d5fo04213e
- Olmedo-Requena, R., Martínez-Ruiz, V., de Dios Luna Del Castillo, J., Arrebola, J. P., & Jiménez-Moleón, J. J. (2022). Scientific evidence of the beneficial effects of tomato products on cardiovascular disease and platelet aggregation. Frontiers in Nutrition, 9, 849841. https://doi.org/10.3389/fnut.2022.849841
- Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products, as well as traditional specialities guaranteed and optional quality terms for agricultural products. http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj
- Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on the provision of food information to consumers. Latest consolidated text: 01/04/2025 http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.


