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	<title>consumi Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>consumi Archivi - Gift</title>
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	<item>
		<title>Osservatorio Immagino, XIX edizione. Proteine, fermenti e &#8216;senza&#8217; trainano la spesa</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/osservatorio-immagino-xix-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 16:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[claim nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[free from]]></category>
		<category><![CDATA[GS1 Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Immagino]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[spesa alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La diciannovesima edizione dell&#8217;Osservatorio Immagino di GS1 Italy, realizzata con i dati di vendita NielsenIQ, legge la spesa degli italiani nel 2025 attraverso le etichette di 151.203 prodotti di largo consumo. Il campione ha sviluppato 57,3 miliardi di euro di vendite, pari all&#8217;82,7% di quanto incassato da ipermercati, supermercati e negozi a libero servizio (GS1 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/osservatorio-immagino-xix-edizione/">Osservatorio Immagino, XIX edizione. Proteine, fermenti e &#8216;senza&#8217; trainano la spesa</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La diciannovesima edizione dell&#8217;<b>Osservatorio Immagino</b> di GS1 Italy, realizzata con i dati di vendita NielsenIQ, legge la spesa degli italiani nel <b>2025</b> attraverso le etichette di <b>151.203 prodotti</b> di largo consumo. Il campione ha sviluppato 57,3 miliardi di euro di vendite, pari all&#8217;82,7% di quanto incassato da ipermercati, supermercati e negozi a libero servizio (GS1 Italy, 2026).</p>
<p>Il dato che distingue questa edizione è il ritorno dei <b>volumi</b>. Le vendite a volume del largo consumo confezionato crescono dello 0,7% e nove dei dieci fenomeni monitorati chiudono l&#8217;anno in pari o in aumento. Per il 2024 GIFT aveva riferito un bilancio di segno opposto, con acquisti in calo dell&#8217;1,8% (Strinati, 2025b). Il confronto va letto sapendo che a partire dalla diciottesima edizione il perimetro dell’Osservatorio comprende anche il libero servizio, cioè i supermercati sotto i 400 metri quadrati.</p>
<p>La crescita non è peraltro uniforme. Si concentra sulle indicazioni che promettono una funzione precisa, come le <b>proteine</b>, i <b>fermenti lattici</b> e l&#8217;<b>assenza di lattosio</b>, e su quelle che raccontano come il cibo viene prodotto, dall&#8217;allevamento <b>senza antibiotici</b> al <b>residuo zero</b>. Arretrano invece molti storici ‘<a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/free-from-in-etichetta-labc/"><i>free from</i></a>’, dai conservanti all&#8217;olio di palma.</p>
<h2>Meno zuccheri e più proteine</h2>
<p>Il <b>metaprodotto Immagino</b> è l&#8217;etichetta nutrizionale mediana della spesa degli italiani, calcolata come media ponderata dei valori dichiarati da 84.817 alimenti e bevande. Nel 2025 l&#8217;energia rimane stabile, mentre cambia la composizione. Gli zuccheri scendono del 3,9%, più del doppio rispetto al -1,7% del 2024, e le proteine salgono dell&#8217;1,8% contro il +1,1% dell&#8217;anno prima (Strinati, 2025b).</p>
<p>La tabella nutrizionale media della spesa, per 100 g o 100 ml, si presenta così:</p>
<p>– <b>energia</b>: 173,9 kcal, stabile (-0,3%);</p>
<p>– <b>grassi</b>: 8,6 g (+0,8%), di cui acidi grassi saturi 2,9 g (+0,7%). Crescono in <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/uova-italiane-rapporto-2026-consumi-vendite-ismea/">uova</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/mozzarella-italiana-export-dop-stg-nutrizione%25E2%2581%25A0/">mozzarelle</a>, creme spalmabili dolci, tavolette di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cioccolato/cioccolato-italiano-export-2025-nutraceutica-sostenibilita/">cioccolato</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/olio-di-oliva/olio-oliva-italiano-produzione-export-mercato/">olio di oliva</a>; calano in <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/biscotti/biscotti-frollini-colazione-italiana/">biscotti tradizionali</a>, maionese, latte a lunga conservazione e gelati;</p>
<p>– <b>carboidrati</b>: 18,5 g (-2,4%), di cui zuccheri 6,8 g (-3,9%). Il calo degli zuccheri è guidato da bevande al gusto cola, creme spalmabili dolci, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/confetture/confetture-italiane-norme-mercati/">confetture</a>, tavolette di cioccolato, bevande a base di tè e di frutta, biscotti salutistici e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/yogurt-italiano-peculiarita-varieta-innovazione%25E2%2581%25A0/">yogurt</a> intero;</p>
<p>– <b>fibre</b>: 2,2 g (-0,9%). Scendono in merendine, legumi secchi e verdure di quarta gamma; salgono in <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/altri-prodotti-da-forno/fette-biscottate-italiane-un-classico-della-prima-colazione-a-casa/">fette biscottate</a>, biscotti integrali, cereali per la prima colazione e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/altri-prodotti-da-forno/crackers-italiani-normativa-eccellenza-export/"><i>cracker</i></a>;</p>
<p>– <b>proteine</b>: 6,6 g (+1,8%). Crescono in uova, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pasta/pasta-italiana-cultura-salute-mercato/">pasta</a> di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cereali/farine/semola-grano-duro-italiana-primato-industria-molitoria/">semola di grano duro</a>, latte a lunga conservazione e mozzarelle, oltre che in alimentazione sportiva, kefir, yogurt greco e <i>skyr</i>.</p>
<p>Il metaprodotto non rileva il sale.</p>
<h2>Gli zuccheri calano in tutti i reparti</h2>
<p>L&#8217;analisi per reparto conferma la tendenza. Tra parentesi il peso di ciascuno sul metaprodotto:</p>
<p><b>1. drogheria alimentare</b> (49,8%): 283,1 kcal (+0,3%), zuccheri -2,3%, proteine +0,5%, fibre +0,5%;</p>
<p><b>2. fresco</b> (27,3%): 141,5 kcal (-0,9%), zuccheri -1,5%, grassi -0,9%, proteine stabili;</p>
<p><b>3. freddo</b> (7,9%): 152,2 kcal (-0,3%), zuccheri -1,9%, proteine +1,6%;</p>
<p><b>4. bevande</b> (10,6%): 35,7 kcal (-1,4%), carboidrati -2,9%, zuccheri -3,6%.</p>
<p><b>I nuovi prodotti seguono due strade</b></p>
<p>I 6.422 <b>nuovi prodotti</b> &#8211; arrivati a scaffale nel 2025 &#8211; hanno in media 156,5 <b>kcal</b>, il <b>10% in meno</b> rispetto all&#8217;assortimento, con il 17% di carboidrati e il 7,4% di grassi in meno. Contengono però più zuccheri (+18%) e più acidi grassi saturi (+7,4%).</p>
<p>Il dato medio riunisce due direzioni. Le novità più ‘leggere’ si trovano tra merendine, <i>snack</i> dolci, tavolette di cioccolato, maionese, piadine, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-surgelata-eccellenza-made-in-italy-2025/">pizza surgelata</a> e kefir. Nella drogheria alimentare e nel freddo i lanci sono invece più calorici della media (+15,4% e +47,5%), con zuccheri superiori del 35,8% nella prima e più che doppi nel secondo (+108,9%). Mentre l&#8217;assortimento esistente perde zuccheri, una parte dell&#8217;innovazione ne aggiunge.</p>
<h2><i>‘Free from</i>’, quasi un terzo delle vendite alimentari</h2>
<p>Il paniere del <b>&#8216;senza&#8217; e</b> del <b>&#8216;meno&#8217;</b> riunisce in questa edizione i prodotti <i>free from</i> e quelli per le intolleranze: 22.480 referenze e 12,6 miliardi di euro, cioè il <b>24,4% dei prodotti e</b> il <b>29,4% delle vendite</b> del comparto alimentare. Nel 2025 cresce del 3,2% a valore e dell&#8217;1,4% a volume, con un contributo quasi identico di offerta (+1,6 punti percentuali) e domanda (+1,5 punti). L&#8217;Osservatorio misura la prima come presenza dei prodotti a scaffale e la seconda come rotazione delle vendite.</p>
<h3>Intolleranze: lattosio e glutine</h3>
<p>Il mondo delle <b>intolleranze</b> vale oltre 5,5 miliardi di euro con più di 11.500 prodotti e cresce più del paniere complessivo, +4,9% a valore e +2,9% a volume. In dettaglio:</p>
<p>– <b><i>&#8216;</i></b><a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/senza-lattosio-abc/"><b><i>senza lattosio</i></b></a><b><i>&#8216;</i></b>: 3.170 prodotti e oltre 2,4 miliardi di euro, +7,7% a valore e +5,5% a volume, contro il +1,4% a volume del 2024 (Strinati, 2025b). Lo trainano latte a lunga conservazione, formaggi <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/grana-padano-dop-export-2025-nutrizione/">grana</a> e simili, kefir e yogurt funzionale;</p>
<p>– <b><i>&#8216;</i></b><a href="https://fareagrifood.com/2025/10/27/senza-glutine-fuorilegge/"><b><i>senza glutine</i></b></a><b><i>&#8216;</i></b>: è il <i>claim</i> più diffuso, sul 9,5% dei prodotti, con oltre 3,4 miliardi di euro, +2,7% a valore e +0,9% a volume. Gli affettati, che pesano per circa il 21% delle vendite, sono stabili;</p>
<p>– <b>logo </b><a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/alimenti-senza-glutine-e-marchio-spiga-barrata/"><b>Spiga Barrata</b></a><b> </b>(Associazione Italiana Celiachia): oltre 2.000 prodotti e 814 milioni di euro, +5,7% a valore e +4,4% a volume, con pasta, prodotti da forno, cereali e confetture;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza uova&#8217;</i></b>: stabile, -0,2% a valore e +0,3% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza latte&#8217;</i></b>: -0,4% a valore e -1,7% a volume.</p>
<p>La dicitura <i>&#8216;senza glutine&#8217;</i> viene consentita solo se il contenuto di glutine dell&#8217;alimento venduto al consumatore finale non supera 20 mg/kg (reg. UE 828/2014, Allegato). FARE ha esaminato le regole sulle altre indicazioni relative al glutine (Dongo, 2026b).</p>
<h3>Zuccheri e grassi</h3>
<p><i>&#8216;Pochi zuccheri&#8217;</i> e <i>&#8216;pochi grassi&#8217;</i> sono le denominazioni con cui l&#8217;Osservatorio classifica i <i>claim</i> rilevati in etichetta. Le indicazioni sulla riduzione di zuccheri e grassi crescono quasi tutte:</p>
<p>– <b><i>&#8216;pochi zuccheri&#8217;</i></b>: 3.280 prodotti e oltre 1,7 miliardi di euro, +4,4% a valore e +3,8% a volume. Trainano gomme da masticare, bevande vegetali sostitutive del latte, yogurt greco e <i>skyr</i>;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza zuccheri aggiunti&#8217;</i></b>: 1.971 prodotti e oltre un miliardo di euro, +6,8% a valore e +6,1% a volume. La <b>domanda</b> cresce quasi il doppio dell&#8217;offerta (+4,5 punti contro +2,3);</p>
<p>– <b><i>&#8216;pochi grassi&#8217;</i></b>: 3.243 prodotti e quasi 2,1 miliardi di euro, +4,0% a valore e +3,1% a volume, dopo il -2% a volume del 2024 (Strinati, 2025b). La spinta arriva interamente dalla domanda (+4,1 punti), con yogurt greco e <i>skyr</i>, affettati, latte a lunga conservazione e yogurt funzionale;</p>
<p>– <b><i>&#8216;poche calorie&#8217;</i></b>: +1,9% a valore e +2,1% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza grassi idrogenati&#8217;</i></b>: 587 prodotti e oltre 267 milioni di euro, stabile (+0,4% a valore, -0,4% a volume);</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza grassi saturi&#8217;</i></b>: 383 prodotti e 233 milioni di euro, -3,1% a valore e -1,9% a volume.</p>
<h3>I &#8216;senza&#8217; storici perdono volumi</h3>
<p>Le indicazioni su additivi e ingredienti perdono volumi:</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza conservanti&#8217;</i></b>: è il secondo <i>claim</i> per diffusione, sul 4,6% dei prodotti, e supera i 3 miliardi di euro. Cresce dell&#8217;1,1% a valore ma perde l&#8217;1,2% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza olio di palma&#8217;</i></b>: 2.329 prodotti e 1,5 miliardi di euro, -2,5% a valore e -4,1% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza coloranti&#8217;</i></b>: 1.861 prodotti e quasi 984 milioni di euro, -4,9% a valore e -6,1% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza additivi&#8217;</i></b>: -1,2% a valore e -2,3% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza glutammato&#8217;</i></b>: -3,1% a valore e -4,2% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza polifosfati&#8217;</i></b>: -0,8% a valore e -2,2% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza lievito&#8217;</i></b>: 212 prodotti e 40,1 milioni di euro, -9,7% a valore e -11,0% a volume.</p>
<h3>Crescono i &#8216;senza&#8217; di filiera</h3>
<p>Avanzano le indicazioni che l&#8217;Osservatorio riunisce nell&#8217;area &#8216;formulazione&#8217;, riferite al modo in cui la materia prima viene coltivata o allevata:</p>
<p>– <b><i>&#8216;</i></b><a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/alleviamo-la-salute-coop-italia/"><b><i>senza antibiotici</i></b></a><b><i>&#8216;</i></b>: 473 prodotti e oltre 413 milioni di euro, +12,4% a valore e +9,9% a volume. La domanda cresce quasi il doppio dell&#8217;offerta (+8,3 punti contro +4,2), su uova, specialità ittiche, pollo e pesce surgelato;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza OGM&#8217;</i></b>, cioè senza organismi geneticamente modificati: 638 prodotti e quasi 428 milioni di euro, +10,3% a valore e +9,0% a volume, con kefir, pesce surgelato e yogurt magro in testa;</p>
<p>– <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/senza-glifosate-residui-zero-valori-e-regole/"><b><i>&#8216;senza residui&#8217;</i></b> e <b><i>&#8216;residuo zero&#8217;</i></b></a>: 104 prodotti e 39,6 milioni di euro, +14,3% a valore e +14,8% a volume. Quasi il 60% delle vendite viene da pasta di semola e confetture;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza o con uso limitato di pesticidi&#8217;</i></b>: 161 prodotti e quasi 168 milioni di euro, +6,5% a valore e +5,9% a volume, con verdure di quarta gamma, pomodori e pasta di semola;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza glifosato&#8217;</i></b>: +5,2% a valore e +7,8% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;senza nitriti&#8217;</i></b>: è il <i>claim</i> emergente, su 37 prodotti che si avvicinano ai 59 milioni di euro, +9,7% a valore e +10,3% a volume, con affettati, salumi cubettati e carne in scatola.</p>
<h2><i>Rich-in</i>: proteine, fermenti lattici e minerali</h2>
<p>I prodotti che dichiarano la <b>presenza o</b> l&#8217;<b>aggiunta</b> di un nutriente sono 12.077, con oltre 5,9 miliardi di euro di vendite: quasi il 14% del mercato di alimenti e bevande. Il paniere cresce del 2,8% a valore e del 2,0% a volume. I 13 <i>claim</i> monitorati, in ordine di vendite:</p>
<p>– <b><i>&#8216;proteine&#8217;</i></b>: 4.065 prodotti e oltre 2,1 miliardi di euro, +6,3% a valore e +5,1% a volume, dopo la pausa del 2024 con volumi fermi a -0,2% (Strinati, 2025b). Le categorie più dinamiche sono yogurt greco, <i>skyr</i> e <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/kefir-un-alimento-funzionale/">kefir</a>, seguite da affettati, formaggi grana, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/nutrizione-specializzata/alimenti-funzionali-nutrizione-specializzata-italia/">alimentazione sportiva</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/formaggio-fresco-spalmabile-storia-tecnologia-nutrizione/">formaggi freschi industriali</a>;</p>
<p>– <b><i>&#8216;fibre&#8217;</i></b>: 4.476 prodotti e 1,7 miliardi di euro, +2,6% a valore e +2,7% a volume. La crescita viene dall&#8217;assortimento (+2,5 punti), mentre la domanda è stabile (+0,1);</p>
<p>– <b><i>&#8216;vitamine&#8217;</i></b>: +0,4% a valore e -0,3% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;integrale&#8217;</i></b>: 2.259 prodotti e oltre 976 milioni di euro, stabile (-0,3% a valore, -0,2% a volume);</p>
<p>– <b><i>&#8216;calcio&#8217;</i></b>: 860 prodotti e oltre 917 milioni di euro, +6,7% a valore e +4,4% a volume, con formaggi grana e kefir;</p>
<p>– <b><i>&#8216;fermenti lattici&#8217;</i></b>: 665 prodotti e oltre 609 milioni di euro, +14,2% a valore e +12,7% a volume, un ritmo circa doppio rispetto al 2024 (Strinati, 2025b). È il <i>claim</i> più dinamico e l&#8217;unico in cui domanda e offerta spingono insieme con forza (+8,1 e +6,1 punti), con kefir, yogurt funzionale e latte fermentato;</p>
<p>– <b><i>&#8216;</i></b><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/integratori-alimentari/omega-3-integrazione-benefici-tecnologia-microincapsulazione/"><b><i>omega 3</i></b></a><b><i>&#8216;</i></b>: 745 prodotti e oltre 430 milioni di euro, -4,9% a valore e -5,0% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;magnesio&#8217;</i></b>: 486 prodotti e quasi 201 milioni di euro, +7,3% a valore e +7,2% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;ferro&#8217;</i></b>: +0,5% a valore e -0,4% a volume, dopo il +6,5% a volume del 2024, allora miglior risultato del paniere (Strinati, 2025b);</p>
<p>– <b><i>&#8216;</i></b><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/sale-iodato-indagine-di-mercato/"><b><i>iodio</i></b></a><b><i>&#8216;</i></b>: -1,8% a valore e -2,1% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;potassio&#8217;</i></b>: 252 prodotti e 73,3 milioni di euro, +6,3% a valore e +5,2% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;zinco&#8217;</i></b>: stabile, +0,3% a valore e volumi invariati;</p>
<p>– <b><i>&#8216;multicereali&#8217;</i></b>: -0,6% a valore e a volume.</p>
<p>Tra gli emergenti, <i>&#8216;</i><b><i>antiossidanti</i></b><i>&#8216;</i> (87 prodotti, 52,3 milioni di euro) segna +10,6% a valore e +18,0% a volume, su tè, yogurt funzionale e olio extravergine di oliva. Sulle proteine, primo <i>claim</i> del paniere per vendite, gli analisti avvertono che <i>&#8216;il mercato sta entrando in una fase più selettiva, con consumatori sempre più attenti nelle scelte&#8217;</i>.</p>
<h2>Prima colazione: cresce quella innovativa</h2>
<p>Il dossier di questa edizione riguarda la prima colazione, un mercato da oltre 11,5 miliardi di euro, in crescita del 5,1% a valore e dell&#8217;1,4% a volume. L&#8217;Osservatorio lo divide in due:</p>
<p>– <b>colazione tradizionale</b>: quasi 7 miliardi di euro, il 60% del totale, +2,6% a valore e -2,2% a volume;</p>
<p>– <b>colazione innovativa</b>: 4,6 miliardi di euro, +8,9% a valore e +7,1% a volume.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Vendite a volume, 2025 su 2024</td>
<td valign="top">Colazione tradizionale</td>
<td valign="top">Colazione innovativa</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><i>Free from</i>, totale</td>
<td valign="top">-2,9%</td>
<td valign="top">+8,0%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Senza lattosio</td>
<td valign="top">+2,4%</td>
<td valign="top">+9,3%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Pochi zuccheri</td>
<td valign="top">+3,2%</td>
<td valign="top">+13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Senza zuccheri aggiunti</td>
<td valign="top">+5,2%</td>
<td valign="top">+14,4%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Pochi grassi</td>
<td valign="top">-2,1%</td>
<td valign="top">+11,7%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><i>Rich-in</i>, totale</td>
<td valign="top">-4,5%</td>
<td valign="top">+8,9%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Proteine</td>
<td valign="top">+3,0%</td>
<td valign="top">+23,8%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Fermenti lattici</td>
<td valign="top">+14,2%</td>
<td valign="top">+26,9%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Calcio</td>
<td valign="top">-1,9%</td>
<td valign="top">+12,4%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Magnesio</td>
<td valign="top">-5,5%</td>
<td valign="top">+15,4%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Italianità, totale</td>
<td valign="top">-1,4%</td>
<td valign="top">+5,0%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Filiera</td>
<td valign="top">-4,4%</td>
<td valign="top">+7,7%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><i>Plant-based</i></td>
<td valign="top">+9,3%</td>
<td valign="top">+21,9%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><i>Fonte: GS1 Italy (2026).</i></p>
<p>Nella <b>colazione innovativa</b> il ‘<b><i>free from</i></b>’ genera il 48,6% delle vendite, oltre 2,2 miliardi di euro. <i>&#8216;Senza lattosio&#8217;</i> da solo copre il 20,4% del valore. I prodotti ‘<a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/abc-indicazioni-nutrizionali/"><b><i>rich-in</i></b></a>’ sono il 34,1% delle referenze e il 38,9% delle vendite, contro il 9,5% e l&#8217;8,8% della colazione tradizionale. Il <i>claim</i> <i>&#8216;proteine&#8217;</i>, partito da yogurt greco, <i>skyr</i> e kefir, si estende a semi, cereali, uova e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/category/frutta-secca/">frutta secca</a>.</p>
<p>Il <b>kefir</b> ricorre in quasi tutte le voci in crescita del rapporto: proteine, fermenti lattici, calcio, <i>&#8216;senza lattosio&#8217;</i>, <i>&#8216;senza OGM&#8217;</i>, antiossidanti. GIFT ne ha confrontato 27 referenze (Strinati, 2025a) e ha descritto regole e varietà dello yogurt italiano (Dongo, 2026a).</p>
<h2>Italianità: accelerano le DOP, rallenta il &#8216;100% italiano&#8217;</h2>
<p>Il richiamo all&#8217;<b>origine italiana</b> rimane il fenomeno più esteso: 28.817 prodotti, il <b>27,8%</b> dell&#8217;assortimento alimentare, per oltre 13,3 miliardi di euro. Le vendite crescono dell&#8217;1,8% a valore con volumi fermi. In dettaglio:</p>
<p>– <b>bandiera tricolore</b>: 16.769 prodotti e 8,1 miliardi di euro, +2,1% a valore e +0,1% a volume. Bene affettati, uova, caffè macinato, mozzarelle e surgelati vegetali;</p>
<p>– <b><i>&#8216;100% italiano&#8217;</i></b>: 9.416 prodotti e 5,5 miliardi di euro, -1,1% a valore e -2,2% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;prodotto in Italia&#8217;</i></b>: -0,4% a valore e -1,1% a volume.</p>
<h3>Indicazioni geografiche in crescita</h3>
<p>I 5.125 prodotti con denominazione di origine protetta (DOP), denominazione di origine controllata (DOC) o controllata e garantita (DOCG) superano <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/dop-economy-italia-2024/">1,96 miliardi di euro</a>, +4,8% a valore e +2,3% a volume, grazie soprattutto a formaggi grana e simili. In dettaglio:</p>
<p>– <b>DOP</b>: 1.551 alimenti e oltre un miliardo di euro, +9,6% a valore e +4,2% a volume, dopo il +5,8% e il +2,7% del 2024 (Strinati, 2025b);</p>
<p>– <b>DOC</b>: 2.502 vini e 608 milioni di euro, stabili (-0,3% a valore e a volume);</p>
<p>– <b>DOCG</b>: 1.078 vini e oltre 347 milioni di euro, +0,9% a valore e +1,6% a volume;</p>
<p>– <b>IGP e IGT</b>, cioè indicazione geografica protetta e indicazione geografica tipica: 2.404 prodotti e oltre 771 milioni di euro, -0,5% a valore e -1,5% a volume.</p>
<h3>Le regioni in etichetta</h3>
<p>I prodotti che dichiarano una regione sono 11.193 e valgono quasi 3,6 miliardi di euro, +0,9% a valore con volumi stabili. Le più dinamiche:</p>
<p>– <b>Trentino-Alto Adige</b>: primo per vendite con quasi 481 milioni di euro, +5,2% a valore e +4,2% a volume, con vini DOC e DOCG, spumante classico, affettati, yogurt intero e mozzarelle;</p>
<p>– <b>Sardegna</b>: 742 prodotti e oltre 278 milioni di euro, +5,7% a valore e +3,9% a volume, con latte, vini e mozzarelle;</p>
<p>– <b>Puglia</b>: 894 prodotti e quasi 264 milioni di euro, +3,6% a valore e +3,3% a volume, con vini IGT, mozzarelle e taralli;</p>
<p>– <b>Liguria</b>: 212 prodotti e 30,5 milioni di euro, con il risultato migliore, +7,1% a valore e +6,9% a volume, grazie a olio extravergine di oliva, pasta fresca ripiena e olive;</p>
<p>– <b>Marche</b>: 280 prodotti e 53,4 milioni di euro, +4,9% a valore e +4,4% a volume;</p>
<p>– <b>Molise</b>: 169 prodotti e 145 milioni di euro, +1,3% a valore e +2,7% a volume, con la pasta di semola.</p>
<p>In calo Sicilia (-2,3% a valore, -2,9% a volume), Piemonte (-1,7% e -5,1%) ed Emilia-Romagna (-1,5% e -3,7%).</p>
<h2>Filiera e lavorazioni, un nuovo paniere</h2>
<p>Da questa edizione l&#8217;Osservatorio misura anche i richiami a qualità e tradizione: 14 <i>claim</i> su 6.867 prodotti, oltre 3,5 miliardi di euro e il 7,2% delle vendite alimentari, in crescita del 2,5% a valore e dell&#8217;1,6% a volume. I principali:</p>
<p>– <b><i>&#8216;filiera&#8217;</i></b>: 2.845 prodotti e oltre 2 miliardi di euro, +1,7% a valore e +0,2% a volume, con le uova in cima;</p>
<p>– <b><i>&#8216;tradizionale&#8217;</i></b>: 915 prodotti e oltre 462 milioni di euro, +3,2% a valore e +1,0% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;lavorato a mano&#8217;</i></b>: 352 prodotti e oltre 203 milioni di euro, con il bilancio migliore, +8,7% a valore e +8,2% a volume, tonno e specialità ittiche in testa;</p>
<p>– <b><i>&#8216;artigianale&#8217;</i></b>: 814 prodotti e circa 187 milioni di euro, +6,4% a valore e +7,1% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;regionale&#8217;</i></b>: 192 prodotti e 64,8 milioni di euro, +5,0% a valore e +3,3% a volume. Cresce per effetto dell&#8217;offerta, +8,6 punti, mentre la domanda cala del 3,6%;</p>
<p>– <b><i>&#8216;nostrano&#8217;</i></b>: 68 prodotti e circa 58 milioni di euro, +6,2% a valore e +7,3% a volume.</p>
<h2><i>Superfood</i>: mango, avena e semi di chia</h2>
<p>Quasi 17 alimenti su 100 segnalano in etichetta uno dei 41 super ingredienti monitorati. Il paniere (15.585 prodotti, quasi 5,8 miliardi di euro) cresce del 5,3% a valore e del 2,2% a volume. In dettaglio:</p>
<p>– <b>ingredienti tradizionali</b>: 8.600 prodotti e quasi 3,8 miliardi di euro, +4,7% a valore e +0,2% a volume. Il cacao, primo per vendite con oltre 1,5 miliardi di euro, cresce dell&#8217;8,6% a valore e dell&#8217;1,2% a volume. Le noci salgono dell&#8217;11,8% e dell&#8217;8,0%;</p>
<p>– <b><i>superfruit</i></b>: 3.347 prodotti e oltre 1,2 miliardi di euro, +9,2% a valore e +7,7% a volume, con una domanda in aumento di 7,2 punti. Mango +21,0% e +21,5%, anacardi +15,9% e +12,8%, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/frutta/frutti-rossi-italiani-mercato-proprieta-nutrizionali%25E2%2581%25A0/">mirtillo</a> +10,1% e +9,5%, mandorla +9,0% e +5,8%;</p>
<p>– <b>supercereali e farine</b>: 2.211 prodotti e oltre 676 milioni di euro, +5,2% a valore e +5,5% a volume. L&#8217;avena (699 prodotti, quasi 364 milioni di euro) sale dell&#8217;11,2% e dell&#8217;11,7%, con bevande vegetali sostitutive del latte e cereali per la prima colazione;</p>
<p>– <b>semi</b>: 540 prodotti e quasi 165 milioni di euro, +7,2% a valore e +7,4% a volume. I semi di chia segnano +44,9% e +45,6%, i semi di zucca +11,5% e +11,4%, i semi di lino -10,6%;</p>
<p>– <b>spezie</b>: 851 prodotti e oltre 100 milioni di euro, +5,6% a valore e +4,3% a volume, dopo il -6,9% a volume del 2024 (Strinati, 2025b). Lo zenzero cresce dell&#8217;8,2% e del 7,2%;</p>
<p>– <b><i>superfood</i></b>: 887 prodotti e oltre 180 milioni di euro, +3,6% a valore e +3,0% a volume;</p>
<p>– <b>dolcificanti</b>: -4,3% a valore e -4,1% a volume. Lo zucchero di canna perde il 6,3% e il 6,2%, la stevia è stabile.</p>
<h2>Stili alimentari, biologico e certificazioni</h2>
<p>Il paniere degli stili alimentari conta 5.776 prodotti e circa 3,2 miliardi di euro, +3,1% a valore e +2,1% a volume. Cambia soprattutto il vocabolario:</p>
<p>– <b><i>&#8216;veg&#8217;</i></b>: 5.397 prodotti e oltre 3 miliardi di euro, +2,5% a valore e +1,6% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;vegano&#8217;</i></b>: 4.116 prodotti e oltre 1,5 miliardi di euro, +2,0% a valore e +2,4% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;vegetariano&#8217;</i></b>: 2.082 prodotti e 1,7 miliardi di euro, +1,8% a valore e -0,2% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;plant-based&#8217;</i></b>: 152 prodotti e 74,4 milioni di euro, <b>+36,2%</b> a valore e +34,0% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;alternativo&#8217;</i></b>: 265 prodotti e 80,2 milioni di euro, +15,7% a valore e +16,8% a volume;</p>
<p>– <b><i>&#8216;sostituto&#8217;</i></b> e <b><i>&#8216;sostitutivo&#8217;</i></b>: 14,5 milioni di euro, -9,4% a valore e -11,2% a volume.</p>
<p>Tra loghi e certificazioni:</p>
<p>– <b>logo europeo del </b><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/biologico-valori-controlli-dati-filiera/"><b>biologico</b></a>: 7.897 prodotti e 1,5 miliardi di euro, +3,5% a valore e +2,4% a volume, sostenuto dalla domanda (+4,3 punti) e dalle uova;</p>
<p>– <b><i>kosher</i></b>: 2.074 prodotti e oltre 1,3 miliardi di euro, +0,9% a valore e +5,0% a volume;</p>
<p>– <b><i>halal</i></b>: 680 prodotti e oltre 440 milioni di euro, stabili;</p>
<p>– <b><i>Forest Stewardship Council</i> (FSC)</b>: la certificazione forestale riguarda 11.601 prodotti e oltre 6,1 miliardi di euro, +3,4% a valore e +2,5% a volume;</p>
<p>– <b><i>Fairtrade</i></b>: 428 prodotti e quasi 125 milioni di euro, +8,3% a valore con volumi stabili.</p>
<p>Anche nel <b><i>pet food</i></b> i benefici specifici prevalgono sui richiami generici. Crescono <i>&#8216;grain free&#8217;</i> (+4,8% a valore e +4,9% a volume), <i>&#8216;low calories&#8217;</i> (+4,8% e +6,0%) e i prebiotici (+3,5% e +4,4%), mentre <i>&#8216;carne o pesce fresco&#8217;</i> perde il 6,0% e il 6,4%.</p>
<h2>Sostenibilità: funzionano i <i>claim</i> concreti</h2>
<p>L&#8217;<b>85,2% dei prodotti</b>, 128.855 referenze per oltre 53,5 miliardi di euro, riporta almeno un&#8217;indicazione di <b>sostenibilità</b>. La nuova lettura, realizzata con l&#8217;Istituto di Management della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna, separa le informazioni concrete e misurabili da quelle generiche. Crescono le prime:</p>
<p>– <b>raccolta differenziata</b>: sul 68,8% dei prodotti, +2,7% a valore e +1,7% a volume;</p>
<p>– <b>riciclabilità dell&#8217;imballaggio</b>: sul 62,7% dei prodotti, +2,8% a valore e +1,8% a volume;</p>
<p>– <b>disciplinari di filiera</b>, come il biologico: 15.190 prodotti e oltre 7,4 miliardi di euro, +2,5% a valore e +1,6% a volume;</p>
<p>– <b>sostenibilità sociale</b>: 14.212 prodotti e quasi 7,8 miliardi di euro, +3,0% a valore e +1,7% a volume;</p>
<p>– <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-benessere-animale-italia-internazionali/"><b>benessere animale</b></a>: circa 3.100 prodotti e oltre 1,7 miliardi di euro, +1,8% a valore e +2,3% a volume.</p>
<p>Perdono efficacia le seconde:</p>
<p>– <b><i>claim</i> generici</b>: sull&#8217;8% dei prodotti, fermi (-0,1% a valore, +0,3% a volume);</p>
<p>– <b><i>&#8216;ecofriendly&#8217;</i></b>: -4,8% a valore e -4,5% a volume;</p>
<p>– <b>compensazione delle emissioni e neutralità carbonica</b>: -4,9% a valore e -5,1% a volume.</p>
<p>Il mercato si è mosso nella direzione che le regole ora richiedono. Le nuove norme europee vietano le asserzioni ambientali generiche quando chi le utilizza non è in grado di dimostrare prestazioni ambientali di eccellenza riconosciuta (dir. UE 2024/825, art. 1). Gli Stati membri le applicano dal 27 settembre 2026 (dir. UE 2024/825, art. 4.1). Sul tema si vedano l&#8217;analisi di GIFT sui <i>claim</i> ambientali (Strinati, 2026) e il caso esaminato da FARE (Dongo, 2026d).</p>
<h2>Etichetta digitale e spesa online</h2>
<p>Secondo una ricerca Ipsos per GS1 Italy citata nel rapporto, <b>il 96% degli intervistati consulta abitualmente le etichette</b>, soprattutto per scadenza (63%), provenienza e origine (45%), modalità d&#8217;uso (34%), contenuto di grassi e zuccheri (34%).</p>
<p>Online i <i>claim</i> specifici pesano più che nei negozi. Posta pari a 100 la parità tra la quota di vendite sul web e quella nei punti vendita fisici, <i>&#8216;zinco&#8217;</i> arriva a 952, <i>&#8216;senza edulcoranti&#8217;</i> a 621, <i>&#8216;senza aspartame&#8217;</i> a 259, <i>&#8216;potassio&#8217;</i> a 232, <i>&#8216;magnesio&#8217;</i> a 202, <i>&#8216;</i><b><i>residuo zero</i></b><i>&#8216;</i> a 197. All&#8217;opposto, <i>&#8216;100% italiano&#8217;</i> si ferma a 86 e le denominazioni DOP, DOC e DOCG a 30.</p>
<p>Le piattaforme digitali consentono di filtrare i prodotti per caratteristica. GS1 Italy segnala inoltre che gli assistenti basati sull&#8217;<b>intelligenza artificiale</b> iniziano a confrontare prodotti e a comporre la spesa per conto degli utenti. Un prodotto privo di dati strutturati e standardizzati rischia di non comparire in queste selezioni.</p>
<h2>Che cosa indicano i dati a chi produce e a chi vende</h2>
<p>Dall&#8217;insieme dei dati emergono quattro indicazioni:</p>
<p><b>1. Specificità</b>: in ogni paniere il messaggio preciso cresce più di quello generico. Vale per <i>&#8216;senza nitriti&#8217;</i> rispetto a <i>&#8216;senza conservanti&#8217;</i>, per la DOP rispetto al <i>&#8216;100% italiano&#8217;</i>, per <i>&#8216;plant-based&#8217;</i> rispetto a <i>&#8216;sostitutivo&#8217;</i>, per la riciclabilità rispetto a <i>&#8216;ecofriendly&#8217;</i>;</p>
<p><b>2. Domanda</b>: dove a spingere sono i consumatori, come per <i>&#8216;senza antibiotici&#8217;</i>, <i>&#8216;residuo zero&#8217;</i>, <i>&#8216;senza zuccheri aggiunti&#8217;</i>, fermenti lattici, <i>superfruit</i> e biologico, il fenomeno ha basi più solide. Dove cresce solo l&#8217;assortimento, come per fibre, <i>kosher</i> e <i>&#8216;regionale&#8217;</i>, lo scaffale precede il consumatore;</p>
<p><b>3. Zuccheri</b>: lo scaffale ne contiene meno e i consumatori premiano chi lo dichiara, ma una parte dei nuovi lanci va nella direzione opposta;</p>
<p><b>4. Regole</b>: le indicazioni nutrizionali vengono consentite solo se figurano nell&#8217;elenco europeo e ne rispettano le condizioni (reg. CE 1924/2006, art. 8.1). <i>&#8216;Fonte di proteine&#8217;</i> richiede che le proteine apportino almeno il 12% del valore energetico dell&#8217;alimento, <i>&#8216;ad alto contenuto di proteine&#8217;</i> almeno il 20%. <i>&#8216;A basso contenuto di zuccheri&#8217;</i> ammette non più di 5 g di zuccheri per 100 g nei solidi o 2,5 g per 100 ml nei liquidi. <i>&#8216;Senza zuccheri aggiunti&#8217;</i> esclude l&#8217;aggiunta di mono o disaccaridi e di ogni altro alimento utilizzato per le sue proprietà dolcificanti (reg. CE 1924/2006, Allegato). Indicazioni come <i>&#8216;senza antibiotici&#8217;</i>, <i>&#8216;senza OGM&#8217;</i> o <i>&#8216;residuo zero&#8217;</i> non hanno condizioni d&#8217;uso armonizzate di questo tipo. Valgono le regole generali sulle pratiche leali d&#8217;informazione (reg. UE 1169/2011, art. 7) e la capacità di documentare quanto si dichiara (Dongo, 2022). FARE ha esaminato casi pratici su proteine e zuccheri (Dongo, 2023; Dongo, 2026c).</p>
<p><i>Marta Strinati</i></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Fonti normative dell&#8217;Unione Europea</h4>
<p>Commission Implementing Regulation (EU) No 828/2014 of 30 July 2014 on the requirements for the provision of information to consumers on the absence or reduced presence of gluten in food. OJ L 228, 31.7.2014, p. 5. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2014/828/oj">http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2014/828/oj</a></p>
<p>Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition through better protection against unfair practices and through better information. OJ L, 2024/825, 6.3.2024. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj</a></p>
<p>Regulation (EC) No 1924/2006 of the European Parliament and of the Council of 20 December 2006 on nutrition and health claims made on foods. Consolidated text: 13/12/2014. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13">http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13</a></p>
<p>Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on the provision of food information to consumers. Consolidated text: 01/04/2025. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01">http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01</a></p>
<h4>Rapporti</h4>
<p>GS1 Italy. (2026). <i>Osservatorio Immagino GS1 Italy, diciannovesima edizione, 2026 • 1. Le etichette dei prodotti raccontano i consumi degli italiani</i>. <a href="https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-19/">https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-19/</a></p>
<h4>Approfondimenti</h4>
<p>Dongo, D. (2022, 17 novembre). &#8216;Senza antibiotici&#8217;, &#8216;benessere animale&#8217;, &#8216;selezionato da noi&#8217;? <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)</i>. <a href="https://fareagrifood.com/2022/11/17/senza-antibiotici-benessere-animale-selezionato-da-noi/">https://fareagrifood.com/2022/11/17/senza-antibiotici-benessere-animale-selezionato-da-noi/</a></p>
<p>Dongo, D. (2023, 11 marzo). &#8216;x% proteine&#8217; sul fronte etichetta, serve l&#8217;asterisco? <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)</i>. <a href="https://fareagrifood.com/2023/03/11/percentuale-proteine-fronte-etichetta/">https://fareagrifood.com/2023/03/11/percentuale-proteine-fronte-etichetta/</a></p>
<p>Dongo, D. (2026a, 17 luglio). Yogurt italiano: regole, varietà e innovazione. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/yogurt-italiano-peculiarita-varieta-innovazione%25E2%2581%25A0/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/yogurt-italiano-peculiarita-varieta-innovazione%e2%81%a0/</a></p>
<p>Dongo, D. (2026b, 7 agosto). Claim sul glutine in etichetta: le regole per non sbagliare. <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)</i>. <a href="https://fareagrifood.com/2026/08/07/claim-glutine-etichetta-regole-comparazione/">https://fareagrifood.com/2026/08/07/claim-glutine-etichetta-regole-comparazione/</a></p>
<p>Dongo, D. (2026c, 4 settembre). &#8216;Senza zuccheri aggiunti – con edulcoranti&#8217;? <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)</i>. <a href="https://fareagrifood.com/2026/09/04/senza-zuccheri-aggiunti-con-edulcoranti/">https://fareagrifood.com/2026/09/04/senza-zuccheri-aggiunti-con-edulcoranti/</a></p>
<p>Dongo, D. (2026d, 9 ottobre). &#8216;Proteggi l&#8217;ambiente&#8217; in etichetta, è un&#8217;asserzione ambientale? <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)</i>. <a href="https://fareagrifood.com/2026/10/09/proteggi-ambiente-etichetta-asserzione-ambientale/">https://fareagrifood.com/2026/10/09/proteggi-ambiente-etichetta-asserzione-ambientale/</a></p>
<p>Strinati, M. (2025a, 19 luglio). Kefir, un elisir di lunga vita? 27 prodotti a confronto. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/kefir-un-elisir-di-lunga-vita-27-prodotti-a-confronto/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/kefir-un-elisir-di-lunga-vita-27-prodotti-a-confronto/</a></p>
<p>Strinati, M. (2025b, 22 agosto). Il carrello della spesa degli italiani. Osservatorio Immagino, XVII edizione. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/il-carrello-della-spesa-degli-italiani-osservatorio-immagino-xvii-edizione/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/il-carrello-della-spesa-degli-italiani-osservatorio-immagino-xvii-edizione/</a></p>
<p>Strinati, M. (2026, 21 maggio). Claim ambientali: il modello italiano supera il test. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/rapporto-claim-ambientali-greenwashing-italia/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/rapporto-claim-ambientali-greenwashing-italia/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/osservatorio-immagino-xix-edizione/">Osservatorio Immagino, XIX edizione. Proteine, fermenti e &#8216;senza&#8217; trainano la spesa</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>Rapporto Coop 2025: timori e risparmio, ma cibo di qualità</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/rapporto-coop-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 07:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Coop]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il filo rosso di una crisi ormai permanente orienta le scelte di consumo degli italiani anche per quest’anno, come rileva il Rapporto Coop 2025. ‘Preoccupazione’ è il primo termine indicato dagli italiani per esprimere il proprio sentimento in un contesto che, dopo l’ultima crisi guidata dalla pandemia da Covid-19, è gravato da timori per lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il filo rosso di una crisi ormai permanente orienta le scelte di consumo degli italiani anche per quest’anno, come rileva il Rapporto Coop 2025. ‘Preoccupazione’ è il primo termine indicato dagli italiani per esprimere il proprio sentimento in un contesto che, dopo l’ultima crisi guidata dalla pandemia da Covid-19, è gravato da timori per lo scenario geopolitico, il cambiamento climatico, la tenuta dell’economia e la diffusa sensazione di instabilità. Ne consegue un approccio ai consumi sempre più improntato alla cautela, alla razionalità e alla ricerca di equilibrio tra qualità e convenienza.</p>
<h2>Consumi che stentano a ripartire</h2>
<p>Secondo gli opinion leader, in merito ai consumi è plausibile attendersi una <b>crescita</b>, ma<b> appena accennata</b> (+0,3%), mentre l’ultima previsione Istat è più ottimistica, pur sempre contenuta (+0,9%). <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Gli italiani sanno di dover spendere di più, ma dichiarano che lo faranno quasi esclusivamente per <b>beni essenziali</b>. Bollette e utenze sono in cima alle preoccupazioni, seguite dalla spesa sanitaria e dall’alimentare domestico. Si delinea così un modello di consumo prudente, ove la rinuncia non è tanto ideologica quanto forzata.</p>
<h2>Il ruolo centrale della dimensione domestica</h2>
<p>La casa si conferma il fulcro della quotidianità e il cibo ne diventa l’elemento centrale. L’home cooking si stabilizza su livelli elevati e, sorprendentemente, torna a crescere anche il delivery, ma proprio come estensione della permanenza domestica. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’aspirazione del 2026 è segnata da tre parole chiave: semplicità, salute, autenticità. Cresce, infatti, l’attenzione verso <b>alimenti senza conservanti</b>, a <b>ridotto contenuto di zuccheri e grassi</b>, mentre <b>frutta, verdura e pesce </b>guadagnano spazio nel carrello.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In netto contrasto, calano le intenzioni di acquisto di latte e latticini (-5%), carni rosse (-21%) e salumi (-28%). <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Emerge un comportamento consolidato: <b>mangiare meglio </b>è percepito come una forma di tutela personale e prevenzione in un mondo esterno sempre più incerto.</p>
<h2>Qualità o convenienza nel carrello?</h2>
<p>Il Rapporto Coop 2025 evidenzia come la ricerca della qualità abbia un suo peso nelle scelte, seppur in relazione costante con la convenienza. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In questa ricerca del connubio ‘qualità/convenienza’ i <b>prodotti a marchio del distributore </b>continuano a rafforzarsi, proprio perché riescono a soddisfare questo equilibrio, offrendo prodotti percepiti come affidabili, controllati e, allo stesso tempo, accessibili. Non a caso, la grande maggioranza dei manager food &amp; beverage prevede un ulteriore aumento della spesa a questi destinata. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Parallelamente, il <b>rallentamento della crescita dei discount </b>mette in luce un consumatore meno attratto esclusivamente dal prezzo e più attento al rapporto complessivo tra valore, servizio e fiducia.</p>
<h2>Il commercio al dettaglio</h2>
<p>Per il 2026, il clima nel largo consumo appare prudente: solo il 12% dei manager food &amp; beverage prevede un miglioramento, il 66% si attende stabilità e il 22% teme peggioramenti.</p>
<p>Le intenzioni di acquisto alimentare mostrano una crescita contenuta (+0,9% in valore rispetto al 2025), compensata dall’aumento dei prezzi, che porta a una lieve riduzione dei volumi (-0,4%).</p>
<p>La maggior parte degli intervistati attribuisce la possibilità di generare un miglioramento concreto a due fattori fondamentali: l’innovazione tecnologica e il capitale umano, indicati come priorità dal 57% e dal 47% dei manager rispettivamente.</p>
<p>La <b>sostenibilità ambientale</b> resta un obiettivo praticabile (+18 punti percentuali), mentre si considerano tra le principali criticità: il costo del lavoro, le materie prime e i margini.</p>
<h2>Le indagini alla base del Rapporto Coop 2025</h2>
<p>Le previsioni 2026 riportate nel Rapporto Coop 2025 derivano da due indagini on-line (metodologia Cawi) condotte nel mese di dicembre 2025 dall’Ufficio studi Coop e dai suoi partner. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La prima, ‘Wish List 2026’, è stata realizzata in collaborazione con Nomisma su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana di 18-65 anni e ha visto la collaborazione con A21 Consulting di Mirko Veratti. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La seconda, ‘Unwrapping 2026’, rivolta alla community del Rapporto Coop, ha visto la partecipazione di 714 opinion leader italiani (titolari e manager di aziende, rappresentanti di istituzioni pubbliche, analisti di primarie società di consulenza). <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il documento integrale sarà <b>consultabile</b> a fine gennaio 2026 a questo <a href="https://italiani.coop/rapporto-coop-2025-winter-edition/">link</a>.</p>
<p><em>Redazione GIFT</em></p>
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		<title>Rapporto Coop 2025, il buon cibo resta il passe-partout</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/rapporto-coop-2025-il-buon-cibo-resta-il-passe-partout/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 06:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Coop]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uno scenario di perma-crisi i consumi degli italiani riprendono lievemente a crescere sui soli beni di prima necessità tra i quali il cibo rimane al centro, grazie a una cultura alimentare radicata. Il Rapporto Coop 2025 su consumi e stili di vita degli italiani ne mostra l’evoluzione. Lo scenario Dai tempi della pandemia Covid-19 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In uno scenario di perma-crisi i consumi degli italiani riprendono lievemente a crescere sui soli beni di prima necessità tra i quali il cibo rimane al centro, grazie a una cultura alimentare radicata. Il <strong>Rapporto Coop 2025</strong> su consumi e stili di vita degli italiani ne mostra l’evoluzione.</p>
<h2>Lo scenario</h2>
<p>Dai tempi della pandemia Covid-19 la popolazione italiana (e quella europea) intera rimbalza di crisi in crisi, senza alcun orizzonte sereno. A dominare oggi sono i venti di guerra, l’ideologia bellicista che devia sull’economia del riarmo le risorse destinate alla società del welfare, nonché le tensioni commerciali innescate dalla politica dei dazi,.</p>
<p>L’indagine ‘The New World Outlook’, svolta ad agosto dall’Ufficio Studi Coop in collaborazione con Nomisma, ha raccolto le opinioni di leader e cittadini.</p>
<p>‘<i>Per gli opinion leader poche sono le certezze e non tutte positive. Diffusione dell’intelligenza artificiale ma anche riarmo e crescita del debito pubblico globale. Tensioni percepite anche dai cittadini che temono guerre a carattere mondiale e climate change. Il tutto in un contesto in cui un’ombra cala sul futuro rendendolo più cupo, incerto, a tratti catastrofico</i>’, riferisce il Rapporto Coop 2025.</p>
<h3>La globalizzazione cede il passo e la Cina avanza</h3>
<p>Il commercio mondiale è perfettamente allineato a questo contesto catastrofico. La politica dei <strong>dazi</strong> annunciata dagli USA il 2 aprile 2025 segna un passaggio epocale. Autonomia, resilienza e alleanze strategiche saranno le vere monete di scambio per le imprese italiane, che temono un drastico ridimensionamento dell’export.</p>
<p>La leadership degli Stati Uniti è minata dai <strong>progressi di Cina e India</strong>. Oggi il 70% delle economie mondiali commercia principalmente con la Cina. Il dollaro perde valore (-9,5% nel primo semestre 2025), mentre l’ultimo vertice dei BRICS propone un sistema di pagamenti alternativo al dollaro e gli opinion leader intervistati teorizzano un avanzamento dell’euro (51% dei pareri) o dello yuan cinese (43%).</p>
<p>Molto lontano dalla vita quotidiana della popolazione, si svolge la competizione globale a livello di intelligenza artificiale, robot umanoidi e corsa allo spazio (satelliti in primis). L’Europa si dedica alla regolamentazione, Cina, Stati Uniti e Giappone all’innovazione. Nel mezzo di questi grandi interessi, gli <strong>obiettivi ambientali </strong>vengono pressati e <strong>ridotti</strong>, in funzione della loro ‘sostenibilità economica’.</p>
<p>La <strong>demografia</strong>, com’è noto, segna una popolazione in drastica riduzione e in invecchiamento in tutto l’Occidente, a fronte di un incremento che vedrà raddoppiare la popolazione in Africa nei prossimi decenni. Mitigare il crollo demografico in Europa dovrebbe essere un imperativo categorico che tuttavia pare ignorato, aggiungiamo noi, come dimostra la sostanziale carenza alle <strong>politiche di sostegno </strong>delle<strong> madri lavoratrici</strong>.</p>
<h3>Un’economia in chiaroscuro</h3>
<p>L&#8217;economia italiana rimane stagnante, con una previsione di variazione del PIL stimata in +0,8% per il 2025, a fronte di una media UE pari a +1,3%. Emerge il quadro di un’economia in chiaroscuro: più investimenti e mercato del lavoro in lievissimo miglioramento, ma al contempo consumi deboli e produttività in calo.</p>
<p>Secondo gli opinion leader italiani interpellati per il Rapporto Coop 2025, la prossima <strong>legge di bilancio</strong> dovrebbe venire concentrata su pochi <strong>urgenti obiettivi</strong>: migliorare la sanità pubblica, ridurre il cuneo fiscale, potenziare istruzione e formazione continua, investire in infrastrutture strategiche, contrastare povertà ed esclusione sociale e sostenere la natalità.</p>
<h2>La ricerca del benessere quotidiano passa per la tavola</h2>
<p>Il consumismo cede il passo alla ricerca di un benessere psicofisico sobrio ove l’alimentazione mantiene un ruolo centrale. <strong>6 italiani su 10</strong> indicano una <strong>dieta sana e bilanciata</strong> come uno dei principali accorgimenti per la cura di sé. E oltre il 90% degli intervistati dichiara di voler aumentare l’abitudine di cucinare in casa.</p>
<p>La ripresa dei <strong>consumi</strong> è lenta e concentrata sui <strong>beni di prima necessità</strong>. Nel 2024 la spesa media delle famiglie si è attestata a 2.128 euro (+3,9% in confronto al 2023), ma oltre la metà del bilancio è assorbita da abitazione e utenze domestiche (291 miliardi di euro), alimentari e bevande non alcoliche (185 miliardi), trasporti (168 miliardi). Crescono lievemente le spese dedicate alla cura della persona, alla cultura e intrattenimento.</p>
<p>Un elemento interessante è la <strong>riduzione delle disuguaglianze</strong>. A determinarla però non è un aumento del potere d’acquisto delle fasce più deboli bensì una riduzione dei consumi da parte di quelle un tempo più abbienti, nella continua erosione del ceto medio.</p>
<h3>L’evoluzione della cultura alimentare</h3>
<p>Il <strong>cibo</strong> diventa anche linguaggio sociale, <strong>dichiarazione identitaria</strong>, persino scelta politica. In funzione di età e classe sociale, gli italiani si distinguono tra custodi della tradizione (dieta mediterranea) e innovatori (diete chetogeniche, iperproteiche, etc.).</p>
<p>Nel mezzo si colloca la grande maggioranza degli italiani, che alterna piatti tradizionali con alimenti innovativi, quali ad esempio il ‘burger’ vegetale iperproteico. Addirittura, 9 milioni di italiani paiono avere eliminato o comunque ridotto il consumo di carne.</p>
<p>Tra gli under 35 cresce il veganesimo, tra i più abbienti l’alimentazione bio, gourmet, zero waste.</p>
<h3>Cresce la spesa alimentare</h3>
<p>Nel primo semestre 2025 la spesa alimentare cresce quasi del 4% a valore e del 2% in volume. L’inflazione &#8211; negli ultimi anni particolarmente marcata, come mostravano gli andamenti opposti di valori e volumi dei consumi, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/prezzi-alti-consumi-alimentari-ridotti-la-14a-edizione-di-osservatorio-immagino/">evidenziati dall’Osservatorio Immagino</a> &#8211; rimane comunque effettiva. Ad agosto 2025, Istat ha rilevato un <strong>rincaro del ‘carrello della spesa’</strong> da +3,2% a +3,4%. I maggiori rincari, rileva il Rapporto Coop 2025, riguardano il canale discount e i settori carni, ittico e drogheria alimentare.</p>
<p>Ortofrutta, bevande e freddo trainano i volumi, con un +2,7% sul 2024 e un balzo di quasi 7 punti rispetto al 2019. Ma la <strong>frutta fresca di stagione</strong> &#8211; centrale nella dieta mediterranea &#8211; rallenta a causa della ridotta produzione causata dalle avversità climatiche e vari altri fattori (Dongo, 2024).</p>
<p>La composizione del carrello rivela nell’insieme un <strong>consumatore più attento e selettivo</strong>. Crescono i prodotti salutari e funzionali, capaci di unire gusto, salute e praticità. In calo, invece, gli sfizi come snack dolci, cioccolato, merendine. A pesare è il caro materie prime – il cacao su tutti – ma anche una rinnovata attenzione alla forma fisica e alla prevenzione.</p>
<h3>Caccia ai menù a prezzo fisso</h3>
<p>Fuori casa la tendenza è diversa. Le presenze nei locali restano stabili rispetto al 2024 ma la spesa reale, al netto dell’inflazione, diminuisce. Si esce meno per mangiare e si cerca il risparmio.</p>
<p>Il <strong>food delivery</strong>, cresciuto moltissimo durante la pandemia, rallenta. Sei milioni di italiani dichiarano di volerlo ridurre poiché la cucina domestica risulta più conveniente, più salutare, persino più gratificante.</p>
<p>Per ripartire bene, la ristorazione dovrà diventare laboratorio di innovazione, capace di tenere insieme gusto, sostenibilità e prezzo giusto, conclude il Rapporto Coop 2025.</p>
<h2>Salute e longevità con la dieta alimentare</h2>
<p>Nel 2025 si conferma la scelta di <strong>alimenti </strong>considerati<strong> benefici</strong>. Emerge maggiore consapevolezza della correlazione tra cibo e salute: 7 italiani su 10 leggono l’etichetta nutrizionale e uno su tre dichiara di seguire una routine alimentare più regolare, composta di snack e spuntini funzionali.</p>
<p>‘Salutare’ oggi significa soprattutto ‘fresco’. Nei primi 6 mesi del 2025 crescono le vendite di yogurt proteici, kefir, bevande fermentate, mango (+116% vs primo semestre 2024) e avocado (+45%). I sostituti delle proteine animali e i ‘free from’ da alimenti di nicchia sono diventati driver strutturali dei consumi. La direzione futura è chiara: riduzione di zuccheri e grassi, consolidamento dei trend sugar free e low fat.</p>
<h3>La frenata degli ultra-processati</h3>
<p>Due italiani su tre dichiarano di evitare il consumo di cibi che contengano additivi, conservanti e aromi artificiali, in una parola ultra-processati. La vendita di questo genere alimentare è infatti diminuita del 3,3% a volume nel 2024, con contrazioni inversamente proporzionali al numero di additivi. Solo alcune nicchie, dalle specialità etniche agli spalmabili dolci, resistono o addirittura crescono. E tra i cibi a scaffale della GDO, <b>uno su quattro</b> contiene <b>almeno un additivo </b>alimentare tra i 20 più diffusi.</p>
<p>Il Rapporto Coop 2025 evidenzia un <strong>paradosso</strong>: quasi la metà dei prodotti che si presentano come ‘benefici’ contiene almeno un additivo, e percentuali significative emergono persino tra ‘free from’ e vegani. Una discrepanza che alimenta diffidenza e rafforza la richiesta di trasparenza.</p>
<p>Gli italiani intervistati ad agosto 2025 hanno espresso chiaramente la <strong>direzione</strong> dei loro <strong>consumi</strong>. Nei prossimi 12-18 mesi ampie fasce di consumatori aumenteranno così la propria spesa:</p>
<p>&#8211; prodotti salutari, che fanno bene alla salute (30% degli intervistati);</p>
<p>&#8211; alimenti senza o con poco zucchero (24%);</p>
<p>&#8211; cibi senza o con pochi grassi (23%):</p>
<p>&#8211; alto contenuto di proteine (13%);</p>
<p>&#8211; senza lattosio e/o senza glutine (9%).</p>
<h3>L’impennata del biologico</h3>
<p>Dopo un triennio faticoso, il <strong>biologico riparte</strong> con forza. Nel primo semestre 2025 le vendite di alimenti bio in iper e supermercati hanno registrato un tasso di crescita del +4,8%, superiore a quello del totale alimentare.</p>
<p>Gli italiani che scelgono regolarmente questi alimenti sono ormai 4,9 milioni. 8,4 milioni dichiarano di volerne acquistare nei prossimi 12-18 mesi. Nel Mezzogiorno (Sud e Sicilia) si registra la tendenza più dinamica, con una crescita a valore delle vendite (+13,8%) quasi tripla rispetto alla media nazionale.</p>
<p><strong>Fresco e ortofrutta</strong> guidano l’avanzata di un mercato da 2,2 miliardi di euro, con un aumento delle vendite del confezionato in GDO pari a +11% e +6%, rispettivamente. Restano invece più deboli carni, bevande e freddo. Sul fronte distributivo, i supermercati confermano il loro ruolo centrale, seguiti da iper e discount.</p>
<h3>No e low-alcol</h3>
<p>Il consumo di bevande alcoliche si riduce e si consolidano <strong>nuove abitudini</strong>, guidate dai più giovani. Vino, birra e spirits tradizionali rallentano, mentre il segmento no/low-alcohol avanza deciso. Il comparto è ancora di nicchia, ma le previsioni indicano per il periodo 2024- 2029 crescite a doppia cifra in quasi tutti i principali mercati europei.</p>
<p>Negli ultimi tre anni le vendite di bevande senza o con poco alcol sono aumentate del 96,1% nel Regno Unito; seguito da Italia (+14,8), Germania (+10,9) e Francia (+4,9).</p>
<p>Le vendite di <strong>birre e aperitivi analcolici</strong> corrono a volume e a valore nella GDO come nel fuori casa. Secondo un’indagine condotta da Circana, quasi un italiano su due si aspetta che bar e ristoranti offrano sempre birra analcolica, e uno su tre pretende la presenza fissa di vino o spumante senza alcol.</p>
<h2>Dal discount si torna al supermercato</h2>
<p>Dopo che prezzi bassi e promozioni aggressive avevano reso il canale discount la scelta privilegiata di un’Italia colpita duramente dall’inflazione e dall’incertezza economica, nei primi sei mesi del 2025 i valori si ribaltano. I <strong>supermercati crescono più dei discount</strong>: +4,2% a valore e +1,5% a volume contro un +3,3% a valore e +1,3% a volume.</p>
<p>Sia chiaro, il caro-prezzi permane sullo sfondo e gli italiani &#8211; meno fedeli di un tempo &#8211; cercano sempre il risparmio: il 24,5% delle vendite totali nel grocery è oggi realizzato in promozione. Tuttavia, la sola leva del prezzo non basta più.</p>
<p>Nei supermercati si va anche per la maggiore possibilità di scelta tra industria di marca e marca del distributore (in crescita nei prossimi 12 mesi, secondo i Manager food &amp; beverage interpellati), fresco premium e biologico, oltreché per le promozioni.</p>
<h2>Consumatori oltreoceano a dieta di Made in Italy?</h2>
<p>L’introduzione di <strong>dazi al 15%</strong> per l’export dell’agroalimentare italiano negli Stati Uniti potrebbe tradursi in un duro colpo per i produttori italiani, oltreché per i consumatori d’oltreoceano sui quali si riverseranno inevitabilmente i rincari, mettendo a dura prova la dichiarazione di intenti della metà degli interpellati di volere continuare ad acquistarli.</p>
<p>Una quota importante delle esportazioni dell’agroalimentare italiano è tuttora diretta negli Stati Uniti. Ecco alcuni esempi della <strong>quota di export in USA</strong> del Made in Italy alimentare, rispetto al totale export:</p>
<p>&#8211; acque minerali, 41%</p>
<p>&#8211; olio di oliva, 32%</p>
<p>&#8211; vini fermi e frizzanti, liquori e vini spumanti, 25%</p>
<p>&#8211; formaggi, 19%</p>
<p>&#8211; pasta, 16%.</p>
<p>Paradossalmente, conclude il Rapporto Coop 2025, proprio mentre la <strong>dieta mediterranea</strong> viene celebrata negli Stati Uniti come modello salutare, le decisioni politiche potrebbero renderla meno accessibile a chi la desidera.</p>
<p><i>Marta Strinati</i></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>&#8211; Dario Dongo. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/addio-frutta-italiana-la-crisi-e-la-soluzione/">Addio frutta italiana. La crisi, e la soluzione</a>. Food Times. 17.4.24</p>
<p>&#8211; Istat. Prezzi al consumo 2025 <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-agosto-2025/">https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-agosto-2025/</a></p>
<p>&#8211; Rapporto Coop 2025. Anteprima digitale <a href="https://italiani.coop/wp-content/uploads/2025/09/rapporto-coop-2025_AntDig.pdf">https://italiani.coop/wp-content/uploads/2025/09/rapporto-coop-2025_AntDig.pdf</a></p>
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		<title>Il carrello della spesa degli italiani. Osservatorio Immagino, XVII edizione</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/il-carrello-della-spesa-degli-italiani-osservatorio-immagino-xvii-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 14:23:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Immagino]]></category>
		<category><![CDATA[spesa alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricerca di qualità ma ancora poca disponibilità economica qualificano la spesa degli italiani presso supermercati e ipermercati nel 2024, secondo Osservatorio Immagino, lo strumento di GS1 Italy e NielsenIQ, che in questa diciassettesima edizione dedica un approfondimento all’innovazione di prodotto. L’innovazione è a sua volta orientata verso benessere, sostenibilità ed esperienza sensoriale. Il 2024 si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricerca di qualità ma ancora poca disponibilità economica qualificano la spesa degli italiani presso supermercati e ipermercati nel 2024, secondo Osservatorio Immagino, lo strumento di GS1 Italy e NielsenIQ, che in questa diciassettesima edizione dedica un approfondimento all’innovazione di prodotto. L’innovazione è a sua volta orientata verso benessere, sostenibilità ed esperienza sensoriale.</p>
<p>Il 2024 si è chiuso per il largo consumo con un <b>calo degli acquisti in volume</b> (-1,8%) e una <b>crescita modesta in valore</b> (+1,3%), segno di una capacità d&#8217;acquisto delle famiglie ancora debole. In questo contesto, le scelte dei consumatori hanno continuato a riflettere tendenze salutistiche consolidate, dalla preferenza per il vegano e il bio all&#8217;attenzione per l&#8217;impatto ambientale.</p>
<h2>Il metaprodotto Immagino, le scelte nutrizionali degli italiani</h2>
<p>Il consumatore è sempre più attento alla propria salute, nei consumi alimentari. Una tendenza fotografata dal metaprodotto Immagino, l’indicatore statistico ideato da Osservatorio Immagino, che calcola la media ponderata dei valori nutrizionali di 86.875 prodotti alimentari.</p>
<h3>Il trend 2024: meno zuccheri, più proteine</h3>
<p>La tendenza principale emersa nel 2024 è infatti chiara: prosegue il <b>calo degli zuccheri</b> a favore di un <b>maggior apporto proteico</b>.</p>
<p>La tabella nutrizionale per 100g/ml della spesa media degli italiani si presenta così</p>
<p><b>&#8211; energia (kcal)</b>. Sostanzialmente stabile (+0,3%)</p>
<p><b>&#8211; carboidrati, di cui zuccheri totali</b>. Lieve flessione (-0,6%) dei carboidrati, in particolare in alcune categorie, come alimentazione sportiva e creme spalmabili. Calo generalizzato (-1,7%) per gli zuccheri, particolarmente evidente in cole, merendine, creme spalmabili dolci e yogurt</p>
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<p><b>&#8211; grassi, di cui grassi saturi</b>. Entrambi in leggera ripresa (+0,8%), guidati da gelati, alimentazione sportiva e biscotti</p>
<p><b>&#8211; proteine</b>, +1,1%. È il nutriente più dinamico, trainato da tonno sott&#8217;olio, pasta fresca ripiena e farine</p>
<p><b>&#8211; fibre</b>. Leggero recupero (+0,8%), grazie a biscotti, cereali per la colazione e legumi.</p>
<h3>I trend nutrizionali per reparto</h3>
<p>Il report analizza anche l&#8217;evoluzione nutrizionale dei singoli reparti. Risulta confermata la tendenza salutistica della spesa, fatta eccezione per il reparto ‘freddo’, ove emerge la ricerca di qualche sfizio in più:</p>
<p><b>1.  drogheria alimentare </b>(48,3% del venduto). Stabilità calorica (+0,3%). Confermato il calo degli zuccheri (-1,2%) e buona la crescita di proteine (+0,7%) e fibre (+1,2%). Bene cereali per la colazione, male frutta secca e alimentazione sportiva;</p>
<p><b>2.  fresco </b>(29,1% del venduto). Andamento stabile e positivo. Zuccheri in calo (-0,7%), proteine in lieve rialzo (+0,3%). Le fibre mantengono un peso stabile. Trainano primi piatti pronti e salumi, mentre dessert freschi e yogurt greco mostrano un calo dell&#8217;apporto energetico;</p>
<p><b>3.  gelo </b>(7,6% del venduto). Unica macroarea in controtendenza. Crescono tutte le componenti nutrizionali (calorie +1,6%, proteine +0,9%, grassi +0,9%) tranne le fibre (-0,5%). La ripresa è trainata da surgelati dolci, piatti pronti e gelati;</p>
<p><b>4.  bevande </b>(10,2% del venduto). Prosegue la riduzione di tutte le componenti nutrizionali: calorie (-0,6%), carboidrati (-2%) e zuccheri (-2,7%). Il trend negativo interessa cola, aranciate, bevande a base frutta e succhi.</p>
<h2>Italianità in etichetta</h2>
<p>I prodotti che richiamano l’italianità attraverso etichette e packaging rimangono protagonisti della spesa alimentare.</p>
<p>Il paniere analizzato da Osservatorio Immagino comprende 27.978 referenze, con un giro d’affari di oltre 11,6 mld di euro (+1,2% rispetto al 2023), ma con vendite a volume in calo (-0,7%).</p>
<p>In generale, tutti i claim e le indicazioni geografiche perdono terreno a volume, con l’eccezione dei prodotti DOP e della bandiera italiana.</p>
<p>&#8211; <b>Bandiera italiana</b>. Presente su 16.461 prodotti (16,4% del totale), vale oltre 7,1 mld di euro. Mostra un incremento del +2,5% a valore e una lieve stabilità nei volumi (+0,2%). Crescono affettati, mozzarelle, olio extravergine di oliva, caffè macinato, verdure di quarta gamma, biscotti tradizionali e formaggi grana. In calo latte fresco, latte Uht, yogurt intero e polpa di pomodoro.</p>
<p>&#8211; <b>100% italiano</b>. Con 9.137 referenze e 5,1 mld di euro di giro d’affari, i prodotti accompagnati da questo claim restano stabili a valore (+0,2%) ma arretrano a volume (-1,5%). Crescono olio extravergine di oliva, passate di pomodoro, mozzarelle e crescenza, calano affettati, pasta di semola, latte (fresco e Uht), biscotti, merendine e birre alcoliche.</p>
<p>&#8211; <b>Prodotto in Italia</b>. Le 5.717 referenze con questa indicazione segnano un calo a valore (-1,8%) e a volume (-3,6%), con un giro d’affari di 1,4 mld di euro. La contrazione dell’offerta (-5,7%) è solo in parte compensata dalla domanda (+3,9%). Male vini (Doc/Docg, Igp/Igt), formaggi a pasta filata, uova di Pasqua, verdura di quarta gamma, spumante classico e pasta di semola. In crescita affettati, pomodori, olio extravergine, miele, uva e caffè.</p>
<h3>Indicazioni geografiche, volumi stabili</h3>
<p>Le 4.888 referenze con DOP, DOC o DOCG valgono complessivamente 1,6 mld di euro. Nel 2024 mantengono stabili i volumi (-0,1%) e crescono leggermente a valore (+2,1%), grazie all’inflazione e alla domanda.</p>
<p>Bene formaggi grana, spumante charmat secco, formaggi da tavola, mele e olio extravergine. Male affettati, vino Doc/Docg e spumante classico.</p>
<p>L’andamento, più in dettaglio, è il seguente:</p>
<p>&#8211; <b>DOP</b>. Le 1.467 referenze mostrano la performance migliore: +5,8% a valore (803 mln di euro) e +2,7% a volume, trainate da offerta (+4,9%) e prezzi (+3,1%);</p>
<p>&#8211; <b>DOC</b>. I 2.401 vini segnano -0,9% a valore e -2,4% a volume (526 mln di euro);</p>
<p>&#8211; <b>DOCG</b>. I vini di qualità superiore registrano il peggior risultato: -1,8% a valore e -3,1% a volume, per un fatturato vicino ai 300 mln di euro;</p>
<p>&#8211; <b>IGP e IGT</b>. Le 2.274 referenze accompagnate da queste IG mostrano un calo contenuto (-0,4% a valore, -0,9% a volume, per 669 mln di euro). Bene affettati, birre, arance e piadine; male vino Igt/Igp, pasta di semola e sostituti del pane. Gli alimentari IGP (1.283 prodotti) restano stabili, mentre i vini IGT (991 prodotti) calano di più (-1,5% a valore, -3,1% a volume).</p>
<h3>L’origine regionale in etichetta</h3>
<p>Le indicazioni regionali di origine coinvolgono 10.837 prodotti per oltre 3 mld di euro di giro d’affari in lievissimo aumento (+0,7%), con i volumi peraltro in calo (-1,5%).</p>
<p>Sempre negative le performance delle prime cinque regioni in classifica per fatturato, tranne la Sicilia che maniene stabili le vendite a valore:</p>
<p>&#8211; <b>Trentino-Alto Adige</b>. Prima regione per giro d’affari (396 mln di euro), ma in calo a valore (-0,8%) e volume (-1,7%). Male spumante classico e yogurt intero, stabili i vini Doc/Docg;</p>
<p>&#8211; <b>Sicilia</b>. Seconda, con 369 mln di euro, stabile a valore (+0,2%) ma in calo a volume (-2,9%). Bene vino Igt/Igp e bevande, male gelati multipack;</p>
<p>&#8211; <b>Piemonte</b>. Terzo posto con 317 mln di euro (-1,7% a valore e -3,3% a volume). In calo crescenza, spumante charmat dolce, formaggi da tavola e latte Uht;</p>
<p>&#8211; <b>Emilia-Romagna</b>. Quarta con 302 mln di euro (-4,7% a valore e -1,3% a volume). Penalizzati vini Doc/Docg, vini Igt/Igp, burro e pasta all’uovo;</p>
<p>&#8211; <b>Veneto</b>. 288 mln di euro, -0,7% a valore e -1,8% a volume. Bene nettari e farine, male vini Doc/Docg e Igt.</p>
<p>Per il resto, solo Friuli Venezia Giulia, Molise, Puglia e Sardegna mostrano crescita nei volumi. In dettaglio, ordinati per fatturato:</p>
<p>&#8211; <b>Sardegna</b>. Risultato brillante: +4,2% a valore e +6,8% a volume (216 mln di euro). Trainano latte Uht, vini Doc/Docg, mozzarelle e latte fresco.</p>
<p>&#8211; <b>Puglia</b>. Crescita record: +13% a valore e +5,1% a volume (207 mln di euro). Bene vini Igt/Igp, birre alcoliche e paste filate.</p>
<p>&#8211; <b>Molise</b>. 123 mln di euro, stabile a valore (-0,1%) ma +3,2% a volume. Bene pasta e nettari;</p>
<p>&#8211; <b>Friuli-Venezia Giulia</b>. 47,4 mln di euro, +0,5% a valore e +1,1% a volume. Bene vini e birre.</p>
<h2>La carica dei free-from</h2>
<p>Il paniere dei prodotti free from, che riportano in etichetta l’assenza o la riduzione di nutrienti, ingredienti o additivi, continua a rappresentare un segmento importante nel largo consumo.</p>
<p>Nel 2024 conta 14.625 referenze e sviluppa un giro d’affari di 7,9 mld di euro, stabile a valore (-0,1%) ma in calo a volume (-1,2%).</p>
<h3>Il rifiuto dei pesticidi</h3>
<p>I claim più dinamici del paniere evidenziano il desiderio di alimenti ottenuti con tecniche sostenibili, <b>senza impiego di pesticidi</b>:</p>
<p>&#8211; <b>senza/zero residui</b>, +18,9% a valore, <b>+2,6% a volume </b>(33 mln €). Trainano pasta e verdure fresche;</p>
<p>&#8211; <b>senza pesticidi/uso limitato</b>, +10,7% a valore, <b>+7,7% a volume</b> (149 mln €). Bene pasta di semola e verdure di IV gamma;</p>
<p>&#8211; <b>senza glifosato</b>, +7,8% a valore, <b>+10,8% a volume</b> (21 mln €). In testa la pasta di semola, integrale e all’uovo.</p>
<h3>Attenzione a zuccheri, OGM e antibiotici</h3>
<p>I primi cinque claim (per percentuale di prodotti su cui compaiono) vedono in crescita soltanto i richiami sugli zuccheri. Nell’ordine:</p>
<p>&#8211; <b>senza conservanti</b>. È il claim più diffuso (4.248 prodotti, 2,6 mld di euro). Stabile a valore (0%) e in leggero calo a volume (-0,6%). Bene formaggi grana, affettati e pesce surgelato; male merendine e paste filate;</p>
<p>&#8211; <b>pochi grassi</b>. Secondo claim per incassi (1,8 mld di euro, 3.226 referenze), cala del -0,8% a valore e -2% a volume. Male affettati, latte Uht, merendine e yogurt funzionale; unica eccezione positiva lo yogurt greco;</p>
<p>&#8211; <b>pochi zuccheri</b>. Con 3.103 prodotti e 1,5 mld di euro di vendite, cresce del +2,7% a valore e +0,1% a volume. Trainano yogurt greco/skyr, gomme da masticare e bevande a base frutta;</p>
<p>&#8211; <b>senza zuccheri aggiunti</b>. 1.866 prodotti, 846 mln di euro di giro d’affari, in crescita (+2,4% a valore e +1% a volume). I prodotti trainanti sono gli stessi del precedente claim ‘pochi zuccheri’;</p>
<p>&#8211; <b>senza olio di palma</b>. In forte calo: -5,2% a valore e -4,6% a volume, con vendite pari a 1,3 mld di euro. Male merendine, biscotti integrali e fette biscottate.</p>
<h3>No OGM e antibiotici</h3>
<p>La<b> tendenza salutista</b> dei consumatori si esprime bene anche nella crescita dell’attenzione per i claim</p>
<p>&#8211; <b>senza OGM</b>. 665 prodotti, 358 mln di euro. In crescita (+3,2% a valore e +4,2% a volume). Trainano yogurt e latte fermentato;</p>
<p>&#8211; <b>senza antibiotici</b>. 436 prodotti, 319 mln di euro, in crescita del +4,8% a valore e +3,9% a volume. Bene uova, pollo e pesce surgelato.</p>
<p>Per il resto, il segno positivo nelle vendite a volume riguarda i claim</p>
<p>&#8211; <b>senza polifosfati</b>. 335 prodotti, 211 mln di euro. In crescita (+1,5% a valore, +3,1% a volume). Bene affettati, salumi cubettati e formaggi Uht;</p>
<p>&#8211; <b>senza soia</b>. 69 prodotti, 16,5 mln di euro. In aumento (+4,4% a valore e +6,3% a volume). Bene piatti vegetali, sostituti formaggio e biscotti salutistici;</p>
<p>&#8211; <b>senza aspartame</b>. 65 prodotti, 8,5 mln di euro. Crescita +3,2% a valore e +4,9% a volume. Bene dolcificanti, yogurt magro e bibite.</p>
<h2>Gli alimenti <i>rich in</i></h2>
<p>Il paniere dei prodotti che dichiarano in etichetta un alto contenuto di nutrienti specifici (claim ‘rich-in’) conta 11.572 referenze e sviluppa 5,1 mld di euro di giro d’affari, in crescita del +1,3% a valore ma in calo del -0,8% a volume.</p>
<p>In oltre la metà (7 su 13) dei casi si registra una crescita delle vendite in volume. Soprattutto tra i claim emergenti.</p>
<p>Tra i primi cinque claim più importanti, soltanto due mantengono un aumento dei volumi di vendita:</p>
<p>&#8211; <b>proteine</b>. È il claim principale: 3.851 referenze per quasi 1,9 mld di euro. Cresce del +3,5% a valore, ma volumi stabili (-0,2%). Bene yogurt greco, latte fermentato e piatti vegetali; male tonno, latte Uht e dessert freschi;</p>
<p>&#8211; <b>fibre</b>. 4.303 prodotti per 1,5 mld di euro. In crescita +2% a valore e +0,7% a volume. Trainano vegetali surgelati, cracker, biscotti salutistici e pasta integrale. In calo biscotti integrali e cereali per la prima colazione;</p>
<p>&#8211; <b>vitamine</b>. 2.447 referenze, 1,2 mld di euro. In calo: -0,5% a valore e -2,6% a volume. Bene yogurt funzionale e alimentazione sportiva; male latte Uht, cereali da colazione e snack dolci;</p>
<p>&#8211; <b>integrale</b>. 2.208 prodotti, 866 mln di euro. Giro d’affari in calo (-0,7% a valore e -1,4% a volume). Male merendine, snack e fette biscottate; bene cracker e pasta senza glutine;</p>
<p>&#8211; <b>calcio</b>. 852 prodotti, 725 mln di euro. In crescita: +1% a valore e +1,2% a volume. Bene yogurt funzionale, formaggi grana e latte fermentato.</p>
<h3>Il balzo dei claim ‘ferro’ e ‘fermenti lattici’</h3>
<p>Va meglio ai claim emergenti, che in quattro casi registrano un aumento delle vendite in volume, talvolta consistente:</p>
<p>&#8211; <b>fermenti lattici</b>. Le vendite dei 609 prodotti con questo claim (fatturato 461 mln di euro) crescono del +5,8% a valore e <b>+6,4% a volume</b>. Trainano yogurt (funzionale, intero e bicompartimentale), latte fermentato e mozzarelle;</p>
<p>&#8211; <b>omega 3</b>. Le 718 referenze (403 mln di euro) segnano <b>+2,5% sia a valore che a volume</b>. Bene specialità ittiche, olio di semi e latte per l’infanzia;</p>
<p>&#8211; <b>magnesio</b>. 470 prodotti, 164 mln di euro, e una crescita modesta: +0,9% a valore e +0,3% a volume. Bene alimentazione sportiva e semi, male yogurt e frutta secca con guscio;</p>
<p>&#8211; <b>ferro</b>. Presente su 481 prodotti (160 mln di euro), offre il miglior risultato del paniere: +15,8% a valore e <b>+6,5% a volume</b>. Trainano cereali da colazione, legumi secchi, pasta senza glutine e frutta secca sgusciata;</p>
<p>&#8211; <b>zinco</b>. 240 prodotti, 57 mln di euro. Anche questo claim è in forte crescita: +8,2% a valore e <b>+4,4% a volume</b>. Trainano frutta secca sgusciata, integratori, biscotti salutistici e latte fermentato.</p>
<p>Pessima performance per il claim ‘<b>iodio</b>’. Presente su 171 prodotti, 83 mln di euro, registra -10,2% di vendite a valore e -10,8% a volume. Male patate e prodotti estrusi.</p>
<h2>I claim su intolleranze e allergie alimentari</h2>
<p>Oltre 12 prodotti alimentari su 100 venduti in super e ipermercati sono dedicati a chi soffre di intolleranze o allergie. Il paniere conta 11.339 referenze, per un giro d’affari di 4,8 mld di euro (+0,9% sul 2023), ma con volumi in lieve calo (-0,5%).</p>
<p>Domanda e offerta restano stabili (+0,3% e +0,6%), i prezzi crescono del +1,4% e la pressione promozionale aumenta di +0,4 punti.</p>
<p>In questo paniere i claim più dinamici sono:</p>
<p>&#8211; <b>senza lattosio</b>. 2.960 referenze, 1,95 mld di euro di fatturato, in crescita del +2,1% a valore e +1,4% a volume. Contributo positivo da latte Uht, formaggi grana e simili, yogurt funzionale, mozzarelle e latte fermentato. In calo würstel, latte fresco e sostitutivi del latte Uht;</p>
<p>&#8211; <b>logo AIC (spiga sbarrata)</b>. 2.050 prodotti certificati AIC, per 702 mln di euro di giro d’affari, in crescita (+4,3% a valore, <b>+2,9% a volume</b>). Bene pasta senza glutine, snack da forno, confetture, yogurt greco, pani morbidi, surgelati vegetali e frutta naturale;</p>
<p>&#8211; <b>senza uova</b>. 144 prodotti, 23,7 mln di euro. Fatturato stabile (+0,3%) ma volumi in calo (-1,1%). Bene pasta fresca senza glutine, biscotti salutistici, biscotti tradizionali e merendine; male biscotti per l’infanzia, pasticceria, pasta fresca ripiena e piatti pronti vegetali.</p>
<p>Gli altri tre claim invece cedono quote:</p>
<p>&#8211; <b>senza glutine</b>. Con 8.727 referenze e 3,1 mld di euro di vendite, resta il claim principale (9,7% del totale food). Valori stabili (+0,1%), ma volumi in calo (-2%). Male affettati, würstel, salumi, preparati per brodo, gelatine e patatine. Positive le performance di bevande al tè e snack cereali forno senza glutine;</p>
<p>&#8211; <b>senza latte</b>. 465 prodotti per 290 mln di euro. In crescita contenuta (+1,9% a valore) ma in calo a volume (-3,9%), penalizzati dall’aumento dei prezzi (+5,8%). Male würstel, merendine, lavorazioni suino e gelati multipack;</p>
<p>&#8211; <b>senza lievito</b>. 225 referenze, 54 mln di euro di giro d’affari. Stabili a valore (-0,4%) ma in calo a volume (-2%). Male panetti, piadine, cracker, estrusi e fette biscottate; bene la domanda (+4,1%) ma offerta in forte calo (-4,5%).</p>
<h2>Stile di vita salutare, cresce il biologico</h2>
<p>In linea con le tendenze salutistiche espresse nel 2024 dal carrello della spesa dei consumatori, le vendite di prodotti bio hanno registrato un andamento positivo.</p>
<p>Gli alimenti certificati e riconoscibili dal claim <b>biologico </b>venduti in supermercati e ipermercati sono 8.100 per un fatturato di quasi 1,3 mld di euro (+3,8% a valore, <b>+1,7% a volume</b>).</p>
<p>La crescita è trainata dalla domanda (+5,8%), mentre l’offerta si riduce (-1,9%). Positive le performance di uova di gallina, confetture, gallette, sostitutivi del latte Uht, olio extravergine, cereali da colazione e creme spalmabili dolci.</p>
<h3>Mangiare ‘veg’</h3>
<p>Nell’area dieta vegetariana o vegana, soltanto un claim cresce bene:</p>
<p>&#8211; <b>veg</b>. Le 5.251 referenze con questa indicazione hanno raggiunto 2,6 mld di euro di vendite (+2% a valore, +0,4% a volume). Bene formaggi freschi industriali, yogurt greco, confetture, sostitutivi del latte, passate di pomodoro e gallette; male cereali da colazione, maionese, surgelati vegetali naturali e snack dolci;</p>
<p>&#8211; <b>vegetariano</b>. Considerato come sottogruppo del claim ‘veg’, appare su 2.074 prodotti per 1,5 mld di euro ed è in calo (-0,3% vendite a valore, -2,2% a volume). Male cereali da colazione, maionese, snack dolci ed estrusi. Bene formaggi freschi industriali e yogurt greco;</p>
<p>&#8211; <b>vegano</b>. Quest’altro claim incluso nell’area ‘veg’, conta 3.995 referenze per quasi 1,3 mld di euro. Cresce del +4,6% a valore e <b>+2,8% a volume</b>. Bene confetture e spalmabili, sostitutivi del latte, infusi, gallette, passate di pomodoro, piatti pronti vegetali ed estrusi. Molto dinamici i sostitutivi delle proteine animali.</p>
<h3>I claim ‘religiosi’</h3>
<p>Il richiamo alla produzione alimentare secondo dettami religiosi (tipo di animali, procedura di macellazione, incompatibilità tra alcuni ingredienti, etc.) spinge le vendite:</p>
<p>&#8211; <b>kosher</b>. 1.885 referenze certificate come idonee ai dettami dell’ebraismo, in forte crescita (+10,7% a valore, +3,6% a volume). Trainano olio extravergine, cereali per la colazione, confetture e spalmabili, creme dolci e pasta integrale;</p>
<p>&#8211; <b>halal</b>. 608 prodotti idonei a una dieta coerente con la religione islamica, con vendite in crescita (+8,3% a valore, +2,2% a volume). Bene surgelati di frutta e verdura, pasta di semola, pelati e pomodorini, passate di pomodoro, surgelati senza glutine, olio extravergine, maionese e cioccolato.</p>
<h2>Loghi e certificazioni</h2>
<p>Sono molti gli indicatori in etichetta che raccontano la storia e i valori di un prodotto, dalle certificazioni di filiera ai ‘bollini’ comunitari. L&#8217;Osservatorio Immagino ne monitora 11, con fortune diverse.</p>
<p>Il più diffuso in assoluto resta il richiamo al <b>Paese d’origine</b> (bandiera), presente su 21.801 prodotti per un giro d’affari di 8,5 miliardi di euro. Nel 2024 le vendite sono cresciute del +2,1% a valore, con volumi stabili. Trainano questa performance affettati, mozzarelle, olio EVO, caffè macinato e verdura di quarta gamma.</p>
<p>Brillante anche la performance del logo <b>EU Organic (Bio UE)</b>, che su 8.126 referenze ha registrato un +3,8% a valore e un incoraggiante +1,6% a volume, superando 1,3 miliardi di euro. Hanno performato bene uova, confetture, bevande vegetali, olio EVO e cereali per la colazione.</p>
<h3>Le certificazioni della CSR</h3>
<p>Oltre l’11% dei prodotti monitorati vanta un claim legato alla r<b>esponsabilità sociale d’impresa</b> (Corporate Social Responsibility, CSR). Nel complesso, queste 17.070 referenze (7 mld € di fatturato) hanno visto calare i volumi (-2,3%) pur crescendo leggermente a valore (+0,8%).</p>
<p>Tra gli otto claim compresi nella categoria CSR, soltanto <b>FSC</b> (Forest Stewardship Council) è in positivo: +2,1% a valore e +0,7% a volume. Con i suoi 10.589 prodotti e 5,1 miliardi di incassi, è la più importante. Bene caffè macinato, bevande vegetali, pasta e gelati.</p>
<p>Male gli altri sette richiami: Sustainable cleaning, <b>Friend of the sea</b> (prezzi in forte rialzo e <b>-17%</b> le vendite a volume), Fairtrade, Ecolabel, UTZ, Ecocert, cruelty free.</p>
<h2>Gli ingredienti benefici</h2>
<p>Quasi 17 prodotti su 100 evidenziano la presenza di un ‘super ingrediente’. Complessivamente, le vendite delle 15.171 referenze di questo paniere hanno superato i 4,8 miliardi di euro di giro d’affari. Il trend è positivo a valore (+3,7%) ma negativo a volume (-1,8%)<b>.</b></p>
<h3>Traditional</h3>
<p>Tra gli ingredienti tradizionali soltanto due claim sono associati a una performance positiva:</p>
<p><b>&#8211; noci</b>. Il claim visibile su 518 prodotti segna una crescita del +9,7% a valore e del +6,3% a volume, grazie a frutta secca, yogurt funzionale, sughi pronti, verdure di quarta gamma, pane bauletto e cereali per la prima colazione;</p>
<p><b>&#8211; caramello.</b> Questo claim è primo per tassi di crescita, +20,4% le vendite a valore. Trainano snack dolci, tavolette e barrette di cioccolato, alimentazione sportiva, caffè macinato e uova di Pasqua.</p>
<p>In flessione, invece, gli altri big del paniere: cacao, nocciola, limone, vaniglia e pistacchio.</p>
<h3>Superfruit</h3>
<p>Con i suoi 3.265 prodotti, questo paniere ha superato i 977 mln di euro di giro d’affari, evidenziando una crescita del +6,5% a valore.</p>
<p>Salvo mandorla e cocco, con vendite a volume in flessione, i valori associati ai claim di questo gruppo sono positivi:</p>
<p><b>&#8211; mirtillo</b>. Vendite in crescita del +7,6% a valore e del +2,7% a volume. Trainano yogurt, frutti di bosco, biscotti integrali e confetture;</p>
<p><b>&#8211; mango</b>. Citato su 312 prodotti, segna +11,5% di vendite a valore. Molto bene energy drink, yogurt intero, succhi freschi e frutta disidratata;</p>
<p><b>&#8211; anacardi</b>. Segnalato su 270 prodotti, vale un fatturato di 72,5 mln di euro, in crescita del +17,1% a valore e del +15,4% a volume. Trainano frutta secca sgusciata, cereali per la colazione e creme spalmabili dolci.</p>
<p><b>&#8211; avocado</b>. Segnalato su 67 prodotti, segna un +12,6% di vendite a valore e <b>+7,9% a volume</b>. Trainano frutta esotica, salse e paté, sughi pronti e snack salati.</p>
<h3>Supercereali/farine</h3>
<p>Il paniere che riunisce sette claim conta 2.229 prodotti e un giro d’affari di 572 mln di euro, aumentato del +1,6% a valore e appena mosso, +0,7%, a volume.</p>
<p>Il segno positivo si registra soltanto per il claim <b>avena</b>. La presenza di questo ingrediente segna un aumento delle vendite del +6% a valore e del +4,6% a volume. Le crescite più importanti riguardano sostituti del latte Uht, cereali per la colazione, biscotti e cracker.</p>
<p>In flessione tutti gli altri claim, in particolare farro, farina di riso, farina di mais, kamut, olio di riso e germe di grano.</p>
<h3>Dolcificanti</h3>
<p>Tra i due dolcificanti monitorati, uno affossa la media:</p>
<p><b>&#8211; zucchero di canna</b>, segnalato su 349 prodotti, è in crollo. -5,7% le vendite a volume e -5,5% quelle a valore (89,2 mln di euro);</p>
<p><b>&#8211; stevia</b>, invece, cresce. Il richiamo aumenta le vendite del +1,8% in volume e del +2,1% a valore. Tra i 120 prodotti che la contengono – giro d’affari di 43,3 mln di euro – vanno bene bevande base tè, caramelle e sciroppi.</p>
<h3>Semi, bene solo canapa e chia</h3>
<p>La presenza di semi viene evidenziata su 549 prodotti. Il paniere vale un giro d’affari di 136,6 mln di euro, in crescita di +4,3%, a fronte di volumi stabili (+0%).</p>
<p>Due claim segnano la forbice:</p>
<p>&#8211;  <b>semi di chia</b> (89 referenze) è il traino con vendite in crescita del +33,6% a valore e del +30,8% a volume. Brillanti i risultati di biscotti, semi, cereali per la colazione e panetti croccanti;</p>
<p>&#8211;  <b>semi di canapa</b> crolla, 16,8% a volume.</p>
<p>In mezzo, performance negative o stabili per semi di lino, semi di zucca e semi di sesamo.</p>
<h3>Il tracollo delle spezie</h3>
<p>Il paniere delle spezie è in netta contrazione: -4,6% a valore e -6,9% a volume.</p>
<p>Tutti i claim monitorati accompagnano vendite di segno negativo:</p>
<p>&#8211;   <b>curcuma.</b> Segna la performance peggiore (-10,9% a valore, -10,3% a volume);</p>
<p>&#8211;  <b>zenzero</b>. -4,1% a valore, -6,4% a volume;</p>
<p>&#8211;  <b>cannella</b>. -3,4% a valore, -7% a volume.</p>
<h2>Superfood, crescono soltanto due piccoli</h2>
<p>Il paniere (834 prodotti) cresce leggermente a valore (+1,9%) nonostante il calo dei volumi (-3,2%).</p>
<p>Le performance migliori appartengono ai claim più di nicchia:</p>
<p>&#8211;   <b>Tahin</b> cresce del +20% a valore e del +21,3% a volume.</p>
<p>&#8211;   <b>Goji</b>, +7,9% a valore.</p>
<p><b>In flessione</b>, invece, peperoncino, ginseng, burro d’arachidi, spirulina, edamame e matcha (quest&#8217;ultimo in crescita a valore ma in calo a volume).</p>
<h3>I claim emergenti</h3>
<p>Positiva la performance di due ingredienti emergenti:</p>
<p>&#8211;   <b>wasabi</b>, claim presente su 19 prodotti, cresce del 13%, soprattutto grazie a primi e secondi a base di pesce, verdure di quarta gamma e estrusi. Il giro d’affari segna già 1,4 milioni di euro;</p>
<p>&#8211;  <b>basmati</b>, richiamato su 107 referenze, aumenta le vendite del +4,3%<br />
a valore, raggiungendo 51 milioni di euro, e del +2,9% a volume. Merito di riso specialità, fresco altri piatti pronti e cereali.</p>
<h2>Metodo di lavorazione: il valore dell&#8217;artigianalità</h2>
<p>Segnalare il metodo di lavorazione diventa un modo per valorizzare i prodotti, richiamandone particolarità e artigianalità.</p>
<p>I nove claim monitorati in questo cluster hanno realizzato nel 2024 un fatturato totale di 1,6 miliardi di euro grazie a 4.127 referenze, registrando performance particolarmente positive: +11,7% a valore e +2,6% a volume. Un risultato trainato da un marcato aumento del prezzo medio (+9,1%) e da una pressione promozionale salita a 43,9%.</p>
<h3>I protagonisti della crescita</h3>
<p>In testa alla classifica per fatturato si conferma il claim <b>estratto/spremuto a freddo</b>, con 525 milioni di euro di giro d&#8217;affari e una <b>crescita record del +32,4% a valore</b>, spinta soprattutto dall&#8217;<b>inflazione sull&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva</b> (che rappresenta quasi il 90% del paniere). Anche i volumi, però, sono saliti (+3,9%).</p>
<p>Al secondo posto, il claim ‘<b>trafilato</b>’ (il più affollato con 1.390 prodotti) ha raggiunto 273 milioni di euro con un +1,3% a valore e un ottimo +4,3% a volume, trainato da pasta integrale e pasta all&#8217;uovo.</p>
<h3>Il ritorno del &#8216;fatto a mano&#8217;</h3>
<p>Performance di rilievo per i claim che evocano artigianalità e processo manuale:</p>
<p><b>&#8211; lavorato a mano</b>. Vendite a doppia cifra sia a volume (+10,1%) che a valore (+14,7%), per un totale di 164 milioni di euro. Trainato da tonno sott&#8217;olio/naturale e affettati;</p>
<p><b>&#8211; artigianale</b>. Giro d&#8217;affari sopra i 150 milioni di euro (+9,7%), con volumi in crescita (+2,6%). Spinto da pizze surgelate, patatine, tonno e birre.</p>
<h3>Andamenti contrastanti</h3>
<p>Tre claim mostrano un andamento dissimile:</p>
<p><b>&#8211; non filtrato</b>. Crescita solo a valore (+13,1%, per 153 mln €), grazie al <b>rincaro dei prezzi (+14,5%)</b>, mentre i volumi calano leggermente (-1,5%). Bene olio e aceto, stabili le birre;</p>
<p><b>&#8211; non fritto</b>. Trend positivo, con +7,5% a valore e +5,1% a volume (118 mln €). Guidato da estrusi e fuoripasto salati;</p>
<p><b>&#8211; essiccazione</b>. Crescita modesta a valore (+1,5%) ma robusta <b>a volume (+6,6%)</b>, superando i 131 milioni di euro. Trainata da paste integrali e speciali.</p>
<h3>Le flessioni</h3>
<p>In netta controtendenza due claim:</p>
<p><b>&#8211; lievitazione lenta/naturale</b>. Vendite in calo sia a volume (-5,3%) che a valore (-4,3%), per 81,4 milioni di euro. In discesa pizze surgelate e fette biscottate;</p>
<p><b>&#8211; affumicatura.</b> Trend doppiamente negativo, con -9,8% a volume e -11,2% a valore (61,3 mln €). In calo specialità ittiche e formaggi. L’analisi meriterebbe un approfondimento sulla tipologia di affumicatura, stante l’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/aromi-di-affumicatura-genotossici-ma-ancora-molto-diffusi-eccoli-in-40-prodotti/">allerta sugli aromi</a> di questo tipo, ancora molto diffusi.</p>
<h3>I prossimi fenomeni da tenere d’occhio</h3>
<p>Due claim mostrano un potenziale di crescita interessante e performance positive:</p>
<p><b>&#8211; grigliato</b>. (506 prodotti). +3,4% a valore (134 mln €) e +1,4% a volume. Trainato da surgelati vegetali, piatti pronti e verdura di quarta gamma;</p>
<p><b>&#8211; gratinato</b>. (52 referenze). Crescita esplosiva a volume (+11,5%) e a valore (+9,1%), per 38 milioni di euro. Guidato da piatti pronti surgelati e pesce panato.</p>
<h2>Texture in etichetta: l&#8217;esperienza che convince</h2>
<p>Anticipare la sensazione che un alimento provoca al palato è una strategia sempre più usata dalle aziende. Nel 2024, gli 11 claim legati alla consistenza monitorati dall&#8217;Osservatorio Immagino comparivano su 7.728 referenze (l&#8217;8,6% del totale), generando un fatturato di 3,88 miliardi di euro.</p>
<p>Il paniere nel suo complesso ha registrato una crescita del +2% a valore e dello +0,8% a volume, segnando un trend positivo nonostante un contesto di prezzi in rialzo (+1,2%) e una pressione promozionale salita al 34,8%.</p>
<h3>I big della texture: croccante, cremoso e morbido</h3>
<p>I tre claim più importanti per fatturato confermano il loro dominio, pur con performance differenti:</p>
<p><b>&#8211; croccante</b>. Il leader indiscusso, con 1,18 miliardi di euro di vendite (1.868 prodotti). Crescita modesta ma positiva (+1,1% a valore, +0,5% a volume), trainata da preparati di pesce surgelati e quarta gamma avicola;</p>
<p><b>&#8211; cremoso</b>. Secondo posto con 757 milioni di euro (1.402 prodotti). Performance solida (+2,5% a valore, +1,2% a volume). Alla flessione dello yogurt hanno supplito i freschi industriali e il caffè macinato;</p>
<p><b>&#8211; morbido</b>. Terzo gradino del podio con 502 milioni di euro (1.002 prodotti). Andamento stabile (+0,4% a valore, +0,3% a volume), sostenuto da pane bauletto e caffè macinato.</p>
<h3>Le texture in crescita: il successo del &#8216;sottile&#8217; e del &#8216;ruvido&#8217;</h3>
<p>Alcuni claim hanno mostrato dinamiche di crescita molto vivaci:</p>
<p><b>&#8211; sottile</b>. Il claim della <b>pasta fresca ripiena</b>. Crescita esplosiva <b>a volume (+5,6%) </b>e a valore (+4,2%), per 309 milioni di euro. Spinto da un aumento della domanda (+4,1%);</p>
<p><b>&#8211; ruvido</b>. Andamento decisamente positivo per la <b>pasta di semola e fresca</b>. +8% a volume e +5,1% a valore, superando 236 milioni di euro;</p>
<p><b>&#8211; fragrante</b>. La <b>migliore performance</b> assoluta del paniere. Presente su appena 282 prodotti (116 mln €), traina le vendita, cresciute a doppia cifra sia a valore (+11,8%) che a volume (+10,5%). Guidano cracker, dolci surgelati e sostituti del pane.</p>
<h3>Le texture in difficoltà: il calo dei farciti e dei soffici</h3>
<p>Non tutti i claim hanno performato bene. Alcuni hanno registrato cali di volume:</p>
<p><b>&#8211; ripieno</b>. Nonostante un +4,8% a valore (366 mln €), i volumi sono calati del -2%, penalizzati dal caro-prezzi (+6,8%). Bene la pasta fresca ripiena, stabili caramelle e cioccolatini;</p>
<p><b>&#8211; farcito</b>. Vendite in calo a volume (-3,5%) e valore stabile (-0,6% per 209 mln €). In difficoltà snack dolci e pizze surgelate;</p>
<p><b>&#8211; soffice</b>. Volumi giù del -3,2% (197 mln €), penalizzati soprattutto dalle merendine.</p>
<h3>I fenomeni emergenti da tenere d&#8217;occhio</h3>
<p>Osservatorio Immagino segnala un claim emergente, che mostra un potenziale interessante per il futuro:</p>
<p><b>&#8211; spalmabile</b> (272 prodotti). Trend positivo sia a valore (+3%) che <b>a volume (+4%)</b>, per 226 milioni di euro. Trainato da formaggi freschi industriali, sostituti del formaggio e burro.</p>
<h2>Pet food: free from e rich-in trainano il mercato</h2>
<p>Il mercato del pet food in supermercati e ipermercati vale oltre 17 miliardi di euro. Quasi 8 prodotti su 10 presentano on pack un richiamo alla sostenibilità. Numeri i claim sulle caratteristiche ‘salutistiche’ dei mangimi.</p>
<h3>Free from in crescita</h3>
<p>I claim free from dominano il settore, rappresentando il 61% del giro d’affari totale. Nel 2024, questo paniere ha sviluppato oltre 651 milioni di euro, in crescita del +2,3% a valore e dell&#8217;+1,9% a volume.</p>
<p>I trend più brillanti appartengono al cibo per gatti (notoriamente più esigenti dei cani).</p>
<p>In dettaglio:</p>
<p><b>&#8211; senza coloranti</b>. È il claim più importante (561 mln €, +1,4% a valore). Traina la nutrizione gatto (+3,1% a valore), mentre flette per il cane (-2,6% a valore);</p>
<p><b>&#8211; grain free/low grain</b>. È il best performer (+10,5% a valore, +7% a volume). La crescita è trainata esclusivamente dal cane, sempre più soggetto a intolleranze e allergie alimentari, (+18,6% a valore), guidata dagli snack che esplodono a due cifre (+59,6%);</p>
<p><b>&#8211; low calories</b>. Cresce (+3,4% a valore) grazie soprattutto al gatto;</p>
<p><b>&#8211; senza OGM</b>. Unico claim in controtendenza, perde terreno (-2,8% a valore).</p>
<h3>Rich-in: stabilità complessiva</h3>
<p>I prodotti arricchiti (555 mln €, +0,6% a valore) mostrano un profilo stabile, ma nascondono trend opposti: il <b>gatto avanza</b> (+4% a valore e volume), mentre il <b>cane perde</b> terreno (-4,7% a valore). In dettaglio:</p>
<p><b>&#8211; proteine e vitamine</b>, i claim più importanti, segnano un calo (-1,8% e -2,2% a volume rispettivamente), penalizzati dalla nutrizione cane;</p>
<p><b>&#8211; omega 3-6 e minerali</b> mostrano performance positive (+2,3% e +2,9% a valore);</p>
<p><b>&#8211; ricco in/ricco di</b>. È il best performer del paniere (+11,8% a valore, +10,6% a volume);</p>
<p><b>&#8211; ingredienti naturali</b>. Questo claim registra la performance più negativa (-16,2% a valore).</p>
<h3>Italianità in difficoltà</h3>
<p>I 540 prodotti che richiamano l&#8217;italianità del pet food mostrano debolezza: -0,5% a valore e -2,7% a volume.</p>
<p>La performance è trainata dal cibo per cani (+1,4% a valore), mentre quello per gatti crolla (-4,2% a valore). Il richiamo più importante è la <b>bandiera italiana </b>(523 referenze), sostanzialmente stabile a valore (-0,3%) ma in calo a volume (-2,5%). In crescita, invece, il claim <b>prodotto in Italia/Made in Italy</b> (+2,9% a valore).</p>
<h3>Senza glutine: una nicchia in salute</h3>
<p>I 162 prodotti <b>gluten free </b>sono una nicchia (1,8% del valore) ma in forte crescita: +5,9% a valore e <b>+7,1% a volume</b>. La spinta viene dalla domanda (+11%) e interessa soprattutto la nutrizione del <b>cane</b>.</p>
<h3>Sostenibilità del pet food</h3>
<p>Il 75,1% dei prodotti petcare comunica sostenibilità on pack, per un valore di 1,1 mld di euro (+2% a valore). Sono tre le macro categorie di claim:</p>
<p><b>&#8211; sostenibilità ambientale</b>. Cresce moderatamente (+2,1% a valore). Trainano le indicazioni sulla raccolta differenziata (+8% a valore) e i pack riciclati (+10,4% a valore);</p>
<p><b>&#8211; benessere animale</b>. Interrompe la fase espansiva (-1,1% a valore). Il claim principale, ‘cruelty free’, perde terreno (-1,4% a valore);</p>
<p><b>&#8211; sostenibilità sociale</b>. L’area è una nicchia minuscola ma vivace (+6% a valore, +6,4% a volume).</p>
<h2>Sostenibilità in etichetta: un fenomeno <em>mainstream</em></h2>
<p>Le iniziative a favore della sostenibilità ambientale, sociale e del benessere animale conquistano sempre più spazio sulle etichette dei prodotti di largo consumo.</p>
<p>Compaiono sull’81,3% di tutti i prodotti monitorati dall&#8217;Osservatorio Immagino. Nel 2024, nel canale supermercati e ipermercati, queste oltre 121 mila referenze hanno generato un fatturato da quasi 45 miliardi di euro, rappresentando il 92% del venduto totale.</p>
<p>La crescita annua a valore è stata del +2,1%, trainata principalmente dall&#8217;<b>aumento dei prezzi (+3,4%) </b>e dall&#8217;offerta (+1,9%), mentre i volumi venduti sono risultati in calo dell&#8217;-1,2% rispetto al 2023, segno di una domanda più debole.</p>
<h3>Le tre macro-aree della sostenibilità</h3>
<p>La sostenibilità viene riferita con riguardo a tre macro-aree:</p>
<p><b>&#8211; sostenibilità ambientale</b>. È di gran lunga la più diffusa (83% dei prodotti, 91,8% del venduto), con una crescita del +2,1% a valore ma un calo dell&#8217;1,2% a volume;</p>
<p><b>&#8211; sostenibilità sociale</b>. Coinvolge il 9,1% dei prodotti (13,5% del venduto) e registra la crescita più robusta (+2,2% a valore) e il calo di volume più contenuto (-0,4%);</p>
<p><b>&#8211; benessere animale</b>. È l&#8217;area di nicchia (2,1% dei prodotti, 3% del venduto) e mostra la <b>performance più negativa</b>, con volumi in forte calo (-5,5%).</p>
<h3>L’ambiente in primo piano: cosa dicono le etichette</h3>
<p>La comunicazione ambientale si articola a sua volta in diverse sottocategorie:</p>
<p><b>&#8211; indicazioni pratiche</b>. È l&#8217;area più presente: 76,8% dei prodotti. Spiccano le informazioni sulla <b>raccolta differenziata</b> del packaging (64,3% dei prodotti), seguite da quelle su <b>uso e conservazione</b> (44,7%). Hanno performato bene birre, biscotti, uova e olio EVOO;</p>
<p><b>&#8211; singole caratteristiche ambientali</b>. Riguarda il 67,9% dei prodotti. I claim più usati riguardano la <b>riciclabilità</b> del packaging (58,5% dei prodotti) e l&#8217;uso di <b>materiale riciclato</b> (13,5%). In crescita anche i claim su <b>plastica ridotta</b> e <b>compostabilità</b>.</p>
<p><b>&#8211; modalità di produzione</b>. La comunicazione (sul 14,1% dei prodotti) include i disciplinari di filiera (es. biologico) e le pratiche aziendali sostenibili. Hanno trainato le vendite biscotti, uova e olio EVO;</p>
<p><b>&#8211; claim generici</b>. Presenti sull’8,1% dei prodotti, sono i claim come ‘sostenibile’ o ‘green’, molto diffusi soprattutto tra i brand leader, ma correlati a vendite a volume in calo;</p>
<p><b>&#8211; LCA e impronta ambientale</b>. È l&#8217;area più tecnica (es. certificazioni PEF, carbon neutrality). Sebbene piccola (1,5% dei prodotti), è in leggera crescita (+1% a valore).</p>
<h2>DOSSIER. Innovazione di prodotto, il ballo dei debuttanti</h2>
<p>L&#8217;innovazione è un motore fondamentale del largo consumo, capace di intercettare nuovi bisogni e stimolare la curiosità degli acquirenti.</p>
<p>Nel 2024, i <b>nuovi prodotti lanciati</b> rappresentavano il <b>7,8%</b> di tutti quelli monitorati dall&#8217;Osservatorio Immagino e hanno generato il 3,2% del fatturato totale nel canale supermercati e ipermercati.</p>
<h3>Innovazione, i fenomeni trainanti</h3>
<p>L&#8217;analisi rivela che le aziende hanno concentrato i loro sforzi innovativi su trend specifici. In dettaglio:</p>
<p><b>&#8211; ingredienti benefici</b>. È l&#8217;area con il <b>più alto tasso di innovazione</b>. Il 10,6% dei prodotti con ingredienti benefici segnalati in etichetta è un lancio 2024 (contribuendo al 5,2% del fatturato del paniere). In testa i superfruit (mango, mirtillo, cocco in gelati e yogurt) e gli ingredienti traditional (nocciola, pistacchio, vaniglia in snack dolci e merendine);</p>
<p><b>&#8211; rich-in</b>. Quasi un prodotto su dieci (9,9%) che enfatizza un alto contenuto di elementi benefici è nuovo. La richiesta di prodotti per la forma fisica ha trainato i lanci ricchi in proteine (yogurt greco, alimentazione sportiva) e potassio (frutta secca, integratori);</p>
<p><b>&#8211; sostenibilità</b>. L&#8217;8,6% dei prodotti con claim di sostenibilità è un&#8217;esclusiva 2024. I nuovi lanci hanno spinto soprattutto sulle caratteristiche ambientali come ‘meno plastica’ (detersivi) e ‘plastica riciclata’ (shampoo, tonno), ma anche sulla ‘sostenibilità sociale’ (9,9% dei nuovi prodotti in questo ambito);</p>
<p><b>&#8211; loghi e Certificazioni (CSR)</b>. Il mondo della responsabilità sociale è stato un grande beneficiario dell&#8217;innovazione, con il 9,3% di nuovi prodotti. Spiccano i lanci con certificazioni Friend of the sea (tonno), Ecolabel (tovaglioli) e Fairtrade (uova di Pasqua);</p>
<p><b>&#8211; free from</b>. L&#8217;8,9% dei prodotti ‘senza’ è un nuovo ingresso. I claim più gettonati sono stati ‘pochi grassi’ (yogurt), ‘poche calorie’ (infusi, bevande al tè) e ‘senza zuccheri aggiunti’ (bevande alla frutta, dessert per famiglie);</p>
<h3>Chi compra i nuovi prodotti</h3>
<p>Il 30% degli acquirenti dei nuovi prodotti genera oltre il 65% delle vendite di queste novità. Il profilo tipo è <b>giovane (under 34), single e con reddito medio-alto</b>. Questo consumatore predilige prodotti senza grassi/zuccheri, ricchi di proteine, vegani, biologici, con semi e caratteristiche green.</p>
<p>Tuttavia, ogni fenomeno ha il suo target: i prodotti ‘a ridotto contenuto di grassi’ piacciono alle famiglie con figli e agli anziani, mentre il <b>biologico innovativo</b> sta conquistando nuovi consumatori al Sud, soprattutto over 65 e giovani famiglie.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><em>Cover: la copertina di Osservatorio Immagino, 17a edizione</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>GS1 Italy. Osservatorio Immagino, diciassettesima edizione 2025 • 1. <a href="https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-17/?">https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-17/? </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/il-carrello-della-spesa-degli-italiani-osservatorio-immagino-xvii-edizione/">Il carrello della spesa degli italiani. Osservatorio Immagino, XVII edizione</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I consumi alimentari in Italia nella XVI edizione dell’Osservatorio Immagino</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-in-italia-nella-xvi-edizione-dellosservatorio-immagino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 10:47:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Immagino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sedicesima edizione dell’Osservatorio Immagino &#8211; offerta da GS1 Italy sulla base dei dati NielsenIQ, con analisi di dettaglio delle tendenze di consumo su oltre 138.000 prodotti a scaffale di supermercati e ipermercati &#8211; mostra una lieve attenuazione dell’ondata inflattiva e la lenta ripresa dei consumi alimentari in Italia, nella seconda metà dei 12 mesi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-in-italia-nella-xvi-edizione-dellosservatorio-immagino/">I consumi alimentari in Italia nella XVI edizione dell’Osservatorio Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sedicesima edizione dell’Osservatorio Immagino &#8211; offerta da GS1 Italy sulla base dei dati NielsenIQ, con analisi di dettaglio delle tendenze di consumo su oltre 138.000 prodotti a scaffale di supermercati e ipermercati &#8211; mostra una lieve attenuazione dell’ondata inflattiva e la lenta ripresa dei consumi alimentari in Italia, nella seconda metà dei 12 mesi conclusi a giugno 2024.</p>
<p>La contrazione delle vendite numeriche si riduce o torna a livelli accettabili in rapporto al fatturato, rispetto ai dati drammatici del precedente rapporto.</p>
<p>Il caro-prezzi è significativo sull’olio extravergine di oliva. L’italianità di cibi e bevande deraglia, mentre riemergono l’attenzione alla salute (meno zuccheri e grassi) e ai rischi legati ai residui di pesticidi. Senza ancora però distinguere la differenza tra i prodotti presentati con claim quali ‘senza residui’ o ‘senza glifosato’ e quelli che invece derivano da agricoltura biologica.</p>
<h2>1) Metaprodotto Immagino, i profili nutrizionali</h2>
<p><strong>Il metaprodotto </strong>è un indicatore statistico di sintesi creato dall’Osservatorio Immagino. Si presenta come un’etichetta nutrizionale media dei consumi alimentari in Italia nei 12 mesi conclusi a giugno 2024.</p>
<p><strong>Il profilo nutrizionale medio</strong> dei consumi alimentari (in super e ipermercati) mostra:</p>
<ul>
<li>grassi in aumento (+0,8% i grassi totali, e +0,9% i grassi saturi)</li>
<li>carboidrati stabili (-0,1%),</li>
<li>zuccheri in calo (-1,5%)</li>
<li>proteine in aumento (+0,9%, in continuità con i 12 mesi precedenti, +1%)</li>
<li>fibre alimentari in lieve aumento (+0,3%).</li>
</ul>
<p><strong>Ne consegue</strong> un lieve aumento del valore energetico del metaprodotto Immagino, con una crescita delle calorie (+0,5%).</p>
<p><strong>Gli analisti </strong>purtroppo non monitorano i tenori medi di sale, un dato importante anche in vista della riformulazione dei prodotti e altre misure a tutela della salute pubblica.</p>
<h2>2) ‘Made in Italy’ in declino</h2>
<p><strong>Il richiamo all’italianità</strong> compare nell’etichetta di 26.411 prodotti. Si tratta del paniere più importante tra quelli analizzati da Osservatorio Immagino. Vale un fatturato di quasi 11,4 mld di euro (nel solo canale supermercati e ipermercati) ma continua a perdere terreno, a eccezione delle DOP.</p>
<p><strong>Il giro d’affari</strong> è cresciuto del +2,1%, ma le vendite a volume sono diminuite del -2%, così come nell’anno precedente. In dettaglio, in ordine di peso nel paniere:</p>
<p><strong>&#8211; la bandiera italiana</strong>, che ‘sventola’ su oltre 15mila prodotti, è associata a un aumento del fatturato del +3,3% (fino a quasi 7 mld di euro) ma a un calo delle vendite a volume del -1,6%. Male latte uht e fresco, verdura di quarta gamma (confezionata) e terza lavorazione avicunicola (vale a dire prodotti carnei con condimenti e spezie e pronti alla cottura)</p>
<p><strong>&#8211; 100% italiano</strong>, claim presente su oltre 8.500 prodotti, ha aumentato il fatturato di +2,4% ma perso in volume il -2,1% delle vendite. In calo latte Uht, latte fresco, pasta di semola, merendine e birre alcoliche</p>
<p><strong>&#8211; prodotto in Italia</strong>, claim presente su 5.771 prodotti, mostra il segno del caro prezzi con un drastico calo delle vendite a volume (-3,6%) a cui corrisponde un lieve incremento di valore (+0,7%, per un totale di 1,4 mld di euro). In calo vino italiano (Doc/Docg e Igp/Igt), uova di Pasqua, verdura di quarta gamma, spumante classico e pasta di semola.</p>
<h2>3) Indicazioni geografiche</h2>
<p><strong>Le indicazioni geografiche </strong>che certificano l’italianità dei prodotti non vanno meglio. Calano le vendite di affettati DOP, vino e spumante classico Doc/Docg. Perdono quota anche i prodotti IGP e IGT, in particolare gli affettati, vini, pasta di semola e sostitutivi del pane:</p>
<p><strong>&#8211; DOP.</strong> La denominazione di origine protetta è la prima indicazione geografica per valore delle vendite, oltre 723 mln di euro. Ed è l’unica a segnare, nei 12 mesi conclusi a giugno 2024, un incremento delle vendite a volume (+2,1%) e a valore (+3,5%)</p>
<p><strong>&#8211; DOC</strong>. I 2.282 vini così etichettati hanno fruttato quasi 538 mln di euro, +1,5% a valore ma -2,2% a volume</p>
<p><strong>&#8211; DOCG</strong>. I 989 vini con questa indicazione hanno perso ben -2,8% di vendite a volume. Il fatturato resta invece pressoché stabile (+0,6%) a oltre 304 mln di euro</p>
<p><strong>&#8211; IGP</strong>. I 1.222 prodotti accompagnati da questa indicazione valgono oltre 477 mln di euro, con un fatturato in calo di -0,5% e vendite a volume giù di -2,3%</p>
<p><strong>&#8211; IGT</strong>. Le vendite dei 932 vini con Indicazione Geografica Tipica crollano a volume (-7,7%), con lieve calo a valore (-0,9%, 176 mln di euro).</p>
<h2>4) Regionalità in etichetta</h2>
<p><strong>L’indicazione di origine regionale</strong> compare su 10.294 prodotti, per un valore complessivo di oltre 3 mld di euro.</p>
<p><strong>L’andamento delle vendite </strong>è sempre negativo a volume (-2,6%) e sostanzialmente stabile a valore, +0,7%.</p>
<h3>4.1) Prime regioni in calo</h3>
<p><strong>Le prime tre regioni</strong> in classifica per giro d’affari confermano la tendenza descritta:</p>
<p><strong>&#8211; Trentino-Alto Adige</strong>. Stabile in prima posizione, con oltre 392 mln di euro di vendite sviluppate da 967 prodotti, perde il -3% delle vendite a volume e mantiene stabile il giro d’affari, +0,4%. Calano spumante classico, affettati, latte Uht, salumi cubettati, yogurt (magro e da bere) e mele. Bene, invece, i vini Doc o Docg, lo yogurt intero e quello funzionale, il latte fresco e le mozzarelle.</p>
<p><strong>&#8211; Sicilia</strong>. Stabile al secondo in posto in classifica con un giro d’affari di oltre 377 mln di euro per i suoi 1.176 prodotti, perde il -3,5% dei volumi venduti e mantiene stabile il fatturato, +0,2%. Molto male i vini Doc o Docg, i gelati multipack, le birre alcoliche e il vino liquoroso/passito.</p>
<p><strong>&#8211; Piemonte</strong>. Terza posizione confermata, con oltre 319 mln di euro di vendite realizzate da 1.271 prodotti. Vendite giù di -3,6% a volume e di -0,5% a valore. Molto male i vini Doc o Docg, gli altri formaggi freschi tradizionali, la crescenza, la terza lavorazione di bovino, lo spumante charmat dolce e il latte Uht.</p>
<h3>4.2) Tre regioni in crescita</h3>
<p><strong>Dal crollo delle vendite</strong> si salvano tre regioni. In ordine di giro d’affari:</p>
<p><strong>&#8211; Sardegna</strong>. In settima posizione nella classifica nazionale, l’origine sarda qualifica 604 referenze con oltre 207 mln di euro di fatturato e registra ottime performance, +4,8% a valore e +3,2% a volume, grazie anche a latte Uht, vini Doc/Docg, mozzarelle e latte fresco.</p>
<p><strong>&#8211; Molise</strong>. Pasta di semola, pasta integrale e passate di pomodoro trainano le vendite dei 160 prodotti che indicano in etichetta la provenienza da questa regione. Le vendite crescono a valore (+6,1%), fino a 122 mln di euro, ma soprattutto a volume (+8,4%) in controtendenza rispetto al caro-prezzi</p>
<p><strong>&#8211; Valle d’Aosta</strong>. Con un paniere composto da appena 30 prodotti, e un giro d’affari di 11 mln di euro, l’origine valdostana traina le vendite a valore (+8,5%) e a volume (+4,2%), grazie alle performance positive della quarta lavorazione avicunicola e dei formaggi da tavola in fette.</p>
<h2>5) ‘Free from’, 14mila prodotti alimentari</h2>
<p><strong>Quasi 14mila prodotti </strong>con un fatturato annuo superiore a 8 mld di euro presentano in etichetta o sul packaging un claim riferito alla minore presenza o all’assoluta assenza di un nutriente, un ingrediente o un additivo. Il giro d’affari è cresciuto del +3%, mentre il volume delle vendite è sceso di -0,9%.</p>
<p><strong>Ben 12 claim ‘free from’</strong> sono accompagnati da una crescita delle vendite a volume. L’andamento conferma la tendenza alla riduzione di zuccheri e grassi, nonché l’attenzione a sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.</p>
<p><strong>Le performance positive </strong>in termini di vendite a volume appartengono ai prodotti etichettati con i claim:</p>
<p><strong>&#8211; pochi grassi</strong>, +0,6% (+0,2% in valore), grazie a yogurt greco, latte Uht e suoi sostitutivi, biscotti tradizionali, formaggi freschi, oli di semi, mozzarelle e patate</p>
<p><strong>&#8211; pochi zuccheri</strong>, +4% (+9,4%) e senza zuccheri aggiunti, +4,3% (+8,7%). I prodotti più venduti sono gomme da masticare, sostitutivi del latte, bevande base frutta, yogurt greco, confetture, frutta conservata e biscotti salutistici</p>
<p><strong>&#8211; senza additivi</strong> +0,4 (+3,6%), grazie soprattutto al contributo positivo fornito da affettati, primi piatti pronti, carne in scatola, estrusi, dolcificanti, frutta secca senza guscio e spalmabili vegetali</p>
<p><strong>&#8211; senza glutammato</strong> +1,6% (+3,9%) e <strong>senza OGM</strong>, +2,6% (5,3%), entrambi in positivo grazie soprattutto all’andamento dei consumi di primi piatti pronti, carne in scatola, tacchino e pasta fresca ripiena</p>
<p><strong>&#8211; senza antibiotici</strong>, +2,6% (+5,2%) con specialità ittiche, uova di gallina, pollo e affettati che hanno aumentato le vendite</p>
<p><strong>&#8211; senza grassi idrogenati</strong>, +5,8% (+10,2%), trainato da snack dolci, biscotti, piadine e torte pronte</p>
<p><strong>&#8211; senza polifosfati</strong> +1,3% (+3,1%), ma con calo delle vendite di würstel e salumi (cubettati, tranci e precotti)</p>
<p><strong>&#8211; senza/uso limitato di pesticidi</strong>, +4,9 (+11,2%), nella verdura di quarta gamma, la pasta di semola, le fragole e i surgelati vegetali/frutta naturali</p>
<p><strong>&#8211; senza/zero residui</strong> +15,5% (+17,8%). A spingere le vendite sono soprattutto la pasta di semola, la verdura di quarta gamma, i frutti di bosco, le albicocche e i surgelati vegetali/frutta naturali</p>
<p><strong>&#8211; senza glifosato</strong>, +25,9% (+22,4%), individuato su 75 prodotti e sostenuto dalla vendita di pasta di semola, pasta integrale e pasta all’uovo</p>
<p><strong>&#8211; senza aspartame</strong>, +3,9% (+5,6%), che appare su 60 prodotti, essenzialmente dolcificanti, yogurt magro e aranciata.</p>
<h2>6) ‘Rich in’, quasi 11 mila prodotti</h2>
<p><strong>Il paniere</strong> dei 10.725 prodotti etichettati come ricchi o arricchiti di un ingrediente o componente vale un giro d’affari di oltre 5 mld di euro. Nel complesso, le vendite in valore sono cresciute (+3,4%), quelle a volume sono invece diminuite (-1,3%).</p>
<p><strong>L’andamento delle vendite</strong> a volume mostra tre claim in equilibrio e due in crescita:</p>
<p><strong>&#8211; proteine</strong>. Il più rilevante dei claim ‘rich in’, presente su 3.337 prodotti, genera un giro d’affari di quasi 1,9 mld di euro. Scomparsa la vivacità rilevata dalle precedenti edizioni di Osservatorio Immagino, segna una tenuta dei volumi (+0,5%) e un fatturato in aumento di +4,5%. Le categorie più dinamiche sono yogurt greco, piatti pronti vegetali, formaggi grana e simili, alimentazione sportiva, latte fermentato, formaggi freschi e yogurt funzionale</p>
<p><strong>&#8211; fibre</strong>. Tra gli oltre 4mila prodotti accompagnati da questo claim, crescono fette biscottate, surgelati vegetali e frutta naturali, pasta integrale, piatti pronti vegetali, biscotti tradizionali, pani morbidi senza glutine, sostitutivi del latte Uht e panini. Vendite a volume stabili a +0,5%, a valore 5,1%</p>
<p><strong>&#8211; calcio</strong>. Presente su 790 prodotti, questo richiamo è associato a una stabilità delle vendite a volume (+0,1%) e una crescita di quelle a valore (+3,1%). Bene latte fermentato, altri formaggi freschi tradizionali, gomma da masticare, latte Uht e latte per l’infanzia</p>
<p><strong>&#8211; fermenti lattici</strong>. Le 537 referenze di questo paniere hanno messo a segno un +3,5% a volume e un +5,6% a valore, superando i 431 milioni di euro di fatturato. Bene latte fermentato/kefir e yogurt intero</p>
<p><strong>&#8211; magnesio</strong>. Presente su 449 referenze, il claim genera un’avanzata del +5,8% a valore (per un totale di oltre 137 mln di euro) e del +1,5% a volume. Performance particolarmente brillanti in alimentazione sportiva, frutta secca sgusciata, integratori, cereali per la prima colazione e camomilla.</p>
<h2>7) Intolleranze e allergie</h2>
<p><strong>I 10.813 prodotti </strong>che evidenziano in etichetta l’assenza di un allergene o di un ingrediente che può causare intolleranze alimentari valgono 4,7 mld di euro. Il fatturato è cresciuto di +1,4% ma i volumi sono calati del -1,6%.</p>
<p><strong>Le vendite a volume </strong>diminuiscono per i prodotti:</p>
<p><strong>&#8211; gluten free</strong> (-2,1 a volume, ma +1,3% a valore) e quelli certificati con logo spiga barrata di Associazione Italiana Celiachia (-3% a volume, +1% a valore). Tengono bene i prodotti da forno, cereali, snack, confetture, yogurt greco, pasta senza glutine, pani morbidi e surgelati vegetali. I prodotti più specifici per celiaci sono in crescita, mentre calano prodotti come le carni o i salumi che hanno un target molto più ampio e generico, osservano gli analisti di Osservatorio Immagino;</p>
<p><strong>&#8211; senza latte</strong> (-3,2% a volume, +0,3% a valore).</p>
<p><strong>Le vendite</strong> degli altri tre claim sono invece rimaste stabili:</p>
<p><strong>&#8211; senza lattosio</strong>, +0,7% a volume, +2,1% a valore. Affettati, formaggi grana e simili, formaggi da tavola interi/pezzi, mozzarelle, latte fermentato/kefir e integratori sono state le categorie a maggiore crescita. Würstel, latte fresco, sostituivi del latte Uht e formaggi da tavola in fette sono state, invece, le categorie più penalizzanti</p>
<p><strong>&#8211; senza lievito</strong>, +0,4% a volume, +4,5% a valore. Le crescite ottenute dalla terza lavorazione suino, dai biscotti tradizionali e dalle creme spalmabili dolci non sono state sufficienti a controbilanciare le contrazioni di affettati, würstel e merendine</p>
<p><strong>&#8211; senza uova</strong>, +0,4% a volume, +5,6% a valore. Nei 144 prodotti accompagnati da questo claim, le migliori performance sono state realizzate da pasta fresca non ripiena, maionese, biscotti salutistici e pasta fresca senza glutine.</p>
<h2>8) Il mondo veg</h2>
<p><strong>I 12.951 prodotti </strong>proposti con claim che riferisce a un particolare stile di vita valgono un giro d’affari di oltre 4 mld di euro, aumentato del +3,8%, mentre le vendite a volume sono leggermente calate (-0,9%).</p>
<p><strong>Nell’ambito del mondo veg</strong>, un solo claim è associato a un aumento delle vendite a volume:</p>
<p><strong>&#8211; veg</strong>, presente su 4.876 prodotti, aumenta il fatturato di +3,9%, per un totale di 2,5 mld di euro, ma i volumi restano a -0,3%</p>
<p><strong>&#8211; vegetariano</strong>, che qualifica 1.991 prodotti, sviluppa un fatturato di 1,5 miliardi di euro (+1,9%) ma perde il -2,5% a volume</p>
<p><strong>&#8211; vegano</strong> è l’unico dei tre claim con una crescita delle vendite a volume (+1,1%), oltre che a valore (+5,8%). Presente su 3.703 prodotti, vale 1,2 mld di euro di giro d’affari. I trend di mercato molto positivi dei sostitutivi di quelli di origine animale indicano che il claim vegano ‘funziona’ maggiormente nei prodotti rivolti a target specifici piuttosto che su quelli destinati a un pubblico più ampio, spiegano gli analisti.</p>
<h2>9) Biologico</h2>
<p><strong>Il biologico</strong> accresce il fatturato con i 7.967 prodotti disponibili in supermercati e ipermercati (+1,7%, per oltre 1,2 mld di euro), ma cede a volume (-1,6%). Male latte fresco, verdure di quarta gamma e surgelati naturali di frutta e verdura.</p>
<p><strong>Bene </strong>l’olio extravergine di oliva e le uova di gallina. Prodotti che, nella prima parte del 2024, hanno evidenziato una crescita dei volumi di vendita, favorita dal rientro del tasso di inflazione, riferisce il rapporto.</p>
<h2>10) Halal ancora in crescita</h2>
<p><strong>Entrambe le certificazioni </strong>che attestano l’idoneità degli alimenti ai dettami religiosi sono in crescita:</p>
<p><strong>&#8211; kosher.</strong> I 1.744 prodotti certificati come in linea con i dettami della religione ebraica sviluppano un fatturato di 975 mln di euro, +8,4%. Sostanzialmente stabili le vendite a volume (-0,3%).</p>
<p><strong>&#8211; halal </strong>continua a crescere. I 558 prodotti conformi alle regole dell’Islam valgono un giro d’affari di 281 mln di euro in crescita di +9,2%, come pure le vendite in volume aumentate di 2,1%.</p>
<h2>11) Ingredienti benefici</h2>
<p><strong>Quasi 17 prodotti su 100</strong> evidenziano la presenza di un ‘super ingrediente’, che ne migliora il profilo organolettico, il valore nutrizionale o, più semplicemente, lo rende più gustoso e accattivante.</p>
<p><strong>Complessivamente</strong>, le vendite delle 14.222 referenze di questo paniere hanno superato i 4,5 mld di euro di giro d’affari. Il trend è positivo a valore (+4,5%) ma negativo a volume (-1,5%).</p>
<p><strong>Tra gli ingredienti tradizionali </strong>soltanto due claim sono associati a una performance positiva:</p>
<p><strong>&#8211; noci</strong>. Il claim rintracciato su 518 prodotti segna una crescita del +6,6% a valore e del +3,7% a volume, avvicinandosi ai 185 mln di euro di fatturato, grazie a frutta secca sgusciata, yogurt funzionale, sughi pronti base e freschi, pane bauletto, verdura di quarta gamma e cereali per la prima colazione;</p>
<p><strong>&#8211; caramello</strong>. Ultimo per ampiezza del giro d’affari (156 mln di euro e 480 prodotti), questo claim è primo per tassi di crescita: +20,5% le vendite a valore, ma +2,4% anche a volume. Trainano dessert freschi, gelati in vaschetta, snack dolci, sostitutivi del pasto e alimentazione sportiva.</p>
<h2>12) Superfruit</h2>
<p><strong>Con i suoi 3.017 prodotti </strong>questo significativo paniere ha ampiamente superato i 915 mln di euro di giro d’affari, evidenziando una crescita del +6,4%, delle vendite a valore e un aumento del +1,2% di quelle a volume.</p>
<p><strong>Salvo mandorla e mirtillo</strong>, con vendite a volume in flessione di circa -1%, i valori associati ai claim di questo gruppo sono sempre positivi:</p>
<p><strong>&#8211; cocco</strong>. È tra le più brillanti del paniere superfruit la performance dei 446 prodotti accompagnati da questo claim. Nei 12 mesi terminanti a giugno 2024 le vendite sono aumentate del +10,9% a valore e del +6,4% a volume. Molto bene yogurt intero, yogurt greco, sostitutivi dello yogurt, snack dolci, alimentazione sportiva e cocco (frutto);</p>
<p><strong>&#8211; mango</strong>. Citato su 268 prodotti, con oltre 61 mln di euro di fatturato, segna +14,6% di vendite a valore e +6,2% a volume. Molto bene energy drink, yogurt, gelati multipack, bevande base frutta, frutta disidratata, succhi freschi e sostitutivi dello yogurt;</p>
<p><strong>&#8211; anacardi</strong>. Segnalato sulle etichette di 249 prodotti, vale un fatturato di quasi 66 mln di euro, in crescita del +16,8%. A volume le vendite sono aumentate del +12,6%. Trainano frutta secca sgusciata, cereali per la prima colazione e gelati multipack;</p>
<p><strong>&#8211; avocado</strong>. Continua imperterrita l’evoluzione dei prodotti associati a questo superfruit. Segnalato sull’etichetta di 67 prodotti che segnano un +21,9% di vendite in volume e +25,3% a valore, salite a oltre 43 mln di euro. Trainano frutta esotica, salse spalmabili vegetali e pani morbidi senza glutine.</p>
<h2>13) Supercereali</h2>
<p><strong>Il paniere </strong>che riunisce otto claim appartenenti al mondo dei cereali conta 2.150 prodotti e un giro d’affari di 569 mln di euro, aumentato del +5,3% a valore e appena mosso, +0,9%, a volume, con alterne performance.</p>
<p><strong>Il segno positivo</strong> nelle vendite a volume si registra soltanto per</p>
<p><strong>&#8211; avena</strong>. Con un giro d’affari di 285 mln di euro, la presenza di questo ingrediente segna un aumento delle vendite del +10,7% a valore e del +5,7% a volume. Le crescite più importanti riguardano sostituti del latte Uht (bevanda all’avena), cereali per la prima colazione, biscotti tradizionali e salutistici, cracker, snack dolci, sostituti dei formaggi e dei panini;</p>
<p><strong>&#8211; farina di riso</strong>. Alto gradimento fra i consumatori per i prodotti con questo ingrediente. I 159 prodotti che lo contengono hanno ottenuto una crescita del +8,8% del loro giro d’affari, vicino agli 81 mln di euro, e hanno aumentato i volumi venduti del +2,6%. Molto bene farine, pasta integrale, torte e pasticceria, pasta fresca non ripiena, biscotti salutistici e prodotti da forno, cereali e snack senza glutine.</p>
<h2>14) Dolce stevia</h2>
<p><strong>Tra i due dolcificanti </strong>monitorati, uno affossa la media:</p>
<p><strong>&#8211; lo zucchero di canna</strong>, segnalato su 352 prodotti, è in crollo: -6% le vendite a volume e -2,4% quelle a valore (92 mln di euro). Restano a scaffale lo zucchero tal quale oltre a biscotti, merendine e fette biscottate che lo contengono;</p>
<p><strong>&#8211; la stevia</strong>, invece, cresce. Il richiamo aumenta le vendite del +1,5% in volume e del +4,2% a valore. Tra i 132 prodotti che la contengono &#8211; giro d’affari di oltre 43 mln di euro &#8211; vanno bene bevande base tè, caramelle, alimentazione sportiva, sciroppi per bevande e altri infusi.</p>
<h2>15) I semi. Bene la chia, molto male la canapa</h2>
<p><strong>La presenza di semi </strong>viene evidenziata su oltre 500 prodotti. Il paniere nell’insieme vale un giro d’affari di oltre 127 mln di euro, in crescita di +2,9%. Le vendite a volume sono invece diminuite di -2,5%. In dettaglio l’andamento dei vari claim:</p>
<p><strong>&#8211; semi di lino</strong> è associato a una sostanziale stabilità delle vendite a volume (-0,6%, ma +4% in valore);</p>
<p><strong>&#8211; semi di zucca</strong> perde -2% di fatturato e -3,1% in volume. In calo snack dolci, cereali per la prima colazione, yogurt funzionale e cracker;</p>
<p><strong>&#8211; semi di sesamo</strong>, -7,5% le vendite numeriche, -1% il fatturato. In calo panini, specialità ittiche, grissini e altri prodotti da forno, cereali, snack senza glutine;</p>
<p><strong>&#8211; semi di chia</strong>. Vendite in crescita del +18,5% a valore e del +1,4% a volume, nonostante l’importante crescita dei prezzi. Decisamente brillanti i risultati di biscotti salutistici, semi di chia, cereali per la prima colazione, panetti croccanti, pani morbidi senza glutine, fette biscottate e cereali;</p>
<p><strong>&#8211; canapa</strong>. Pesanti cali per gli alimenti associati a questo claim: -5,9% a valore e -12,4% a volume. La flessione peggiore riguarda altri infusi, panetti croccanti, spremute Uht, olio di semi. Solamente grissini, cereali per la prima colazione e surgelati di carne hanno ottenuto una crescita delle vendite.</p>
<h2>16) Spezie in discesa</h2>
<p><strong>I tre claim </strong>relativi alle spezie monitorati da Osservatorio Immagino compaiono su 854 prodotti, per un giro d’affari di quasi 86 mln di euro gravato da un calo delle vendite di -4,6% a valore e -8,3% a volume, negli ultimi 12 mesi terminanti a giugno 2024:</p>
<p><strong>&#8211; zenzero</strong>. Il primo claim del paniere presente su 505 prodotti per un giro d’affari di 59 mln di euro, cede il -4,8% a valore il -8% in volume. In calo altri infusi, tè, tavolette di cioccolato e yogurt magro</p>
<p><strong>&#8211; la curcuma</strong> segna la peggiore performance. I 211 prodotti (valore 16 mln di euro) che ne segnalano la presenza perdono il -9,4% a valore e il -12,1% a volume. Molto male altri infusi, piatti pronti vegetali e primi piatti pronti, yogurt funzionale, yogurt intero e tè</p>
<p><strong>&#8211; la cannella</strong>, infine, segnalata su 190 prodotti, vale un giro d’affari di oltre 15 mln di euro, in calo di -2,9%. Drastica anche la flessione delle vendite in volume, -9,1%. Male altri infusi, tè, dessert freschi, yogurt, integratori e confetture.</p>
<h2>17) I superfood</h2>
<p><strong>Il paniere dei nove superfood</strong> monitorati da Osservatorio Immagino mostra complessivamente un giro d’affari stabile e volumi in calo del -3,6%. Segnalati su 788 prodotti questi ingredienti benefici valgono 149 mln di euro.</p>
<p><strong>Le migliori performance</strong> riguardano due claim in fondo alla classifica per fatturato</p>
<p><strong>&#8211; matcha</strong>, il tè verde giapponese, conta 36 prodotti e un giro d’affari di 3,5 mln di euro. Vendite in crescita a valore (+12,2%) e a volume (+9,3%), grazie a tè, frullati e frappé, integratori, gelati dessert e bevande base tè</p>
<p><strong>&#8211; tahina</strong>, con 15 referenze e un valore di 2,5 mln di euro di vendite, accresce le vendite di +14,3% in valore e +11,1% in volume. La salsa di semi di sesamo viene consumata tal quale o impiegata come base per preparare in casa l’hummus, che nella versione confezionata può contenere additivi, olio non extravergine di oliva e troppo sale, come abbiamo visto. (2)</p>
<p><strong>Tra gli altri claim</strong>, restano stabili le vendite in volume di pappa reale e ginseng (rispettivamente, +0,3% e +0,6%), mentre diminuiscono in tutti gli altri casi. In particolare:</p>
<p><strong>&#8211; peperoncino</strong>, primo in classifica con 50 mln di euro di fatturato, -4,9% in volume, con incassi ben stabili a +0,9</p>
<p><strong>&#8211; burro di arachidi</strong>, -10% in volume, -6,9 in valore</p>
<p><strong>&#8211; edamame</strong>, -6,5% in volume, -4,2% in valore</p>
<p><strong>&#8211; goji</strong>, -17,2% in volume, -16,2% in valore</p>
<p><strong>&#8211; spirulina</strong>, -7,4% in volume, -5,5% in valore.</p>
<h2>18) Metodi di lavorazione, il caso EVOO</h2>
<p><strong>Il metodo di lavorazione </strong>degli alimenti compare sulle etichette di 3.957 prodotti. Il paniere vale 1,5 mld di euro di vendite e ha guadagnato il +11,5% a valore, a fronte di una sostanziale stabilità dei volumi (-0,4%).</p>
<p><strong>I rincari sull’olio extravergine di oliva</strong> (EVOO) sono ben rappresentati dalla tendenza fotografata da Osservatorio Immagino:</p>
<p><strong>&#8211; ‘estratto/spremuto a freddo’</strong>, claim proprio di questo prodotto, segna un aumento record del fatturato, +39,5%, giunto a oltre 456 mln di euro, tanto da guadagnare il primo posto in classifica per giro d’affari. Le vendite numeriche perdono invece il -2,2%</p>
<p><strong>&#8211; ‘trafilato’</strong>, cresce invece sia a valore (+5,8%), sia a volume (+3,5%). Spicca la buona performance di pasta di semola, pasta integrale, pasta all’uovo e pasta fresca senza glutine. In controtendenza la pasta fresca, ripiena e non</p>
<p><strong>&#8211; ‘lavorato a mano’,</strong> terzo claim con un giro d’affari di oltre 150 mln di euro sviluppati da sole 308 referenze, ha riscosso un buon successo nei 12 mesi rilevati: le vendite sono cresciute a due cifre sia a valore che a volume (rispettivamente +11,3% e +10,6%). Bene tonno sott&#8217;olio, altre conserve di pesce, tonno al naturale, affettati e gelati in vaschetta</p>
<p><strong>&#8211; ‘non filtrato’,</strong> claim presente su 187 prodotti, segna un calo annuo del -3,9% dei volumi venduti ma un aumento del +10% delle vendite a valore, realizzando quasi 144 mln di euro. A ridurre le vendite a volume sono stati soprattutto birre alcoliche e olio extravergine di oliva</p>
<p><strong>&#8211; ‘essiccazione’ </strong>compare su 375 prodotti che sviluppano 128 mln di fatturato. L’andamento è positivo per le vendite a valore (+6,5%) ma ancora di più per quelle a volume (+8,2%), complice una intensa attività promozionale soprattutto su pasta di semola, pasta integrale e pasta all’uovo</p>
<p><strong>&#8211; ‘lievitazione lenta/naturale’</strong> mostra invece indicatori tutti negativi. -7,9% le vendite in volume e -2,7% quelle a valore, pari a quasi 124 mln di euro. Male i surgelati della categoria pizzeria e le merendine</p>
<p><strong>&#8211; ‘non fritto’</strong> segna la stagnazione delle vendite numeriche ma aumenta di +5,4% quelle in valore, a oltre 112 mln di euro. Male estrusi e merendine, bene panetti croccanti e gallette</p>
<p><strong>&#8211; ‘artigianale’ </strong>perde vendite sia a valore (-3,8%) sia a volume (-6,3%). I 734 prodotti che ne recano indicazione in etichetta valgono poco più di 104 mln di euro. Male birre alcoliche, affettati, altre conserve di pesce, liquori brown, grissini e dessert freschi. In crescita, invece, patatine, pasta fresca ripiena, panettone, tonno sott’olio, torte e pasticceria</p>
<p><strong>&#8211; ‘affumicatura’,</strong> ultimo claim del paniere, riguarda soltanto 88 referenze e vale 55 mln di euro. La cattiva performance delle specialità ittiche determina un calo di vendite sia a valore (-16,9%), sia a volume (-15,5%).</p>
<h2>19) La consistenza degli alimenti</h2>
<p><strong>L’andamento delle vendite</strong> dei prodotti accompagnati da un claim relativo alla consistenza dell’alimento sembra ancora spesso soggiogato al diktat del caro-prezzi.</p>
<p><strong>Sette dei 12 claim </strong>di questo paniere vendono meno in termini quantitativi, ma non in valore:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;croccante&#8217;</strong>, -4,3%. +1,9% a valore. Male surgelati (pesce preparato panato, pizza e specialità salate), gelati multipack e cereali per la prima colazione</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;morbido&#8217;</strong>, -1,2% in volume, +2,5% in valore. Bene pane bauletto, pane da tramezzino, caffè macinato, pasta fresca non ripiena e formaggi da tavola a fette</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;tenero&#8217;</strong> perde -4,7% a volume, mentre mantiene a valore un +1,6%. Crescono tavolette di cioccolato e patate, calano biscotti (tradizionali, integrali e salutistici), torrone e panini</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;ripieno&#8217;</strong>, -0,7% in volume, +5,7% in valore. In crescita pasta fresca ripiena, caramelle, snack dolci e gomme da masticare</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;farcito&#8217;</strong> ha il record di ribasso delle vendite quantitative: -6,2%, mentre in valore rimane stabile a +0,3%. Male snack dolci e salati, pasticceria, surgelati pizzeria e surgelati pasticceria/dolci</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;soffice&#8217;</strong> perde il -3,8% in volume e mantiene sostanzialmente stabile il fatturato (-0,5%). Male surgelati pizza, affettati, merendine, altri formaggi freschi tradizionali</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;vellutato&#8217;</strong>, -3,8% in volume e -0,4% in valore. Trend negativo per caffè (macinato e solubile), primi piatti pronti e pasta fresca non ripiena.</p>
<p><strong>Crescono</strong> invece su entrambi i versanti di volume e valore:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;cremoso&#8217;</strong>, +3,4% in volume, +7.1% in valore. Yogurt intero, formaggi freschi, creme spalmabili dolci e passate di pomodoro hanno vissuto le maggiori crescite</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;sottile&#8217;</strong>, +5,5% in volume, +6,1% in valore. Bene pasta fresca ripiena, affettati, piadine e crackers</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;ruvido&#8217;</strong>, +9,9% in volume, +10,3% in valore. Le categorie più performanti sono state la pasta di semola, la pasta fresca ripiena, la pasta integrale/farro/ kamut/base legumi e la pasta fresca senza glutine</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;fragrante&#8217;</strong>, +1,3% in volume, +8,6% in volume. Positivo il trend di crackers, sostitutivi del pane fresco, surgelati pasticceria/ dolci e basi.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Osservatorio Immagino, sedicesima edizione 2024 • 2 <a href="https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-16/">https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-16/</a></p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/hummus-di-ceci-8-prodotti-a-confronto/">Hummus di ceci, 8 prodotti a confronto</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.8.22</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-in-italia-nella-xvi-edizione-dellosservatorio-immagino/">I consumi alimentari in Italia nella XVI edizione dell’Osservatorio Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto Coop 2024, le scelte di acquisto degli italiani</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/rapporto-coop-2024-le-scelte-di-acquisto-degli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 18:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dieta salutare, cibo di qualità, ma anche risparmio per far quadrare i conti familiari e stemperare la paura alimentata dai venti di guerra. Il Rapporto Coop 2024 torna a indagare le scelte di acquisto degli italiani, a partire dal cibo. (1) Inquietudine (ben giustificata) La minaccia della guerra, lo squilibrio tra retribuzioni e consumi necessari, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/rapporto-coop-2024-le-scelte-di-acquisto-degli-italiani/">Rapporto Coop 2024, le scelte di acquisto degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dieta salutare, cibo di qualità, ma anche risparmio per far quadrare i conti familiari e stemperare la paura alimentata dai venti di guerra. Il Rapporto Coop 2024 torna a indagare le scelte di acquisto degli italiani, a partire dal cibo. (1)</p>
<h2>Inquietudine (ben giustificata)</h2>
<p><strong>La minaccia</strong> della guerra, lo squilibrio tra retribuzioni e consumi necessari, il cambiamento climatico sono gli ingredienti principali dell’inquietudine che affligge gli italiani, ancora segnati dalla pandemia e dalla crisi economica.</p>
<p><strong>I numeri</strong> rilevati dal Rapporto Coop 2024 descrivono bene l’evoluzione del malessere. In confronto al 2022,</p>
<p>&#8211; la quota di chi guarda con fiducia al futuro scende al 24%, meno 4%</p>
<p>&#8211; aumenta invece il timore, lo prova il 31% degli italiani, +11%</p>
<p>&#8211; l’inquietudine affligge il 32% degli intervistati, +8%.</p>
<p><strong>La maggioranza degli italiani</strong> (il 55%) è alle prese con una vita ben diversa dalle proprie aspettative di partenza molto spesso in senso peggiorativo (44% del campione). Il 75% si dichiara insoddisfatto della propria retribuzione.</p>
<h2>Consumi superflui all’osso</h2>
<p><strong>I dati</strong> riferiscono che il potere di acquisto in Italia è tornato ai livelli pre-pandemia. ‘Solo’ 12 milioni di italiani dichiarano di vivere un disagio profondo (erano 20 milioni nel 2022), mentre uno su tre (33%) non potrebbe affrontare una spesa imprevista di 800 euro (erano il 45% nel 2023).</p>
<p><strong>I consumi sono ridotti</strong> all’essenziale e il primo criterio di scelta negli acquisti per il 75% degli intervistati è il risparmio. Abiti, smartphone, automobili e casa di proprietà diventano un miraggio. Si taglia il superfluo e si torna a riparare o acquistare oggetti di seconda mano. Una frugalità dettata anche da uno strisciante de-consumismo, secondo quanto dichiarato dall’85% degli intervistati.</p>
<h2>Più spesa per salute e benessere</h2>
<p><strong>Salute e il benessere</strong> personale sono invece le aree ove gli italiani rimangono disposti a spendere di più, nei limiti del possibile.</p>
<p><strong>Nel primo caso</strong>, le cure mediche, pagare è spesso una necessità: con un sistema sanitario nazionale sempre meno accogliente, gli italiani ricorrono alla sanità privata. Il 23% della spesa sanitaria nel Paese (40,6 miliardi di euro) è finanziata direttamente dai cittadini.</p>
<p><strong>La ricerca di ‘benessere’</strong> si esprime invece nella spesa per trattamenti estetici e cosmetici. Per i primi gli italiani spendono in media 320 euro l’anno (dato 2023), mentre per il make-up alimentano un giro d’affari di oltre 13,5 miliardi di euro (+29% sul 2019).</p>
<h2>Il cibo resiste, fra tradizione e ‘mode’</h2>
<p><strong>L’alimentazione</strong> conserva un ruolo centrale. Solo il 10% degli intervistati dichiara che ridurrà la sua spesa del 10%.</p>
<p><strong>La dieta mediterranea</strong> rimane il regime di riferimento per un italiano su tre (34%). Il biologico torna tra i desiderata degli italiani: sono 24,8 milioni le famiglie già acquirenti con una penetrazione del 96,6% e 9,6 milioni gli italiani che nei prossimi mesi ne aumenteranno l’acquisto.</p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-scaled.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-78990" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-1024x565.jpeg" alt="Infografica bio Rapporto Coop 2024" width="605" height="334" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-1024x565.jpeg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-300x165.jpeg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-768x423.jpeg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-1536x847.jpeg 1536w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-2048x1129.jpeg 2048w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-150x83.jpeg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-696x384.jpeg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-1068x589.jpeg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-bio-1920x1059.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></a></p>
<p><strong>Cresce inoltre l’attrazione</strong> per modelli alimentari ‘identitari’ e/o per il controllo del peso. Dalle diete iperproteiche vegetali a quelle vegetariane, flexetariane etc.</p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-78991" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-1024x523.jpg" alt="Regimi alimentari in Italia Rapporto Coop 2024" width="696" height="355" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-1024x523.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-300x153.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-768x392.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-1536x784.jpg 1536w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-150x77.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-696x355.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari-1068x545.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/09/infografica-regimi-alimentari.jpg 1708w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a></p>
<h2>La tagliola del caro prezzi</h2>
<p><strong>Nel 2024 l’inflazione</strong> si azzera e i volumi del largo consumo tornano dopo quattro anni in positivo (+0,9% nel primo semestre 2024 rispetto al 2023), riferisce il Rapporto Coop 2024.</p>
<p><strong>I soli canali</strong> iper, super e libero servizio nel primo semestre 2024 mostrano vendite a volume superiori, +3,9%, rispetto a quelle del 2019.</p>
<p><strong>Lo scenario economico</strong> si rischiara, insomma. Si intravede ‘<em>una prospettiva economica che potrebbe presentarsi in miglioramento, permettendo a Coop di attivare le leve in nostro possesso per venire maggiormente incontro alle necessità dei soci e consumatori’</em>, commenta Maura Latini, presidente di Coop Italia.</p>
<p><strong>Tuttavia</strong>, ‘s<em>e da una parte il quadro inflattivo sembra assestarsi, dall’altra si dovrà tenere conto del fatto che i prezzi, anche se stabilizzati, sono di fatto del 20% superiori a quelli del 2021</em>’, spiega Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia.</p>
<p><strong>Coop Italia</strong> perciò ‘<em>combatte l’inflazione e continua a sviluppare una forte politica di offerta di qualità e di convenienza con la sua amplissima gamma di prodotti a marchio</em>’, sottolinea Marco Pedroni, presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori).</p>
<h2>MDD e discount</h2>
<p><strong>Il risparmio</strong>, inevitabilmente, guida ancora le scelte d’acquisto alimentare degli italiani. E la migliore opzione è rifornirsi nei canali più convenienti, che nella GDO sono</p>
<p><strong>&#8211; i prodotti a private label</strong> (Mdd, marca del distributore) venduti nel primo semestre 2024 rappresentano il 38,2% delle vendite a volume totali del mercato. Crescono di +2,2% a valore e +2,4% a volume. Numeri che evidenziano la convenienza dei prodotti a marchio del distributore. In confronto, i prodotti di marca (TOP 20) mostrano ancora una forbice destinata a tagliare i consumi: vendite a valore -0,5%, ma vendite a volume -2,2%. Gli italiani cominciano a lasciare a scaffale i prodotti dell’industria di marca (Idm)?  (2)</p>
<p><strong>&#8211; i discount</strong>, con i loro prezzi talora ridotti all’osso (spesso in cambio di rinunce alla qualità, come dimostrano le nostre indagini di mercato), sono premiati dalla necessità di risparmio dei consumatori. (3)</p>
<p>Anche grazie a una continua espansione della rete di vendita, raggiungono il 23% di quota di mercato, con un incremento di circa +4% rispetto al 2019.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Rapporto Coop 2024 &#8211; Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani <a href="https://italiani.coop/rapporto-coop-2024-anteprima-digitale/">https://italiani.coop/rapporto-coop-2024-anteprima-digitale/</a></p>
<p>Il Rapporto è redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto d’analisi di NielsenIQ e i contributi originali di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK, Mediobanca Ufficio Studi, Campo Ricerca-Scomodo.</p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/prezzi-alti-consumi-alimentari-ridotti-la-14a-edizione-di-osservatorio-immagino/">Prezzi alti, consumi alimentari ridotti. La 14a edizione di Osservatorio Immagino</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.1.24</p>
<p>(3) V. le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/tag/indagine-di-mercato/">indagini di mercato di GIFT</a>, Great Italian Food Trade</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/rapporto-coop-2024-le-scelte-di-acquisto-degli-italiani/">Rapporto Coop 2024, le scelte di acquisto degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>I consumi alimentari in Italia nella XV edizione dell’Osservatorio Immagino</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-in-italia-nella-xv-edizione-dellosservatorio-immagino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 17:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Immagino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consumi alimentari in Italia sono ancora vessati da un caro-prezzi che riduce il carrello della spesa allo stretto necessario. Cresce il fatturato, calano i volumi venduti. In questo scenario emergono tuttavia tendenze marcate, come sintetizza la XV edizione dell’Osservatorio Immagino, che fotografa lo scenario a dicembre 2023. Il rapporto di GS1 Italy, nato nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-in-italia-nella-xv-edizione-dellosservatorio-immagino/">I consumi alimentari in Italia nella XV edizione dell’Osservatorio Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I consumi alimentari in Italia sono ancora vessati da un caro-prezzi che riduce il carrello della spesa allo stretto necessario. Cresce il fatturato, calano i volumi venduti. In questo scenario emergono tuttavia tendenze marcate, come sintetizza la XV edizione dell’Osservatorio Immagino, che fotografa lo scenario a dicembre 2023.</p>
<p>Il rapporto di GS1 Italy, nato nel 2016, analizza le etichette (con più di cento variabili) di oltre 139 mila prodotti venduti in supermercati e ipermercati e ne integra l’esame con i dati di consumi e vendite rilevati da NielsenIQ.</p>
<h2>Il metaprodotto dell’Osservatorio Immagino</h2>
<p><strong>Il metaprodotto</strong> è un indicatore statistico di sintesi, messo a punto dall’Osservatorio Immagino, che compone un’etichetta nutrizionale media dei consumi alimentari in Italia.</p>
<p><strong>La tabella nutrizionale media</strong> si caratterizza, nel secondo semestre 2023, per l’aumento delle proteine e la riduzione degli zuccheri, con grassi e carboidrati stabili. Questi ultimi si confermano il primo macronutriente (19,3%). La sotto-componente di zuccheri semplici diminuisce, grazie al minore consumo di zucchero, cola, latte fresco, nettari e simili, gelati multipack, aranciata, succhi 100%, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/bevande-a-base-di-te-61-prodotti-a-confronto/">bevande base thè</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/spremute-succhi-e-bevande-a-base-di-arancia-50-a-confronto/">bevande a base frutta</a> 30-99%, variamente generosi in apporto zuccherino, come si è visto.</p>
<p><strong>I grassi</strong>, al secondo posto, sono stabili (8,6%). Si consuma meno olio extravergine di oliva, olio di oliva, tonno sott’olio, olio di semi, latte fresco, frutta secca con guscio, gelati multipack, würstel, sughi pronti freschi e paste filate uso cucina.</p>
<h2>Più proteine e fibre</h2>
<p><strong>Le proteine</strong> tornano a crescere (+1,3%, al 6,7%), grazie al maggiore consumo di uova di gallina, alimenti per sportivi, formaggi grana e simili, biscotti tradizionali, frutta secca senza guscio, yogurt greco colato/skyr, yogurt intero, latte fermentato/kefir, passata di pomodoro e creme spalmabili dolci.</p>
<p><strong>Fibre alimentari</strong> in leggera crescita (2,1%, +0,5%), infine, grazie al consumo di alimenti per sportivi, biscotti tradizionali, frutta secca senza guscio, legumi secchi, passata di pomodoro, pasticceria e sostitutivi del latte.</p>
<figure id="attachment_74915" aria-describedby="caption-attachment-74915" style="width: 696px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-74915 size-large" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-891x1024.jpg" alt="il metaprodotto dell'Osservatorio Immagino XV edizione" width="696" height="800" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-891x1024.jpg 891w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-261x300.jpg 261w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-768x883.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-1336x1536.jpg 1336w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-1782x2048.jpg 1782w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-150x172.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-300x345.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-696x800.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto-1068x1228.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/07/fig.-metaprodotto.jpg 1794w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption id="caption-attachment-74915" class="wp-caption-text">Il metaprodotto dell&#8217;Osservatorio Immagino, XV edizione.</figcaption></figure>
<h2>Made in Italy, si salvano solo le DOP</h2>
<p><strong>Il richiamo in etichetta all’italianità</strong> perde appeal. Per gli oltre 26mila prodotti così identificati il 2023 si è concluso con un calo del -4,5% dei volumi venduti, a fronte di un aumento del +7,4% del giro d’affari. Il caro-prezzi ha tagliato gli acquisti degli alimenti presentati con evidenza in etichetta di</p>
<p><strong>&#8211; bandiera italiana</strong> (-4,1% le vendite a volume in confronto al 2022), male soprattutto gelati multipack, latte fresco e surgelati pizzeria</p>
<p><strong>&#8211; 100% italiano</strong> (-5,3%, specie per latte fresco, gelati multipack e birre alcoliche)</p>
<p><strong>&#8211; prodotto in Italia</strong> (-7%, in particolare per uova di Pasqua, pesce preparato panato surgelato e vini italiani Doc e Docg).</p>
<p><strong>Le indicazioni geografiche protette </strong>cedono anch’esse. Si salvano soltanto le DOP. In particolare fra le tre prime denominazioni protette</p>
<p>&#8211; i 2.291 vini Doc sono primi per numerosità. Nel 2023 hanno prodotto oltre 533 mln di euro di vendite, +3,2% a valore e -3,8% a volume</p>
<p>&#8211; i 1.328 prodotti Dop sono invece primi per il valore delle vendite, quasi 716 mln di euro. Nel 2023 hanno registrato il più alto tasso di crescita a valore (+9,1%) e &#8211; unico caso nel paniere dell’italianità &#8211; anche un incremento di +1,6% a volume,</p>
<p>&#8211; i 992 vini Docg hanno subito una flessione delle vendite a volume di -3,6%. Complici gli aumenti, il volume d’affari è comunque cresciuto di +1,7%, fino a oltre 298 mln di euro,</p>
<p>&#8211; Igp e Igt, infine, nel 2023 hanno vissuto un crollo delle vendite numeriche (-5%) e un pur minimo incremento del fatturato, +1,7% a 298 mln di euro.</p>
<h2>L’origine regionale</h2>
<p><strong>L’origine regionale</strong> viene indicata su 10.420 prodotti. Come da copione, nel 2023 le vendite sono aumentate in valore (+5,2%, fino a oltre 3 miliardi di euro) e diminuite in volume (-3,7%).</p>
<p><strong>Il trend più rilevante </strong>appartiene al Molise, seguito da Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta e Basilicata, tutte regioni con crescite a due cifre.</p>
<p><strong>Solo cinque regioni</strong> hanno chiuso il 2023 con un segno positivo anche nei volumi venduti: Molise, Basilicata e Valle d’Aosta li hanno aumentati, mentre Abruzzo e Puglia li hanno mantenuti tendenzialmente stabili.</p>
<h2>Le prime cinque regioni in classifica</h2>
<p><strong>La top five</strong> si compone così:</p>
<p><strong>&#8211; Trentino-Alto Adige</strong> ancora in cima alla classifica. Nel calo delle vendite a volume (-2,7%) contribuiscono lo spumante classico, i salumi cubettati, le mele e la pasta di semola</p>
<p><strong>&#8211; Sicilia</strong> conferma la seconda posizione, con 1.194 prodotti. Nel 2023 ha registrato un trend del +2,4% a valore e del -6,7% nei volumi, penalizzati dall’andamento negativo di arance, gelati multipack, mozzarelle e birre alcoliche</p>
<p><strong>&#8211; Piemonte</strong>, saldo al terzo posto, con crescita a valore del +3,8% e calo delle vendite in volume, -7,1%, soprattutto nella terza lavorazione bovino, negli altri formaggi freschi tradizionali e nei vini Doc e Docg</p>
<p><strong>&#8211; Emilia-Romagna</strong>, con un aumento delle vendite a valore di +8,4% e una contrazione di quelle a volume di -4%. Vini (Igp, Igt, Doc e Docg), pasta all’uovo e miele sono risultate tra le categorie più in calo</p>
<p><strong>&#8211; Veneto</strong>, con 794 prodotti che fatturano 286 mln di euro (+6%) e tengono anche complessivamente in volume (-0,5%). Il calo di vini Doc e Docg, latte fresco e nettari e simili è in parte compensato dalla dinamica positiva della passata di pomodoro.</p>
<h2>‘Free from’</h2>
<p><strong>Il paniere dei free from</strong> &#8211; oltre 14mila alimenti le cui etichette vantano l’assenza di alcuni ingredienti o nutrienti &#8211; valgono nel complesso un giro d’affari di 8,1 mld di euro, in crescita +9,7%. Al contrario i volumi hanno chiuso l’anno con un andamento negativo (-3,5%).</p>
<p><strong>Tra i claim monitorati</strong>, cinque hanno aumentato anche i volumi di vendita, come ormai di rito ben inferiori all’incremento di fatturato. In ordine di quota di mercato, sono</p>
<p><strong>&#8211; ‘Pochi grassi’</strong>, stabile con +0,4% in volume (+11,5% il fatturato). Trainano yogurt greco colato/skyr, biscotti tradizionali, tacchino e latte Uht.</p>
<p><strong>&#8211; ‘Pochi zuccheri’</strong>, +1,9% (+18,3% a valore). Tra le categorie più brillanti, confetture e spalmabili base frutta, biscotti tradizionali, frutta conservata, bevande base frutta 30-99%, basi e cola.</p>
<p><strong>&#8211; ‘Senza zuccheri aggiunti’</strong>, +5,4% (+18,5% a valore). Molto bene confetture e spalmabili base frutta, frutta conservata, biscotti tradizionali e bevande base frutta 30-99%.</p>
<p><strong>&#8211; ‘Senza grassi idrogenati’</strong> +1,7% (+15,2% il fatturato). In crescita le vendite di biscotti salutistici e tradizionali, pasticceria, torte pronte e margarina.</p>
<p><strong>&#8211; ‘Senza aspartame’</strong>, +5,1% (+10,8% a valore). L’edulcorante di sintesi &#8211; <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/laspartame-e-un-possibile-cancerogeno-secondo-iarc/">considerato dalla Iarc un possibile cancerogeno</a> &#8211; viene sempre più spesso scartato dai consumatori. Trainano dolcificanti, aranciata e cola.</p>
<h2>‘Rich in’</h2>
<p><strong>Gli 11mila alimenti </strong>naturalmente ricchi o arricchiti di componenti benefiche hanno accresciuto il fatturato, nel 2023, in misura del +10%. I volumi venduti sono invece diminuiti del -2,2%, con due sole eccezioni:</p>
<p><strong>&#8211; ‘fermenti lattici’</strong>, rimasto sostanzialmente stabile, con volumi di vendita a +0,3%, soprattutto grazie a latte fermentato/kefir, yogurt intero e crescenza,</p>
<p><strong>&#8211; ‘proteine’</strong>, il principale claim per giro d’affari (+12,8%, fino a 1,88 mld di euro) nel paniere dei ‘rich in’ è cresciuto in volume di +1,2%. Molto bene latte fresco e Uht, formaggi grana e simili, basi e alimentazione sportiva.</p>
<h2>Alimenti per intolleranze alimentari</h2>
<p><strong>I quasi 11mila prodotti</strong> proposti come idonei per persone con intolleranze alimentari sono anch’essi vessati dal caro-prezzi. Il fatturato cresce complessivamente del +6,2% (a oltre 4,7 mld di euro) ma le vendite in volume diminuiscono del -3,9%.</p>
<p><strong>La serie negativa</strong> per vendite a volume riguarda</p>
<p>&#8211; ‘senza glutine’ (-4,4%),</p>
<p>&#8211; ‘senza lattosio’ (-1,3),</p>
<p>&#8211; ‘senza glutine con logo AIC’, Associazione Italiana Celiachia (-7,3%),</p>
<p>&#8211; ‘senza latte’ (-5,1%),</p>
<p>&#8211; ‘senza lievito’ (-3,1%).</p>
<p><strong>Il claim ‘senza uova’</strong> fa eccezione. Il più piccolo segmento del paniere è infatti cresciuto anche a volume (+3,6%), soprattutto grazie a pasta fresca non ripiena, pasta fresca senza glutine, pasta senza glutine e biscotti salutistici.</p>
<h2>Stile di vita a tavola</h2>
<p><strong>Tra i cinque claim </strong>che identificano prodotti coerenti con un preciso stile di vita complessivamente si ripropone la forbice tra aumento di fatturato (+8,7%) e calo dei volumi di vendita  (-2,4%).</p>
<p><strong>Tre i richiami </strong>all’assenza (totale o parziale) di ingredienti di origine animale,</p>
<p><strong>&#8211; ‘veg’</strong>, che vale 24 mld di euro, fa registrare +10,4% nel valore delle vendite e -1,6% nell’andamento a volume. Molto male, a volume, primi piatti pronti, formaggi da tavola interi e in porzione, formaggi freschi industriali, formaggi a fette e gelati multipack</p>
<p><strong>&#8211; ‘vegetariano’</strong>, con fatturato a +9% e volumi a -3,1%, cede nelle medesime categorie del claim ‘veg’</p>
<p><strong>&#8211; ‘vegano’</strong>, infine, incrementa le vendite a valore (+11,9%) e a volume (+0,2%). Bene le confetture e gli spalmabili base frutta nonché i surgelati vegetali naturali/frutta.</p>
<h2>Biologico</h2>
<p><strong>Il claim ‘bio’ </strong>su 8.200 referenze nel 2023 sviluppa più di 1,2 mld di euro di vendite, +2,8%. Calano invece, -5,1%, i volumi di vendita. Male soprattutto latte fresco, verdura di quarta gamma, gallette, pasta integrale/farro/kamut/base legumi e addirittura anche le uova di gallina.</p>
<p><strong>Gli alimenti biologici</strong>, va tuttavia ricordato, vengono spesso acquistati nei mercati contadini e nei negozi specializzati, canali di vendita tuttora non considerati nell’Osservatorio Immagino.</p>
<h2>Kosher e halal</h2>
<p><strong>La stessa considerazione</strong> vale per gli alimenti certificati come kosher o halal, disponibili soprattutto in esercizi commerciali dedicati. Nel canale dei supermercati e ipermercati, i due claim relativi alle prescrizioni religiose hanno andamento diverso:</p>
<p><strong>&#8211; ‘kosher’</strong>, idoneo per la religione ebraica, appare su 1.710 prodotti e cresce in valore del +10,3%, fino a oltre 921 mln di euro. A volume, invece, cede il -1,4%, a causa soprattutto di olio extravergine di oliva, caffè macinato, confetture e spalmabili base frutta, praline e cioccolatini,</p>
<p><strong>&#8211; ‘halal’</strong>, presente su 521 prodotti, vive un 2023 di successo, complice l’aumento degli stranieri di fede musulmana da Bangladesh e Afghanistan. La crescita è di +16,7% a valore (per un fatturato di oltre 269 mln di euro) e di +5,9% a volume, soprattutto grazie a pasta di semola, formaggio grana e simili e surgelati vegetali naturali/frutta.</p>
<h2>Ingredienti ‘benefici’</h2>
<p><strong>Tra gli alimenti </strong>con evidenza in etichetta di un ingrediente ‘benefico’, il generale contrasto tra fatturato in aumento e vendite quantitative in calo è pienamente confermato.</p>
<p><strong>Traditional</strong>. Sette claim richiamano i prodotti ‘tradizionali’ più amati in Italia. Cacao, nocciola, limona, vaniglia, pistacchio, noci e caramello. Il calo delle vendite in volume è generalizzato e a due cifre in tre casi: nocciola (-12,9%), vaniglia (-14,6%) e caramello (-12,9%).</p>
<p><strong>Superfruit</strong>. Stesso trend per i sette superfruit monitorati, con un calo delle vendite in volume di -4,4%.</p>
<p><strong>Mandorla e mirtillo</strong> perdono vendite in volume rispettivamente per -7,4% e -7,9%.</p>
<p><strong>Tre eccezioni</strong>. La quantità di vendite in volume cresce per</p>
<p>&#8211; anacardi, +5,2%,</p>
<p>&#8211; avocado, +24,1%, nel segno di una crescita che negli ultimi anni pare inarrestabile,</p>
<p>&#8211; acqua di cocco, sostanzialmente stabile a +0,6%.</p>
<h2>Riso e avena, le eccezioni</h2>
<p><strong>Nel gruppo di supercereali e farine</strong>, avena, farina di riso e olio di riso sono gli unici a vantare un aumento delle vendite in volume: +4,1%, +1,6% e +5,3%.</p>
<p><strong>Dei due dolcificanti </strong>monitorati, le vendite in volume precipitano del -7,5% per lo zucchero di canna e rimangono sostanzialmente stabili per la stevia, -0,1%, a fronte di fatturato aumentato di +5,6%.</p>
<p><strong>Tra i semi</strong>, a fronte di un complessivo aumento delle vendite a valore (+6,8%) e un calo di quelle a volume (-4,5%), si nota la drastica riduzione del numero di acquisti di semi di zucca (-9,2%) e semi di canapa (-11,9%).</p>
<p><strong>Le spezie</strong> fanno registrare nel 2023 una performance negativa soprattutto a volume (-10,5%) ma anche a valore (-2%). Per queste ultime, il crollo è di -10% per lo zenzero, -17% per la curcuma e -8,1% la cannella.</p>
<h2>Superfood</h2>
<p><strong>I superfood</strong>, ultimo gruppo degli ingredienti benefici monitorati da Osservatorio Immagino, sono anch’essi nel solco generato dai rincari: il valore delle vendite è aumentato del +2,8% mentre i volumi sono diminuiti del -2,7%.</p>
<p><strong>‘Pappa reale’</strong> è il claim con maggiore giro d’affari: 20,3 milioni di euro sviluppati da 48 referenze. Le vendite crescono a valore (+6,8%) e, seppur poco, anche a volume (+0,8%).</p>
<p><strong>‘Burro di arachidi’</strong> è in seconda posizione per giro d’affari, 18,4 mln di euro da appena 50 prodotti. La crescita delle vendite è a due cifre sia a valore (+15,7%) che a volume (10,7%). Bene le creme spalmabili dolci, le bevande base latte e i wafer.</p>
<p><strong>‘Edamame’</strong>, con 7,5 mln di euro di giro d’affari e 28 prodotti a scaffale, nel 2023 perde il -7,9% a valore e il –13,8% a volume.</p>
<p><strong>‘Goji’ e ‘Acaj’ </strong>precipitano con vendite a volume ridotte rispettivamente di -25,9% e -41%.</p>
<p><strong>‘Matcha’, ‘spirulina’ e ‘tahina’ </strong>tengono invece con vendite quantitative a +0,7%, +4,1% e +2,7%.</p>
<h2>Metodo di lavorazione</h2>
<p><strong>‘Artigianale’</strong> è in controtendenza in confronto agli altri claim sul metodo di lavorazione. Trovato su 752 prodotti, ha accresciuto le vendite in valore di +21,6% (per un fatturato di 143 mln di euro) e in volume di 17,1%, soprattutto grazie alla pizza surgelata.</p>
<p><strong>‘Essiccazione’ </strong>è l’unico altro claim del gruppo a tenere. Tipico della pasta secca, il richiamo segna un incremento delle vendite di +7,8% a valore e +3,1%.</p>
<p><strong>Molto male </strong>le vendite in volume di ‘lavorato a mano’ (-13,2%), ‘non filtrato’ (-17,1%) e ‘affumicatura’ (-10,3%). Con riguardo a quest’ultimo claim ricordiamo la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/aromi-di-affumicatura-genotossici-nessuna-tutela-in-ue/">recente decisione della Commissione europea</a> di rifiutare il rinnovo all’autorizzazione degli aromi di affumicatura in quanto genotossici, ma mantenendoli negli alimenti per ulteriori cinque anni.</p>
<p><strong>In caduta </strong>anche le vendite in volume dei prodotti con claim ‘estratto a freddo’, essenzialmente l’olio extravergine di oliva. I rincari accrescono il fatturato del +31,5%, ma riducono le vendite in volume del -3,1%.</p>
<h2>Consistenza dell’alimento</h2>
<p><strong>La consistenza dell’alimento</strong> (la texture) rappresenta un’attrazione per i consumatori. I relativi claim appaiono su 7.792 referenze, che nel 2023 hanno generato oltre 1,4 miliardi di euro di vendite. Il trend delle vendite è positivo a valore (+10,4%) ma negativo a volume (-4,1%).</p>
<p><strong>Tra gli 11 claim</strong> monitorati, soltanto due registrano segno positivo nelle vendite a volume:</p>
<p><strong>&#8211; ‘morbido’ </strong>con +1,3% (+14,2% a valore) è trainato da pancarrè, pan bauletto, pane da tramezzino e affettati. Vale un giro d’affari di 532 mln di euro,</p>
<p><strong>&#8211; ‘ruvido’</strong> con +0,9% (+13,7% a valore) totalizza un giro d’affari di 206 mln di euro. Molto bene la pasta di semola e la pasta integrale, al farro e al kamut, oltre ai legumi.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Osservatorio Immagino 2024.1. GS1 Italy <a href="https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-15/">https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-15/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-in-italia-nella-xv-edizione-dellosservatorio-immagino/">I consumi alimentari in Italia nella XV edizione dell’Osservatorio Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prezzi alti, consumi alimentari ridotti. La 14a edizione di Osservatorio Immagino</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/prezzi-alti-consumi-alimentari-ridotti-la-14a-edizione-di-osservatorio-immagino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 08:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA['free from’ labelling]]></category>
		<category><![CDATA[aspartame]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[free from]]></category>
		<category><![CDATA[GS1 Italy]]></category>
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		<category><![CDATA[IGT]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Immagino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consumi alimentari degli italiani si confermano contratti dall’impennata dei prezzi, anche nella 14a edizione dell’Osservatorio Immagino. Il nuovo rapporto di GS1 Italy incrocia le informazioni riferite sulle etichette di oltre 136mila prodotti con le rilevazioni di NielsenIQ sulle vendite in ipermercati e supermercati italiani nel periodo giugno 2022-giugno 2023. (1) Il metaprodotto di Osservatorio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/prezzi-alti-consumi-alimentari-ridotti-la-14a-edizione-di-osservatorio-immagino/">Prezzi alti, consumi alimentari ridotti. La 14a edizione di Osservatorio Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I consumi alimentari degli italiani si confermano contratti dall’impennata dei prezzi, anche nella 14a edizione dell’Osservatorio Immagino. Il nuovo rapporto di GS1 Italy incrocia le informazioni riferite sulle etichette di oltre 136mila prodotti con le rilevazioni di NielsenIQ sulle vendite in ipermercati e supermercati italiani nel periodo giugno 2022-giugno 2023. (1)</p>
<h2>Il metaprodotto di Osservatorio Immagino</h2>
<p><strong>Il metaprodotto Immagino</strong> è l’indicatore statistico che calcola il profilo nutrizionale medio di oltre 80mila prodotti. In questa edizione l’indicatore mostra il successo crescente delle proteine &#8211; nonché le lievi riduzioni di carboidrati, zuccheri, grassi e grassi saturi, Kcal &#8211; nelle scelte dei consumi alimentari degli italiani. Senza purtroppo indicare il trend del sale.</p>
<p><strong>La tabella nutrizionale media</strong> per 100g di prodotto si presenta così:</p>
<ul>
<li><strong>175,9 Kcal</strong>. In lievissimo calo (-1%, rispetto alla precedente rilevazione);</li>
<li><strong>grassi</strong>, 8,5g. Lieve diminuzione, -2,1%, grazie al minore apporto di categorie come olio di semi, olio extravergine di oliva, olio di oliva, tonno sott’olio, burro, merendine e maionese;</li>
<li><strong>grassi saturi</strong>, 2,9g. Minimo calo, -0,9%, legato ai minori consumi di olio di semi, olio extravergine, burro, gelati multipack, mozzarelle e pandoro, in parte controbilanciati dalla crescita dei consumi di uova di gallina e alimentazione sportiva;</li>
<li><strong>carboidrati</strong>, 19,3g (-1%);</li>
<li><strong>zuccheri</strong>, 7,3g (-1,4%). Tendenza che si deduce anche dal successo dei claim riferiti al ridotto contenuto di zuccheri, come vedremo;</li>
<li><strong>fibre</strong>, 2,1g (-0,2%). L’indicazione in etichetta della quantità di fibre è facoltativa e viene specificata soltanto su 49.275 prodotti. L’apporto medio si conferma ai livelli della precedente rilevazione, grazie all’effetto combinato del maggiore contributo di biscotti tradizionali, alimentazione sportiva, fagioli conservati, estrusi, creme spalmabili dolci, patatine, passata di pomodoro, pizze surgelate e sostitutivi del latte, unito al minor consumo di biscotti integrali/multicereali, surgelati vegetali naturali/frutta, farine/miscele, pasta di semola, pasta integrale/farro/kamut/base legumi e merendine;</li>
<li><strong>proteine,</strong> 6,7g (+1%). La crescita è trainata dai maggiori consumi medi di uova di gallina, alimenti per sportivi, dessert freschi, latte Uht, quarta lavorazione avicunicola, creme spalmabili dolci, formaggi grana e simili, biscotti tradizionali, piadine, pancarré e bevande base latte Uht.</li>
</ul>
<h2>L’italianità in declino</h2>
<p><strong>L’origine italiana</strong> degli alimenti &#8211; primo claim esaminato nella 14a edizione dell’Osservatorio Immagino &#8211; è evidenziata nell’etichetta di quasi 26mila prodotti. Tra questi, tuttavia, la tendenza è di un calo generalizzato delle vendite a volume (quelle a valore conservano sempre segno positivo a causa dei rincari). In dettaglio:</p>
<p><strong>&#8211; bandiera italiana</strong>. Il segno di riconoscimento più utilizzato (oltre 15mila prodotti) è quest’anno abbinato a una contrazione delle vendite del 4% a volume. Cresce invece il fatturato: le vendite a volume segnano +11,4%, per un giro d’affari complessivo di 6,5 mld di euro. Le categorie più penalizzate sono affettati, pizze surgelate e latte fresco.</p>
<p><strong>&#8211; 100% italiano</strong>. Gli 8.339 prodotti che riportano sulla confezione questo claim cedono il -4,1% a volume e guadagnano il +13,8% a valore. Il maggiore calo dei volumi riguarda affettati, birre alcoliche, verdure di quarta gamma e gelati multipack;</p>
<p><strong>&#8211; prodotto in Italia</strong>. Qui emerge il peggiore andamento dei segnali di italianità, con -7,9% di vendite a volume e un +4,6% a valore. Male sughi pronti base, uova da ricorrenza &gt;30 grammi, vini Doc e Docg italiani, pesce preparato panato surgelato e piatti pronti surgelati.</p>
<h2>Geographical Indications (GIs)</h2>
<p><strong>Le indicazioni DOP, DOP e DOCG</strong> compaiono su 4.494 prodotti, con un giro d’affari di quasi 1,5 miliardi di euro di nel canale supermercati e ipermercati. Complessivamente le vendite segnano -2,7% a valore e -2,6% a volume.</p>
<p><strong>Trainano il calo </strong>dei volumi soprattutto i vini DOC e DOCG, lo spumante charmat secco e lo spumante classico. Resistono invece i 1.286 prodotti DOP, che sviluppano il maggior fatturato (oltre 691 milioni di euro) e registrano il maggior tasso di crescita a valore (+11,8%), mantenendo stabili i volumi (+0,1%).</p>
<p><strong>IGP</strong> (Indicazione geografica protetta) e <strong>IGT</strong> (Indicazione geografica tipica) registrano a loro volta una contrazione delle vendite a volume (-7%) e un modesto rialzo di quelle a valore (+1,8%). Tra i 2.110 prodotti così etichettati, cedono in particolare affettati, pasta di semola e vini.</p>
<h2>Regione che vai</h2>
<p><strong>La depressione dei consumi</strong> tocca anche gli alimenti con origine regionale in evidenza. Gli oltre 10mila prodotti di questo paniere segnano un fatturato in crescita di +7,3% (a oltre 3 mld di euro) e vendite quantitative a -3,9%.</p>
<p><strong>Soltanto sei indicazioni</strong> di origine regionale aumentano le vendite:</p>
<p><strong>&#8211; Sardegna</strong>. Bene il latte Uht, male burro, verdure di quarta gamma, mozzarelle e birre alcoliche. I 623 prodotti <em>Made in Sardinia</em> mantengono i volumi (+0,5%) e accrescono il fatturato (+17,15), che vale 207 mln di euro;</p>
<p><strong>&#8211; Puglia</strong>. Dei 775 prodotti, tirano paste filate fresche, vino Igp e Igt, passata di pomodoro, mozzarelle, verdura di quarta gamma e formaggi da tavola interi e a porzioni. Nel complesso, le vendite segnano un +16,9% a valore e un +3,4% a volume;</p>
<p><strong>&#8211; Umbria</strong>. Tra i 225 prodotti umbri, soprattutto acque minerali gassate, non gassate e lievemente gassate, e passate di pomodoro accrescono le vendite in GDO. Complessivamente i volumi venduti crescono del +3,2% e il giro d’affari del +15%, sfiorando i 144 milioni di euro;</p>
<p><strong>&#8211; Molise</strong>. Questa indicazione regionale ottiene i migliori risultati dell’anno: +26,9% le vendite a valore e +7,5% a volume. Tra i 144 prodotti, che hanno sfiorato i 113 milioni di euro di sell-out, spiccano per crescita la pasta di semola e la passata di pomodoro;</p>
<p><strong>&#8211; Basilicata</strong>. Con appena 45 prodotti, l’indicazione di origine lucana vale 22 milioni di euro. Le vendite crescono a valore (+9%) e a volume (+2,6%). Merito soprattutto delle fragole;</p>
<p><strong>&#8211; Valle d’Aosta</strong>. Trend positivo sia nei volumi (+6,6%), grazie a quarta lavorazione avicunicola (preparati precotti a base pollo e tacchino) e formaggi da tavola a fette, sia nei valori delle vendite (+13,8%). I 31 prodotti etichettati come valdostani valgono quasi 10 mln di euro.</p>
<h2>Free from, pochi zuccheri e niente aspartame</h2>
<p><strong>Tra i 16 claim</strong> relativi al mondo del free from, che vale quasi 8 mld di euro (+11,8%, ma -4,4% a volume), soltanto quelli relativi agli zuccheri sono associati a un incremento numerico delle vendite, trainate da dessert freschi, bevande base frutta 30-99%, basi, biscotti tradizionali e yogurt da bere:</p>
<ul>
<li><strong>‘pochi zuccheri’</strong>, +8,3% a volume e +23,6% a valore;</li>
<li><strong>‘senza zuccheri aggiunti’</strong>, +12,1% a volume e +27% in valore. Questo claim, osserviamo, può venire letto quasi sempre anche come ‘con edulcoranti’. In sostanza, non si rinuncia al gusto dolce ma si vira sui dolcificanti acalorici, talvolta problematici.</li>
</ul>
<p><strong>Emblematico</strong> il caso dell’edulcorante di sintesi aspartame, <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/laspartame-e-un-possibile-cancerogeno-secondo-iarc/">classificato come probabile cancerogeno dalla IARC</a> e tuttora autorizzato nonché presente in numerosi alimenti.</p>
<p><strong>I consumatori più accorti</strong> hanno imparato a evitarlo. Il rapporto dell’Osservatorio Immagino riferisce infatti che il claim ‘senza aspartame’, presente su soli 66 prodotti, sostiene le vendite in valore (+10,1%) e volume (+2,8%).</p>
<h2>‘Senza antibiotici’ e gli altri free from</h2>
<p><strong>I primi tre claim </strong>in termini di fatturato nel paniere free from replicano lo schema che seguono quasi tutti i panieri:</p>
<ul>
<li><strong>‘senza conservanti’</strong>, presente su 4.351 prodotti per un giro d’affari di oltre 2,7 mld di euro, segna +8,3% a valore e -8,2% a volume. Il calo è generalizzato ma particolarmente accentuato per per specialità salate surgelate e maionese, calati anche a valore;</li>
<li><strong>‘pochi grassi’</strong>, individuato sulle etichette di 3.168 prodotti, è associato a un aumento del fatturato (+15,3%, fino a oltre 1,7 mld di euro) e un calo numerico delle vendite di -2,2%. Bene i dessert freschi, male affettati e snack dolci;</li>
<li><strong>‘senza olio di palma’</strong>, terzo claim per giro d’affari, compare su 2.629 prodotti. Il fatturato è cresciuto di +12,1%, fino a 1,5 mld di euro, ma le vendite sono diminuite a volume di -4,1%. Pasticceria, quarta lavorazione avicunicola, biscotti tradizionali e merendine sono stati i mercati a maggiore crescita; pancarré, snack dolci, pane bauletto, cereali per la prima colazione e creme spalmabili dolci quelle in calo.</li>
</ul>
<p><strong>Tra i claim ‘emergenti’</strong>, finalmente, ‘<strong>senza antibiotici</strong>’ &#8211; su 330 prodotti &#8211; registra un deciso aumento del fatturato (+20,1%), che ha superato i 273 milioni di euro, sia pur con lieve calo dei volumi (-0,8%). Crescono le uova e calano le specialità ittiche e i surgelati di pesce al naturale.</p>
<h2>Il paniere dei ‘rich in’</h2>
<p><strong>Il paniere</strong> del ‘rich in’, rispetto ai 12 mesi anteriori al giugno 2023, ha mostrato la maggior capacità di tenuta dei volumi, calati solo del -0,9%, e la più alta crescita del fatturato, aumentato del +13,9%.</p>
<p><strong>Dei 12 claim</strong> rilevati da Osservatorio Immagino, soltanto tre sono associati a un aumento numerico delle vendite:</p>
<p><strong>&#8211; ‘proteine’</strong> è primo per giro d’affari, seguito da ‘fibre’ e ‘vitamine’.  Sviluppa un giro d’affari di 1,7 mld di euro,+19,6%, a valore e +4,5% in volumi. I prodotti traino sono dessert freschi, latte fresco, alimenti per sportivi, formaggi grana e simili;</p>
<p><strong>&#8211; ‘fermenti lattici’</strong> cresce sia a valore (+15,4%) sia a volume (+1,3%). I 541 prodotti con questo claim in etichetta valgono oltre 405 milioni di euro. I migliori risultati emergono per latte fermentato/kefir, crescenza, yogurt intero e freschi industriali;</p>
<p><strong>&#8211; ‘magnesio’</strong> cresce anch’esso sia a valore (+10,8%) sia a volume (+2,9%). L’Osservatorio Immagino l’ha individuato sulle etichette di 438 prodotti che hanno sviluppato 126 milioni di euro di vendite. Cereali per la prima colazione, camomilla, alimentazione sportiva e integratori sono le categorie best performer a volume.</p>
<h2>Allergeni appesantiti dai caro prezzi</h2>
<p><strong>Gli alimenti </strong>accompagnati dalla indicazione in etichetta dell’assenza di un allergene sono 10.959 per un giro d’affari di oltre 4,7 miliardi di euro. Il paniere complessivamente registra un aumento del fatturato di +9,5% e un calo delle vendite numeriche di -4,8%.</p>
<ul>
<li><strong>‘Senza glutine’</strong> rimane primo in questo paniere per fatturato (&gt;3,2 mld di €) e numero di prodotti (8.594). Come da copione, sale il fatturato (+6,1%) e calano i volumi venduti (-6,8%). Male affettati, maionese, uova di Pasqua e würstel.</li>
<li><strong>Il logo ‘gluten free’ </strong>con la spiga barrata di Associazione italiana celiachia (AIC) compare su 1.972 prodotti, che valgono un giro d’affari di quasi € 668 mln (+4,5%), a fronte però di un importante calo dei volumi (-7,5%). Male in particolare affettati e omogeneizzati, surgelati vegetali naturali/frutta, creme spalmabili dolci, yogurt greco colato skyr, confetture e spalmabili base frutta, e i surgelati.</li>
</ul>
<h2>Free from lattosio e uova</h2>
<p><strong>A questo trend </strong>due claim fanno eccezione:</p>
<p><strong>&#8211; ‘senza lattosio’</strong> è secondo in classifica per fatturato (€ &gt;1,9 mld) e assortimento (2.727 prodotti) e si aggiudica la migliore performance annuale del paniere, con vendite di +16,6% a valore e +0,9% a volume. Crescono a volume soprattutto dessert freschi, grana e simili, yogurt funzionale e bevande base latte Uht.</p>
<p><strong>&#8211; ‘senza uova’</strong> è invece ultimo in classifica con appena 166 referenze ed € 26 mln di fatturato. Spicca invece per la crescita annua delle vendite a volume, +2,6%. Molto bene pasta fresca non ripiena, pasta fresca senza glutine e biscotti salutistici.</p>
<h2>Vegetariano e dintorni</h2>
<p><strong>Nel paniere</strong> dei claim relativi allo stile di vita rientrano 13.000 prodotti per un giro d’affari di 4 mld di euro in supermercati e ipermercati.</p>
<ul>
<li><strong>‘Veg’</strong>, cioè vegano e/o vegetariano, è il claim che vale oltre 2,3 mld di euro di vendite. I 4.800 prodotti così presentati hanno aumentato il fatturato di +11,8%, ma a prezzo di un calo dei volumi venduti pari a -2,8%, in particolare in maionese, mozzarelle e yogurt greco.</li>
<li><strong>‘Vegetariano’</strong>, rilevato su oltre 2mila prodotti, traina il fatturato di +12,3%, fino a 1,6 mld di euro. Calano di -2,6% i volumi. Male maionese, mozzarelle, yogurt greco colato skyr, estrusi, formaggi da tavola in fette, formaggi da tavola interi/porzionati e salse/spalmabili vegetali.</li>
<li><strong>‘Vegano’.</strong> Stesso trend dei due precedenti claim. I 3.630 prodotti etichettati come vegani aumentano il fatturato di +10,4%, fino a superare 1,1 mld di euro, ma cedono nelle vendite a volume di -2,3%. Male estrusi, surgelati vegetali naturali/frutta, altri infusi e salse/spalmabili vegetali.</li>
</ul>
<h2>La certificazione biologica</h2>
<p><strong>Il claim ‘bio’ </strong>è il più diffuso (8.259 prodotti) del paniere nonché terzo per giro d’affari (1,2 mld di euro). Il fatturato cresce (+2,3%), ma i volumi calano in misura significativa (-8,4%). Male latte fresco, gallette, pasta integrale/farro/kamut/base legumi, confetture e spalmabili a base di frutta.</p>
<p><strong>Le rilevazioni</strong>, ricordiamo, considerano le vendite in supermercati e ipermercati. Non tengono conto, quindi, dei canali ulteriori di distribuzione del biologico, come negozi specializzati, mercati ed ecommerce.</p>
<h2>Kosher e halal</h2>
<p><strong>Le certificazioni</strong> kosher e halal, che identificano i prodotti realizzati nel rispetto dei dettami religiosi ebrei e musulmani, hanno andamenti variabili.</p>
<ul>
<li><strong>Kosher</strong> è rilevato su 1.663 prodotti che valgono 894 mln di euro di fatturato, in crescita di +11,2% mentre scendono i volumi di -4,5%. Male olio extravergine di oliva, cereali per la prima colazione, creme spalmabili dolci, praline e cioccolatini, confetture e spalmabili base frutta.</li>
<li><strong>Halal</strong> compare su 504 prodotti certificati, che crescono a valore di +17,2% e &#8211; caso eccezionale nel paniere &#8211; anche a volume, +2%. In aumento i volumi venduti di pasta di semola, grana e simili, caramelle e snack dolci.</li>
</ul>
<h2>Gli ingredienti benefici</h2>
<p><strong>In ciascuno dei sette gruppi</strong> in cui vengono organizzati gli ingredienti benefici c’è qualche dato positivo anche in volume. Complessivamente, invece, le vendite dei 13.667 prodotti di questo paniere sono cresciute in valore (+11,2%), fino a un giro d’affari di oltre 4,3 mld di euro, a causa del caro prezzi, ma sono diminuite in volume, -2,8%.</p>
<p><strong>1 &#8211; Traditional</strong>. In questo gruppo, soltanto il claim ‘<strong>caramello</strong>’ aumenta i volumi di vendita di +10%, ma a fronte di un aumento a valore di +41,4%. Il claim ‘<strong>cacao</strong>’ supera il miliardo di euro di giro d’affari, cresciuto di +9,4% solo per i rincari. Le vendite a volume infatti scendono di -4,2%, a causa delle creme spalmabili dolci.</p>
<p><strong>2 &#8211; Superfruit</strong>. Tre claim mostrano un risultato brillante. ‘<strong>Avocado</strong>’ si conferma molto apprezzato dagli italiani. Le 65 referenze che lo richiamano in etichetta hanno aumentato del +37,1% il giro d’affari, ormai superiore ai 34 mln di euro, e del +22,2% i volumi venduti. ‘<strong>Anacardi</strong>’ cresce di +15,5% a valore e +7% a volume. Compare su 242 prodotti per un fatturato di 56 mln di euro. ‘<strong>Acqua di cocco’</strong>, infine, esprime una nicchia di 1,6 mln di euro per 11 referenze, ma segna +8% a valore e +4,3% a volume.</p>
<p><strong>3 &#8211; Supercereali e farine</strong>. Anche in questo gruppo (2.221 prodotti) tre claim, in controtendenza, trainano le vendite anche a volume. ‘<strong>Avena</strong>’ su 623 prodotti segna +18,4% a valore, fino a un fatturato di oltre 298 mln di euro. Segno positivo anche per le vendite a volume (+6%), grazie soprattutto a sostitutivi del latte Uht, cracker e biscotti integrali. Stesso trend per ‘<strong>Farina di riso</strong>’ (+16,4% a valore, +2,2% a volume) e ‘<strong>olio di riso</strong>’, che compare su appena 20 prodotti, +14,2% a valore e +3% a volume.</p>
<p><strong>4 &#8211; Dolcificanti</strong>. I due claim monitorati hanno andamento opposto. ‘<strong>Zucchero di canna</strong>’ perde ben -8,7% di vendite a volume e aumenta quelle a valore di solo +3,7%. ‘<strong>Stevia</strong>’ è invece in crescita sia a valore (+8,5%), sia a volume (+3,7%), soprattutto grazie a bevande a base di tè, alimenti per sportivi e infusi.</p>
<p><strong>5 &#8211; Semi</strong>. Andamento dimesso per i prodotti con i cinque claim relativi ai semi. ‘<strong>Semi di lino</strong>’, primo per giro d’affari con 152 mln di euro, emerge anche per la crescita annua a valore (+20,4%) e &#8211; unico del micro paniere, a volume (+5,2%), grazie anche alla performance del tonno sott’olio. Molto male ‘<strong>semi di canapa</strong>’, -19,4% a volume e -14,7% in valore per i 52 prodotti accompagnati da questo claim, che valgono 3 mln di euro.</p>
<p><strong>6 &#8211; Spezie</strong>. Il gruppo conta 896 prodotti con oltre 88 milioni di euro di fatturato ed è conforme alla tendenza generale con un andamento negativo, -2,3% a valore e -9,5% a volume. Per ‘<strong>zenzero</strong>’ vendite in calo di -1,2% a valore e -8,8% a volume, soprattutto per tè e altri infusi. ‘<strong>Curcuma</strong>’ perde -8,6% a valore e -15,8% a volume. ‘<strong>Cannella</strong>’, infine, perde -2,8% a valore e -9,1% a volume.</p>
<p><strong>7 &#8211; Superfood</strong>. La star del gruppo è ‘<strong>spirulina</strong>’, con vendite impennate a due cifre sia a valore (26,5%) sia a volume (16,2%) trainate da pasta senza glutine e succhi freschi. 38 prodotti contengono la portentosa alga. In espansione anche la vendita dei 36 prodotti con tè ‘<strong>matcha</strong>’ (tè e gelati dessert): +7,6% a valore e +0,5% a volume. Molto male, infine, ‘<strong>bacche di goji</strong>’, -24,6% a valore e -27,4% a volume, e ‘<strong>açai</strong>’, -21,8% a valore e -27,3% a volume.</p>
<h2>Il bello della lavorazione artigianale</h2>
<p><strong>Il metodo di lavorazione</strong> degli alimenti viene esplicitato con nove claim su 3.897 prodotti. Due sole indicazioni sono associate a un aumento delle vendite a volume:</p>
<p><strong>&#8211; ‘artigianale’ </strong>è stato rilevato su 750 prodotti (come pizza surgelata, affettati, pasta fresca e altri formaggi freschi a pasta filata) ed è associato a una crescita record delle vendite, sia a volume (+33,9%) sia a valore (+40,8%), superando i 144 mln di euro di fatturato;</p>
<p><strong>&#8211; ‘non fritto’</strong> compare su 372 prodotti. Estrusi e panetti croccanti sono tra gli alimenti con tendenza più dinamica. Il paniere vale 114 mln di euro, in crescita di +13,9%. Le vendite a volume sono aumentate di +1,3%.</p>
<p><strong>Il trend dei primi tre </strong>claim per giro d’affari ricalca lo schema dettato dal caro-prezzi:</p>
<p><strong>&#8211; ‘estratto a freddo’ </strong>compare su 348 prodotti, concentrati nell’olio extravergine di oliva, che valgono quasi 277 mln di euro. Il fatturato è cresciuto di +13,5%, mentre le vendite a volume sono scese di -5,9%;</p>
<p><strong>&#8211; ‘trafilato’</strong> qualifica 1.295 prodotti, essenzialmente la pasta. Vale un giro d’affari di oltre 268 mln di euro, aumentato di +12,3%. Anche in questo caso, le vendite a volume diminuiscono di ben -8%. Simile l’andamento dell’altro claim tipico della pasta secca, ‘<strong>essiccazione</strong>’, che compare su 317 prodotti e vale un fatturato di 115 mln di euro, aumentato di +4,3%, ma con vendite a volume in discesa (-10,1%), soprattutto su pasta di semola, kamut e farro;</p>
<p><strong>&#8211; ‘lavorato a mano’</strong>, terzo claim per fatturato (oltre 153 mln di euro per 356 prodotti), aumenta le vendite a valore (+6,5%) e diminuisce quelle a volume (-6,9%). Male tonno sott’olio, tonno ricettato con contorno, affettati e secondi piatti a base di pesce.</p>
<h2>Texture morbida e fragrante</h2>
<p><strong>La consistenza degli alimenti</strong> viene descritta in etichetta attraverso 11 claim. Anche in questo paniere, rileva la 14a edizione di Osservatorio Immagino, si ripropone un aumento del fatturato (+15,4%) e un calo di vendite (-2,3%), soprattutto per i claim ‘sottile’, ‘croccante’, ‘soffice’ e ‘ripieno’.</p>
<p><strong>Soltanto due claim</strong> accrescono le vendite anche a volume:</p>
<p><strong>&#8211; ‘morbido’,</strong> segnalato su circa 1.000 prodotti vale quasi 569 mln di euro. È il claim di maggiore successo nei 12 mesi monitorati, con una crescita a valore di +18,5% e a volume di +1,4%, grazie soprattutto a pancarré, pane bauletto e pane da tramezzini;</p>
<p><strong>&#8211; ‘fragrante’</strong> qualifica 272 prodotti. È primo per incremento del fatturato, +18,7%, fino a quasi 162 mln di euro, e mantiene sostanzialmente stabili le vendite a volume (+0,5%).</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Osservatorio Immagino, quattordicesima edizione 2023 • 2. GS1 Italy Servizi<br />
<a href="https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-14/">https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-14/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/prezzi-alti-consumi-alimentari-ridotti-la-14a-edizione-di-osservatorio-immagino/">Prezzi alti, consumi alimentari ridotti. La 14a edizione di Osservatorio Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consumi stressati dal caro-prezzi. XIII Rapporto Immagino</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/consumi-stressati-dal-caro-prezzi-xiii-rapporto-immagino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 21:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[claim]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Immagino]]></category>
		<category><![CDATA[shrinkflation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caro-prezzi taglia i consumi alimentari degli italiani. In supermercati e ipermercati cresce il fatturato ma calano le quantità vendute, segno inequivocabile di rincari generalizzati che costringono gli italiani ad alleggerire il carrello della spesa. La drammatica tendenza viene illustrata in dettaglio dalla XIII edizione dell&#8217;Osservatorio Immagino, realizzato da GS1 Italy mediante analisi delle notizie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/consumi-stressati-dal-caro-prezzi-xiii-rapporto-immagino/">Consumi stressati dal caro-prezzi. XIII Rapporto Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caro-prezzi taglia i consumi alimentari degli italiani. In supermercati e ipermercati cresce il fatturato ma calano le quantità vendute, segno inequivocabile di rincari generalizzati che costringono gli italiani ad alleggerire il carrello della spesa.</p>
<p>La drammatica tendenza viene illustrata in dettaglio dalla <a href="https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-13/">XIII edizione</a> dell&#8217;Osservatorio Immagino, realizzato da GS1 Italy mediante analisi delle notizie in etichetta di quasi 133mila referenze con le rilevazioni di NielsenIQ su vendite e consumi.</p>
<h2>I consumi degli italiani vessati dal caro-prezzi</h2>
<p><strong>&#8216;<em>Aumentano i prezzi</em></strong><em> e comincia a vedersi in modo netto come stiano <strong>diminuendo anche i volumi</strong>, anche se in maniera diversa fra fasce di prezzo.</em></p>
<p><em><strong>Il minore impatto sulla riduzione dei consumi lo troviamo nei prodotti a fascia alta</strong> di prezzo, dove gli acquirenti hanno meglio assorbito gli aumenti, pur iniziando anche loro una compressione degli acquisti.</em></p>
<p><em>Viceversa <strong>i prodotti di fascia bassa hanno subito una compressione più rilevante dei volumi</strong></em>&#8216;, spiega Marco Cuppini, l&#8217;ideatore dell&#8217;Osservatorio Immagino.</p>
<h2>Il metaprodotto Immagino</h2>
<p><strong>La composizione nutrizionale </strong>del paniere di alimenti e bevande acquistati nel 2022 in ipermercati e supermercati, sintetizzata nel metaprodotto Immagino, indica una riduzione per tutte le voci, a eccezione delle proteine (6g, -0,1%) sostanzialmente stabili per effetto del grande successo degli alimenti etichettati come <a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/domande-e-risposte/x-proteine-sul-fronte-etichetta-serve-lasterisco-risponde-lavvocato-dario-dongo/%C2%A0">fonte di proteine</a> (alimenti per sportivi, pasta di semola, dessert freschi, affettati <em>etc</em>.).</p>
<p><strong>Le fibre alimentari</strong>, oggetto di un interesse (salutare) e vivace nel recente passato, cedono anch&#8217;esse un poco. Dopo il +2,3% a fine 2021, cedono di -0,4% (attestandosi a 2,1g nel metaprodotto) a dicembre 2022. Il risultato si spiega con i minori consumi di prodotti come farine/miscele, frutta e vegetali surgelati, legumi secchi, pasta integrale/farro/kamut/base legumi, fette biscottate, e l&#8217;aumento del ruolo delle fibre in prodotti per l’alimentazione sportiva, legumi conservati, pasta di semola e primi piatti pronti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-72247" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2023/07/FIGURA-1.jpg" alt="" width="671" height="535" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2023/07/FIGURA-1.jpg 671w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2023/07/FIGURA-1-300x239.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2023/07/FIGURA-1-150x120.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 671px) 100vw, 671px" /></p>
<h2>In forte calo i prodotti &#8216;<em>made in Italy</em>&#8216;</h2>
<p><strong>Le vendite</strong> dei prodotti con un richiamo in etichetta all&#8217;italianità subiscono un drastico calo delle vendite. Dal bilancio traspare il peso del caro-prezzi. Rispetto al 2021, il valore delle vendite è sì aumentato del +6,1% ma i volumi sono diminuiti del -5%.</p>
<p><strong>Dei tre segni</strong> distintivi in etichetta del <em>made in Italy</em>,</p>
<p><strong>&#8211; la bandiera italiana</strong> &#8211; primo indicatore per numero di prodotti (14.706) e giro d’affari (oltre 6 miliardi di euro) &#8211; perde &#8216;solo&#8217; il -4%,</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;100% italiano&#8217;</strong> traina le vendite a valore del +9,2% ma a volume crolla del -5%,</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;prodotto in Italia&#8217;</strong> va peggio. Le vendite a valore sono rimaste stabili (+0,4% rispetto al 2021), mentre quelle in volume sono calate del -7,1%.</p>
<h2><em>Geographical Indications</em> (GIs)</h2>
<p><strong>Vini Doc e Docg</strong>, spumante charmat secco, spumante metodo classico e mozzarelle sono tra i prodotti in maggiore sofferenza nel paniere dei 4.367 prodotti certificati. Vendite a valore stabili (+0,2%), ma volumi ridotti di -6,7%.</p>
<p><strong>Stesso <em>trend</em> </strong>per gli oltre 2mila prodotti IGP e IGT. Nel 2022 hanno guadagnato un modesto +1% a valore (fino a quasi 631 mln di euro di vendite), perdendo però il 6% a volume.</p>
<h2>Bene solo Umbria, Molise e Sardegna</h2>
<p><strong>Il richiamo all&#8217;origine regionale</strong> degli alimenti vale un aumento della quantità di vendite solo in tre Regioni:</p>
<p>&#8211; Molise (con il migliore dato sulle vendite a valore, +24,8% e +5,9% a volume),</p>
<p>&#8211; Umbria (+10,5% a valore, +3,9% a volume),</p>
<p>&#8211; Sardegna (+12,2% a valore, +1,9% a volume).</p>
<p><strong>Primo in classifica</strong> per giro d&#8217;affari (€ 380 mln generati da 983 prodotti) si conferma il Trentino-Alto Adige, che tuttavia perde il 5,4% delle vendite a volume, in particolare sui vini Doc e Docg, spumante metodo classico e affettati.</p>
<p><strong>La Sicilia</strong>, seconda in classifica con un giro d&#8217;affari di 364 milioni di euro generato da 1.161 referenze, aumenta le vendite a valore (+3,1%), ma perde il -6,9% delle vendite a volume.</p>
<p><strong>Il Piemonte</strong> scalza l&#8217;Emilia-Romagna dal podio e segna un giro d’affari superiore a 305 milioni di euro (+4,% sul 2021), con una riduzione delle vendite in volume del -3,4%. Perdono soprattutto vini Doc, spumante <em>charmat</em> dolce e latte Uht.</p>
<h2><em>Free from</em>, 17 su 100. Zuccheri in primo piano</h2>
<p><strong>I prodotti </strong>accompagnati da un <em>claim</em> che vanta l&#8217;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/free-from-in-etichetta-labc/%C2%A0">assenza o la ridotta presenza</a> di un ingrediente, nutriente o additivo sono ormai quasi 17 su 100. Nel 2022 hanno segnato un giro d&#8217;affari di oltre 7,4 mdl di euro, +6%. Anche in questo caso, tuttavia, le vendite a volume sono diminuite complessivamente (-5,2%), a eccezione di quattro <em>claim</em>.</p>
<p><strong>I richiami</strong> in etichetta alla ridotta quantità di zuccheri hanno ancora trainato le vendite (in volume):</p>
<p>&#8211; &#8216;pochi zuccheri&#8217;, +4,1%,</p>
<p>&#8211; &#8216;senza zuccheri aggiunti&#8217;, +1,5%.</p>
<p><strong>Gli altri due</strong> <em>claim</em> che incrementano le vendite a volume sono:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;senza antibiotici&#8217;</strong>. +4,3% a volume, +17,2% il fatturato dei 261 alimenti così etichettati. Anche in questo caso, l&#8217;informazione sui rischi correlati alla resistenza antimicrobica (e al benessere animale) sembra cominciare a orientare con maggiore forza le scelte dei consumatori,</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;senza aspartame&#8217;</strong>, +2,2%, presente su 64 prodotti. Il discusso edulcorante di sintesi perdeva <em>appeal</em> nel 2022, e probabilmente ne perderà ancora, dopo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/laspartame-e-un-possibile-cancerogeno-secondo-iarc/">il suo inserimento</a> tra le sostanze classificate da IARC come &#8216;possibile cancerogeno per l&#8217;uomo&#8217;.</p>
<h2><em>Free from</em>, i tre campioni</h2>
<p><strong>Sul podio</strong>, per giro d&#8217;affari, figurano le indicazioni <em>free from</em>:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;senza conservanti&#8217;</strong>. Il <em>claim</em> accompagna 4.363 prodotti per un giro d&#8217;affari di 2,7 miliardi di euro, +3,7%. I volumi sono però crollati, -7,9%, specie su mozzarelle, yogurt greco colato, merendine, specialità salate surgelate e maionese. Tra rincari e <em>shrinkflation</em>.</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;senza olio di palma&#8217;</strong>. Resiste il <em>claim</em> che attesta l&#8217;eliminazione dell&#8217;economico grasso tropicale dalle ricette degli alimenti industriali. Compare su 2.806 prodotti, fonte di quasi 1,7 miliardi di euro di vendite (+6,1%), pure diminuite a volume (-6,9%). Male merendine, cereali per la prima colazione e biscotti tradizionali,</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;pochi grassi&#8217;</strong>, <em>claim</em> presente su 3mila prodotti, va peggio. Le vendite a volume calano di -9,5%, mentre il giro d&#8217;affari cresce di +5,9%. I consumatori rinunciano in particolare a yogurt greco colato, affettati, mozzarelle e <em>snack</em> dolci.</p>
<h2>&#8216;<em>Rich in</em>&#8216;, proteine e micronutrienti in crescita</h2>
<p><strong>Oltre 10mila prodotti </strong>sono accompagnati da un <em>claim</em> che riferisce alla ricca presenza di un determinato nutriente. Il paniere vale 4,4 miliardi di euro. Come per la quasi totalità dei casi, il fatturato cresce (+7,8%) mentre le vendite a volume diminuiscono (-3,6%), in confronto al 2021.</p>
<p><strong>Tra i 12 <em>claim</em> </strong><em>&#8216;rich in&#8217;</em> monitorati dall&#8217;Osservatorio Immagino, svetta il riferimento alle proteine, presente su 2.866 prodotti che generano un fatturato di oltre 1,4 mld di euro (+15%). A confronto, i volumi venduti rimangono invece stabili (+0,1%), trainati dal fenomeno dei dessert freschi iper proteici.</p>
<p><strong>Il successo</strong> non viene replicato negli altri due <em>claim</em> sul podio:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;fibre&#8217;</strong> genera un giro d&#8217;affari di oltre 1,2 mld di euro (+5,3%) ma perde volumi (-4,2%) a causa dei rincari, soprattutto per biscotti integrali/multicereali, merendine e cereali per la prima colazione.</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;vitamine&#8217;</strong> è presente su oltre 2mila prodotti, il cui fatturato è cresciuto del 5,8%, fino a più di 1,1 mld di euro. Giù in misura significativa sono però i volumi delle vendite, -8,4% in confronto al 2021, soprattutto su bevande base frutta, latte Uht e fresco.</p>
<h2>Magnesio, potassio e zinco</h2>
<p><strong>I micronutrienti</strong> magnesio, potassio e zinco citati in etichetta trainano le vendite di alimenti per sportivi, yogurt funzionali, frutta a guscio.</p>
<p><strong>Il magnesio</strong>, evidenziato su 431 prodotti, aumenta il fatturato del 13,5%, mentre le vendite a volume tengono con un +3,9%.</p>
<p><strong>Il potassio</strong> segue un <em>trend</em> analogo. È richiamato nell&#8217;etichetta di 246 prodotti le cui vendite crescono +7,7% in valore (fino a oltre 60 mln di euro) e +5,7% a volume.</p>
<p><strong>Lo zinco</strong>, infine, nel paniere segna il record di crescita per volume, +6,6%, e accresce il giro d&#8217;affari di +11,6%, a oltre 50 mln di euro.</p>
<p><strong>Per il resto</strong>, tra i <em>‘rich in</em>’ meritano menzione altri due <em>claim</em>:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/innovazione/pane-integrale-e-lievito-madre-la-soluzione-ideale/%C2%A0">integrale</a>&#8216; </strong>registra un discreto calo delle vendite a volume di -3,1%, soprattutto tra merendine e biscotti integrali. Ma il caro-prezzi ha accresciuto il giro d&#8217;affari del +5,8%, fino a oltre 868 mln di euro,</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;fermenti lattici&#8217;</strong> cede poco a volume (-0,1%), evidenziando un interesse verso lo halo dei <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/prebiotici-e-probiotici-microbioma-e-sistema-immunitario/%C2%A0">probiotici</a> che resiste agli aumenti, con un giro affari accresciuto del ben più deciso +8,2%, fino a 386 mln di euro. Perdono quota solo gli yogurt funzionali.</p>
<h2>Intolleranze alimentari, cresce &#8216;senza lattosio&#8217;</h2>
<p><strong>Gli alimenti</strong> accompagnati da <em>claim</em> rivolti a chi ha una intolleranza alimentare seguono la tendenza osservata finora: aumento delle vendite a valore (+6%), diminuzione di quelle a volume.</p>
<p><strong>Il paniere</strong>, tuttavia, fa registrare nel complesso una contrazione delle vendite a volume meno marcata (-3,3%).</p>
<p><strong>Le peggiori <em>performance</em></strong> riguardano &#8216;senza latte&#8217; e &#8216;senza glutine&#8217; con logo AIC (Associazione italiana celiachia), che perdono il 7% delle vendite. La ragione va ricercata nel caro-prezzi.</p>
<p><strong>Due soli casi positivi</strong> tra i prodotti etichettati come privi di un allergene:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/senza-lattosio-abc/%C2%A0">senza lattosio</a>&#8216; </strong>aumenta le vendite a volume del +2,1% (+12,1% a valore), grazie soprattutto a dessert freschi, formaggi grana e simili, yogurt funzionale, bevande base latte Uht e integratori.</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;senza uova&#8217;</strong> registra il +5% di vendite a valore e mantiene stabili le vendite a volume (+0,7%), grazie soprattutto a pasta fresca non ripiena, biscotti salutistici e maionese.</p>
<h2>Veg e dintorni</h2>
<p><strong>Nei tre <em>claim</em> </strong>che indicano l&#8217;assenza di ingredienti carnei e/o di origine animale si ripete la tendenza osservata negli altri panieri a causa del caro-prezzi.</p>
<p><strong>Veg</strong>. Il <em>claim</em> usato per gli alimenti adatti alla dieta vegana o vegetariana più importante per giro d&#8217;affari (2,1 mld di euro, + 3,6%) registra un calo delle vendite a volume del -8,9%. I risultati peggiori sono per yogurt greco colato skyr, mozzarelle, maionese e passata di pomodoro.</p>
<p><strong>Vegetariano</strong>. I 2.041 prodotti così etichettati valgono oltre 1,4 mld di euro (+4,6%), ma le vendite a volume cedono parecchio (-10,1%). Male in particolare yogurt greco colato skyr, mozzarelle, maionese ed estrusi.</p>
<p><strong>Vegano</strong>. Il paniere che vale un mld di euro (+2% nel 2022) perde il -5,8% di vendite a volume, in particolare su prodotti che normalmente non contengono ingredienti di origine animale, come passate di pomodoro, estrusi, infusi (altri), confetture, oltre che su spalmabili base frutta e merendine.</p>
<h2>Kosher e halal</h2>
<p><strong>I due <em>claim</em></strong> che indicano l&#8217;idoneità di un alimento alle prescrizioni religiose hanno un andamento opposto:</p>
<p><strong>kosher</strong>. Il giro d&#8217;affari è cresciuto del 6,2% sfiorando gli 824 mln di euro, ma i volumi venduti sono diminuiti del -4%, in modo più marcato su passate di pomodoro, olio extravergine d’oliva e caffè macinato,</p>
<p><strong>halal</strong>, al contrario, è associato a un doppio segno positivo. Le vendite dei 486 prodotti etichettati come idonei alla dieta musulmana crescono in volume (+1,7%) e in valore (+7,3%). Tra le categorie più vivaci vi sono la pasta di semola e gli <em>snack</em> dolci.</p>
<h2>Alimenti biologici</h2>
<p><strong>Gli alimenti bio</strong>, ottenuti <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/pesticidi-impiegati-nel-convenzionale-e-nel-bio-tossicita-a-confronto/%C2%A0">senza pesticidi di sintesi</a> e nel rispetto del benessere animale, sono protagonisti di un successo inarrestabile all&#8217;estero se <em>made in Italy</em>, ma subiscono una riduzione dei consumi in Italia, come riferito dal recente rapporto Biobank.</p>
<p><strong>Le peggiori <em>performance</em></strong> riguardano latte fresco, confetture e spalmabili base frutta, mentre a valore cedono anche gallette e pasta integrale/farro/kamut/base legumi.</p>
<p><strong>I dati </strong>di Osservatorio Immagino riferiscono che in supermercati e ipermercati gli 8.272 prodotti etichettati come &#8216;bio&#8217; perdono il -2,3% a valore e il -9,4% a volume. Anche in questo caso i prezzi concorrono alla tendenza. Tuttavia, sottolinea Cuppini, &#8216;<em>forse le motivazioni vengono da più lontano (per esempio per la forte concorrenza che il bio risente da parte dei prodotti certificati o di filiera, la cui clientela è spesso posizionata su fasce di reddito più alte)</em>&#8216;.</p>
<p><strong>Il <em>claim</em> &#8216;filiera&#8217;</strong> compare sulle etichette di 2.124 prodotti, che nel 2022 hanno aumentato del +12,1% il giro d’affari, vicino a 1,4 miliardi di euro, e hanno perso solo il -0,7% delle vendite in volume. Ottime le performance di alcune categorie, come latte Uht, pasta di semola, terza lavorazione bovino, zucchero e pollo, mentre cala a volume il latte fresco.</p>
<h2>Il panorama degli ingredienti benefici</h2>
<p><strong>I prodotti</strong> presentati in etichetta come contenenti uno dei 36 ingredienti benefici monitorati da Osservatorio Immagino continuano a generare un crescente giro d&#8217;affari, +7,8% fino a oltre 4 mld di euro. Le vendite in volume, tuttavia, frenano, fermandosi a fine 2022 a -4,7%.</p>
<p><strong>Le 13.145 referenze</strong> di questo macro-paniere vengono ordinate in 7 gruppi, dall&#8217;andamento vario, quasi sempre accomunato dal calo delle vendite, specie per spezie e superfood, sempre più costosi.</p>
<h3>1 &#8211; <em>Traditional</em></h3>
<p><strong>Nei primi tre ingredienti</strong> &#8216;<em>traditional</em>&#8216; per importanza, si intravedono segnali di <em>greedflation</em>:</p>
<p><strong>&#8211; il cacao</strong> aumenta il giro d&#8217;affari, +10,2%, ma perde per numero di prodotti venduti (-2,4%). Specie per creme spalmabili dolci, uova da ricorrenza &gt;30 grammi, tavolette e barrette di cioccolato,</p>
<p><strong>&#8211; la nocciola</strong> aumenta il fatturato del 15,3% ma cede il 7% dei volumi, in particolare per le creme spalmabili dolci, seguite dalle uova da ricorrenza e dai gelati <em>multipack</em>,</p>
<p><strong>&#8211; il limone</strong> è citato nell&#8217;etichetta di 1.586 prodotti, che valgono quasi 528 milioni di euro di fatturato, +8,6%, ma perdono quasi un punto percentuale di vendite in volume, in primis sui gelati <em>multipack</em>.</p>
<h3>2 &#8211; <em>Superfruit</em></h3>
<p><strong>Il secondo paniere</strong> per valore delle vendite in supermercati e ipermercati è quello dei <em>superfruit</em>, a cui fanno capo sette prodotti/ingredienti benefici. Nel 2022, con 2.847 referenze, il giro d&#8217;affari ha superato gli 809 mln di euro, +5,7%, ma le vendite in volume sono diminuite complessivamente del -6,6%.</p>
<p><strong>Mandorla</strong>, il <em>claim</em> principale, presente su 1.302 prodotti, accresce il giro d’affari del 5,3%, fino a oltre 413 mln di euro, ma cede il -5,5% dei volumi venduti. Molto male i cereali per la prima colazione, la frutta secca senza guscio e le merendine.</p>
<p><strong>Mirtillo</strong>, secondo per importanza, con oltre 213 mln di euro di giro d’affari generato da 777 prodotti, vale un modesto aumento a valore (+1,6%) e un calo accentuato dei volumi venduti (-8,7%). Yogurt greco colato skyr, yogurt intero e cereali per la prima colazione sono state le categorie più penalizzate a volume.</p>
<p><strong>Cocco</strong>. I 424 prodotti accompagnati da questo claim registrano un calo delle quantità vendute di oltre il 14%, che i rincari tuttavia traducono in un aumento del fatturato del 5,3%, fino a oltre 107 mln di euro.</p>
<p><strong>In controtendenza </strong>solo due ingredienti:</p>
<p><strong>&#8211; l&#8217;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/frutti-tropicali-made-in-italy-e-boom/">avocado</a></strong> mantiene una <em>performance</em> brillante, con un aumento dei volumi venduti del 13,2%, pari a un maggiore volume in valore del 29,4%,</p>
<p><strong>&#8211; il mango</strong>, citato in etichetta di 241 prodotti, traina le vendite a volume (+1,2%) ma soprattutto a valore (+14,7%), fino a quasi 46 mln di euro.</p>
<h3>3 &#8211; Cereali e farine</h3>
<p><strong>I 2.155 prodotti</strong> che presentano in etichetta almeno uno degli otto <em>claim</em> riferiti ad altrettanti cereali o pseudocereali valgono un giro d’affari in supermercati e ipermercati di oltre 551 mln di euro, +2,3% in confronto al 2021, ma con volumi di vendite diminuiti del -6,4%.</p>
<p><strong>Il <em>claim</em> </strong>più importante del paniere è &#8216;<strong>avena</strong>&#8216;. Compare su 562 prodotti, che nel 2022 hanno generato un fatturato di oltre 268 mln di euro (+8%), ma perduto il 3% delle quantità vendute. Male biscotti integrali/multicereali, cereali per la prima colazione e merendine.</p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/farro-il-re-dei-grani-antichi-agroecologia-resilienza-e-salute/%C2%A0"><strong>Farro</strong></a>, al secondo posto, compare su 875 prodotti, che valgono oltre 154 mln di euro. Le vendite sono diminuite a valore (-1,9%) e a volume (-12,5%), soprattutto per biscotti integrali/multicereali, merendine e cereali.</p>
<p><strong>Unici due</strong> <em>claim</em> tra i cereali con <em>performance</em> positiva sui due lati vendita sono</p>
<p><strong>&#8211; farina di riso</strong>, presente su 146 prodotti, con fatturato oltre i 65 milioni di euro (+12,4%) e quantità vendute in crescita del +3,6% a volume. Le maggiori vendite in volume riguardano i <em>crackers</em>, seguiti dai biscotti tradizionali,</p>
<p><strong>&#8211; farina di mais</strong>, riferito sull&#8217;etichetta di 111 prodotti che generano un fatturato di oltre 32 mln di euro, in crescita di +8,5% a valore e +1% a volumi.</p>
<p><strong>La peggiore contrazione</strong> nel gruppo di cereali e farine riguarda il grano a marchio <strong>kamut</strong>. Crollano di -26,5% le quantità vendute per i 184 prodotti presentati come contenenti questo cereale, mentre a valore la flessione è di -21,7%, per un giro d&#8217;affari di 29 mln di euro. A volume i prodotti più penalizzati sono stati la pasta integrale/farro/kamut/base legumi, i panetti croccanti e il pane bauletto.</p>
<h3>4 &#8211; Dolcificanti</h3>
<p><strong>Tra gli ingredienti benefici</strong> vengono monitorati anche due dolcificanti evidenziati nell&#8217;etichetta di 523 prodotti:</p>
<p><strong>&#8211; stevia</strong>, richiamata su 147 prodotti, è un dolcificante in gran voga. Le vendite dei prodotti che lo contengono crescono sia a volume (+7,5%) sia a valore (+10,9%), arrivando a sfiorare un giro d&#8217;affari di 42 milioni di euro. A fare da traino le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/bevande-a-base-di-te-61-prodotti-a-confronto/">bevande base thè</a>, seguite dai prodotti per l’alimentazione sportiva,</p>
<p><strong>&#8211; zucchero di canna</strong>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/zucchero-bianco-o-di-canna/%C2%A0">equiparabile</a> allo zucchero di barbabietola, è associato a un giro d&#8217;affari di 127 mln di euro, stabile con un -0,2%, ma segnato da perdite a volume di -8,8%.</p>
<h3>5 &#8211; Semi</h3>
<p><strong>L&#8217;Osservatorio Immagino</strong> monitora 5 <em>claim</em> relativi alla presenza di altrettanti semi. Complessivamente questo paniere conta 509 prodotti che valgono 112 mln di euro, al solito con vendite in crescita a valore (+3,2%) e in calo a volume (-4,5%).</p>
<p><strong>La tendenza è positiva</strong> solo per i <strong>semi di lino</strong>, +8,1% a volume e +18,1% a valore. Male tutti gli altri. <strong>Semi di zucca</strong>, il primo per valore, cede -4,1% a valore e -8,1% a volume. <strong>Semi di sesamo</strong>, -1% a valore e -11,5% a volume. Meno drastico il bilancio per il <em>claim</em> <strong>semi di chia</strong>, con vendite a +7,2% in valore e -0,3% a volume, soprattutto per panini e yogurt bi-compartimentale. In forte calo annuo, sia a valore (-15,4%) sia a volume (-17,5%) il <em>claim</em> ‘<strong>canapa</strong>’, individuato sulle etichette di 52 prodotti che hanno incassato oltre 31 milioni di euro.</p>
<h3>6 &#8211; Spezie</h3>
<p><strong>Andamento negativo</strong> anche per i 901 prodotti accompagnati <em>on pack</em> da uno dei tre <em>claim</em> relativi al mondo delle spezie. Complessivamente, nel 2022 sono diminuiti del -14,3% i volumi venduti e del -7,7% il fatturato, a 87 mln di euro.</p>
<p><strong>Zenzero</strong>, presente su 544 prodotti, vale 59 milioni di euro, con un calo delle vendite di -5,7% a valore e -10,7%. Male infusi (altri), tè, tavolette e barrette di cioccolato.</p>
<p><strong>Curcuma</strong>, presente su 239 prodotti, è in forte calo: -14% le vendite a valore e -19,9% a volume. Infusi (altri), aromi e spezie in contrazione.</p>
<p><strong>Cannella</strong>, presente sull&#8217;etichetta di 180 prodotti, perde quasi il 10% a valore e un pesante -22,2% a volume. Perdono quota soprattutto i gelati <em>multipack</em>.</p>
<h3>7 &#8211; <em>Superfood</em></h3>
<p><strong>Frena l&#8217;attrazione</strong> per i <em>superfood</em>. Complessivamente, i quattro <em>claim</em> monitorati compaiono sull&#8217;etichetta di 154 prodotti, che perdono il -12,6% dei volumi venduti e il -8,6% del giro d’affari (oltre 12 mln di euro totali).</p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/spirulina-la-microalga-che-nutre-stimola-il-sistema-immunitario-e-aiuta-a-dimagrire/%C2%A0"><strong>&#8216;Spirulina&#8217; </strong></a>è la campionessa tra i <em>superfood</em> nel 2022. Presente su 26 prodotti, il suo <em>claim</em> è riuscito ad aumentare le vendite in volume del +14,1% nonostante una forte crescita dei prezzi, che ha portato un +30,3% di giro d’affari, per un totale di 2,2 milioni di euro. A trainare la crescita sono stati pasta senza glutine, frullati/ frappè e succhi freschi.</p>
<p><strong>Relativamente stabile</strong> il <em>trend</em> del claim &#8216;<strong>matcha</strong>&#8216;, con un +0,9% a valore e un -1% a volume rispetto al 2021. Crescono frullati/frappè e succhi freschi, calano tè, caffè macinato e snack dolci.</p>
<p><strong>Il <em>claim</em> &#8216;açai&#8217;</strong> perde quote sia a valore (-9,2%) sia a volume (-11,9%), fatturando 2,7 milioni di euro.</p>
<p><strong>&#8216;Goji&#8217;</strong> subisce il peggiore risultato, -23,7% a valore e il -26% a volume, soprattutto per frutta essiccata disidratata e ricoperta e le spremute Uht.</p>
<h2>I <em>superfood</em> emergenti</h2>
<p><strong>Oltre agli ingredienti benefici</strong> appena commentati, Osservatorio Immagino ne monitora dal 2022 altri quattro che incarnano tendenze emergenti di interesse:</p>
<p><strong>La salsa &#8216;tahini&#8217;</strong> (o ‘tahina’) svetta per crescita sia a valore (+34,7% sul 2021) sia a volume (+33,2%). Aumentano le categorie specialità etniche, salse e spalmabili vegetali e sughi e salse pronti, calano salse e paté.</p>
<p><strong>Il <a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/domande-e-risposte/burro-di-arachidi-e-denominazione-dellalimento-risponde-lavvocato-dario-dongo/%C2%A0">burro di arachidi</a></strong>, trascinato da un <em>boom</em> di offerta (+67,8% rispetto al 2021), e nonostante un calo del -22,9% della componente di domanda, aumenta i volumi venduti del +30% e il giro d’affari del +44,9%. Tra i 36 prodotti che lo richiamano in etichetta, trainano le creme spalmabili dolci e lo yogurt magro.</p>
<p><strong>La soia &#8216;edamame&#8217;</strong>, richiamata in 32 prodotti, cresce a valore di +14,1%, ma cede di -12,3% a volume, in particolare per i secondi piatti base pesce.</p>
<p><strong>Il <em>claim</em> &#8216;pappa reale&#8217;</strong> presente su 45 prodotti segna -3,8% delle vendite in valore e il -10,2% a volume. La categoria più in calo è lo yogurt funzionale, seguito dagli <em>energy drink.</em></p>
<h2>Metodo di lavorazione</h2>
<p><strong>Le etichette</strong> di 3.756 prodotti riferiscono al metodo di lavorazione, evidenziandone l’artigianalità di una particolare fase produttiva o l’uso di tecniche che ne migliorano gli aspetti sensoriali o nutrizionali.</p>
<p><strong>Nel corso del 2022</strong> questo paniere ha ottenuto una crescita a valore del +7,5%, prevalentemente dettata dall’aumento dei prezzi poiché il <em>trend</em> dei volumi è stato negativo del -5,2%.</p>
<p><strong>Il solo <em>claim</em> &#8216;non fritto&#8217;</strong> sfugge a questa tendenza, grazie a una crescita sia il giro d’affari (+12,1%) sia delle quantità vendute (+6,5%), in particolare per estrusi, fuoripasto salato e panetti croccanti.</p>
<h2>La consistenza degli alimenti: croccante, cremoso e morbido</h2>
<p><strong>La <em>texture</em></strong> (o consistenza) dell&#8217;alimento viene evidenziata con un <em>claim</em> in 7.213 prodotti. In linea con la tendenza generale, a fronte di un +6,1% a valore le vendite perdono il -7,7% in volume. La crescita dipende dunque principalmente dall’aumento dei prezzi a scaffale, che ha avuto ripercussioni su tutti gli 11 <em>claim</em> monitorati.</p>
<p><strong>Croccante</strong> si conferma il <em>claim</em> principale sia per numero di prodotti (1.668) sia per giro d’affari (oltre un miliardo di euro). La lieve crescita a valore (+0,7%) è accompagnata da un forte calo nei volumi (-13,4%).</p>
<p><strong>Cremoso</strong>, secondo <em>claim</em> per importanza, segna +4,8% a valore e -8,5% delle quantità vendute. Male yogurt e similari, prodotti da forno e cereali, formaggi e preparati per bevande calde.</p>
<p><strong>Scenario analogo</strong> per il <em>claim</em> &#8216;<strong>morbido</strong>&#8216;, rilevato su 962 prodotti: aumentano le vendite in valore (+9%), calano quelle in volume (-2,6%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/consumi-stressati-dal-caro-prezzi-xiii-rapporto-immagino/">Consumi stressati dal caro-prezzi. XIII Rapporto Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>Tendenze dei consumi in Italia nel 2022, rapporto GS1-Italy</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/tendenze-dei-consumi-in-italia-nel-2022-rapporto-gs1-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 14:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[GS1 Italy]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia e nel bel mezzo di molteplici crisi, le tendenze dei consumi in Italia mutano sotto il segno del risparmio ma anche della ricerca di nuove esperienze e preferenze. Il quadro viene dal report 2023 ‘Un anno di tendenze’, realizzato da GS1 Italy, che raccoglie una sintesi ragionata dei contenuti apparsi in dodici [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/tendenze-dei-consumi-in-italia-nel-2022-rapporto-gs1-italy/">Tendenze dei consumi in Italia nel 2022, rapporto GS1-Italy</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la pandemia e nel bel mezzo di molteplici crisi, le tendenze dei consumi in Italia mutano sotto il segno del risparmio ma anche della ricerca di nuove esperienze e preferenze. Il quadro viene dal <em>report</em> 2023 <em>‘Un anno di tendenze’</em>, realizzato da GS1 <em>Italy</em>, che raccoglie una sintesi ragionata dei contenuti apparsi in dodici mesi sul suo <em>web</em> <em>magazine</em> Tendenze <em>online</em>.</p>
<h2>Il peso della lunga crisi</h2>
<p><strong>Fra i temi chiave</strong> del 2022, diversi intercettano i comportamenti dei consumatori, che vengono da ‘tempi straordinari’. Dopo la pandemia, sull’economia si sono infatti abbattute le conseguenze della guerra in Ucraina, la tempesta dei prezzi energetici, il rincaro dei prezzi.</p>
<p><strong>La corsa dell’inflazione</strong> &#8211; a ottobre 2022 l’inflazione generale acquisita è del +8%, ma l’indice dei prezzi al consumo sfiora il 12% &#8211; fa tornare indietro l’Italia di 40 anni e la perdita media del potere d’acquisto delle famiglie è stimata in 2.300 euro.</p>
<p><strong>L’Italia </strong>del 2022 si scopre un paese sempre più vulnerabile, con la classe media in difficoltà e un netto aumento della povertà vera e propria. Sull’altro versante del post pandemia c’è la crescita del mercato del lusso (aumenta del 36% la ricchezza posseduta dai pochi ma rappresentativi Paperoni d’Italia). In Italia la ricchezza si polarizza per la rigidità dei salari e la crescita della povertà assoluta.</p>
<h2>Il consumatore rinuncia, riduce e rinvia</h2>
<p><strong>Una prima</strong> grande tendenza è la triplice erre di<em> ‘rinuncia, riduci, rinvia’</em>.</p>
<p><em>‘<strong>Di fronte all’incalzare dell’inflazione</strong>, le strategie messe in atto dal consumatore prevedono una spending review dei beni non essenziali, che diventa però anche un nuovo modo di intendere il consumo, più flessibile, più variabile, più distintivo, più frammentato e contraddittorio. Con alcuni punti di riferimento non negoziabili &#8211; la ricerca della convenienza, l’intercambiabilità dei canali di acquisto, la condivisione dei valori &#8211; tanto da rendere necessari nuovi strumenti di analisi qualitativa e quantitativa’</em>.</p>
<p><em>‘<strong>Uscito dalla pandemia</strong> e catapultato in un contesto di guerra, il consumatore affronta la nuova crisi ricercando sicurezza, rassicurazione e aiuto nel comprendere quanto accade, ma pronto a reagire rapidamente rivedendo i propri comportamenti d’acquisto e le priorità di spesa’</em>.</p>
<p><strong>Dalla tempesta</strong> di questi anni deriva allora un consumatore più riflessivo, più pianificatore e meno impulsivo, tanto è vero che sono diminuiti di 3 milioni in 6 mesi gli italiani che acquistano di getto. Preoccupato del costo della vita, decide di sprecare di meno, è attento all’efficienza energetica di ciò che acquista (nel <em>tech</em> in particolare) e ama le promozioni.</p>
<p><em><strong>New basic</strong></em> del consumo, afferma il <em>report</em>, sono il prezzo, la sicurezza e la semplicità.</p>
<h2>Crescono le dipendenze</h2>
<p><strong>Le difficoltà</strong> accrescono le dipendenze. <em>‘Le scommesse, i consumi di alcolici, psicofarmaci e droghe sono in aumento. C’è una escalation di eccessi nella quale si espande anche l’area delle possibili patologie come </em></p>
<ul>
<li><em>il consumo di alcolici, 11% dal 3% del 2019, </em></li>
<li><em>le scommesse e i giochi, dal 4% all’11%), </em></li>
<li><em>l’uso di psicofarmaci, che quasi quintuplica (dal 2% al 9%),</em></li>
<li><em>l’uso di droghe (dal 2% all’8%)’.</em></li>
</ul>
<p><strong>Le disfunzioni alimentari</strong> aumentano, specialmente nelle persone più fragili.</p>
<h2>Tendenze dei consumi in Italia, molte rinunce</h2>
<p><strong>Non sarà più lo stesso</strong> il modo di consumare, afferma il 57% degli italiani (con un aumento del 7% in un anno). Gli italiani si sentono più poveri e rinunciano di più, soprattutto all’energia e negli alimentari, e cercano di più i prodotti in promozione.</p>
<p><strong>Con una personale <em>‘spending review’</em></strong>, rimandano non solo le grandi spese, come l’acquisto di una casa, ma anche il superfluo di tutti i giorni (bar e ristoranti, abbigliamento e intrattenimento). Rinviano viaggi e vacanze e posticipano l’acquisto di tecnologia.</p>
<p><strong>Per la prima volta</strong>, però, rispetto ad altre crisi economiche, il cibo non viene toccato da una revisione di spesa. 24 milioni e mezzo di italiani, nonostante l’aumento dei prezzi, <em>‘non sono disposti a scendere a compromessi nelle loro scelte alimentari e nei mesi successivi prevedono di diminuire la quantità ma non la qualità del loro cibo’</em>. Si tratta soprattutto del cibo più di base, mentre la MDD (Marca del distributore) continua la sua avanzata, con una quota di mercato che nel 2022 sfiora il 30% (e le marche sono sacrificabili).</p>
<h2>Il risparmio e i nuovi stili di consumo</h2>
<p><strong>L’uscita d’emergenza</strong> degli italiani è il risparmio. Il 68% sta già adottando strategie di risparmio, l’85% delle famiglie sta risparmiando o dichiara che lo farà a breve.</p>
<p><strong>Per far fronte</strong> <strong>all’aumento</strong> dei prezzi, si attuano diverse strategie:</p>
<ul>
<li>riduzione degli sprechi (57% degli intervistati),</li>
<li>eliminazione di alcune categorie di prodotti/servizi nelle scelte di acquisto (52%),</li>
<li>rinuncia all’acquisto di prodotti e servizi superflui (52%),</li>
<li>contrae la quantità dei prodotti solitamente acquistati (21%),</li>
<li>rinvio di spese programmate (26%).</li>
</ul>
<h2>Nuova ricerca sulle tendenze dei consumi in Italia</h2>
<p><strong>I comportamenti</strong> dei consumatori cambiano in modo veloce. Per comprenderli parte la ricerca fondativa ‘Nuovo Codice Consumi’, realizzata da GS1 <em>Italy</em> in collaborazione con Ipsos e McKinsey &amp; Company, con l’obiettivo di comprendere a fondo i comportamenti d’acquisto degli italiani di oggi e di immaginare le possibili direttrici di evoluzione al 2030.</p>
<p><strong>Vengono identificate</strong> sei aree tematiche chiave che spiegano il rapporto fra italiani e consumi:</p>
<ul>
<li>Emozionalità di prodotti e marchi,</li>
<li>Innovazione dell&#8217;esperienza di consumo,</li>
<li>Omnicanalità ed esperienza d’acquisto,</li>
<li>Cura per l&#8217;ambiente e la persona,</li>
<li>Territorialità,</li>
<li>Convenienza e parsimonia.</li>
</ul>
<p><strong>Si delineano</strong> nuovi paradigmi nei comportamenti dei consumatori, caratterizzati da diversi elementi:</p>
<ul>
<li>l’orientamento alla parsimonia, che è risparmio e obiettivo in sé e modo di stare nei consumi,</li>
<li>bisogno di esperienze nel processo di acquisto e disponibilità del negozio 24 ore su 24 grazie alla multicanalità,</li>
<li>spinta alla sostenibilità,</li>
<li>stili metropolitani che si allargano alla provincia.</li>
</ul>
<p><strong>Sono dinamiche</strong> accelerate da pandemia, inflazione e paura per le conseguenze della guerra in Ucraina.</p>
<h2>Il ruolo della Marca del distributore</h2>
<p><strong>In questo contesto</strong> si inserisce anche il ruolo della Marca del distributore, che ha costruito un rapporto di vicinanza con i consumatori.</p>
<p><strong>Nell’incertezza generale</strong>, <em>‘la Marca del distributore costituisce per molte famiglie italiane un’ancora di salvataggio per far tornare i conti della spesa’.</em></p>
<p><strong>La scelta</strong> della MDD non è motivata solo dal risparmio. Viene associata a ulteriori valori: valorizzazione della territorialità e dei prodotti locali; attenzione alla richiesta di salubrità e sostenibilità, promozione di comportamenti etici lungo la filiera.</p>
<p><strong>I <em>driver</em></strong> più rilevanti per l’acquisto di un prodotto MDD sono</p>
<ul>
<li>la maggiore accessibilità rispetto alle grandi marche (42%),</li>
<li>offerte e promozioni (33%),</li>
<li>prodotti buoni da mangiare (29%),</li>
<li>buon assortimento di prodotti( 28%),</li>
<li>voci che fanno riferimento alla qualità dei prodotti.</li>
</ul>
<h2><em>Non food</em>, caccia alla convenienza</h2>
<p><strong>Nel comparto del<em> non food</em></strong>, <em>‘si consolidano alcune tendenze già emerse, come la costante dialettica tra negozio digitale e fisico (con quest’ultimo in ripresa) nella variabilità dei comportamenti d’acquisto e l’attenzione alla ricerca della convenienza da parte del consumatore sempre più attento a non soccombere alla morsa dell’inflazione’.</em></p>
<p><strong>Abbigliamento e calzature</strong>, elettronica di consumo, mobili, ottica, profumeria e articoli per lo sport risentono del post pandemia non solo per la ripresa dei consumi ma anche per i canali di acquisto.</p>
<h2>Il ruolo del canale digitale</h2>
<p><em>‘<strong>Durante la pandemia</strong> gli italiani hanno imparato a utilizzare sempre più le nuove tecnologie digitali anche per fare shopping, tendenza che si è confermata ed evoluta nel 2021. </em></p>
<p><em><strong>Rispetto al preCovid-19</strong>, il 30% dei consumatori dichiara di aver adottato nuovi comportamenti d’acquisto, in particolare ricorrendo agli acquisti via web’.</em></p>
<p><strong>Circa un terzo</strong> dei consumatori ha sfruttato modalità di acquisto e di <em>delivery</em> più flessibili, come ordini in remoto (pc o telefono) con ritiro in punto vendita oppure ordini in <em>store</em> con consegna a domicilio. I canali digitali sono presenti in tutto il percorso di acquisto dei consumatori, fanno scoprire i <em>brand</em>, sono importanti anche come canali di <em>marketing</em>.</p>
<h2>La gimcana del risparmio</h2>
<p><strong>Nel <em>non food</em></strong>, preoccupati per l’incertezza e i rincari, i consumatori giocano in difesa: riducono gli acquisti o li rinviano, come dichiara di fare il 50-70% degli intervistati.</p>
<p><strong>La ricerca di risparmio</strong> induce a confrontare i prezzi in negozio, nei canali <em>online</em>, nei siti di <em>e-commerce</em>, sulla base di offerte e promozioni.</p>
<p><strong>Cambiano anche le modalità</strong> dello <em>shopping</em>. ‘Tra chi ha cambiato abitudini, il 65% si reca meno spesso nei negozi, il 31,2% si organizza per passarci meno tempo (anche sfruttando i servizi di spesa <em>drive</em> o <em>pick-up</em>) e il 26,4% sceglie giornate meno affollate’<em>.</em></p>
<h2>L’<em>e-commerce</em> in Italia</h2>
<p><strong>In Italia </strong>l’<em>e-commerce</em> diventa adulto. Nel 2022 si stima che il valore degli acquisti <em>online</em> (prodotti più servizi) nel mondo continui a crescere e raggiunga circa 4.500 miliardi di euro (+15% rispetto al 2021). In Italia nel 2022  la previsione è che gli acquisti <em>online</em> valgano 48,1 miliardi di euro (+20% rispetto al 2021) con un rallentamento nella crescita dell’acquisto dei prodotti.</p>
<p><strong>I numeri </strong>dell’<em>e-commerce</em> in Italia ben descrivono le tendenze dei consumi ‘digitali’:</p>
<ul>
<li>la platea degli<em> e-shopper</em> ha raggiunto i 33,3 milioni di persone, dieci milioni in più rispetto al pre-Covid,</li>
<li>si stimano in 31,5 milioni le consegne medie mensili di prodotti comprati <em>online</em>,</li>
<li>sono il 57,2% la quota di acquirenti <em>online</em> che negli ultimi sei mesi ha fatto acquisti via <em>app</em> su dispositivo mobile,</li>
<li>ogni 100 acquisti <em>online</em>, la metà (50,1) proviene da <em>smartphone</em>;</li>
<li>il valore medio degli acquisti <em>online</em> degli italiani nel 2022 è stimato in 4.700 milioni di euro.</li>
</ul>
<h2><strong>Lo <em>shopping</em> multicanale</strong></h2>
<p><strong>I consumatori</strong> seguono una modalità di acquisto multicanale: da questo cambiamento non torneranno indietro. Un terzo di chi compra in negozio fa acquisti anche sui siti <em>online</em> delle stesse insegne.</p>
<p><strong>È invece</strong> ancora in fase iniziale il <em>live streaming commerce</em>, <em>‘una nuova modalità di proporre i prodotti esplosa in Oriente, in particolare in Cina, e arrivata in Italia durante la pandemia, che permette a un negozio, a un produttore o a un privato di mostrare in streaming un prodotto e di venderlo come avviene su alcuni canali televisivi specializzati, con un rapporto diretto con l’acquirente che può fare domande durante la presentazione live’</em>.</p>
<p><strong>Il 51,8%</strong> degli italiani <em>online</em> conosce il fenomeno, l’11% ha partecipato a un evento e ha comprato, il 6,9% ha partecipato a un evento senza fare acquisti.</p>
<p><strong>Si va</strong> anche verso nuove modalità di interazione. Il 72% dei consumatori è intenzionato a comprare un <em>brand</em> che rispecchi i propri valori (i consumatori si aspettano dunque aziende che siano guida del cambiamento). Con un qualche paradosso anche nella ricerca della sostenibilità. Il 65% dei consumatori vuole infatti comprare prodotti sostenibili ma solo il 26% lo fa davvero.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>Un anno di tendenze 2023. <em>GS1 Italy</em>.<a href="https://gs1it.org/content/public/6d/d9/6dd965dc-b889-4a5b-9885-8171be2787cc/un_anno_di_tendenze_2023.pdf"> https://gs1it.org/content/public/6d/d9/6dd965dc-b889-4a5b-9885-8171be2787cc/un_anno_di_tendenze_2023.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/tendenze-dei-consumi-in-italia-nel-2022-rapporto-gs1-italy/">Tendenze dei consumi in Italia nel 2022, rapporto GS1-Italy</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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