HomeSicurezzaPeste suina africana in Italia, nuove misure UE in Piemonte e Liguria

Peste suina africana in Italia, nuove misure UE in Piemonte e Liguria

Il focolaio di peste suina africana (PSE o ASF, African Swine Fever) identificato su tre cinghiali in Italia ha condotto all’estensione immediata in Piemonte e Liguria delle misure speciali di controllo UE (1,2). In coordinamento con le unità di crisi del ministero della Salute e delle Regioni coinvolte.

Si esclude in modo categorico che la peste suina africana, studiata da oltre un secolo, possa esporre gli esseri umani e i consumatori ad alcun rischio per la salute. La situazione è invece potenzialmente critica per una filiera protagonista del Made in Italy alimentare e le sue DOP, IGP.

1) ASW, LE REGOLE UE

1.1) Sanità animale e controllo malattie

Il reg. UE 2016/429, relativo alle malattie animali trasmissibili, riconosce la African Swine Fever come ‘una malattia virale infettiva che colpisce i suini detenuti [o domestici, ndr] e selvatici e può avere conseguenze gravi sulla popolazione animale interessata e sulla redditività dell’allevamento’.

Si sottolinea il rischio che la malattia riscontrata in alcuni suini selvatici ‘possa diffondersi ad altri suini selvatici e a stabilimenti di suini detenuti’. E la conseguente necessità di sospendere ‘i movimenti delle partite di tali animali e dei relativi prodotti all’interno dell’Unione e le esportazioni verso Paesi terzi’ (art. 259.2).

1.2) Controllo malattie animali in UE

Il regolamento UE 2020/687, ha integrato il reg. UE 2016/429 e il suo regolamento di esecuzione (reg. UE 2018/1882). Prescrivendo l’adozione di apposite misure nei casi di conferma ufficiale di un focolaio di una malattia di categoria A in animali selvatici, (3) compresa la peste suina africana nei suini selvatici.

La prevenzione e il controllo, in tali ipotesi, comportano:

– l’istituzione (e delimitazione) di una ‘zona infetta’, e

– il divieto di movimentazione sia degli animali selvatici (delle specie elencate), sia dei prodotti da essi derivati.

1.3) Peste suina africana, misure speciali di controllo UE

Misure speciali di controllo della peste suina africana sono state definite dalla Commissione con il reg. UE 2021/605. In caso di focolaio di PSA/ASF in suini selvatici in un’area di uno Stato membro, si deve perciò:

– istituire una zona infetta (ai sensi del reg. UE 2020/687, articolo 63),

– inserire l’area infetta nell’elenco UE delle ‘zone soggette a restrizioni’, (4)

– aggiornare senza indugio la zona soggetta a restrizioni.

Le restrizioni stabilite nel reg. UE 2021/605 comprendono, tra l’altro, il divieto di movimentare i suini detenuti [cioè di allevamento] e dei relativi prodotti al di fuori delle c.d. ‘zone soggette a restrizioni II’. (5)

2) MISURE UE IN PIEMONTE E LIGURIA

L’Italia – dopo avere informato la Commissione sul focolaio di peste suina africana accertato dall’IZS Umbria e Marche, il 6.1.21, sulle carcasse di tre cinghiali – ha istituito una zona infetta che comprende una serie di Comuni nelle province di Alessandria in Piemonte, Genova, Savona e La Spezia in Liguria (6,7).

La Commissione europea, tramite decisione 10.1.22 n. 28, (2) ha perciò esteso le restrizioni di cui al precedente paragrafo ai movimenti di partite di suini domestici e dei relativi prodotti che provengano da tali zone. Con decorrenza immediata e fino al 7.4.22, in attesa di conoscere gli esiti delle misure speciali di controllo che seguiranno.

3) PESTE SUINA AFRICANA, IN PRATICA

3.1) PSA, una malattia dei suini

I sintomi tipici della PSA – che può colpire i soli animali della specie suina, siano essi selvatici o domestici – includono febbre, perdita di appetito, debolezza, aborti spontanei, emorragie interne e cutanee (su orecchie e fianchi soprattutto). Può verificarsi anche la morte improvvisa.

I ceppi più aggressivi del virus sono generalmente letali (il decesso avviene entro 10 giorni dall’insorgenza dei primi sintomi). Gli animali infettati da ceppi meno aggressivi del virus della peste suina africana possono non mostrare i tipici segni clinici. (8)

3.2) Veicoli di trasmissione

Maiali e cinghiali sani vengono generalmente infettati tramite:

– contatto con animali infetti, compreso il contatto tra suini che pascolano all’aperto e cinghiali selvatici,

– ingestione di carni o prodotti a base di carne di animali infetti. Scarti di cucina, broda a base di rifiuti alimentari, carne di cinghiale selvatico infetta (comprese le frattaglie),

– contatto con qualsiasi oggetto contaminato dal virus, inclusi l’abbigliamento, i veicoli e altre attrezzature,

– morsi di zecche infette.

La circolazione di animali infetti, prodotti a base di carne di maiale contaminata e loro sottoprodotti, nonché lo smaltimento incontrollato (e illegale) di carcasse sono le modalità più rilevanti di diffusione della malattia.

3.3) Raccomandazioni del ministero della Salute

Il ministero della Salute ha formulato una serie di raccomandazioni.

3.3.1) Raccomandazioni a tutta la popolazione

– Non trasportare mai al di fuori delle zone infette alcun prodotto a base di carne suina o di cinghiale (es. carni fresche, congelate e surgelate. Salsicce e salami, prosciutti e ogni altro prodotto di macelleria, norcineria, salumeria). Con la sola eccezione dei prodotti che riportino in etichetta un bollo sanitario ovale.

– Smaltire sempre i rifiuti alimentari in contenitori rigidi idonei e chiusi (bidoni), senza somministrarli ‘per nessuna ragione ai suini domestici o ai cinghiali’. Non lasciare rifiuti alimentari in aree (rurali, ma anche urbane) accessibili ai cinghiali.

– Chiamare subito la ASL (servizi veterinari) in caso di ritrovamento di cinghiali o suini morti.

3.3.2) Raccomandazioni ai cacciatori

– Pulire e disinfettare le attrezzature, i vestiti, i veicoli e i trofei prima di lasciare l’area di caccia.

– Eviscerare i cinghiali abbattuti solo nelle strutture designate.

– Evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato.

3.3.3) Raccomandazioni agli allevatori

– Rispettare le norme di biosicurezza, in particolare il cambio di abbigliamento e calzature quando si entra o si lascia l’allevamento.

– Scongiurare ogni possibile contatto, anche indiretto, con cinghiali o maiali di altri allevamenti.

– Notificare subito ai servizi veterinari sintomi riferibili alla PSA e episodi di mortalità anomala.

Per approfondimenti, si veda anche il precedente articolo.

Dario Dongo, con la collaborazione di Isis Consuelo Sanlucar Chirinos

Note

(1) Dario Dongo. Peste suina africana, massima allerta in Italia. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.1.22, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/peste-suina-africana-massima-allerta-in-italia

(2) Decisione di esecuzione UE 2022/28, del 10.1.22, relativa ad alcune misure di emergenza provvisorie contro la peste suina africana in Italiahttps://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32022D0028&qid=1641925534765

(3) Per ‘malattia di categoria A’ si intende ‘la malattia elencata che non si manifesta normalmente nell’Unione e che, non appena individuata, richiede l’adozione immediata di misure di eradicazione, di cui all’articolo 9.1.a del reg. UE) 2016/429’. Cfr. articolo 1 del reg. UE 2018/1882, relativo all’applicazione di determinate norme di prevenzione e controllo delle malattie alle categorie di malattie elencate e che stabilisce un elenco di specie e gruppi di specie che comportano un notevole rischio di diffusione di tali malattie elencatehttps://bit.ly/3tglM7W

(4) L’elenco delle zone infette soggette a restrizioni è stabilito e aggiornato ai sensi del reg. UE 2020/687, Allegato I, parte II

(5) Reg. UE 2021/605, che stabilisce misure speciali di controllo della peste suina africana. Testo aggiornato al 16.4.21 su Europa-Lex, https://bit.ly/339r1M3

(6) Piemonte, provincia di Alessandria. Comuni di Montaldeo, Molare, Parodi Ligure, Cremolino, Gavi, Cassinelle, Cartosio, Acqui Terme, Arquata Scrivia, Bosio, Castelletto D’Orba, Morbello, Silvano D’Orba, Rocca Grimalda, San Cristoforo, Carpeneto, Visone, Voltaggio, Tagliolo Monferrato, Trisobbio, Strevi, Grognardo, Cavatore, Prasco, Ponzone, Lerma, Fraconalto, Morsasco, Montaldo, Bormida, Melazzo, Mornese, Orsara Bormida, Ovada, Casaleggio Boiro, Belforte, Monferrato, Carrosio, Mongiardino Ligure

(7) Liguria. Province di Genova e Savona: Genova, Masone, Campo Ligure, Mignanego, Rossiglione, Tiglieto, Ceranesi, Ronco Scrivia, Isola Del Cantone, Mele, Arenzano, Cogoleto, Campomorone, Busalla, Serra Riccò, Casella, Vobbia, Sant’Olcese, Savignone, Crocefieschi. Provincia di Savona: Celle Ligure, Sassello, Urbe, Varazze Stella

(8) EFSA. African Swine Feverhttps://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/african-swine-fever

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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