Salute

Il sale favorisce il diabete

Il sale favorisce il diabete

Non solo lo zucchero, ma anche il sale in eccesso aumenta il rischio di diabete. Nuovo studio scientifico

Il sale aggiunto agli alimenti può aumentare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 e quello autoimmune. È quanto emerge dalla ricerca del Karolinska Institutet di Stoccolma, presentata alla riunione annuale dell’EASD (Associazione europea per lo studio del diabete) a Lisbona, l’11-15 settembre 2017.

Il sodio è in effetti l’elemento da tenere sotto controllo. Esso è presente nel sale – cloruro di sodio, NaCl – in ragione del 40%. Vale a dire che a 2,5 grammi di sale corrisponde 1 grammo di sodio, e viceversa. Ma si trova anche nel glutammato di sodio.

Sale, mai più di 5 grammi

Le raccomandazioni dell’Oms sulla riduzione degli apporti quotidiani di sale – da mantenere rigorosamente al di sotto dei 5 grammi – trovano così ulteriore conferma.

La nuova ricerca svedese mostra addirittura come a 2,5 grammi di sale in eccesso corrisponda un incremento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 in misura del 43%.

Il rischio di contrarre il diabete varia in funzione degli apporti di sodio/sale, che i ricercatori hanno classificato in tre gruppi. La ricorrenza di diabete nel gruppo con consumo elevato di sale è maggiore del 58% rispetto al gruppo qualificatosi per il minor consumo.

  • basso consumo, meno di 2,4 grammi di sodio (6 grammi di sale)
  • consumo medio, tra 2,4 e 3,15 grammi di sodio ( tra 6 e 7,9 grammi di sale)
  • consumo elevato, oltre 3,15 grammi (più di 7,9 grammi di sale)

Minaccia silente

Lo studio ha esaminato anche la relazione tra consumo di sodio e LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults), una forma di diabete di tipo 1 in cui le cellule produttrici di insulina nel pancreas vengono distrutte dal sistema immunitario del corpo. Questa forma di diabete si sviluppa molto lentamente, anche per anni. E quando si manifesta, in età adulta, può essere scambiata per diabete di tipo 2.

Gli effetti nocivi del sodio sul rischio di sviluppare la LADA sono risultati più accentuati rispetto a quanto emerso per il diabete di tipo 2. La probabilità di ammalarsi della forma di diabete autoimmune aumenta infatti del 73% per ogni grammo di sodio in più. Negli individui geneticamente più a rischio, tra quelli che consumano molto sodio l’incidenza di malattia risulta quadrupla in confronto ai soggetti che ne consumano meno.