riso

Riso italiano, tipo di bontà

Riso, pilastro del buon mangiare italiano? I nostri connazionali lo sanno bene, ma soprattutto all’estero – e nonostante la fama crescente del risotto – questa è una storia in buona parte ancora da raccontare. In Piemonte e Lombardia questo cereale costituisce uno dei piatti base della gastronomia locale e viene coltivato in un’area che da sola fornisce l’80% della produzione nazionale totale. Altre importanti regioni di coltivazione sono Veneto e Sardegna. 

Non esiste un solo tipo di riso italiano.

Sono ben 126 le varietà nazionali, che rendono l’offerta quanto mai ricca. La penisola è inoltre il primo produttore dell’Unione europea, e due chicchi su tre mangiati in Europa sono di riso italiano. 

Quattro sono le categorie principali di riso italiano. Con grani piccoli e rotondi include tipologie come Balilla, Cripta e Rubino. Il Semifino è leggermente più lungo e si distingue in Lido, Titanio e Vialone nano.

Al Fino, più affusolato, fanno capo qualità come il Ribe, Venere e Sant’Andrea. Al Superfino, più grande e più tondo, appartengono Arborio (più utilizzato nei risotti), Baldo e Roma. I tempi di cottura e le ricette dipendono quasi esclusivamente dalle dimensioni del chicco. Grazie al suo valore nutrizionale unico, è un elemento fondamentale della dieta italiana.