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Bevande di soia, dalle ricette puriste ai drink al cacao. 47 a confronto

Le bevande a base di soia vengono proposte come una valida alternativa al latte vaccino, utile per persone intolleranti al lattosio e/o allergiche al latte, oltreché per coloro che seguano una dieta vegana, iper-proteica o a basso contenuto di grassi saturi. L’offerta a scaffale è vivace, sebbene il consumo di soia debba venire limitato per via degli isoflavoni, interferenti endocrini che essa contiene in natura (Anses, 2025).

L’indagine di mercato di GIFT (Great Italian Food Trade) considera 47 bevande a base di soia commercializzate in Italia nelle versioni ‘naturali’, arricchite di calcio e vitamine, aromatizzate al cacao e ‘iper-proteiche’. Il biologico vince, come sempre, in mezzo a una giungla di prodotti convenzionali con additivi alimentari problematici.

Bevande di soia vs latte vaccino

Il latte vaccino è un’ottima fonte naturale di calcio, proteine e vitamine. Per le persone che seguano una dieta vegana, gli intolleranti al lattosio e gli allergici al latte una bevanda a base di soia potrebbe costituire una valida alternativa. A condizione che l’alimento vegetale sia senza zuccheri aggiunti e arricchito con calcio e vitamina D (presenti nel latte con maggiore biodisponibilità).

Tra latte e soia permangono tuttavia differenze sostanziali. Le proteine del latte hanno un elevato valore biologico, poiché contengono tutti gli aminoacidi essenziali in proporzioni ottimali. Le proteine della soia sono invece ‘quasi’ complete, laddove alcuni aminoacidi (come la metionina) sono presenti in quantità minori rispetto al latte (circa la metà).

Isoflavoni, gli interferenti endocrini contenuti nella soia

Tra le bevande vegetali quella a base di soia si distingue per le migliori prestazioni nutrizionali, in particolare per l’apporto proteico. Tuttavia, avverte ANSES, l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, la soia contiene isoflavoni, una famiglia di molecole note per la loro attività ormonale estrogenica, cioè interferenti endocrini. Se consumata in eccesso, espone a rischi per l’apparato riproduttivo con effetti estesi anche al feto.

ANSES ha fissato nuove soglie di sicurezza per l’esposizione agli isoflavoni della soia:

– 0,02 mg per kg di peso corporeo al giorno per la popolazione generale,

– 0,01 mg/kg di peso corporeo/giorno per le donne in gravidanza, le donne in età fertile e i bambini in età prepuberale.

Queste soglie vengono peraltro sistematicamente superate, in Francia, da un’ampia parte della popolazione. ANSES ha perciò raccomandato di non servire alimenti a base di soia nella ristorazione collettiva.

Isoflavoni, grandi differenze anche nell’ambito delle stesse categorie di alimenti

L’Agenzia francese per la sicurezza alimentare ANSES evidenzia inoltre che è possibile ridurre il contenuto di isoflavoni nei prodotti a base di soia. Attualmente, si osserva una grande variabilità

– tra diversi alimenti a base di soia. Gli isoflavoni contenuti nei biscotti snack a base di soia sono 100 volte superiori a quelli presenti nella salsa di soia

– per lo stesso alimento realizzato da diversi produttori, come nel caso dei dessert a base di soia disponibili sul mercato francese, ove il contenuto di isoflavoni raddoppia tra una marca e l’altra.

Tali differenze dipendono da diversi fattori: da un lato, la varietà di soia, le condizioni di coltivazione e il grado di maturità della pianta, e dall’altro, i processi di produzione o la formulazione delle ricette.

‘L’informazione in etichetta sul contenuto di isoflavoni a base di soia non è a tutt’oggi obbligatoria, sebbene essa abbia una rilevanza sanitaria poiché i consumatori dovrebbero venire edotti sul contributo dei singoli prodotti alimentari al raggiungimento della soglia di esposizione massima indicata da ANSES. I produttori più attenti a tali aspetti, soprattutto quando abbiano implementato procedure e tecnologie volte a ridurne il contenuto, potrebbero perciò distinguersi offrendo tale informazione a titolo volontario‘, dice l’avvocato Dario Dongo.

Bevande di soia industriali, le ricette

La ricetta base delle bevande di soia – acqua, semi di soia decorticati, sale – accomuna la quasi totalità delle bevande biologiche e una piccola quota di quelle convenzionali neutre (vale a dire, non aromatizzate). La maggior parte delle bevande convenzionali (cioè non bio) è fortificata con calcio e vitamine, oltre a contenere zuccheri, aromi di sintesi chimica (cioè non ‘aromi naturali’) e additivi alimentari. Tra questi ve ne sono alcuni poco raccomandabili:

– fosfati (E 338–341, E 343, E 450–452). Consumati in eccesso sono correlati a rischio di de-mineralizzazione ossea, danni renali e maggior rischio cardiovascolare. Oltre a possibili correlazioni con diabete di tipo 2 e tumore al seno. I fosfati vengono ampiamente aggiunti in prodotti da forno, salumi, latticini e altri alimenti. Secondo EFSA, il loro apporto attuale medio potrebbe superare il livello di sicurezza. Nel 2019 l’Autorità ha stabilito una dose giornaliera globale ammissibile (DGA) di 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo;

– carragenina (E 407). Come altri emulsionanti e addensanti (carbossimetilcellulosa, polisorbato-80, mono e digliceridi degli acidi grassi etc.) la carragenina è identificata, mediante studi in vitro e sugli animali, come possibile promotore delle malattie infiammatorie intestinali. Questa categoria di additivi viene ampiamente utilizzata negli alimenti industriali, come emerso nelle precedenti indagini di mercato di GIFT (Great Italian Food Trade) su yogurt e dessert iper-proteici e sulle merende al latte.

Bevande di soia, i prodotti di marca industriale

Tutte le bevande di soia ‘neutre’ dell’industria di marca (IDM) esaminate sono fortificate e con zuccheri aggiunti, di canna in Valsoia e OraSì. La soia è italiana in 2 casi su 4.

Sorprende il prodotto Alpro di Danone per il nome commerciale promettente e il claim nutrizionale ‘Soia ricca di proteine’, laddove la bevanda ha un contenuto proteico che corrisponde alla media degli alimenti della stessa categoria (3% vs 2,95% medio), inferiore tra l’altro alle bevande di Valsoia e OraSì. Quest’ultima detiene nel gruppo il primato con un tenore di 3,3g di proteine in 100mg di bevanda.

La maggiore quantità di grassi si trova nella bevanda di Valsoia: 4,4%, a fronte di una media del 2,4%. Questo prodotto è del resto l’unico con olio di girasole: un ingrediente che aumenta il valore energetico (62 Kcal, rispetto a una media di 44 Kcal), ma vale a promuovere la presenza di acido linoleico.

Questo acido grasso essenziale ‘aiuta a mantenere livelli normali di colesterolo nel sangue’, come recita il claim sulla confezione. Per l’uso del claim è necessario che l’alimento fornisca almeno 1,5 grammi di acido linoleico per 100 grammi e per 100 calorie, a condizione che si specifichi che l’effetto benefico si ottiene con un apporto giornaliero di 10 grammi (reg. UE 432/12). Una dose che Valsoia consiglia di raggiungere consumando ogni giorno 200 ml della sua bevanda e 5 noci sgusciate.

Fosfati a pioggia e aromi di sintesi per tre su quattro prodotti (eccetto Granarolo).

tabella comparativa bevande di soia IDM
Rilevazione agosto 2025

Le bevande ‘neutre’ a ‘private label’ dei supermercati

Nel canale marca del distributore (MDD) soltanto Coop e Esselunga propongono una bevanda di soia al ‘naturale’, fortificata e con zuccheri aggiunti (2,4%).

Soia e stabilimento sono italiani per Coop. Origine Austria invece per Esselunga, che contiene più soia e più proteine, 3,5% in confronto al 3% di Coop. Entrambe aggiungono fosfati.

Tabella comparativa bevande di soia MDD
Rilevazione agosto 2025

Le bevande del discount

Delle tre bevande ‘neutre’ dei discount esaminate – tutte fortificate e con zuccheri aggiunti – la ricetta più pulita è del marchio SoloSano di Todis (prodotta in Francia), che aggiunge soltanto l’additivo (innocuo) gomma di gellano. Le altre due ricorrono a fosfati e aromi di sintesi.

Eurospin impiega persino gli emulsionanti mono- e digliceridi degli acidi grassi e aggiunge la quota di zuccheri più alta del gruppo: il 4%, vale a dire 8 grammi di zucchero in un solo bicchiere (da 200 ml) di bevanda.

Tabella comparativa bevande di soia discount
Rilevazione agosto 2025

Il segmento ‘sugar free’

Per la tipologia ‘sugar free’ abbiamo accorpato i prodotti offerti nei vari canali commerciali (IDM, MDD e discount).

Tra le sette bevande senza zucchero esaminate, soltanto due (Alpro e Conad) aggiungono fosfati. La innocua gomma di gellano si trova nelle bevande di Carrefour, Orasì e Todis. Le ricette più pulite appartengono a Gli Spesotti di Coop e Esselunga smart: zero additivi, salvo l’innocuo carbonato di calcio.

La soia è italiana soltanto in tre prodotti: Esselunga, Coop e OraSì. La percentuale impiegata nelle ricette varia molto, dal 4 all’8,7%, per una media del 5,9%.

La quantità di soia più elevata è nella bevanda Alpro (8,7%), che tuttavia contiene meno proteine (3,3%) rispetto al prodotto Todis (3,5%), realizzato con il 6,9% di semi di soia.

L’unica bevanda ‘sugar free’ non fortificata è quella di Carrefour. Coop e Esselunga, come detto, aggiungono soltanto carbonato di calcio, ma non vitamine.

Tabella comparativa bevande di soia sugar free
Rilevazione agosto 2025

Aromatizzate al cacao, additivi e zuccheri

L’esame di sei bevande di soia aromatizzate al cacao mostra un generalizzato ricorso a dosi abbondanti di zuccheri, additivi emulsionanti e aromi quasi sempre di sintesi. Ciò succede persino nel prodotto di Alpro con i pupazzi Minions riprodotti sulla confezione, evidentemente utilizzati per attrarre i bambini.

Fosfati, carragenina e aromi di sintesi (tranne Conad che usa solo aromi naturali) sono il corredo obbligato di 5 delle 6 bevande esaminate.

L’unica ricetta priva di tanti additivi ‘cosmetici’, cioè non indispensabili, è quella del prodotto biologico Soya Drink a marchio The Bridge.

Metà del campione impiega soia italiana. La percentuale media è del 6,6%, con una forbice da 5,7 a 8%.

Le proteine sono sempre attorno al 3%, eccetto The Bridge che raggiunge un ragguardevole tenore proteico di 3,9%.

Gli zuccheri aggiunti arrivano alla preoccupante soglia del 9,7% (Todis e Céréal), a fonte di una media comunque elevata: 8,6%. Un bicchiere da 200 ml fornisce in media oltre 17 grammi di zucchero.

Tabella comparativa bevande a base di soia e cacao
Rilevazione agosto 2025

Iper-proteiche al cacao

Gli additivi qualificano anche le bevande al cacao presentate come iper-proteiche. I fosfati sono presenti in 3 prodotti su 5. Eurospin aggiunge anche gli emulsionanti mono-e digliceridi degli acidi grassi. Viene meno, invece, la carragenina, presente in quasi tutte le bevande soia e cacao ‘standard’.

L’apporto energetico medio è di 73,4 kcal per 100 ml, vale a dire quasi 150 calorie per un solo bicchiere da 200 ml. Il valore energetico più elevato si riscontra nella bevanda di Carrefour (88 kcal), che contiene il più alto tenore di zuccheri: 8 grammi/100 ml, rispetto a una media di 5,6.

La soia è italiana in due casi su cinque. La concentrazione è più elevata in questo segmento iper-proteico e in due casi viene rafforzata con l’impiego di proteine isolate di soia. Quale che sia la quantità di soia totale, le proteine sono sempre pari a 5 grammi per 100 ml di bevanda.

Tabella comparativa bevande di soia iperproteiche al cacao
Rilevazione agosto 2025

Iper-proteiche classiche

Le iper-proteiche ‘classiche’ sono caratterizzate da una ricetta ‘pulita’, senza additivi. Sono tutte aromatizzate alla vaniglia, naturale biologica nella bevanda di Isola Bio.

In confronto alle iper-proteiche al cacao, oltre all’assenza di additivi, si nota la ridotta quantità di zucchero aggiunto, il cui tenore medio è poco superiore ai 3 grammi per 100 ml (5,6 grammi la media delle iper-proteiche al cacao).

La soia è italiana nella metà del campione (Isola Bio e Todis) ed è presente in quantità quasi doppia rispetto alle bevande standard, con un riflesso sulla quantità di proteine: 5 grammi per 100 ml (5,2 per Isola Bio).

Tabella comparativa bevande di soia iperproteiche
Rilevazione agosto 2025

Barista, cappuccino di soia come al bar

La versione ‘barista’ viene proposta come ideale per realizzare un ‘cappuccino come al bar’. Nel segmento delle sei bevande esaminate, soltanto Alpro impiega fosfati. 

Quattro delle sei bevande barista non aggiungono zucchero. E si vede: zero o tracce di zuccheri le distinguono dalle due versioni con zuccheri aggiunti. Alpro e Carrefour contengono, rispettivamente, 2,5 e 3,5 g/100 ml di zuccheri.

Alce Nero aggiunge olio di semi di girasole, una scelta che accresce i grassi totali (non i saturi): 4,2 g/100 ml rispetto a una media di 2,13.

Delle sei bevande esaminate, tre sono biologiche: niente additivi né aromi. 

Una certa variabilità, infine, emerge nel tenore delle proteine: in confronto alla media di 2,9 g/100, ml, Bjorg segna il livello minimo (1,8) e Carrefour il massimo (3,6).

Tabella comparativa bevande di soia Barista
Rilevazione agosto 2025

Bevande biologiche, l’oasi felice

L’elenco ingredienti delle bevande di soia biologiche esaminate non riservano brutte sorprese. Tra i vantaggi degli alimenti certificati bio, del resto, l’assenza di additivi discutibili è uno dei plus che li distinguono dagli alimenti ‘convenzionali’ (cioè non biologici). Per questa ragione, nella tabella delle dieci bevande a base di soia bio non compare la colonna dedicata agli additivi da evitare.

L’unico dato da riferire è l’impiego di aroma naturale di vaniglia nelle bevande di Carrefour e Conad, le sole tra le 10 bevande bio che aggiungono zucchero (di canna). Soltanto in questi due prodotti, inoltre, la soia non è italiana.

Da notare che l’unica bevanda fortificata è quella di Isola Plus, che per fornire calcio impiega l’alga Lithothamnium Calcareum (0,4%). Questa alga rossa corallina è ricca di carbonato di calcio (fino al 30-40% del suo peso secco) e altri minerali come magnesio, silicio e oligoelementi.

La percentuale di soia varia da 6,7 a 8. Le proteine dal 3% di Lidl al 3,9% di Esselunga.

Tabella comparativa bevande di soia biologiche
Rilevazione agosto 2025

Conclusioni

L’utilità delle bevande a base di soia per alcune fasce di popolazione è evidente. Lo sembra meno l’impegno di una parte dell’industria di settore, che si ostina a ripiegare su additivi evitabili e ad aggiungere grandi quantità di zuccheri, nonostante l’avvertenza di EFSA sulla necessità di ridurne al minimo il consumo.

Fortunatamente, l’ampiezza dell’offerta consente di scegliere il prodotto più equilibrato sotto l’aspetto nutrizionale. Il quale, come emerso da un’indagine sulle bevande vegetali disponibili sul mercato svizzero, attende miglioramenti. Tenendo a mente anche le sollecitazioni di ANSES.

Marta Strinati

Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)

Riferimenti

– Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail (ANSES). (2025, 8 gennaio). Avis de l’Anses relatif à l’élaboration de VTR long terme par voie orale pour les isoflavones (Saisine n° 2022-SA-0221). ANSES. https://www.anses.fr/sites/default/files/VSR2022SA0221RA.pdf

– EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). (2011). Scientific opinion on the substantiation of health claims related to linoleic acid and “molecule precursors regulating cell functions (prostaglandins, leucotrienes)” (ID 488, 4670), maintenance of normal blood LDL-cholesterol concentrations (ID 2899) and protection of the skin from UV-induced damage (ID 3659) pursuant to Article 13(1) of Regulation (EC) No 1924/2006. EFSA Journal, 9(6), 2235. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2011.2235

– EFSA Panel on Food Additives and Nutrient Sources added to Food (ANS). (2019). Re-evaluation of phosphoric acid–phosphates (E 338–E 341, E 343). EFSA Journal, 17(6), e05674. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2019.5674

– Scholz-Ahrens, K. E., Ahrens, F., & Barth, C. A. (2020). Nutritional and health attributes of milk and milk imitations. European Journal of Nutrition, 59(Suppl 1), 19–34. https://doi.org/10.1007/s00394-019-01936-3

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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