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Sana 2019, il bio che cresce e apporta valore

Sana 2019, il bio che cresce e apporta valore

È sempre più SANA la filiera biologica in Italia. All’omonima manifestazione di settore, a Bologna, si attinge conferma di una crescita inarrestabile. Superfici coltivate, aziende e consumi sono in ottima salute. Il rapporto SINAB ‘Bio in cifre 2019 – anticipazioni’ offre utili spunti di riflessione sulla via da seguire per apportare valore, alla società e all’economia.

Biologico in Italia, superfici e colture

La quota di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) e certificata bio registra un incremento sostanziale proprio nelle due Regioni che negli ultimi anni hanno registrato gravi criticità legate all’inquinamento dei suoli e delle acque. Campania e Veneto, +43% e +37% rispettivamente. Un segnale di speranza, affinché ‘le teste che pensano’ all’ambiente e alla salute prevalgano in via definitiva su chi invece vi arreca minaccia.

L’indice di crescita delle superfici agricole coltivate secondo metodo biologico ‘a norma di legge’ e in quanto tale certificato – anche in vista dell’accesso ai contributi previsti dai Piani di Sviluppo Regionale (PSR) – è decisamente più lieve, a livello nazionale, con un incremento medio del 2,6%. Ed è utile annotare – tra le Regioni più impegnate nella conversione al biologico – uno dei primi protagonisti della produzione agroalimentare italiana, l’Emilia-Romagna (+15,5%).

Complessivamente, il 15,5% dei terreni ora coltivati in Italia sono certificati bio. L’ecoagricoltura si sviluppa quindi su quasi 2 milioni di ettari, 1.958.045 per l’esattezza. Le colture più rappresentate sono quelle foraggere (20% sul totale delle produzioni certificate), ma soprattutto quelle che meglio esprimono la civiltà e la dieta mediterranea. Così i cereali, l’ulivo e la vite occupano rispettivamente il 17, 12 e 5% delle produzioni bio. Le Regioni con maggiore SAU dedicata al biologico sono la Sicilia (385.356 ha), Puglia (263.353), Calabria (200.904), Emilia Romagna (155.331) e Lazio (140.556).

Biologico Made in Italy, gli operatori

Il numero degli operatori certificati bio è salito a 79.046, nel 2018 (+4.6%). Con una distribuzione geografica dei ‘preparatori esclusivi’ – la cui attività è circoscritta alla trasformazione delle materie prime biologiche – che è inversa rispetto a quella degli agricoltori biologici. Svettano quindi Lombardia (1.069), Emilia Romagna (1.038) e Veneto (974), per numerosità dei ‘preparatori esclusivi’. Oltre alla Sicilia che primeggia sul fronte agricolo e pur vanta 947 unità operative nella sola trasformazione.

La filiera corta trova massima espressione nelle Regioni del Sud – Sicilia, Calabria, Puglia – e in Toscana. Ove sono rispettivamente 1.597, 1.199, 1.169 e 1714 gli agricoltori dediti anche alla trasformazione delle materie prime agricole, spesso con prevalente utilizzo di produzioni proprie. È la categoria dei produttori/preparatori, che esprime un’evoluzione dell’interesse condiviso tra i consumAttori – che sanno privilegiare le filiere a km0 – e gli operatori. I quali, nell’integrazione della filiera, riescono anche a ottimizzare le risorse e così incrementare la redditività. Possibilmente, mantenendo prezzi accessibili affinché la scelta ecologica possa risultare alla portata di tutti.

I consumi di prodotti biologici in Italia

Dopo una crescita a due cifre su base annuale, fino al 2017, i consumi di prodotti biologici in Italia hanno registrato una flessione naturale nel 2018 (+4%), e un’ulteriore attenuazione nel primo semestre del 2019 (+1,7%). Il bio tuttora rappresenta il 3% della spesa alimentare in Italia, per un valore di circa 2,5 miliardi di euro. E tende ad allinearsi con i trend complessivi del comparto, sia pur continuando a crescere ed evidenziando una tenuta di mercato decisamente più salda. Nella tabella a seguire, l’analisi degli andamenti dei consumi di prodotti biologici, a raffronto con il totale.

Spesa alimentare in Italia, I semestre 2019/2018, Variazioni percentuali (fonte SINAB, rapporto ‘Bio in cifre 2019, Anticipazioni’)

primo semestre bio
La GDO (grande distribuzione organizzata) ha senza dubbio un ruolo protagonista nella crescita dei consumi di prodotti biologici, con indici di crescita più che doppi nel 2018 (+9%), quasi triplicati nel primo semestre 2019 (+5,5%). Con uno straordinario picco, +20%, nel segmento discount.

Trend dei consumi di prodotti bio (GDO) in Italia, a raffronto con l’andamento complessivo dell’agroalimentare. Anno 2019 / variazioni percentuali (fonte SINAB, rapporto ‘Bio in cifre 2019, Anticipazioni’)
variazioni bio

Valori e opportunità, occupazione e professionalità

I valori promossi da GIFT (Great Italian Food Trade) ed Égalité Onlus si inseriscono in una visione di sviluppo sostenibile che considera l’agroecologia – e dunque, la conversione al biologico – come un passaggio fondamentale. Per preservare l’ambiente e la biodiversità, proteggere le popolazioni rispetto ai rischi che derivano dall’abuso di pesticidi, promuovere la salute pubblica mediante alimenti migliori.

L’opportunità, per gli agricoltori, di portare avanti una autentica ‘rivoluzione verde’ si integra con i valori citati, all’insegna del Rispetto verso la natura e i suoi abitanti ma anche dell’economia. In una logica di riduzione sistemica degli sprechi, nonché di riduzione dei costi legati alla crescente dipendenza dai monopolisti globali di sementi e agrotossici.

L’occupazione e le professionalità connesse all’agroecologia trovano poi terreno fertile in un settore che primeggia a livello europeo, anche in termini di valore aggiunto, ed è tuttora in crescita. Con quasi 2 milioni di ettari di SAU, 79mila imprese sul territorio e 2,5 miliardi di euro di fatturato. Produzioni e controlli, formazione e assistenza di campo, ricerca, sviluppo e altre attività offrono sbocco lavorativo a varie migliaia di tecnici. Coronando lodevoli percorsi di studio in agronomia e biologia, tecnologia alimentare e ingegneria in un Paese che ancora produce più lauree che lavori a esse pertinenti.

L’agricoltura contadina, a questo proposito, rimane la grande opportunità inespressa. Per creare valore e lavoro sui territori, con etica e sostenibilità. Ancora in attesa di una legge, da lungo tempo finora invano promessa.

Dario Dongo e Donato Ferrucci

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