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Rapporto Coop 2022, colpo d’occhio sull’Italia nella crisi

Il Rapporto Coop 2022, presentato l’8.9.22 in anteprima digitale, offre un’analisi degli effetti della crisi sistemica – guerra, inflazione e recessione, crisi climatica – sulla vita quotidiana dei residenti in Italia.

In attesa del generale inverno, l’unica buona notizia è la resilienza degli italiani. I quali sono riusciti finora a non rinunciare ai consumi alimentari, nonostante le difficoltà economiche e sociali.

Rapporto Coop 2022, lo scenario buio

Lo scenario che consegue all’ingaggio dell’Unione europea nel conflitto fratricida in Ucraina è sempre più buio. Il Rapporto Coop ne riassume alcuni aspetti:

  • la povertà alimentare è in rapida crescita (anche a causa delle speculazioni sulle commodities),
  • la bilancia commerciale europea si va inabissando come non mai,
  • l’emergenza climatica ha impatto micidiale sulla quotidianità di tutti

Il conflitto russo-ucraino ha soffiato sul fuoco, generando un effetto recessivo immediato sull’economia mondiale:

  • il Pil globale sconta un ribasso dal +5,7% del 2021 al +2,9% previsionale del 2022.
  • per l’Italia, le previsioni di crescita del Pil si attestano al +3,2% per il 2022 e al +1,3% per il 2023. Ma Banca d’Italia non esclude il ritorno a un Pil in negativo nel 2023 (-2%).

L’impatto della crisi sui consumi alimentari

La filiera del cibo è stressata dalla crisi in corso, visto il coinvolgimento delle catene di approvvigionamento globali.

L’inflazione in Italia sui prodotti alimentari trasformati ha raggiunto il +10%. Poco meno peggio, finora, di Germania (+13,7%) e Spagna (+13,5%).

I consumi alimentari degli italiani, peraltro, ancora resistono al caro-prezzi:

  • i volumi di vendita segnano +7,8% (primo semestre 2022 vs 2019), con un
  • trend ancora positivo. + 0,5% in Italia, a fronte di -5,4% in Regno Unito, -3,7% in Germania, -2,3% in Francia e -1,3% in Spagna.

L’inverno alle porte salva il cibo

Il generale inverno porterà con sé un ulteriore aumento dei prezzi alimentari, oltreché delle bollette di luce e gas. Ma gli italiani paiono ancora non preoccuparsi del guaio (né delle sue cause).

Quasi la metà dei cittadini, secondo le proiezioni di Nomisma sui sondaggi a campione, si dichiara essere disposta a ridurre la quantità ma non la qualità del cibo. Cucinando di più, come nel lockdown.

Meno cibo, ma italiano e sostenibile

L’italianità e la sostenibilità sono gli attributi dei cibi che il campione degli intervistati dichiara irrinunciabili. A discapito di cibi etnici, free from, piatti pronti. Anche il bio potrebbe perdere terreno (-38%), purtroppo. Segno che i consumatori italiani ancora non comprendono il suo valore essenziale e senza pari per la salute LINK BIO E SISTEMA IMMUNITARIO e il contrasto all’emergenza climatica.

Le private label (marca del distributore, MDD) continuano a svilupparsi, con una quota di mercato che nel 2022 sfiora il 30% (+2,0 rispetto al 2019). E l’industria di marca (IDM), di conseguenza, perde terreno. Con ulteriore decrescita, -1,8%, rispetto al 2019 (con un market share dal 14,9% al 13,1%).

La GDO nella morsa

Per la GDO la crisi in corso pone forti criticità. I distributori sono infatti stretti tra i rincari dei listini industriali e del caro-energia e la ridotta capacità d’acquisto dei consumatori.

Alcune voci di sbilancio sono insostenibili:

  • a fronte di un aumento annuale dei prezzi dei beni alimentari venduti dall’industria alle catene della Gdo del 15%, l’inflazione alla vendita supera di poco il +9% (il differenziale fra il prezzo all’acquisto e quello alla vendita segna un -5,7% a tutto svantaggio della grande distribuzione). I maggiori rincari colpiscono peraltro prodotti basici. L’olio di semi segna un +40,9%, quello di oliva un +33,1%, la pasta +30,9%, la farina +25,4%,
  • i costi energetici della GDO che nel 2019 valevano l’1,7% del fatturato sulla base dei futures sull’energia triplicheranno, raggiungendo nel 2022 una incidenza del 4,7% e del 5,2% nel 2023,
  • il retail alimentare è un settore strutturalmente a bassa redditività, dove piccole variazioni dei margini possono seriamente compromettere la tenuta dei conti economici. Ogni 100 euro spesi dal consumatore generano per il retailer un utile netto di poco più di 1,5 euro.

Discount ed ecommerce

Nel 2022, dopo la frenata imposta dalla prima fase della pandemia, la Gdo segna un lieve ritorno alle espansioni delle superfici, per lo più a discapito dei punti vendita di prossimità. Cresce ancora invece il discount, mentre prosegue il declino dell’ipermercato.

L’ecommerce (e-grocery) ha perso la spinta dettata dai lockdown e si mantiene su quote molto basse soprattutto se paragonate al resto d’Europa. Nel 2021 si attesta su un 2,9% con previsioni 2030 che non superano il 6% a fronte di ben altro dinamismo in casa degli inglesi (dal 12% al 19%) o dei francesi (dall’8,6% al 16%).

Il faro del prodotto a marchio Coop

Lo scenario rilevato nel Rapporto Coop 2022 sembra premiare la scelta di Coop, annunciata a maggio 2022, di investire maggiormente sui prodotti a marchio.

Sarà stata anche una scelta temeraria secondo alcuni, ma nata da dati oggettivi che il Rapporto Coop 2022 conferma’, commenta Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia.

La scelta sembra ben assestata. ‘Nel segmento della colazione, il primo ad essere stato rinnovato, registriamo nei primi due mesi di lancio (giugno/luglio) un incremento della quota di mercato del prodotto a marchio a quantità dell’8,3% passando quindi dal 23.6% al 31,9%. Il potenziale di risparmio per le famiglie è considerevole. Primi risultati in una congiuntura non facile che rivendichiamo con una giusta dose di orgoglio’.

Difendere il potere d’acquisto

Dopo trent’anni è tornato il carovita con un’inflazione alta che non si vedeva dagli anni Ottanta; per molti consumatori e molte imprese è una situazione del tutto sconosciuta. Parimenti i salari rimangono congelati e colpisce nel Rapporto la divaricazione che si accentua fra una parte crescente del Paese che rimane fragile e le classi più agiate’, ricorda Marco Pedroni Presidente di Coop Italia e di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori). ‘

In vista dell’appuntamento elettorale viene ribadita una richiesta già avanzata. ‘C’è bisogno (…) di dirottare risorse incisive a favore dei consumi agendo per esempio sulla defiscalizzazione dei prodotti di base e con una rinnovata politica ambientale in linea con l’emergenza del momento’.

Tutti numeri del Rapporto Coop 2022

Il Rapporto Coop 2022 – ‘Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani’ – è redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto di analisi di Nielsen e i contributi originali di Gs1-Osservatorio Immagino, Iri Information Resources, Mediobanca Ufficio Studi, Nomisma Energia, Npd.

Tutte le infografiche del Rapporto sono disponibili a questo link.

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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