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Grano duro, crisi globale in vista? A rischio la produzione italiana di pasta

Grano duro, crisi globale in vista? A rischio la produzione italiana di pasta

Lo scenario di mercato del grano duro mostra i segnali che potrebbero precedere una crisi globale del settore, con un impatto potenzialmente drammatico sulla produzione italiana di pasta.

La questione vale a richiamare l’assoluta urgenza di recepire pedissequamente, in Italia, la direttiva (UE) 2019/633 sulle pratiche commerciali sleali. Soggetta comunque ad applicazione automatica entro l’1.11.21.

Grano duro e pasta italiana

La filiera italiana della pasta è evoluta, nell’ultimo decennio, grazie alla crescita della domanda di pasta ‘100% italiana’ e l’incremento delle coltivazioni di grano duro nazionale che vi ha fatto seguito. Il fabbisogno annuale di grano duro delle industrie molitoria e pastaia italiana si aggira attorno alle 6 milioni di tonnellate, a fronte di una produzione nazionale che a malapena raggiunge i 4 milioni.

A livello europeo, l’Italia produce la metà del grano duro coltivato nella UE a 28 (UK inclusa) e importa il 90% del totale in arrivo da Paesi extra-UE. Il Bel Paese è del resto leader globale sia nel consumo pro-capite di pasta (23 kg/anno), sia nella sua produzione. Con una quota di export pari al 60% e un incremento delle vendite significativo, +30% nel primo semestre 2020. (1)

Grano duro, listini internazionali in volata

I listini internazionali del grano duro hanno registrato a luglio un aumento superiore al 25%, rispetto a quotazioni che già avevano raggiunto livelli molto elevati rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Si osserva un fenomeno in evoluzione, legato a diversi fattori che incidono su entrambe le leve di domanda e offerta.

1) Domanda in crescita

A livello UE la domanda di grano duro in UE è aumentata – da 8,2 a 8,7 mln t, nel 2019-2020 rispetto al 2018-2019 (Stratégie Grains, 2021. V. nota 2) – a causa dell’incremento dei consumi stimolato dalla pandemia.

A livello internazionale si registra una crescita significativa della domanda da parte di Paesi competitivi nella produzione di pasta e altri grandi importatori:

1.1) Cina. Il secondo esportatore al mondo di pasta e noodles ha già acquistato per tempo le quantità necessarie di grano duro per i prossimi raccolti, con 12 mln t di importazioni attese per il 2021 (+140%),

1.2) Turchia. La produzione di pasta è decuplicata in 10 anni (fino a superare i 2 mln t, di cui 1,4 destinati all’export), con un consumo medio p.c. di 7,5 kg, quella di bulgur (da grano duro di qualità) ha raggiunto 1 mln t. (20% export) e la materia prima locale (2,3 mln t) non copre il fabbisogno. L’import di durum wheat, a dazio zero, ha superato gli 1,5 mln t nel 2020,

1.3) Maghreb. La produzione di grano duro non assolve i requisiti di qualità e quantità richiesti per produrre pasta e cous-cous. Le importazioni hanno così raggiunto:

– Algeria. 1,4 mln t di importazioni nel 2018-2019 poi dimezzati nel 2020 e ora in risalita, con l’aiuto di sussidi pubblici volti a stabilizzare i prezzi al consumo sul mercato domestico. Consumo pro-capite 13 kg,

– Marocco. 1 mln t nel 2020, in prevalenza di alta qualità (Canadian Western Amber Durum, CWAD, grades 1 e 2 su 5. V. nota 3). Consumo p.c. 5 kg,

– Tunisia. Consumi pro-capite di pasta elevati (17 kg), aiuti statali alla produzione di grano duro che ha raggiunto le 950 mila t circa, importazioni di materia prima a basso prezzo per 600 mila t (2020. V. nota 2).

2) Offerta in calo

Il Wheat Market Outlook 9.8.21 della Saskatchewan Wheat Development Commission (Sask Wheat) – organizzazione degli agricoltori dell’altopiano canadese di Saskatchewan (4) – offre utili aggiornamenti sull’offerta internazionale di grano duro. (5) Con previsioni in drastico calo, a causa della siccità nei continenti americano e asiatico e delle piogge intense in Europa.

2.1) Canada e USA. Le previsioni indicano una diminuzione dei raccolti per almeno 12,5 milioni di tonnellate (grano duro e tenero). Il deficit di produzione in Canada e Russia è stimato potrà superare di 20 mln t le ultime previsioni di USDA (United States Department of Agriculture),

2.2) Russia e Mar Nero. I raccolti di grano in Russia hanno raggiunto il 50%, con un’aspettativa di resa di circa 75 mln t (a fronte degli 85 mln t previsti a luglio da USDA). La tassa sulle esportazioni russe, in risposta alle sanzioni occidentali, rimane un grande ostacolo.
Caldo e siccità hanno provocato il calo delle rese anche in Kazakhstan, ora stimate in 11,5 mln t,

2.3) Germania. DBV (Deutscher Bauernverband, la prima Confederazione degli agricoltori tedeschi) ha aggiornato la stima delle rese di grano a 21 mln t (-1,8 mln t rispetto alle precedenti previsioni), a causa delle tragiche alluvioni di luglio,

2.4) Francia. Le piogge hanno determinato la contaminazione diffusa del frumento duro con micotossine, oltre alla sua scarsa qualità. Non è ancora chiaro quanto grano sarà disponibile per il mercato internazionale, in gran parte già opzionato da Cina e Algeria per le spedizioni che inizieranno a settembre,

2.4) Sud-America. Le stime ufficiali di resa del durum wheat sono ancora invariate in Argentina, sebbene la pioggia sarà presto necessaria e il meteo non le mostri all’orizzonte. In Brasile, la siccità e le gelate stanno influenzando negativamente le previsioni di produzione, con aumento del fabbisogno di importazioni,

2.5) Australia. L’unico grande Paese esportatore con buone prospettive di resa sconta le difficoltà di esportazioni legate alla logistica. A tali difficoltà è attribuito l’incremento delle scorte di grano duro in Australia (+2 mln t nel 2020, su un raccolto di 33 mln t con 24 mln t di export).

Pasta italiana, tra l’incudine e il martello

I segnali sopra accennati non consentono di prevedere in modo esatto l’andamento delle quotazioni internazionali del grano duro nella campagna 2021-2022. Appaiono già chiare peraltro l’impennata della domanda – in parte già assicurata mediante futures – e la forte contrazione dell’offerta a causa dei fattori climatici.

‘Quantità e qualità del frumento duro sono decisamente una preoccupazione per il mercato’ (5).

Le importazioni italiane dal Canada – già aumentate del 43,7% nel 2020-21 (1,5 mln t nei primi 11 mesi della campagna 2020-21, a fine giugno, pari al 26% del totale export canadese. V. nota 6) – sono previste salire per il quarto anno consecutivo. E la confederazione agricola di Saskatchewan (Canada) consiglia ora ai suoi associati di non vendere, in attesa che i prezzi volino. (5)

Stop al sottocosto, le responsabilità del governo italiano

Il rischio concreto che le industrie molitorie e della pasta in Italia si trovano a fronteggiare, nell’anno a seguire, è lavorare in perdita. Una prospettiva intollerabile, per il sistema-Paese, che potrebbe costringere al fallimento di molte imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Il governo italiano non può certo intervenire sulle dinamiche del mercato internazionale ma ha il preciso dovere di tutelare le imprese molitorie e della pasta, vietando subito alla GDO gli acquisti sottocosto di semola e pasta e altre pratiche commerciali sleali, nonché imponendo il pagamento delle derrate alimentari entro i 60 giorni dalla consegna (30 giorni per i deperibili).

Il divieto di sottocosto e di altre pratiche commerciali sleali è specificamente prescritto dalla direttiva UE 2019/633 (Unfair Trading Practices, UTPs), che il Parlamento italiano ha già provato a disattendere – su ordine delle lobby di Coldiretti, Confindustria e Federdistribuzione – nella legge di delegazione europea 2021. (7)

Direttiva UE 2019/633, applicazione automatica dall’1.11.21

Se Palazzo Chigi non provvederà subito all’integrale recepimento della dir. UE 2019/633 – come confusamente accennato dal ministro Stefano Patuanelli in comunicato stampa 30.7.21 – sarà indispensabile denunciare alla Commissione europea gli ulteriori ritardi della Repubblica italiana e le eventuali (inammissibili) deroghe ai precetti e divieti ivi previsti. (8)

La direttiva UTPs deve in ogni caso venire applicata dall’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM, c.d. Antitrust), per la effettiva tutela degli operatori della filiera di produzione agroalimentare in Italia, a decorrere dall’1.11.21. Vale a dire entro il termine ultimo fissato per la sua concreta attuazione nel mercato interno, in linea con la consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia. (9)

Dario Dongo

Note

(1) Stockpiling pasta boosts Italy’s foodmakers. The Economist. 12.11.20, https://www.economist.com/business/2020/11/12/stockpiling-pasta-boosts-italys-foodmakers

(2) David McKee. Pandemic boosts durum, pasta consumption. World Grain. 5.3.21, https://www.world-grain.com/articles/15228-pandemic-boosts-durum-pasta-consumption

(3) Canadian Grain Commission. Wheat: Export grade determinants tables for Canada Western Amber Durum (CWAD) wheat. Aggiornamento 1.8.21, https://www.grainscanada.gc.ca/en/grain-quality/official-grain-grading-guide/04-wheat/export-grade-determinants/cwad-en.html

(4) Dario Dongo. Glifosato nel grano e i legumi canadesi, tutta colpa della neve? GIFT (Great Italian Food Trade). 6.5.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/glifosato-nel-grano-e-i-legumi-canadesi-tutta-colpa-della-neve

(5) Sask Wheat. Wheat Market Outlook and Prices. Rapporto 9.8.21, https://saskwheat.ca/wheat-market-outlook-and-prices

(6) Cliff Jamieson. Canada Markets. Canada’s Largest Customers Boost Imports. Progressive Farmer. 23.7.21, https://www.dtnpf.com/agriculture/web/ag/blogs/canada-markets/blog-post/2021/07/23/canadas-largest-customers-boost

(7) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali e legge di delegazione europea, analisi critica. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.4.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/pratiche-commerciali-sleali-e-legge-di-delegazione-europea-analisi-critica

(8) V. paragrafo ‘Giustizia o rivolta’ nel precedente articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/pastori-sardi-e-pratiche-commerciali-sleali-sanzioni-irrisorie-dell-antitrust-a-f-lli-pinna-e-altri-5-caseifici

(9) ‘Entro il 1° maggio 2021, gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarvisi. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali misure.
Gli Stati membri applicano le suddette misure entro il 1° novembre 2021’ (dir. UE 2019/633, articolo 13.1)

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