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Glifosato nel grano e i legumi canadesi, tutta colpa della neve?

Glifosate o glifosato? Un nome vale l’altro, per esprimere un concetto che i buyer della GDO e le industrie di settore ancora stentano ad afferrare. Grano e legumi canadesi vengono trattati di routine con glifosate e altri agrotossici nella fase pre-raccolta. Tutta colpa della neve? Quella non manca, a fine settembre è già a 30 cm sui campi da mietere. Ma c’è anche altro.

Glifosate, il divieto tanto atteso

Non sussistono elementi per inficiare la legittimità sull’uso del glifosato’, ha di recente affermato la Corte di Giustizia UE. (1) Gli agricoltori europei possono dunque continuare a utilizzare l’agrotossico più venduto al mondo. Dopo il rinnovo quinquennale della sua autorizzazione, il 5.11.17, a cui hanno aderito anche il governo allora guidato da Paolo Gentiloni e i politicanti italiani al Parlamento europeo. Tutti a servizio di Big 4i quattro monopolisti globali di pesticidi e sementi. Con un occhio di riguardo alla Corporation tedesca Bayer, che nel 2016 ha acquisito Monsanto. (2)

La Commissione europea, a marzo 2019, ha annunciato l’intenzione di realizzare un nuovo piano di valutazione dei rischi relativi a tale molecola. (3) In vista del possibile rinnovo della sua autorizzazione, che scadrà il 15.12.22, le attività avranno inizio entro dicembre 2019. L’EFSA, deputata all’analisi del rischio, ha già completato il riesame dei tenori massimi di glifosato. (4). Sulla base dei dati forniti dagli Stati membri sui residui di glyphosate negli alimenti.

I livelli massimi di residui (LMR) devono venire stabiliti per garantire la protezione della salute pubblica rispetto all’esposizione alimentare a ciascun ‘pesticida’, a seguito di analisi di tutti i suoi usi correnti e autorizzati in UE. La stessa Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha peraltro indicato le incertezze che derivano da lacune nei dati raccolti. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organo dell’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS), nel frattempo, ha classificato l’agrotossico in esame – tuttora, il più venduto nel mondo – come probabilmente cancerogeno. Al pari di vari altri, come il diquat ad esempio.

La ricerca scientifica sul glifosate, come su numerosi altri erbicidi e pesticidi, ne ha anche rivelato l’azione di interferenza endocrina. Vale a dire la capacità di alterare la funzionalità del sistema endocrino, con gravi conseguenze per la salute umana. Esperimenti condotti su cellule umane embrionali, placentari e del cordone ombelicale hanno dimostrato che il glifosato induce necrosi e apoptosi anche a livelli di esposizione molto bassi, con aborti e malformazioni. Rilevando altresì la maggiore occorrenza, nei soggetti esposti, di neoplasie e malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson). Oltre a malattie dismetaboliche, autoimmuni e degenerative, diabete, infertilità maschile e leucemie infantili.

Studi più recenti hanno poi mostrato come il glifosato alteri negativamente il microbiota, negli esseri umani e animali. Ivi compresi gli insetti impollinatori, ai quali tuttora si deve quota significativa degli approvvigionamenti alimentari sul Pianeta Terra. Con impatto, di conseguenza, sulla c.d. food security.

Glifosate, le ‘ragioni’ di Big 4

Nel 2011 l’Unione Europea rigettò un carico navale di lenticchie, perché i limiti massimi di residui (LMR) di glyphosate superavano la soglia (0,1 ppm) allora stabilita dal legislatore comunitario. Le lobby di Big 4 reagirono con veemenza fino a ottenere, dopo una serrata trattativa, un innalzamento di circa 100 volte (10 ppm) dei limiti di residui ammessi sulle lenticchie. Avallati dall’EFSA (European Food Safety Authority) con proprio parere 13.1.12. (5)

La straordinaria tolleranza introdotta da Efsa sulla contaminazione da glifosato non può che venire spiegata dalle pressioni dei grandi player globali nella produzione di cereali e legumi. Sostanze attive come il glifosate e altri disseccanti sono infatti ampiamente usate in agricoltura e orticoltura:

– prima della semina, oltreché sui campi dedicati a colture pluriennali, per il diserbo. Cioè per combattere le erbe ‘infestanti’ che competono con le colture,

– in fase pre-raccolta, per il trattamento essiccante che consente di accelerare e uniformare il processo di maturazione.

L’utilizzo di disseccanti sui legumi e i cereali risulta fondamentale, nei Paesi leader della produzione, a causa dell’inidoneità dei rispettivi climi. In Canada – primo produttore globale (40%) ed esportatore di lenticchie – come negli Stati più a nord degli USA, in Kazakistan, e nel Nord-Est della Cina, le condizioni climatiche riducono fortemente il ciclo produttivo. Ed è necessario anticipare la raccolta, per evitare perdite, mediante disseccamento con prodotti chimici. Così si eliminano le infestanti per facilitare la raccolta precoce e si livella in modo omogeneo la maturazione delle lenticchie, prima che le condizioni climatiche peggiorino ulteriormente.

Glifosato su cereali e legumi, le prassi agricole canadesi

Lo Saskatchewan Pulse Growers, SPG, ente che rappresenta la quasi totalità (97%) dei produttori di legumi del Canada, fornisce ai propri associati precise indicazioni su come utilizzare i vari agrotossici. Consigliandone l’impiego, nei 3-14 giorni prima della raccolta, (6) focalizzando l’attenzione non sulla sicurezza alimentare bensì su come sottrarsi a problemi di export nei vari Paesi di destino. Si allega una traduzione in lingua italiana del manuale SPG, dall’eloquente titolo Keep it Clean (anziché Keep it Safe!). (7)

Si noti bene che diversi agrotossici utilizzati sulle lenticchie canadesi – ampiamente distribuite in Italia, anche nei cesti natalizi, come abbiamo rilevato in apposita indagine di mercato nel 2018 – non sono autorizzati in Italia. Altri agrotossici non sono autorizzati sulle colture leguminose. Altri ancora riportano sulle schede tecniche intervalli di sicurezza più ampia rispetto a quelli raccomandati da SPG.

L’autunno 2019 preoccupa gli agricoltori canadesi, a causa delle avverse condizioni meteorologiche nelle ultime settimane. In Saskatchewan, i campi di grano (raccolti per circa il 30%) e i campi di lenticchie non ancora disseccati, con le piante verdi in campo, sono già stati coperti da circa 30 cm di neve. Nelle prossime settimane cereali e legumi verranno disseccati, subito dopo trebbiati umidi, disidratati nei forni e venduti in tutto il mondo.

Tutta colpa della neve? Le responsabilità di industria, GDO e politica italiana

La neve, certo, è un problema per gli agricoltori canadesi ai quali va tutta la nostra solidarietà. Ma non vale a giustificare le scelte opportunistiche dei gruppi industriali e distributivi italiani, che si ostinano a inseguire soltanto il prezzo nelle politiche di approvvigionamento. Trascurando del tutto:

– la sostenibilità della supply-chain che i consumAttori stessi hanno imparato a valorizzare prima ancora che gli operatori si siano organizzati per garantirla,

– la sicurezza alimentare, che non è certo scontata solo perché le merci – grazie agli espedienti suggeriti dalla Saskatchewan Pulse Growers (v. Allegato) – rispettino i limiti massimi di residui di glifosato innalzati di 100 volte dall’Efsa,

– la richiesta dei consumatori di conoscere l’origine e provenienza di cereali e legumi, nella pasta come nelle lenticchie. E il loro interesse a privilegiare l’acquisto di prodotti che derivano da filiera corta, equa e sostenibile, tanto meglio se tracciata nei suoi valori veri e bio.

La neo-ministra Teresa Bellanova, invece di inneggiare al CETA (Trattato UE-Canada), farebbe bene a rivolgere attenzione alle filiere italiane di cereali e legumi. Ricordando che il clima e la capacità produttiva ci potrebbero consentire di recuperare con tranquillità l’autosufficienza perduta negli anni ‘70 del secolo scorso. Potremmo addirittura tornare a essere esportatori, come avvenne nei cinquant’anni che precedettero la crisi.

Le colture di legumi oltretutto hanno un ruolo prezioso, in rotazione coi cereali, per aumentare la fertilità dei suoli. A condizione di garantire l’agroecologia – e dunque, il sistema biologico – quale via maestra dello sviluppo sostenibile. Senza perdere tempo, il governo guidato da Giuseppe Conte deve dimostrare la volontà politica di lavorare in questa direzione. Iniziando a recepire le istanze di modifica dell’inaccettabile bozza di PAN (Piano di Azione Nazionale sui pesticidi), formulate dalla coalizione #NoPesticidi con il supporto di Égalité.

Dario Dongo

ALLEGATO Saskatchewan Pulse Growers, manuale Keep it Clean, traduzione in lingua italiana

Note

(1) https://www.agi.it/salute/glifosato_assolto_cancerogeno-6297437/news/2019-10-05/

(2) Monsanto è ricordata per avere sviluppato diverse armi di distruzione di massa, nel XX secolo. Ai contributi offerti per la bomba atomica sono seguiti diossine, DDT, Agente Orange e glifosato, tra i più celebri. E alcuni veleni per il consumo personale, tra i quali saccarina e aspartame. Bayer a sua volta può venire ricordata quale fornitore dei gas utilizzati nei lager nazisti, oltreché per l’invenzione dell’eroina

(3) V. https://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/glyphosate_en

(4) V. https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/5263

(5) V. EFSA (2012). Modification of the existing MRL for glyphosate in lentils. EFSA Journal 2012;10(1):2550. doi: 10.2903/j.efsa.2012.2550

(6) V. https://saskpulse.com/files/newsletters/190712_Pre_Harvest_Options_for_Pulses_2019-compressed.pdf

(7) Saskatchewan Pulse Growershttps://keepingitclean.ca/. La traduzione italiana in Allegato

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