Imballaggi

Alluminio e alimenti, come ridurre il rischio contaminazione

Alluminio e alimenti, come ridurre il rischio contaminazione

Il Ministero della Salute ha avviato una campagna di informazione, il 3.12.19, sui rischi associati all’uso di materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti (MOCA) in alluminio.  (1)  Questo metallo – comunemente usato in pellicole e teglie monouso, lattine, padelle, caffettiere e pentole – presenta infatti un rischio di tossicità per il sistema nervoso, che può venire mitigato adottando le opportune precauzioni.

Alluminio, un metallo ubiquitario

L’alluminio è un metallo leggero ma resistente, anche alle corrosioni, duttile e riciclabile. Ed è perciò ubiquitario, proprio perché si presta a una moltitudine di impieghi nei più diversi settori industriali. Dalla meccanica all’edilizia, serramenti e biciclette, attrezzature e utensili. Si trova anche in numerosi MOCA, come sopra accennato, ed è pure nascosto in prodotti dove la sua presenza sfugge ai non esperti. Come alcuni additivi alimentari, farmaci e cosmetici. Una vastità d’impiego che pone rischi per la salute.

La neurotossicità dell’alluminio è invece meno nota, ed è degna di attenzione in quanto legata ai livelli di esposizione. Poiché trattasi di metallo soggetto ad accumulo nell’organismo. La campagna informativa del Ministero della Salute aspira dunque a divulgare alcuni accorgimenti che possono ridurre il rischio sanitario, quantomeno nell’uso di MOCA in alluminio.

La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento‘ (Ministero della Salute, v. nota 1).

L’uso corretto dei MOCA in alluminio

Le modalità d’uso dei MOCA in alluminio indispensabili a prevenire la contaminazione dei cibi devono venire precisamente riferite in etichetta. (2) E soprattutto venire seguite, dai consumatori come dagli utenti professionali. Una infografica del Ministero riepiloga gli accorgimenti essenziali nei 7 punti a seguire.

1) Leggi l’etichetta del prodotto, verifica che sia idoneo al contatto con gli alimenti e segui le istruzioni per l’uso. Ciò vale in particolare per i fogli di alluminio e i contenitori usa-e-getta.

2) Non utilizzare MOCA in alluminio per contenere alimenti fortemente acidi o fortemente salati. La definizione di alimento acido non va confusa con l’effetto acidificante o alcalinizzante generata nell’organismo dal suo consumo. La raccomandazione è riferita infatti all’acidità del sapore.

Sono alimenti acidi, per esempio,

– siero di latte, yogurt, latte fermentato, kefir,

– frutta acida, come frutti di bosco, agrumi, certe varietà di mele (cloche) e di ciliegie (visciole), prugne, albicocche,

– verdura acida, come pomodori, rabarbaro, acetosella, crescione, crauti e ortaggi lattofermentati,

– succhi di frutta, succo di limone,

– miele,

– aceto. (3)

Gli alimenti fortemente salati sono più facili da riconoscere. Ne fanno parte, ad esempio, alici salate, capperi sotto sale, etc.

3) Il contatto con alimenti diversi da quelli indicati (acidi e/o salati) deve durare meno di 24 ore, fatte salve le ipotesi di conservazione a temperatura refrigerata o congelata.

4) La conservazione in alluminio a temperatura ambiente per più di 24 ore non pone rischi di contaminazione per gli alimenti solidi secchi elencati dalla normativa di riferimento (3). Vale a dire:

– prodotti di cacao e cioccolato

– caffè

– spezie ed erbe infusionali

– zucchero

– cereali e prodotti derivati

– paste alimentari non fresche

– prodotti della panetteria

– legumi secchi e prodotti derivati

– frutta secca

– funghi secchi

– ortaggi essiccati

– prodotti della confetteria

– prodotti da forno fini a condizione che la farcitura non sia a diretto contatto con l’alluminio.

I MOCA in alluminio rivestiti da altro materiale che impedisca il contatto diretto tra cibo e alluminio non sono soggetti alle regole finora elencate.

Pentole e contenitori monouso in alluminio

5) Non riutilizzare i contenitori monouso. È il caso di teglie e contenitori in alluminio, che dopo l’impiego devono venire gettati (in raccolta differenziata),

6) non graffiare padelle e pentole in alluminio né utilizzarle quando il rivestimento sia graffiato. Nel caso di alterazione dello strato protettivo, il cibo finisce a diretto contatto con il metallo. L’uso di posate in legno previene danni alle superfici.

7) Non lavare le pentole con prodotti abrasivi. Detersivi aggressivi e spugne metalliche riducono la funzione protettiva del rivestimento al pari dei graffi.

Note

(1) V. ‘Campagna informativa sul corretto uso dell’alluminio in cucina‘, ministero della Salute, dicembre 2019

(2) come disposto dal decreto ministeriale 18 Aprile 2007 n. 76 (Regolamento recante la disciplina igienica dei materiali e degli oggetti di alluminio e di leghe di alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti)

(3) V. https://www.edizionilpuntodincontro.it/articoli/benessere/alimenti-acidificanti-alcalinizzanti-e-acidi.html

(4) V. nota 2

Informazioni sull'autore