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Olio di palma, sfuggono a Report le rassicurazioni di Barilla

Olio di palma, sfuggono a Report le rassicurazioni di Barilla

Milena Gabanelli, in una delle sue ultime puntate, ha proposto un interessante servizio sull’olio di palma, realizzato da Sabrina Giannini. Pur essendo informata della petizione lanciata da Great Italian Food Trade insieme al Fatto Alimentare – che in pochi mesi ha raccolto più di 140mila adesioni, e il conseguente impegno di primari gruppi industriali e della distribuzione ad escludere tale grasso dai propri prodotti – l’autrice di Report si è astenuta dal darne notizia ai propri spettatori. 

Questa omissione ci è un po’ dispiaciuta. Non per voler vantare di essere stati tra i primi, nel 2010, a denunciare il circolo vizioso tra rapina delle terre (land grabbing), deforestazioni e monocolture intensive di palma. Piuttosto, per avere dedicato cinque anni a studiare questo fenomeno e provare a sensibilizzare i consumAttori globali, nel sincero credo che quanto più ampia sia la condivisione tanto più vicina la soluzione a una delle più gravi minacce per il presente e il futuro delle popolazioni nei Paesi in Via di Sviluppo.

Abbiamo tra l’altro fornito un recente aggiornamento sulla tragedia sociale e ambientale che è tuttora in corso a livello planetario, proponendo di riflettere seriamente, in occasione di Expo, sul tema della sovranità alimentare. Un argomento che merita considerazione e attivazione politica ora più che mai, tenuto anche conto dell’attuale crisi dei migranti senza terra.

Milena Gabanelli ha riferito informali dichiarazioni da parte di alcuni grandi gruppi industriali, i quali si starebbero adoperando per sostituire il palma con altri grassi. Parole non accompagnate da impegni concreti né seguite – come si sarebbe potuto sperare – da comunicati stampa ufficiali. È invece sfuggita alla ricerca dell’ottima giornalista, che seguiamo da tanti anni con grande stima, la comunicazione scritta del marzo 2015 con cui Barilla ha provato a rassicurare i propri grandi Clienti circa la sostanziale innocuità del palma, per la salute dei consumatori come per l’ambiente. Trascurando ancora una volta, come prevedibile, la questione della rapina delle terre. 

Aggiungiamo noi questo piccolo tassello, allegando il documento che abbiamo informalmente ricevuto, invitando i grandi gruppi industriali che siedono al tavolo della c.d. ‘Roundtable for Sustainable Palm Oil’ (RSPO) a smettere di nascondersi dietro falsi proclama e mezze verità, e ad affrontare invece un dibattito trasparente ove coinvolgere le principali organizzazioni internazionali che in questi anni si sono impegnate a denunciare e contrastare land-grabbing ed ecocidi. A partire da Grain, La Via Campesina, The Oakland Institute, Land Matrix, e altri ancora. All’insegna di un nuovo paradigma, Contributing to Shared Values (CVS).

Per favore, e per diritti, grazie.

(Dario Dongo)

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