Idee

La strage dei migranti. Tante parole ma nessuno pensa alla vera causa del problema

La strage dei migranti. Tante parole ma nessuno pensa alla vera causa del problema

La tragedia più grande. 950 persone in fuga dall’Africa sono morte nel Canale di Sicilia, tra il 18 e il 19 aprile 2015, nel viaggio verso l’Europa. L’ennesima drammatica conseguenza di una miopia politica incapace di lavorare per il bene comune. Il commento di Dario Dongo, fondatore di Great Italian Food Trade27104c95 164f 493f b6cb 0fd6b2870c55

 

Inutile dire come ci si sente, in situazioni come queste. Ancor più grave la frustrazione nel leggere e sentir parlare di ‘difendere i confini’, ‘impedire lo sbarco di migliaia di persone’, bombardare le imbarcazioni e occupare i porti di imbarco.

Ma come è possibile che nessuno pensi alla vera causa del problema? Come si fa a limitare lo sguardo alla fase ultima del disastro, preoccupandosi di impedire che masse di esseri umani possano traversare uno stretto, senza pensare a ciò che li ha condotti sulle coste nordafricane dopo mesi di altrettanto pericoloso viaggio attraverso il Maghreb?

Da dove vengono, queste creature? In prevalenza dal Corno d’Africa, dove la siccità è poca cosa rispetto alla rapina delle terre e all’esodo forzato che vi si associa. E allora, perché non concentrare gli sforzi su quelle stesse aree, per fornire a questi popoli ciò di cui hanno bisogno per evitare ogni sciagura?

La sovranità alimentare anzitutto. Dalle parole ai fatti, applicare le Linee Guida per la Gestione responsabile dei terreni, le foreste e i bacini idrici, da anni concordate in sede FAO presso il  CFS (Committee on World Food Security) eppure di fatto mai applicate. I responsabili della rapina delle terre sono fondi sovrani e fondi d’investimento quotati al London Stock Exchange come a Wall Street, forse pure alla Borsa di Milano (si vedano i numerosi rapporti di The Oakland Institute).

Bisogna interrompere il c.d. land grabbing. Imporre agli operatori economici e finanziari responsabili delle rapine delle terre ad assumere le relative responsabilità (crimini internazionali contro l’umanità), a restituire alle popolazioni autoctone i fondi già sottratti, a risarcire i danni finanziando programmi di inclusione e di supporto all’agricoltura locale su piccola scala. Riferendosi a modelli di eco-agricoltura ovviamente, l’unica che può garantire il sostentamento delle popolazioni sul lungo termine.

Ulteriori spunti su www.ilfattoalimentare.it/parlamento-europeo-sostenere-agricoltura-paesi-via-sviluppo-fermare-crisi-alimentari.html

(Dario Dongo)

Informazioni sull'autore