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Farm to Fork, Nutri-Score e riformulazione dei prodotti

Farm to Fork, Nutri-Score e riformulazione dei prodotti

Il NutriScore – o meglio, l’etichettatura nutrizionale di sintesi sul fronte delle etichette – ha sovrastato ogni altro dibattito sulla strategia UE Farm to Fork.

L’industria si ostina a voler nascondere i profili nutrizionali degli alimenti ma il Parlamento europeo, nella risoluzione 20.10.21, ne ribadisce la necessità (1,2).

L’Europarlamento va anzi oltre, sollecitando la riformulazione degli alimenti ultraprocessati con eccessi in zucchero, grassi e grassi saturi, sale.

Big Food lamenta allora la discriminazione degli ultraprocessed foods – alias, cibo-spazzatura – da parte di chi rappresenta i cittadini europei. (3) Un approfondimento.

1) NUTRISCORE

1.1) Premessa. I profili nutrizionali

L’idea di distinguere gli alimenti in ragione delle loro caratteristiche nutrizionali risale al 2003. Quando la Commissione europea adottò la proposta di regolamento su Nutrition & Health Claims, ora reg. CE 1924/06, che introdusse il concetto di nutrition profiles, all’articolo 4. Al preciso scopo di vietare il vanto di benefici per la salute su alimenti squilibrati dal punto di vista nutrizionale. Le lobby industriali sono però riuscite a impedire l’attuazione di tale norma, che il 19.1.22 compirà i 12 anni di ritardo.

Le esigenze di sicurezza nutrizionale e prevenzione delle malattie non trasmissibili (NCDs, Non-Communicable Diseases) sono poi emerse, progressivamente, negli anni successivi. A fronte dell’evidenza dei trend in crescita di obesità, sovrappeso e malattie correlate a diete con apporti eccessivi di grassi e grassi saturi, zuccheri e sale. Le politiche sanitarie internazionali si sono perciò orientate, tra l’altro, verso nuovi strumenti di informazione del consumatore. In particolare, attraverso notizie di sintesi sui profili nutrizionali dei prodotti alimentari preimballati, da apporre sull’area frontale delle loro etichette (FOP, Front-of-Pack).

1.2) NutriScore, lo schema più diffuso in UE

Il NutriScore è il sistema di etichettatura nutrizionale di sintesi sul fronte della confezione (FOPNL, Front-of-Pack Nutrition Labelling) più diffuso nel Vecchio Continente. Sviluppato a Parigi dall’Agenzia nazionale di Salute Pubblica Santé Publique France, è stato adottato in Francia, Spagna e Portogallo, Belgio, Svizzera, Germania e Paesi Bassi, Lussemburgo. Un semplice logo esprime il punteggio nutrizionale con cinque sfumature cromatiche (dal verde al vermiglio) e cinque lettere, dalla A alla E.

L’obiettivo del NutriScore è promuovere la scelta di alimenti equilibrati, da parte dei consumatori. E così contribuire alla lotta contro obesità, sovrappeso e malattie correlate. Le 5 classi aiutano i consumatori a intendere in un colpo d’occhio la qualità nutrizionale dei prodotti a scaffale. Stimolando al contempo i produttori e i distributori a migliorare la qualità nutrizionale dei cibi, per ottenere un miglior punteggio visibile in etichetta.

1.3) NutriScore, i cinque colori

La qualità nutrizionale degli alimenti viene calcolata mediante un algoritmo, sviluppato dall’INRA (Istituto Nazionale Ricerca Agronomica, Francia), che considera i seguenti valori:

– apporto energetico (Kcal/KJ)

– grassi (g)

– acidi grassi saturi (g)

– carboidrati (g)

– zuccheri (g)

– proteine (g)

– sale (sodio equivalente, mg)

– fibre (g).

Frutta e verdura, allorché presenti, contribuiscono a migliorare il punteggio grazie ai micronutrienti (vitamine, minerali) e ai fitoattivi in esse contenuti.

1.4) NutriScore, i prodotti esclusi

I prodotti esclusi dall’applicazione di NutriScore sono:

– km0. Vale a dire, gli alimenti distribuiti nel raggio di 100 km dal luogo di produzione, quand’anche preimballati,

– sfusi e preincarti, in quanto non soggetti a obbligo di etichettatura,

– alimenti comunque esclusi dalla dichiarazione nutrizionale obbligatoria (v. reg. UE 1169/11, All. V).

2) PARLAMENTO EUROPEO

2.1) Front-of-Pack Nutrition Labelling (FOLP), il voto a Strasburgo

Il Parlamento europeo – nella risoluzione 20.10.21 sulla strategia Farm to Fork – ha confermato in assemblea plenaria il compromesso politico raggiunto il 15.7.21 alla sua Commissione ENVI (Environment, Food Safety and Public Health). (1) In particolare:

– ‘riconosce che le etichette nutrizionali sulla parte anteriore della confezione sono state identificate da organismi internazionali di sanità pubblica come l’Organizzazione mondiale della sanità come uno strumento chiave per aiutare i consumatori a fare scelte alimentari più informate, più equilibrate e più sane’ [v. nota 4],

– ‘sottolinea che il sistema di etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore della confezione, che è coerente e complementare agli orientamenti dietetici, dovrebbe aiutare i consumatori a fare scelte alimentari più sane, fornendo loro informazioni comprensibili sugli alimenti che consumano’ (punto 94).

2.2) FOLP, fondamento scientifico

L’Assemblea poi

– ‘invita la Commissione a garantire che un’etichetta nutrizionale obbligatoria e armonizzata dell’UE sulla parte anteriore dell’imballaggio sia sviluppata sulla base di prove scientifiche solide e indipendenti e di una comprensione dimostrata da parte dei consumatori, con un accesso aperto a tutti gli operatori di mercato, compresi quelli di piccole e medie dimensioni, tenendo conto dell’onere aggiuntivo per gli operatori alimentari e i sindacati’,

– ‘sottolinea che, per facilitare il confronto tra i prodotti, [il sistema] dovrebbe includere un elemento interpretativo per fornire informazioni trasparenti, comparabili e armonizzate sui prodotti ed essere basato su quantità di riferimento uniformi’ (punto 94).

2.3) FOLP, possibili temperamenti

Le lobby agricole e industriali sono riuscite a ottenere alcuni possibili temperamenti, rispetto all’introduzione di un’etichettatura nutrizionale di sintesi sul fronte di ogni etichetta. Così il Parlamento:

– ‘invita la Commissione a tenere in debito conto le specifiche caratteristiche dei prodotti a mono-ingrediente [es. farine, zucchero, oli, ndr] e dei prodotti soggetti a regimi di qualità europei (DOP, IGP, etc.), in particolare l’invariabilità della loro composizione. Pur sottolineando che qualsiasi considerazione in merito a potenziali esenzioni dovrebbe essere basata su un ragionamento scientifico’,

– ‘chiede l’istituzione di un sistema digitale per la fornitura di informazioni supplementari volontarie per i prodotti alimentari (EU4healthyfood) e suggerisce che tali informazioni potrebbero essere fornite in modo digitale tramite un codice QR ed essere facilmente recuperate dal consumatore’ (risoluzione 20.10.21, punto 94).

2.4) Riformulazione dei prodotti

L’Istituzione che rappresenta i cittadini europei inoltre

– ‘invita i principali produttori e dettaglianti di prodotti alimentari a riformulare rapidamente e seriamente gli alimenti trasformati che non rientrano nei sistemi di qualità dell’UE, laddove sia possibile ottenere miglioramenti verso una composizione più sana’, e

– ‘accoglie con favore l’intenzione della Commissione di avviare iniziative per stimolare tale riformulazione, anche fissando livelli massimi di zucchero, grassi e sale in alcuni alimenti trasformati, ed esorta la Commissione a monitorare attentamente i progressi nella riformulazione’. Sottolineando che

– ‘tali riformulazioni dovrebbero anche cercare di ridurre al minimo i rischi per la salute posti dagli additivi alimentari, alimentari, i residui di pesticidi e le sostanze chimiche nocive’ (punto 90).

2.5) Politiche nutrizionali

Gli eurodeputati si soffermano poi sull’esigenza di

– ‘una serie di misure globali e complementari, tra cui misure di regolamentazione e campagne di sensibilizzazione dei consumatori per ridurre l’onere che il consumo eccessivo di alimenti altamente trasformati e di altri prodotti ad alto contenuto di sale, zucchero e grassi comporta per la salute pubblica’. Chiedendo perciò ‘che venga prestata

– particolare attenzione agli alimenti per bambini e ad altri alimenti con funzioni specifiche, e che venga adottato

– un approccio normativo efficace e a livello di UE per affrontare l’esposizione dei bambini e degli adolescenti alla pubblicità e alla commercializzazione di alimenti trasformati ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale sui mezzi radiotelevisivi e digitali’ (punto 90).

A mali estremi, come il dominio del junk-food nell’offerta alimentare rivolta ai minori (5,6), estremi rimedi.

#SDG3 (good health and wellbeing), #SDG12 (sustainable production and consumption)

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. NutriScore, Ferrero e Coldiretti contro tutti. 16.7.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/nutriscore-ferrero-e-coldiretti-contro-tutti

(2) Dario Dongo. Farm to Fork, risoluzione a Strasburgo. Focus su pesticidi e fertilizzanti. GIFT (Great Italian Food Trade). https://www.greatitalianfoodtrade.it/farm-to-fork-risoluzione-a-strasburgo-focus-su-pesticidi-e-fertilizzanti

(3) Oliver Morrison. Industry body slams ‘lazy’ scapegoating’ of processed foods in Farm to Fork’s health food strategy. Food Navigator. 21.10.21, https://bit.ly/3jzb5I7

(4) Dario Dongo. Codex Alimentarius, il NutriScore e le linee guida WHO. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.9.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/codex-alimentarius-il-nutriscore-e-le-linee-guida-who

(5) Marta Strinati. Alimenti per bambini, il 68% è junk food. Ricerca europea. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.10.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/alimenti-per-bambini-il-68-è-junk-food-ricerca-europea

(6) Marta Strinati. Da Nestlé a Ferrero. Quasi tutti gli alimenti per bambini sono nocivi. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.9.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/da-nestlé-a-ferrero-quasi-tutti-gli-alimenti-per-bambini-sono-nocivi_1

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