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Riso italiano, il mercato europeo e il nodo tariffe

Il comparto del riso italiano ed europeo si prepara a una svolta strutturale. Se da un lato l’Italia consolida il primato produttivo nell’Unione Europea, coprendo circa la metà del fabbisogno continentale, dall’altro la filiera deve misurarsi con flussi di importazione senza precedenti. 

A ridefinire gli equilibri del mercato interviene la riforma del sistema delle preferenze tariffarie dell’Unione Europea. Il nuovo quadro normativo introduce tutele mirate per le produzioni interne, destinate a ridisegnare le dinamiche degli scambi commerciali con i Paesi terzi.

I numeri della produzione e dei consumi in Italia

L’Italia produce circa il 50% del raccolto di riso dell’UE. Nel 2024 il raccolto si è attestato intorno a 1,4 milioni di tonnellate di risone; per il 2025, l’Ente Nazionale Risi stima una produzione di 1.439.047 tonnellate, a fronte di una superficie di 234.732 ettari, in aumento di 8.603 ettari (+3,8%) rispetto al 2024 (Ente Nazionale Risi, 2026). Circa l’84% del riso coltivato in Italia è di tipo Japonica, mentre il restante 16% è Indica.

Sul fronte commerciale, nel 2024 le esportazioni italiane di riso hanno sfiorato le 720.000 tonnellate (+9% sull’anno precedente), per un valore complessivo di 872 milioni di euro (Confagricoltura, 2025). I principali mercati di destinazione restano la Germania (22,5% del valore) e la Francia (21,6%), che insieme assorbono il 43% dell’export italiano; seguono a distanza Regno Unito (7%) e Belgio (5%) (Confagricoltura, 2025). 

Nella campagna 2024/2025 (1 settembre 2024 – 24 giugno 2025) le importazioni italiane sono a loro volta cresciute, +15%, raggiungendo le 149.391 tonnellate, rispetto alle 130.243 dell’annata precedente. Circa la metà del volume ha scontato il dazio pieno, mentre l’altra metà è entrata in esenzione, in particolare come riso Basmati (43.208 t, in gran parte di origine pakistana) o nell’ambito del regime agevolato riservato ai Paesi Meno Avanzati (26.213 t, di cui 15.092 t dalla Cambogia) (Ente Nazionale Risi, 2025). 

Sul piano dei consumi, nel 2024 le famiglie italiane hanno speso 447,6 milioni di euro in riso, per 164,3 mila tonnellate acquistate a un prezzo medio di 2,72 €/kg: il consumo resta concentrato nel riso bianco lavorato (73% dei volumi), con il parboiled al 25%; tra le varietà più acquistate spiccano Carnaroli (17,1%) e Arborio (11,6%) (Ismea, 2025). 

Lo scenario dei mercati e degli stock nell’Unione Europea 

A livello di Unione Europea, la produzione di risone nel 2025 si è attestata a circa 2,6 milioni di tonnellate (+14% sul 2024), trainata anche dal recupero della Spagna (+83,5%) dopo la siccità dell’annata precedente, pur restando l’Italia il primo produttore con il 50% del totale (Il Sole 24 Ore, 2025). 

Sul fronte degli scambi, l’UE è un importatore netto strutturale: nella campagna 2024/2025 le importazioni comunitarie hanno raggiunto il record di 1,73 milioni di tonnellate in equivalente riso lavorato, contribuendo a una situazione di sovrastoccaggio sul mercato, complice anche l’anticipo degli acquisti da parte degli operatori europei in un contesto di incertezza sugli approvvigionamenti globali (Informatore Agrario, 2026). 

Una quota significativa di questi volumi beneficia di regimi tariffari preferenziali, che consentono l’ingresso a dazio ridotto o nullo da Paesi terzi, alimentando le preoccupazioni della filiera risicola europea sulla tenuta competitiva delle produzioni interne (Confagricoltura, 2026).

Il sistema delle preferenze tariffarie

Il sistema delle preferenze tariffarie applicate alle importazioni di riso in Unione Europea è attualmente disciplinato dal regolamento (UE) n. 978/2012 che istituisce il regime GSP (Generalised Tariff Preferences) e comprende il regime speciale Everything But Arms riservato ai Paesi Meno Avanzati. Come precisato dalla Commissione europea in risposta a un’interrogazione parlamentare:

  • il riso è classificato come prodotto sensibile e non beneficia di preferenze tariffarie nell’ambito del regime GSP standard e GSP+;
  • solo i Paesi Meno Avanzati, tra cui Cambogia e Myanmar, possono esportare riso verso l’UE a dazio agevolato (Parlamento europeo, 2026a).

L’ampio ricorso a questo canale agevolato ha indotto il Parlamento europeo e il Consiglio a introdurre, nell’ambito della revisione del sistema, un nuovo meccanismo di salvaguardia automatico riservato esclusivamente al settore risicolo, che si aggiunge alle salvaguardie generali e speciali già esistenti (Parlamento europeo, 2026a).

Cosa cambia con la clausola di salvaguardia automatica per il riso

L’accordo politico tra Parlamento e Consiglio è stato raggiunto l’1 dicembre 2025 (Parlamento europeo, 2026b) e prevede che la clausola di salvaguardia per il riso si attivi quando le importazioni cumulative da un Paese beneficiario superino del 45% la media decennale. A titolo di esempio:

  • la soglia del 45% per la Cambogia, nel 2027, è calcolata in 313.268 tonnellate sulla base di una media storica 2015-2024 di 216.047 tonnellate (Consiglio dell’Unione europea, 2026a);
  • in uno scenario limite di ‘saturazione’ — cioè se le importazioni dalla Cambogia si attestassero ogni anno esattamente al livello della soglia dell’anno precedente — la soglia di salvaguardia, spinta dal solo effetto della media mobile decennale, potrebbe quasi raddoppiare in dieci anni: dai 313.268 t del 2027 a circa 590.000-600.000 t entro il 2037.

Il testo è stato approvato in seduta plenaria dal Parlamento europeo il 28 aprile 2026, con 459 voti favorevoli, 127 contrari e 70 astensioni (Parlamento europeo, 2026c).

Il nuovo regolamento, che abroga il regolamento (UE) n. 978/2012, è stato concordato in via definitiva il 17 giugno 2026 e si applica dall’1 gennaio 2027 per un periodo di dieci anni. Alla data di redazione del presente articolo, l’atto non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea con numero definitivo.

Conclusioni

L’introduzione del meccanismo di salvaguardia automatico viene presentata come uno strumento di difesa commerciale idoneo a garantire la tenuta della filiera risicola continentale. Tale sistema di fatto consentirà di raddoppiare in dieci anni le importazioni di riso a dazio zero da alcuni Paesi extra-UE, in condizioni di potenziale dumping socio-ambientale, fino a superare i volumi delle esportazioni di riso Made in Italy. 

In questo scenario, il futuro del riso italiano si gioca sulla capacità di preservare e valorizzare il patrimonio di biodiversità delle varietà storiche della Pianura Padana, costituite nell’ultimo secolo per realizzare risotti memorabili. Oltreché sulla tracciabilità varietale, il rigoroso rispetto delle regole UE sui contaminanti e il valore aggiunto del biologico.

Dario Dongo 

Credit cover Sophy Chen

Riferimenti

Commissione Europea. (n.d.). Rice – Agricultural markets – Agri-food data portal. Recuperato il 20 giugno 2026, da https://agridata.ec.europa.eu/extensions/DataPortal/rice.html

Commission Regulation (EU) 2023/915 of 25 April 2023 on maximum levels for certain contaminants in food and repealing Regulation (EC) No 1881/2006. Consolidated text: 10/08/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2023/915/2025-10-08 

Confagricoltura. (2026, 17 marzo). Strada: «Riso messo in crisi da clausole di salvaguardia, prezzi bassi e svalutazione del dollaro». https://lombardia.confagricoltura.it/news/home/102682/strada-riso-messo-in-crisi-da-clausole-di-salvaguardia-prezzi-bassi-e-svalutazione-del-dollaro.html 

Confagricoltura. (2025, 20 settembre). Un anno di sfide per il riso italiano, tra produzione in crescita e il rischio di eccesso di offerta. https://www.confagricoltura.it/ita/area-stampa/mondo-agricolo-approfondimenti/un-anno-di-sfide-per-il-riso-italiano-tra-produzione-in-crescita-e-il-rischio-di-eccesso-di-offerta 

Council of the European Union, General Secretariat. (2026a, 27 marzo). Necessary amendments to the automatic safeguard clause in the GSP Regulation (Doc. 7674/26). https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-7674-2026-INIT/en/pdf 

Ente Nazionale Risi. (2026). Relazione annuale 2025. https://www.risoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/relazione-2025.pdf 

European Parliament. (2026a, 20 febbraio). Answer for question E-004825/25. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-004825-ASW_EN.html 

European Parliament. (2026b, 20 aprile). A new generalised scheme of preferences (EPRS_ATA(2026)785711). Think Tank. https://www.europarl.europa.eu/thinktank/en/document/EPRS_ATA(2026)785711

European Parliament. (2026c, 28 aprile). Parliament endorses renewed EU trade instrument for development [press release]. https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20260423IPR41834/parliament-endorses-renewed-eu-trade-instrument-for-development 

Eurostat. (2025, 27 ottobre). Agricultural production – crops – Statistics Explained. https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Agricultural_production_-_cropsb 

Il Sole 24 Ore. (2025, 17 febbraio). Riso, produzione in crescita ma i rischi vengono dalle importazioni. https://en.ilsole24ore.com/art/riso-produzione-crescita-ma-rischi-vengono-importazioni-AGfGlErC 

Informatore Agrario. (2026, 3 febbraio). Il mercato del riso paga il conto delle turbolenze globali. https://www.informatoreagrario.it/filiere-produttive/seminativi/il-riso-paga-il-conto-delle-turbolenze-globali/ 

Pianeta PSR. (2017). Il futuro del riso italiano e le possibilità della PAC. https://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1964 

Regulation (EU) No 978/2012 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2012 applying a scheme of generalised tariff preferences and repealing Council Regulation (EC) No 732/2008. Consolidated text: 01/01/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2012/978/2025-01-01 

Regulation (EU) 2026/… of the European Parliament and of the Council of 17 June 2026 on applying a generalised scheme of tariff preferences and repealing Regulation (EU) No 978/2012 (PE-CONS 3/1/26 REV 1). Consiglio dell’Unione europea. https://data.consilium.europa.eu/doc/document/PE-3-2026-REV-1/en/pdf 

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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