Lo spritz è oggi il motore trainante dell’aperitivo italiano nel mondo, un fenomeno capace di influenzare i flussi di export del Prosecco DOC e di ridefinire le strategie della liquoristica nazionale. Da semplice ‘spruzzata’ di acqua nel vino, questo drink si è evoluto in un asset economico globale, dove la tradizione veneta incontra le più moderne dinamiche della mixology internazionale. GIFT analizza l’evoluzione di questo cocktail, tra rigore storico, protezione dei brand e la crescente sfida tra prodotti artigianali e imitazioni low-cost.
Le origini dello spritz risalgono all’inizio del XIX secolo nella regione del Veneto, nel contesto dell’occupazione dell’Impero Austriaco durante il Regno Lombardo-Veneto (1815-1866). I soldati e funzionari austriaci, trovando i vini italiani locali troppo alcolici e corposi per il loro palato abituato a vini più leggeri, iniziarono a ‘spruzzarli’ con acqua frizzante o seltz per diluirne la gradazione, dando vita alla primitiva versione di questo drink.
Il termine ‘spritz’ deriva infatti dal verbo tedesco spritzen, che significa letteralmente ‘spruzzare’ o ‘innaffiare’, in riferimento all’aggiunta di acqua frizzante al vino. Questa pratica si diffuse rapidamente nei caffè e nelle osterie di Venezia, Padova e Verona, dove i locali iniziarono a servire il ‘vin e seltzer’ come bevanda rinfrescante pomeridiana.
Con il passare del tempo, la formula si evolse: al semplice vino bianco allungato con acqua frizzante si aggiunsero bollicine (soprattutto Prosecco) e liquori amaricanti per creare una versione più complessa e godibile. L’introduzione dell’Aperol nel 1919 da parte dei fratelli Luigi e Silvio Barbieri a Padova e del Select a Venezia nel 1920 segnò una svolta decisiva nella storia dello spritz, trasformandolo da semplice vino allungato a cocktail strutturato (Aperol, 2026). Negli anni ’50 del Novecento, la miscela di Prosecco, soda e liquore Aperol divenne sempre più popolare nel Veneto e ben presto in tutto il Nord Italia, fino a trasformarsi in un fenomeno nazionale e internazionale.
Dal 2011 lo spritz è riconosciuto ufficialmente come cocktail dall’International Bartenders Association (IBA), prima con il nome spritz veneziano e poi semplicemente spritz, consolidando il suo status nella mixology contemporanea (IBA, 2011). Già nel 2019 Drinks International classificava l’Aperol Spritz come il nono cocktail più venduto al mondo (DI, 2019).
La formula perfetta: Prosecco, bitter e la ricetta ufficiale
La formula classica dello spritz moderno è semplice, pulita e riconoscibile in tutto il mondo:
- Prosecco DOC o DOCG;
- liquore bitter. Aperol il più diffuso, ma anche Campari (più robusto e alcolico), Select veneziano (più amaro o intenso), o Cynar (IBA, 2011);
- soda o acqua frizzante per smorzare e allungare;
- ghiaccio e fetta d’arancia come guarnizione classica.
Secondo la ricetta ufficiale IBA (International Bartenders Association), il rapporto ideale per uno Spritz è 3-2-1: tre parti di prosecco (90 ml), due parti di liquore (60 ml) e una spruzzata di soda (30 ml), servito in un bicchiere tumbler o calice da vino riempito di ghiaccio, guarnito con una fetta d’arancia (IBA, 2011).
Questa miscela crea un equilibrio delicato tra note amare e aromatiche del bitter e la freschezza effervescente del prosecco, con una gradazione alcolica moderata (8-11% vol.), per ottenere un aperitivo fresco ma ‘di carattere’.
Export e lifestyle: l’impatto economico sui mercati esteri
Lo spritz è tradizionalmente servito come aperitivo, vale a dire un drink leggero da gustare prima del pasto per stimolare l’appetito, secondo una tradizione che affonda le radici nella cultura gastronomica italiana del XVIII secolo.
L’internazionalizzazione dello spritz ha registrato nel 2024 performance straordinarie: negli Stati Uniti le vendite on-premise sono triplicate nel 2023 rispetto all’anno precedente, portando lo spritz al settimo posto tra i cocktail più ordinati (VinePair, 2024). Il vino spumante italiano negli Stati Uniti è cresciuto con un CAGR del 5% tra il 2018 e il 2023, trainato principalmente dal consumo di spritz, con previsioni di ulteriore espansione del 4% fino al 2028 (IWSR, 2025). I mercati principali includono Stati Uniti, Regno Unito e Germania, dove lo spritz è diventato sinonimo di Italian lifestyle.
Negli ultimi anni, la popolarità dello spritz ha favorito anche la nascita di varianti contemporanee, come l’Hugo Spritz a base di liquore di sambuco, menta e lime (nato in Alto Adige nei primi anni 2000), il Lemon Spritz con limoncello, e versioni artigianali con bitter botanici e prosecco biologico, che ne rinnovano l’esperienza gustativa senza tradire lo spirito del drink.
Il ‘branding’ dell’aperitivo: dal cocktail alla categoria
Il successo globale dello spritz non è solo un fenomeno di costume, ma un caso studio di marketing strategico e protezione del brand. L’operazione condotta dal Gruppo Campari su Aperol ha trasformato un liquore locale in un ‘ingrediente obbligatorio’, rendendo il brand sinonimo della categoria stessa. Attraverso una vivace strategia di co-branding con i consorzi del Prosecco, il marchio ha creato un ecosistema in cui il consumo del drink alimenta direttamente la domanda di vino spumante italiano.
Questa egemonia commerciale ha generato un interessante effetto di ‘trascinamento’ per l’intera industria dei liquori: se da un lato i grandi player dominano i volumi, dall’altro la forza del brand ‘Spritz’ ha aperto la strada a una miriade di bitter alternativi. Alcuni di essi puntano su botaniche locali e ‘clean label’ per posizionarsi in una fascia ‘premium’, altri propongono bevande imitative ‘low-cost’ di color arancio, spesso di scarsa qualità.
Conclusioni
Lo spritz rappresenta un ponte tra tradizione e modernità, una bevanda che affonda le sue radici nella cultura storica italiana ma che ha saputo reinventarsi e conquistare il palato mondiale. La sua semplicità, unita a un profilo di gusto fresco e bilanciato, ne ha fatto un simbolo dell’aperitivo contemporaneo, capace di adattarsi e rinnovarsi nel tempo.
Che sia un classico Aperol Spritz o una delle sue varianti più audaci, questo cocktail rimane un invito a rallentare, condividere e godersi il momento, celebrando lo spirito unico del bere all’italiana.
Riferimenti
- Aperol. (s.d.). The history of Aperol Spritz. https://www.aperol.com/en-us/our-story/
- Capatti, A., & Montanari, M. (2005). La cucina italiana: Storia di una cultura (Ristampa 2023). ISBN-13: 9788842076759. Laterza, Bari. https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788842076759
- Drinks International. (2019). The World’s Best-Selling Classic Cocktails 2019. https://drinksint.com/news/fullstory.php/aid/8115/The_World_92s_Best-Selling_Classic_Cocktails_2019.html
- International Bartenders Association. (2011). IBA Official Cocktails: Spritz. https://iba-world.com/iba-cocktail/spritz/
- IWSR. (2025, 15 May). Putting on the spritz: the aperitivo growth opportunity. https://www.theiwsr.com/insight/putting-on-the-spritz-the-aperitivo-growth-opportunity/
- Sherwood News. (2024, May 28). How Aperol became the ‘it’ drink of the summer season. https://sherwood.news/culture/how-aperol-became-the-it-drink-of-the-summer-season/
- VinePair. (2024, July 5). The Rise of the Spritz: A Timeline. https://vinepair.com/articles/the-rise-of-the-spritz-a-timeline/


