Il Prosecco si conferma nel 2026 il re indiscusso delle bollicine mondiali, un successo che affonda le radici in oltre duemila anni di storia. Dalle uve Glera dell’antica Roma – il celebre Pucinum – alla moderna egemonia sui mercati internazionali con 667 milioni di bottiglie, questo spumante è diventato l’ambasciatore globale del Made in Italy. Presentiamo qui la realtà integrale del sistema-Prosecco: un viaggio tra il metodo produttivo Martinotti-Charmat, l’identità di un territorio unico e le nuove strategie di tutela internazionale che, tra intelligenza artificiale e accordi diplomatici, proteggono il primato della prima denominazione spumantistica al mondo.
La produzione del Prosecco nel 2025 ha raggiunto 667 milioni di bottiglie, con un incremento dell’1,1% rispetto al 2024 (che aveva registrato una crescita del 7% sull’anno precedente), per un valore al consumo stimato in 3,6 mld di euro che rappresenta quasi il 25% della produzione dei vini italiani DOP:
- la versione spumante rappresenta oltre il 76% della produzione totale; a cui partecipano 12.107 aziende viticole, 1.046 aziende vinificatrici e 362 case spumantistiche;
- il Prosecco DOC Rosé ha realizzato le performance più brillanti, con un aumento delle vendite superiore al 20%, rispetto al 2023, fino a raggiungere le 60 milioni di bottiglie (Il Sole 24 Ore, 2026; Consorzio Tutela Prosecco DOC, 2025a).m
L’export, 82% delle vendite, continua a essere un pilastro fondamentale. 164 i Paesi di destino, con oltre il 65% delle bottiglie distribuite nel mercato europeo, più del 26% in Nord America, il 6% in Asia e meno del 2% in altri continenti. (Consorzio Tutela Prosecco DOC, 2025a).
Dalle uve Glera al Pucinum: la storia millenaria del Prosecco
La storia del Prosecco risale a Trieste, ove ne è testimoniata la coltivazione e produzione già in epoca romana. Lo scrittore e viaggiatore Fynes Moryson (1566-1630) riferisce de ‘L’Histria, divisa tra il Forum Julii e l’Histria propriamente detta. Qui cresce il vino Pucinum, ora chiamato Prosecho, assai celebrato da Plinio‘.
Il vino in questione è il Pucino, prodotto con uve Glera nel Carso triestino. Nel XVII secolo, a Trieste, per differenziare il proprio vino locale da quello delle zone limitrofe come Istria e Gorizia, si decise di trovare un nome legato al territorio. La scelta ricadde sul nome Prosecco, per la coltivazione dell’uva Glera nella zona circostante l’omonima Torre di Prosecco, frazione del comune di Trieste.
La spumantizzazione moderna del Prosecco si sviluppò nel 1876 grazie all’enologo Antonio Carpenè, fondatore dell’Istituto di Viticoltura ed Enologia di Conegliano, che perfezionò il metodo di rifermentazione in autoclave. Da vino locale a primo spumante al mondo per numero di bottiglie vendute , il Prosecco è diventato simbolo del Made in Italy (Gaeta & Corsinovi, 2022).
Il metodo Martinotti-Charmat: come nasce l’autentico spumante italiano
L’uva Glera viene raccolta da metà agosto alle prime settimane di settembre, quando raggiunge il giusto equilibrio tra acidità e contenuto zuccherino. Dopo la raccolta, le uve vengono portate in cantina, divise da raspi e foglie e pigiate attraverso la pigia-diraspatrice a soffice pressatura, per preservare i delicati aromi primari del vitigno. Si ottiene così il mosto fiore (la prima parte di succo), che viene trasferito nell’autoclave.
In autoclave ha inizio la prima fermentazione alcolica, ove gli zuccheri si trasformano in CO₂ e alcol etilico grazie all’azione dei lieviti selezionati. Al termine di questa fase, che dura in media 15-20 giorni cadenzati da operazioni di filtrazioni e travasi a temperatura controllata (16-18°C), si ottiene un vino base limpido e aromatico.
Successivamente, sempre in autoclave, vengono inoculati lieviti selezionati dall’enologo insieme a zuccheri e nutrienti, dando inizio alla rifermentazione che si protrae per 15-25 giorni e genera le distintive bollicine. Questo è il metodo Martinotti-Charmat, brevettato da Federico Martinotti nel 1895 e perfezionato da Eugène Charmat, che preserva la freschezza aromatica del vitigno Glera (Torresi et al., 2023).
Al termine di eventuali centrifugazioni e/o filtrazioni per fare precipitare l’acido tartarico e stabilizzare il prodotto, si procede all’imbottigliamento isobarico a freddo. Ultimo aspetto importante è il contrassegno di Stato, DOC o DOCG, apposto su ogni bottiglia destinata alla vendita per garantire l’origine e la qualità del prodotto.
Calorie e proprietà: il profilo nutrizionale del Prosecco DOC
Dal punto di vista nutrizionale, il Prosecco presenta un contenuto calorico relativamente moderato: circa 70-90 kcal per bicchiere (100 ml) nella versione Brut, che aumenta nelle tipologie più dolci come Extra Dry (Fracassetti et al., 2021):
- il contenuto alcolico varia tra 11% e 12,5% vol., mentre
- il residuo zuccherino determina le diverse classificazioni: Brut Nature (<3 g/L), Extra Brut (<6 g/L), Brut (<12 g/L), Extra Dry (12-17 g/L), Dry (17-32 g/L).
Sostenibilità integrale: il futuro sociale e ambientale della viticoltura
Il settore sta investendo sulla sostenibilità con diverse iniziative:
- sul fronte ambientale, i Consorzi stanno lavorando alla riduzione degli input chimici attraverso la selezione genetica dei vitigni e strategie di difesa a basso impatto, con adesione agli standard di sostenibilità riconosciuti (Masotti et al., 2023). In parallelo si persegue la diminuzione dell’impronta carbonica mediante il contenimento degli sprechi energetici e il riutilizzo degli scarti di produzione, unitamente a una gestione ottimale della risorsa idrica sia in caso di eccesso che di carenza di precipitazioni;
- a livello sociale, sono state avviate iniziative di valorizzazione delle risorse umane attraverso programmi formativi specialistici, oltre a collaborazioni con enti territoriali come Veneto Lavoro e Caritas per favorire l’inclusione sociale e la redistribuzione del valore creato dalla filiera;
- sul fronte economico, il Consorzio monitora costantemente le dinamiche dei consumi per garantire la stabilità del valore delle produzioni e salvaguardare i redditi aziendali (Consorzio Prosecco DOC, 2025b).
Un obiettivo strategico è la creazione di una comunità digitale tra i produttori, che consenta di gestire in modo integrato le informazioni della Denominazione e migliorare l’efficienza del sistema produttivo attraverso l’introduzione di pratiche innovative identificate tramite sperimentazione.
Guida all’acquisto: perché scegliere il Prosecco biologico
Per un acquisto consapevole, la scelta del Prosecco biologico rappresenta il massimo impegno verso il territorio. Sostenere i produttori che rinunciano alla chimica di sintesi favorisce la conversione dei vigneti a pratiche agronomiche che tutelano la biodiversità e la salute degli ecosistemi fragili, come le colline riconosciute dall’UNESCO. Il biologico è lo strumento più efficace per rigenerare i suoli e garantire la purezza del prodotto finale.
Il team di GIFT (Great Italian Food Trade) svolge un ruolo attivo nel supportare i buyer internazionali nella selezione di produttori affidabili, garantendo trasparenza nella filiera e facilitando il contatto con le eccellenze del biologico italiano.
Difesa del Made in Italy: Intelligenza Artificiale e tutela internazionale
La protezione della Denominazione e la tutela dei consumatori internazionali rappresentano priorità strategiche per il settore. Nel 2024, il Consorzio ha ottenuto significativi risultati bloccando la commercializzazione di vino australiano etichettato impropriamente come ‘Prosecco’ in mercati chiave quali Giappone, Cina, Filippine e Ucraina. La strategia di protezione internazionale è ormai consolidata in oltre 80 Paesi, con costante monitoraggio e contrasto delle contraffazioni ed evocazioni (Consorzio Prosecco DOC, 2025).
Sul fronte dell’innovazione tecnologica, spicca la collaborazione con Microsoft e IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) per il lancio di MIA (My Italian Shopping Assistant), una chatbot basata su intelligenza artificiale Azure OpenAI e Microsoft Copilot che, attraverso il riconoscimento fotografico dell’etichetta, verifica l’autenticità delle bottiglie di Prosecco DOC.
Nell’ambito della tutela internazionale, una notizia rilevante è la conclusione dei negoziati per l’accordo UE-Mercosur, che prevede il ‘phasing out’ in 10 anni dell’uso del termine ‘Prosecco’ per lo spumante prodotto in Brasile.
Senza dimenticare, così si spera, l’identità autoctona e il legame indissolubile con il territorio che hanno reso il Prosecco un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale, simbolo di convivialità e qualità del Made in Italy.
Riferimenti
- Consorzio Tutela Prosecco DOC. (2025). Economia & mercati della denominazione. Prosecco.wine. https://www.prosecco.wine/dati-analisi-prosecco/
- Consorzio Tutela Prosecco DOC. (2025). Bilancio delle attività consortili 2024. Prosecco.wine. https://www.prosecco.wine/2024-bilancio-attivita/
- Il Sole 24 Ore (2026, 9 gennaio). Vino in crisi? Non il Prosecco Doc che archivia in crescita anche il 2025. https://www.ilsole24ore.com/art/vino-crisi-non-prosecco-doc-che-archivia-crescita-anche-2025-AIepPUn

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.


