L’accordo politico provvisorio sulla deregolamentazione delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio a dicembre 2025, solleva preoccupazioni nel settore biologico e nella comunità dei consumatori attenti all’agroecologia. La riforma in atto è infatti destinata a smantellare il sistema di regole che da un quarto di secolo disciplina gli OGM nel Vecchio Continente, con possibili criticità per la trasparenza della filiera e la libertà di scelta dei consumatori.
La riforma europea in atto mira a escludere le piante ottenute con NGT dalla rigorosa disciplina sugli OGM prevista dalla direttiva 2001/18/CE. Il fulcro della nuova normativa è l’introduzione di una classificazione binaria:
- NGT-1: piante con meno di 20 modifiche genomiche, considerate ‘equivalenti’ a quelle convenzionali e perciò esentate da obbligo di autorizzazione, tracciabilità ed etichettatura nelle fasi successive alla vendita delle sementi;
- NGT-2: piante con modifiche genetiche più complesse, incluse quelle con tratti di resistenza agli erbicidi, soggette a un regime autorizzatorio semplificato rispetto a quello stabilito per gli OGM di ‘prima generazione’.
Trasparenza e libertà di scelta
IFOAM (Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica) – insieme a FederBio, AssoBio, Demeter, NaturaSì e Girolomoni – evidenziano due possibili criticità legate alla riforma in corso:
- l’eliminazione degli obblighi di tracciabilità renderebbe difficile per produttori e distributori garantire l’assenza di ingredienti ‘OGM-free’ su cui si basa la produzione bio nonché gran parte della produzione agroalimentare italiana;
- l’eliminazione dell’obbligo di etichettatura specifica sui prodotti alimentari che contengono o derivano da piante NGT-1 priverebbe inoltre i consumatori della possibilità di compiere scelte informate a tali riguardo.
Principio di precauzione
Le regole consolidate in Unione Europea prescrivono un’apposita valutazione del rischio, da parte di EFSA (European Food Safety Authority) – prima della deliberata immissione nell’ambiente di qualsiasi OGM, nonché prima dell’immissione in commercio di alimenti e mangimi che li contengano o siano da essi derivati – nonché una successiva autorizzazione da parte della Commissione europea, sulla base del principio di precauzione cristallizzato nel Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE) all’articolo 191.
La deregolamentazione delle piante NGT-1 farebbe venire meno questa valutazione preventiva, consentendo la loro immissione nell’ambiente e successivo utilizzo in alimenti e mangimi senza preventiva autorizzazione, sulla base di una presunta ‘equivalenza’ con le varietà convenzionali. Tale presunzione è stata peraltro oggetto di un dibattito scientifico a tutt’oggi non risolto, come auspicabile, da EFSA (Dongo, 2023). Questo approccio potrebbe esporre l’ambiente e la biodiversità a rischi non adeguatamente valutati.
Brevetti e rischi per gli agricoltori
La gran parte delle piante NGT verrà logicamente protetta da brevetto, con implicazioni significative per gli agricoltori che potrebbero venire esposti a richieste di pagamento di ‘royalties’ ed eventuali contenziosi legali anche in ipotesi di contaminazioni accidentali di colture convenzionali e biologiche con sementi NGT brevettate.
Gli agricoltori, soprattutto i piccoli produttori, potrebbero quindi venire accusati di violazione dei diritti di proprietà industriale dei titolari dei brevetti, con l’onere della prova a loro carico per dimostrare di non aver utilizzato materiale genetico brevettato. Un’impresa ardua in assenza di metodi di rilevamento certi e di un sistema di tracciabilità efficace.
L’accordo provvisorio prevede misure come un database pubblico dei brevetti, ma queste – oltre a favorire un’ulteriore concentrazione del mercato sementiero – appaiono insufficienti a tutelare gli agricoltori. La diffusione di brevetti su singoli geni o tratti genetici rischia inoltre di limitare l’accesso alla biodiversità da parte dei costitutori varietali, compromettendo il miglioramento genetico tradizionale.
Coesistenza tra sistemi produttivi
L’accordo politico intervenuto tra Parlamento europeo e Consiglio indebolisce altresì le norme sulla coesistenza, vale a dire le misure atte a prevenire la contaminazione tra colture OGM/NGT, convenzionali e biologiche.
Gli Stati membri infatti hanno la facoltà, ma non anche l’obbligo, di adottare ‘misure di coesistenza’. Sebbene esse siano tanto più necessarie in ragione dell’assenza di obblighi di tracciabilità per le piante NGT-1.
Questo aspetto potrebbe risultare critico per l‘Italia, ove la coesistenza di sistemi produttivi diversi – biologico, convenzionale, DOP e IGP – rappresenta un elemento distintivo dell’agroalimentare nazionale.
Agricoltura biologica e NGT
Il regolamento (UE) 2018/848 vieta esplicitamente l’uso di OGM nella produzione biologica. In linea con questo principio e con le aspettative dei consumatori, sia la Commissione che il Parlamento UE hanno manifestato la volontà di mantenere le NGT al di fuori del settore biologico.
Tuttavia, senza un sistema efficace di tracciabilità ed etichettatura, risulterebbe impossibile garantire l’assenza di contaminazioni accidentali e tutelare l’integrità delle produzioni biologiche certificate, che in Italia rappresentano 2,565 milioni di ettari e consumi domestici per 3,96 miliardi di euro (dati SINAB 2025).
Lo stato dell’iter legislativo
È utile annotare che l’intesa raggiunta tra Parlamento europeo e Consiglio è ad oggi un accordo politico provvisorio, e dovrà superare i passaggi formali di approvazione presso entrambe le istituzioni. Solo dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea e un successivo periodo di transizione, le nuove procedure per NGT-1 e NGT-2 diventeranno operative.
Le richieste del settore biologico
Le organizzazioni del settore biologico europeo e italiano non si oppongono all’innovazione e alla ricerca scientifica. Al contrario, chiedono che questa avvenga nel rispetto di principi fondamentali:
- mantenere tutte le NGT sotto la regolamentazione OGM, garantendo valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura obbligatoria, in linea con il principio di precauzione;
- prevedere regole chiare per scongiurare contaminazioni accidentali e garantire agli agricoltori la libertà di scelta su cosa coltivare;
- promuovere la ricerca indipendente sugli impatti a lungo termine delle NGT sull’ambiente, la biodiversità e il sistema socio-economico;
- sostenere le alternative agroecologiche già esistenti, come l’agricoltura biologica, il biobreeding e il miglioramento genetico partecipativo, le quali promuovono la sostenibilità senza ricorrere all’editing genomico e senza vincoli brevettuali.
Conclusioni
La tutela della trasparenza, dell’ambiente e del diritto dei cittadini di scegliere cosa coltivare e cosa mangiare dovrebbe rimanere una priorità per l’Unione europea. L’accordo provvisorio sulle NGT, se pure animato dalla volontà di promuovere l’innovazione, rischia di compromettere questi principi con ricadute potenzialmente critiche per sistemi agroalimentari di qualità come quello italiano, basati sulla tracciabilità, la tipicità e la sostenibilità ambientale.
Il settore biologico ribadisce la propria contrarietà ai brevetti sulle varietà vegetali e sul ‘vivente’, rivendicando un modello di sviluppo agricolo che coniughi innovazione scientifica, tutela ambientale e diritti degli agricoltori e dei consumatori.
Dario Dongo
Credit cover: Being Organic in the EU
Note
- Dongo, D. (2023, 23 dicembre). NGTs, nuovi OGM. Gli scienziati e ANSES espongono i rischi della deregulation. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/ngts-nuovi-ogm-gli-scienziati-e-anses-espongono-i-rischi-della-deregulation/
- IFOAM (2025, 4 December). Agreement of NGT trilogue poses a big risk to European food sovereignty: Parliament must act to rectify this. https://www.organicseurope.bio/news/ngt-trilogue-agreement-poses-a-big-risk-to-european-food-sovereignty/
- NaturaSì (2026, 21 gennaio). Perché parliamo di Nuove Tecniche Genomiche (NGT). https://www.naturasi.it/notizie/perche-parliamo-di-nuove-tecniche-genomiche-ngt
- ISMEA. (2025). Bio in cifre 2025. Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. https://sinab.it/bionovita/bio-in-cifre-2025-il-rapporto-completo/

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.


