HomeSicurezzaContaminanti e allergeni in erbe aromatiche e spezie. L’indagine della Commissione europea

Contaminanti e allergeni in erbe aromatiche e spezie. L’indagine della Commissione europea

La più ampia indagine condotta in Europa sull’autenticità di erbe aromatiche e spezie rivela come quasi 1 prodotto su 5 sia adulterato con vari contaminanti e allergeni. Coloranti vietati, specie vegetali estranee, polveri e gesso, tra gli altri.

1.900 campioni (di cui 99 dall’Italia) sono stati raccolti in 21 Stati membri – oltre a Norvegia e Svizzera – e analizzati dal JRC (Joint Research Center). Nell’ambito del piano di controllo straordinario avviato dalla Commissione europea nel 2019. (1)

Spezie ed erbe aromatiche contaminate, produzioni e consumi in Europa

L’Europa produce circa 100.000 tonnellate l’anno di erbe aromatiche e spezie. E ne importa oltre il triplo – spezie, soprattutto – da Asia, Africa, America Latina e Caraibi.

Il largo impiego nelle preparazioni culinarie – anche per ridurre i consumi di sale – si deve all’industria alimentare (70-80%), seguita dalla vendita al dettaglio (15-25%) e dalla ristorazione (5-10%).

Erbe aromatiche e spezie vengono altresì impiegate nelle produzioni di integratori alimentari, cosmetici, additivi nei mangimi.

Piano di controlli straordinari

L’indagine si è focalizzata su cumino, curcuma, origano, paprika/peperoncino, pepe e zafferano. Tali specie sono state infatti identificate come a maggior rischio adulterazione.

Quasi 10.000 analisi di laboratorio hanno rivelato l’irregolarità del 17% dei campioni (323 su su 1.885).

Frodi alimentari su erbe e spezie, la classifica UE

La classifica delle frodi alimentari su erbe aromatiche e spezie, a seguire, è preoccupante per la ricorrenza di allergeni nascosti:

– origano (48%). Viene adulterato, quasi una volta su due, con vegetali estranei quali le foglie di olivo e di mirto,

– pepe (17%). I grani dì pepe vengono sostituiti o mescolati con semi di papaya, ma anche con amidi e allergeni quali grano saraceno, altri cereali, semi di senape,

– cumino (14%). La frode più frequente è la presenza di mahaleb, una specie strettamente imparentata con le mandorle, gusci di arachidi e bucce di mandorle.

Coloranti vietati e metalli pesanti

L’elenco prosegue con frodi realizzate anche con coloranti vietati, oltre a contaminazioni da metalli pesanti:

– curcuma (11%). Le frodi storicamente riguardano l’aggiunta di coloranti azoici, materiali inorganici (gesso giallo, cromato di piombo) e riempitivi (farina di mais o riso, etc.). Su 316 campioni, una contaminazione da Sudan I, uno da metalli pesanti (piombo, 2 g/kg, e cromo, 0,5 g/kg), due di tartrazina,

– zafferano (11%). Frequenti adulterazioni con coloranti azoici e sostituzioni con ingredienti botanici di minor valore (cartamo, curcuma, etc),

– peperoncino e paprika (6%). In aggiunta alle bucce di pomodoro, è stata rilevata la presenza di Sudan I (colorante industriale cancerogeno e genotossico oggetto di una frode sistemica dì ampiezza globale, il decennio scorso). Oltre ai coloranti azoici, a loro volta non ammessi (Allura Red, Bixin, Azorubin e Sunset Yellow).

Frodi e contaminazioni fuori controllo

La Commissione europea rileva la difficoltà di identificare l’origine delle frodi. La filiera è lunga e complessa, frammentata. E anche in UE, come i dati mostrano, i controlli sono inadeguati.

La maggior parte delle spezie viene prodotta in paesi in cui possono avvenire determinati processi post-raccolta come l’essiccazione e la pulizia prima di essere spedita nel paese importatore, dove vengono ulteriormente pulite e igienizzate prima di essere confezionate e distribuite ad altre aziende alimentari o per il consumo al dettaglio. 

In ogni fase possono verificarsi manipolazioni fraudolente e più spesso il materiale viene trasferito da un operatore all’altro, più aumenta la probabilità di frode’, osservano gli autori della ricerca.

Forse qualcuno un giorno, in questa come in altre filiere critiche, inizierà a considerare il valore dei sistemi di blockchain pubblica. Anche per tracciare, con una tecnologia incorruttibile, i flussi materiali e i processi di lavorazione.

Marta Strinati

Note

(1) Maquet, A., Lievens, A., Paracchini, V., Kaklamanos, G., De La Calle Guntinas, M.B., Garlant, L., Papoci, S., Pietretti, D., Ždiniaková, T., Breidbach, A., Omar Onaindia, J., Boix Sanfeliu, A., Dimitrova, T. and Ulberth, F., Results of an EU wide coordinated control plan to establish the prevalence of fraudulent practices in the marketing of herbs and spices, EUR 30877 EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2021, ISBN 978-92-76-42979-1 (online), doi:10.2760/309557 (online), JRC126785. https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC126785

Marta Strinati

Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

Articoli correlati

Articoli recenti

Commenti recenti