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Campagna Amica… di chi? #VanghePulite

Campagna Amica… di chi? #VanghePulite

Campagna Amica è un leit motiv propalato ovunque, da anni, nei centri cittadini e sulle cronache sempre fedeli agli ordini di Coldiretti. Ma cosa significa ‘Campagna Amica’, cosa c’è dietro, Amica di chi?

La realtà è lontana dalla bucolica apparenza, in questa come in tante altre vicende che ruotano attorno a Palazzo Rospigliosi e al suo cerchio magico. #VanghePulite. Un approfondimento.

1) Fondazione Campagna Amica

La Confederazione Nazionale Coldiretti ha istituito – presso la propria sede in Roma, via XXIV marzo 43 – la Fondazione Campagna Amica. Quest’ultima:

a) detiene il marchio registrato ‘Campagna Amica’, in uso presso gli omonimi ‘mercati di prossimità’,

b) controlla (o quantomeno, dovrebbe controllare)

– la provenienza agricola dei prodotti venduti dalle singole aziende agricole nei mercati. Trascurando la circostanza che alcuni banchi, oltre a vendere le merci proprie, rivendano quelle di varie altre imprese, anche di altre Regioni (fino a divenire piccoli bazar, in alcuni casi),

– i prezzi applicati al consumatore. Questi dovrebbero rispondere ai mercuriali, cioè a valori aggiornati in base al prezzo medio di mercato delle varie derrate, e riferire espressamente ai prodotti venduti ‘in deroga’, a cifre superiori a quelle di listino. Ma così purtroppo non avviene,

c) individua ‘in collaborazione con le Federazioni’ territoriali di Coldiretti, i locali ove insediare i mercati di Campagna Amica.

Fondazione Campagna Amica, l’organizzazione

La Fondazione Campagna Amica, il cui direttore generale è Carmelo Troccoli, non ha una struttura organizzativa coerente ai dichiarati obiettivi. Poiché di fatto la ‘collaborazione con le Federazioni Coldiretti territoriali’ si traduce in oneri e costi esclusivi a carico di queste ultime, per ogni attività da realizzare in loco. Vale a dire:

– concessioni comunali e canoni di locazione, utenze energetiche, vigilanza e pulizia dei locali, personale di vigilanza ed assistenza.

Le Federazioni locali recuperano i costi sostenuti mediante il canone associativo (esente da imposte dirette e indirette) versato dagli agricoltori interessati alla vendita diretta nei mercati di ‘Campagna Amica’. Oltreché, come si vedrà, attraverso una serie di gabelle di varia natura.

Il conto economico è sempre in perdita e non viene perciò ‘intermediato’ dalla Confederazione, come è invece la prassi sulle attività profittevoli (grazie a generosi finanziamenti pubblici e contributi degli agricoltori. V. nota 1). Questo progetto – uno dei più cari, da una decina d’anni, al capo dei capi Vincenzo Gesmundo – è di fatto tra i più invisi ai direttori regionali e provinciali, che lo subiscono in perdita e obtorto collo.

2) Consorzio Produttori di Campagna Amica Soc. Coop.

Il Consorzio dei Produttori di Campagna Amica società cooperativa dovrebbe invece dovrebbe consentire ai negozianti e i pubblici esercenti di acquistare le merci degli agricoltori iscritti al circuito di Campagna Amica. Attraverso una piattaforma informatica realizzata da Bluarancio SpA, una delle società informatiche del circuito di Coldiretti. (2)

Un corto circuito, poiché la gestione informatica della società cooperativa è un flop totale e il progetto così confezionato non raccoglie alcun interesse verso i potenziali clienti. Il capitale perduto viene ripianato dalla Confederazione nazionale Coldiretti per soli motivi d’immagine, cioè per non rivelarne il fallimento ai pochi soci che vi partecipano. Il Consorzio Produttori Campagna Amica non ha nemmeno un direttore generale. Emergono solo, come il prezzemolo, i nomi di:

– Raffaele Grandolini, il Re Mida di Coldiretti, e

– Monica Rispoli, la dea Kālī della vigilanza, fedele presidente del Collegio Sindacale. (3)

Coldiretti – Impresa Verde – Campagna Amica, l’esempio della Campania

Le condizioni di accesso degli agricoltori ai mercati di Campagna Amica sono espresse in un ‘contratto di servizi’ che Coldiretti Campania (4) – attraverso la sua Impresa Verde Campania Srl – impone di sottoscrivere ai candidati. I quali, per poter vendere nei mercati delle ‘bandiere gialle’, sono per altri versi costretti a:

– affidare a Impresa Verde Campania Srl tutti i servizi relativi alle proprie aziende agricole. Contabilità IVA, contabilità paghe, mandato CAA, (5) etc. I cui costi, ove rapportati alla qualità dei servizi offerti, vengono indicati come ‘fuori da ogni logica di mercato’. In ogni caso, evidentemente sottratti a ogni logica di concorrenza,

– tollerare la pretesa di servizi inesistenti, talora fatturati come ‘varie tecnico’, ‘varie fiscali, predisposizione documentazione’, etc. Oltre ai costi per la partecipazione ai mercati, che Coldiretti definisce a proprio insindacabile giudizio. Dal 2021, addirittura, attraverso un canone annuale che a volte supera i 10mila euro/anno.

Pratiche commerciali sleali

I documenti acquisiti mostrano l’esistenza di relazioni contrattuali (formali e informali) del tutto inique e vessatorie, subite dagli agricoltori attraverso la triade Coldiretti Campania – Impresa Verde Campania Srl – Fondazione Campagna Amica. Oltretutto, il ‘contratto di servizi’ assume come implicita l’osmosi tra i tre assi dei quali uno (la fondazione) ha ambito nazionale. Appare perciò legittimo il sospetto che il caso campano – in palese violazione dell’articolo 62 della legge 24.3.12 n. 27 (6) – non sia isolato.

Alcuni protagonisti di tali vicende lamentano le pratiche commerciali sleali imposte da Coldiretti agli agricoltori per aderire al suo canale di vendita. (7) Tali pratiche tra l’altro, come si è visto, trascendono il livello commerciale. Poiché postulano l’adesione a un sistema parassitario che drena risorse dalle più svariate fonti, a partire dai contributi in agricoltura soggetti alla gestione dei CAA (Centri di Assistenza in Agricoltura).

Una triade?

Gli importi pagati per la partecipazione ai mercati di Campagna Amica in Campania risultano venire riscossi talora da una società di capitali (Impresa Verde Coldiretti Srl), talaltra da una o più associazioni ‘sindacale’ (Coldiretti Campania, ovvero le Federazioni provinciali di riferimento).

I pagamenti avverrebbero tramite bonifici, ma anche in contanti. Con possibili travasi a piacimento dal profit al no-profit e viceversa, anche attraverso operazioni contabili inesistenti tra varie entità controllate, ovvero forniture fittizie di società compiacenti.

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Germina Campus, la holding di Coldiretti che specula sugli agricoltori. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.6.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/germina-campus-la-holding-di-coldiretti-che-specula-sugli-agricoltori-vanghepulite

(2) Dario Dongo. Federconsorzi 2, CAI SpA, AgriRevi, Coldiretti. La cena dei cretini. GIFT (Great Italian Food Trade). 31.1.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/federconsorzi-2-cai-spa-agrirevi-coldiretti-la-cena-dei-cretini

(3) Dario Dongo. Assicurazioni agevolate in agricoltura, i grandi affari del cerchio magico di Coldiretti. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/assicurazioni-agevolate-in-agricoltura-i-grandi-affari-del-cerchio-magico-di-coldiretti-vanghepulite

(4) In merito alla ‘onorabilità’ del presidente di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda, si veda il precedente articolo ‘Coldiretti e il vitello d’oro, in rivolta gli allevatori del Sannio. #VanghePulite’, 22.3.21, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/coldiretti-e-il-vitello-d-oro-in-rivolta-gli-allevatori-del-sannio-vanghepulite

(5) Dario Dongo. Tris del TAR Lazio sui CAA. Riammessi i liberi professionisti. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.6.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/tris-del-tar-lazio-sui-caa-riammessi-i-liberi-professionisti

(6) Per approfondimenti si veda l’ebook gratuito di Dario Dongo, ‘Articolo 62, una rivoluzione?’, su https://ilfattoalimentare.it/ebook-articolo62

(7) Non a caso Coldiretti si è data da fare per disapplicare la direttiva UE 2019/633 (Unfair Trading Practices, UTPs). V. precedente articolo ‘Pratiche commerciali sleali, accordo di filiera al doppio ribasso’, 7.3.21, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/pratiche-commerciali-sleali-accordo-di-filiera-al-doppio-ribasso. Si veda anche l’attività commerciale di Coldiretti a spese dei Consorzi Agrari attraverso la sua controllata Filiera Agricola Italiana SpA, nell’articolo citato in nota 1)

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