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Cambiamenti climatici e arsenico, il riso a rischio

Cambiamenti climatici e arsenico, il riso a rischio

I cambiamenti climatici e la contaminazione da arsenico potrebbero determinare un calo significativo nella produzione globale di riso, entro fine secolo, che si stima nel 39%. Il drammatico scenario emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Stanford. (1)

Cambiamenti climatici e produzione di riso

L’impatto negativo dei cambiamenti climatici in atto sulla produzione di riso è stato più volte studiato dalla comunità scientifica internazionale. (2) Il riso è il cereale più consumato e costituisce il cibo di riferimento per oltre metà della popolazione globale.

L’aumento di temperatura e CO2 (anidride carbonica) in atmosfera – due dei principali fenomeni associati al cambiamento climatico – hanno effetti opposti sulle coltivazioni di riso. L’incremento della CO2 in atmosfera ne migliora infatti la resa, ma la temperatura eccessiva tende a sovrastare tale effetto e diminuire sensibilmente le rese.

Le inondazioni – che pure, come il 90% delle catastrofi naturali, sono associate al climate change – riducono inoltre la capacità dei (minerali contenuti nei) suoli di assorbire l’arsenico. La cui concentrazione e disponibilità per le piante perciò aumenta in corrispondenza.

CO2, temperatura e arsenico, il mix micidiale

Lo studio di Stanford si distingue rispetto ai precedenti proprio per l’esame dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla concentrazione di arsenico nei suoli. I ricercatori hanno simulato in serra le condizioni climatiche in cui si troverà il pianeta entro il 2100, secondo le stime formulate nel 2017 dall’International Panel on Climate Change (IPCC).

La produzione di riso (varietà californiana Oryza sativa L., M206) – nelle condizioni climatiche previste per la fine del secolo in corso, come appunto simulate (3) – ha registrato un drammatico calo (-39%) rispetto allo scenario attuale. L’arsenico, in particolare, ha causato una perdita di raccolto quasi doppia, a raffronto con la sola combinazione di temperatura e CO2. Poiché ‘una volta assorbito, l’arsenico riduce la crescita e lo sviluppo delle piante, riducendone la resa in granella‘.

Arsenico e sicurezza chimica degli alimenti

La maggiore concentrazione di arsenico inorganico nei chicchi di riso è altresì oggetto di grave preoccupazione. ‘Il raddoppio dell’arsenico inorganico nel chicco di riso, a qualsiasi concentrazione di arsenico nel suolo, con aumenti di temperatura di 5 °C, aumenta notevolmente il potenziale di esposizione alimentare‘ al contaminante.

L’arsenico, già presente in larga parte degli alimenti più consumati dai bambini negli Stati Uniti, causa danni allo sviluppo intellettivo e al sistema nervoso, oltre ad alcuni tumori (alla vescica, ai polmoni e alla pelle). È naturalmente presente nel suolo, ove aumenta in seguito a spargimento di pesticidi e inquinanti industriali.

Marta Strinati e Dario Dongo

Note

(1) Muehe, E.M., Wang, T., Kerl, C.F. et al. Rice production threatened by coupled stresses of climate and soil arsenic. Nature Communications (2019) https://doi.org/10.1038/s41467-019-12946-4

(2) Precedenti studi, su una diversa varietà di riso, hanno concluso che nelle future condizioni climatiche – con temperatura di 38 °C e 850 ppmv (parti per milione in volume) di CO2 – comporteranno una riduzione della resa di circa il 16%. Si vedano, tra gli altri, gli studi Matthews, R. B., Kropff, M. J., Horie, T. & Bachelet, D. Simulating the impact of climate change on rice production in Asia and evaluating options for adaptation. Agricul. Sys (1997). https://doi.org/10.1016/S0308-521X(95)00060-I e Shaobing Peng, Jianliang Huang, John E. Sheehy, Rebecca C. Laza, Romeo M. Visperas, Xuhua Zhong, Grace S. Centeno, Gurdev S. Khush, and Kenneth G. Cassman. Rice yields decline with higher night temperature from global warming. PNAS (2004). https://doi.org/10.1073/pnas.0403720101

(3) La simulazione ha considerato l’aumento di 5 °C della temperatura terrestre e 850 ppmv (parti per milione in volume) di CO2 in atmosfera, oltre all’incremento di arsenico nel suolo

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