La sicurezza alimentare nell’Unione Europea costituisce un prerequisito per l’esercizio delle attività da parte di tutti gli operatori che partecipano alla filiera, ‘from farm to fork’. Il regolamento (CE) n. 852/2004 impone a ogni operatore del settore alimentare — in tutte le fasi successive alla produzione primaria — di predisporre, attuare e mantenere una o più procedure permanenti basate sui principi HACCP (articolo 5).
Gli schemi di certificazione della sicurezza alimentare comportano l’adozione su base volontaria, da parte degli operatori, di appositi protocolli volti a garantire il rispetto continuativo di elevati standard di sicurezza e qualità, con requisiti supplementari sviluppati a seguito di consultazioni tra i massimi esperti nelle materie coinvolte e loro condivisione da parte delle rappresentanze dei settori coinvolti, a livello globale.
Il regolamento (UE) 2017/625 dei controlli pubblici ufficiali nella filiera agroalimentare considera questi aspetti laddove prevede che le autorità competenti, nel programmare i controlli ufficiali in base al rischio, tengono conto dell’affidabilità e dei risultati dei controlli effettuati dagli operatori stessi, o da terzi su loro richiesta, compresi, ove del caso, i regimi di certificazione di qualità privati (articolo 9, paragrafo 1, lettera ‘d’).
La certificazione, in altre parole, non esonera da alcun obbligo né da alcun controllo. Potrebbe però incidere sulla frequenza dei controlli ufficiali, in vista della loro ottimizzazione. E in ogni caso costituisce il requisito di accesso agli elenchi dei fornitori di prodotti a marchio della grande distribuzione organizzata (GDO), oltre a venire apprezzata dai buyer internazionali.
GFSI, il benchmark e lo stato reale dei riconoscimenti
La Global Food Safety Initiative (GFSI), coalizione del Consumer Goods Forum, è un’organizzazione partecipata dalle rappresentanze dei comparti interessati, nella produzione agroalimentare e la distribuzione, costituita nel 2000 su iniziativa dei principali operatori del settore, allo scopo di ridurre i rischi per la sicurezza alimentare, le duplicazioni degli audit e i relativi costi lungo le filiere globali. La GFSI non certifica, non accredita e non elabora standard: i suoi requisiti si rivolgono ai proprietari degli schemi e le imprese non possono venire sottoposte ad audit rispetto ad essi. Il suo ruolo si esprime quindi nel duplice compito di:
- definire e aggiornare i Benchmarking Requirements (BMR) a cui gli schemi privati di certificazione volontaria dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare devono rispondere, allo scopo di garantire il rispetto di un elevato standard condiviso a livello planetario;
- valutare la conformità dei diversi schemi predisposti dai Certification Programme Owners (CPO, es. FSSC 22000, IFS, BRCGS) rispetto ai propri Benchmark, affinché gli stessi possano venire riconosciuti da parte delle categorie rappresentate, secondo il principio ‘once certified, accepted everywhere’.
I BMR versione 2024, pubblicati il 20 dicembre 2024 a esito di una consultazione pubblica che tra luglio e settembre 2024 ha raccolto oltre 2.500 commenti, sono dichiaratamente allineati al Codex Alimentarius (General Principles of Food Hygiene) e alla norma ISO 22003 sui requisiti degli organismi che certificano i sistemi di gestione della sicurezza alimentare. Il benchmark privato si àncora dunque, a sua volta, al sistema Codex-ISO. I requisiti sono stati aggiornati in linea con l’evoluzione delle normative e delle esigenze condivise, con particolare riguardo a:
- cultura della sicurezza alimentare, introdotta dal regolamento (UE) 2021/382 (Dongo, 2021) e approfondita in apposito position paper di GFSI, giunto a marzo 2026 alla seconda edizione — dopo quella del 2018 — presentata alla GFSI Conference di Vancouver e fondata su oltre 180 fonti accademiche e industriali, con un modello a due livelli tra fondamenta organizzative e pratiche manifeste (GFSI, 2026);
- food defense, e gestione dei rischi di tampering, già oggetto di apposite linee guida di FSSC 22000 (2018);
- valutazione di vulnerabilità alle frodi alimentari, a loro volta già considerate nelle citate linee guida di FSSC 22000 (2018) oltre che oggetto di apposito standard ISO 22380:2018;
- gestione dei programmi dei prerequisiti (PRPs), i quali sono stati tra l’altro considerati anche nelle più recenti linee guida della Commissione europea (Dongo, 2022);
- regole per le certificazioni multisito, con criteri più chiari per la definizione e l’audit della funzione centrale;
- snellimento del processo di benchmarking quanto a criteri di ammissibilità, tempistiche e procedure di escalation.
Le domande di riconoscimento rispetto ai nuovi requisiti sono aperte dal 6 gennaio 2025. Gli schemi già riconosciuti rispetto alla versione 2020.1 hanno avuto una finestra di nove mesi, fino al 5 settembre 2025, per presentare domanda; nelle more delle istruttorie, i riconoscimenti in essere rimangono validi.
Alla data odierna i soli schemi privati di certificazione dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare riconosciuti rispetto alla versione 2024 dei BMR di GFSI sono CanadaGAP e JFSM (Giappone). FSSC 22000 (versione 6, riconosciuta il 29 agosto 2024), IFS Food v8 (16 settembre 2024) e BRCGS Global Standard for Food Safety Issue 9 (28 agosto 2024) restano riconosciuti rispetto alla versione 2020 dei BMR.
Il riconoscimento, va notato, non ha effetto retroattivo. Nel caso di BRCGS Food Safety Issue 9, ad esempio, i certificati emessi prima della delibera dello Steering Committee (23 agosto 2024) non sono considerati riconosciuti da GFSI.
Tutte le domande di benchmarking rispetto alla versione 2024 sono in corso di istruttoria. Risultano in valutazione, tra gli altri, FSSC 22000 versione 7, i quattro schemi BRCGS (Food Safety Issue 9, Packaging Materials Issue 7, Storage & Distribution Issue 4, Agents & Brokers Issue 3), IFS Food versione 8 con Doctrine versione 5 e SQF Food Safety Certification Edition 10. I certificati in essere rimangono frattanto validi e riconosciuti.
FSSC 22000, lo schema costruito sulle norme ISO
L’architettura dello schema di certificazione sviluppato dalla Fondazione FSSC 22000 (Food Safety System Certification) è interamente basata su standard ISO: la norma ISO 22000 per il sistema di gestione, i programmi dei prerequisiti (PRPs) della serie ISO 22002-x e i requisiti aggiuntivi dello schema. Chi scrive ebbe modo a suo tempo di promuovere il suo riconoscimento da parte di GFSI, in rappresentanza dell’industria agroalimentare europea, quale allora presidente del Gruppo di Lavoro ‘Food Hygiene’ di CIAA (oggi FoodDrinkEurope) e suo rappresentante in ISO (ISO/TC 34/SC 17 – Management systems for food safety).
Gli standard ISO si distinguono rispetto agli schemi privati creati dalle rappresentanze della grande distribuzione (es. IFS, BRC), sebbene poi sviluppati da enti autonomi, sotto due principali e valevoli aspetti:
- la governance del sistema di elaborazione e approvazione, a cui contribuiscono gli enti di normazione nazionali che compongono ISO (es. UNI in Italia, British Standards Institution nel Regno Unito, DIN in Germania, AFNOR in Francia), le rappresentanze dei comparti interessati nonché, sul piano europeo, il CEN, che coopera con ISO in forza dell’Accordo di Vienna del 1991, rivisto nel 2001, il quale prevede la pianificazione congiunta dei progetti e l’approvazione parallela delle norme a livello internazionale ed europeo. Gli stessi Benchmarking Requirements di GFSI, del resto, si allineano dichiaratamente al Codex Alimentarius e alla norma ISO 22003;
- la stabilità delle norme nel corso degli anni, poiché la loro revisione viene promossa e attuata solo al ricorrere di esigenze obiettive e condivise, per realizzare gli obiettivi pertinenti a ciascuna norma. Così ad esempio, ISO 22000:2005 è stata soggetta a una prima revisione dopo tredici anni (ISO 22000:2018). Il successivo aggiornamento è ora in corso, a seguito dell’approvazione del nuovo progetto il 9 gennaio 2024: il committee draft è stato approvato per la registrazione come DIS il 5 marzo 2026 e la votazione sul progetto ISO/DIS 22000, della durata di dodici settimane, è stata avviata il 6 maggio 2026 (ISO, 2026).
La Versione 7 di FSSC 22000 è stata pubblicata all’inizio di maggio 2026. Le ragioni della revisione sono dichiarate dalla Fondazione:
- recepire la nuova serie ISO 22002-x:2025 sui programmi dei prerequisiti (PRPs), in luogo della precedente base costituita dalle specifiche tecniche ISO/TS 22002-x e dalle Publicly Available Specifications di BSI;
- allineare lo schema ai GFSI Benchmarking Requirements v2024;
- rafforzare i requisiti a sostegno dei Sustainable Development Goals (SDGs) in agenda ONU 2030;
- ridefinire la struttura delle categorie della filiera alimentare, con aggiornamento dei requisiti di qualificazione degli auditor.
FSSC 22000 V7 inoltre:
- introduce un nuovo requisito su progettazione e sviluppo prodotti legato alla sostenibilità del packaging (Parte 2, requisito 2.5.13. In linea con il PPWR. Dongo et al., 2026);
- incorpora alcuni principi di Save Food Packaging, elaborati dall’Australasian Institute of Packaging e adattati su scala globale dalla World Packaging Organization, a sostegno della riduzione di perdite e sprechi alimentari;
- espunge dai requisiti aggiuntivi dello schema (Parte 2, sezione 2.5) quelli il cui contenuto risulta ormai assorbito dalla nuova serie ISO 22002-x:2025, così evitando duplicazioni tra le norme ISO e i requisiti proprietari di FSSC.
Il cambio nella serie dei PRP muta l’impianto, non solo i riferimenti. Le precedenti ISO/TS 22002-x ripetevano i requisiti comuni in ciascuna parte settoriale, con inevitabili disallineamenti. La nuova serie, pubblicata a luglio 2025, li raccoglie in un’unica base: la ISO 22002-100:2025 consolida i programmi dei prerequisiti (PRPs) per l’intera filiera di alimenti, mangimi e imballaggi, mentre le parti settoriali — a partire dalla ISO 22002-1:2025 per la fabbricazione degli alimenti — si applicano in aggiunta ad essa.
Il calendario della transizione è stringente, poiché gli audit sulla Versione 6 sono ammessi fino al 30 aprile 2027 e gli audit di upgrade alla Versione 7 vanno condotti tra l’1 maggio 2027 e il 30 aprile 2028.
Sul fronte della diffusione, il contatore in tempo reale del sito FSSC registra 42.650 organizzazioni certificate all’1 settembre 2026, in oltre 150 Paesi, con 115 partner licenziatari e 46 enti di accreditamento. La progressione è netta: oltre 37.000 nel rapporto 2024, oltre 40.000 in quello 2025, quasi 43.000 oggi. Una crescita nell’ordine dell’8% annuo.
IFS e BRCGS, gli schemi della distribuzione
Nel perimetro della GDO europea, IFS Food (International Featured Standards, di matrice franco-tedesca) e BRCGS (Brand Reputation Compliance Global Standards, di origine britannica) mantengono una posizione dominante nella qualifica dei fornitori, in particolare per le produzioni a marchio del distributore.
IFS
IFS dichiarava oltre 20.000 certificati IFS Food ad aprile 2023, in occasione della pubblicazione della versione 8, oltre alla leadership di mercato in Europa. Nel 2025 la rete contava 1.450 auditor e 83 organismi di certificazione, con una crescita degli audit del 5,7% tra gennaio e settembre 2025 (IFS Food +5,6%, IFS Broker +9,9%, IFS HPC +9,7%, IFS Logistics +7,0%). La versione 8 dello standard è stata pubblicata il 18 aprile 2023 e si applica obbligatoriamente agli audit dall’1 gennaio 2024.
Il 23 aprile 2026 IFS ha pubblicato le doctrine aggiornate per IFS Food 8, Logistics 3, Broker 3.2 e PACsecure 3, dichiarando espressamente che gli aggiornamenti si sono resi necessari per conformarsi ai GFSI Benchmarking Requirements 2024 e preparare la domanda di riconoscimento; tra le modifiche, la definizione di cultura della sicurezza dei prodotti e degli alimenti è stata chiarita e integrata. Le doctrine, si noti bene, sono documenti normativi che integrano lo standard.
I termini di adeguamento discendono dalla regola generale enunciata nella premessa del documento: le regole nuove o adattate si applicano due mesi dopo la pubblicazione della relativa versione, salvo diversa indicazione. La Doctrine v5, pubblicata il 23 aprile 2026, è dunque applicabile dal 23 giugno 2026. Gli organismi di certificazione devono quindi provvedere a loro volta in tempi brevissimi alla formazione interna del personale interessato, prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.
BRCGS
BRCGS presenta numeri di poco superiori sul singolo standard alimentare. La Issue 9, lanciata ad agosto 2022, conta oltre 24.500 siti certificati in 137 Paesi. Lo standard è già in revisione: la consultazione pubblica per l’Issue 10 è stata aperta il 9 gennaio 2026 e chiusa il 15 febbraio successivo. Nell’attesa, l’allineamento ai nuovi requisiti GFSI è stato gestito con lo strumento tipico dello schema, i position statements.
Il 26 maggio 2026 BRCGS ha confermato di avere presentato domanda di benchmarking contro i BMR 2024 per quattro schemi di certificazione e ha aggiornato i relativi position statements (F926 per Food Safety, P708 per Packaging Materials, SD404 per Storage & Distribution, AB310 per Agents & Brokers), i quali a loro volta integrano la norma e sono efficaci per tutti gli audit condotti dal 10 agosto 2026, con undici settimane di transizione. Le nuove disposizioni riguardano, tra l’altro, ruoli e responsabilità del personale, gestione e verifica documentata dei programmi prerequisito, food defence e valutazione delle minacce, valutazione di vulnerabilità alle frodi e, per il solo standard alimentare, i requisiti sugli indumenti protettivi.
IFS e BRC, pro e contro
Questi schemi presentano speculari vantaggi e oneri aggiuntivi, rispetto a FSSC 22000, che meritano attenta considerazione prima della scelta:
- riconoscibilità commerciale immediata presso i buyer della GDO europea e britannica, con protocolli di audit dettagliati sui controlli di processo igienico-sanitario;
- campo di applicazione che eccede la sicurezza alimentare, per abbracciare qualità commerciale, autenticità e legalità del prodotto, con il conseguente carico documentale;
- ciclo di certificazione annuale, contro il ciclo triennale di FSSC 22000, che comporta un impegno organizzativo ricorrente;
- frequenza elevata degli aggiornamenti normativi con termini di adeguamento brevissimi, come si è visto: due mesi per la Doctrine IFS, undici settimane per i position statements BRCGS. Ne discendono impegni e costi imprevedibili per le aziende certificate, in risorse umane e non solo.
Tabella comparativa aggiornata
Il confronto tra i tre schemi, alla data di pubblicazione:
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Caratteristica |
FSSC 22000 |
IFS Food |
BRCGS Food Safety |
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Base normativa |
ISO 22000 + serie ISO 22002-x:2025 (PRP) + requisiti aggiuntivi FSSC |
standard proprietario IFS + doctrine |
standard proprietario BRCGS + position statements |
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Versione in corso |
Versione 7 (maggio 2026) |
Versione 8 (aprile 2023), Doctrine v5 (23 aprile 2026) |
Issue 9 (agosto 2022), position statements v4 (27 aprile 2026) |
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Applicazione |
audit V6 ammessi fino al 30.4.2027, upgrade V7 dall’1.5.2027 al 30.4.2028 |
Regole nuove o adattate della Doctrine v5 applicabili dal 23.6.2026 (due mesi dopo la pubblicazione) |
Position statements aggiornati, efficaci per gli audit dal 10.8.2026 (12 settimane dopo la pubblicazione). Issue 10 in preparazione |
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Riconoscimento GFSI |
BMR v2020 (versione 6, 29.8.2024); V7 in benchmarking contro BMR v2024 |
BMR v2020 (16.9.2024); in benchmarking contro BMR v2024, con Doctrine v5 |
BMR v2020 (28.8.2024, delibera del 23.8.2024); in benchmarking contro BMR v2024 |
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Ciclo di certificazione |
triennale, con audit di sorveglianza annuali e almeno un audit non annunciato per ciclo |
certificato di validità annuale, con almeno un audit su tre non annunciato |
certificato di validità annuale; programmi di audit annunciato, blended announced, non annunciato volontario oppure non annunciato obbligatorio uno ogni tre anni |
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Diffusione dichiarata |
oltre 40.000 organizzazioni, oltre 150 Paesi |
oltre 20.000 certificati IFS Food (dato dichiarato ad aprile 2023) |
oltre 24.500 siti, 137 Paesi |
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Focus operativo |
sicurezza alimentare e integrità del sistema di gestione |
sicurezza, qualità, conformità legale e specifiche di processo |
sicurezza, legalità, autenticità e qualità del prodotto |
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Radicamento geografico |
globale e multisettoriale |
Europa continentale, con forte presenza in Germania, Francia e Italia |
Regno Unito, Europa e Nord America |
Quanti sono i certificati nell’Unione Europea
Né la GFSI né i proprietari degli schemi pubblicano dati disaggregati per l’Unione Europea o per singolo Stato membro. I numeri verificabili sono quelli globali riportati nei precedenti paragrafi, integrati da tre registri di pubblico dominio consultabili caso per caso: il Public Register della Fondazione FSSC, il Database IFS e la Directory BRCGS. I buyer possono (e dovrebbero) verificare su tali registri la validità dei certificati.
Sul versante ISO, i dati per Paese della ISO Survey — che copre anche la ISO 22000 — dal 2025 vengono compilati direttamente dal database IAF CertSearch e resi accessibili previa registrazione su quella piattaforma, circostanza che ne limita la citazione immediata ma non la consultabilità da parte degli operatori.
Considerazioni strategiche per l’industria alimentare italiana
Per le industrie alimentari italiane, spesso orientate verso un mix tra export, produzioni a marchio del distributore e mercati di prossimità, la scelta strategica dello schema da adottare dovrebbe venire affrontata con criteri di materialità:
- integrazione dei sistemi di gestione (FSSC 22000), soluzione d’elezione per chi esporta o aspira all’export fuori dall’Unione Europea o fornisce materie prime e semilavorati a gruppi industriali globali, poiché la derivazione ISO consente di integrare agevolmente la sicurezza alimentare con qualità (ISO 9001), ambiente (ISO 14001) e salute e sicurezza sul lavoro (ISO 45001), riducendo duplicazioni documentali e costi di audit;
- prevedibilità dell’investimento (FSSC 22000), che discende dalla stabilità delle norme ISO su cui lo schema si fonda e dai cicli di revisione programmati, senza requisiti nuovi da attuare in poche settimane. Il ciclo di certificazione triennale consente di pianificare su base pluriennale costi di risorse dedicate, piani di formazione e audit, con oneri di adeguamento noti in anticipo;
- rispondenza commerciale (IFS, BRCGS), scelta favorita per chi lavora in subfornitura intensiva per le catene europee e britanniche, con l’avvertenza che il rinnovo annuale e i frequenti aggiornamenti di schema vanno messi a budget in giornate/uomo, oltre che in tariffe di audit;
- doppia certificazione, opzione da valutare quando i mercati target siano eterogenei, tenendo anche conto della possibilità di audit congiunti tra i due schemi della distribuzione.
Il 2026-2027 è in ogni caso un biennio di transizione per tutti e tre gli schemi, ciascuno impegnato a ottenere il riconoscimento di conformità ai nuovi requisiti GFSI di benchmarking. Le aziende certificate dovrebbero pianificare ora le risorse per l’aggiornamento, verificando con il proprio organismo di certificazione le date effettive di applicazione dei nuovi requisiti e le opzioni di passaggio da IFS e BRCGS a FSSC 22000.
La decisione finale deve quindi discendere da una matrice che ponderi mercati target, tipologia di filiera, sistemi di gestione già in essere e tolleranza interna ai costi di mantenimento. Senza dimenticare il punto di partenza: nessuno schema privato può sostituire il rispetto delle norme cogenti, né gli obblighi di autocontrollo che gravano su ciascun operatore (Dongo et al., 2018).
Dario Dongo
Credit cover Crich
Riferimenti
Fonti normative dell’Unione Europea
Regulation (EC) No 852/2004 of the European Parliament and of the Council of 29 April 2004 on the hygiene of foodstuffs. Consolidated text: 24/03/2021. http://data.europa.eu/eli/reg/2004/852/2021-03-24
Regulation (EU) 2017/625 of the European Parliament and of the Council of 15 March 2017 on official controls and other official activities performed to ensure the application of food and feed law (Official Controls Regulation). Consolidated text: 05/01/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2017/625/2025-01-05
Documenti degli schemi di certificazione e degli enti di normazione
BRCGS. (2026, 9 gennaio). Public consultation – Global Standard Food Safety, Issue 9. https://www.brcgs.com/about-brcgs/news/2026/public-consultation-food-safety-issue-9/
BRCGS. (2026, 26 maggio). Important update – BRCGS alignment with GFSI Benchmarking Requirements 2024. https://www.brcgs.com/about-brcgs/news/2026/important-update-brcgs-alignment-with-gfsi-benchmarking-requirements-2024/
CEN-CENELEC. CEN and ISO Cooperation. https://www.cencenelec.eu/about-cen/cen-and-iso-cooperation/
Foundation FSSC. (2026). FSSC 22000 Provides Trust and Impact for Global Food Safety. Consultato l’1 settembre 2026. https://www.fssc.com/fssc-22000/
Foundation FSSC. (2026, 9 aprile). Foundation FSSC Annual Report 2025: Demonstrating the Power of Management Systems. https://www.fssc.com/insights/fssc-annual-report-2025/
Foundation FSSC. (2026, maggio). Version 7 is Official! https://www.fssc.com/insights/version-7-is-official/
Foundation FSSC. (2026). FSSC 22000 Version 7: Key Changes Explained. https://www.fssc.com/insights/fssc-22000-version-7-key-changes/
Foundation FSSC. (2026). FSSC 22000 Version 7 – Additional Requirements. https://www.fssc.com/fssc-22000/fssc-22000-v7-additional-requirements/
Foundation FSSC. (2026). How to become FSSC 22000 certified. https://www.fssc.com/fssc-22000/become-fssc-22000-certified/
Global Food Safety Initiative. (2026). GFSI-Recognised Certification Programme Owners. https://mygfsi.com/how-to-implement/recognition/certification-programme-owners/
Global Food Safety Initiative. (2026, 26 marzo). A Culture of Food Safety – Version 2.0. https://mygfsi.com/wp-content/uploads/2026/03/GFSI-Food-Safety-Culture-Position-Paper-March-2026.pdf
Global Food Safety Initiative. (2026). Programmes undergoing benchmarking against V2024. https://mygfsi.com/how-to-implement/recognition/certification-programme-owners/cpos-undergoing-benchmarking
Global Food Safety Initiative. (2024, 20 dicembre). Global Collaboration, Enhanced Food Safety: The Benchmarking Requirements 2024 Unveiled. https://mygfsi.com/news_updates/global-collaboration-enhanced-food-safety-the-benchmarking-requirements-2024-unveiled/
Global Food Safety Initiative. (2024, 28 agosto). GFSI announces its recognition of BRCGS Food Safety Issue 9. https://mygfsi.com/press_releases/gfsi-announces-its-recognition-of-brcgs-food-safety-issue-9/
Global Food Safety Initiative. (2024, 16 settembre). IFS Food Standard v8 achieves GFSI recognition. https://mygfsi.com/press_releases/ifs-food-standard-v8-achieves-gfsi-recognition/
IFS. (2026, 23 aprile). New doctrines for IFS Food, Broker, Logistics and PACsecure. https://www.ifs-certification.com/en/news/new-doctrines-for-ifs-food-broker-logistics-and-pacsecure
IFS. (2026, aprile). IFS Food version 8 Doctrine, version 5. https://www.ifs-certification.com/images/ifs_documents/IFS_Food_v8_doctrine_v5_EN.pdf
ISO. (2025). ISO 22002-1:2025. Prerequisite programmes on food safety — Part 1: Food manufacturing. https://www.iso.org/standard/22002-1
ISO. (2025). ISO 22002-100:2025. Prerequisite programmes on food safety — Part 100: Requirements for the food, feed and packaging supply chain. https://www.iso.org/standard/22002-100
ISO. (2026). ISO/DIS 22000. Food safety management systems — Requirements for any organization in the food chain (progetto in corso di sviluppo, stadio 40.20). https://www.iso.org/standard/88794.html
ISO. (2026). The ISO Survey. https://www.iso.org/the-iso-survey.html
Approfondimenti giuridici
Dongo, D. (2021, 9 marzo). Reg. UE 2021/382. Gestione allergeni, cultura della sicurezza, redistribuzione alimenti. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/reg-ue-2081-382-cultura-della-sicurezza-redistribuzione-alimenti-gestione-allergeni/
Dongo, D. (2022, 23 dicembre). Sistemi di gestione della sicurezza alimentare, linee guida CE 2022. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/sistemi-di-gestione-della-sicurezza-alimentare-linee-guida-ce-2022/
Dongo, D., Della Penna A.A. (2026, 3 luglio). PPWR: la responsabilità del titolare del marchio. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/ppwr-imballaggi-alimentari-responsabilita/
Dongo, D., Torre G. (2018, 6 aprile). Sicurezza alimentare, ABC responsabilità operatori. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/sicurezza-alimentare-abc-responsabilita-operatori/

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.


