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Oligofruttosio, la fibra prebiotica che sostituisce gli zuccheri

La transizione nutrizionale richiede di riformulare i prodotti alimentari anche attraverso la riduzione degli zuccheri e l’incremento di apporto delle fibre solubili. L’oligofruttosio è un ingrediente funzionale naturale che risponde a questa duplice esigenza industriale combinando un profilo tecnologico versatile a documentate proprietà prebiotiche. Questa analisi ne esamina il potenziale applicativo, i limiti normativi in Unione europea e le opportunità di valorizzazione scientifica e commerciale del suo utilizzo da parte dell’industria alimentare.

Oligofruttosio, un ingrediente naturale

L’oligofruttosio è naturalmente presente in numerose specie vegetali, ove funge da carboidrato di riserva. Le fonti alimentari comuni includono cicoria, topinambur, cipolla, aglio, porro, asparago, banana e grano (Sabater-Molina et al., 2009). 

La produzione industriale ebbe inizio a Tokyo nel 1984, ove Meiji Seika Kaisha sviluppò un processo di bioconversione enzimatica del saccarosio ad opera di Aspergillus niger, per ottenere frutto-oligosaccaridi; dalla successiva joint venture con Béghin-Say nacque la via europea (Yun, 1996). 

L’estrazione da cicoria, oggi prevalente in Europa, a sua volta non impiega solventi di sintesi: dalla radice si estrae dapprima l’inulina con acqua calda, poi sottoposta a idrolisi enzimatica controllata che accorcia la catena, incrementando solubilità e dolcezza (Nobre et al., 2015).

Entrambe le vie produttive soddisfano i tre criteri indicati nella specifica tecnica ISO/TS 19657:2017 per qualificare l’oligofruttosio come ingrediente naturale: fonte vegetale ammessa, processi fisici ed enzimatici, e — criterio dirimente — prodotto finale che esiste in natura.

Numeri e prospettive del mercato globale dei FOS

Il presupposto scientifico del successo dell’oligofruttosio risale agli anni Novanta del secolo scorso quando Gibson e Roberfroid definirono il concetto di prebiotico, identificando in inulina e oligofruttosio i principali esponenti di questa classe di composti capaci di stimolare selettivamente la crescita dei bifidobatteri nel colon (Gibson & Roberfroid, 1995). Da allora l’oligofruttosio si è affermato come uno degli ingredienti di riferimento della nutrizione funzionale.

Quantificare il mercato globale del solo oligofruttosio è peraltro complesso, poiché le analisi di mercato lo aggregano nella più ampia categoria dei frutto-oligosaccaridi (FOS):

  • le analisi delle società di consulenza collocano il valore del mercato FOS per il 2025-2026 in un intervallo compreso all’incirca tra 3,1 e 4,1 miliardi di dollari, con proiezioni di crescita a CAGR dell’ordine dell’8-9% verso i 5-6 miliardi entro i primi anni ’30 (Mordor Intelligence, 2026);
  • la regione Asia-Pacifico è indicata come mercato a più rapida espansione, grazie anche a un legal environmental favorevole (v. successivo paragrafo su health claim in Giappone), mentre l’Europa mantiene una posizione consolidata legata alla filiera della cicoria. La produzione industriale si fonda sulle due vie già descritte: idrolisi enzimatica dell’inulina da cicoria e sintesi da saccarosio.

Le evidenze scientifiche: microbiota, minerali, peso, glicemia

La ricerca ha consolidato e in parte ridimensionato, negli ultimi anni, i potenziali benefici per la salute associati all’apporto di oligofruttosio. Si riportano a seguire le aree con maggiori evidenze da studi clinici sottoposti a revisione paritaria.

Glicemia e profilo cardiometabolico

In quanto fibra non digeribile, l’oligofruttosio non induce risposta glicemica significativa e, sostituendo lo zucchero, riduce la glicemia post-prandiale (Canfora et al., 2017). Una meta-analisi su 55 RCT e 2.518 partecipanti (Talukdar et al., 2024) indica che i frutani di tipo inulinico possono ridurre colesterolo LDL, trigliceridi e peso corporeo, con benefici più marcati in soggetti con obesità e trattamenti di almeno sei settimane, seppur con certezza dell’evidenza da bassa a molto bassa.

Sazietà e peso corporeo 

La fermentazione stimola le cellule L intestinali a secernere GLP-1 e peptide YY, i c.d. ormoni della sazietà. Al trial storico di Parnell e Reimer (2009) si affianca oggi una meta-analisi con meta-regressione su 32 studi e 1.184 soggetti (Reimer et al., 2024), che documenta una riduzione media del peso di circa 0,97 kg rispetto al placebo con frutani da cicoria. Precedenti revisioni segnalavano tuttavia eterogeneità tra gli studi (Liber & Szajewska, 2013).

Effetto prebiotico e microbiota

L’oligofruttosio resiste alla digestione nell’intestino tenue e raggiunge intatto il colon, dove subisce una fermentazione selettiva. 

Una meta-analisi di trial randomizzati (Dou et al., 2022) ha confermato che la supplementazione aumenta in modo significativo la conta di Bifidobacterium spp. — mostrando effetti più netti a dosi di 7,5-15 g/die e per durate superiori a quattro settimane — con buona tollerabilità gastrointestinale. 

La fermentazione genera acidi grassi a catena corta (SCFA) — acetato, propionato, butirrato — che esercitano un ruolo chiave per il trofismo dei colonociti. Un RCT su soggetti con diabete di tipo 2 ha documentato l’aumento di SCFA fecali dopo assunzione di inulina-oligofruttosio (Birkeland et al., 2021).

Assorbimento minerale e ossa

La fermentazione colonica, abbassando il pH luminale, può favorire l’assorbimento di calcio e magnesio. Lo studio cardine rimane il trial su adolescenti di Abrams et al. (2005), che con 8 g/die di frutani da inulina ha migliorato assorbimento del calcio e densità minerale ossea; la review di Whisner e Castillo (2018) conferma un effetto positivo seppure di entità moderata, dipendente da durata e popolazione. Per la popolazione generale l’evidenza non è stata ritenuta conclusiva.

I limiti del solo health claim autorizzato in Unione europea

Il regolamento di esecuzione (UE) 2016/854 — nell’aggiornare il regolamento (UE) n. 432/2012 e successive modifiche, recante elenco aggiornato delle indicazioni sulla salute ammesse nel Vecchio Continente — autorizza l’impiego di un solo health claim, alla voce 

‘carboidrati non digeribili‘:

  • ‘il consumo di alimenti/bevande contenenti (nome di tutti  carboidrati non digeribili utilizzati) al posto degli zuccheri induce un minore aumento della glicemia dopo il loro consumo rispetto ad alimenti/bevande contenenti zuccheri‘;
  • la condizione d’uso non fissa direttamente una percentuale: rinvia all’indicazione nutrizionale ‘ridotto contenuto di [nome della sostanza nutritiva]‘ dell’allegato al reg. (CE) 1924/2006, che per gli zuccheri richiede una riduzione di almeno il 30% rispetto a un prodotto analogo;
  • l’oligofruttosio, né idrolizzato né assorbito nell’intestino tenue, rientra nella categoria (EFSA NDA Panel, 2014).

Le opportunità di valorizzazione e il supporto tecnico di FARE

Si annota come a tutt’oggi, in Unione Europea, non sia ancora stato autorizzato alcun health claim sulla funzione prebiotica che da sempre identifica questo ingrediente funzionale. La nostra squadra di FARE (Food and Agriculture Requirements) è a disposizione delle industrie e loro rappresentanze, oltreché dei consorzi di ricerca interessati a esplorare questa e altre opportunità di valorizzazione del suo impiego. 

Risulta altresì opportuno valutare l’opportunità di riferire all’indice glicemico degli alimenti che contengano questo ingrediente funzionale, nel rispetto dello standard  ISO 26642:2010 per la sua determinazione e dei principi che presiedono alla lealtà delle pratiche d’informazione sui prodotti alimentari (Dongo, 2025).

Giappone, health claim su intestino e assorbimento del calcio

Il sistema FOSHU (Foods for Specified Health Uses), attivo in Giappone dal 1991, autorizza health claim su singoli prodotti previa istruttoria dell’Agenzia per i consumatori. La differenza sostanziale rispetto all’impianto europeo risiede in un tipo di indicazioni che favorisce l’informazione al consumatore sulle virtù benefiche di alcuni alimenti e ingredienti funzionali, senza pretendere livelli estremi di evidenza scientifica, il FOSHU a specifica standardizzata, introdotto nel 2005 e rivisto nel 2009. Grazie a tale istituto normativo:

  • quando un ingrediente ha accumulato evidenza sufficiente (almeno sei anni dalla prima autorizzazione, nessun danno alla salute nel periodo, autorizzazioni ottenute da più imprese)
  • l’autorità ne fissa una specifica normativa e omette l’esame scientifico caso per caso. L’azienda che vi si conforma ottiene l’autorizzazione per via amministrativa.

I frutto-oligosaccaridi beneficiano di questo regime. La specifica ufficiale li definisce come prodotto della reazione enzimatica del saccarosio [la via di produzione storica in Giappone] con fruttosiltransferasi, con 1-chestoso, nistoso e fruttosil-nistoso quali componenti principali, tenore di frutto-oligosaccaridi fra 55,0 e 60,0%, in forma di liquido viscoso da incolore a giallo pallido. 

In Giappone, un alimento che veicoli 3-8 g/die di frutto-oligosaccaridi può ottenere l’autorizzazione a dichiarare che ‘contiene frutto-oligosaccaridi, che aumentano i bifidobatteri e mantengono in buone condizioni l’ambiente intestinale, regolando così la funzione intestinale‘. E i prodotti a base di frutto-oligosaccaridi possono dichiarare un migliorato assorbimento del calcio (Yamada et al., 2008).

Applicazioni industriali e direzioni di sviluppo per il mercato europeo

La versatilità tecnologica rende l’oligofruttosio prezioso per riformulare diverse categorie di alimenti, grazie a tre proprietà principali: 

  • potere dolcificante pari a circa il 30-50% del saccarosio con profilo pulito;
  • apporto calorico altrettanto inferiore (1,5-2 kcal/g); 
  • funzione di bulking agent che ripristina il volume perso rimuovendo lo zucchero; 
  • capacità umettante che migliora consistenza e serbevolezza.

Il solo oligofruttosio — distinto dall’inulina e dai blend — compare oggi su diversi mercati in quattro principali famiglie di prodotto:

  • snack proteici e barrette. È la base dei caramelli e dei ripieni ‘a ridotto contenuto di zuccheri‘, spesso in combinazione con maltitolo e sucralosio;
  • preparazioni di frutta per yogurt. Lo ‘sciroppo di oligofruttosio’, realizzato con una quota residua di glucosio, fruttosio e saccarosio nell’ordine del 5%, entra nella fase frutta dei magri alla frutta;
  • sostituto dello zucchero. Già nel 1996 il Ministero della salute giapponese aveva approvato come FOSHU un table sugar a base di frutto-oligosaccaridi con la dicitura ‘contiene frutto-oligosaccaridi, aumenta i bifidobatteri e regola la funzione intestinale‘. Gli sciroppi di frutto-oligosaccaridi a marchio FOSHU sono venduti a scaffale come edulcoranti (naturali e funzionali) non intensivi, con circa 2 kcal/g (Meioligo, Meiji, n.d.);
  • cereali da prima colazione, quali il muesli senza zuccheri aggiunti.

L’agenda della ricerca e sviluppo in Italia e in UE rimane aperta. Almeno quattro direttrici appaiono già oggi percorribili con le tecnologie esistenti:

  • yogurt con ‘clean label’. L’oligofruttosio offre da solo dolcezza, corpo e fibra, senza bisogno di edulcoranti intensivi. Un RCT su bevanda a base di yogurt con zuccheri ridotti del 20% aveva già mostrato una risposta glicemica significativamente inferiore (Lightowler et al., 2018). In questa direzione si è mosso il gruppo Granarolo a maggio 2026, con il lancio di successo dello yogurt Yomo ‘senza zuccheri aggiunti e senza edulcoranti’;
  • confetture a ridotto tenore di zuccheri. Categoria dove la sostituzione parziale del saccarosio è semplice e consente una riduzione superiore al 30% che abilita l’uso dello health claim sulla glicemia autorizzato in UE;
  • gelato e dessert lattiero-caseari. Il potere di carica dell’oligofruttosio sostituisce il volume perso con lo zucchero, adempiendo alla sua funzione tecnologica essenziale;
  • bevande funzionali. Alta solubilità e profilo gustativo pulito: la categoria dove l’Asia ha trent’anni di vantaggio e il mercato italiano è ancora vergine.

In sintesi

L’oligofruttosio coniuga eccellenti proprietà tecnologiche a benefici fisiologici misurabili, offrendo soluzioni concrete per la riduzione degli zuccheri. Lo scenario regolatorio europeo non consente ancora tuttavia di valorizzare questo ingrediente funzionale con gli attributi che oggi raccolgono il maggior interesse dei consumatori, quali i benefici per il microbiota e la salute intestinale, la sazietà e riduzione del peso, l’assorbimento del calcio.

In questo contesto, la squadra di FARE affianca le imprese e i consorzi di ricerca interessati a sviluppare nuovi studi e dossier di autorizzazione per appositi health claim, nonché strategie di comunicazione basate su presupposti scientifici e al contempo rispettose dei criteri di trasparenza e lealtà delle pratiche commerciali. Il rigore scientifico e l’aderenza alle regole si confermano la via maestra per promuovere l’innovazione industriale a beneficio dei consumatori.

Dario Dongo

Credit cover Nastya

Riferimenti

Studi scientifici e approfondimenti 

Abrams, S. A., Griffin, I. J., Hawthorne, K. M., Liang, L., Gunn, S. K., Darlington, G., & Ellis, K. J. (2005). A combination of prebiotic short- and long-chain inulin-type fructans enhances calcium absorption and bone mineralization in young adolescents. The American Journal of Clinical Nutrition, 82(2), 471–476. https://doi.org/10.1093/ajcn/82.2.471

Birkeland, E., Gharagozlian, S., Birkeland, K. I., Valeur, J., Måge, I., Rud, I., & Aas, A.-M. (2021). Prebiotic effect of inulin-type fructans on faecal microbiota and short-chain fatty acids in type 2 diabetes: A randomised controlled trial. European Journal of Nutrition, 60(6), 3325–3338. https://doi.org/10.1007/s00394-020-02282-5

Canfora, E. E., van der Beek, C. M., Jocken, J. W. E., Goossens, G. H., Holst, J. J., Olde Damink, S. W. M., Lenaerts, K., Dejong, C. H. C., & Blaak, E. E. (2017). Colonic infusions of short-chain fatty acid mixtures promote energy metabolism in overweight/obese men: A randomized crossover trial. Scientific Reports, 7(1), 2360. https://doi.org/10.1038/s41598-017-02546-x

Dongo, D. (2025, 11 settembre). ISO 26642:2010: una guida scientifica e legale all’indice glicemico. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/iso-26642-2010-guida-scientifica-e-legale-indice-glicemico/ 

Dou, Y., Yu, X., Luo, Y., Chen, B., Ma, D., & Zhu, J. (2022). Effect of fructooligosaccharides supplementation on the gut microbiota in human: A systematic review and meta-analysis. Nutrients, 14(16), 3298. https://doi.org/10.3390/nu14163298

Gibson, G. R., & Roberfroid, M. B. (1995). Dietary modulation of the human colonic microbiota: Introducing the concept of prebiotics. The Journal of Nutrition, 125(6), 1401–1412. https://doi.org/10.1093/jn/125.6.1401

Liber, A., & Szajewska, H. (2013). Effects of inulin-type fructans on appetite, energy intake, and body weight in children and adults: Systematic review of randomized controlled trials. Annals of Nutrition & Metabolism, 63(1-2), 42–54. https://doi.org/10.1159/000350312

Lightowler, H., Thondre, S., Holz, A., & Theis, S. (2018). Replacement of glycaemic carbohydrates by inulin-type fructans from chicory (oligofructose, inulin) reduces the postprandial blood glucose and insulin response to foods: Report of two double-blind, randomized, controlled trials. European Journal of Nutrition, 57(3), 1259–1268. https://doi.org/10.1007/s00394-017-1409-z

Nobre, C., Teixeira, J. A., & Rodrigues, L. R. (2015). New trends and technological challenges in the industrial production and purification of fructo-oligosaccharides. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 55(10), 1444–1455. https://doi.org/10.1080/10408398.2012.697082

Parnell, J. A., & Reimer, R. A. (2009). Weight loss during oligofructose supplementation is associated with decreased ghrelin and increased peptide YY in overweight and obese adults. The American Journal of Clinical Nutrition, 89(6), 1751–1759. https://doi.org/10.3945/ajcn.2009.27465

Reimer, R. A., Theis, S., & Zanzer, Y. C. (2024). The effects of chicory inulin-type fructans supplementation on weight management outcomes: Systematic review, meta-analysis, and meta-regression of randomized controlled trials. The American Journal of Clinical Nutrition. Advance online publication. https://doi.org/10.1016/j.ajcnut.2024.09.019

Sabater-Molina, M., Larqué, E., Torrella, F., & Zamora, S. (2009). Dietary fructooligosaccharides and potential benefits on health. Journal of Physiology and Biochemistry, 65(3), 315–328. https://doi.org/10.1007/BF03180584

Talukdar, J. R., Cooper, M., Lyutvyn, L., Zeraatkar, D., Ali, R., Berbrier, R., Janes, S., Ha, V., Darling, P. B., Xue, M., Chu, A., Chowdhury, F., Harnack, H. E., Huang, L., Malik, M., Powless, J., Lavergne, F. V., Zhang, X., Ehrlich, S., … de Souza, R. J. (2024). The effects of inulin-type fructans on cardiovascular disease risk factors: Systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. The American Journal of Clinical Nutrition, 119(2), 496–510. https://doi.org/10.1016/j.ajcnut.2023.10.030

Yamada, K., Sato-Mito, N., Nagata, J., & Umegaki, K. (2008). Health claim evidence requirements in Japan. The Journal of Nutrition, 138(6), 1192S–1198S. https://doi.org/10.1093/jn/138.6.1192S

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Whisner, C. M., & Castillo, L. F. (2018). Prebiotics, bone and mineral metabolism. Calcified Tissue International, 102(4), 443–479. https://doi.org/10.1007/s00223-017-0339-3

Unione europea, regolamenti e pareri EFSA

Commission Regulation (EU) No 432/2012 of 16 May 2012 establishing a list of permitted health claims made on foods, other than those referring to the reduction of disease risk and to children’s development and health. Consolidated text: 20/08/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2012/432/2025-08-20 

Commission Implementing Regulation (EU) 2016/854 of 30 May 2016 authorising certain health claims made on foods, other than those referring to the reduction of disease risk and to children’s development and health and amending Regulation (EU) No 432/2012. http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2016/854/oj 

Commission Regulation (EU) 2023/1141 of 1 June 2023 refusing to authorise certain health claims made on foods, other than those referring to the reduction of disease risk and to children’s development and health. http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1141/oj 

EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). (2014). Scientific opinion on the substantiation of a health claim related to non-digestible carbohydrates and a reduction of post-prandial glycaemic responses pursuant to Article 13(5) of Regulation (EC) No 1924/2006. EFSA Journal, 12(1), 3513. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2014.3513

EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). (2015). Scientific opinion on the substantiation of a health claim related to ‘native chicory inulin’ and maintenance of normal defecation by increasing stool frequency pursuant to Article 13(5) of Regulation (EC) No 1924/2006. EFSA Journal, 13(1), 3951. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.3951

EFSA Panel on Nutrition, Novel Foods and Food Allergens (NDA). (2021). Frutalose®, a mixture of fructans obtained from enzymatic hydrolysis of chicory inulin, and normal defecation: Evaluation of a health claim pursuant to Article 13(5) of Regulation (EC) No 1924/2006. EFSA Journal, 19(8), e06775. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2021.6775

Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on the provision of food information to consumers. Consolidated text: 01/04/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01 

Regulation (EC) No 1924/2006 of the European Parliament and of the Council of 20 December 2006 on nutrition and health claims made on foods. Consolidated text: 13/12/2014. http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13 

Norme ISO

International Organization for Standardization. (2017). ISO/TS 19657:2017 — Definitions and technical criteria for food ingredients to be considered as natural. https://www.iso.org/standard/65717.html

International Organization for Standardization. (2010). ISO 26642:2010 Food products — Determination of the glycaemic index (GI) and recommendation for food classification. ISO. https://www.iso.org/standard/43633.html

Normativa in Giappone

Consumer Affairs Agency. (2022). Tokutei hoken’yō shokuhin (kikaku kijun gata) seido ni okeru kikaku kijun [Specifiche del regime dei FOSHU a specifica standardizzata], Allegato 3. Agenzia per i Consumatori, Giappone. https://www.caa.go.jp/policies/policy/food_labeling/foods_for_specified_health_uses/notice/assets/food_labeling_cms201_220831_04.pdf 

Fonti di mercato

Granarolo. (2026). Yomo Senza Zuccheri Aggiunti e Senza Edulcoranti [Scheda prodotto e comunicato stampa]. https://www.granarolo.it/marchi/yomo/yomo-senza-zuccheri-aggiunti

Meiji Food Materia. (s.d.). Meioligo no rekishi [Storia di Meioligo]. https://www.meijifm.co.jp/products/material/oligo/meioligo/history/

Mordor Intelligence. (2026). Fructo-oligosaccharides (FOS) market – Size, share & trends. Mordor Intelligence.

https://www.mordorintelligence.com/industry-reports/fructo-oligosaccharides-fos-market 

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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