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Lessini Durello e Monti Lessini DOP, gli spumanti vulcanici del Veneto

Nel panorama spumantistico del Nord-Est Italia — dominato da Prosecco e Conegliano Valdobbiadene, Franciacorta e Trentodoc — due denominazioni sorelle del Veneto stanno conquistando riconoscimenti con un’identità territoriale inconfondibile: Lessini Durello DOP e Monti Lessini DOP. Questi spumanti, prodotti con il vitigno autoctono Durella sui vulcanici Monti Lessini, tra le province di Verona e Vicenza, esprimono una delle voci più originali e meno conosciute delle bollicine italiane.

Vibrante acidità, spiccata mineralità e profili aromatici che, grazie alle rocce basaltiche, evocano il mare antico ne definiscono il carattere, insieme a una notevole versatilità gastronomica e capacità di invecchiamento. Con le modifiche dei disciplinari approvate nel 2024, il comprensorio ha ridefinito la propria identità: il metodo Martinotti-Charmat resta al Lessini Durello DOP, mentre il metodo classico è ora identificato dalla denominazione Monti Lessini DOP (MASAF, 2024).

L’articolo analizza dati di mercato aggiornati, storia millenaria, le ultime versioni consolidate dei due disciplinari — con tabelle comparative su requisiti di produzione e caratteristiche dei prodotti — oltre ad abbinamenti e consigli per acquirenti consapevoli, con attenzione ai prodotti biologici quale garanzia di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità.

Un’anima, due denominazioni

La distinzione debutta in etichetta dopo un iter durato circa dieci anni e traduce in due denominazioni i due metodi di spumantizzazione, che differiscono per il luogo della seconda fermentazione, quella che genera le bollicine (Il Sole 24 Ore, 2025):

  • Lessini Durello DOP, metodo Martinotti (o Charmat): la rifermentazione avviene in grandi recipienti a pressione (autoclavi), in tempi brevi, preservando freschezza, fragranza e profumi fruttati del vitigno;
  • Monti Lessini DOP, metodo classico: la rifermentazione avviene in bottiglia, con permanenza sui lieviti di almeno 24 mesi — e menzione riserva dai 36 — che conferisce complessità, struttura e note di crosta di pane (Monti Lessini, s.d.-a; Regione Veneto, s.d.).

Il Monti Lessini è l’unica denominazione veneta riservata in via esclusiva al metodo classico, un unicum regionale che aspira a competere con le grandi DOP italiane del metodo classico.

Produzione e mercato 2025/2026

I numeri della denominazione

La zona di produzione si estende su oltre 30.000 ettari nella porzione collinare dei Lessini orientali; il comprensorio conta circa 600 ettari di Durella, con un potenziale produttivo stimato in sei milioni di bottiglie. Il mercato attuale vale circa 400.000 bottiglie di metodo classico e oltre 700.000 di Charmat, e la quota del metodo classico è balzata dal 6% del 2019 al 35% del 2024 (Il Sole 24 Ore, 2025).

Il giro d’affari del solo metodo classico è stimato in circa 6 milioni di euro, con un prezzo medio in cantina di 15 euro a bottiglia. Il 70% delle vendite passa dal canale ristorazione, il 20% dagli shop aziendali e solo una quota minima dalla grande distribuzione. Il Consorzio, presieduto da Gianni Tessari, riunisce 34 cantine tra aziende private e cooperative (Il Sole 24 Ore, 2025).

Lo scenario export

L’export del vino italiano ha chiuso il 2025 a 7,78 miliardi di euro (-3,7% sul 2024), penalizzato dai dazi USA e dalla svalutazione del dollaro; gli spumanti hanno limitato il calo a -2,5% in valore (2,3 miliardi di euro), con volumi persino in lieve crescita (+0,7%) (UIV, 2026). Il Veneto si conferma prima regione esportatrice con 2,9 miliardi di euro (-1,2%) (UIV, 2026).

In questo contesto il Lessini Durello resta una nicchia a vocazione prevalentemente locale e Horeca, con ampi margini di crescita nella ristorazione internazionale specializzata. Le bollicine rappresentano un terzo dei consumi di vino nel fuori casa italiano e il Prosecco ne vale il 47%: metà del mercato è fatto di ‘altre bollicine’, lo spazio naturale di posizionamento per il Monti Lessini metodo classico (Il Sole 24 Ore, 2025).

Storia del vitigno autoctono, tra fossili e mercanti veneziani

Un terroir nato sott’acqua

I Monti Lessini si formarono circa 45 milioni di anni fa, quando bolle di magma in risalita li sollevarono dal fondo di un mare primordiale: da qui la convivenza di rocce basaltiche e giacimenti fossiliferi di straordinaria ricchezza, come la celebre Pesciara di Bolca, riferimento mondiale per l’Eocene. Alcune ampelidee fossili rinvenute nell’area testimoniano quanto questo habitat fosse favorevole alla vite già in epoche remotissime (Monti Lessini, s.d.-b).

Dalla ‘Durasena’ medievale alla Durella

La viticoltura organizzata giunse con i Romani. Plinio il Vecchio menziona uve ‘duracinae‘, dalla buccia dura, cui la tradizione locale riconduce l’etimologia del vitigno (Monti Lessini, s.d.-b). Le attestazioni scritte si susseguono nel Duecento: gli Statuti di Vicenza del 1264 citano l’uva ‘Duriciana’, quelli di Costozza del 1292 la ‘Durasena’, dal latino durus acinus. Sulle contrade lessiniche lasciò il segno anche il popolo germanico dei Cimbri, insediatosi a fine Duecento (Monti Lessini, s.d.-b).

Fu la Repubblica di Venezia a dare impulso commerciale al vino di Lessinia: un editto del 1377 ne prescriveva l’imbarco sulle navi di lungo corso, attribuendogli doti farmaceutiche e corroboranti, verosimilmente in virtù dell’elevata acidità che lo rendeva resistente alle alterazioni durante i viaggi. L’ampelografia ottocentesca ne consolidò l’identità: Ciro Pollini registra l’uva ‘Durasena’ nel catalogo delle uve veronesi (1824) e Giuseppe Acerbi descrive nel 1825 una Durella coltivata nel Vicentino.

Il percorso delle denominazioni

La DOC nasce con DM 25 giugno 1987; il successo del Durello porta nel 2009 i produttori a chiedere il riconoscimento della denominazione autonoma ‘Lessini Durello‘, mentre nel 2011 il riassetto assegna alla denominazione ‘Monti Lessini‘ i vini fermi del territorio, che il disciplinare 2024 elimina completando la conversione alla spumantistica metodo classico (MASAF, s.d.-b; Regione Veneto, s.d.). 

Il Consorzio di tutela, riconosciuto dal Ministero nel novembre 2000, ha guidato la zonazione del comprensorio, individuando 15 sottozone, o Cru. Con le modifiche ordinarie del 2024 si compie l’ultimo passaggio: al Lessini Durello la spumantizzazione in autoclave, al Monti Lessini quella in bottiglia (MASAF, 2024).

Il disciplinare della DOP Lessini Durello

Il disciplinare della DOP ‘Lessini Durello’ o ‘Durello Lessini’ è stato modificato con decreto del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste del 26 agosto 2024, con applicazione dalla campagna vendemmiale 2024/2025 (MASAF, 2024).

Denominazione e base ampelografica

La denominazione è riservata a un’unica tipologia, lo spumante metodo Martinotti o Charmat; il metodo classico è ricondotto alla DOP Monti Lessini. Il vino deve provenire da vigneti con Durella per almeno l’85%; possono concorrere, fino al 15%, Garganega, Pinot bianco, Chardonnay e Pinot nero (disciplinare, articoli 1 e 2).

Zona di produzione

Provincia di Verona: intero territorio di Vestenanova e San Giovanni Ilarione; parte di Montecchia di Crosara, Roncà, Cazzano di Tramigna, Tregnago, Badia Calavena.

Provincia di Vicenza: intero territorio di Arzignano, Castelgomberto, Chiampo, Brogliano, Gambugliano, Trissino; parte di Cornedo, Costabissara, Gambellara, Isola Vicentina, Malo, Marano Vicentino, Monte di Malo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino, San Vito di Leguzzano, Schio, Zermeghedo (disciplinare, articolo 3).

Norme per la viticoltura

I vigneti devono essere posti in giacitura acclive, esclusi i terreni eccessivamente umidi e fertili. Allevamento a spalliera semplice o doppia, o a pergola veronese con apertura della vegetazione nell’interfila; densità minima di 2.500 ceppi/ettaro per Durella e Garganega, 3.000 per Pinot nero, Chardonnay e Pinot bianco. Resa massima: 16 tonnellate/ettaro (superabile fino al 20% in annate eccezionali, con destinazione dell’eccedenza a IGT); titolo alcolometrico naturale minimo 9,00% vol (disciplinare, articolo 4).

Vinificazione e caratteristiche al consumo

La vinificazione avviene nei comuni della zona di produzione, con deroghe per i comuni limitrofi tradizionalmente coinvolti; la spumantizzazione, esclusivamente per fermentazione naturale in autoclave, deve avvenire in Veneto (MASAF, s.d.-a). 

Al consumo: spuma fine e persistente; colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli; profumo delicato, lievemente fruttato; dosaggi da pas dosé a demi-sec; titolo alcolometrico totale minimo 11,00% vol; acidità totale minima 6,5 g/l; estratto non riduttore minimo 14 g/l (disciplinare, articoli 5 e 6).

Etichettatura, confezionamento e controlli

Vietate le qualificazioni laudative (‘extra’, ‘fine’, ‘scelto’, ‘selezionato’); la menzione ‘Vigna‘ richiede toponimo, iscrizione distinta della superficie e vinificazione separata; ‘Millesimato‘ impone l’indicazione dell’annata. Bottiglie fino a 15 litri, con tappo a fungo in sughero obbligatorio tra 0,500 e 3 litri (tappo a vite ammesso fino a 0,375 litri). Organismo di controllo: Siquria, Soave (disciplinare, articoli 7-10).

Il disciplinare della DOP Monti Lessini

Con la modifica del 2024 la DOP ‘Monti Lessini’ compie una conversione integrale alla spumantistica metodo classico: le tipologie ferme del precedente disciplinare — Bianco, Durello (anche passito) e Pinot nero — sono eliminate, e la denominazione è riservata a tre soli vini spumanti di qualità: ‘Monti Lessini‘, ‘Monti Lessini riserva‘ e ‘Monti Lessini crémant‘ (Regione Veneto, s.d.).

Base ampelografica

Gli spumanti devono essere ottenuti da uve con Durella per almeno l’85%; possono concorrere, per la differenza, i vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nelle province di Verona e Vicenza, oltre al Pinot nero vinificato in bianco — un perimetro più ampio della lista chiusa prevista dal disciplinare gemello (Regione Veneto, s.d.).

Zona di produzione e viticoltura

La zona di produzione è invariata e coincide integralmente con quella del Lessini Durello, nelle province di Verona e Vicenza. Allevamento a spalliera o pergola con apertura nell’interfila o sul filare e carica massima di 50.000 gemme/ettaro; densità minima di 3.000 ceppi/ettaro (2.500 per Durella e Garganega). Resa massima: 16 tonnellate/ettaro e titolo alcolometrico naturale minimo 9,00% vol per tutte e tre le tipologie. È obbligatoria la raccolta a mano delle uve (Regione Veneto, s.d.).

Norme per la vinificazione

Le operazioni di vinificazione si svolgono nei comuni della zona di produzione, con deroghe per gli stessi comuni limitrofi previsti dal disciplinare gemello; l’elaborazione degli spumanti deve avvenire all’interno delle province di Verona e Vicenza — perimetro più ristretto rispetto all’intero Veneto ammesso per il Charmat. Il passaggio da uva a mosto avviene con pressatura dell’uva intera; la resa massima uva/vino è del 70%, calcolata al netto dei prodotti aggiunti alla presa di spuma (Regione Veneto, s.d.).

La rifermentazione avviene esclusivamente in bottiglia, secondo il metodo classico, con permanenza sui lieviti di almeno 24 mesi — elevata rispetto ai 18 del testo previgente — e di almeno 36 mesi per la riserva; il crémant risponde ai requisiti della normativa vigente per la relativa menzione. I dosaggi ammessi vanno da dosaggio zero (pas dosé) a demi-sec; per il crémant, da brut a demi-sec. È consentito il travaso isobarico tra bottiglie, per l’impiego di formati particolari (Regione Veneto, s.d.).

Caratteristiche al consumo

Per tutte e tre le tipologie: titolo alcolometrico minimo 11,5% vol, acidità totale minima 6,0 g/l — innalzata rispetto ai 5,5 g/l previgenti, a presidio dell’identità del vitigno — ed estratto non riduttore minimo 15 g/l. 

La spuma è fine e persistente, intensa nella riserva, cremosa nel crémant; l’odore è caratteristico con delicato sentore di lievito, con note complesse ed evolute da lungo affinamento nella riserva (Regione Veneto, s.d.).

Designazione, confezionamento e controlli

Valgono i medesimi divieti di qualificazioni laudative e le condizioni per la menzione ‘Vigna‘ del disciplinare gemello; per la riserva l’indicazione dell’annata è facoltativa e il termine ‘millesimato‘ è riservato ai vini di singola vendemmia. 

Gli spumanti sono immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di vetro fino a 15 litri, chiuse con tappo a fungo in sughero. Organismo di controllo: Siquria S.p.A., San Bonifacio (VR) (Regione Veneto, s.d.).

Due disciplinari a confronto

Tabella 1 – Requisiti di produzione

Requisito Lessini Durello DOP Monti Lessini DOP
Metodo di spumantizzazione Martinotti-Charmat (autoclave), esclusivo metodo classico (bottiglia), esclusivo
Tipologie spumante spumante, riserva, crémant
Base ampelografica Durella ≥85% + Garganega, Pinot bianco, Chardonnay, Pinot nero ≤15% Durella ≥85% + vitigni a bacca bianca non aromatici idonei per Verona e Vicenza e Pinot nero vinificato in bianco ≤15%
Zona di produzione province di Verona e Vicenza identica
Raccolta delle uve non vincolata esclusivamente a mano
Resa massima di uva 16 t/ettaro 16 t/ettaro
Titolo alcolometrico naturale minimo 9,00% vol 9,00% vol
Resa uva/vino ≤70% ≤70%, al netto della presa di spuma
Permanenza sui lieviti non prevista ≥24 mesi; riserva ≥36 mesi
Area di elaborazione dello spumante Regione Veneto province di Verona e Vicenza
Chiusura tappo a fungo in sughero (0,500-3 l); vite fino a 0,375 l bottiglie di vetro fino a 15 l, tappo a fungo in sughero
Organismo di controllo Siquria Siquria

 

Tabella 2 – Caratteristiche dei due prodotti

Caratteristica Lessini Durello DOP Monti Lessini DOP
Spuma fine e persistente fine e persistente; intensa (riserva), cremosa (crémant)
Colore giallo paglierino tenue, riflessi verdognoli giallo paglierino più o meno carico; fino al dorato nella riserva
Odore delicato, lievemente fruttato caratteristico, con delicato sentore di lievito; note complesse ed evolute nella riserva
Sapore (dosaggi) da pas dosé a demi-sec da pas dosé a demi-sec; crémant da brut a demi-sec
Titolo alcolometrico totale minimo 11,00% vol 11,5% vol
Acidità totale minima 6,5 g/l 6,0 g/l
Estratto non riduttore minimo 14 g/l 15 g/l
Vocazione aperitivo, crudi di mare, freschezza immediata gastronomia strutturata, invecchiamento oltre 10 anni

Fonti: disciplinari consolidati (MASAF, s.d.-a; Regione Veneto, s.d.).

Abbinamenti gastronomici

La vibrante acidità e la sapidità minerale rendono il Durello un compagno di tavola trasversale:

  • baccalà alla vicentina‘: l’acidità sgrassa la mantecatura, pulendo il palato a ogni sorso;
  • ‘sopressa vicentina’ e salumi grassi: spuma fine e nervo acido bilanciano la sapidità;
  • pesce azzurro e d’acqua dolce, anguilla in primis.

Il metodo Charmat (Lessini Durello DOP) eccelle come aperitivo e con crudi di mare, tartare, ostriche e crostacei; il metodo classico (Monti Lessini DOP) accompagna primi di pesce, carni bianche in salsa, formaggi stagionati — come l’Asiago stagionato, il Piave Vecchio, il Montasio ‘Prodotto di Montagna DOP’ — e i piatti più strutturati della cucina veneta. Temperatura di servizio: 6-8 °C, con le riserve verso il limite superiore per esaltarne la complessità.

Consigli per gli acquirenti

Per i buongustai

  • Scegliere il metodo giusto: profili fruttati e immediati nel Lessini Durello DOP Charmat; complessità, struttura e longevità nel Monti Lessini DOP metodo classico, specie con menzione riserva (36 mesi sui lieviti);
  • cercare i millesimati, per apprezzare le variazioni tra le vendemmie di un vitigno molto sensibile all’annata;
  • esplorare le menzioni ‘Vigna’, garanzia di selezione e tracciabilità geografica di dettaglio;
  • prediligere il biologico: in Italia la superficie vitata bio è di 132.441 ettari, pari a circa il 21% del vigneto nazionale, a fronte di una SAU biologica complessiva che supera i 2,5 milioni di ettari, il 20,2% del totale (ISMEA-SINAB, 2025).

Per gli acquirenti professionali

  • Rapporto qualità-prezzo: il metodo classico da uva Durella offre profili organolettici comparabili a denominazioni più blasonate a listini generalmente più contenuti;
  • diversificazione della carta vini: alternativa distintiva al Prosecco (Charmat) e a Franciacorta e Trentodoc (metodo classico), con identità vulcanica unica;
  • trend del metodo classico: la quota passata dal 6% al 35% in cinque anni segnala un posizionamento premium in piena espansione (Il Sole 24 Ore, 2025);
  • sostenibilità certificata: il comprensorio è il primo consorzio del vino italiano ad avere ottenuto, nel gennaio 2022, la certificazione ‘Biodiversity Friend‘ di World Biodiversity Association su circa 400 ettari vitati, grazie a 18 cantine socie, con monitoraggio di suolo, acqua e aria e obiettivo di avanzamento dal livello bronze al silver (L’Arena, 2022; WBA, 2022).

Il valore della certificazione biologica

L’agricoltura biologica, disciplinata dal regolamento (UE) 2018/848, offre le migliori garanzie di tutela di suolo, acqua e biodiversità, attraverso il divieto di pesticidi chimici di sintesi e pratiche di conservazione degli habitat.

Scegliere spumanti biologici significa premiare un modello produttivo che coniuga qualità, responsabilità ambientale e sociale, in linea con gli obiettivi europei ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’ (GIFT, 2026).

Conclusioni

Lessini Durello e Monti Lessini DOP sono tra le pagine più affascinanti, ancora in parte da scrivere, della spumantistica italiana. Un vitigno autoctono documentato da oltre sette secoli, un terroir vulcanico irripetibile e due disciplinari che nel 2024 hanno fatto chiarezza — Charmat al Lessini Durello, metodo classico al Monti Lessini, con zona di produzione identica e requisiti distintivi come la raccolta manuale e i 24 mesi sui lieviti — offrono ai consumatori una mappa identitaria finalmente leggibile e ai professionisti un’opportunità concreta di diversificazione.

La crescita del metodo classico dal 6% al 35% della produzione in cinque anni, la prima certificazione consortile di biodiversità in Italia e un rapporto qualità-prezzo tra i più competitivi del panorama spumantistico nazionale testimoniano la vitalità di un comprensorio che ha scelto di puntare tutto sulla forza del proprio vitigno autoctono.

Dario Dongo

Credit cover Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC

Riferimenti

Normativa e fonti istituzionali

MASAF. (2024). Lessini Durello o Durello Lessini DOC – Decreto di modifica ordinaria al disciplinare di produzione (GU n. 205 del 2.9.2024). Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/20839

MASAF. (s.d.-a). Disciplinare di produzione – Lessini Durello o Durello Lessini DOC. Catalogo nazionale delle denominazioni. http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?t=dsc&q=2167

MASAF. (s.d.-b). Disciplinare di produzione – Monti Lessini DOC. Catalogo nazionale delle denominazioni. http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?t=dsc&q=2203

Regione Veneto. (s.d.). Sinottico disciplinare Monti Lessini – testo consolidato e modifiche. Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto. http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/Download.aspx?name=Sinottico_disciplinare_Monti_Lessini_563561.pdf&type=3&storico=False

Regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2018/848/oj

Dati e analisi di mercato

GIFT – Great Italian Food Trade. (2026, 7 gennaio). L’agricoltura biologica italiana raggiunge traguardi storici: Bio in Cifre 2025. https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agricoltura-biologica-bio-cifre-2025/

ISMEA-SINAB. (2025). Bio in cifre 2025. https://sinab.it/bionovita/bio-in-cifre-2025-il-rapporto-completo/

Unione Italiana Vini. (2026, 11 marzo). Export vino Italia 2025: calo a 7,78 miliardi (-3,7%). Osservatorio del Vino UIV su dati Istat. https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-in-calo-nel-2025-pesa-il-rallentamento-delleconomia-globale

Consorzio e territorio

Monti Lessini – Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC. (s.d.-a). Durello: un’anima, due denominazioni. https://www.montilessini.com/metodi-durello/

Monti Lessini – Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC. (s.d.-b). Tra storia e mito. https://www.montilessini.com/tra-storia-e-mito/

Monti Lessini – Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC. (2021). Lessini Durello: al via la prima certificazione di biodiversità di territorio. https://www.montilessini.com/lessini-durello-certificazione-biodiversita-territorio/

World Biodiversity Association. (2022, 26 gennaio). Lessini Durello: the first Biodiversity Friend® wine Consortium. https://biodiversityassociation.org/en/2022/01/lessini-durello-wines/

Stampa

Il Sole 24 Ore. (2025, 21 novembre). Le bollicine dei Monti Lessini puntano sulla forza del vitigno autoctono. https://www.ilsole24ore.com/art/le-bollicine-monti-lessini-puntano-forza-vitigno-autoctono-AHZZuirD

L’Arena. (2022, 7 febbraio). Lessini Durello ottiene il marchio di biodiversità. https://www.larena.it/argomenti/economia/lessini-durello-ottiene-il-marchio-di-biodiversita-1.9173919

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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