Il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata consolida il proprio ruolo centrale nella transizione ecologica dell’agroalimentare italiano. Oltre a garantire pratiche agronomiche a ridotto impatto chimico, questo schema pubblico offre oggi una fondamentale tutela legale alle imprese. Nel contesto normativo europeo e nazionale segnato dal d.lgs. 30/2026 contro il greenwashing, l’adesione al SQNPI fornisce infatti una prova oggettiva e certificata della veridicità delle asserzioni ambientali, differenziando i prodotti sul mercato nel pieno rispetto della trasparenza verso i consumatori.
Evoluzione normativa dello standard SQNPI
La Legge n. 4 del 3 febbraio 2011 (articoli 2, comma 3-9) istituisce formalmente il sistema SQNPI e ne definisce il funzionamento. Il decreto ministeriale 8 maggio 2014 ha successivamente stabilito il ‘regime di equivalenza’ tra i sistemi di qualità regionali di produzione integrata preesistenti e il SQNPI, armonizzando la disciplina nazionale con il quadro comunitario.
Il sistema, operativo dal gennaio 2016, è applicabile a tutte le produzioni vegetali, trasformate e non. Il quadro normativo si completa con:
- le Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata, aggiornate periodicamente dall’Organismo Tecnico Scientifico (OTS), le quali forniscono le indicazioni per la redazione dei disciplinari regionali e dei piani di controllo;
- i disciplinari regionali di produzione integrata (DPI), approvati dal MASAF, i quali contengono i requisiti specifici per ciascuna coltura e territorio.
Requisiti agronomici obbligatori e distanze dal biologico
L’accesso al sistema SQNPI è subordinato alla conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata approvati dal MASAF. Tali disciplinari, elaborati dalle Regioni sulla base delle Linee Guida Nazionali, devono garantire:
- riduzione al minimo dell’uso di prodotti chimici di sintesi, privilegiando tecniche di difesa integrata, lotta biologica, confusione sessuale, insetti utili e pratiche agronomiche preventive;
- razionalizzazione della fertilizzazione, attraverso analisi del suolo, piani di fertilizzazione bilanciati e utilizzo di concimi a basso impatto ambientale;
- rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici, con limitazioni nella scelta dei prodotti fitosanitari e nel numero dei trattamenti;
- rotazione colturale e diversificazione agronomica, per mantenere la fertilità del suolo e contrastare l’insorgenza di resistenze;
- tracciabilità completa lungo la filiera, dalla produzione primaria al prodotto finito.
Il sistema prevede l’adesione volontaria di soggetti che si impegnano a garantire tali requisiti il cui rigore, vale la pena evidenziare, non è paragonabile al ferreo regime stabilito per il sistema biologico (regolamento UE 2018/848).
Come funzionano le Linee Guida Nazionali e i disciplinari regionali
I disciplinari regionali di produzione integrata (DPI) rappresentano il cuore operativo del sistema SQNPI. Essi si distinguono in due sezioni principali: la Parte Generale — contenente le disposizioni trasversali applicabili a tutte le colture — e le Norme Tecniche di Difesa Integrata e Tecniche Agronomiche, specifiche per ciascuna coltura e territorio.
Le Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata 2025-2026, approvate dall’Organismo Tecnico Scientifico (OTS) e aggiornate al 13 giugno 2025, si articolano in:
- Sezione Difesa Integrata: definisce le strategie di lotta, le tecniche di monitoraggio, le soglie di intervento, i prodotti fitosanitari consentiti e le modalità di applicazione per ciascuna coltura;
- Sezione Tecniche Agronomiche: stabilisce i criteri di fertilizzazione, irrigazione, gestione del suolo, scelta delle varietà, rotazione colturale e pratiche conservative;
- Linee Guida per la redazione dei piani di controllo regionali: definiscono le modalità operative delle verifiche, la frequenza dei controlli, le non conformità e le relative sanzioni.
Ogni Regione adatta le Linee Guida Nazionali alle proprie peculiarità climatico-ambientali, colturali e fitosanitarie, motivando le eventuali differenze. I disciplinari regionali sono periodicamente aggiornati e sottoposti a parere di conformità da parte dei Gruppi tecnici competenti del MASAF-SQNPI.
Regole per l’analisi dei suoli e l’apertura alle NGT
I disciplinari SQNPI presentano strutture e contenuti tecnici differenziati in funzione delle specificità colturali. Tutti i disciplinari definiscono requisiti relativi a:
- analisi del suolo: esecuzione al primo anno d’attività su appezzamenti omogenei, con determinazione di granulometria, pH, CSC, sostanza organica, calcare totale e attivo, azoto totale, potassio scambiabile, fosforo assimilabile;
- piano di fertilizzazione: individuazione per coltura/ciclo di quantità e tempi di distribuzione, con possibilità di adottare schede standard, il programma AgrelanWeb o bilanci colturali;
- rotazione colturale: quinquennale con almeno tre colture principali (riducibile a due in aree montane e collinari per orticoltura prevalente);
- materiale di propagazione: obbligo di utilizzare materiale certificato CE, con divieto di OGM (non anche di NGT, in quanto sottratte alla relativa definizione e disciplina con apposito regolamento UE, nel 2026);
- difesa integrata: monitoraggio delle avversità, soglie di intervento, priorità a metodi non chimici, limitazione del numero di trattamenti e scelta di prodotti a basso impatto;
- gestione dei residui colturali: pratiche di sminuzzamento e incorporamento, divieto di abbruciamento;
- registrazioni aziendali: documentazione di tutte le operazioni colturali, acquisto e utilizzo di prodotti fitosanitari e concimi.
Le fasi per ottenere il Certificato di Conformità SQNPI
Il percorso di certificazione SQNPI si articola nelle seguenti fasi:
- costituzione/aggiornamento del fascicolo aziendale, ai sensi del DPR 503/99 e del DLgs 99/2004. Per gli altri operatori (condizionatori, trasformatori, distributori) è prevista la costituzione di un fascicolo in forma anagrafica;
- presentazione della domanda di adesione tramite il portale SIAN/Rete Rurale Nazionale, con scelta dell’Organismo di Controllo (OdC) tra quelli accreditati e iscritti nell’elenco del MASAF. L’azienda deve adottare il disciplinare di produzione integrata della Regione ove insiste la sede operativa;
- valutazione preliminare: l’OdC verifica che la documentazione presentata soddisfi i requisiti del disciplinare regionale sottoscritto;
- verifica ispettiva: l’OdC esegue le verifiche di conformità previste dai piani di controllo regionali. Per gli operatori in forma singola il controllo è effettuato sul 100% delle aziende; per quelli associati, su un campione corrispondente alla radice quadrata delle aziende associate;
- emissione del Certificato di Conformità: in caso di esito positivo, l’azienda viene inserita nell’elenco ufficiale dei soggetti certificati e può utilizzare il marchio ‘Qualità sostenibile’ (noto come ‘ape gialla’);
- sorveglianza e controlli periodici: la certificazione è mantenuta tramite verifiche annuali e l’aggiornamento del fascicolo aziendale.
Aggiornamenti tecnici e obiettivi di superficie agricola
Il biennio 2025-2026 ha segnato un’importante fase di consolidamento per il SQNPI, con aggiornamenti normativi significativi e una crescita sostanziale delle adesioni.
Aggiornamento delle Linee Guida Nazionali 2025-2026
Il 24 novembre 2025 l’Organismo Tecnico Scientifico ha approvato la Norma ‘SQNPI di Adesione, Gestione e Controllo Rev. 15 del 2026’, includendo le Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata 2026, suddivise nelle due sezioni di difesa e tecniche agronomiche, e quelle per la redazione dei piani di controllo regionali. Il 28 maggio 2026 l’OTS ha approvato la revisione 15.2 della norma, che proroga il termine ultimo per la presentazione delle domande al 25 luglio 2026.
I numeri del 2025: verso il milione di ettari
Il 2025 ha registrato una crescita significativa del sistema: secondo i dati degli organismi di certificazione, sono circa 45.000 gli operatori certificati SQNPI, con una superficie coinvolta pari a circa 1 milione di ettari. SQNPI si posiziona così come il principale sistema di certificazione di sostenibilità per le produzioni vegetali in Italia. Nel solo settore vitivinicolo, il 52% della superficie del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG risulta certificato SQNPI, a testimonianza della penetrazione del sistema anche nelle filiere di alta qualità.
Accesso ai finanziamenti dei Piani di Sviluppo Rurale
La certificazione SQNPI è requisito fondamentale per accedere a numerosi bandi dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR). Il Bando SRA01 – ACA della Regione Lazio per il triennio 2026-2028 ad esempio richiede l’adesione al SQNPI per gli interventi su nocciolo e vite. Analogamente, in molte Regioni italiane il SQNPI è requisito per accedere ai contributi pubblici legati alla sostenibilità e alla qualità (Misura 10 e Misura 3.1 dei PSR).
Il ruolo dei cittadini nelle segnalazioni di non conformità
È stato istituito l’Osservatorio SQNPI, al quale ogni cittadino può segnalare eventuali comportamenti non conformi allo standard da parte degli operatori in regime di qualità, con le modalità previste al paragrafo 8.4 della norma. Il sistema di segnalazione rafforza la trasparenza e la tutela del consumatore, integrando i controlli degli OdC con la vigilanza della società civile.
Regole d’uso del marchio ‘Qualità Sostenibile’ in etichetta
La conformità al sistema SQNPI può venire valorizzata nell’etichettatura e pubblicità dei prodotti che derivano dalle filiere certificate. Agli operatori certificati viene assegnato il marchio ufficiale ‘Qualità sostenibile’ — raffigurante un’ape gialla su sfondo verde — che può venire apposto direttamente sull’etichetta, come simbolo di qualità certificata e trasparenza verso il consumatore.
Il marchio SQNPI può venire utilizzato:
- a titolo gratuito da tutti gli operatori dell’Unione europea (produttori, condizionatori, confezionatori, distributori) che aderiscono al sistema e ne fanno un uso finalizzato a contraddistinguere esclusivamente le produzioni certificate;
- in abbinamento con marchi privati o collettivi che qualificano il prodotto sulla base di standard diversi, purché non si ingeneri confusione nel consumatore;
- su materiale promozionale e altro materiale attinente, con clausola di salvaguardia di comunicazione non fuorviante.
Tali prescrizioni rispondono all’esigenza di fornire al consumatore elementi chiari e verificabili sull’origine e sulle caratteristiche qualitative del prodotto, rafforzando la trasparenza e la tracciabilità lungo tutta la filiera.
Organismi di controllo accreditati e vigilanza del ministero
Il MASAF svolge funzioni di autorità competente per il riconoscimento dei disciplinari regionali, la tenuta dell’elenco ufficiale degli organismi di controllo e la gestione del Sistema Informativo Nazionale (SIPI). L’Organismo Tecnico Scientifico (OTS), istituito ai sensi dell’art. 2 comma 6 della legge n. 4/2011 e del DM 4890 del 8 maggio 2014, ha compiti di approvazione delle Linee Guida Nazionali, delle modalità di adesione e gestione del sistema e dei piani di controllo regionali.
Il sistema prevede un doppio livello di controllo:
- autocontrollo aziendale: verifica dei requisiti di conformità da parte degli operatori, con registrazione delle operazioni colturali, acquisto e utilizzo dei prodotti fitosanitari, fatture, risultati delle analisi del suolo, taratura delle macchine irroratrici;
- controllo da parte degli OdC: verifiche ispettive periodiche, con frequenza e campionamenti definiti dai piani di controllo regionali.
Gli Organismi di Controllo attualmente operativi includono: RINA, CSQA, CCPB, ICEA, Bioagricert, Valoritalia, Ecogruppo Italia, Suolo e Salute, QCertificazioni — tutti accreditati secondo la norma ISO 17065:2012 e iscritti nell’elenco ufficiale del MASAF.
Differenze sostanziali tra lo standard pubblico e la norma UNI 11233
Il SQNPI, in quanto sistema di qualità regolamentato istituito per legge, va tenuto distinto dalle norme tecniche volontarie di normazione che disciplinano la produzione integrata sul piano privatistico. La principale di queste è la UNI 11233, ‘Sistemi di produzione integrata nelle filiere agroalimentari – Principi generali per la progettazione e l’attuazione nelle filiere vegetali‘, pubblicata da UNI (Ente Italiano di Normazione) nel 2007 e tuttora vigente nell’edizione del 2009. Si tratta di una norma esclusivamente nazionale: non esiste una versione europea (EN) né internazionale (ISO) equivalente.
La differenza sostanziale con il SQNPI è duplice:
- la norma UNI 11233:2009 fissa principi generali e demanda all’operatore (azienda, consorzio, OP) la redazione di un proprio disciplinare tecnico di produzione integrata, sottoposto a verifica di conformità di terza parte; l’adesione è puramente volontaria e priva di base legislativa, con certificazione di validità triennale e audit di sorveglianza annuali;
- il SQNPI, viceversa, è un sistema pubblico (L. 4/2011), gestito dal MASAF, con requisiti tecnici stabiliti dalle Linee Guida Nazionali e Regionali nonché un marchio collettivo di proprietà pubblica.
Entrambi gli schemi condividono però l’infrastruttura dell’accreditamento, fondata sulle norme orizzontali di valutazione della conformità:
- ISO 17065:2012 (‘Valutazione della conformità – Requisiti per organismi che certificano prodotti, processi e servizi‘), riferimento per l’accreditamento ACCREDIA degli OdC;
- ISO 17067:2013 (‘Elementi fondamentali della certificazione di prodotto e linee guida per gli schemi di certificazione di prodotto‘).
Sul piano europeo non esiste una norma CEN/EN dedicata alla produzione integrata in quanto tale:
- la difesa integrata (IPM) è disciplinata in termini generali dalla direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Allegato III), recepita in Italia dal d.lgs. 150/2012 e dal PAN, mentre
- i principi agronomici di riferimento risalgono alle linee guida tecnico-scientifiche dell’IOBC-WPRS (International Organisation for Biological and Integrated Control), le quali sono tuttavia prive però di valore normativo cogente.
L’Italia rappresenta dunque un caso peculiare, dotata sia di una norma tecnica nazionale (UNI 11233) sia di uno schema pubblico regolamentato (SQNPI).
Colture vegetali e comparti produttivi ammessi alla certificazione
Il MASAF ha progressivamente riconosciuto i disciplinari regionali di produzione integrata di tutte le Regioni italiane, coprendo una vasta gamma di colture e comparti produttivi. I disciplinari sono strutturati per aree omogenee (pianura, collina, montagna) e per tipologie colturali:
- orticole: pomodoro, zucchina, melanzana, peperone, cavolo, carota, cipolla, lattuga, spinacio, finocchio, bietola, radicchio;
- frutticole: melo, pero, pesco, albicocco, ciliegio, actinidia (kiwi), vite da tavola e da vino, agrumi, olivo;
- arboree da legno: nocciolo, castagno;
- erbacee da pieno campo: grano duro, grano tenero, mais, orzo, riso, soia, girasole, barbabietola da zucchero;
- leguminose: fava, fagiolo, pisello, ceci, lenticchie;
- colture industriali: barbabietola da zucchero, tabacco, canapa;
- florovivaismo e ornamentali.
Ogni disciplinare è accompagnato da un piano di controllo regionale che definisce le modalità operative delle verifiche, la frequenza dei controlli, le non conformità e le relative sanzioni. La certificazione può essere richiesta per l’intera azienda o per singole colture, con l’obbligo che tutta la superficie della coltura certificata sia sottoposta a regime di controllo.
Criteri di preferenza negli appalti verdi e nella GDO
Una disposizione rilevante del sistema SQNPI riguarda l’utilizzo dei prodotti certificati nella ristorazione collettiva pubblica e nella grande distribuzione. I prodotti ottenuti in conformità al sistema, in quanto ‘prodotti di qualità’, possono costituire titolo preferenziale nell’aggiudicazione di forniture destinate alla ristorazione collettiva e sono sempre più richiesti dai buyer della GDO come garanzia di sostenibilità.
La preferenza nelle gare pubbliche favorisce l’integrazione dei criteri di qualità e sostenibilità nelle politiche di approvvigionamento delle amministrazioni pubbliche, in linea con gli obiettivi europei di Sustainable Public Procurement (SPP). La certificazione SQNPI facilita inoltre l’ingresso nei mercati esteri, dove la produzione integrata viene riconosciuta come standard di sostenibilità.
Sistemi di qualità nazionali a confronto e protezione contro il greenwashing
Il SQNPI si affianca al Sistema di Qualità Nazionale Zootecnica (SQNZ), al Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) e allo schema ‘Made Green in Italy’ come pilastro della strategia italiana per la sostenibilità delle produzioni agroalimentari. Se il SQNZ certifica gli ‘allevamenti sostenibili’, il SQNBA il benessere animale superiore, e il Made Green in Italy l’impronta ambientale secondo il metodo PEF (Product Environmental Footprint), il SQNPI si specializza nella sostenibilità delle produzioni vegetali attraverso la riduzione dell’uso di prodotti chimici di sintesi e la razionalizzazione delle pratiche agronomiche.
I quattro sistemi — pur con ambiti diversi — condividono la matrice pubblica, la certificazione di terza parte e l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni trasparenti e verificabili. Nell’ottica del d.lgs. 30/2026 che recepisce la direttiva (UE) 2024/825 sulle asserzioni ambientali, l’adesione a questi sistemi certificati assume un nuovo significato: offre alle imprese una più solida base di conformità — e dunque minori rischi di sanzioni in materia di greenwashing — fondata su requisiti oggettivi e verifiche indipendenti. Il d.lgs. 30/2026 ammette infatti l’esibizione di ‘etichette di sostenibilità’ solo se basate su un sistema di certificazione di terza parte o su provvedimenti di un’autorità pubblica: condizione che gli schemi a matrice pubblica come il SQNPI soddisfano per definizione.
Una tabella comparativa dei sistemi evidenzia le sinergie e le complementarità:
| Schema | Focus | Ambito | Certificazione Terza Parte | Matrice Pubblica | Driver Economico |
| SQNPI | Produzione integrata, riduzione chimica di sintesi | Vegetale | Sì (ISO/IEC 17065) | Sì (MASAF) | PSR, gare pubbliche, GDO, mercati esteri |
| SQNZ | Allevamento sostenibile | Zootecnico | Sì (ISO/IEC 17065) | Sì (MASAF) | Gare pubbliche, GDO, mercati esteri |
| SQNBA | Benessere animale superiore | Zootecnico | Sì (ISO/IEC 17065) | Sì (MASAF/Min. Salute) | Ecoschema 1 Livello 2 PAC, gare pubbliche, GDO, mercati esteri |
| Made Green in Italy | Impronta ambientale (metodo PEF) | Trasversale (esteso anche a prodotti e servizi non-food) | Sì (convalida/verifica ISO/IEC 17029) | Sì (MASE) | Bandi MASE, gare pubbliche, GDO, mercati esteri |
SQNPI è l’unico tra i citati sistemi ad avere avuto un’apprezzabile livello di diffusione. I ministeri coinvolti dovrebbero quindi dedicare risorse e investimenti per favorire l’adesione anche agli altri sistemi — con particolare attenzione alle PMI, su cui si basa il sistema produttivo italiano — e alla loro conoscenza da parte degli stakeholder.
Sarebbe altresì utile, a umile avviso di chi scrive, considerare l’ipotesi di rinominare i sistemi diversi dal ‘Made Green in Italy’ — mediante sviluppo e sintesi dei rispettivi acronimi (es. ‘Allevamento Sostenibile Certificato’ anziché SQNZ, ‘Benessere Animale Certificato‘ in luogo di SQNBA, ‘Agricoltura Integrata Certificata’ al posto di SQNPI, e rispettive traduzioni nelle lingue di destino delle merci) — con il duplice obiettivo di:
- facilitare la comprensione del significato di ogni certificazione pubblica da parte degli operatori e dei consumatori;
- precisare il perimetro delle attività e prestazioni certificate, in linea con i requisiti della direttiva (UE) 2024/825.
Digitalizzazione e riforme utili per la trasparenza sul mercato
Il sistema SQNPI si inserisce in una più ampia strategia finalizzata a sostenere il processo di transizione del settore agricolo verso un modello produttivo più sostenibile, ridurre l’uso di prodotti chimici di sintesi, tutelare la biodiversità e la salute del suolo, e garantire la competitività delle produzioni italiane sui mercati nazionali e internazionali.
L’implementazione del sistema dipenderà dalla capacità del settore di incentivare la crescita delle adesioni (dai 45.000 operatori attuali verso una soglia critica di massa) e dalla risposta del mercato alla domanda di prodotti certificati. L’evoluzione normativa futura dovrà affrontare temi quali:
- l’armonizzazione dei disciplinari regionali con le Linee Guida Nazionali, riducendo le disparità tra territori;
- l’integrazione con altri sistemi di certificazione (biologico, DOP/IGP, SQNZ, SQNBA, ‘Made Green in Italy’);
- lo sviluppo di sistemi di blockchain per una notarizzazione digitale dei dati e un maggiore appeal verso i consumatori, in Italia e all’estero;
- la promozione della conoscenza del marchio ‘ape gialla’ presso i consumatori, attraverso campagne istituzionali coordinate.
La nostra squadra di FARE (Food and Agriculture Requirements) è a disposizione di associazioni, consorzi, imprese ed enti pubblici he intendano esplorare queste e altre opportunità per meglio valorizzare la sostenibilità alimentare all’insegna della conformità alle regole vigenti e della trasparenza, senza rischi di greenwashing.
Dario Dongo
Credit cover_ptv 22
Bibliografia
Normativa nazionale
Legge 3 febbraio 2011, n. 4. Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari. Normattiva. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011;4
Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150. Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. Normattiva (ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 03/12/2025). https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2012-08-14;150
Decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 8 maggio 2014, n. 4890. Regime di equivalenza tra i sistemi di qualità regionali di produzione integrata e il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI).
Piano d’Azione Nazionale (PAN) sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. D.M. 22 gennaio 2014.
Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Attuazione della direttiva (UE) 2024/825. Normattiva. https://www.normattiva.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/ORIGINAL
Normativa europea
Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition. http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj
Directive 2009/128/EC of the European Parliament and of the Council of 21 October 2009 establishing a framework for Community action to achieve the sustainable use of pesticides. Consolidated text: 26/07/2019. http://data.europa.eu/eli/dir/2009/128/2019-07-26
Regulation (EU) 2021/2115 of the European Parliament and of the Council of 2 December 2021 establishing rules on support for strategic plans to be drawn up by Member States under the common agricultural policy (CAP Strategic Plans) and financed by the European Agricultural Guarantee Fund (EAGF) and by the European Agricultural Fund for Rural Development (EAFRD). Consolidated text: 18/03/2026 http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2115/2026-03-18
Norme tecniche (UNI, CEN, ISO)
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ISO 17067:2013. Conformity assessment — Fundamentals of product certification and guidelines for product certification schemes. https://www.iso.org/standard/55087.html
ISO 17029:2019. Conformity assessment — General principles and requirements for validation and verification bodies. https://www.iso.org/standard/29352.html
Linee guida e norme tecniche SQNPI
Linee Guida Nazionali e Regionali di Produzione Integrata. Rete PAC 2025-2027. https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/26259
Dati e statistiche
- CCPB. (2025, 15 ottobre). SQNPI: i numeri del 2025. 45.000 operatori certificati, 1 milione di ettari. https://www.ccpb.it/blog/2025/10/15/sqnpi-i-numeri-del-2025/
- Prosecco.it. (2026, 2 febbraio). Sostenibilità: certificato SQNPI il 52% della Denominazione. https://www.prosecco.it/it/sostenibilita-certificato-sqnpi-il-52-della-superficie/

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.


