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Italia, via libera del Senato ai nuovi OGM

In un atto di sindacato ispettivo adottato il 29 ottobre 2025, la Commissione Agricoltura del Senato ha espresso all’unanimità una posizione chiara e netta: il governo italiano deve fare di tutto per sbloccare al più presto il negoziato europeo sulla deregolamentazione dei nuovi OGM, noti anche come Nuove Tecniche Genomiche (NGT) o, in Italia, Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA).

Questa decisione, nel recepire le istanze delle oligarchie finanziarie e delle grandi confederazioni agricole, desta grave preoccupazione nella società civile per le implicazioni sul principio di precauzione, la biodiversità, la tracciabilità e la trasparenza. Vale a dire, i pilastri sui cui si fondano la fiducia dei consumatori nei confronti del ‘Made in Italy’ agroalimentare e la sua stessa resilienza.

Nuovi OGM, il falso miraggio

La risoluzione del Senato descrive i nuovi OGM come una ‘vera e propria rivoluzione‘, necessaria a sviluppare colture resistenti ai cambiamenti climatici, ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti e garantire la competitività delle aziende. Si appoggia così appieno la proposta della Commissione europea del 2023 che distingue gli organismi geneticamente modificati con tecniche innovative (es. Crispr-9) in due categorie:

  • NGT di Categoria 1, sottoposti a meno di 20 modifiche genetiche (escluse quelle finalizzate a ottenere la resistenza agli erbicidi, falsamente considerati ‘equivalenti’ alle sementi ottenute mediante tecniche di selezione tradizionali;
  • NGT di Categoria 2, invece soggetti a manipolazione genetica più estesa ovvero realizzati al preciso scopo di indurre la resistenza delle relative piante a irrorazione di erbicidi (es. glifosato), come la quasi totalità degli OGM di prima generazione.

È proprio su questo meccanismo di deregolamentazione per la Categoria 1 che si concentrano le maggiori critiche. Il Senato, infatti, si impegna a spingere per una normativa unionale ‘chiara ed efficace’, che nella pratica significa adottare il regolamento proposto, nonostante le opposizioni della società civile.

I nodi irrisolti: tracciabilità, etichettatura e brevetti

Come già evidenziato in una recente analisi su Food Times (Dongo, 2025) i negoziati ora in corso al trilogo – a cui partecipano i rappresentanti di Parlamento europeo, Consiglio (degli Stati membri) e Commissione – sono focalizzati su tre questioni fondamentali: tracciabilità, etichettatura e brevetti. La posizione del Senato sembra voler superare questi ostacoli in fretta, ma a quale prezzo?

Le piante NGT-1, falsamente considerate equivalenti al convenzionale, non sarebbero soggette a tracciabilità né a etichettatura. Questo significa che i prodotti derivati da queste colture potrebbero finire negli scaffali dei supermercati senza che il consumatore ne sia informato, vanificando di fatto la trasparenza e le libertà di scelta. Come si può garantire un sistema di controllo e un’informazione corretta se questi prodotti sono del tutto invisibili nella filiera?

Il documento del Senato cita poi espressamente la necessità di proteggere la riservatezza delle coordinate geografiche dei siti sperimentali, poiché alcuni di essi sono stati oggetto di atti vandalici. Questa misura tuttavia rischia di alimentare un clima di opacità, allontanando ancor di più i cittadini dai processi decisionali e di innovazione.

L’alternativa, il ‘bio-breeding’ partecipativo

Mentre la politica punta tutto su una tecnologia ad alto rischio di opacità, esistono già alternative robuste, trasparenti e collaudate. Il bio-breeding, ovvero il miglioramento genetico vegetale condotto con metodi ecologici e partecipativi, rappresenta la vera avanguardia per un’agricoltura resiliente.

Esperienze italiane d’eccellenza come quelle di Sativa e Seminare il Futuro dimostrano da anni che è possibile selezionare varietà ad alto rendimento, resistenti alle malattie e agli stress climatici, lavorando con la natura e non contro di essa, attraverso incroci tradizionali, selezioni in campi biologici e il coinvolgimento diretto di agricoltori e ricercatori.

Questa via garantisce la piena tracciabilità, preserva la biodiversità e restituisce il controllo delle sementi alla comunità, senza dipendere da brevetti e logiche di mercato che minacciano la sovranità alimentare.

Principio di precauzione sotto scacco

Un’altra grave preoccupazione riguarda il principio di precauzione. La proposta di regolamento prevede una valutazione del rischio ‘proporzionata’ per le NGT-2. Tuttavia, ‘proporzionata’ rischia di essere un eufemismo per ‘semplificata’ e ‘accelerata’, come sottolinea la stessa risoluzione quando parla di ‘significativa semplificazione dell’iter‘. Questo approccio potrebbe esporre a rischi per l’ambiente e la salute che è impossibile valutare in breve tempo, con impatto in un settore cruciale come la filiera agroalimentare.

L’agroalimentare italiano, celebre nel mondo per la sua qualità e il legame con il territorio, fonda la sua ricchezza sulla biodiversità. L’introduzione massiccia e non tracciata di organismi geneticamente modificati potrebbe innescare contaminazioni genetiche imprevedibili, minacciando le varietà locali tradizionali e i nostri ecosistemi unici.

Conclusioni provvisorie

In conclusione, mentre la Commissione Agricoltura del Senato italiano vota all’unanimità a favore della deregolamentazione dei nuovi OGM, la società civile, gli agricoltori biologici e i consumatori più attenti lanciano un segnale di allarme. Spingere per una conclusione affrettata dei negoziati, senza aver risolto i nodi cruciali della trasparenza e della precauzione, significa privilegiare gli interessi di pochi a discapito della collettività.

L’appello alla Commissione Europea e al Parlamento è di non cedere alla pressione e di garantire che qualsiasi normativa sulle NGT ponga al centro la sicurezza, la tracciabilità e il diritto dei cittadini a sapere cosa mettono nel piatto. La salute pubblica e la biodiversità dovrebbero rimanere al centro.

Dario Dongo

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DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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