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	<title>Vino italiano Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>Vino italiano Archivi - Gift</title>
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		<title>Friuli DOC, la visione di sistema tra grandi vini e territori</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/friuli-doc-disciplinare-analisi-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 17:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La denominazione di origine controllata &#8216;Friuli&#8217; o &#8216;Friuli Venezia Giulia&#8217; protegge ventuno — presto ventitré — tipologie di vino su quattro province, con 3.500 ettari rivendicati e circa 23 milioni di bottiglie. Nata nel 2016, copre l&#8217;intero arco viticolo che va dalle Grave pordenonesi al Carso triestino, passando per l&#8217;Isontino e la pianura udinese.  È [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/friuli-doc-disciplinare-analisi-mercato/">Friuli DOC, la visione di sistema tra grandi vini e territori</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La denominazione di origine controllata <b>&#8216;Friuli&#8217;</b> o &#8216;Friuli Venezia Giulia&#8217; protegge ventuno — presto <b>ventitré</b> — <b>tipologie di vino</b> su quattro province, con 3.500 ettari rivendicati e circa 23 milioni di bottiglie<i>. </i>Nata nel 2016, copre l&#8217;intero arco viticolo che va dalle Grave pordenonesi al Carso triestino, passando per l&#8217;Isontino e la pianura udinese.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>È lo strumento con cui il <b>vigneto Friuli</b> ha scelto di presentarsi in modo unitario sui mercati, lasciando alle denominazioni storiche — Collio, Colli Orientali, Carso, Isonzo, Aquileia, Annia, Latisana, Grave — il racconto dei singoli territori.</p>
<p>In questo articolo analizziamo il disciplinare di produzione, i dati di mercato, la vicenda del Tocai e la storia produttiva della regione, con due tabelle di sintesi sulle caratteristiche di tutti i vini bianchi e rossi della denominazione.</p>
<h2>La denominazione in cifre: 3.500 ettari, 173 mila ettolitri, 92 aziende</h2>
<p>I dati più recenti sono stati resi noti dall&#8217;assemblea annuale del Consorzio di tutela, riunita a San Vito al Tagliamento il 29 luglio 2026. Sui <b>3.500 ettari</b> rivendicati alla DOC Friuli nella vendemmia 2025 sono stati raccolti 317.000 quintali di uva, un dato sostanzialmente allineato all&#8217;annata precedente nonostante le difficoltà climatiche. La produzione ha raggiunto <b>173.081 ettolitri</b>, pari a circa 23 milioni di bottiglie: oltre il 40 per cento di tutto il vino imbottigliato in Friuli-Venezia Giulia (De Toma, 2026).</p>
<p>Il dato che merita attenzione è la <b>resa reale</b>. 31.700 tonnellate di uva su 3.500 ettari significano poco più di 90 quintali per ettaro, contro un tetto di disciplinare che per la maggior parte delle tipologie arriva a 140 quintali. La denominazione, in altre parole, lavora stabilmente attorno ai due terzi del potenziale produttivo teorico: un margine di sicurezza che spiega perché il sistema regga anche in annate difficili senza ricorrere a riduzioni straordinarie di resa.</p>
<p>Il <b>Consorzio</b>, operativo dal 2019 — tre anni dopo la nascita della DOC — associa oggi <b>92 aziende</b>, con attesa di nuovi ingressi attesi, e ha trasferito la propria sede all&#8217;interno del Polo vitivinicolo di San Vito al Tagliamento, dove operano anche tre organismi di certificazione (Triveneta Certificazioni, Ceviq e Valoritalia) e i Consorzi di Friuli Grave, delle Venezie e Prosecco.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Il quadro regionale e il nodo dell&#8217;export</h2>
<p>A livello di sistema, la superficie agricola utilizzata a <b>vigneto</b> in <b>Friuli-Venezia Giulia</b> si aggira sui <b>22.000 ettari</b>, quasi interamente ricompresi nelle zone DOC e IGT, distribuiti su circa <b>9.000 aziende</b> con una superficie media di 2,5 ettari. Il comparto pesa per quasi il 15% sulla produzione lorda vendibile agricola regionale (Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, 2026a). La regione produce meno del 2,5% del vino italiano in volume, ma si colloca stabilmente ai vertici per quota di produzione a denominazione (MASAF, 2020).</p>
<p>Sul fronte dei <b>mercati</b>, il 2025 è stato un anno di contrazione per il vino italiano: 20,95 milioni di ettolitri esportati (−2,0%) per 7,78 miliardi di euro (−3,7%), a fronte di una produzione nazionale di 44,38 milioni di ettolitri (Ismea, 2026). In controtendenza, le <b>esportazioni</b> del Friuli-Venezia Giulia hanno esportato per <b>238 milioni di euro</b>, <b>+8%</b> (I Numeri del Vino, 2026, su dati Istat).</p>
<p>Il dato va però letto con attenzione, poiché la statistica regionale dell&#8217;export è costruita sull&#8217;<b>origine dell&#8217;impresa esportatrice</b>, non sull&#8217;origine del vino: essa comprende quindi anche il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/prosecco-storia-e-numeri-di-un-leader-globale-dellenologia/">Prosecco DOC</a> e il Pinot grigio delle Venezie imbottigliati da aziende con sede in regione. Non è dunque un indicatore della performance commerciale della DOC Friuli in quanto tale, per la quale non esistono al momento dati di export disaggregati di fonte pubblica.</p>
<p>Più direttamente riferibile alla qualità certificata è il dato della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/dop-economy-italia-2024/"><i>DOP economy</i></a>: nel 2024 il <b>valore alla produzione</b> del comparto vitivinicolo DOP-IGP regionale ha raggiunto <b>862 milioni di euro</b> (+8,0%), quarto posto nazionale, con la sola provincia di Pordenone all&#8217;ottavo posto in Italia con 320 milioni (+9,8%). Sommato ai 402 milioni del comparto alimentare, il sistema delle indicazioni geografiche regionali supera 1,2 miliardi di euro (Ismea &amp; Fondazione Qualivita, 2025).</p>
<h2>Le politiche regionali per la tutela e l&#8217;equilibrio del potenziale viticolo</h2>
<p>La <b>gestione del potenziale produttivo</b> è, negli ultimi anni, il vero terreno di intervento della Regione. Per la DOC Friuli, la deliberazione della Giunta regionale n. 1040 del 24 luglio 2025 ha prorogato fino al 31 luglio 2026 la <b>sospensione temporanea dell&#8217;iscrizione dei vigneti</b> allo schedario viticolo ai fini della rivendicazione a Pinot grigio: misura introdotta nel 2022 per le superfici impiantate o innestate dopo il 31 luglio 2021 e replicata in parallelo per la DOC Friuli Grave (DGR n. 1041/2025).</p>
<p>Al 30 luglio 2026 — data dell&#8217;ultimo aggiornamento della pagina istituzionale — non risulta pubblicata una proroga per la DOC Friuli, mentre la DOC &#8216;delle Venezie&#8217; ha ottenuto un&#8217;estensione fino al 31 luglio 2028 e la DOC Prosecco ha visto sospendere l&#8217;iscrizione dei vigneti di Glera, Pinot nero, Chardonnay, Pinot bianco e Pinot grigio per tre campagne consecutive (Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, 2026b).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per la vendemmia 2025 la Regione era inoltre intervenuta con tre decreti del 14 agosto 2025: il n. 42291 ha consentito la <b>riduzione del titolo alcolometrico volumico naturale minimo</b> delle uve alla raccolta per le DOC &#8216;delle Venezie&#8217;, &#8216;Friuli&#8217; e &#8216;Friuli Grave&#8217;; i n. 42300 e 42301 hanno autorizzato l&#8217;<b>arricchimento</b> dei prodotti della vendemmia 2025. Sono strumenti di adattamento climatico ormai ricorrenti, che dicono molto sulla pressione a cui è sottoposta la maturazione tecnologica e fenolica delle uve nella pianura friulana.</p>
<h2>Duemila anni di viticoltura, dl Pucino al Friulano</h2>
<p>La parte del disciplinare del Friuli DOC dedicata ai fattori umani (disciplinare, articolo 9) è insolitamente ricca e costituisce essa stessa una fonte storica degna di attenzione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h3>Dalla colonia di Aquileia al Medio Evo</h3>
<p>La colonia latina di <b>Aquileia</b> è dedotta nel <b>181 a.C.</b>, come racconta Livio nel libro 40 degli <i>Annali</i>; con ogni probabilità è da lì che parte la viticoltura organizzata in Friuli, anche se Strabone accenna a un&#8217;Aquileia preromana che già riforniva di vino e olio i popoli vicini. Il <b>vino</b> <b>Pucino</b>, prodotto presso le fonti del Timavo, era apprezzato alla corte imperiale: l&#8217;imperatrice Livia attribuiva a quel solo vino il merito dei propri ottantasei anni.</p>
<p>Sulla <b>botte</b> il disciplinare riporta una controversia storiografica ancora aperta. Hugh Johnson data al III secolo d.C. la sostituzione dell&#8217;anfora con la botte, invenzione celtica; ma Erodiano testimonia che nel 238 d.C. Massimino il Trace traversò l&#8217;Isonzo in piena su un ponte costruito legando insieme le botti abbandonate nelle campagne, e Strabone ricorda ad Aquileia <b>botti &#8216;grandi come case&#8217;</b>. L&#8217;agronomo settecentesco Antonio Zanon sosteneva che a inventarle fossero stati i friulani; Tito Maniacco lo nega. Il disciplinare, con onestà, si limita a registrare che &#8216;vi sono ragionevoli congetture&#8217;.</p>
<p>Un documento del <b>762 d.C.</b> — l&#8217;elenco dei beni dei fratelli longobardi Erfo, Anto e Marco, fondatori del monastero di Salt di Povoletto — obbliga i coltivatori di Medea e Cisis a consegnare ogni anno cento anfore di vino: quantitativo largamente eccedente il fabbisogno della comunità monastica, a riprova che il <b>commercio del vino</b> non si interruppe nemmeno nell&#8217;Alto Medioevo.</p>
<h3>Il Settecento di Bertoli e il primo vigneto specializzato</h3>
<p>Il capitolo più sorprendente è quello del conte Lodovico Bertoli, che nel <b>1747</b> pubblica a Venezia, a cinquantanove anni, <b><i>Le vigne ed il vino di Borgogna in Friuli</i></b>. Bertoli contesta frontalmente la coltura promiscua e la &#8216;piantata friulana&#8217; — la vite maritata agli alberi — e realizza a Biauzzo, in località Marinutto, un vigneto specializzato a viti basse su tutori secchi, orientato nord-sud. Otto ettari e mezzo di <b>Refosco</b> a una densità di 9.338 ceppi per ettaro: un <b>impianto</b> che il disciplinare stesso definisce <b>avveniristico</b>, e che i contemporanei giudicarono folle.</p>
<p>Anche in cantina Bertoli anticipa: riduce la macerazione sulle bucce a una giornata e mezza per ottenere il rubino delicato dei vini borgognoni, travasa in botti di castagno o ciliegio montano e conduce la fermentazione con un imbuto-colmatore infilato nel foro della botte — una tecnica che assomiglia molto alla <b>fermentazione in barrique</b> dei bianchi contemporanei, qui applicata a un rosso. Alcune sue bottiglie, presentate sul mercato veneziano, furono vendute come francesi.</p>
<p>Sull&#8217;altro versante lavora Giovanni Bottari, a San Michele di Latisana, che non abbandona la piantata ma la corregge: riduce le viti per tutore e i tralci, per aumentare la foglia dei gelsi senza sacrificare l&#8217;uva. E l&#8217;abate Gottardo Canciani, nella <i>Memoria</i> del 1773, raccomanda di raccogliere le uve mature, pigiarle subito, separare le nere dalle bianche e travasare prima della primavera a botti colme: consigli elementari e tuttora validi.</p>
<h3>La tradizione vivaistica e la rinascita del vigneto nel secondo Novecento</h3>
<p>Pietro di Maniago, nel <i>Catalogo delle varietà delle viti del Regno Veneto</i> del <b>1823</b>, censisce <b>127 vitigni</b> coltivati in Friuli; il Bullettino dell&#8217;Associazione Agraria Friulana ne registra <b>357</b> <b>nel 1863</b>. Poi arrivano oidio, fillossera e peronospora. I dati produttivi sono impressionanti: 167.565 ettolitri nel 1841, appena 14.259 nel 1862.</p>
<p>La ricostruzione post-fillosserica trasforma l&#8217;Agro aquileiese nel <b>maggiore polo vivaistico del mondo</b>. Nel 1881 la Società Agraria goriziana chiede al governo austriaco 2.000 fiorini per un vivaio di viti americane; nel 1902 nasce a Monfalcone un vivaio erariale che produce 780.000 talee di <i>Rupestris</i> Monticola.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Giovanni Battista Toppani, vivaista a Ruda, è il primo a importare in Italia il portinnesto Kober 5BB. Nel 1953 nasce il Consorzio Aquileia vivai, che nel 1965 diventa Consorzio Tullio: esportava in Germania fra 25 e 30 milioni di talee l&#8217;anno, da oltre 250 ettari di piante madri catalogate ceppo per ceppo e protette da reti antigrandine. Oltre il Tagliamento, il 4 settembre 1936 si costituiscono i <b>Vivai Cooperativi Rauscedo</b>.</p>
<p>Il salto strutturale arriva nel <b>dopoguerra</b>: fra il 1950 e il 1979 il <b>vigneto specializzato</b> passa dal 27% al <b>93%</b> della superficie, 22.235 ettari contro 1.550 di vigne promiscue. Nel 1939 Guido Poggi aveva pubblicato l&#8217;<i>Atlante Ampelografico</i>, sessantacinque tavole che salvano le varietà autoctone di maggior pregio; dei <b>vitigni storici</b>, alla fine degli anni Cinquanta, la selezione varietale ne recupera pochi: Ribolla a Gorizia, Refosco sul Carso, Verduzzo e Picolit a Udine.</p>
<h3>L&#8217;identità del Tocai e la contesa legale europea<span class="Apple-converted-space"> </span></h3>
<p>Nessuna vicenda racconta meglio il rapporto fra identità locale e diritto sovranazionale. Il <b>vitigno</b> oggi chiamato <b>Friulano</b> coincide geneticamente con il <i>Sauvignonasse</i> (o <i>Sauvignon vert</i>), un tempo diffuso nel Bordolese e poi abbandonato a favore del <i>Sauvignon blanc</i>; nel Registro nazionale delle varietà di vite è tuttora iscritto come &#8216;<b>Tocai friulano</b> B&#8217;, con i sinonimi ufficiali Friulano, Tai e Tuchì. Fu l&#8217;ampelografo Giovanni Dalmasso, negli anni Trenta, a proporre la denominazione &#8216;Tocai friulano&#8217; proprio per evitare confusione con il Tokaji.</p>
<p>La confusione, tuttavia, non fu accettata dall&#8217;Ungheria. Con la <b>decisione 93/724/CE</b> del 23 novembre 1993 il Consiglio approvò l&#8217;accordo fra Comunità europea e Repubblica di Ungheria sulla tutela e il controllo reciproci delle denominazioni dei vini, che vietava l&#8217;uso del nome &#8216;Tocai&#8217; dopo il 31 marzo 2007. Il regolamento (CE) n. 753/2002, allegato II, come modificato dal regolamento (CE) n. 1512/2005, recepì il periodo transitorio.</p>
<p>Regione Friuli-Venezia Giulia ed ERSA impugnarono la normativa nazionale di attuazione davanti al TAR del Lazio, che sollevò rinvio pregiudiziale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Con la <b>sentenza </b>12 maggio <b>2005</b>, causa C-347/03, la <b>Corte di giustizia </b>respinse le censure, riconoscendo nell&#8217;art. 133 del Trattato CE una base giuridica idonea per l&#8217;accordo. Un punto va chiarito, perché spesso riferito al contrario: la Corte stabilì che <b>&#8216;Tocai friulano&#8217; e &#8216;Tocai italico&#8217;</b> <i>non</i> erano indicazioni geografiche, bensì <b>nomi di varietà di vite</b> riconosciuti in Italia, mentre <b>&#8216;Tokaj&#8217;</b> costituiva <b>indicazione geografica ungherese</b>. Non fu quindi un conflitto tra due indicazioni geografiche, ma fra un&#8217;indicazione geografica e un nome di vitigno omonimo.</p>
<p>Dal <b>1° aprile 2007</b> il nome scompare dalle etichette italiane. Le Regioni si mossero in ordine sparso e senza coordinamento: il Ministero autorizzò &#8216;Friulano&#8217; per il Friuli-Venezia Giulia e &#8216;Tai&#8217; per il Veneto, mentre la Lombardia — dove il vitigno era quasi scomparso — ottenne solo in seguito &#8216;Tuchì&#8217; per la DOC San Martino della Battaglia. La Regione tentò poi la via legislativa con una propria legge regionale, e la vicenda approdò alla Corte costituzionale (sentenza n. 368/2008). Fuori dall&#8217;Unione europea, peraltro, l&#8217;uso di &#8216;Tocai Friulano&#8217; in etichetta resta consentito.</p>
<h2>Il disciplinare di produzione<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Il disciplinare di produzione del Friuli DOP attualmente in vigore, approvato con il <b>regolamento di esecuzione (UE) 2020/1680</b> della Commissione del 6 novembre 2020, si articola in dieci articoli. A seguire una sintesi dei suoi passaggi essenziali.</p>
<h3>Denominazione e tipologie ammesse</h3>
<p>La denominazione Friuli DOP è tuttora riservata a <b>ventuno tipologie</b> di vini:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul>
<li>quattordici bianchi (Bianco, Spumante, Spumante metodo classico, Ribolla gialla Spumante, Ribolla gialla Spumante metodo classico, Chardonnay, Friulano, Malvasia, Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling, Sauvignon, Traminer aromatico, Verduzzo friulano) e<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>sette rossi (Rosso, Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso).<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>Per nessuna è prevista la menzione &#8216;riserva&#8217;. Il nome può venire espresso anche in lingua slovena (disciplinare, articolo 1).</p>
<h3>Le basi ampelografiche e le esclusioni</h3>
<p>Il <b>Bianco</b> può essere ottenuto, da soli o congiuntamente, da Chardonnay, Friulano, Malvasia istriana, Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling, Sauvignon, Traminer aromatico, Verduzzo friulano e Ribolla gialla; il <b>Rosso</b> da Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Carmenere, Merlot, Pinot nero e Refosco dal peduncolo rosso. Gli <b>spumanti generici</b> ammettono Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero vinificato in bianco.</p>
<p>Per le tipologie con <b>indicazione di vitigno</b> vale la soglia dell&#8217;<b>85% monovarietale</b> in ambito aziendale, con un massimo del 15% di uve, mosti e vini di altri vitigni a bacca di colore analogo idonei alle quattro province, con esclusione espressa di Moscati, Müller Thurgau e Traminer.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Tre precisazioni meritano attenzione operativa: nel Cabernet possono concorrere, disgiuntamente o congiuntamente, Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Carmenere; nel Riesling, Riesling italico e Riesling renano; nella Malvasia deve concorrere la Malvasia istriana (disciplinare, articolo 2).</p>
<h3>Una zona che copre quattro province</h3>
<p>La <b>delimitazione comprende</b> l&#8217;intero territorio comunale di un numero molto elevato di comuni: trentanove in provincia di Pordenone, venticinque in quella di Gorizia, sei nel Triestino (Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle, Sgonico, Trieste) e oltre ottanta in provincia di Udine. È <b>di fatto</b> <b>l&#8217;intero</b> <b>arco viticolo regionale</b>, ed è questa ampiezza a fare della DOC Friuli una <b>denominazione &#8216;ombrello&#8217;</b> più che un&#8217;indicazione territoriale in senso stretto (disciplinare, articolo 3).</p>
<h3>Norme per la viticoltura</h3>
<p>Sono idonei all&#8217;iscrizione nello schedario tutti i vigneti su terreni adatti, con esclusione di quelli ad alta dotazione idrica con risalita della falda e di quelli torbosi. Per nuovi impianti e reimpianti sono ammesse le forme a parete verticale e il GDC, con esclusione di tendone e pergola, e una densità non inferiore a <b>3.500 ceppi per ettaro</b>. È vietata ogni pratica di forzatura; è ammessa l&#8217;irrigazione di soccorso.</p>
<p>La <b>produzione massima</b> varia per tipologia: 14 tonnellate per ettaro per la maggior parte dei vini, 13 per Cabernet, Cabernet franc, Riesling e Traminer aromatico, 12 per la Malvasia. Il <b>titolo alcolometrico volumico naturale minimo</b> è del 10,00% per i vini fermi e del 9,50% per gli spumanti. Nelle annate favorevoli la produzione globale non può eccedere del 20% i limiti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La Regione, su proposta del Consorzio e sentite le organizzazioni di categoria, può fissare prima della vendemmia limiti inferiori per l&#8217;equilibrio di mercato o a fronte di calamità, e può consentire ai produttori di ottemperare alla riduzione anche con giacenze aziendali delle tre annate precedenti (disciplinare, articolo 4).</p>
<h3>Vinificazione, rese di trasformazione e spumantizzazione</h3>
<p><b>Vinificazione e affinamento</b> devono avvenire <b>nella zona di produzione</b>, con deroghe tradizionali per sette comuni della provincia di Treviso (Cordignano, Orsago, Gaiarine, Portobuffolè, Mansuè, Meduna di Livenza, Motta di Livenza) e tre della provincia di Venezia (Portogruaro, Pramaggiore, Annone Veneto). Le operazioni di <b>presa di spuma, stabilizzazione e dolcificazione</b> degli spumanti sono consentite anche nelle province di Treviso e Venezia e nel comune sloveno di Dobrovo: una deroga transfrontaliera rara nel panorama italiano.</p>
<p>La <b>resa uva/vino</b> non può superare il 70% per Cabernet, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso e Rosso, e il 75% per le altre tipologie; oltre l&#8217;80% decade il diritto alla denominazione per l&#8217;intera partita. Per gli spumanti il limite è del 65%, con eccedenza non denominabile fino al 70%.</p>
<p><b>Spumante</b> e Ribolla gialla Spumante si ottengono esclusivamente per fermentazione naturale in autoclave: elaborazione minima di <b>90 giorni</b>, permanenza sulle fecce non inferiore a 90 giorni in recipienti senza agitatori o 30 giorni con dispositivi agitatori. Il millesimo richiede 18 mesi complessivi, con 12 mesi sulle fecce (9 con agitatori) e immissione al consumo dopo 24 mesi dal 1° novembre dell&#8217;anno di raccolta.</p>
<p>Per il <b>metodo classico</b>, tiraggio consentito dal 1° febbraio successivo alla raccolta, elaborazione non inferiore a 9 mesi, affinamento in bottiglia di almeno altri 9 mesi e immissione al consumo non prima di 25 mesi. Il <b>millesimato metodo classico</b> richiede invece trenta mesi di affinamento in bottiglia e immissione al consumo dopo trentasette mesi dal 1° novembre, con almeno l&#8217;85% della cuvée riferita all&#8217;annata.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il disciplinare ammette infine la <b>riclassificazione</b> a DOC Friuli di vini di altre denominazioni regionali, purché la zona ricada interamente nella delimitazione e la resa della denominazione di origine sia pari o inferiore (disciplinare, articolo 5).</p>
<h3>Etichetta, chiusure e controlli</h3>
<p>Il nome del vitigno deve figurare in caratteri non superiori a quelli della denominazione; le menzioni possono essere in italiano e/o sloveno. Sono vietate qualificazioni aggiuntive non previste, compresi i termini &#8216;extra&#8217;, &#8216;fine&#8217;, &#8216;scelto&#8217;, &#8216;selezionato&#8217;, &#8216;superiore&#8217;, &#8216;vecchio&#8217; (disciplinare, articolo 7).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Quanto al confezionamento, sono ammessi tutti i contenitori di legge e tutti i sistemi di chiusura ad<b> esclusione del tappo a corona</b> <b>e</b>, per gli spumanti, del tappo <b>in plastica</b> (disciplinare, articolo 8).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L&#8217;organismo di controllo autorizzato è CEVIQ S.r.l., con sede a Pradamano (UD), che opera secondo un piano dei controlli approvato dal Ministero (disciplinare, articolo 10).</p>
<h3>I profili analitici e sensoriali dei vini bianchi e rossi<span class="Apple-converted-space"> </span></h3>
<p>Le due tabelle che seguono incrociano i limiti produttivi (disciplinare, articolo 4) con i parametri analitici e sensoriali all&#8217;immissione al consumo (disciplinare, articolo 6). Si noti lo scarto sistematico fra <b>titolo naturale minimo</b> alla raccolta e titolo totale minimo al consumo: mezzo punto per i fermi, un punto e mezzo per gli spumanti. È lo spazio entro il quale il disciplinare ammette l&#8217;arricchimento, e la ragione per cui i decreti regionali sull&#8217;aumento del titolo alcolometrico sono diventati un appuntamento fisso di fine estate.</p>
<h4>Tabella 1 — Vini bianchi e spumanti</h4>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Tipologia</td>
<td valign="top">Resa max uva (t/ha)</td>
<td valign="top">Titolo alc. naturale min.</td>
<td valign="top">Titolo alc. totale min. al consumo</td>
<td valign="top">Acidità totale min. (g/l)</td>
<td valign="top">Estratto non riduttore min. (g/l)</td>
<td valign="top">Profilo sensoriale (sintesi)</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Bianco</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Paglierino, talvolta con riflessi verdognoli; odore gradevole e fine; asciutto, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Chardonnay</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Odore delicato, caratteristico, fruttato; asciutto, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Friulano</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Dal paglierino al dorato; odore caratteristico; asciutto, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Malvasia (istriana)</td>
<td valign="top">12,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Odore fruttato, caratteristico; asciutto, rotondo, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Pinot bianco</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Odore caratteristico, fruttato; asciutto, armonioso, delicato e vellutato</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Pinot grigio</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Paglierino o ramato; fruttato; da secco ad abboccato</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Riesling (italico e/o renano)</td>
<td valign="top">13,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Odore semiaromatico, caratteristico, fine; dal secco all&#8217;abboccato</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Sauvignon</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Odore caratteristico, fruttato; asciutto, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Traminer aromatico</td>
<td valign="top">13,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Odore aromatico, intenso; intenso e aromatico, dal secco all&#8217;abboccato</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Verduzzo friulano</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top"><b>18,0</b><b></b></td>
<td valign="top">Dal paglierino carico all&#8217;ambrato; odore intenso, armonico; dal secco al dolce</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Spumante (V.S., autoclave)</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">9,50%</td>
<td valign="top">11,00%</td>
<td valign="top">5,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Spuma fine e persistente; sapido, armonico; da extra brut a extra dry</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Spumante metodo classico</td>
<td valign="top">14,0*</td>
<td valign="top">9,50%*</td>
<td valign="top">11,00%</td>
<td valign="top">5,0</td>
<td valign="top">15,0</td>
<td valign="top">Dal paglierino al dorato, talvolta sentori di lievito; da pas dosé a extra dry</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Ribolla gialla Spumante (V.S.)</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">9,50%</td>
<td valign="top">11,00%</td>
<td valign="top">5,0</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">Spuma fine e persistente; odore fine, caratteristico; vivace, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Ribolla gialla Spumante metodo classico</td>
<td valign="top">14,0*</td>
<td valign="top">9,50%*</td>
<td valign="top">11,00%</td>
<td valign="top">5,0</td>
<td valign="top">15,0</td>
<td valign="top">Spuma fine e intensa; odore fine, ampio; sapido, da pas dosé a extra dry</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><i>* La tabella delle rese (disciplinare, articolo 4) indica espressamente le voci &#8216;Spumante&#8217; e &#8216;Ribolla Gialla spumante&#8217;; le versioni metodo classico non sono elencate separatamente e si intendono riferite alle medesime basi.</i></p>
<h4>Tabella 2 — Vini rossi</h4>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Tipologia</td>
<td valign="top">Resa max uva (t/ha)</td>
<td valign="top">Resa max uva/vino</td>
<td valign="top">Titolo alc. naturale min.</td>
<td valign="top">Titolo alc. totale min. al consumo</td>
<td valign="top">Acidità totale min. (g/l)</td>
<td valign="top">Estratto non riduttore min. (g/l)</td>
<td valign="top">Profilo sensoriale (sintesi)</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Rosso</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">18,0</td>
<td valign="top">Rubino tendente al granato se invecchiato; odore intenso, fine; asciutto, corposo, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Cabernet (franc, sauvignon, Carmenere)</td>
<td valign="top">13,0</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">18,0</td>
<td valign="top">Rubino; odore intenso, caratteristico; di corpo, talvolta leggermente erbaceo</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Cabernet franc</td>
<td valign="top">13,0</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">18,0</td>
<td valign="top">Rubino verso il granato; odore erbaceo, intenso; pieno, tannico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Cabernet sauvignon</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">18,0</td>
<td valign="top">Rubino verso il granato; odore caratteristico, gradevole, intenso; asciutto, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Merlot</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">18,0</td>
<td valign="top">Rubino; odore intenso, caratteristico; strutturato, sapido, affina con l&#8217;invecchiamento</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Pinot nero</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">18,0</td>
<td valign="top">Rubino verso il granato; odore fine, caratteristico; armonico, asciutto o abboccato</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Refosco dal peduncolo rosso</td>
<td valign="top">14,0</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">10,00%</td>
<td valign="top">10,50%</td>
<td valign="top">4,0</td>
<td valign="top">18,0</td>
<td valign="top">Rubino violaceo intenso; odore intenso, fruttato; asciutto, talvolta amarognolo</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il disciplinare non fissa valori propri per titolo alcolometrico totale massimo, titolo effettivo minimo, acidità volatile massima e anidride solforosa totale, rinviando implicitamente ai limiti stabiliti a livello UE. Precisa però che l&#8217;<b>acidità totale minima</b>, fissata a 4,0 g/l per tutte le varietà ferme, è superiore al minimo comunitario di 3,5 g/l: una scelta che dice molto sul <b>profilo acido</b> ricercato dalla denominazione. Quando i vini sono vinificati o affinati in legno, possono presentare il caratteristico sentore.</p>
<h3>I tre contesti pedoclimatici tra pianura alluvionale, ferretto e ponca<span class="Apple-converted-space"> </span></h3>
<p>Tre ambienti pedologici governano lo stile dei vini. La <b>pianura occidentale</b>, su depositi alluvionali franco-sabbiosi e franco-sabbioso-limosi con abbondante materiale calcareo-dolomitico, gode del clima più caldo e di buone escursioni prevendemmiali. La <b>pianura orientale</b> è caratterizzata da terreni di tipo <i>ferretto</i>, con prevalenza di ghiaia coperta o mista a uno strato terroso alterato di 30-70 centimetri: sono questi suoli, secondo il disciplinare, i responsabili della non elevata alcolicità dei vini della denominazione e insieme della loro finezza aromatica.</p>
<p>La collina orientale è dominata dalle marne eoceniche miste ad arenaria del <b>Flysch di Cormòns</b>, in friulano &#8216;ponca&#8217;, mentre le colline occidentali e settentrionali presentano <b>terreno morenico</b> con detriti ghiaiosi e matrice argilloso-siltosa. Sulla ponca l&#8217;allevamento prevalente è il doppio capovolto e la viticoltura è impostata a Guyot ad alta densità su terrazzamenti fitti: ne derivano vini di maggiore struttura e corpo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il riparo delle Prealpi Giulie dai venti settentrionali, la <b>breve distanza dal mare Adriatico </b>(una quarantina di chilometri) e l&#8217;azione della <b>bora</b> completano il quadro, con temperature medie estive di 21,5-22,5 °C, invernali attorno ai 4 °C e piovosità da 1.000-1.200 mm sulla costa a 2.500-3.000 mm nella fascia prealpina.</p>
<h3>Le scelte di gestione, di vigna e di cantina</h3>
<p>Il testo del disciplinare elenca <b>cinque strategie consolidate</b> negli ultimi trent&#8217;anni:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul>
<li>il contenimento delle produzioni anche tramite diradamento, con raccolta al miglior equilibrio aromatico e fenolico;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>il condizionamento termico di locali e vasi vinari;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>la selezione delle forme di allevamento a spalliera verticale;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>la salvaguardia dei biotipi antichi mediante <b>selezione massale</b> anziché clonale;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>il rinnovo dei vasi vinari con largo uso di acciaio inox nelle prime fasi e di botti e barrique per l&#8217;affinamento.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>Per i <b>bianchi</b> il disciplinare descrive una<span class="Apple-converted-space"> </span>selezione accurata, <b>pigiatura soffice</b> e fermentazione a temperatura controllata in assenza di bucce, per esaltare i profumi varietali; le partite destinate a lungo affinamento in legno o in bottiglia prevedono invece un contatto più o meno breve con le bucce, con vini più carichi di sostanze coloranti. Per i <b>rossi</b> il contatto con le bucce è essenziale all&#8217;estrazione della frazione polifenolica, mentre il passaggio in legno resta facoltativo e la diversificazione delle partite serve all&#8217;equilibrio finale.</p>
<h2>A tavola: gli abbinamenti che funzionano</h2>
<p>La cucina friulana incrocia matrice mitteleuropea e matrice adriatica, e la denominazione offre uno spettro sufficientemente ampio da coprirle entrambe. Con il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/prosciutto-san-daniele-dop-dati-scienza-filiera/"><b>Prosciutto di San Daniele DOP</b></a> e il Prosciutto di Sauris IGP la Ribolla gialla spumante lavora bene: acidità minima di 5 g/l e perlage fine compensano la dolcezza del salume. Sui crostacei e sulla granseola alla triestina si muovono meglio un Friulano di buona struttura o un Pinot bianco.</p>
<p>Tra i primi, la <b>jota</b> triestina — fagioli, patate e crauti — chiede un rosso di trama tannica; i cjarsons carnici, con il loro caratteristico registro agrodolce, trovano interlocutore nel Sauvignon; il risotto allo sclopit (<i>Silene vulgaris</i>) nel Friulano o nel Pinot bianco. Il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/frico-montasio/"><b>frico</b></a> regge un Verduzzo friulano nella versione secca o un bianco strutturato; il musetto con brovada chiama Merlot o Cabernet; selvaggina e polenta chiedono Refosco dal peduncolo rosso, la cui vena amarognola è codificata dallo stesso disciplinare.</p>
<p>Sui <b>dolci</b> — gubana, presnitz, strucolo — il Verduzzo friulano nella versione dolce resta il riferimento: è l&#8217;unico bianco della denominazione con estratto non riduttore minimo di 18 g/l, allineato ai rossi, e l&#8217;unico il cui sapore è ammesso &#8216;dal secco al dolce&#8217;.</p>
<h2>Consigli per l&#8217;acquisto</h2>
<h3>Per chi compra una bottiglia</h3>
<p>Il <b>Friulano</b> resta la porta d&#8217;ingresso più logica, con l&#8217;avvertenza che la DOC Friuli, per ampiezza della zona, non identifica una sottozona: chi cerca l&#8217;espressione collinare del vitigno deve guardare alle denominazioni Collio, Colli Orientali o Isonzo. Il Pinot grigio della denominazione, spesso liquidato come prodotto di volume, ha in etichetta un dato che vale la pena leggere: il disciplinare ammette il riflesso <b>ramato</b>, cioè la vinificazione con breve contatto sulle bucce, ed è lì che il vitigno mostra il proprio carattere.</p>
<p>Per i rossi, il <b>Refosco dal peduncolo rosso</b> è l&#8217;occasione di scoperta più interessante: rubino violaceo intenso, fruttato, con l&#8217;amarognolo finale come tratto identitario e non come difetto. Sugli spumanti, la <b>Ribolla gialla metodo classico</b> impone almeno diciotto mesi complessivi fra elaborazione e affinamento — trenta se millesimata — e un estratto superiore di un grammo rispetto agli autoclave: sono i parametri su cui costruire il confronto con altre bollicine italiane.</p>
<h3>Per buyer, ristorazione e distribuzione</h3>
<p>Due elementi contano nella pianificazione. Primo: la denominazione è <b>strutturalmente sotto capacità</b>, con rese effettive attorno ai due terzi del massimo, il che riduce il rischio di svalutazione da eccesso di offerta ma limita anche l&#8217;elasticità nel breve periodo. Secondo: il disciplinare è in fase di sostituzione integrale, e l&#8217;ingresso di <b>Rosato e Ribolla gialla ferma</b> cambierà l&#8217;assortimento disponibile.</p>
<p>Per il canale Ho.Re.Ca. i bianchi strutturati — Chardonnay, Sauvignon, Friulano — e gli spumanti metodo classico da Ribolla gialla offrono i margini di differenziazione più solidi. Per la distribuzione moderna, il Pinot grigio DOC Friuli mantiene un rapporto qualità-prezzo competitivo, con l&#8217;avvertenza che si tratta di un segmento in cui la concorrenza interna della DOC &#8216;delle Venezie&#8217; — 27.500 ettari — è di un ordine di grandezza superiore.</p>
<h3>Biologico: il dato reale, non quello desiderato</h3>
<p>Qui va detta una cosa che la narrazione promozionale tende a sorvolare. Il vigneto biologico italiano si attesta attorno al <b>19% della superficie vitata</b> nazionale (Ismea, 2026), ma il Friuli-Venezia Giulia è storicamente fra le regioni con la <i>minore</i> incidenza di viticoltura biologica: nelle rilevazioni SINAB si colloca stabilmente nel gruppo di coda insieme a Sardegna, Valle d&#8217;Aosta e Liguria, con quote attorno al 9% contro il 40-50% di Marche, Calabria, Toscana e Sicilia (Sinab, 2024; I Numeri del Vino, 2024). La crescita relativa è stata significativa negli ultimi anni, ma parte da una base molto bassa e riguarda l&#8217;insieme del vigneto regionale, non la DOC Friuli, per la quale non esistono dati bio disaggregati di fonte pubblica.</p>
<p>È a maggior ragione importante privilegiare il biologico certificato — ai sensi del regolamento (UE) 2018/848, con le regole specifiche di vinificazione che limitano solfiti e pratiche enologiche — per <b>incoraggiare la conversione al bio</b> in una regione ove esso è ancora minoritario, quale occasione per valorizzare i prodotti nella direzione di una qualità integrale.</p>
<h3>L&#8217;ingresso di Rosato e Ribolla gialla ferma</h3>
<p>Il 30 luglio <b>2026</b>, intervenendo al &#8216;Prevendemmiale&#8217; di Assoenologi Friuli Venezia Giulia, l&#8217;assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier ha annunciato la <b>conclusione positiva del</b> <b>percorso di revisione</b>. Le audizioni pubbliche si sono chiuse con esito favorevole e sono arrivate le comunicazioni ministeriali che consentono la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con l&#8217;apertura dei termini per le osservazioni. Zannier ha sottolineato che non si tratta di un aggiornamento, ma di un <b>disciplinare sostanzialmente nuovo</b> (Il Friuli, 2026).</p>
<p>Il contenuto principale è già noto: l&#8217;ingresso di <b>Rosato</b> e <b>Ribolla gialla ferma</b> porterà le tipologie da ventuno a ventitré. La logica è dichiaratamente duplice:</p>
<ul>
<li>il Rosato intercetta una domanda internazionale in espansione, capace di garantire volumi e presenza nella distribuzione moderna;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>la Ribolla gialla ferma capitalizza un interesse crescente per un vitigno fortemente identitario, finora presente in denominazione solo nelle versioni spumantizzate.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>Il testo è all&#8217;esame del Ministero e dovrà ottenere il via libera del Comitato nazionale vini: secondo il presidente del Consorzio Stefano Trinco, difficilmente sarà pubblicato in tempo per la vendemmia 2026, e più realisticamente si parlerà del <b>2027</b> (De Toma, 2026).</p>
<p>Per un settore che nel 2025 ha visto contrarsi l&#8217;export nazionale e crescere la pressione sui consumi, la scommessa della DOC Friuli è chiara: usare l&#8217;ampiezza della zona e la flessibilità del paniere per assorbire volumi che le denominazioni collinari non possono né vogliono assorbire, senza scendere sul terreno del prezzo.</p>
<h2>Conclusioni provvisorie<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>La DOC Friuli dimostra come la vocazione di un territorio straordinario possa tradursi in una moderna strategia di sistema. Dalla celebre eleganza dei bianchi alla singolare schiettezza dei rossi autoctoni, la denominazione consolida una struttura capace di fare massa critica sui mercati esteri, offrendo servizi efficienti e tutela alle aziende consorziate. L&#8217;integrazione di nuove tipologie e il costante monitoraggio delle rese testimoniano la maturità di un modello produttivo pronto ad affrontare le sfide future, guidando il vigneto friulano verso un&#8217;ulteriore qualificazione della propria offerta globale.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover Consorzio DOC Friuli</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Normativa e atti dell&#8217;Unione europea</h4>
<p>Commissione europea. (2020). <i>Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1680 del 6 novembre 2020, recante approvazione di una modifica non minore del disciplinare di un nome iscritto nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette</i>. GUUE L 379, 13.11.2020.</p>
<p>Commissione europea. (2002). <i>Regolamento (CE) n. 753/2002, allegato II</i>, come modificato dal <i>regolamento (CE) n. 1512/2005</i>.</p>
<p>Consiglio dell&#8217;Unione europea. (1993). <i>Decisione 93/724/CE del 23 novembre 1993, concernente la conclusione di un accordo tra la Comunità europea e la Repubblica d&#8217;Ungheria sulla tutela e il controllo reciproci delle denominazioni dei vini</i>.</p>
<p>Parlamento europeo e Consiglio. (2018). <i>Regolamento (UE) 2018/848 relativo alla produzione biologica e all&#8217;etichettatura dei prodotti biologici</i>.</p>
<p>Parlamento europeo e Consiglio. (2024). <i>Regolamento (UE) 2024/1143 relativo alle indicazioni geografiche di vini, bevande spiritose e prodotti agricoli</i>.</p>
<h4>Giurisprudenza</h4>
<p>Corte costituzionale. (2008). <i>Sentenza n. 368 del 2008</i>. <a href="https://giurcost.org/decisioni/2008/0368s-08.html">https://giurcost.org/decisioni/2008/0368s-08.html</a></p>
<p>Corte di giustizia delle Comunità europee. (2005). <i>Sentenza 12 maggio 2005, causa C-347/03, Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ed ERSA c. Ministero delle Politiche Agricole e Forestali</i>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Atti e notizie regionali</h4>
<p>De Toma, R. (2026, 29 luglio). <i>Doc Friuli si allarga: in arrivo Ribolla gialla ferma e Rosato</i>. il Nord Est. <a href="https://www.ilnordest.it/economia/imprese/doc-friuli-ribolla-gialla-ferma-rosato-y8ljvsdl">https://www.ilnordest.it/economia/imprese/doc-friuli-ribolla-gialla-ferma-rosato-y8ljvsdl</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il Friuli. (2026, 30 luglio). <i>Vitivinicoltura: Zannier, Doc Friuli pronta al nuovo disciplinare</i>. <a href="https://www.ilfriuli.it/economia/vitivinicoltura-zannier-doc-friuli-pronta-al-nuovo-disciplinare/">https://www.ilfriuli.it/economia/vitivinicoltura-zannier-doc-friuli-pronta-al-nuovo-disciplinare/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. (2026a). <i>Il punto sul settore vitivinicolo</i>. <a href="https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agricoltura-foreste/FOGLIA10/FOGLIA1/">https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agricoltura-foreste/FOGLIA10/FOGLIA1/</a></p>
<p>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. (2026b). <i>Vitivinicolo – le misure specifiche per le aziende vitivinicole</i> [aggiornamento 30 luglio 2026; comprende i decreti n. 42291, 42300 e 42301 del 14 agosto 2025 e le deliberazioni giuntali n. 1040 e 1041 del 24 luglio 2025, n. 970-972 del 3 luglio 2026 e n. 1104-1106 del 24 luglio 2026]. <a href="https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agricoltura-foreste/FOGLIA10/">https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agricoltura-foreste/FOGLIA10/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Dati e rapporti di settore</h4>
<p>I Numeri del Vino. (2026). <i>Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2025</i> [elaborazioni su dati Istat]. <a href="https://www.inumeridelvino.it/2026/05/esportazioni-italiane-di-vino-per-regione-e-tipologia-aggiornamento-2025.html">https://www.inumeridelvino.it/2026/05/esportazioni-italiane-di-vino-per-regione-e-tipologia-aggiornamento-2025.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ismea. (2026). <i>Vino – scheda di settore, aprile 2026</i>. <a href="https://www.ismeamercati.it/vino">https://www.ismeamercati.it/vino</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ismea &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <i>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</i>. <a href="https://www.qualivita.it/news/presentato-il-xxiii-rapporto-ismea-qualivita/">https://www.qualivita.it/news/presentato-il-xxiii-rapporto-ismea-qualivita/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sinab. (2024). <i>Vino biologico – scheda di settore</i> [Sinab, Masaf, Ismea, CIHEAM Bari]. <a href="https://sinab.it/wp-content/uploads/2024/10/Scheda-di-settore-del-vino-biologico_DEF.pdf">https://sinab.it/wp-content/uploads/2024/10/Scheda-di-settore-del-vino-biologico_DEF.pdf</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sinab. (2025). <i>Bio in cifre 2025</i> [Sinab, Masaf, Ismea, CIHEAM Bari]. <a href="https://sinab.it/wp-content/uploads/2025/12/Rapporto-BIC-ISMEA-2025-web_17_12.pdf">https://sinab.it/wp-content/uploads/2025/12/Rapporto-BIC-ISMEA-2025-web_17_12.pdf</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/friuli-doc-disciplinare-analisi-mercato/">Friuli DOC, la visione di sistema tra grandi vini e territori</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiano e Fiano di Avellino DOCG, storia e regole</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/fiano-vitigno-docg-disciplinare-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 16:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>
		<category><![CDATA[vino bianco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fiano è un vitigno autoctono a bacca bianca la cui identità precede e travalica i confini della singola denominazione di origine. Distinguere la varietà botanica dalla tutela giuridica del Fiano di Avellino DOCG consente di ricostruire un percorso che unisce radici storiche documentate, diffuse tra Campania e Puglia, e una complessa architettura normativa in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>Fiano</b> è un vitigno autoctono a bacca bianca la cui identità precede e travalica i confini della singola denominazione di origine. Distinguere la varietà botanica dalla tutela giuridica del <b>Fiano di Avellino DOCG</b> consente di ricostruire un percorso che unisce radici storiche documentate, diffuse tra Campania e Puglia, e una complessa architettura normativa in continuo aggiornamento. L&#8217;integrazione di dati ampelografici, analisi molecolari antifrode, evidenze pedoclimatiche e regole d&#8217;etichettatura offre uno strumento di trasparenza a tutela dei consumatori e dei buyer internazionali.</p>
<h2>Fiano, il profilo ampelografico</h2>
<p>La descrizione ampelografica ufficiale del Fiano è quella redatta da Violante e Ciarimboli e pubblicata dal Ministero dell&#8217;Agricoltura e delle Foreste nel 1960, oggi consultabile nel <b>Registro Nazionale delle Varietà di Vite</b> gestito dal Ministero dell’Agricoltura (MASAF) e dal CREA. Il rilievo fu condotto su un clone della collezione dell&#8217;Istituto Tecnico Agrario di Avellino, controllato con le viti coltivate a Lapio. Il quadro tecnico, in essenza:</p>
<ul>
<li>il <b>grappolo</b> è piccolo o medio (10-20 cm, 70-150 g), serrato, piramidale con un&#8217;ala ben sviluppata;</li>
<li>l&#8217;<b>acino</b> è ellissoidale, con buccia poco pruinosa, giallo-dorata, di consistenza coriacea, polpa leggermente croccante e succo dolce e incolore;</li>
<li>la <b>produzione</b> è regolare ma modesta — <b>60-80 quintali per ettaro</b> — e il vitigno è soggetto ad acinellatura quando piove in giugno, durante la fioritura. Teme la peronospora e risulta sensibile all&#8217;oidio. La maturazione è di terza epoca, la caduta delle foglie tardiva.</li>
</ul>
<p>Il Registro riporta anche i <b>sinonimi storici</b>, che sono una mappa involontaria della diffusione antica del vitigno: &#8216;Fiana&#8217; o &#8216;Foiano&#8217; nella zona di Lapio, &#8216;Santa Sofia&#8217; a Calitri, &#8216;Fiore Mendillo&#8217; a Santeramo in Colle, &#8216;Latino Bianco&#8217; a Ischia, &#8216;Minutola&#8217; a Bitonto. Un vitigno campano, dunque, ma con radici documentate anche in Puglia.</p>
<p>Quanto al <b>nome</b>, il disciplinare accoglie la duplice ipotesi già formulata nel Seicento: derivazione da &#8216;<b>Apia&#8217;</b>, l&#8217;area agricola oggi corrispondente a Lapio, oppure da &#8216;<b>api&#8217;</b>, per la facilità con cui gli insetti aggrediscono i grappoli attratti dalla dolcezza degli acini. Le due spiegazioni sono a ben vedere complementari.</p>
<h2>Otto secoli di storia documentata</h2>
<p>La storia del Fiano non ha bisogno di leggende, poiché basata su documenti. Il più antico è un <b>registro degli acquisti della corte di Federico II di Svevia</b> — che regnò dal 1198 al 1250 — dove compare un ordine di tre &#8216;salme&#8217; ciascuno di Greco, Grecisco e Fiano: il vitigno era dunque già allora merce di scambi commerciali. Poche decadi dopo, sempre nel <b>XIII secolo</b>, Carlo II d&#8217;Angiò incaricò il commissario Guglielmo dei Fisoni di reperire viti di Fiano da spedire a Manfredonia per le tenute reali. Gli studi raccolti da Antonio Calò per l&#8217;Accademia Italiana della Vite e del Vino quantificano l&#8217;operazione in <b>16.000 piante</b> trasferite da Cava de&#8217; Tirreni: non un acquisto simbolico, ma un vero programma di diffusione varietale interregionale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Risale invece al 5 novembre<b> 1592 </b>una nota indirizzata al Capitano di Montefusco, capitale del Principato Ultra, che riferisce a una gabella a favore dell&#8217;Università, pari a quattro carlini su ogni soma di vino, ottenuta per Regio Assenso. Lapio produceva, Montefusco commercializzava. Mezzo secolo più tardi Scipione Bella Bona, nei &#8216;Ragguagli della città di Avellino&#8217; del <b>1642</b>, descrive tre castelli avellinesi, uno dei quali nel luogo detto Apia, dove si produceva il vino Apiano, &#8216;per corrotta favella&#8217; chiamato Afiano e poi Fiano.</p>
<p>L&#8217;<b>Ottocento</b> segna l&#8217;apice. La provincia di Avellino produce oltre <b>un milione di ettolitri</b> di vino, in ampia parte esportato: un&#8217;attività così centrale da giustificare la costruzione della prima strada ferrata d&#8217;Irpinia, presto ribattezzata &#8216;<b>ferrovia del vino</b>&#8216;, con stazioni ancora esistenti ad Avellino e Lapio. Nel 1882 Michele Carlucci, direttore della <b>Regia Scuola Enologica di Avellino</b>, pubblica le osservazioni su quattordici anni di vinificazione in purezza dell&#8217;uva Fiano; la Scuola diventerà il motore tecnico della diffusione del vitigno nella media valle del Sabato.</p>
<p>Poi il crollo. Fillossera (un piccolo parassita che mise in crisi la viticoltura europea a partire dalla metà del XIX secolo), emigrazione e abbandono postbellico ridussero il Fiano quasi al nulla. Gli stessi Violante e Ciarimboli riferiscono che nel <b>1950</b> la coltivazione era scesa ad appena <b>2 ettari in coltura specializzata</b> e 53 in coltura promiscua, per circa 1.000 quintali di uva complessivi. La causa è economica prima che fitosanitaria — bassissima produttività e modesta resa in vino (60-63%) — e il dato del catasto viticolo del <b>1970</b>, 17 ettari specializzati e 10 promiscui, indica la lentezza della risalita.</p>
<p>Il recupero passa per il riconoscimento <b>DOC</b> con DPR 27 aprile <b>1978</b>, l&#8217;iscrizione nel registro europeo con decorrenza 30 dicembre <b>1982</b> e l&#8217;elevazione a <b>DOCG</b> con DM 18 luglio <b>2003</b>. Oggi il disciplinare censisce oltre <b>560 ettari</b> idonei, per una produzione potenziale di 39.000 ettolitri. Il passaggio da 2 a oltre 560 ettari in settant&#8217;anni rimane, in termini quantitativi, la storia di recupero varietale più emblematica tra i vini bianchi dell&#8217;Italia meridionale.</p>
<h2>Fiano di Avellino DOCG, il disciplinare vigente</h2>
<p>Il disciplinare del <b>Fiano di Avellino DOCG</b>, consolidato nel regolamento di esecuzione (UE) 2025/1086, è composto da nove articoli. A seguire i suoi passaggi fondamentali.</p>
<h3>Denominazione e base ampelografica</h3>
<p>La DOCG è riservata al vino che risponde alle condizioni del disciplinare (articolo 1). Il vino deve essere ottenuto da uve di <b>vitigno Fiano per un minimo dell&#8217;85%</b>, con il concorso — da soli o congiuntamente, fino a un massimo complessivo del 15% — dei vitigni Greco, Coda di Volpe e Trebbiano toscano presenti nei vigneti in ambito aziendale (disciplinare, articolo 2).</p>
<h3>Zona di produzione</h3>
<p>La zona di produzione coincide con l&#8217;intero territorio amministrativo di <b>26 comuni</b> della <b>provincia di Avellino</b>, su una superficie complessiva di <b>276 km²</b>: Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, Santo Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, San Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, Sant&#8217;Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto d&#8217;Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino (disciplinare, articolo 3).</p>
<h3>Norme per la viticoltura</h3>
<p>Sono idonei all&#8217;iscrizione i soli <b>vigneti collinari</b> di buona esposizione, con esclusione dei fondovalle umidi e poco soleggiati, ed è vietata ogni pratica di forzatura. Reimpianti e nuovi impianti richiedono allevamento verticale con densità non inferiore a <b>2.500 ceppi per ettaro</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La resa massima è di <b>10 tonnellate di uva per ettaro</b>, con tolleranza del 20% da ricondurre comunque nei limiti, e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve è dell&#8217;<b>11,00% vol</b>. La Regione Campania può ridurre annualmente le rese rivendicabili su proposta del Consorzio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La modifica del 2020 ha inoltre aperto all&#8217;<b>irrigazione di soccorso</b>, motivandola espressamente con i cambiamenti climatici e le crescenti condizioni di stress idrico e termico: è la disposizione che meglio segnala l&#8217;adattamento della denominazione al nuovo scenario (disciplinare, articolo 4).</p>
<h3>Norme per la vinificazione</h3>
<p>Vinificazione ed elaborazione — non anche l&#8217;imbottigliamento — devono avvenire <b>nell&#8217;ambito del territorio amministrativo della provincia di Avellino</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sono ammesse le sole pratiche enologiche leali e costanti, e la <b>resa massima dell&#8217;uva in vino finito è del 70%</b>: oltre tale soglia decade il diritto alla denominazione per l&#8217;intera produzione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per la tipologia <b>Riserva</b> l&#8217;invecchiamento minimo è di <b>12 mesi </b>a decorrere dal 1° novembre dell&#8217;anno di vendemmia (disciplinare, articolo 5).</p>
<h3>Caratteristiche al consumo</h3>
<p>I parametri chimico-fisici e organolettici sono fissati per ciascuna tipologia (disciplinare, articolo 6). La tabella che segue li riepiloga insieme ai tempi di affinamento previsti dall&#8217;articolo 5 e dalla modifica unionale del 2025.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><b>Tipologia</b><b></b></td>
<td valign="top"><b>Titolo alc. tot. min.</b><b></b></td>
<td valign="top"><b>Estratto non riduttore min.</b><b></b></td>
<td valign="top"><b>Acidità totale min.</b><b></b></td>
<td valign="top"><b>Affinamento minimo</b><b></b></td>
<td valign="top"><b>Profilo al consumo</b><b></b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Fiano di Avellino</b><b></b></td>
<td valign="top">11,50% vol</td>
<td valign="top">16,0 g/l</td>
<td valign="top">5,0 g/l</td>
<td valign="top">non previsto</td>
<td valign="top">giallo paglierino più o meno intenso; odore gradevole, intenso, fine, caratteristico; sapore secco, fresco, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Fiano di Avellino Riserva</b><b></b></td>
<td valign="top">12,00% vol</td>
<td valign="top">17,0 g/l</td>
<td valign="top">5,0 g/l</td>
<td valign="top">12 mesi dal 1° novembre dell&#8217;anno di vendemmia</td>
<td valign="top">giallo paglierino più o meno intenso; odore gradevole, intenso, fine; sapore secco, fresco, armonico</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Spumante Metodo Classico</b><b></b></td>
<td valign="top">n.d. nelle fonti consultate</td>
<td valign="top">n.d.</td>
<td valign="top">n.d.</td>
<td valign="top">18 mesi dal tiraggio</td>
<td valign="top">spuma fine e persistente; sentore delicato di lievito; da dosaggio zero a dolce</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Spumante Metodo Classico Riserva</b><b></b></td>
<td valign="top">12,00% vol</td>
<td valign="top">16,0 g/l</td>
<td valign="top">6,0 g/l</td>
<td valign="top">36 mesi dal tiraggio</td>
<td valign="top">spuma fine e persistente; odore caratteristico con delicato sentore di lievito; sapore fine e armonico, da dosaggio zero a dolce</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><i>Il documento unico e i decreti consultati riportano i parametri analitici della sola versione Riserva dello Spumante; per la tipologia base è verificato l&#8217;obbligo del metodo classico e il termine di 18 mesi dal tiraggio.</i></p>
<h3>Etichettatura e designazione</h3>
<p>La denominazione può essere accompagnata dalla menzione tradizionale di origine classica &#8216;<b>Apianum</b>&#8216;, in caratteri non superiori alla metà di quelli della DOCG. È altresì ammessa la menzione &#8216;<b>vigna</b>&#8216; seguita dal toponimo, a condizione che vinificazione e conservazione avvengano in recipienti separati e che la menzione figuri nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>È vietata ogni qualificazione aggiuntiva non prevista — extra, fine, superiore, scelto, selezionato, classico — mentre l&#8217;indicazione dell&#8217;<b>annata</b> è obbligatoria. L&#8217;immissione al consumo è consentita solo in bottiglie o recipienti di vetro fino a <b>5 litri</b>, muniti di <b>contrassegno di Stato</b>, con tappo raso bocca; il tappo a vite è ammesso solo fino a 0,187 litri (disciplinare, articolo 7).</p>
<h3>Legame con l&#8217;ambiente geografico</h3>
<p>Geologia, pedologia, clima e storia della denominazione sono raccolti nella sezione più densa del testo, dalla quale proviene gran parte dei dati ripresi nel paragrafo sui terroir (disciplinare, articolo 8).</p>
<h3>Struttura di controllo</h3>
<p>L&#8217;organismo autorizzato dal Ministero è <b>Rina Agrifood</b> (già Agroqualità S.p.A.), che effettua la verifica annuale su viticoltura, elaborazione e confezionamento, con metodologia combinata sistematica e a campione lungo l&#8217;intera filiera (disciplinare, articolo 9).</p>
<h3>Integrazione del Metodo Classico nel disciplinare</h3>
<p>Le tipologie <b>Spumante</b> e <b>Spumante Riserva</b>, introdotte a livello nazionale con i decreti del 2021, hanno completato l&#8217;iter di riconoscimento a livello UE solo il 2 giugno 2025. Devono essere ottenute <b>esclusivamente per rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico</b>, e il processo di elaborazione e affinamento a partire dal tiraggio non può essere inferiore a <b>18 mesi</b> per lo Spumante e a <b>36 mesi</b> per la menzione Riserva. Il disciplinare motiva la scelta con la diffusione, nell&#8217;ultimo decennio, dell&#8217;elaborazione di spumanti a base Fiano in provincia di Avellino.</p>
<h3>Quattro terroir, un solo vitigno</h3>
<p>Il disciplinare individua <b>quattro aree di elezione</b> con profili distinti, ed è raro che un testo normativo si spinga a tanto:</p>
<ul>
<li><b>Lapio</b> — vini ricchi di struttura, con doti non comuni di acidità e mineralità; la connotazione aromatica li avvicina a veri vini di montagna;</li>
<li><b>Summonte</b> — terreni difficili da lavorare; vini potenti e concentrati, con corredo fruttato marcato e profilo poco minerale;</li>
<li><b>Montefredane</b> — collina argillosa e cretosa che esalta le note minerali; longevità ormai dimostrata;</li>
<li><b>Fascia collinare a est di Avellino</b> — terreni sabbiosi che regalano note di nocciola tostata e un carattere affumicato di origine non minerale; vini pronti nel medio periodo.</li>
</ul>
<p>Sul piano geologico l&#8217;areale è dominato da <b>litologie calcaree e calcareo-marnose</b>, su cui poggiano depositi quaternari di origine prevalentemente vulcanica e alluvionale. I <b>suoli</b> prevalenti sono Vertisuoli e Cambisuoli a tessitura fine, con presenza possibile di Calcisuoli e Andosuoli. Il tenore di <b>argilla</b> può raggiungere il 50% della terra fina, e il disciplinare ne segnala l&#8217;effetto enologico positivo: durante la siccità estiva consente una maturazione più regolare e un buon mantenimento dell&#8217;acidità. Notevole anche la dotazione di <b>potassio</b> (K₂O scambiabile tra 250 e 980 mg/kg, medie di 450-500) e di <b>magnesio scambiabile</b> (110-940 mg/kg), quest&#8217;ultimo con azione positiva su lignificazione e caratteri organolettici.</p>
<p>L&#8217;<b>indice di Winkler</b> della superficie vitata — che misura la disponibilità di calore di una zona durante il periodo vegetativo della vite — oscilla tra 908 e 2.136, con media 1.836. Le precipitazioni sfiorano i 1.100 mm annui, ma oltre il 70% cade tra autunno e inverno e l&#8217;estate riceve in media il <b>6%</b> del totale: sono le escursioni termiche estive, non la piovosità, a fare la differenza.</p>
<h2>Tecniche enologiche e marcatura biomolecolare della varietà</h2>
<p>La raccolta avviene di norma tra la terza decade di settembre e la seconda decade di ottobre. La varietà cede <b>poche sostanze fenoliche</b>, e questo consente una pluralità di approcci: dalla spumantizzazione alla vinificazione tradizionale in acciaio a temperatura controllata, fino all&#8217;affinamento in legno per profili più strutturati.</p>
<p>La forma di <b>allevamento</b> prevalente è oggi la spalliera con potatura a guyot o cordone speronato, che nell&#8217;ultimo trentennio ha progressivamente soppiantato l&#8217;antico &#8216;Sistema Avellinese&#8217;. Il sesto d&#8217;impianto più frequente per i nuovi impianti è 2,40 × 1,00 metri.</p>
<p>Sul piano della <b>composizione</b>, uno studio di Carpentieri e colleghi pubblicato su <i>Heliyon</i> nel 2019 ha confrontato mediante SPME/GC-MS i profili volatili di Fiano, Greco e Falanghina durante la maturazione, mostrando che il pattern biomolecolare del <b>Fiano </b>è<b> nettamente distinto</b> rispetto agli altri due, i quali invece tendono a sovrapporsi sotto alcuni aspetti. Lo stesso gruppo aveva ottenuto il medesimo risultato sul piano proteomico. È un dato con ricadute pratiche: la tipizzazione varietale su base molecolare è uno strumento antifrode per le DOP.</p>
<p>L&#8217;evoluzione in bottiglia porta lo sviluppo di note di <b>miele, cera d&#8217;api, frutta secca</b> e idrocarburi, queste ultime riconducibili ai norisoprenoidi di tipo TDN, tratto condiviso con i grandi bianchi di montagna.</p>
<h2>Analisi dei dati produttivi e proiezioni di mercato</h2>
<p>Sul Fiano di Avellino circolano stime non verificabili, e vale la pena distinguere ciò che è documentato da ciò che non lo è.</p>
<p>Il dato di denominazione più solido è quello della banca dati <b>Qualigeo</b> della Fondazione Qualivita, alimentata dal Rapporto Ismea-Qualivita: <b>394 ettari</b> e una produzione imbottigliata di <b>13.637 ettolitri</b>, pari a circa <b>1,82 milioni di bottiglie</b> da 0,75 litri.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Rapportato alla superficie, l&#8217;imbottigliato vale meno di 35 ettolitri per ettaro, contro un tetto teorico di 70 che deriva dal combinato disposto tra resa massima in uva e resa massima in vino: <b>la denominazione lavora molto al di sotto dei propri limiti regolamentari</b>, coerentemente con la bassa produttività già rilevata dagli ampelografi negli anni Cinquanta. Parte dello scarto si spiega anche con i tempi di affinamento e con la cessione di sfuso ad altri imbottigliatori.</p>
<p>Oltre a questo, il territorio scoperto è ampio. Il Consorzio non ha aggiornato la propria serie disaggregata oltre la vendemmia 2020; il report <b>Valoritalia</b> aggiornato al 31 dicembre 2025, che pure copre 219 denominazioni e oltre il 60% dei volumi certificati nazionali, non pubblica il dettaglio per singola DOCG.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sull&#8217;<b>export </b>non esistono statistiche ufficiali disaggregate per denominazione<b>.</b> Il riferimento regionale più recente, elaborato su base ISTAT, indica per il 2025 esportazioni di vino delle imprese campane pari a <b>47 milioni di euro, in crescita del 12%</b>, in un anno in cui l&#8217;export vinicolo italiano è arretrato del 4% attestandosi a 7,779 miliardi: la Campania si colloca tra le regioni minori ma in espansione, accanto a Friuli Venezia Giulia (+8%) e Puglia (+6%), mentre arretrano Trentino Alto Adige (-8%) ed Emilia Romagna (-7%). Quei 47 milioni riguardano però l&#8217;intero comparto vinicolo campano, non la denominazione irpina.</p>
<p>Sul fronte <b>DOP</b>, il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/dop-economy-italia-2024/">XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</a> (2025) registra per il 2024 un valore del vino imbottigliato DOP e IGP stabile a <b>11,04 miliardi di euro</b> e un export delle indicazioni geografiche vinicole oltre i <b>7 miliardi</b> per la prima volta.</p>
<p>Quanto al <b>biologico</b>, il rapporto <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agricoltura-biologica-bio-cifre-2025/"><b>Bio in cifre 2025</b></a> di Ismea-SINAB documenta per il 2024 una SAU biologica nazionale oltre i <b>2.514.596 ettari</b> (+2,4%), pari al 20,2% della SAU, con superficie vitata biologica sostanzialmente <b>stabile a 132.441 ettari</b>. La <b>Campania</b> è tra le regioni con la crescita più marcata dell&#8217;anno e tra le sette che hanno già superato il target UE del 25% di incidenza. Anche qui, peraltro, non esiste un dato pubblico disaggregato sulla quota biologica della sola DOCG Fiano di Avellino.</p>
<h2>Criteri di abbinamento e valorizzazione organolettica</h2>
<p>Il Consorzio propone una lettura per fasi evolutive che è più utile della solita lista.</p>
<p>In <b>gioventù</b>, la freschezza rende il Fiano compagno di piatti a spiccata tendenza dolce: spaghetti con le alici, pesce al forno su letto di patate. Con gradazioni più elevate, che accentuano la sensazione pseudocalorica, reggono le <b>zuppe di pesce</b>. L&#8217;acidità lo rende particolarmente adatto alla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/mozzarella-bufala-campana-dop-tradizione-dieta-mediterranea/"><b>mozzarella di bufala campana</b> <b>DOP</b></a>, meglio se poco salata, e di conseguenza a <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-margherita/">pizze</a> e calzoni.</p>
<p>Con la <b>Riserva</b> o con annate più addietro, la maggiore sapidità apre a frittura di pesce, pizze fritte e mozzarella in carrozza. Nel caso di passaggio in legno, che regala morbidezza e struttura, si possono affrontare piatti più ricchi, in grado di sostenere anche una percettibile tendenza acida o amarognola.</p>
<p>Restano validi i classici: <b>spaghetti alle vongole veraci</b>, dove la cremosità da risottatura trova nel Fiano un interlocutore che esalta il profumo di mare senza sovrapporsi, e i <b>paccheri con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/ricotta-italia-tradizione-nutrizione/">ricotta </a></b><b>e limone</b>, in cui l&#8217;acidità citrica dialoga con la freschezza del vino. Il nuovo <b>Spumante Metodo Classico</b> apre invece a un terreno di abbinamento ancora inesplorato, dai crudi di mare al fritto misto irpino.</p>
<h2>Trasparenza in etichetta e tutela dalle asserzioni ingannevoli</h2>
<p>Per l&#8217;acquirente professionale, alcuni elementi aiutano a distinguere l’autentico Fiano di Avellino DOCG:</p>
<ul>
<li>l&#8217;<b>annata</b> è obbligatoria, fatte salve le tipologie Spumante non millesimate.</li>
<li>il <b>contrassegno di Stato</b> è obbligatorio su ogni recipiente;</li>
<li>&#8216;<b>Apianum</b>&#8216; è una menzione tradizionale legittima;</li>
<li>&#8216;<b>Vigna</b>&#8216; seguita dal toponimo indica vinificazione e conservazione in recipienti separati e iscrizione nell&#8217;elenco regionale: è una garanzia di selezione parcellare, non un vezzo grafico.</li>
<li>aggettivi come <b>superiore, classico, selezionato</b> sono espressamente <b>vietati</b> dal disciplinare.</li>
<li>la <b>Riserva</b> implica almeno 12 mesi dal 1° novembre della vendemmia, 12,00% vol e un estratto di 17 g/l: è un profilo tecnicamente diverso, non solo un vino conservato più a lungo.</li>
</ul>
<p>Sul fronte ambientale, l&#8217;unica asserzione oggi verificabile con un atto pubblico è la <b>certificazione biologica</b> ai sensi del regolamento (UE) 2018/848, riscontrabile presso l&#8217;organismo di controllo indicato in etichetta. Preferire un Fiano biologico significa scegliere un metodo di produzione normato e sottoposto a controllo di terza parte, con esclusione di erbicidi e fitosanitari di sintesi. Ogni altra dicitura — &#8216;naturale&#8217;, &#8216;a basso impatto&#8217;, &#8216;in armonia con la natura&#8217; — non ha oggi un riconoscimento unionale specifico per il vino e va documentata direttamente presso l&#8217;azienda. La <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/">direttiva (UE) 2024/825</a> ha del resto ristretto sensibilmente lo spazio delle asserzioni ambientali.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Il Fiano è una varietà che sopravvive a se stessa due volte: alla fillossera e all&#8217;abbandono economico. Due ettari specializzati nel 1950, oltre 560 oggi nella sola area DOCG. Il <b>Fiano di Avellino DOCG</b> ne è la custodia giuridica più stretta, e nel giugno 2025 ha completato un&#8217;evoluzione significativa con l&#8217;ingresso a pieno titolo del <b>metodo classico</b> nel disciplinare.</p>
<p>I numeri restano quelli di una denominazione piccola — meno di due milioni di bottiglie, meno di 400 ettari certificati — in una regione il cui export vinicolo complessivo non arriva a 50 milioni di euro. È esattamente questa scala che rende il posizionamento qualitativo l&#8217;unica strategia razionale.</p>
<p><i>Dario Dongo</i><i></i></p>
<p><em>Credit cover Consorzio Tutela Vini d&#8217;Irpinia</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Fonti normative</h4>
<p>Commissione europea. (2021, 22 febbraio). <i>Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo — &#8216;Fiano di Avellino&#8217; PDO-IT-A0232-AM02</i>. Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea, C 61, 23-26. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021XC0222(03)">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021XC0222(03)</a></p>
<p>Commissione europea. (2025, 2 giugno). <i>Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1086 relativo all&#8217;approvazione di una modifica unionale del disciplinare della denominazione di origine protetta &#8216;Fiano di Avellino&#8217; a norma del regolamento (UE) 2024/1143</i>. GU L, 2025/1086, 3.6.2025. <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg_impl/2025/1086/oj">https://eur-lex.europa.eu/eli/reg_impl/2025/1086/oj</a></p>
<p>MASAF — Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. (s.d.). <i>Disciplinare consolidato della DOP &#8216;Fiano di Avellino&#8217;</i>. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/4%25252F8%25252Fc%25252FD.552926678bc521e18f78/P/BLOB:ID=17531/E/pdf?mode=download">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/4%252F8%252Fc%252FD.552926678bc521e18f78/P/BLOB%3AID%3D17531/E/pdf?mode=download</a></p>
<h4>Registri e banche dati ufficiali</h4>
<p>Fondazione Qualivita. (s.d.). <i>Fiano di Avellino DOP</i>. Qualigeo. <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/fiano-di-avellino-dop/">https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/fiano-di-avellino-dop/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>MASAF &amp; CREA. (s.d.). <i>Fiano — Scheda ampelografica</i> [descrizione di C. Violante e U. Ciarimboli, in <i>Principali vitigni da vino coltivati in Italia</i>, Vol. I, 1960]. Registro Nazionale delle Varietà di Vite. <a href="http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda.php?codice=081">http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda.php?codice=081</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Regione Campania. (s.d.). <i>Vini della Campania — Fiano di Avellino</i>. <a href="https://agricoltura.regione.campania.it/viticoltura/fiano.html">https://agricoltura.regione.campania.it/viticoltura/fiano.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Rapporti e statistiche di settore</h4>
<p>I Numeri del Vino. (2026, 5 maggio). <i>Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia — aggiornamento 2025 </i>[elaborazione su dati ISTAT]. <a href="https://www.inumeridelvino.it/2026/05/esportazioni-italiane-di-vino-per-regione-e-tipologia-aggiornamento-2025.html">https://www.inumeridelvino.it/2026/05/esportazioni-italiane-di-vino-per-regione-e-tipologia-aggiornamento-2025.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ismea. (2025, 26 novembre). <i>Rapporto Ismea-Qualivita: Dop economy da 20,7 miliardi e +25% dal 2020</i>. <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13512">https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13512</a></p>
<p>Ismea &amp; SINAB. (2025, dicembre). <i>Bio in cifre 2025</i>. <a href="https://sinab.it/wp-content/uploads/2025/12/Rapporto-BIC-ISMEA-2025-web_17_12.pdf">https://sinab.it/wp-content/uploads/2025/12/Rapporto-BIC-ISMEA-2025-web_17_12.pdf</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Valoritalia. (2026, 28 luglio). Annual report Valoritalia 2026. <a href="https://www.valoritalia.it/annual-report-valoritalia-2026/">https://www.valoritalia.it/annual-report-valoritalia-2026/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Letteratura scientifica peer-reviewed</h4>
<p>Carpentieri, A., Sebastianelli, A., Melchiorre, C., Pinto, G., Staropoli, A., Trifuoggi, M., &amp; Amoresano, A. (2019). Mass spectrometry based proteomics for the molecular fingerprinting of Fiano, Greco and Falanghina cultivars. <i>Food Research International, 120</i>, 26-32. <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodres.2019.02.020">https://doi.org/10.1016/j.foodres.2019.02.020</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Carpentieri, A., Sebastianelli, A., Melchiorre, C., Pinto, G., Trifuoggi, M., Lettera, V., &amp; Amoresano, A. (2019). Fiano, Greco and Falanghina grape cultivars differentiation by volatiles fingerprinting, a case study. <i>Heliyon, 5</i>(8), e02287. <a href="https://doi.org/10.1016/j.heliyon.2019.e02287">https://doi.org/10.1016/j.heliyon.2019.e02287</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Fonti consortili e territoriali</h4>
<p>Consorzio Tutela Vini d&#8217;Irpinia. (2026). <i>Fiano di Avellino DOCG</i>. <a href="https://consorziovinidirpinia.it/vini/fiano-di-avellino-docg-vino/">https://consorziovinidirpinia.it/vini/fiano-di-avellino-docg-vino/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grillo DOC Sicilia: storia, DNA e mercato</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/grillo-doc-sicilia-disciplinare-mercato-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[vino bianco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=85286</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Grillo è un vitigno a bacca bianca siciliano nato a Marsala nell&#8217;Ottocento dall&#8217;incrocio spontaneo fra Catarratto bianco comune e Zibibbo, documentato dal 1873. Copre 8.579 ettari, l&#8217;8,84% del vigneto regionale, e dal 2020 può essere indicato in etichetta solo sui vini DOC Sicilia: resa massima 14 tonnellate per ettaro, titolo alcolometrico minimo 11,50% vol. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>Grillo</b> è un vitigno a bacca bianca siciliano nato a Marsala nell&#8217;Ottocento dall&#8217;incrocio spontaneo fra Catarratto bianco comune e Zibibbo, documentato dal 1873. Copre 8.579 ettari, l&#8217;8,84% del vigneto regionale, e dal 2020 può essere indicato in etichetta solo sui vini DOC Sicilia: resa massima 14 tonnellate per ettaro, titolo alcolometrico minimo 11,50% vol.</p>
<p>Nato al servizio del Marsala e diventato bianco secco solo dagli anni Settanta, è oggi il fulcro commerciale della denominazione. I marcatori molecolari ne definiscono gli avi, il disciplinare consolidato nel 2025 e i dati di mercato più recenti misurano il riposizionamento della filiera siciliana, che primeggia in Italia e in Europa per la produzione biologica.</p>
<h2>Superfici vitate e volumi della denominazione DOC Sicilia</h2>
<p>Superficie vitata regionale e superficie rivendicata a DOC Sicilia sono grandezze distinte, in rapporto di circa cinque a uno. La <b>Sicilia</b> conta <b>96.903 ettari vitati</b> (2024), il 14,2% del totale nazionale, <b>seconda dopo il Veneto</b> (103.504 ettari) che ne ha assunto il primato nel 2020. La DOC Sicilia ha visto rivendicare <b>20.595 ettari</b> nel 2024.</p>
<h3>Tabella 1 — Il vigneto Sicilia e la DOC Sicilia in cifre</h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Indicatore</td>
<td valign="top">Valore</td>
<td valign="top">Anno</td>
<td valign="top">Fonte</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Superficie vitata regionale</td>
<td valign="top">96.903 ha (2ª in Italia, 14,2%)</td>
<td valign="top">2024</td>
<td valign="top">IRVO su AGEA</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Superficie a Grillo</td>
<td valign="top">8.579 ha (8,84% del vigneto Sicilia)</td>
<td valign="top">2021</td>
<td valign="top">Inventario Viticolo Regionale</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Ettari rivendicati a DOC Sicilia</td>
<td valign="top">20.595</td>
<td valign="top">2024</td>
<td valign="top">Consorzio DOC Sicilia</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Viticoltori DOC Sicilia</td>
<td valign="top">7.264</td>
<td valign="top">2024</td>
<td valign="top">Consorzio DOC Sicilia</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Imbottigliatori DOC Sicilia</td>
<td valign="top">500</td>
<td valign="top">2024</td>
<td valign="top">Consorzio DOC Sicilia</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Ettolitri imbottigliati DOC Sicilia</td>
<td valign="top">614.825</td>
<td valign="top">2024</td>
<td valign="top">Consorzio DOC Sicilia</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Bottiglie prodotte DOC Sicilia</td>
<td valign="top">75.411.197</td>
<td valign="top">2025</td>
<td valign="top">Consorzio DOC Sicilia</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Ettolitri certificati DOC Sicilia</td>
<td valign="top">701.094 (84,2% del certificato DOP siciliano)</td>
<td valign="top">2024</td>
<td valign="top">IRVO, OdCC Vini</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Produzione regionale di vino e mosto</td>
<td valign="top">2.774.000 hl (4ª in Italia, 6%)</td>
<td valign="top">2024</td>
<td valign="top">IRVO su AGEA</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <b>Grillo</b> occupa 8.579 ettari, l&#8217;8,84% del vigneto regionale: quarto vitigno dell&#8217;isola dopo Catarratto bianco lucido (15.661 ha), Nero d&#8217;Avola (15.387 ha) e Catarratto bianco comune (13.190 ha).</p>
<p>La produzione è concentrata a occidente, nell&#8217;areale storico del vitigno: nella media 2020-2023 <b>Trapani</b> incide per il 42,2% sulla produzione vinicola regionale, Agrigento per il 31,8% e Palermo per l&#8217;11,6%, per un totale dell&#8217;86% circa (IRVO, 2025).</p>
<h2>La dimensione del biologico nella viticoltura regionale</h2>
<p>La <b>Sicilia</b> conta <b>32.787 ettari</b> di superficie vitata biologica, quasi il <b>25% del totale italiano</b>, davanti a Toscana (23.534 ha) e Puglia (20.515 ha). Rispetto al proprio vigneto l&#8217;incidenza è del 34,2%, terza dopo Marche (40,1%) e Toscana (38,6%) (Osservatorio IRVO su dati SINAB).</p>
<p>Sul <b>vino biologico</b> certificato ai sensi del regolamento (UE) 2018/848 il primato è netto anche in volume: <b>426.522 ettolitri</b> nel 2023, il <b>21,6% del totale italiano</b>, davanti a Veneto (402.399 hl) e Toscana (328.615 hl).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>A livello nazionale il rapporto ISMEA-SINAB &#8216;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agricoltura-biologica-bio-cifre-2025/">Bio in cifre 2025</a>&#8216; registra 132.441 ettari vitati biologici (−0,4% sul 2023), di cui 128.929 a uva da vino, con un&#8217;incidenza del 21% sul totale della vite.</p>
<h3>Tabella 2 — Il biologico siciliano nel contesto nazionale</h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Indicatore</td>
<td valign="top">Sicilia</td>
<td valign="top">Italia</td>
<td valign="top">Anno</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Superficie vitata biologica</td>
<td valign="top">32.787 ha (1ª, ~25%)</td>
<td valign="top">132.441 ha</td>
<td valign="top">2023 / 2024</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Incidenza bio sul vigneto regionale</td>
<td valign="top">34,2% (3ª)</td>
<td valign="top">19,7%</td>
<td valign="top">2023</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Produzione di vino biologico</td>
<td valign="top">426.522 hl (1ª, 21,6%)</td>
<td valign="top">1.972.796 hl</td>
<td valign="top">2023</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Cantine biologiche</td>
<td valign="top">157 (4ª per numero)</td>
<td valign="top">—</td>
<td valign="top">2020/21</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Prima per volumi</b>, la Sicilia è quarta per numero di cantine biologiche — 157, dopo Toscana (592), Veneto (236) e Piemonte (196): il bio regionale passa quindi per <b>strutture di grande capacità</b>, comprese cooperative con molti soci conferenti.</p>
<h2>Le dinamiche dell&#8217;export nei principali mercati esteri</h2>
<p>L&#8217;export vinicolo nazionale chiude il 2025 a <b>7,78 miliardi di euro</b>, −3,7% sul 2024, con 21 milioni di ettolitri (−1,9%). Il calo è quasi interamente statunitense: −9,2% a 1,76 miliardi, cioè 178 milioni in meno, quasi il 60% del deficit complessivo, per effetto dei dazi e della svalutazione del dollaro nel secondo semestre. I mercati UE tengono (+0,5%, quasi 3,2 miliardi), l&#8217;extra-UE cede il 6,4%.</p>
<p>I <b>bianchi fermi DOP siciliani</b> sono fra le poche denominazioni regionali in crescita: <b>+2,4% in valore</b> nel 2025 e <b>+8,4% negli Stati Uniti</b>, a fronte di un calo del 13% circa delle importazioni statunitensi di vino italiano. I rossi DOP dell&#8217;isola perdono nello stesso periodo l&#8217;11%, trascinati dal mercato americano (Nomisma Wine Monitor, 2026).</p>
<p>La divaricazione prosegue nel <b>primo quadrimestre 2026</b>: l&#8217;export italiano dei vini a denominazione arretra del 6,2% in valore — Francia −3,4%, Germania −5,5%, Spagna −8,5% — mentre i bianchi siciliani crescono del <b>2,8%</b> e i toscani del 3,3%; cedono i bianchi veneti (−4% circa) e i Riesling della Mosella (−11%).</p>
<p>Nel 2024 la Sicilia era <b>decima regione italiana</b> per valore dell&#8217;export vinicolo, con 154,9 milioni di euro e una quota inferiore al 2%. Il dato sottostima la realtà: l&#8217;ISTAT registra il luogo di spedizione, e parte del vino siciliano lascia il Paese da porti di altre regioni.</p>
<h3>Tabella 3 — Export dei vini DOP bianchi fermi siciliani, principali mercati (2024)</h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Paese</td>
<td valign="top">Valore (mln €)</td>
<td valign="top">Var. su 2023</td>
<td valign="top">Volume (.000 hl)</td>
<td valign="top">Var. su 2023</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Germania</td>
<td valign="top">19,0</td>
<td valign="top">+12,2%</td>
<td valign="top">57,2</td>
<td valign="top">+21,0%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Stati Uniti</td>
<td valign="top">6,5</td>
<td valign="top">+10,7%</td>
<td valign="top">9,4</td>
<td valign="top">+21,3%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Regno Unito</td>
<td valign="top">3,0</td>
<td valign="top">+37,1%</td>
<td valign="top">9,6</td>
<td valign="top">+47,2%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Giappone</td>
<td valign="top">2,1</td>
<td valign="top">+9,5%</td>
<td valign="top">4,4</td>
<td valign="top">+8,1%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Paesi Bassi</td>
<td valign="top">1,9</td>
<td valign="top">+3,3%</td>
<td valign="top">6,1</td>
<td valign="top">+2,3%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La tabella riguarda i soli <b>DOP bianchi fermi</b>, dove la Germania è largamente prima. Nomisma indica invece gli Stati Uniti come primo mercato dei <b>vini bianchi siciliani nel complesso</b> — seguiti da Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Canada — aggregato che include l&#8217;IGT Terre Siciliane, quasi metà del confezionato regionale. Per il Grillo, che dal 2020 esiste solo come DOC, il riferimento pertinente è la tabella.</p>
<p>Non esistono <b>dati di export disaggregati per vitigno</b>: il Grillo non compare come voce doganale né nelle serie ISTAT né in quelle Nomisma. I valori sopra riguardano la categoria che lo contiene.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo decennio l&#8217;export di <b>spumanti siciliani</b> è cresciuto del <b>227%</b>, la progressione più marcata insieme a quella pugliese, partendo però da volumi minimi — e in un comparto dove il Grillo è escluso per disciplinare dal metodo classico.</p>
<h2>Le due vite del Grillo</h2>
<h3>Un incrocio nato per caso</h3>
<p>Il Grillo non è un vitigno antico e non è il frutto di una selezione. Nasce nelle contrade di <b>Marsala</b> nell&#8217;Ottocento, in un momento in cui la domanda inglese di mosti aveva fatto esplodere la superficie vitata della Sicilia occidentale, e i vigneti erano promiscui: varietà diverse coltivate mescolate, condizione ideale perché un&#8217;impollinazione casuale generi qualcosa di nuovo.</p>
<p>I marcatori molecolari hanno stabilito la parentela con precisione. Il genitore femmina è il <b>Catarratto bianco comune</b>, il maschio lo <b>Zibibbo</b> — la direzione è nota perché Catarratto e Grillo condividono lo stesso clorotipo, e nella vite i plastidi si trasmettono per via materna (Sparacio et al., 2021).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La prima attestazione documentale risale al 1873, quando Antonino Alagna Spanò lo elenca fra le uve bianche coltivate nel Marsalese; l&#8217;attribuzione al barone Antonio Mendola, che circola da oltre un secolo, non trova riscontro né nelle carte né nel DNA.</p>
<h3>Un secolo dentro la botte</h3>
<p>Per cento anni il Grillo ha avuto un unico impiego: fornire <b>zucchero e struttura</b> <b>al <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/marsala/">Marsala</a></b>. È una destinazione che spiega la varietà meglio di qualsiasi descrizione organolettica — nella caratterizzazione comparativa condotta a Marsala il Grillo registra il più alto accumulo zuccherino fra le quattro cultivar esaminate, 25,8 gradi Brix. Serviva quello, e quello dava.</p>
<p>Nella seconda metà del Novecento era il terzo bianco siciliano dopo Catarratto e Inzolia, con il 5,2% della superficie regionale: diffuso, ma invisibile. Nessuna bottiglia ne portava il nome.</p>
<h3>1990: il nome sull&#8217;etichetta</h3>
<p>La svolta arriva dal Marsalese stesso. Nel 1978 <b>Marco De Bartoli</b> fonda la cantina in contrada Samperi e avvia il recupero del Marsala non fortificato; nel <b>1990</b> imbottiglia <b>il primo Grillo secco da tavola</b>. È l&#8217;atto di nascita commerciale del bianco fermo: da uva da conferimento, il Grillo diventa un vino con un&#8217;identità dichiarata. La crescita che segue è però guidata da una decisione normativa più che da una moda.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Dal <b>2020</b> il nome &#8216;Grillo&#8217; può comparire <b>soltanto sulle etichette DOC Sicilia</b>, con rese inferiori del 22% rispetto a quelle che l&#8217;IGT consentiva. Il vitigno esce così dal segmento a volume e vi trascina la denominazione: oggi la campagna 2026 si è aperta in Sicilia occidentale a fine luglio, con il Consorzio che ha scelto — in linea con altre denominazioni italiane — di non diffondere stime quantitative preventive. Il Grillo, varietà medio-tardiva, matura nelle settimane successive.</p>
<h3>I parametri aromatici e la concentrazione zuccherina</h3>
<p>Un dettaglio che raramente arriva nelle schede tecniche. Nella caratterizzazione comparativa condotta su un vigneto sperimentale di Marsala, il Grillo risulta <b>varietà non aromatica</b> nonostante la paternità dello Zibibbo: i monoterpeni glicosilati totali si fermano a 123,8 microgrammi per chilo di uva, contro i 7.033 dello Zibibbo e i 4.371 del Moscato Cerletti (Sparacio et al., 2021).</p>
<p>Il Grillo mostra il valore più alto dei quattro campioni per il <b>3-idrossi-β-damascone</b>, precursore norisoprenoide legato a <b>note floreali e di frutta matura</b>, ed è la varietà con il <b>maggior accumulo zuccherino</b>, 25,8 gradi Brix. Ecco perché per un secolo è stato l&#8217;uva del Marsala: non per il profumo, ma per la <b>potenza</b>. La stessa potenza che oggi, vendemmiata prima, si traduce in <b>struttura</b> e <b>sapidità</b> in un bianco secco.</p>
<h2>Le regole di produzione del disciplinare di tutela</h2>
<p>La versione vigente del disciplinare DOC Sicilia è quella consolidata con il decreto MASAF 24 luglio 2025, che ha approvato la modifica ordinaria proposta in GU n. 111 del 15 maggio 2025 e recepito il quadro del regolamento (UE) 2024/1143. La modifica si applica dalla campagna vendemmiale 2025/2026.</p>
<h3>Composizione ampelografica e quote d&#8217;assemblaggio</h3>
<p>Per usare la <b>specificazione di vitigno</b> in etichetta il vino deve derivare da vigneti composti per <b>almeno l&#8217;85%</b> dal corrispondente vitigno; il restante 15% può provenire da altre varietà a bacca di colore analogo idonee in Sicilia. Il disciplinare consente inoltre, nelle tipologie monovarietali, l&#8217;assemblaggio con mosti o vini di uve a bacca analoga in quantità non superiore al 15% (art. 5, comma 5). Il &#8216;Grillo in purezza&#8217; non è dunque oggetto di una prescrizione del disciplinare bensì una scelta del produttore.</p>
<h3>Rese per ettaro e gradazioni alcoliche minime</h3>
<h4>Tabella 4 — Grillo DOC Sicilia: limiti produttivi per tipologia (artt. 4 e 5)</h4>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Tipologia</td>
<td valign="top">Uva max (t/ha)</td>
<td valign="top">Titolo alc. naturale min. (% vol)</td>
<td valign="top">Resa uva/vino</td>
<td valign="top">Vino max (hl/ha)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo, anche riserva</td>
<td valign="top">14</td>
<td valign="top">11,50</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">98</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo spumante</td>
<td valign="top">14</td>
<td valign="top">10,50</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">98</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo superiore</td>
<td valign="top">10</td>
<td valign="top">12,00</td>
<td valign="top">70%</td>
<td valign="top">70</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo vendemmia tardiva</td>
<td valign="top">8</td>
<td valign="top">13,00</td>
<td valign="top">60%</td>
<td valign="top">48</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo passito</td>
<td valign="top">8</td>
<td valign="top">14,00</td>
<td valign="top">50%</td>
<td valign="top">40</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nelle annate favorevoli la produzione può superare i limiti fino al 20%, fermi restando i vincoli di resa uva/vino; oltre, decade il diritto alla denominazione per l&#8217;intero prodotto. La Regione Siciliana, su richiesta del Consorzio, può ridurre le rese o destinare l&#8217;esubero a riserva vendemmiale, sbloccabile negli anni successivi. È il meccanismo che ha permesso di governare, negli ultimi anni, annate molto irregolari.</p>
<h3>L&#8217;estratto secco e i requisiti analitici al consumo</h3>
<h4>Tabella 5 — Parametri minimi all&#8217;immissione al consumo (art. 6)</h4>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Tipologia</td>
<td valign="top">Titolo alc. totale min.</td>
<td valign="top">Acidità totale min.</td>
<td valign="top">Estratto non riduttore min.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo</td>
<td valign="top">11,50% vol</td>
<td valign="top">4,5 g/l</td>
<td valign="top">19,0 g/l</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo superiore</td>
<td valign="top">12,00% vol</td>
<td valign="top">4,5 g/l</td>
<td valign="top">19,0 g/l</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo riserva</td>
<td valign="top">12,50% vol</td>
<td valign="top">4,5 g/l</td>
<td valign="top">19,0 g/l</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo vendemmia tardiva</td>
<td valign="top">13,00% vol (di cui 11,00 svolto)</td>
<td valign="top">4,0 g/l</td>
<td valign="top">22,0 g/l</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo passito</td>
<td valign="top">14,00% vol (di cui 11,00 svolto)</td>
<td valign="top">4,0 g/l</td>
<td valign="top">28,0 g/l</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grillo spumante</td>
<td valign="top">11,50% vol</td>
<td valign="top">5,0 g/l</td>
<td valign="top">15,0 g/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il profilo descritto per il Grillo base è essenziale e preciso: <b>colore</b> giallo paglierino più o meno intenso, <b>odore</b> elegante e fine, <b>sapore</b> dal secco all&#8217;abboccato, armonico, pieno, <b>sapido</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Da notare che l&#8217;<b>estratto non riduttore</b> minimo di 19 g/l è più alto di quello richiesto al Catarratto e all&#8217;Inzolia (18 g/l) e alla tipologia &#8216;bianco&#8217; generica (17 g/l): il disciplinare riconosce al Grillo, sul piano analitico, una <b>struttura superiore</b>.</p>
<h3>Vigneto, cantina, confezionamento</h3>
<ul>
<li>Forme di allevamento ammesse per nuovi impianti e reimpianti: <b>controspalliera o alberello</b>, densità non inferiore a 3.200 ceppi per ettaro. Il tendone resta ammesso solo nelle province di Agrigento e Caltanissetta e solo per il Nero d&#8217;Avola.</li>
<li>È vietata ogni pratica di forzatura; ammessa la sola irrigazione di soccorso.</li>
<li>I vigneti possono essere destinati alla DOC solo dal <b>terzo anno</b> dall&#8217;impianto.</li>
<li>Vinificazione, invecchiamento obbligatorio e imbottigliamento devono avvenire in Sicilia, salvo autorizzazioni individuali per diritti pregressi.</li>
<li>Per la menzione <b>riserva</b> l&#8217;invecchiamento decorre dal 1° novembre dell&#8217;anno di produzione delle uve; colmatura ammessa entro il 5%.</li>
<li>Lo <b>spumante</b> si ottiene per fermentazione naturale con metodo charmat o classico; il <b>metodo classico</b> è però riservato alle tipologie Bianco e Rosato, non alla specificazione varietale.</li>
<li>Recipienti in <b>vetro</b> fino a 3 litri (fino a 18 per bordolese, borgognotta e renana); contenitori alternativi da 2 a 6 litri ammessi per il Grillo base ma esclusi per riserva, superiore, vendemmia tardiva, passito, vigna e spumante. Vietato il tappo a corona.</li>
<li>Vietate in etichetta le qualificazioni &#8216;fine&#8217;, &#8216;scelto&#8217;, &#8216;selezionato&#8217; e simili; <b>obbligatoria l&#8217;annata</b>, salvo per gli spumanti.</li>
</ul>
<h3>La novità 2026: Salemi, prima unità geografica aggiuntiva</h3>
<p>La modifica del 2025 introduce all&#8217;articolo 7 la possibilità di indicare in etichetta <b>unità geografiche aggiuntive</b>, comunali o sovracomunali, elencate in un allegato positivo. Il primo e per ora unico nome è <b>Salemi</b>, in provincia di Trapani, la cui iscrizione è arrivata insieme alla richiesta di cancellazione della IGT Salemi. Su richiesta del Consorzio, l&#8217;entrata in vigore è stata differita alla campagna 2026/2027.</p>
<p>Il passaggio è meno tecnico di quanto sembri.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La DOC Sicilia nasce come denominazione regionale, con una zona di produzione che coincide con l&#8217;intero territorio amministrativo dell&#8217;isola: un areale vastissimo, efficace come marchio ombrello e per definizione muto sul terroir. Le UGA sono lo strumento con cui la denominazione comincia a <b>differenziarsi al proprio interno</b>. Per un vitigno come il Grillo, che cambia radicalmente fra la costa sabbiosa marsalese e le colline interne, è la premessa di una zonazione futura.</p>
<h3>La riserva di utilizzo della menzione varietale nella DOC</h3>
<p>Fra il 2016 e il 2020 si è consumata una delle vertenze più significative del diritto vitivinicolo italiano. Il Consorzio ottenne la modifica parallela dei due disciplinari: <b>Grillo e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/nero-davola/">Nero d&#8217;Avola</a></b> riservati alla <b>DOC</b> Sicilia, <b>esclusi dalla IGT</b> Terre Siciliane. Alcuni produttori impugnarono i decreti; il Ministero li ripristinò con i decreti n. 18388 e n. 18390 del 27 marzo 2020, in esecuzione dell&#8217;ordinanza del Consiglio di Stato n. 996/2020 pubblicata il 28 febbraio 2020, applicabile già dalla vendemmia 2020.</p>
<p>Il fondamento della decisione è quantitativo prima che identitario. Per i bianchi la <b>IGT</b> Terre Siciliane ammetteva fino a <b>18 tonnellate di uva per ettaro</b>; la <b>DOC</b> Sicilia ne consente <b>14</b>, con resa uva/vino al 70%. Trasferire il Grillo dalla IGT alla DOC ha significato tagliare in modo strutturale il potenziale produttivo per ettaro.</p>
<p>L&#8217;effetto sui volumi è documentato. Nel 2017 la DOC Sicilia certificava 337.722 ettolitri; nel 2018, 790.945. La produzione siciliana a <b>DOP</b> è passata <b>dal 16%</b> circa del totale regionale <b>nel 2015 al 41%</b> circa <b>nel 2023</b>, mentre la IGT, dopo la flessione del 2017, si è stabilizzata intorno al 35-36% (IRVO, 2025). Il confezionato 2024 fotografa l&#8217;equilibrio attuale: IGT Terre Siciliane 836.607 ettolitri, DOC Sicilia 612.805, su un totale DOP/IGP siciliano di 1.568.413 ettolitri.</p>
<h2>I profili di abbinamento e la risposta sensoriale</h2>
<p>La grammatica dell&#8217;abbinamento discende dai parametri analitici: acidità minima 4,5 g/l, estratto 19 g/l, alcol contenuto. Un bianco con una <b>struttura</b> che non dipende dalla gradazione alcolica e che lavora per contrasto salino più che per aromaticità. Gli abbinamenti più frequenti:</p>
<ul>
<li><b>cucina di mare siciliana.</b> Pesce spada con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/verdure/pomodoro-pachino-igp-proprieta-disciplinare-sostenibilita/">pomodori di Pachino IGP</a>, capperi e olive, pasta con le sarde e finocchietto, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cereali/cous-cous-tradizione-italiana/">cous cous</a> alla trapanese: preparazioni ove il sale e l&#8217;acido sono già in tavola. Il Grillo li accompagna invece di combatterli;</li>
<li><b>crudi e crostacei.</b> Sul gambero rosso di Mazara del Vallo e sulle tartare di pesce il Grillo gioca in sottrazione: non essendo aromatico non sovrascrive la dolcezza iodata del crudo, e l&#8217;estratto — la materia non volatile che si percepisce come peso in bocca — gli dà la densità per stare alla pari con la polpa del crostaceo;</li>
<li><b>formaggi freschi e verdure.</b> <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/ricotta-italia-tradizione-nutrizione/">Ricotta</a> (preferibilmente <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/ricotta-siciliana-pascolo-qualita-nutrizionale/">siciliana</a>), primosale, caponata, parmigiana bianca: l&#8217;acidità del Grillo ripulisce la patina grassa e prepara il boccone successivo, mentre la sapidità dialoga con la nota lattica invece di sovrastarla;</li>
<li><b>superiore e riserva.</b> Un grado in più e rese inferiori di un terzo danno vini con maggior densità: tonno o ricciola al forno, maccu di fave, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/cacio-formaggio/">caciocavallo</a> ragusano giovane o <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/provola-dei-nebrodi-dop/">provola dei Nebrodi DOP</a>;</li>
<li><b>vendemmia tardiva e passito.</b> Con 22 e 28 g/l di estratto, escono dal registro del pesce ed entrano in quello dei formaggi erborinati e della pasticceria secca siciliana.</li>
</ul>
<h2>Criteri di selezione per consumatori e operatori di settore</h2>
<h3>Per gli appassionati</h3>
<p>La menzione &#8216;Grillo&#8217; in etichetta è oggi, di per sé, una <b>garanzia di origine</b>: dal 2020 può comparire solo su vini DOC Sicilia, dunque su prodotti soggetti alle rese e ai parametri della tabella 4. Non esiste un Grillo IGT.</p>
<p>Va invece letta con attenzione la <b>tipologia</b>. &#8216;Superiore&#8217; non è un aggettivo commerciale ma una menzione con rese ridotte del 29% (10 t/ha contro 14) e un grado minimo più alto. &#8216;Riserva&#8217; comporta invecchiamento decorrente dal 1° novembre. L&#8217;<b>annata</b> è obbligatoria e, per il Grillo base, conviene restare entro due o tre vendemmie. Attenzione infine al <b>formato</b>: se un Grillo è in bag-in-box da 3 o 5 litri, è per definizione la tipologia base, perché il disciplinare esclude i contenitori alternativi per superiore, riserva, vendemmia tardiva, passito e spumante.</p>
<h3>Per ristoratori, sommelier e buyer</h3>
<p>Il posizionamento del Grillo sconta un problema strutturale che è anche un&#8217;opportunità. Secondo le stime ISMEA (media delle ultime cinque campagne, scheda di settore aprile 2023) la Sicilia è penultima fra le regioni italiane per <b>ricavo medio per ettaro</b> dell&#8217;uva da vino, con 3.826 euro complessivi e 4.397 euro per l&#8217;uva DOP, contro una media nazionale molto superiore. Il differenziale rispetto all&#8217;uva comune (2.893 euro per ettaro) è modesto, laddove in altre aree il salto verso la denominazione vale molto di più, fino ai 21.463 euro per ettaro di Bolzano. Il <b>rapporto qualità-prezzo</b> è dunque ottimo per chi acquista e insufficiente per chi produce.</p>
<p>Per la carta dei vini ciò significa margini competitivi su un bianco autoctono con narrazione forte e bassa concorrenza interna. Sul piano dell&#8217;assortimento, la scelta discriminante è fra il Grillo base della grande distribuzione e le versioni di areale — preferibilmente bio — con Salemi che diventa, dalla campagna 2026/2027, il primo riferimento geografico rivendicabile.</p>
<h3>I vantaggi della produzione da agricoltura biologica</h3>
<p>In coerenza con la linea editoriale di GIFT, la raccomandazione è di privilegiare le produzioni <b>certificate biologiche</b> ai sensi del regolamento (UE) 2018/848. In Sicilia la disponibilità non è un ostacolo: con 32.787 ettari la regione è la prima area vitivinicola biologica d&#8217;Italia e la prima per volumi di vino bio prodotto.</p>
<p>Il divieto di erbicidi e fitofarmaci di sintesi favorisce le coperture vegetali spontanee fra i filari, la biodiversità microbica del suolo e la sopravvivenza degli <b>insetti impollinatori</b> e degli antagonisti naturali dei parassiti. In un contesto mediterraneo caldo e ventilato, con bassa pressione fungina — come segnalato anche per la campagna 2026 — il costo agronomico della conversione è inferiore rispetto ad altre aree italiane.</p>
<p>Il Grillo, oltretutto, è varietà nota per tolleranza alle malattie fungine e vigore vegetativo: caratteristiche che lo rendono tecnicamente adatto alla gestione biologica più di altri vitigni internazionali coltivati sull&#8217;isola.</p>
<h2>Sintesi sull&#8217;identità e sul valore economico del Grillo</h2>
<p>L&#8217;evoluzione del Grillo mostra come la valorizzazione di un vitigno autoctono passi dalla tutela della denominazione. Le rese ridotte, l&#8217;esclusiva rispetto alla IGT e l&#8217;arrivo delle unità geografiche aggiuntive sono tappe di uno stesso percorso; il ricavo medio per ettaro, tra i più bassi d&#8217;Italia, indica che non è concluso.</p>
<p>Se la zonazione e la conversione al biologico si tradurranno in maggior valore riconosciuto ai viticoltori è questione aperta, che si misurerà sulle prossime campagne. Per il consumatore e per il settore Ho.Re.Ca. resta intanto un dato verificabile: il <b>Grillo DOC Sicilia</b> certificato biologico offre garanzie documentate di origine, di resa e di metodo di produzione.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover Michele Frasca, Modica (Ragusa)</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Fonti normative</h4>
<p>Decreto del Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste 24 luglio 2025. <i>Approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Sicilia»</i> (25A04301). Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale, n. 181 del 6 agosto 2025. https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F3%252F6%252FD.8cc610ca3ea76f07a94c/P/BLOB%3AID%3D22762/E/pdf?mode=download</p>
<p>Decreti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali n. 18388 e n. 18390 del 27 marzo 2020, in esecuzione dell&#8217;ordinanza cautelare del Consiglio di Stato, Sez. III, n. 996/2020 del 28 febbraio 2020. In Federvini, <i>Cambia il disciplinare di produzione dei vini Doc Sicilia e quella dei vini Igt Terre siciliane</i>. <a href="https://www.federvini.it/normative/cambia-il-disciplinare-di-produzione-dei-vini-doc-sicilia-e-quella-dei-vini-igt-terre-siciliane">https://www.federvini.it/normative/cambia-il-disciplinare-di-produzione-dei-vini-doc-sicilia-e-quella-dei-vini-igt-terre-siciliane</a></p>
<p>Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products and repealing Council Regulation (EC) No 834/2007. Consolidated text: 25/03/2025 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25">http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25</a></p>
<p>Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products, as well as traditional specialities guaranteed and optional quality terms for agricultural products. Consolidated text: 18/03/2026 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/2026-03-18">http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/2026-03-18</a></p>
<h4>Dati e statistiche ufficiali</h4>
<p>Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia. (2026). <i>La forza della DOC Sicilia — dati statistici 2024/2025</i>. <a href="https://siciliadoc.wine/">https://siciliadoc.wine/</a></p>
<p>Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia. (2021). <i>Disciplinare di produzione consolidato della DOP dei vini «Sicilia»</i>. <a href="https://siciliadoc.wine/wp-content/uploads/2021/12/Sicilia_DOC___disciplinare_di_produzione_consolidato.pdf">https://siciliadoc.wine/wp-content/uploads/2021/12/Sicilia_DOC___disciplinare_di_produzione_consolidato.pdf</a></p>
<p>ISMEA. (2023). <i>L&#8217;Italia del vino. Scheda di settore</i> [dati sul ricavo medio per ettaro dell&#8217;uva da vino, media delle ultime cinque campagne].</p>
<p>ISMEA. (2025). <i>Bio in cifre 2025</i>. SINAB — Sistema d&#8217;Informazione Nazionale sull&#8217;Agricoltura Biologica. <a href="https://sinab.it/bionovita/bio-in-cifre-2025-il-rapporto-completo/">https://sinab.it/bionovita/bio-in-cifre-2025-il-rapporto-completo/</a></p>
<p>Istituto Regionale del Vino e dell&#8217;Olio, Osservatorio Vitivinicolo ed Olivicolo-oleario Regionale. (2025). <i>Vitivinicoltura siciliana</i>. Regione Siciliana. <a href="https://www.irvos.it/wp-content/uploads/2021/02/Vitivinicoltura-regionale-APRILE-2025.pdf">https://www.irvos.it/wp-content/uploads/2021/02/Vitivinicoltura-regionale-APRILE-2025.pdf</a></p>
<p>Unione Italiana Vini, Osservatorio. (2026). <i>Export vino italiano in calo nel 2025</i>. <a href="https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-in-calo-nel-2025-pesa-il-rallentamento-delleconomia-globale">https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-in-calo-nel-2025-pesa-il-rallentamento-delleconomia-globale</a></p>
<h4>Letteratura scientifica</h4>
<p>Alfonzo, A., Francesca, N., Prestianni, R., Settanni, L., &amp; Moschetti, G. (2020). Use of grape racemes from Grillo cultivar to increase the acidity level of sparkling base wines produced with different <i>Saccharomyces cerevisiae</i> strains. <i>Yeast, 37</i>(9-10), 475-486. <a href="https://doi.org/10.1002/yea.3505">https://doi.org/10.1002/yea.3505</a></p>
<p>De Lorenzis, G., Mercati, F., Bergamini, C., Cardone, M. F., Lupini, A., Mauceri, A., Caputo, A. R., Abbate, L., Barbagallo, M. G., Antonacci, D., Sunseri, F., &amp; Brancadoro, L. (2019). SNP genotyping elucidates the genetic diversity of Magna Graecia grapevine germplasm and its historical origin and dissemination. <i>BMC Plant Biology, 19</i>, 7. <a href="https://doi.org/10.1186/s12870-018-1576-y">https://doi.org/10.1186/s12870-018-1576-y</a></p>
<p>D&#8217;Onofrio, C., Tumino, G., Gardiman, M., Crespan, M., Bignami, C., de Palma, L., Barbagallo, M. G., Muganu, M., Morcia, C., Novello, V., Schneider, A., &amp; Terzi, V. (2021). Parentage atlas of Italian grapevine varieties as inferred from SNP genotyping. <i>Frontiers in Plant Science, 11</i>, 605934. <a href="https://doi.org/10.3389/fpls.2020.605934">https://doi.org/10.3389/fpls.2020.605934</a></p>
<p>Mercati, F., De Lorenzis, G., Mauceri, A., Zerbo, M., Brancadoro, L., D&#8217;Onofrio, C., Morcia, C., Barbagallo, M. G., Bignami, C., Gardiman, M., De Palma, L., Ruffa, P., Novello, V., Crespan, M., &amp; Sunseri, F. (2021). Dissemination routes and new genetic insights into the Eurasian grapevine germplasm through integrated Bayesian approaches. <i>Frontiers in Plant Science</i>. <a href="https://doi.org/10.3389/fpls.2021.692661">https://doi.org/10.3389/fpls.2021.692661</a></p>
<p>Sparacio, A., Mercati, F., Sciara, F., Pisciotta, A., Capraro, F., Sparla, S., Abbate, L., Mauceri, A., Planeta, D., Corona, O., Crespan, M., Sunseri, F., &amp; Barbagallo, M. G. (2021). Moscato Cerletti, a rediscovered aromatic cultivar with oenological potential in warm and dry areas. <i>OENO One</i>. <a href="https://oeno-one.eu/article/view/4605">https://oeno-one.eu/article/view/4605</a></p>
<h4>Fonti storiche e ampelografiche</h4>
<p>Alagna Spanò, A. (1873). La vite ed il vino in Marsala. <i>Giornale di Agricoltura Industria e Commercio del Regno d&#8217;Italia</i>, anno 10, serie III, 20(22), 232-233.</p>
<p>Cipriani, G., Spadotto, A., Jurman, I., Di Gaspero, G., Crespan, M., Meneghetti, S., Frare, E., Vignani, R., Cresti, M., Morgante, M., Pezzotti, M., Pè, E., Policriti, A., &amp; Testolin, R. (2010). The SSR-based molecular profile of 1005 grapevine (<i>Vitis vinifera</i> L.) accessions uncovers new synonymy and parentages. <i>Theoretical and Applied Genetics, 121</i>(8), 1569-1585. <a href="https://doi.org/10.1007/s00122-010-1411-9">https://doi.org/10.1007/s00122-010-1411-9</a></p>
<p>Di Vecchi Staraz, M., Bandinelli, R., Boselli, M., This, P., Boursiquot, J. M., Laucou, V., Lacombe, T., &amp; Vares, D. (2007). Genetic structuring and parentage analysis for evolutionary studies in grapevine. <i>Journal of the American Society for Horticultural Science, 132</i>(4), 514-524. <a href="https://doi.org/10.21273/JASHS.132.4.514">https://doi.org/10.21273/JASHS.132.4.514</a></p>
<p>Lacombe, T., Boursiquot, J. M., Laucou, V., Di Vecchi-Staraz, M., Peros, J. P., &amp; This, P. (2013). Large-scale parentage analysis in an extended set of grapevine cultivars (<i>Vitis vinifera</i> L.). <i>Theoretical and Applied Genetics, 126</i>, 401-414. <a href="https://doi.org/10.1007/s00122-012-1988-2">https://doi.org/10.1007/s00122-012-1988-2</a></p>
<h4>Fonti di settore</h4>
<p>Assovini Sicilia. (2026, 29 luglio). <i>Inizia la vendemmia 2026 in Sicilia: un viaggio lungo circa cento giorni</i>. <a href="https://www.assovinisicilia.it/inizia-la-vendemmia-2026-in-sicilia-un-viaggio-lungo-circa-cento-giorni/">https://www.assovinisicilia.it/inizia-la-vendemmia-2026-in-sicilia-un-viaggio-lungo-circa-cento-giorni/</a></p>
<p>Nomisma. (2026, 22 aprile). <i>Wine Monitor: quali scenari evolutivi per il vino siciliano?</i> <a href="https://www.nomisma.it/news/wine-monitor-scenari-evolutivi-per-il-vino-siciliano-unicredit/">https://www.nomisma.it/news/wine-monitor-scenari-evolutivi-per-il-vino-siciliano-unicredit/</a></p>
<p>Nomisma Wine Monitor &amp; UniCredit. (2026). <i>IV Rapporto sulla competitività delle Regioni del vino</i> [presentato al Vinitaly, Verona, 14 aprile 2026].</p>
<p>UniCredit. (2026, 14 aprile). <i>UniCredit-Nomisma Wine Monitor: enoturismo leva strategica per la resilienza e lo sviluppo del settore vinicolo nazionale</i> [Comunicato stampa]. <a href="https://www.unicreditgroup.eu/it/press-media/press-releases/2026/april/unicredit-nomisma-wine-monitor--enoturismo-leva-strategica-per-l.html">https://www.unicreditgroup.eu/it/press-media/press-releases/2026/april/unicredit-nomisma-wine-monitor&#8211;enoturismo-leva-strategica-per-l.html</a></p>
<p>Vigne, Vini &amp; Qualità. (2026, 29 luglio). Cala export vini Dop europei nel I quadrimestre, Italia −6,2%. <a href="https://vigneviniequalita.edagricole.it/mercato/cala-export-vini-dop-europei-nel-i-quadrimestre-italia-62/">https://vigneviniequalita.edagricole.it/mercato/cala-export-vini-dop-europei-nel-i-quadrimestre-italia-62/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/grillo-doc-sicilia-disciplinare-mercato-storia/">Grillo DOC Sicilia: storia, DNA e mercato</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lessini Durello e Monti Lessini DOP, gli spumanti vulcanici del Veneto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/lessini-durello-monti-lessini-spumanti-vulcanici-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=85180</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel panorama spumantistico del Nord-Est Italia — dominato da Prosecco e Conegliano Valdobbiadene, Franciacorta e Trentodoc — due denominazioni sorelle del Veneto stanno conquistando riconoscimenti con un&#8217;identità territoriale inconfondibile: Lessini Durello DOP e Monti Lessini DOP. Questi spumanti, prodotti con il vitigno autoctono Durella sui vulcanici Monti Lessini, tra le province di Verona e Vicenza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/lessini-durello-monti-lessini-spumanti-vulcanici-veneto/">Lessini Durello e Monti Lessini DOP, gli spumanti vulcanici del Veneto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama spumantistico del Nord-Est Italia — dominato da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/prosecco-storia-e-numeri-di-un-leader-globale-dellenologia/">Prosecco</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/conegliano-valdobbiadene-prosecco-docg-guida-sostenibilita/">Conegliano Valdobbiadene</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/franciacorta-docg-mercato-sostenibilita-erbamat-2026/">Franciacorta</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/trento-doc-bollicine-montagna-export-sostenibilita/">Trentodoc</a> — due denominazioni sorelle del Veneto stanno conquistando riconoscimenti con un&#8217;identità territoriale inconfondibile: <b>Lessini Durello DOP</b> e <b>Monti Lessini DOP</b>. Questi spumanti, prodotti con il vitigno autoctono <b>Durella</b> sui vulcanici <b>Monti Lessini</b>, tra le province di Verona e Vicenza, esprimono una delle voci più originali e meno conosciute delle bollicine italiane.</p>
<p>Vibrante acidità, spiccata <b>mineralità</b> e profili aromatici che, grazie alle rocce basaltiche, evocano il mare antico ne definiscono il carattere, insieme a una notevole versatilità gastronomica e capacità di invecchiamento. Con le modifiche dei disciplinari approvate nel 2024, il comprensorio ha ridefinito la propria identità: il <b>metodo Martinotti-Charmat</b> resta al Lessini Durello DOP, mentre il <b>metodo classico</b> è ora identificato dalla denominazione Monti Lessini DOP (MASAF, 2024).</p>
<p>L&#8217;articolo analizza dati di mercato aggiornati, storia millenaria, le ultime versioni consolidate dei due disciplinari — con tabelle comparative su requisiti di produzione e caratteristiche dei prodotti — oltre ad abbinamenti e consigli per acquirenti consapevoli, con attenzione ai prodotti biologici quale garanzia di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità.</p>
<h2>Un&#8217;anima, due denominazioni</h2>
<p>La distinzione debutta in etichetta dopo un iter durato circa dieci anni e traduce in due denominazioni i due metodi di spumantizzazione, che differiscono per il luogo della seconda fermentazione, quella che genera le bollicine (Il Sole 24 Ore, 2025):</p>
<ul>
<li><b>Lessini Durello DOP</b>, metodo Martinotti (o Charmat): la rifermentazione avviene in grandi recipienti a pressione (autoclavi), in tempi brevi, preservando freschezza, fragranza e profumi fruttati del vitigno;</li>
<li><b>Monti Lessini DOP</b>, metodo classico: la rifermentazione avviene in bottiglia, con permanenza sui lieviti di almeno 24 mesi — e menzione riserva dai 36 — che conferisce complessità, struttura e note di crosta di pane (Monti Lessini, s.d.-a; Regione Veneto, s.d.).</li>
</ul>
<p>Il Monti Lessini è l&#8217;unica denominazione veneta riservata in via esclusiva al metodo classico, un unicum regionale che aspira a competere con le grandi DOP italiane del metodo classico.</p>
<h2>Produzione e mercato 2025/2026</h2>
<h3>I numeri della denominazione</h3>
<p>La zona di produzione si estende su oltre <b>30.000 ettari</b> nella porzione collinare dei Lessini orientali; il comprensorio conta circa 600 ettari di Durella, con un potenziale produttivo stimato in <b>sei milioni di bottiglie</b>. Il mercato attuale vale circa 400.000 bottiglie di metodo classico e oltre 700.000 di Charmat, e la quota del <b>metodo classico</b> è balzata dal 6% del 2019 al <b>35%</b> del 2024 (Il Sole 24 Ore, 2025).</p>
<p>Il giro d&#8217;affari del solo metodo classico è stimato in circa 6 milioni di euro, con un prezzo medio in cantina di 15 euro a bottiglia. Il <b>70% delle vendite</b> passa dal canale <b>ristorazione</b>, il 20% dagli shop aziendali e solo una quota minima dalla grande distribuzione. Il Consorzio, presieduto da Gianni Tessari, riunisce <b>34 cantine</b> tra aziende private e cooperative (Il Sole 24 Ore, 2025).</p>
<h3>Lo scenario export</h3>
<p>L&#8217;export del vino italiano ha chiuso il 2025 a 7,78 miliardi di euro (-3,7% sul 2024), penalizzato dai dazi USA e dalla svalutazione del dollaro; gli <b>spumanti</b> hanno limitato il calo a -2,5% in valore (2,3 miliardi di euro), con volumi persino in lieve crescita (+0,7%) (UIV, 2026). Il <b>Veneto</b> si conferma prima regione esportatrice con 2,9 miliardi di euro (-1,2%) (UIV, 2026).</p>
<p>In questo contesto il Lessini Durello resta una <b>nicchia</b> a vocazione prevalentemente locale e Horeca, con ampi margini di crescita nella ristorazione internazionale specializzata. Le bollicine rappresentano un terzo dei consumi di vino nel fuori casa italiano e il Prosecco ne vale il 47%: metà del mercato è fatto di &#8216;altre bollicine&#8217;, lo spazio naturale di posizionamento per il Monti Lessini metodo classico (Il Sole 24 Ore, 2025).</p>
<h2>Storia del vitigno autoctono, tra fossili e mercanti veneziani</h2>
<h3>Un terroir nato sott&#8217;acqua</h3>
<p>I Monti Lessini si formarono circa <b>45 milioni di anni</b> fa, quando bolle di magma in risalita li sollevarono dal fondo di un mare primordiale: da qui la convivenza di <b>rocce basaltiche</b> e giacimenti fossiliferi di straordinaria ricchezza, come la celebre Pesciara di Bolca, riferimento mondiale per l&#8217;Eocene. Alcune ampelidee fossili rinvenute nell&#8217;area testimoniano quanto questo habitat fosse favorevole alla vite già in epoche remotissime (Monti Lessini, s.d.-b).</p>
<h3>Dalla &#8216;Durasena&#8217; medievale alla Durella</h3>
<p>La viticoltura organizzata giunse con i Romani. Plinio il Vecchio menziona uve &#8216;<b>duracinae</b>&#8216;, dalla buccia dura, cui la tradizione locale riconduce l&#8217;etimologia del vitigno (Monti Lessini, s.d.-b). Le attestazioni scritte si susseguono nel Duecento: gli <b>Statuti</b> di Vicenza del <b>1264</b> citano l&#8217;uva &#8216;Duriciana&#8217;, quelli di Costozza del 1292 la &#8216;Durasena&#8217;, dal latino <i>durus acinus</i>. Sulle contrade lessiniche lasciò il segno anche il popolo germanico dei Cimbri, insediatosi a fine Duecento (Monti Lessini, s.d.-b).</p>
<p>Fu la <b>Repubblica di Venezia</b> a dare impulso commerciale al vino di Lessinia: un editto del <b>1377</b> ne prescriveva l&#8217;imbarco sulle navi di lungo corso, attribuendogli doti farmaceutiche e corroboranti, verosimilmente in virtù dell&#8217;elevata acidità che lo rendeva resistente alle alterazioni durante i viaggi. L&#8217;ampelografia ottocentesca ne consolidò l&#8217;identità: Ciro Pollini registra l&#8217;uva &#8216;Durasena&#8217; nel catalogo delle uve veronesi (1824) e Giuseppe Acerbi descrive nel 1825 una Durella coltivata nel Vicentino.</p>
<h2>Il percorso delle denominazioni</h2>
<p>La <b>DOC</b> nasce con DM 25 giugno <b>1987</b>; il successo del Durello porta nel <b>2009</b> i produttori a chiedere il riconoscimento della denominazione autonoma &#8216;<b>Lessini Durello</b>&#8216;, mentre nel <b>2011</b> il riassetto assegna alla denominazione &#8216;<b>Monti Lessini</b>&#8216; i vini fermi del territorio, che il disciplinare 2024 elimina completando la conversione alla spumantistica metodo classico (MASAF, s.d.-b; Regione Veneto, s.d.).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il <b>Consorzio di tutela</b>, riconosciuto dal Ministero nel novembre 2000, ha guidato la zonazione del comprensorio, individuando <b>15 sottozone, o Cru</b>. Con le modifiche ordinarie del 2024 si compie l&#8217;ultimo passaggio: al Lessini Durello la spumantizzazione in autoclave, al Monti Lessini quella in bottiglia (MASAF, 2024).</p>
<h2>Il disciplinare della DOP Lessini Durello</h2>
<p>Il <b>disciplinare</b> della DOP &#8216;Lessini Durello&#8217; o &#8216;Durello Lessini&#8217; è stato modificato con decreto del Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste del 26 agosto <b>2024</b>, con applicazione dalla campagna vendemmiale 2024/2025 (MASAF, 2024).</p>
<h3>Denominazione e base ampelografica</h3>
<p>La denominazione è riservata a un&#8217;unica tipologia, lo <b>spumante metodo Martinotti o Charmat</b>; il metodo classico è ricondotto alla DOP Monti Lessini. Il vino deve provenire da vigneti con <b>Durella per almeno l&#8217;85%</b>; possono concorrere, fino al 15%, Garganega, Pinot bianco, Chardonnay e Pinot nero (disciplinare, articoli 1 e 2).</p>
<h3>Zona di produzione</h3>
<p><b>Provincia di Verona</b>: intero territorio di Vestenanova e San Giovanni Ilarione; parte di Montecchia di Crosara, Roncà, Cazzano di Tramigna, Tregnago, Badia Calavena.</p>
<p><b>Provincia di Vicenza</b>: intero territorio di Arzignano, Castelgomberto, Chiampo, Brogliano, Gambugliano, Trissino; parte di Cornedo, Costabissara, Gambellara, Isola Vicentina, Malo, Marano Vicentino, Monte di Malo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino, San Vito di Leguzzano, Schio, Zermeghedo (disciplinare, articolo 3).</p>
<h3>Norme per la viticoltura</h3>
<p>I vigneti devono essere posti in <b>giacitura acclive</b>, esclusi i terreni eccessivamente umidi e fertili. Allevamento a spalliera semplice o doppia, o a pergola veronese con apertura della vegetazione nell&#8217;interfila; densità minima di 2.500 ceppi/ettaro per Durella e Garganega, 3.000 per Pinot nero, Chardonnay e Pinot bianco. <b>Resa massima</b>: 16 tonnellate/ettaro (superabile fino al 20% in annate eccezionali, con destinazione dell&#8217;eccedenza a IGT); titolo alcolometrico naturale minimo 9,00% vol (disciplinare, articolo 4).</p>
<h3>Vinificazione e caratteristiche al consumo</h3>
<p>La vinificazione avviene nei comuni della zona di produzione, con deroghe per i comuni limitrofi tradizionalmente coinvolti; la <b>spumantizzazione</b>, esclusivamente per fermentazione naturale in <b>autoclave</b>, deve avvenire in Veneto (MASAF, s.d.-a).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Al consumo: spuma fine e persistente; colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli; profumo delicato, lievemente fruttato; dosaggi da pas dosé a demi-sec; titolo alcolometrico totale minimo 11,00% vol; <b>acidità totale minima 6,5 g/l</b>; estratto non riduttore minimo 14 g/l (disciplinare, articoli 5 e 6).</p>
<h3>Etichettatura, confezionamento e controlli</h3>
<p>Vietate le qualificazioni laudative (&#8216;extra&#8217;, &#8216;fine&#8217;, &#8216;scelto&#8217;, &#8216;selezionato&#8217;); la menzione &#8216;<b>Vigna</b>&#8216; richiede toponimo, iscrizione distinta della superficie e vinificazione separata; &#8216;<b>Millesimato</b>&#8216; impone l&#8217;indicazione dell&#8217;annata. Bottiglie fino a 15 litri, con <b>tappo a fungo in sughero</b> obbligatorio tra 0,500 e 3 litri (tappo a vite ammesso fino a 0,375 litri). Organismo di controllo: Siquria, Soave (disciplinare, articoli 7-10).</p>
<h2>Il disciplinare della DOP Monti Lessini</h2>
<p>Con la modifica del 2024 la DOP &#8216;Monti Lessini&#8217; compie una <b>conversione integrale alla spumantistica metodo classico</b>: le tipologie ferme del precedente disciplinare — Bianco, Durello (anche passito) e Pinot nero — sono eliminate, e la denominazione è riservata a tre soli vini spumanti di qualità: &#8216;<b>Monti Lessini</b>&#8216;, &#8216;Monti Lessini <b>riserva</b>&#8216; e &#8216;Monti Lessini <b>crémant</b>&#8216; (Regione Veneto, s.d.).</p>
<h3>Base ampelografica</h3>
<p>Gli spumanti devono essere ottenuti da uve con <b>Durella per almeno l&#8217;85%</b>; possono concorrere, per la differenza, i vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nelle province di Verona e Vicenza, oltre al <b>Pinot nero vinificato in bianco</b> — un perimetro più ampio della lista chiusa prevista dal disciplinare gemello (Regione Veneto, s.d.).</p>
<h3>Zona di produzione e viticoltura</h3>
<p>La zona di produzione è invariata e coincide integralmente con quella del Lessini Durello, nelle province di Verona e Vicenza. Allevamento a spalliera o pergola con apertura nell&#8217;interfila o sul filare e carica massima di 50.000 gemme/ettaro; densità minima di 3.000 ceppi/ettaro (2.500 per Durella e Garganega). <b>Resa massima</b>: 16 tonnellate/ettaro e titolo alcolometrico naturale minimo 9,00% vol per tutte e tre le tipologie. È <b>obbligatoria la raccolta a mano</b> delle uve (Regione Veneto, s.d.).</p>
<h3>Norme per la vinificazione</h3>
<p>Le operazioni di vinificazione si svolgono nei comuni della zona di produzione, con deroghe per gli stessi comuni limitrofi previsti dal disciplinare gemello; l&#8217;elaborazione degli spumanti deve avvenire all&#8217;interno delle <b>province di Verona e Vicenza</b> — perimetro più ristretto rispetto all&#8217;intero Veneto ammesso per il Charmat. Il passaggio da uva a mosto avviene con <b>pressatura dell&#8217;uva intera</b>; la resa massima uva/vino è del 70%, calcolata al netto dei prodotti aggiunti alla presa di spuma (Regione Veneto, s.d.).</p>
<p>La <b>rifermentazione</b> avviene esclusivamente <b>in bottiglia</b>, secondo il metodo classico, con permanenza sui lieviti di almeno <b>24 mesi</b> — elevata rispetto ai 18 del testo previgente — e di almeno <b>36 mesi</b> per la riserva; il crémant risponde ai requisiti della normativa vigente per la relativa menzione. I dosaggi ammessi vanno da dosaggio zero (pas dosé) a demi-sec; per il crémant, da brut a demi-sec. È consentito il travaso isobarico tra bottiglie, per l&#8217;impiego di formati particolari (Regione Veneto, s.d.).</p>
<h3>Caratteristiche al consumo</h3>
<p>Per tutte e tre le tipologie: titolo alcolometrico minimo <b>11,5% vol</b>, <b>acidità totale minima 6,0 g/l</b> — innalzata rispetto ai 5,5 g/l previgenti, a presidio dell&#8217;identità del vitigno — ed estratto non riduttore minimo 15 g/l.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La spuma è fine e persistente, intensa nella riserva, cremosa nel crémant; l&#8217;odore è caratteristico con delicato sentore di lievito, con note complesse ed evolute da lungo affinamento nella riserva (Regione Veneto, s.d.).</p>
<h3>Designazione, confezionamento e controlli</h3>
<p>Valgono i medesimi divieti di qualificazioni laudative e le condizioni per la menzione &#8216;<b>Vigna</b>&#8216; del disciplinare gemello; per la riserva l&#8217;indicazione dell&#8217;annata è facoltativa e il termine &#8216;<b>millesimato</b>&#8216; è riservato ai vini di singola vendemmia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Gli spumanti sono immessi al consumo esclusivamente in <b>bottiglie di vetro</b> fino a 15 litri, chiuse con tappo a fungo in sughero. Organismo di controllo: Siquria S.p.A., San Bonifacio (VR) (Regione Veneto, s.d.).</p>
<h2>Due disciplinari a confronto</h2>
<h3>Tabella 1 – Requisiti di produzione</h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Requisito</td>
<td valign="top">Lessini Durello DOP</td>
<td valign="top">Monti Lessini DOP</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Metodo di spumantizzazione</td>
<td valign="top">Martinotti-Charmat (autoclave), esclusivo</td>
<td valign="top">metodo classico (bottiglia), esclusivo</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Tipologie</td>
<td valign="top">spumante</td>
<td valign="top">spumante, riserva, crémant</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Base ampelografica</td>
<td valign="top">Durella ≥85% + Garganega, Pinot bianco, Chardonnay, Pinot nero ≤15%</td>
<td valign="top">Durella ≥85% + vitigni a bacca bianca non aromatici idonei per Verona e Vicenza e Pinot nero vinificato in bianco ≤15%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Zona di produzione</td>
<td valign="top">province di Verona e Vicenza</td>
<td valign="top">identica</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Raccolta delle uve</td>
<td valign="top">non vincolata</td>
<td valign="top">esclusivamente a mano</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Resa massima di uva</td>
<td valign="top">16 t/ettaro</td>
<td valign="top">16 t/ettaro</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Titolo alcolometrico naturale minimo</td>
<td valign="top">9,00% vol</td>
<td valign="top">9,00% vol</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Resa uva/vino</td>
<td valign="top">≤70%</td>
<td valign="top">≤70%, al netto della presa di spuma</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Permanenza sui lieviti</td>
<td valign="top">non prevista</td>
<td valign="top">≥24 mesi; riserva ≥36 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Area di elaborazione dello spumante</td>
<td valign="top">Regione Veneto</td>
<td valign="top">province di Verona e Vicenza</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Chiusura</td>
<td valign="top">tappo a fungo in sughero (0,500-3 l); vite fino a 0,375 l</td>
<td valign="top">bottiglie di vetro fino a 15 l, tappo a fungo in sughero</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Organismo di controllo</td>
<td valign="top">Siquria</td>
<td valign="top">Siquria</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tabella 2 – Caratteristiche dei due prodotti</h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Caratteristica</td>
<td valign="top">Lessini Durello DOP</td>
<td valign="top">Monti Lessini DOP</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Spuma</td>
<td valign="top">fine e persistente</td>
<td valign="top">fine e persistente; intensa (riserva), cremosa (crémant)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Colore</td>
<td valign="top">giallo paglierino tenue, riflessi verdognoli</td>
<td valign="top">giallo paglierino più o meno carico; fino al dorato nella riserva</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Odore</td>
<td valign="top">delicato, lievemente fruttato</td>
<td valign="top">caratteristico, con delicato sentore di lievito; note complesse ed evolute nella riserva</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Sapore (dosaggi)</td>
<td valign="top">da pas dosé a demi-sec</td>
<td valign="top">da pas dosé a demi-sec; crémant da brut a demi-sec</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Titolo alcolometrico totale minimo</td>
<td valign="top">11,00% vol</td>
<td valign="top">11,5% vol</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Acidità totale minima</td>
<td valign="top">6,5 g/l</td>
<td valign="top">6,0 g/l</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Estratto non riduttore minimo</td>
<td valign="top">14 g/l</td>
<td valign="top">15 g/l</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Vocazione</td>
<td valign="top">aperitivo, crudi di mare, freschezza immediata</td>
<td valign="top">gastronomia strutturata, invecchiamento oltre 10 anni</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><i>Fonti: disciplinari consolidati (MASAF, s.d.-a; Regione Veneto, s.d.).</i></p>
<h2>Abbinamenti gastronomici</h2>
<p>La vibrante acidità e la sapidità minerale rendono il Durello un compagno di tavola trasversale:</p>
<ul>
<li>&#8216;<b>baccalà alla vicentina</b>&#8216;: l&#8217;acidità sgrassa la mantecatura, pulendo il palato a ogni sorso;</li>
<li>&#8216;sopressa vicentina&#8217; e salumi grassi: spuma fine e nervo acido bilanciano la sapidità;</li>
<li>pesce azzurro e d&#8217;acqua dolce, anguilla in primis.</li>
</ul>
<p>Il <b>metodo Charmat</b> (Lessini Durello DOP) eccelle come aperitivo e con crudi di mare, tartare, ostriche e crostacei; il <b>metodo classico</b> (Monti Lessini DOP) accompagna primi di pesce, carni bianche in salsa, formaggi stagionati — come l&#8217;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/asiago-dop-identita-alpina-tutela-qualita/">Asiago stagionato</a>, il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/formaggio-piave-dop-eccellenza-dolomiti-belluno/">Piave Vecchio</a>, il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/montasio-formaggio/">Montasio &#8216;Prodotto di Montagna DOP&#8217;</a> — e i piatti più strutturati della cucina veneta. Temperatura di servizio: 6-8 °C, con le riserve verso il limite superiore per esaltarne la complessità.</p>
<h2>Consigli per gli acquirenti</h2>
<h3>Per i buongustai</h3>
<ul>
<li><b>Scegliere il metodo giusto</b>: profili fruttati e immediati nel Lessini Durello DOP Charmat; complessità, struttura e longevità nel Monti Lessini DOP metodo classico, specie con menzione riserva (36 mesi sui lieviti);</li>
<li><b>cercare i millesimati</b>, per apprezzare le variazioni tra le vendemmie di un vitigno molto sensibile all&#8217;annata;</li>
<li><b>esplorare le menzioni &#8216;Vigna&#8217;</b>, garanzia di selezione e tracciabilità geografica di dettaglio;</li>
<li><b>prediligere il biologico</b>: in Italia la superficie vitata bio è di 132.441 ettari, pari a circa il 21% del vigneto nazionale, a fronte di una SAU biologica complessiva che supera i 2,5 milioni di ettari, il 20,2% del totale (ISMEA-SINAB, 2025).</li>
</ul>
<h3>Per gli acquirenti professionali</h3>
<ul>
<li><b>Rapporto qualità-prezzo</b>: il metodo classico da uva Durella offre profili organolettici comparabili a denominazioni più blasonate a listini generalmente più contenuti;</li>
<li><b>diversificazione della carta vini</b>: alternativa distintiva al Prosecco (Charmat) e a Franciacorta e Trentodoc (metodo classico), con identità vulcanica unica;</li>
<li><b>trend del metodo classico</b>: la quota passata dal 6% al 35% in cinque anni segnala un posizionamento premium in piena espansione (Il Sole 24 Ore, 2025);</li>
<li><b>sostenibilità certificata</b>: il comprensorio è il primo consorzio del vino italiano ad avere ottenuto, nel gennaio 2022, la certificazione &#8216;<b>Biodiversity Friend</b>&#8216; di World Biodiversity Association su circa 400 ettari vitati, grazie a 18 cantine socie, con monitoraggio di suolo, acqua e aria e obiettivo di avanzamento dal livello bronze al silver (L&#8217;Arena, 2022; WBA, 2022).</li>
</ul>
<h3>Il valore della certificazione biologica</h3>
<p>L&#8217;agricoltura biologica, disciplinata dal regolamento (UE) 2018/848, offre le migliori garanzie di tutela di suolo, acqua e <b>biodiversità</b>, attraverso il divieto di pesticidi chimici di sintesi e pratiche di conservazione degli habitat.</p>
<p>Scegliere <b>spumanti biologici</b> significa premiare un modello produttivo che coniuga qualità, responsabilità ambientale e sociale, in linea con gli obiettivi europei &#8216;Farm to Fork&#8217; e &#8216;Biodiversità 2030&#8217; (GIFT, 2026).</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Lessini Durello e Monti Lessini DOP sono tra le pagine più affascinanti, ancora in parte da scrivere, della spumantistica italiana. Un vitigno autoctono documentato da oltre sette secoli, un terroir vulcanico irripetibile e due disciplinari che nel 2024 hanno fatto chiarezza — Charmat al Lessini Durello, metodo classico al Monti Lessini, con zona di produzione identica e requisiti distintivi come la raccolta manuale e i 24 mesi sui lieviti — offrono ai consumatori una mappa identitaria finalmente leggibile e ai professionisti un&#8217;opportunità concreta di diversificazione.</p>
<p>La crescita del metodo classico dal 6% al 35% della produzione in cinque anni, la prima certificazione consortile di biodiversità in Italia e un rapporto qualità-prezzo tra i più competitivi del panorama spumantistico nazionale testimoniano la vitalità di un comprensorio che ha scelto di puntare tutto sulla forza del proprio vitigno autoctono.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Normativa e fonti istituzionali</h4>
<p>MASAF. (2024). <i>Lessini Durello o Durello Lessini DOC – Decreto di modifica ordinaria al disciplinare di produzione</i> (GU n. 205 del 2.9.2024). Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/20839">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/20839</a></p>
<p>MASAF. (s.d.-a). <i>Disciplinare di produzione – Lessini Durello o Durello Lessini DOC</i>. Catalogo nazionale delle denominazioni. <a href="http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?t=dsc&amp;q=2167">http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?t=dsc&amp;q=2167</a></p>
<p>MASAF. (s.d.-b). <i>Disciplinare di produzione – Monti Lessini DOC</i>. Catalogo nazionale delle denominazioni. <a href="http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?t=dsc&amp;q=2203">http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?t=dsc&amp;q=2203</a></p>
<p>Regione Veneto. (s.d.). <i>Sinottico disciplinare Monti Lessini – testo consolidato e modifiche</i>. Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto. <a href="http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/Download.aspx?name=Sinottico_disciplinare_Monti_Lessini_563561.pdf&amp;type=3&amp;storico=False">http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/Download.aspx?name=Sinottico_disciplinare_Monti_Lessini_563561.pdf&amp;type=3&amp;storico=False</a></p>
<p>Regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo alla produzione biologica e all&#8217;etichettatura dei prodotti biologici. <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2018/848/oj">https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2018/848/oj</a></p>
<h4>Dati e analisi di mercato</h4>
<p>GIFT – Great Italian Food Trade. (2026, 7 gennaio). <i>L&#8217;agricoltura biologica italiana raggiunge traguardi storici: Bio in Cifre 2025</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agricoltura-biologica-bio-cifre-2025/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agricoltura-biologica-bio-cifre-2025/</a></p>
<p>ISMEA-SINAB. (2025). <i>Bio in cifre 2025</i>. <a href="https://sinab.it/bionovita/bio-in-cifre-2025-il-rapporto-completo/">https://sinab.it/bionovita/bio-in-cifre-2025-il-rapporto-completo/</a></p>
<p>Unione Italiana Vini. (2026, 11 marzo). <i>Export vino Italia 2025: calo a 7,78 miliardi (-3,7%)</i>. Osservatorio del Vino UIV su dati Istat. <a href="https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-in-calo-nel-2025-pesa-il-rallentamento-delleconomia-globale">https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-in-calo-nel-2025-pesa-il-rallentamento-delleconomia-globale</a></p>
<h4>Consorzio e territorio</h4>
<p>Monti Lessini – Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC. (s.d.-a). <i>Durello: un&#8217;anima, due denominazioni</i>. <a href="https://www.montilessini.com/metodi-durello/">https://www.montilessini.com/metodi-durello/</a></p>
<p>Monti Lessini – Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC. (s.d.-b). <i>Tra storia e mito</i>. <a href="https://www.montilessini.com/tra-storia-e-mito/">https://www.montilessini.com/tra-storia-e-mito/</a></p>
<p>Monti Lessini – Consorzio Tutela Vino Lessini Durello DOC. (2021). <i>Lessini Durello: al via la prima certificazione di biodiversità di territorio</i>. <a href="https://www.montilessini.com/lessini-durello-certificazione-biodiversita-territorio/">https://www.montilessini.com/lessini-durello-certificazione-biodiversita-territorio/</a></p>
<p>World Biodiversity Association. (2022, 26 gennaio). <i>Lessini Durello: the first Biodiversity Friend® wine Consortium</i>. <a href="https://biodiversityassociation.org/en/2022/01/lessini-durello-wines/">https://biodiversityassociation.org/en/2022/01/lessini-durello-wines/</a></p>
<h4>Stampa</h4>
<p>Il Sole 24 Ore. (2025, 21 novembre). <i>Le bollicine dei Monti Lessini puntano sulla forza del vitigno autoctono</i>. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/le-bollicine-monti-lessini-puntano-forza-vitigno-autoctono-AHZZuirD">https://www.ilsole24ore.com/art/le-bollicine-monti-lessini-puntano-forza-vitigno-autoctono-AHZZuirD</a></p>
<p>L&#8217;Arena. (2022, 7 febbraio). <i>Lessini Durello ottiene il marchio di biodiversità</i>. <a href="https://www.larena.it/argomenti/economia/lessini-durello-ottiene-il-marchio-di-biodiversita-1.9173919">https://www.larena.it/argomenti/economia/lessini-durello-ottiene-il-marchio-di-biodiversita-1.9173919</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/lessini-durello-monti-lessini-spumanti-vulcanici-veneto/">Lessini Durello e Monti Lessini DOP, gli spumanti vulcanici del Veneto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montepulciano d&#8217;Abruzzo: le denominazioni DOP a confronto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/montepulciano-dabruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[DOP Economy]]></category>
		<category><![CDATA[export vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino rosso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/montepulciano-dabruzzo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Montepulciano d'Abruzzo è sinonimo di tradizione vinicola del centro-Italia. Da non confondere con il suo omonimo toscano, questo sincero vino rosso vie...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/montepulciano-dabruzzo/">Montepulciano d&#8217;Abruzzo: le denominazioni DOP a confronto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="3378112c-b3ab-80e1-9e67-d41c50175c61" class="">Il <strong>Montepulciano d&#8217;Abruzzo</strong> rappresenta il baricentro dell’enologia regionale, con oltre la metà della superficie vitata totale. L&#8217;evoluzione normativa culminata nel 2025 ha delineato una <strong>piramide qualitativa</strong> rigorosa, che muove dalla DOC regionale verso unità geografiche sempre più identitarie. Questo sistema, fondato su <strong>nove sottozone e due DOCG</strong>, offre a operatori e consumatori una bussola precisa per distinguere le diverse espressioni di un vitigno che coniuga volumi critici e vette d&#8217;eccellenza territoriale.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="3378112c-b3ab-803c-b8d8-d29ad03f204a" class="">Analisi di mercato: i numeri della DOP Economy</h2>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-8054-934d-c5a3b63dad5f" class="">Il comparto vitivinicolo abruzzese conferma nel 2024 una crescita strutturale e consolidata. Secondo il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/dop-economy-italia-2024/">XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita</a> (2025), la <strong>DOP economy</strong> dell&#8217;<strong>Abruzzo</strong> ha registrato una variazione positiva del <strong>+4,1%</strong> su base annua, in un contesto nazionale ove l&#8217;<strong>export di vino</strong> <strong>italiano</strong> <strong>a Indicazione Geografica</strong> ha superato per la prima volta la soglia dei 7 miliardi di euro, raggiungendo 7,19 miliardi e rappresentando l&#8217;<strong>88%</strong> delle esportazioni vinicole complessivo. Gli <strong>Stati Uniti</strong> si confermano primo mercato con 2,76 miliardi di euro (+12,3%), seguiti da Germania (1,81 mld, +10,9%), Regno Unito e Canada.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-80f6-877f-e3468d21b770" class="">Per il distretto del <strong>Montepulciano d&#8217;Abruzzo</strong> il segnale più eclatante viene dai dati di Intesa Sanpaolo: nel solo terzo trimestre <strong>2024</strong>, le esportazioni hanno superato i 27 milioni di euro pari a un <strong>+56%</strong> tendenziale rispetto allo stesso periodo del 2023. I vini DOC abruzzesi certificati da ISMEA nel 2023 si sono attestati complessivamente intorno a 1 milione di ettolitri. La crescente domanda di vini <strong>biologici e sostenibili</strong> costituisce un asse aggiuntivo di sviluppo: lo studio &#8216;ADO Abruzzo&#8217;, condotto dal Consorzio Tutela Vini d&#8217;Abruzzo con AGER nell&#8217;ambito del PSR 2014–2024 e presentato nel 2025, ha mappato per la prima volta in modo sistematico i vigneti regionali secondo parametri pedoclimatici e varietali, rilevando la progressiva concentrazione della viticoltura di qualità nelle aree collinari interne.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3378112c-b3ab-8055-80fe-e7778b4b9eae" class="">Radici storiche e distinzione ampelografica</h2>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-8016-8084-cf94281bf456" class="">La presenza della vite in Abruzzo è documentata dall&#8217;antichità. Lo storico greco Polibio (205–123 a.C.) narrando le gesta di <strong>Annibale</strong> dopo la vittoria di Canne (216 a.C.), riferisce che i vini della provincia di Teramo avevano &#8216;<em>guarito i feriti e rimesso in forze gli uomini</em>&#8216;. La prima testimonianza scritta sul <strong>vitigno Montepulciano</strong> in quanto tale si trova nell&#8217;opera di Michele Torcia, <em>Saggio Itinerario Nazionale pel Paese dei Peligni</em> (Napoli, 1793), che ne descrive la coltivazione nell&#8217;agro sulmonese. Nel XIX secolo furono le famiglie nobiliari Mezzana e Tabassi di Sulmona ad ampliare l&#8217;areale verso le valli della Pescara e le colline teramane.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3388112c-b3ab-80b6-8c98-d5c3732eca5f" class="">Recenti studi ampelografici e genetici hanno confermato l’<strong>origine autoctona</strong> del vitigno Montepulciano, evidenziandone in modo inequivocabile la sua distinzione dal Prugnolo Gentile (Sangiovese), utilizzato nel Vino Nobile di Montepulciano (Zombardo et al., 2022).</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-8048-8ddc-c19f78d2e9ba" class="">Il riconoscimento normativo si è sviluppato per tappe successive: <strong>DOC</strong> nel 1968; sottozona Colline Teramane nel 1995; <strong>DOCG</strong> Colline Teramane nel 2003; variazione del nome in &#8216;Colline Teramane Montepulciano d&#8217;Abruzzo&#8217; con Reg. UE 2023/2171; aggiornamento del disciplinare DOC con 9 sottozone complessive (comunicazione UE del 22.6.23); riconoscimento della nuova <strong>DOCG Casauria</strong> con reg. di esecuzione (UE) 2025/2261 del 4 novembre 2025 e decreto attuativo nazionale dell&#8217;11 novembre 2025.</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3378112c-b3ab-8070-a997-eff92528d9fd" class="">La piramide della qualità: i tre livelli del sistema</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-80e4-a87d-d2a36350c4cd" class="">La piramide qualitativa del Montepulciano d&#8217;Abruzzo si articola oggi su tre livelli:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8005-aebe-ef11cb1dc3a6" class="bulleted-list">
<li>alla base la <strong>DOC Montepulciano d&#8217;Abruzzo</strong>, che copre l&#8217;intera fascia collinare abruzzese su tutte e quattro le province (Teramo, Pescara, Chieti, L&#8217;Aquila), con una produzione annua di circa 1 milione di ettolitri;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8097-8846-f19a1efce7be" class="bulleted-list">
<li>nell’ambito della DOC il disciplinare aggiornato (D.M. 19.01.2023) prevede <strong>nove sottozone</strong>, ciascuna con norme più restrittive in termini di resa, ampelografia e invecchiamento: cinque storiche (Casauria o Terre di Casauria, Terre dei Vestini, Alto Tirino, Terre dei Peligni, Teate) e quattro di nuova istituzione (Terre di Chieti, Terre Aquilane, Colline Pescaresi, San Martino sulla Marruccina);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-80f0-8231-ecdbf1d05cd1" class="bulleted-list">
<li>al vertice si collocano le <strong>due DOCG</strong>: la <strong>Colline Teramane</strong> (2003, prov. Teramo) e la <strong>Casauria</strong> (2025, prov. Pescara), quest&#8217;ultima nata dalla promozione dell&#8217;omonima sottozona DOC.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3378112c-b3ab-807a-9d7d-e566183e171d" class="">Requisiti produttivi: i disciplinari a confronto</h2>
</div>
<div dir="auto"></div>
<p id="3378112c-b3ab-80e7-a598-e0348caf80be" class="">Le denominazioni si articolano secondo requisiti produttivi progressivamente più stringenti, in linea con la gerarchia della piramide qualitativa. La tabella a seguire — redatta sulla base dei disciplinari consolidati vigenti, pubblicati dal MASAF e dalla Commissione europea — consente il confronto diretto tra le tipologie principali.</p>
<h3>Montepulciano d&#8217;Abruzzo DOC base<span class="Apple-converted-space"> </span></h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="middle"><b>Parametro</b></td>
<td valign="middle"><b>DOC Montepulciano d&#8217;Abruzzo</b> (base)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Denominazione</b></td>
<td valign="middle">Montepulciano d&#8217;Abruzzo DOC</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Zona di produzione</b></td>
<td valign="middle">Tutta la fascia collinare abruzzese: TE, PE, CH, AQ; fino a 600 m s.l.m. (700 m i vigneti esposti a Sud)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Base ampelografica</b></td>
<td valign="middle">Montepulciano min. 85%; altri vitigni a bacca nera non aromatici idonei regione Abruzzo max 15%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Resa uve/ha</b></td>
<td valign="middle">15 t/ha (14 t/ha nelle 4 nuove sottozone provinciali con menzione Superiore/Riserva)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Resa uva/vino</b></td>
<td valign="middle">max 70%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Titolo alcolometrico naturale minimo delle uve</b></td>
<td valign="middle">11,5% vol</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Titolo alcolometrico minimo del vino</b></td>
<td valign="middle">12% vol</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Invecchiamento</b></td>
<td valign="middle">Il vino non può venire commercializzato prima dell’1 febbraio successivo all’anno di raccolta delle uve. È ammesso l’invecchiamento in legno</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Caratteristiche sensoriali</b></td>
<td valign="middle"><b>Colore</b>: rosso rubino intenso, sfumature violacee, granato con l&#8217;età; <b>odore</b> di frutti rossi, spezie, intenso, etereo; <b>sapore</b> pieno, armonico, leggermente tannico</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Montepulciano d&#8217;Abruzzo DOC sottozone</h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Parametro</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>DOC – sottozona Terre dei Vestini</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>DOC – sottozona Casauria / Terre di Casauria</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>DOC – sottozona Alto Tirino</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>DOC – sottozona Teate</b></span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Denominazione</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">DOC Montepulciano d&#8217;Abruzzo — sottozona Terre dei Vestini</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">DOC Montepulciano d&#8217;Abruzzo — sottozona Casauria o Terre di Casauria</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">DOC Montepulciano d&#8217;Abruzzo — sottozona Alto Tirino</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">DOC Montepulciano d&#8217;Abruzzo — sottozona Teate</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Zona di produzione</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Colline litoranee e interne — prov. Pescara; fino a 600 m s.l.m. (700 m i vigneti esposti a Sud)</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Colline pedemontane Val Pescara — prov. Pescara; fino a 600 m s.l.m. (700 m i vigneti esposti a Sud)</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Altopiano e conca intermontana Alto Tirino — prov. L&#8217;Aquila</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Colline teatine — prov. Chieti</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Base ampelografica</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Montepulciano min. 90%; altri a bacca nera non aromatici idonei regione Abruzzo max 10%</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Montepulciano 100%</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Montepulciano min. 95%; altri a bacca nera non aromatici idonei regione Abruzzo max 5%</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Montepulciano min. 90%; altri a bacca nera non aromatici idonei regione Abruzzo max 10%</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Resa uve/ha</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">10 t/ha</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">9,5 t/ha</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">9 t/ha</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">12,5t/ha (con obbligo di appassimento parziale consentito)</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Resa uva/vino</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">max 70%</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">max 70%</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">max 70%</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">max 70%</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Titolo alcolometrico naturale minimo delle uve</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">12% vol</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">12,5% vol</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">12% vol (riserva: 12,50% vol)</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">12% vol (riserva: 12,50% vol)</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Titolo alcolometrico minimo del vino</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">13% vol</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">13% vol (riserva: 13,5% vol)</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">12,5% vol (riserva: 13% vol)</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">12,5% vol (riserva: 13% vol)</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Invecchiamento</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Min. 18 mesi, di cui min. 9 in legno (dall’1 novembre); riserva: min. 24 mesi, di cui min. 9 in legno; affinamento in bottiglia: min. 3 mesi (riserva: min. 6 mesi)</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Min. 18 mesi, di cui min. 9 in legno (dal 1° nov.); riserva: min. 24 mesi, di cui min. 9 in legno; affinamento in bottiglia: min. 6 mesi per entrambe le tipologie</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Min. 12 mesi (dall’1 novembre); riserva: min. 30 mesi. Il disciplinare non impone obbligo di legno né affinamento minimo in bottiglia</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">Minimo 21 mesi, di cui almeno 9 mesi in legno (dall’1 novembre); riserva: minimo 30 mesi, di cui almeno 9 mesi in legno</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Caratteristiche sensoriali</b></span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Colore</b> rosso rubino con sfumature violacee; <b>odore</b> frutti rossi maturi, vegetale secco, spezie, intenso ed etereo; <b>sapore</b> secco, pieno, armonico e vellutato</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Colore</b> rosso rubino intenso con sfumature violacee, tendente al granato con l</span><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica Neue; font-size: xx-small;">’</span><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">invecchiamento; <b>odore</b> di frutti rossi maturi, spezie, intenso, etereo; <b>sapore</b> pieno, robusto, armonico, leggermente tannico</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Colore</b> rosso rubino intenso con sfumature violacee, tendenti al granato con l</span><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica Neue; font-size: xx-small;">’</span><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">invecchiamento; <b>odore</b> di frutti rossi maturi, spezie, intenso, etereo; <b>sapore</b> sapido, pieno, robusto, armonico, leggermente tannico, persistente</span></td>
<td valign="middle"><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;"><b>Colore</b> rosso rubino con sfumature violacee, tendente al granato con l</span><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica Neue; font-size: xx-small;">’</span><span style="color: #2a2823; font-family: Helvetica; font-size: xx-small;">invecchiamento; <b>odore</b> di frutti rossi maturi, spezie, intenso ed etereo, con sentori di confettura se sottoposto a parziale appassimento; <b>sapore</b> pieno, robusto, armonico, leggermente tannico</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>Montepulciano d&#8217;Abruzzo DOCG</h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="middle"><b>Parametro</b></td>
<td valign="middle"><b>DOCG Colline Teramane Montepulciano d&#8217;Abruzzo</b></td>
<td valign="middle"><b>DOCG Casauria</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Denominazione</b></td>
<td valign="middle">Colline Teramane Montepulciano d&#8217;Abruzzo DOCG</td>
<td valign="middle">Casauria DOCG</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Zona di produzione</b></td>
<td valign="middle">31 comuni — prov. Teramo; fino a 550 m s.l.m.</td>
<td valign="middle">18 comuni e porzioni — prov. Pescara (Val Pescara, pedemontano Gran Sasso/Maiella)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Base ampelografica</b></td>
<td valign="middle">Montepulciano min. 90%; Sangiovese max 10%</td>
<td valign="middle">Montepulciano min. 90%; altri a bacca nera non aromatici idonei reg. Abruzzo max 10%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Resa uve/ha</b></td>
<td valign="middle">9,5 t/ha</td>
<td valign="middle">9 t/ha</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Resa uva/vino</b></td>
<td valign="middle">max 70%</td>
<td valign="middle">max 70%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Titolo alcolometrico naturale minimo delle uve</b></td>
<td valign="middle">12% vol</td>
<td valign="middle">13% vol</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Titolo alcolometrico minimo del vino</b></td>
<td valign="middle">12,5% vol</td>
<td valign="middle">13% vol (riserva: 13,5% vol)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Invecchiamento</b></td>
<td valign="middle"><b>Base</b>: min. 1 anno, di cui minimo 2 mesi in bottiglia; <b>riserva</b>: min. 3 anni, di cui min. 1 anno in botti di legno e min. 2 mesi in bottiglia. Dall’1 novembre dell’annata di raccolta</td>
<td valign="middle"><b>Base</b>: min. 18 mesi; <b>riserva</b>: min. 24 mesi, dall’1 novembre dell’anno di raccolta delle uve</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle"><b>Caratteristiche sensoriali</b></td>
<td valign="middle"><b>Colore</b> rosso rubino intenso, sfumature violacee, granato con l&#8217;età; <b>odore</b> frutti rossi maturi, spezie, intenso; <b>sapore</b> secco, armonico, giustamente tannico. Corposo e vellutato la versione riserva</td>
<td valign="middle"><b>Colore</b> rosso rubino intenso tendente al granato con l’invecchiamento; <b>odore</b> frutti rossi maturi, spezie, intenso, etereo; <b>sapore</b> pieno, <b>robusto</b>, armonico, giustamente tannico</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3388112c-b3ab-80a3-b916-f79135cb19e6" class="">Focus DOCG Casauria: il vertice della Val Pescara</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-8060-b9fa-ff51bf20a8d5" class="">La <strong>DOCG Casauria</strong> — riconosciuta con Reg. di esecuzione (UE) 2025/2261 del 4 novembre 2025 e con decreto attuativo nazionale dell&#8217;11 novembre 2025 — rappresenta la terza DOCG abruzzese, dopo Colline Teramane (2003) e Tullum (2019). La denominazione nasce dalla promozione dell&#8217;omonima <strong>sottozona DOC</strong> istituita nel 2006, e comprende 18 comuni della provincia di Pescara (cuore: Torre dei Passeri, Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria). Il disciplinare si distingue per:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-8087-8688-ca21de615ab5" class="bulleted-list">
<li>obbligo d’impiego di uve Montepulciano per almeno il 90%<strong>;</strong></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-80e5-8ccf-c5ae111a08f2" class="bulleted-list">
<li>utilizzo di un clone selezionato da piante storiche del territorio, il VCR 456 <strong>biotipo Casauria</strong> (omologato nel 2007), che esprime elevata dotazione di <strong>polifenoli e profumi intensi</strong>;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-8009-a51f-e4b40903b23c" class="bulleted-list">
<li>titolo alcolometrico naturale delle uve non inferiore a 13% vol, il più elevato del sistema;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-801a-b9b5-e9e2aaaf8d8a" class="bulleted-list">
<li>invecchiamento minimo: 18 mesi (di cui 9 in legno), 24 mesi (con 9 mesi in bottiglia) per la riserva;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-8033-a89e-ecba7ff83164" class="bulleted-list">
<li>titolo alcolometrico minimo del vino 13% vol, 13,5% vol per la riserva;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-80c7-b1a6-db5ffdaa9d13" class="bulleted-list">
<li>vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento nella zona di produzione.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3388112c-b3ab-80f8-8070-c0baa4c6bbe4" class="">Criteri di scelta e abbinamenti territoriali</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-8029-8beb-ce8e3c23b2aa" class="">L’articolazione della piramide delle denominazioni si riflette anche nelle scelte di abbinamento:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-8091-916f-df7d5287dc59" class="bulleted-list">
<li>la <strong>DOC base</strong> esprime versatilità: accompagna <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/street-food/arrosticini/">arrosticini</a>, pasta alla chitarra con ragù, carni bianche speziate;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-80a3-abf6-d5b57ac8011e" class="bulleted-list">
<li>le <strong>sottozone</strong> e la <strong>riserva DOC</strong> trovano la loro dimensione con carni rosse alla griglia, selvaggina (cinghiale, lepre), formaggi pecorino stagionati;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-8087-bacd-c6ae7789f2fc" class="bulleted-list">
<li>le due <strong>DOCG</strong> — Colline Teramane e Casauria — esprimono il massimo con brasati di lunga cottura, arrosti di manzo, cacciagione in umido e formaggi a pasta dura di grande stagionatura;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-80dd-b116-c06ceef619cd" class="bulleted-list">
<li>le <strong>riserve DOCG</strong>, con potenziale evolutivo di 8–15 anni, si abbinano a preparazioni complesse e a servizi da meditazione.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3388112c-b3ab-809d-85b3-c914cd753a00" class="">Guida per gli acquirenti</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-80dd-80c2-c79c4fd3df94" class="">Per gli appassionati: privilegiare vini certificati <strong>biologici o biodinamici</strong>, in costante crescita nella regione. Valutare l&#8217;<strong>annata</strong> <strong>e</strong> il <strong>territorio</strong> di provenienza: le escursioni termiche tra i massicci del Gran Sasso e la costa adriatica incidono sensibilmente sul profilo tannico e aromatico. Considerare il <strong>potenziale di invecchiamento</strong>, specie per le DOCG: le riserve esprimono la migliore complessità tra i 5 e i 15 anni dalla vendemmia.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-8071-9dab-e1cf746dfd9e" class="">Per gli acquirenti professionali: puntare su fornitori certificati e tracciabili, con attenzione alla conformità al reg. (UE) 2018/848 in materia di produzione biologica. Distinguere chiaramente il <strong>posizionamento</strong> nella catena del valore: la DOC base per canali GDO e Ho.Re.Ca. entry-level, le sottozone per la fascia media, le DOCG per il retail specializzato e l&#8217;export premium. La nuova DOCG Casauria offre interessanti opportunità di first mover. La squadra di <strong>GIFT</strong> (Great Italian Food Trade) offre supporto ai buyer internazionali per la selezione di produttori affidabili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3388112c-b3ab-80e6-a72e-c1b78749d94a" class="">Il vitigno tra identità abruzzese e denominazioni adriatiche</h2>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-8009-bd1e-c7602fbde4fe" class="">La storia commerciale del <strong>vitigno Montepulciano</strong> presenta due dimensioni distinte, spesso confuse nel dibattito enologico, che meritano di essere trattate con precisione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-80e0-a4e5-ceb57e45b99a" class="">La prima è quella della <strong>pratica storica del taglio</strong>. Per gran parte del Novecento, l&#8217;Abruzzo è stato uno dei principali bacini italiani di produzione di vino rosso sfuso destinato al commercio interregionale. La struttura, il <strong>colore intenso</strong> e la naturale ricchezza alcolica del Montepulciano lo rendevano particolarmente adatto a correggere e rinforzare vini più esili di altre regioni — in particolare di alcune aree del Nord Italia, tra cui Piemonte e Veneto — che in annate difficili faticavano a raggiungere i parametri minimi di colore, corpo e alcol. Questa pratica avveniva su vini <strong>classificati come comuni o IGT</strong>, al di fuori del sistema delle denominazioni protette. Era una realtà economica diffusa — non esclusiva dell&#8217;Abruzzo, né illecita nei limiti della normativa vigente — che ha contribuito a costruire la fama del Montepulciano come vitigno &#8216;strutturale&#8217;, ma che ha anche a lungo frenato la valorizzazione della denominazione d&#8217;origine, poiché gran parte della produzione finiva nel circuito del vino comune piuttosto che in quello delle DOP.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-80e3-8380-fffe579051a4" class="">‘<em>I vini abruzzesi, ottenuti da uve locali come il Montepulciano, sono robusti, colorati e adatti al commercio, ma necessitano di migliori pratiche e organizzazione per esprimere pienamente il loro valore</em>’ (Ottavi &amp; Marescalchi, 1897).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-80be-9b4b-ea0ca7119ae5" class="">La seconda dimensione è quella del <strong>vitigno come protagonista in denominazioni di altre regioni</strong>. Il Montepulciano, in quanto nome varietale e non denominazione geografica protetta, può essere legittimamente coltivato e utilizzato al di fuori dell&#8217;Abruzzo. Le Marche ne rappresentano il caso più rilevante: il vitigno Montepulciano — coltivato nell&#8217;area adriatica marchigiana da generazioni — è <strong>vitigno base o co-protagonista</strong> in diverse denominazioni di rilievo:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8004-b219-f6842bd5ffdc" class="bulleted-list">
<li>nel <strong>Conero DOCG</strong> il disciplinare prevede Montepulciano al 100%;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-80a6-8daa-cde7f7483763" class="bulleted-list">
<li>nel <strong>Rosso Conero DOC</strong> il minimo è fissato all&#8217;85%;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-80ae-b6ce-d30efc806e17" class="bulleted-list">
<li>nel <strong>Rosso Piceno DOC</strong> il Montepulciano concorre in quota rilevante insieme al Sangiovese;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8020-9f88-cab53a8ba502" class="bulleted-list">
<li>nell’<strong>Offida DOCG</strong> rosso il disciplinare (D.M. 14.06.2011) fissa la base ampelografica a Montepulciano min. 85%, con possibilità di integrare altri vitigni a bacca nera non aromatici autorizzati nella regione Marche fino al 15%: si tratta quindi, a tutti gli effetti, di un vino da Montepulciano in purezza o quasi-purezza, non di un blend in cui il vitigno entra come correttore. In misura minore, il Montepulciano è presente anche in denominazioni di Molise e Umbria.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-806d-aa81-fef732fd0674" class="">È importante precisare che le uve utilizzate in queste denominazioni marchigiane sono <strong>coltivate nella regione Marche</strong>, non importate dall&#8217;Abruzzo: non vi è dunque alcuna sovrapposizione con la DOP Montepulciano d&#8217;Abruzzo, né sotto il profilo normativo né sotto quello della tracciabilità.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3378112c-b3ab-805f-bb49-f04339fc2ecd" class="">Conclusioni</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3388112c-b3ab-8054-8134-fc3ac092e7e9" class="">Il consolidamento della piramide qualitativa del Montepulciano d’Abruzzo segna il passaggio da una viticoltura di massa a una strategia di valore fondata sulla zonazione. Il riconoscimento della DOCG Casauria e la ridefinizione delle sottozone provinciali rappresentano strumenti di tutela e promozione. In un mercato globale che premia la tracciabilità e il legame indissolubile con l&#8217;origine, l&#8217;Abruzzo si presenta con un&#8217;architettura normativa solida, capace di garantire autenticità al consumatore e competitività alle imprese.</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<p id="3378112c-b3ab-80da-bf9f-d98deb3f0e1b" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3378112c-b3ab-8090-9a61-f95ea637f379" class="">Riferimenti</h3>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<ul>
<li>Cercone, F. (2003). <em>La meravigliosa storia del Montepulciano d&#8217;Abruzzo</em>. Chieti: Ianieri Edizioni. ISBN 978-8888888000</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-801a-8f55-caf030d043aa" class="bulleted-list">
<li>Commission Implementing Regulation (EU) 2023/2171 of 10 October 2023 approving amendments to the specification for a Protected Designation of Origin or a Protected Geographical Indication (Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane PDO). <a href="http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2023/2171/oj">http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2023/2171/oj</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-80ea-8152-cd92e3e31efc" class="bulleted-list">
<li>Commission Implementing Regulation (EU) 2025/2261 of 4 November 2025 on the registration of the geographical indication Casauria (PDO) in the Union register of geographical indications pursuant to Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2025/2261/oj">http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2025/2261/oj</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-80fb-bb95-e440646f92e6" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Tutela Vini d&#8217;Abruzzo. <a href="https://www.vinidabruzzo.it/">https://www.vinidabruzzo.it</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-8007-8456-dbe6a1edb071" class="bulleted-list">
<li>ISMEA &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <em>XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</em> (23a ed.). Edizioni Qualivita. https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita/</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8091-a111-ce63e6e25a99" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. (2023). <em>Disciplinare di produzione della DOC &#8216;Montepulciano d&#8217;Abruzzo&#8217; — testo consolidato</em>. Roma: MASAF. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19401">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19401</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8027-bc5d-ed0ab80d3c37" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. (2024). <em>Disciplinare di produzione della DOCG &#8216;Colline Teramane Montepulciano d&#8217;Abruzzo&#8217; — testo consolidato</em>. Roma: MASAF. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19045">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19045</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-8044-bcd1-c5318c25ff47" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. (2024). <em>Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Casauria’</em>. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252Fa%252FD.69bb6bd9f66932762eb3/P/BLOB:ID=19827/E/pdf">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252Fa%252FD.69bb6bd9f66932762eb3/P/BLOB:ID=19827/E/pdf</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-803b-8b78-c2125978ba34" class="bulleted-list">
<li>Ottavi, E., &amp; Marescalchi, A. (1897). <em>Vade-Mecum del commerciante di uve e di vini in Italia</em> (1a ed.). Casale Monferrato: Tipografia Cooperativa.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-80c4-b824-d48889662fb6" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products, as well as traditional specialities guaranteed and optional quality terms for agricultural products. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj">http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8039-a0ef-db3fa6d0c43e" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products and repealing Council Regulation (EC) No 834/2007. Consolidated text: 25/03/2025 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25">http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3388112c-b3ab-80e0-ba32-e4c992703ee4" class="bulleted-list">
<li>Torcia, M. (1793). <em>Saggio itinerario nazionale pel paese dei Peligni fatto nel 1792</em>. Napoli: s.n.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3378112c-b3ab-8050-8cfa-fe05048b5123" class="bulleted-list">
<li>Zombardo, A., Meneghetti, S., Morreale, G., Calò, A., Costacurta, A., &amp; Storchi, P. (2022). <em>Study of inter- and intra-varietal genetic variability in grapevine cultivars. Plants, 11</em>(3), 397. <a href="https://doi.org/10.3390/plants11030397">https://doi.org/10.3390/plants11030397</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/montepulciano-dabruzzo/">Montepulciano d&#8217;Abruzzo: le denominazioni DOP a confronto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Barolo DOP: il &#8216;re dei vini&#8217; del Piemonte</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/barolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[vino rosso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/barolo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Barolo vino italiano che inorgoglisce chi lo produce ed emoziona chi lo sorseggia, soprattutto se lo si fa al cospetto del paesaggio che lo vede...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/barolo/">Barolo DOP: il &#8216;re dei vini&#8217; del Piemonte</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="3348112c-b3ab-80fd-bf60-c21bb5ba1a84" class="">Il <strong>Barolo DOP</strong> rappresenta una delle massime espressioni dell&#8217;enologia italiana e internazionale. Ottenuto esclusivamente da uve <strong>Nebbiolo</strong>, questo vino rosso strutturato e longevo è prodotto in un&#8217;area circoscritta del Piemonte, nelle colline delle <strong>Langhe</strong>, riconosciute patrimonio dell&#8217;umanità UNESCO.</p>
<div dir="auto">
<p id="3328112c-b3ab-807f-919c-d3b62cd15b92" class="">Caratterizzato da elevata complessità aromatica, importante struttura tannica e straordinaria capacità di invecchiamento, il Barolo è da tempo noto come &#8216;il re dei vini e il vino dei re&#8217;, per il suo prestigio storico e qualitativo. L&#8217;interesse crescente dei mercati internazionali e la valorizzazione del <strong>terroir</strong> ne fanno un caso emblematico di eccellenza Made in Italy.</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3328112c-b3ab-80f0-b330-e434c5d1a4cd" class="">Analisi economica: export, dazi e mercati emergenti nel 2026</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3348112c-b3ab-8085-b374-ca5903a0347d" class="">Negli ultimi anni, il Barolo ha consolidato la propria posizione tra i vini italiani di fascia <strong>premium</strong> più richiesti a livello globale, pur navigando in un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali crescenti:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3348112c-b3ab-8061-b45c-f00733218857" class="bulleted-list">
<li><strong>produzione annua</strong>: circa 14 milioni di bottiglie, con un +6% di imbottigliato nel 2024 rispetto all&#8217;anno precedente; la vendemmia 2025 ha registrato un contenimento fisiologico delle rese, condiviso da tutti i consorzi del territorio come scelta di responsabilità qualitativa (Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, 2025);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3348112c-b3ab-802b-994d-c4e01753a37a" class="bulleted-list">
<li><strong>superficie vitata</strong>: oltre 2.000 ettari destinati al Nebbiolo per Barolo, distribuiti su 11 comuni della provincia di Cuneo (Regione Piemonte, 2024);</li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-80f4-a6c8-d74648369a06" class="bulleted-list">
<li><strong>valore alla produzione</strong>: secondo il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/dop-economy-italia-2024/">XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sulla DOP Economy</a>, il Barolo si colloca al <strong>nono posto</strong> tra i vini italiani a Indicazione Geografica, con un valore alla produzione di <strong>87 milioni di euro</strong> nel 2024, in calo del 2,7% rispetto al 2023 (Ismea-Qualivita, 2025);</li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-80d9-943f-eba297da9690" class="bulleted-list">
<li><strong>export</strong>: oltre il 70% della produzione è destinato ai mercati esteri. Tra i principali importatori figurano gli <strong>Stati Uniti</strong>, la Germania, la Svizzera e il Regno Unito (UIV, 2026; Nomisma Wine Monitor, 2026);</li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-80b2-a57c-e55409d4235d" class="bulleted-list">
<li><strong>dazi USA</strong>: l&#8217;introduzione nel 2025 di tariffe americane sulle importazioni europee di vino ha generato turbolenze lungo tutta la filiera. L&#8217;export italiano di vino ha chiuso il 2025 a 7,78 miliardi di euro (-3,7% sul 2024), con i vini rossi DOP piemontesi tra i più colpiti (-7% a valore sul mercato statunitense). I vini di alta gamma come il Barolo mostrano maggiore resilienza rispetto alla fascia media, grazie a una domanda meno sensibile alle variazioni di prezzo (UIV, 2026; Nomisma Wine Monitor, 2026);</li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-80c0-8986-c2ab148063c5" class="bulleted-list">
<li><strong>diversificazione dei mercati</strong>: in risposta alla pressione daziaria, il settore sta accelerando la promozione verso nuovi mercati, tra cui Polonia, Repubblica Ceca, Brasile e Asia del Sud-Est (Nomisma Wine Monitor, 2026);</li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-8081-b2bf-c910e91640db" class="bulleted-list">
<li><strong>fine wine e collezionismo</strong>: la quota del Piemonte sulle piattaforme di fine wine (Liv-Ex) è cresciuta significativamente nel corso degli anni, con il Barolo che rappresenta circa i due terzi degli scambi italiani in questo segmento (Club Oenologique, 2024).</li>
</ul>
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<h2 id="3328112c-b3ab-805b-83ab-e5df0623f438" class="">Evoluzione storica: dalla tradizione alla DOCG</h2>
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<p id="3328112c-b3ab-8013-b6b0-d2795433e6c4" class="">Le origini del Barolo affondano nel <strong>Medioevo</strong>, ma la sua definizione moderna risale al <strong>XIX secolo</strong>.</p>
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<p id="3328112c-b3ab-8031-8e6b-d5cded3cb6ee" class="">Figura centrale è la marchesa <strong>Giulia Falletti di Barolo</strong>, che contribuì alla trasformazione del vino da dolce e frizzante a secco e strutturato. Fondamentale fu anche il ruolo di <strong>Camillo Benso, conte di Cavour</strong>, che promosse innovazioni agronomiche ed enologiche presso il castello di Grinzane. Secondo la tradizione, l&#8217;enologo francese <strong>Louis Oudart </strong>introdusse tecniche di vinificazione più moderne, contribuendo alla nascita dello stile attuale.</p>
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<p id="3328112c-b3ab-8025-ad87-de8a54238a29" class="">Nel <strong>1966</strong> il Barolo ottenne la <strong>DOC</strong>, seguita nel <strong>1980</strong> dalla <strong>DOCG</strong> — tra le prime in Italia — sancendo ufficialmente la sua eccellenza. Il riconoscimento delle <strong>181 Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA)</strong>, avvenuto con il D.M. 30 settembre 2010, ha segnato la tappa più recente di questa lunga evoluzione normativa.</p>
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<h2 id="3328112c-b3ab-80b7-a3e8-f838086af2df" class="">Il nuovo disciplinare Barolo DOP: requisiti tecnici e aggiornamenti</h2>
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<p id="3328112c-b3ab-8003-9fbd-db67722804a2" class="">Il <strong>disciplinare</strong> del Barolo DOP (DOCG), consolidato con D.M. 30 luglio 2020 e oggetto di una proposta di modifica unionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel 2025 ai sensi dell&#8217;art. 10.4 del Reg. (UE) 2024/1143, definisce con precisione requisiti produttivi, area geografica e caratteristiche qualitative.</p>
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<p id="3328112c-b3ab-80ae-8493-db70ea4284ab" class="">La <strong>denominazione</strong> è riservata ai vini rossi nelle tipologie &#8216;Barolo&#8217;, &#8216;Barolo Riserva&#8217;, &#8216;Barolo&#8217; e &#8216;Barolo Riserva&#8217; con menzione geografica aggiuntiva, cui può essere aggiunta la menzione &#8216;vigna&#8217; seguita dal relativo toponimo (disciplinare, articolo 1).</p>
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<h3 id="3328112c-b3ab-8095-84b2-f3aa820537df" class="">Area di produzione, base ampelografica e viticoltura</h3>
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<p id="3328112c-b3ab-80a3-81e9-d7bc2a8405bc" class="">L’areale di <strong>produzione</strong> delle uve è delimitato all&#8217;intero territorio dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d&#8217;Alba, e in parte i territori di Monforte d&#8217;Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d&#8217;Alba, Cherasco e Roddi, in provincia di Cuneo. Le condizioni di coltura dei <strong>vigneti</strong> devono rispondere a requisiti tradizionali: terreni argillosi, calcarei o loro combinazioni, giacitura collinare, altitudine compresa tra 170 e 540 m s.l.m. (Art. 3 — <em>Zona di produzione delle uve</em>).</p>
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<p id="3328112c-b3ab-8050-b32d-d1f5c4e70005" class="">Il Barolo deve essere ottenuto esclusivamente dalle uve del vitigno <strong>Nebbiolo</strong>. (articolo 2 &#8211;<em>Base ampelografica</em>).</p>
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<p id="3328112c-b3ab-80eb-a632-e5bc281c6167" class="">La <strong>resa massima</strong> di uva per ettaro è 8 t (7,20 t/ha per i vini con menzione &#8216;vigna&#8217;), con resa massima uva/vino del 70% (max 56 hl/ha; 68% e 54,4% per menzione vigna); superata la soglia del 75%, il vino non può ottenere la denominazione. Il <strong>titolo alcolometrico naturale</strong> delle uve non dev’essere inferiore a 12,5% vol, 13% per menzione ‘vigna’. Sono ammesse la potatura a Guyot e la forma di allevamento a spalliera; vietata ogni pratica di forzatura (art. 4 — <em>Norme per la viticoltura</em>).</p>
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<h3 id="3328112c-b3ab-8003-a7f0-ea96242ec8ca" class="">Vinificazione e invecchiamento</h3>
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<p id="3328112c-b3ab-80fa-8dfa-f8e7cccbe530" class="">Le operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nella zona delimitata. L’<strong>invecchiamento obbligatorio</strong> varia a seconda delle tipologie;</p>
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<ul id="3328112c-b3ab-80a8-9e35-f559ddf84155" class="bulleted-list">
<li><strong>Barolo</strong>: minimo 38 mesi dall’1 novembre successivo alla raccolta delle uve, di cui almeno 18 in legno; l’immissione al consumo è consentita dall’1 gennaio del quarto anno successivo alla vendemmia;</li>
</ul>
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<ul id="3328112c-b3ab-80c1-95bd-ced696099ae4" class="bulleted-list">
<li><strong>Barolo Riserva</strong>: minimo 62 mesi (di cui almeno 18 in legno); immissione al consumo dall’1 gennaio del sesto anno successivo alla vendemmia (art. 5 — <em>Norme per la</em> v<em>inificazione</em>).</li>
</ul>
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<h3 id="3328112c-b3ab-80a6-ad6a-eea7cc1332ed" class="">Caratteristiche del prodotto</h3>
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<p id="3338112c-b3ab-80dd-a2bb-e06f789f87e4" class="">Al momento dell’immissione al consumo, il Barolo DOCG deve presentare le seguenti caratteristiche:</p>
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<ul id="3328112c-b3ab-806c-941c-d74b23c833d2" class="bulleted-list">
<li>colore: rosso granato;</li>
</ul>
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<ul id="3328112c-b3ab-80e5-ad51-cda77d3bdf63" class="bulleted-list">
<li>odore: intenso e caratteristico;</li>
</ul>
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<ul id="3338112c-b3ab-804b-b1e4-f85da60601cc" class="bulleted-list">
<li>sapore: asciutto, pieno, armonico;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="3338112c-b3ab-805e-987d-c7845fa2acf8" class="bulleted-list">
<li>titolo alcolometrico minimo: 13% vol;</li>
</ul>
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<ul id="3338112c-b3ab-8066-b53b-f06d078786d9" class="bulleted-list">
<li>acidità totale minima: 4,5 g/l;</li>
</ul>
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<ul id="3338112c-b3ab-807e-80b8-c023e8f542d0" class="bulleted-list">
<li>estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l (art. 6 — <em>Caratteristiche al consumo</em>).</li>
</ul>
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<h3 id="3328112c-b3ab-8070-9ca9-c3f621448e60" class="">Menzioni geografiche aggiuntive (MGA)</h3>
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<p id="3328112c-b3ab-800b-83b3-f59493915e0c" class="">La denominazione può essere seguita da una delle <strong>181 MGA </strong>ufficiali, definite nell&#8217;allegato al disciplinare a partire dalla vendemmia 2010–2011. Tra le più note si segnalano: Brunate, Bussia, Cannubi, Cerequio, La Serra, Monprivato, Ravera, Rocche di Castiglione, Vignarionda. Le MGA rappresentano il sistema italiano di valorizzazione del <strong>terroir</strong> per parcella, analogo — ma non identico — al concetto francese di cru o climat (art. 8 — <em>Menzioni geografiche aggiuntive</em>).</p>
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<h3 id="3338112c-b3ab-8099-b808-c969d953f2ba" class="">Barolo chinato</h3>
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<p id="3338112c-b3ab-806c-a621-e9d1e99d2264" class="">‘<em>La denominazione «</em><em><strong>Barolo chinato</strong></em><em>» è consentita per i vini aromatizzati preparati utilizzando come base vino «Barolo» senza aggiunta di mosti o vini non aventi diritto a tale denominazione e con una </em><em><strong>aromatizzazione</strong></em><em> tale da consentire, secondo le norme di legge vigenti, il riferimento nella denominazione alla </em><em><strong>china</strong></em>’ (articolo 7 &#8211; <em>Barolo chinato</em>).</p>
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<h3 id="3338112c-b3ab-8025-b331-fce283e78d1e" class="">Etichettatura e confezionamento</h3>
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<p id="3338112c-b3ab-80c3-bf1b-e20043553ee9" class="">Nella designazione e presentazione dei vini «Barolo» e «Barolo» riserva:</p>
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<ul id="3338112c-b3ab-80ff-9808-ee230a700625" class="bulleted-list">
<li>la DOCG può essere accompagnata dalla menzione «<strong>vigna</strong>» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, a condizione che sia rivendicata anche la «<strong>menzione geografica aggiuntiva</strong>» e purché la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="3338112c-b3ab-8068-b6c4-efdded07cde8" class="bulleted-list">
<li>è vietata l&#8217;aggiunta di qualificazioni diverse da quelle previste dal disciplinare, inclusi gli aggettivi &#8216;extra&#8217;, &#8216;fine&#8217;, &#8216;naturale&#8217;, &#8216;scelto&#8217;, &#8216;selezionato&#8217; e similari;</li>
</ul>
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<ul id="3338112c-b3ab-802d-ba27-f21d495765ab" class="bulleted-list">
<li>è obbligatoria l&#8217;indicazione dell&#8217;annata di produzione delle uve (articolo 8 &#8211; <em>Designazione e presentazione</em>).</li>
</ul>
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<p id="3338112c-b3ab-804c-b5ed-f158cade1615" class="">Le <strong>bottiglie</strong> nelle quali vengono confezionati e commercializzati i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barolo» devono avere:</p>
</div>
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<ul id="3338112c-b3ab-80b9-ae9a-e5e6f060f533" class="bulleted-list">
<li>‘<em><strong>forma albeisa</strong></em><em> o corrispondenti ad antico uso e tradizione, di vetro scuro con dispositivi di chiusura ammessi dalla vigente normativa in materia</em>’;</li>
</ul>
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<ul id="3338112c-b3ab-8087-b558-c3e45ec0d426" class="bulleted-list">
<li>capacità non inferiore a 37,5 cl, con l’esclusione dei 200 cl (articolo 9 &#8211; <em>Confezionamento</em>).</li>
</ul>
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<h2 id="3328112c-b3ab-80d7-a3aa-daf02bd8502b" class="">Resilienza climatica: la nuova geografia dei cru nelle Langhe</h2>
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<p id="3328112c-b3ab-80e2-ab7b-c9ad5fb7170a" class="">Un elemento di crescente rilevanza scientifica e produttiva riguarda l&#8217;impatto dei <strong>cambiamenti climatici</strong> sul profilo dei singoli cru. Studi recenti documentano come l&#8217;aumento delle temperature stia spostando le scelte dei produttori verso esposizioni Est o Nord-Est, altitudini più elevate e parcelle con maggiore ventilazione, già un tempo considerate marginali per la maturazione del Nebbiolo (Club Oenologique, 2024).</p>
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<p id="3338112c-b3ab-801b-b109-c431a6fc5646" class="">La <strong>resilienza</strong> del Barolo risiede proprio nella sua matrice di terroir complessa: suoli marnosi e profondi, a La Morra e Barolo, producono vini più eleganti e aromatici, mentre i suoli calcarei e compatti a Serralunga d&#8217;Alba e Castiglione Falletto danno origine a Barolo più strutturati e longevi. Questa diversità intrinseca offre al sistema MGA una straordinaria capacità adattiva.</p>
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<h2 id="3328112c-b3ab-8002-92d2-f0d75ebbe782" class="">Abbinamenti</h2>
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<p id="3328112c-b3ab-8078-bf1a-d5bddfc39059" class="">Il Barolo è un vino da meditazione e da grande cucina. I principali <strong>abbinamenti gastronomici</strong> comprendono carni rosse e selvaggina (es. brasato al Barolo), formaggi stagionati, piatti a base di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/tartufo-bianco/"><strong>tartufo bianco</strong></a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/dal-bosco-alla-tavola-i-funghi-porcini-italiani/">funghi porcini</a> e pasticceria secca al <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cioccolato/cioccolato-fondente/">cioccolato fondente</a>. Il servizio ideale prevede una temperatura di 16–18 °C e la decantazione — raccomandata soprattutto per i vini giovani — in ampi calici che consentano la corretta ossigenazione.</p>
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<h2 id="3328112c-b3ab-805c-887f-e0a7e3b58fe5" class="">Guida tecnica per acquirenti e buyer internazionali</h2>
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<p id="3328112c-b3ab-8034-aa2f-c20446fbce5c" class="">Per orientarsi nel complesso mondo del Barolo è utile considerare alcuni elementi chiave:</p>
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<ul id="3328112c-b3ab-8081-8fd9-c0ba738246c8" class="bulleted-list">
<li>per i <strong>consumatori</strong>: l&#8217;annata incide significativamente sulla qualità; la zona/MGA orienta lo stile (Serralunga per struttura e longevità, La Morra per eleganza e profumo); l&#8217;invecchiamento minimo garantito dal disciplinare non esclude benefici da ulteriore affinamento in bottiglia. I prodotti certificati <strong>biologico o biodinamico</strong> garantiscono i più elevati standard di sostenibilità ambientale;</li>
</ul>
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<ul id="3328112c-b3ab-8093-82e0-de14de54a33c" class="bulleted-list">
<li>per i <strong>buyer internazionali</strong>: verificare le certificazioni (DOP, biologico); valutare la coerenza tra prezzo, posizionamento e MGA. La squadra di <strong>GIFT – Great Italian Food Trade</strong> offre un supporto qualificato agli acquirenti internazionali nella selezione di fornitori italiani affidabili, facilitando l&#8217;accesso a produzioni di alta qualità, inclusi vini biologici e sostenibili.</li>
</ul>
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<h2 id="3348112c-b3ab-800b-aea3-d462efee2389" class="">Tracciabilità e contrasto al wine sounding</h2>
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<p id="3348112c-b3ab-8083-90c4-e57af9b84496" class="">La tutela della denominazione sui mercati internazionali, specialmente in area asiatica e nordamericana, richiede oggi strumenti avanzati di certificazione. L’adozione di sistemi di tracciabilità digitale, quali la <strong>blockchain</strong> e gli <strong>Smart QR Code</strong> in etichetta, consente ai buyer di verificare l&#8217;autenticità di ogni lotto. Queste tecnologie proteggono il valore del Barolo DOP dai tentativi di contraffazione, garantendo ai consumatori globali la piena corrispondenza tra l&#8217;origine dichiarata e il contenuto della bottiglia.</p>
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<h2 id="3328112c-b3ab-8024-8838-f39c6ff4c474" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="3328112c-b3ab-80c5-aef1-d26a923d488d" class="">La solidità del Barolo DOP risiede nella capacità di presidiare i mercati globali mantenendo l&#8217;integrità del profilo qualitativo. Il legame tra vitigno, suolo e norma tecnica — codificato nelle 181 Menzioni Geografiche Aggiuntive — offre ai partner internazionali garanzie misurabili di autenticità. In un panorama vitivinicolo in mutamento, il Barolo si conferma il benchmark della produzione italiana, pronto a intercettare nuovi scenari di consumo con la forza di un&#8217;identità territoriale certificata.</p>
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<p id="3328112c-b3ab-80b1-a295-f233b18e19a6" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
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<h3 id="3328112c-b3ab-8092-9652-c8947f89ca1d">Riferimenti</h3>
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<ul id="3328112c-b3ab-805a-a8a6-e49a6f0120bb" class="bulleted-list">
<li>Anderson, K., &amp; Nelgen, S. (2020). <em>Global wine markets, 1961 to 2019: A statistical compendium</em>. University of Adelaide Press. <a href="https://doi.org/10.20851/global-wine-markets">https://doi.org/10.20851/global-wine-markets</a></li>
</ul>
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<ul id="3328112c-b3ab-80a5-b2cd-f21e82255f39" class="bulleted-list">
<li>Club Oenologique. (2024, October). <em>The Barolo wine report 2024: Climate, MGAs and the new generation</em>. <a href="https://cluboenologique.com/report/barolo-wine-italy-report-2024/">https://cluboenologique.com/report/barolo-wine-italy-report-2024/</a></li>
</ul>
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<ul id="3328112c-b3ab-800a-98de-e381a71fef8f" class="bulleted-list">
<li>Club Oenologique. (2024, February). <em>How the climate crisis is affecting Barolo and Barbaresco&#8217;s prized crus</em>. <a href="https://cluboenologique.com/report/barolo-barbaresco-wine-climate-crisis/">https://cluboenologique.com/report/barolo-barbaresco-wine-climate-crisis/</a></li>
</ul>
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<ul id="3328112c-b3ab-80d1-8bee-eb1b04161b55" class="bulleted-list">
<li>Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. (2025). <em>Bilancio della vendemmia 2025 e dati di imbottigliamento</em>. <a href="https://www.langhevini.it/">https://www.langhevini.it</a></li>
</ul>
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<ul id="3338112c-b3ab-80c9-89f1-e2b089c5de8c" class="bulleted-list">
<li>Ismea &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <em>Rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</em> (23a ed.). Edizioni Qualivita. <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download">https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download</a></li>
</ul>
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<ul id="3328112c-b3ab-80ff-b848-fcaf01c46426" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). (2020). <em>Disciplinare consolidato di produzione della DOCG Barolo — D.M. 30 luglio 2020</em>. <a href="http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?q=1011&amp;t=dsc">catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?q=1011&amp;t=dsc</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="3328112c-b3ab-8071-a2bc-f4f4af7ef9b3" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). (2025). <em>Proposta di modifica unionale del disciplinare di produzione DOP &#8216;Barolo&#8217; — procedura ai sensi dell&#8217;art. 10, par. 4 del Reg. (UE) 2024/1143</em>. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fb%252F5%252FD.32185a9a417ef7756be8/P/BLOB%3AID%3D22762/E/pdf?mode=download">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fb%252F5%252FD.32185a9a417ef7756be8/P/BLOB%3AID%3D22762/E/pdf?mode=download</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="3348112c-b3ab-8093-ba07-c6e5edad1995" class="bulleted-list">
<li>Nomisma Wine Monitor. (2025, settembre). <em>Export vino Italia: nel I semestre, solo l'&#8221;effetto scorte&#8221; pre-dazi mantiene in positivo l&#8217;export negli USA</em>. <a href="https://www.nomisma.it/press-area/wine-monitor-nomisma-export-vino-italia-nomisma-usa-germania-canada-primo-semestre-2025/">https://www.nomisma.it/press-area/wine-monitor-nomisma-export-vino-italia-nomisma-usa-germania-canada-primo-semestre-2025/</a></li>
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<ul id="3348112c-b3ab-808d-899a-fa94a2295e38" class="bulleted-list">
<li>Nomisma Wine Monitor. (2026, marzo). <em>Le performance 2025 dell&#8217;export vino italiano: USA in calo, nuovi mercati alternativi</em>. <a href="https://www.nomisma.it/press-area/nomisma-wine-monitor-esportazioni-vino-2025/">https://www.nomisma.it/press-area/nomisma-wine-monitor-esportazioni-vino-2025/</a></li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-80c2-809f-e6a9e7d7845b" class="bulleted-list">
<li>OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin). (2025, aprile). <em>State of the world vine and wine sector in 2024</em>. <a href="https://www.oiv.int/press/state-world-vine-and-wine-sector-2024-adaptation-cooperation">https://www.oiv.int/press/state-world-vine-and-wine-sector-2024-adaptation-cooperation</a></li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-80e0-bb2a-dafe1d33fce8" class="bulleted-list">
<li>Regione Piemonte. (2024). <em>Dichiarazioni vitivinicole — campagna 2024/2025</em>. <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/viticoltura-enologia/dichiarazioni-vitivinicole">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/viticoltura-enologia/dichiarazioni-vitivinicole</a></li>
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<ul id="3348112c-b3ab-8017-ae30-fef3997cbfa9" class="bulleted-list">
<li>Regione Piemonte. (s.d.). <em>Viticoltura ed enologia</em>. <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/viticoltura-enologia">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/viticoltura-enologia</a></li>
</ul>
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<ul id="3348112c-b3ab-8029-9956-ddac10580450" class="bulleted-list">
<li>Unione Italiana Vini (UIV). (2026). <em>Export vino italiano: consuntivo 2025</em>. <a href="https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-in-calo-nel-2025-pesa-il-rallentamento-delleconomia-globale">https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-in-calo-nel-2025-pesa-il-rallentamento-delleconomia-globale</a></li>
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<ul id="3338112c-b3ab-80c4-8d93-d5b4b759c971" class="bulleted-list">
<li>Valoritalia. (2025). VI Annual Report 2025 – Schede Consorzi. Barolo DOCG. https://www.valoritalia.it/wp-content/uploads/2025/07/VI-Annual-Report-2025-Schede-Consorzi-DO-EVO-22&#215;22-02b_106-scaled.jpg</li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/barolo/">Barolo DOP: il &#8216;re dei vini&#8217; del Piemonte</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<item>
		<title>Montefalco DOC e Sagrantino DOCG, eccellenze dell’Umbria</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/vini-montefalco-sagrantino-docg-doc-umbria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[DOP Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[vino rosso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/sagrantino-di-montefalco/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il generoso Sagrantino Montefalco vino rosso italiano particolarmente adatto all'invecchiamento è caratterizzato da un alto contenuto di polifenoli...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/vini-montefalco-sagrantino-docg-doc-umbria/">Montefalco DOC e Sagrantino DOCG, eccellenze dell’Umbria</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="3168112c-b3ab-80c4-9be3-e7d53f1b66bc" class="">Il distretto vitivinicolo di <strong>Montefalco</strong> si conferma cuore pulsante dell’<strong>enologia umbra</strong>, capace di coniugare una tradizione millenaria con performance economiche d’eccellenza. Tra il vigore del <strong>Sagrantino DOCG </strong>e la versatilità delle denominazioni <strong>Montefalco DOC</strong>, il territorio esprime un modello di viticoltura di precisione che traina la crescita del valore aggiunto regionale. Analizziamo le caratteristiche tecniche, i rigidi disciplinari di produzione e il posizionamento strategico di questi ambasciatori del Made in Italy nel mondo.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="3168112c-b3ab-8038-9b04-c6390c5155a7" class="">L’economia del vino in Umbria: numeri e trend</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3168112c-b3ab-8079-8f5e-d15d1b3a2313" class="">Il XXIII <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/dop-economy-italia-2024/">Rapporto ISMEA-Qualivita sulla DOP Economy</a> (2025) indica un valore complessivo di 11 miliardi di euro, nel 2024, per i <strong>vini italiani</strong> <strong>DOP e IGP</strong> , con un export vino DOP IGP imbottigliato si conferma stabile a <strong>11,0 miliardi di euro</strong>, con un valore all’<strong>export </strong>di 7,19 miliardi di euro (+5,2% sul 2023), pari all&#8217;88% dell&#8217;export vinicolo italiano complessivo.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-80e2-96e6-ca26c78bd258" class="">L’<strong>Umbria</strong> vanta 21 vini a Indicazione Geografica, per un valore che ha registrato nel 2024 una crescita del 7,0% rispetto all’anno precedente, fino a raggiungere i <strong>74 milioni di euro</strong>. Nel dettaglio:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-80c6-933c-f49b7b6ba921" class="bulleted-list">
<li><strong>15 vini DOP</strong>, per un valore di <strong>38 milioni di euro</strong> con una straordinaria crescita, <strong>+15,3%</strong>, rispetto al 2023;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-80ad-b278-ce510d98d02b" class="bulleted-list">
<li>6 vini IGP, per un valore di 36 milioni di euro (-0,5%).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3168112c-b3ab-8009-82ca-e409334fd4f4" class="">Dalle radici medievali al riconoscimento DOCG</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3168112c-b3ab-805e-a230-c30c054b5af4" class="">La viticoltura a Montefalco è attestata sin dal Medioevo. ‘<em>Dalla prima metà del Trecento le leggi comunali iniziano a tutelare vite e vino, dedicandogli interi capitoli e rubriche di statuti comunali</em>’. La leggenda popolare lega il nome &#8216;Sagrantino&#8217; alla radice latina <em><strong>sacer</strong></em>, a testimonianza del radicamento liturgico e culturale del vitigno (Confraternita del Sagrantino). Fonti monastiche confermano infatti la produzione del vino dolce, da uve appassite, destinata a ricorrenze religiose.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-800e-8524-d4ebe2ffd4ed" class="">La citazione più antica del nome <strong>&#8216;Sagrantino&#8217;</strong> risale al 1549, documentata in un ordine di mosto, mentre nel 1598 il giurista Bartolomeo Nuti cita esplicitamente l&#8217;uso delle uve &#8216;sagrantino&#8217; nella preparazione dei vini rossi. Nel 1925, alla Mostra Enologica dell’Umbria, Montefalco veniva definita come il centro vinicolo più importante della regione. Il riconoscimento <strong>DOC</strong> arrivò nel <strong>1979</strong> (D.P.R. 30 ottobre 1979), seguito dalla <strong>DOCG</strong> con Decreto Ministeriale del 5 novembre <strong>1992</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3168112c-b3ab-807f-8f0f-f4694d611b88" class="">Montefalco DOC: bianco, Grechetto e rosso nel dettaglio</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8015-84f6-d8917b31c626" class="">La denominazione di origine controllata ‘Montefalco’ è riservata ai quattro vini &#8211; due bianchi e due rossi &#8211; che rispondono ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione: bianco e Grechetto, rosso e rosso riserva (disciplinare aggiornato con DM 3 luglio 2023, articolo 1 &#8211; <em>Denominazione e vini</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3178112c-b3ab-80ab-9498-e90a22ec9019" class="">Uvaggi e vinificazione: il disciplinare tecnico</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8036-b012-ce46878c6e3d" class="">I vigneti destinati alla produzione delle diverse tipologie di vino Montefalco DOC devono rispettare la seguente composizione ampelografica:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-80af-a24c-d0df20890c7f" class="bulleted-list">
<li>Montefalco <strong>bianco</strong>: <strong>Trebbiano</strong> spoletino non inferiore al 50%; altre uve a bacca bianca, non aromatiche, dai vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Umbria riportati<br />
in allegato 1 al disciplinare;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-805c-b76a-f84ec97985f5" class="bulleted-list">
<li>Montefalco <strong>Grechetto</strong>: Grechetto non inferiore all’85%; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche,<br />
provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Umbria;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-809e-89e7-fde53a2d8c66" class="bulleted-list">
<li>Montefalco <strong>rosso</strong> e <strong>rosso riserva</strong>: Sangiovese dal 60 al 80%; Sagrantino, dal 10 al 25%. Possono concorrere uve a bacca rossa, non aromatiche, da vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Umbria di cui in allegato 1 al disciplinare (disciplinare, articolo 2 &#8211; <em>Base ampelografica</em>).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3168112c-b3ab-8004-867c-ca660092fdff" class="">Zona di produzione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3168112c-b3ab-80d7-8c60-e00a3212295b" class="">La <strong>zona di produzione</strong> delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine<br />
controllata ‘Montefalco’ comprende l&#8217;intero territorio del Comune di Montefalco e parte del<br />
territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell&#8217;Umbria ubicati nella provincia di Perugia (disciplinare, articolo 3 &#8211; <em>Zona di produzione</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8029-bd08-d1be474ce52b" class="">‘<em>Si tratta di un </em><em><strong>areale produttivo molto raccolto</strong></em><em>, con terreni che digradano dolcemente lungo profili collinari presidiati da antichi borghi medievali. La fascia altimetrica di coltivazione oscilla </em><em><strong>tra i 220 e i 472 metri</strong></em><em> (…), mentre la pendenza degli appezzamenti vitati e l’esposizione generale è variabile, tanto da creare un </em><em><strong>ampio ventaglio di microclimi</strong></em><em> e condizioni di coltivazione, che consentono interessanti variazioni nell’interpretazione dei vini da parte delle singole cantine’.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-80d2-87b8-d2a2ba40dd7a" class="">‘<em>Il </em><em><strong>clima</strong></em><em> presenta caratteri sostanzialmente mediterranei – sub continentali, con estati calde ma non afose e inverni abbastanza freddi e discretamente piovosi</em>’ (articolo 9 &#8211; <em>Legame con l&#8217;ambiente geografico</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3168112c-b3ab-8037-8f33-d18dcda68cb5" class="">Norme per la viticoltura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8053-8d8c-fe950a82edda" class="">Le <strong>condizioni ambientali</strong> e di coltura dei vigneti devono essere atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità. Per i Montefalco rosso e rosso riserva ‘<em>sono da escludere i terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati</em>’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-805d-ba88-e823bf290d27" class="">La <strong>densità minima d’impianto</strong> è 4.000 ceppi per ettaro per i vini rossi, 3.000 per quelli bianchi. La <strong>resa massima</strong> di uva per ettaro è 12 tonnellate per i Montefalco bianchi, 11 t per i rossi.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8027-8d63-e3dce2e4c2c7" class="">Il <strong>titolo alcolometrico</strong> volumico naturale minimo delle uve varia dall’11% per bianco e Grechetto al 12% per il rosso, fino al 12,5% per il rosso riserva (disciplinare, articolo 4 &#8211; <em>Norme per la viticoltura</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3168112c-b3ab-805f-8f58-ec837d9a8064" class="">Norme per la vinificazione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-80aa-924b-e261d9a76a93" class="">La resa massima dell’<strong>uva in vino</strong>, all’atto dell’immissione al consumo, compreso l’eventuale arricchimento, è il 70% per tutti i vini Montefalco DOP. La produzione massima di <strong>vino per ettaro</strong> è 84 ettolitri per i bianchi e 77 hl per i rossi.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-80de-aba9-c6c7c24459b0" class="">Il periodo di <strong>invecchiamento minimo</strong> è 18 mesi per il Montefalco rosso; 30 mesi per il rosso riserva, di cui 12 in botti di legno di qualsiasi dimensione (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3168112c-b3ab-801a-9a4b-f1a9726a6c47" class="">Le operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio devono venire effettuate nella zona di produzione (con deroga per le aziende che vinificavano uve idonee al Montefalco già dal 1990 nei Comuni di Foligno e Spoleto).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3178112c-b3ab-80d6-8110-db56ff28ae5d" class="">Caratteristiche al consumo dei vini Montefalco DOC</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8057-9bb6-dcec8b73c859" class="">Le caratteristiche dei vini Montefalco DOC al consumo, ai sensi dell’articolo 6 del disciplinare, sono le seguenti.</p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/vini-montefalco-sagrantino-docg-doc-umbria/attachment/screenshot-139/" rel="attachment wp-att-83191"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83191" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC-1024x643.jpg" alt="" width="696" height="437" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC-1024x643.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC-300x188.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC-768x482.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC-150x94.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC-696x437.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC-1068x671.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Caratteristiche-al-consumo-dei-vini-Montefalco-DOC.jpg 1226w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3168112c-b3ab-8054-92ee-f14f87bd427e" class="">Etichettatura e confezionamento</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8090-82d5-d8caf437ae30" class="">Nell’etichettatura, designazione e presentazione dei vini Montefalco DOC:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-80ed-b604-f284ddbc74a4" class="bulleted-list">
<li>le <strong>specificazioni</strong> aggiuntive ‘bianco’, ‘rosso’, ‘Grechetto’ e ‘riserva’ devono figurare in etichetta al di sotto della dicitura ‘<strong>Montefalco</strong> Denominazione di Origine Controllata’, in caratteri di dimensioni non superiori, della stessa evidenza e colore;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-8083-a1b7-e5bc243edac0" class="bulleted-list">
<li>è ammessa la menzione ‘<strong>vigna</strong>’, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, a condizione che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-80a9-bbbb-dd084e0dc9a6" class="bulleted-list">
<li>è consentito l’uso del riferimento geografico più ampio, ‘<strong>Umbria</strong>’, separato dal nome geografico della denominazione e dalla menzione DOC, in caratteri di altezza inferiore con lo stesso font (tipo di carattere), stile, spaziatura, evidenza, colore;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-801c-ad5c-ebd02dafd86a" class="bulleted-list">
<li>l’<strong>annata di produzione</strong> delle uve è sempre obbligatoria;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-803e-a394-f82ad548bcc0" class="bulleted-list">
<li>è vietata l’aggiunta di qualificazioni aggiuntive diverse da quelle previste dal disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: ‘extra’, ‘fine’, ‘selezionato’, ‘scelto’, ‘superiore’, ‘vecchio’ e similari (disciplinare, articolo 7 &#8211; <em>Etichettatura, designazione e presentazione</em>).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8017-9a8d-d066d2c84e22" class="">Il confezionamento dei vini Montefalco DOP deve venire eseguito in bottiglie di vetro di volume non superiore a 18 litri, chiuse con tappo raso bocca, o con tappo a vite con capsula a vestizione lunga. Il tappo in sughero raso bocca è obbligatorio per il rosso riserva (disciplinare, articolo 8 &#8211; <em>Confezionamento</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3178112c-b3ab-8014-9acf-f1e0dee41808" class="">Montefalco Sagrantino DOCG: l&#8217;eccellenza del vitigno autoctono</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-80a1-9971-fb40bff60991" class="">La denominazione di origine controllata e garantita ‘<strong>Montefalco Sagrantino</strong>’ è riservata al vino rosso esclusivamente derivato da questo antico vitigno umbro, nelle tipologie ‘Secco’ e ‘Passito’, che risponda alle condizioni e ai requisiti prescritti dall’apposito disciplinare.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3188112c-b3ab-80ad-b965-daf264fb39b8" class="">Purezza e norme di vinificazione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3178112c-b3ab-8096-9edf-d59eaa040018" class="">Il Sagrantino <strong>DOCG</strong> deve venire ‘<em>ottenuto dalle </em><em><strong>uve</strong></em><em> provenienti dai vigneti composti </em><em><strong>esclusivamente</strong></em><em> dal vitigno </em><em><strong>Sagrantino</strong></em>’. La zona di produzione è delimitata nei territori degli stessi comuni che ricadono nell’areale del Montefalco DOP. Similmente, la <strong>densità minima di impianto</strong> è stabilita in 4.000 ceppi per ettaro, con una distanza tra i filari non superiore ai 2,5metri lineari.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3188112c-b3ab-80ce-8672-d4cdbcd029b5" class="">La qualità superiore del Sagrantino DOCG si evince già dalle norme per la viticoltura, in articolo 4 del disciplinare, laddove:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3188112c-b3ab-80f1-99d8-f5fd7bae0068" class="bulleted-list">
<li>la <strong>produzione massima di uva</strong> è di sole 8 t per ettaro di vigneto in coltura specializzata e di 2,5 kg per ceppo;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3178112c-b3ab-80bd-94cd-e00d6c2fccfc" class="bulleted-list">
<li>il <strong>titolo alcolometrico</strong> volumico naturale minimo delle <strong>uve</strong> è 12.50%; 13,50% per il vino secco con la menzione ‘Vigna‘; 17,00%, dopo l’appassimento, per le uve destinate alla tipologia ‘Montefalco Sagrantino’ Passito;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3188112c-b3ab-803c-91f6-f3c163616e73" class="bulleted-list">
<li>la <strong>resa massima</strong> dell&#8217;uva in vino non deve essere superiore al 65% per il Montefalco<br />
Sagrantino Secco (52 hl/ha) e al 35% riferito allo stato fresco dell&#8217;uva per la tipologia Passito (28 hl/ha).</li>
</ul>
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<h3 id="3188112c-b3ab-801e-ba48-dfda99903d0a" class="">Invecchiamento e affinamento: i segreti della longevità</h3>
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<p id="3188112c-b3ab-807f-ba54-cee0b577c7d7" class="">Il vino ‘Montefalco Sagrantino’ DOCG, in entrambe le tipologie Secco e Passito, deve venire sottoposto a:</p>
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<ul id="3188112c-b3ab-80bb-acd7-c8261468a4bb" class="bulleted-list">
<li>un periodo di <strong>invecchiamento obbligatorio</strong> di almeno <strong>33 mesi</strong>, a decorrere dal 1° dicembre dell’anno di produzione delle uve, di cui &#8211; per la sola tipologia Secco &#8211; almeno <strong>12 mesi in botti di rovere</strong> di qualsiasi dimensione;</li>
</ul>
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<ul id="3188112c-b3ab-80f8-8d0a-cbbe830bcc6f" class="bulleted-list">
<li>un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno quattro mesi.</li>
</ul>
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<p id="3188112c-b3ab-80ac-b4ee-fb72ce1d7f2b" class="">‘Per quanto riguarda il vino “Montefalco Sagrantino” nella versione Passito viene ammessa, oltre all’appassimento naturale, la pratica del controllo dell’umidità. In questo caso gli ambienti possono essere soggetti al trattamento di deumidificazione e di eventuale abbassamento della temperatura ambientale. È comunque vietato il ricorso al riscaldamento’ (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>).</p>
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<h3 id="3188112c-b3ab-80be-a8d8-f6d9af4d4fcd" class="">Sagrantino Montefalco DOCG, le caratteristiche al consumo</h3>
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<p id="3188112c-b3ab-8059-8bc6-cc8aae9874bf" class="">Il Montefalco Sagrantino si distingue per la sua struttura imponente e la sua longevità, declinandosi in due versioni storiche: il Secco, austero e armonico, e il Passito, che mantiene il carattere varietale in una veste dolce e vellutata (disciplinare, articolo 6 &#8211; <em>Caratteristiche al consumo</em>).</p>
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<h3 id="3188112c-b3ab-80b4-86ba-d830b35fcd8b">Confronto tra le tipologie Secco e Passito</h3>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/vini-montefalco-sagrantino-docg-doc-umbria/attachment/screenshot-140/" rel="attachment wp-att-83193"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83193" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito--1024x498.jpg" alt="" width="696" height="338" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito--1024x498.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito--300x146.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito--768x373.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito--150x73.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito--696x338.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito--1068x519.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/03/TAB-Confronto-tra-le-tipologie-Secco-e-Passito-.jpg 1238w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a></p>
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<h2 id="3168112c-b3ab-8069-97b3-ea3076a376c0" class="">Abbinamenti</h2>
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<p id="3168112c-b3ab-8064-9854-dd878e436f89" class=""><strong>Montefalco Bianco DOC e Grechetto DOC:</strong> antipasti, zuppe e legumi, risotti, pesce, carni bianche, porchetta, formaggi freschi e torte rustiche.</p>
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<p id="3168112c-b3ab-801b-bcee-c7012c2ae688" class=""><strong>Montefalco Rosso DOC:</strong> salumi umbri, primi al ragù, carni arrosto e alla griglia, formaggi di media stagionatura.</p>
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<p id="3168112c-b3ab-8033-8027-fb000d70a72a" class=""><strong>Sagrantino DOCG secco:</strong> brasati, selvaggina, carni rosse importanti, formaggi stagionati a pasta dura (es. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/parmigiano-reggiano-dop-1159/">Parmigiano Reggiano &gt;24 mesi</a>).</p>
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<p id="3168112c-b3ab-8092-b5a8-cf68bd5280b2" class=""><strong>Sagrantino DOCG passito:</strong> dessert al <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cioccolato/cioccolato-fondente/">cioccolato fondente</a>, pasticceria secca (es. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/biscotti/cantucci-toscani-igp/">cantucci</a>), formaggi erborinati (es. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/gorgonzola-dop/">Gorgonzola DOP</a>); vino da meditazione.</p>
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<h2 id="3168112c-b3ab-8083-bf77-e55203c1753c" class="">Guida all’acquisto e opportunità per i buyer internazionali</h2>
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<p id="3168112c-b3ab-8036-b298-c04aea448b39" class=""><strong>Per buongustai</strong> — Privilegiare etichette biologiche certificate o con pratiche agronomiche a basso impatto; per il Sagrantino secco, valutare annate con almeno 5–8 anni di evoluzione per apprezzare la piena integrazione tannica; per il passito, preferire produttori con appassimenti naturali ben gestiti e residui zuccherini equilibrati.</p>
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<p id="3168112c-b3ab-80e0-a1a7-c341933bc178" class=""><strong>Per buyer professionali</strong> — Il distretto di Montefalco offre un posizionamento premium per carte vini ‘fine dining’ e retail specializzato. Puntare su verticali di Sagrantino (secco e passito) e su rossi DOC con forte identità territoriale. <strong>GIFT</strong> (Great Italian Food Trade) affianca gli acquirenti internazionali nella selezione di fornitori affidabili, con focus su produttori biologici, audit di filiera, supporto su logistica e conformità per l&#8217;export.</p>
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<h2 id="3168112c-b3ab-8000-aaa6-cddcc1effa27" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="3168112c-b3ab-8024-924d-ece7ed942381" class="">La denominazione Montefalco è un presidio di biodiversità ampelografica, oltreché un fiore all’occhiello della DOP Economy italiana. La capacità del Sagrantino di evolvere nel tempo, unita al rigore dei controlli di filiera, garantisce ai mercati internazionali un prodotto di altissimo profilo qualitativo e identitario. Per gli operatori del settore, investire nel distretto di Montefalco significa puntare su un legame indissolubile tra territorio e innovazione enologica, pilastri fondamentali per il successo del comparto fine dining e retail globale.</p>
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<p id="3168112c-b3ab-801b-b456-f9d39228afc4" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
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<h3 id="3168112c-b3ab-801c-8d9b-e93c27b08c95" class="">Riferimenti</h3>
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<ul id="3168112c-b3ab-8070-a450-c1c4551399e7" class="bulleted-list">
<li>Confraternita del Sagrantino. <a href="https://confraternitadelsagrantino.it/index.php/disciplinare/">https://confraternitadelsagrantino.it</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="3168112c-b3ab-8016-9aa1-f8a0787d51d2" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Tutela Vini Montefalco. Montefalco DOC — uvaggi e disciplinare vigente. <a href="https://www.consorziomontefalco.it/montefalco-doc/">https://www.consorziomontefalco.it/</a></li>
</ul>
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<ul id="3168112c-b3ab-8003-a579-cef063533446" class="bulleted-list">
<li>ISMEA &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <em>Rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</em> (XXIII ed.). Edizioni Qualivita. <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download">https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download</a></li>
</ul>
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<ul id="3168112c-b3ab-80c8-b4de-ec462d8f9d56" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. (2023). Montefalco DOP (DOC): Disciplinare consolidato. MASAF. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19834">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19834</a></li>
</ul>
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<ul id="3168112c-b3ab-80c4-9b3b-fb18a8e06065" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. (2023). ‘Montefalco Sagrantino’ DOP (DOCG): Disciplinare consolidato<strong>. </strong>MASAF. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19833">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19833</a></li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/vini-montefalco-sagrantino-docg-doc-umbria/">Montefalco DOC e Sagrantino DOCG, eccellenze dell’Umbria</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Lambrusco: guida completa ai vini frizzanti dell&#8217;Emilia</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/lambrusco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[vino rosso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/lambrusco/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il leggendario Lambrusco è vino italiano molto noto all'estero. Soprattutto negli Usa, per molto tempo è stato famoso con il generoso appellativo di "ch...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/lambrusco/">Lambrusco: guida completa ai vini frizzanti dell&#8217;Emilia</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="3108112c-b3ab-80ac-945a-d47ad782e2d0" class=""><strong>Il Lambrusco</strong> è un insieme di vini frizzanti e spumanti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP) prodotti in Emilia-Romagna. Identità ampelografica plurale (famiglia delle uve Lambrusco), profilo organolettico che spazia dal rosato al rubino intenso, stili da secco ad amabile: una denominazione &#8216;a sistema&#8217; che esprime territori, climi e tradizioni diverse, oggi al centro di un rinnovato posizionamento qualitativo.</p>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-800e-8bf7-e6b2dbbe35bc" class="">Con circa <strong>40 milioni di bottiglie DOC</strong> e oltre <strong>110 milioni</strong> di bottiglie <strong>IGP</strong> prodotte ogni anno, e il <strong>60%</strong> della produzione destinata all&#8217;<strong>export</strong>, questa guida analizza il mercato, le caratteristiche tecniche delle sei DOC e delle due IGP, e le prospettive di un comparto che affronta le sfide globali attraverso l’aggiornamento dei disciplinari (novembre 2024) e il valore del modello cooperativo.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="30f8112c-b3ab-8033-ace8-f287ef32fac7" class="">Mercato ed export: l’analisi del comparto Lambrusco nel 2025</h2>
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<div dir="auto"></div>
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<p id="30f8112c-b3ab-80b9-a797-e85c74389a19" class="">Il comparto Lambrusco esprime una filiera a doppio registro: le DOC producono circa 40 milioni di bottiglie annue, l&#8217;IGT Emilia Lambrusco ne aggiunge oltre 110 milioni, per un totale di <strong>150 milioni di bottiglie </strong>di cui il 60% destinato all&#8217;<strong>export</strong> <strong>in oltre 90 Paesi</strong> (Consorzio Tutela Lambrusco / ANSA, 2025). La superficie vitata nell&#8217;area reggiano-modenese è di circa <strong>16.996 ettari</strong> complessivi, con 9.245 ettari a Lambrusco (in calo del 3% nel decennio), 5.313 ettari ad Ancellotta e 1.438 a Pignoletto e Spergola — varietà in espansione, a segnalare una diversificazione produttiva in risposta alle pressioni di mercato sui rossi frizzanti.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-809a-b640-e0d6a65aa0cd" class="">La <strong>vendemmia 2025</strong> è risultata<strong> </strong>la più scarsa dal 2017, registrandosi un calo per le uve Lambrusco dell’11,6% (139.500 t contro 157.700 t nel 2024), a causa di un minore allegamento (fase della vite in cui il fiore fecondato si trasforma in acino) nella primavera e di picchi di calore estivi (Confcooperative Terre d&#8217;Emilia / ANSA, 2025). In compenso, la <strong>qualità</strong> è risultata <strong>eccellente</strong>: grado zuccherino a 17,6 gradi Brix, il secondo più alto dell&#8217;ultimo decennio, con profili aromatici particolarmente concentrati. Come ha dichiarato il presidente del Consorzio Tutela Lambrusco, Claudio Biondi: &#8216;<em>Le forti escursioni termiche registrate nelle settimane precedenti la vendemmia hanno portato a una forte concentrazione degli aromi, che risultano quest&#8217;anno particolarmente spiccati con uve di qualità ottima</em>&#8216; (Consorzio Tutela Lambrusco / ANSA, ottobre 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8047-a44e-d63a9f8e038f" class="">La riduzione produttiva potrebbe favorire un <strong>riequilibrio tra domanda e offerta</strong> in un mercato che mostrava segnali di sovrapproduzione strutturale, soprattutto nel comparto IGT; il Consorzio ha peraltro avviato una discussione sulla possibile sospensione temporanea delle autorizzazioni per nuovi impianti (Gambero Rosso, giugno 2025).</p>
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<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-800f-9d17-f4c789cbdd83" class="">Vendite in GDO: pressione strutturale sui rossi frizzanti</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-804d-a839-e0027bb2869c" class="">In <strong>Italia</strong>, sul canale della grande distribuzione organizzata italiana, il <strong>Lambrusco</strong> si è confermato nel 2024 il <strong>terzo vino per volumi</strong>, con <strong>15,1 milioni di litri</strong> (-4% rispetto al 2023) e <strong>57,2 milioni di euro</strong> (-3,7%. Circana/Vinitaly, aprile 2025; Il Sole 24 Ore, marzo 2025). I vini frizzanti come categoria aggregata hanno perso il 5,7% in volume e il 4,4% in valore nel 2024, a fronte di una crescita degli spumanti (+4,2% in volume) e di una relativa tenuta dei vini fermi bianchi: il mercato GDO si sta orientando a svantaggio dei rossi frizzanti e a favore di bianchi, rosati e bollicine secche (GdoWeek, aprile 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-804e-9b32-d1011f2aed19" class="">I dati definitivi Circana 2025 — pubblicati a febbraio 2026 — confermano un bilancio negativo per i vini frizzanti, per il quinto anno consecutivo: 618 milioni di litri totali (-3,1% sul 2024) per 2,3 miliardi di euro (-0,5%), con un <strong>prezzo medio</strong> di <strong>3,77 euro/litro</strong> (+2,6%). Gli spumanti hanno tenuto (+5% in volume annuo), mentre i <strong>vini rossi e i frizzanti</strong> hanno continuato a perdere terreno (Circana/I Numeri del Vino, febbraio 2026; WineNews/Circana, gennaio 2026). Secondo le proiezioni Circana presentate a Vinitaly 2025, il vino bianco sorpasserà il rosso nelle vendite GDO entro cinque anni (GdoWeek, aprile 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-801d-b567-dab8280687c7" class="">Export Lambrusco: Stati Uniti primo mercato, pressione dei dazi, mercati emergenti</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8094-80a8-e6db5583d9a3" class="">Il <strong>60% della produzione Lambrusco</strong> è esportato in oltre 90 Paesi. Il principale mercato di sbocco extra-europeo sono gli <strong>Stati Uniti</strong>, che assorbono <strong>oltre 13 milioni di bottiglie</strong> di Lambrusco DOC e IGT ogni anno; tra i mercati storicamente consolidati figurano inoltre <strong>Germania, Spagna, Regno Unito, Canada e Giappone</strong>, mentre mostrano tassi di crescita emergenti <strong>Messico, Brasile, Cina e Corea del Sud</strong> (Lavinium, dicembre 2025; Consorzio Tutela Lambrusco / ANSA, aprile 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8049-848c-e4a1459be441" class="">Il 2025 ha però invertito il tendenziale positivo del 2024 sul mercato <strong>USA</strong>. Dopo una crescita artificiosa nel primo trimestre (+4% verso USA, alimentata dalla corsa alle scorte pre-dazio), dall&#8217;aprile 2025 — primo mese di applicazione dei <strong>dazi</strong> al 10% — le esportazioni italiane verso gli USA si sono contratte sensibilmente. Dall’1 agosto 2025 i dazi sul vino europeo sono poi aumentati al <strong>15%</strong> (ExportUSA, ottobre 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80ed-a3ee-cebd78367a52" class="">Il presidente del Consorzio di tutela del Lambrusco Claudio Biondi ha dichiarato che i dazi rappresentano &#8216;<em>uno stimolo ’obtorto collo’ per andare a individuare Paesi che con molta timidezza si sono affacciati di recente al consumo del vino</em>&#8216;. Il direttore Giacomo Savorini individua opportunità concrete in <strong>Messico</strong> e <strong>Brasile </strong>(con preferenza per stili con residuo zuccherino più elevato), nell&#8217;accordo <strong>Mercosur</strong>, in <strong>India</strong> e <strong>Africa sub-sahariana</strong> come fronti in apertura (Consorzio Tutela Lambrusco / ANSA, aprile 2025; Lavinium, dicembre 2025).</p>
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<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-8034-90cd-ec223eea6470" class="">Prospettive: meno volume, più valore, più territorio</h3>
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<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-803c-abdf-d082f639225d" class="">La <strong>traiettoria di sviluppo del Lambrusco</strong> punta sulla qualità documentata delle DOC storiche, sull&#8217;<strong>identità territoriale delle sottozone</strong> — in primis la Monte Barello del Grasparossa di Castelvetro, prima &#8216;cru&#8217; dell&#8217;universo Lambrusco — e sull&#8217;<strong>innovazione di prodotto</strong> (lo spumante bianco di Sorbara, formalizzato con il disciplinare aggiornato nel 2024), oltreché sulla <strong>diversificazione geografica</strong> verso mercati emergenti meno esposti alle oscillazioni tariffarie USA.</p>
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<div dir="auto">
<h2 id="3108112c-b3ab-80c6-9938-ef69ea673ce6" class="">Sostenibilità e modello cooperativo: il valore della filiera</h2>
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<p id="3108112c-b3ab-80bd-a4ac-faf6b2eb3222" class="">Il sistema Lambrusco si distingue per un modello di <strong>sostenibilità a 360 gradi</strong>, dove l&#8217;integrità ambientale si sposa con la solidarietà sociale della cooperazione emiliana. Oltre il 70% della produzione fa capo a Cantine Sociali, una struttura che garantisce la resilienza di migliaia di piccoli viticoltori e contrasta l&#8217;abbandono delle aree rurali, promuovendo una reale <strong>Responsabilità Sociale d&#8217;Impresa (CSR)</strong> legata al territorio.</p>
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<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-80d0-b7c5-ec897bdeb591" class="">Sotto il profilo ecologico, la transizione è guidata dall&#8217;adozione del sistema di qualità <strong>SQNPI</strong> (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) e del <strong>biologico</strong> (Reg. UE 2018/848). Attualmente, oltre il 40% della superficie vitata segue protocolli di difesa integrata che limitano l&#8217;uso di chimica di sintesi e ottimizzano le risorse idriche. Questo impegno risponde alle sfide climatiche e si allinea alla crescente domanda di sostenibilità dei mercati internazionali.</p>
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<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-80ca-a834-d639b21d372c" class=""><span style="color: #111111; font-family: var(--td_default_google_font_2, 'Roboto', sans-serif); font-size: 27px;">Dalle origini alla rinascita: la storia millenaria del ‘labrusca’</span></p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8031-aa01-e7cfde8ee4cc" class="">Il nome stesso rivela l&#8217;antichità di questo vino: &#8216;Lambrusco&#8217; deriva dal latino <em><strong>labrusca</strong></em> — termine che indica la vite selvatica che cresce spontanea ai margini dei campi, dove <em>labrum</em> significa bordo e <em>ruscum</em> pianta spontanea. Foglie fossili e semi di vite silvestre ritrovati in Emilia attestano una presenza che risale all&#8217;<strong>Età del Bronzo</strong>. Già nel I secolo a.C. Catone ne parla nel <em>De Agri Cultura</em>, e Lucio Moderato Columella, Plinio il Vecchio e Dioscoride, medico greco e farmacologo, citano la <em>labrusca</em> come vite adatta ai climi umidi della pianura padana (Plinio il Vecchio, I sec. d.C.; <em>Naturalis Historia</em>).</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8004-897c-d59cd7b87515" class="">Nel <strong>Medioevo</strong> il Lambrusco diventa vino quotidiano di territorio: legato alla cucina grassa della Bassa Padana, accompagna i piatti delle famiglie contadine e dei monasteri. Un dettaglio poco noto: le uve Lambrusco sono storicamente alla base anche dell&#8217;Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, il pregiato condimento invecchiato per almeno 12 anni in batterie di botti di legni diversi, documentato presso la Corte Estense già nel <strong>1747</strong>. La simbiosi tra Lambrusco e cucina emiliana affonda dunque radici plurisecolari.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-80d7-9572-eb545b22f194" class="">Il primo riferimento scientifico esplicito alla denominazione &#8216;<strong>Lambrusco di Sorbara</strong>&#8216; risale al <strong>1862</strong>, quando sulla <em>Gazzetta di Modena</em> apparve il <em>Saggio chimico-igeologico-terapeutico sul vino Lambrusco di Sorbara</em>, estratto dall&#8217;Associazione Agraria Italiana. Nel 1867 un catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate nelle Province di Modena e Reggio Emilia fissò le prime distinzioni ampelografiche tra i diversi Lambruschi.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8068-8fea-e7bd38df7e13" class="">Nel <strong>secondo Novecento</strong>, il boom internazionale — trainato soprattutto dagli <strong>Stati Uniti</strong>, dove il Lambrusco amabile fu il primo vino italiano a raggiungere grandi volumi di mercato — privilegiò stili dolci e semicarbonati, spesso prodotti da grandi cooperative. Dagli <strong>anni 2000</strong>, e ancor più negli anni 2010, ha preso forma una profonda <strong>rinascita qualitativa</strong>: ritorno ai disciplinari storici, selezioni clonali, riduzione delle rese, metodo charmat controllato, rifermentazioni in bottiglia per le etichette artigianali, e valorizzazione delle sottozone storiche. Oggi il <strong>Consorzio Tutela Lambrusco</strong> — nato il 1° gennaio <strong>2021</strong> dalla fusione di tre consorzi di tutela modenesi e reggiani — coordina la promozione di sei DOC e due ulteriori denominazioni su circa <strong>10.000 ettari vitati</strong>, con circa <strong>70 soci</strong> produttori.</p>
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<h2 id="30f8112c-b3ab-80ea-b0b8-e3dcf1ac02f0" class="">Le denominazioni: i nuovi disciplinari DOC e IGP (aggiornamento 2024)</h2>
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<p id="30f8112c-b3ab-80e3-95f1-d38c19b07865" class="">Il 5 novembre 2024, il Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n. 277 del 26-11-2024) i <strong>disciplinari aggiornati</strong> delle principali DOC del Lambrusco, in vigore dalla campagna vendemmiale 2024/2025. Le modifiche, richieste dal Consorzio Tutela Lambrusco, riguardano etichettatura, sistemi di chiusura, rese e — soprattutto — due novità ampelografiche di rilievo.</p>
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<h3 id="30f8112c-b3ab-80d1-b104-ecada76cefc2" class="">Lambrusco di Sorbara DOC</h3>
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<p id="30f8112c-b3ab-8066-871a-d545914ffe6e" class=""><strong>Zona di produzione delle uve</strong>: comuni di Bastiglia, Bomporto, Nonantola, Ravarino, San Prospero e parti di Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Modena, Soliera, San Cesario sul Panaro, tutti nella provincia di Modena (disciplinare, articolo 3).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80a4-b0c2-d3d43c08732f" class=""><strong>Base ampelografica</strong>: Lambrusco di Sorbara minimo 60%, Lambrusco Salamino massimo 40%, altri Lambruschi massimo 15% (articolo 2).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80b6-a2d8-fce11e2749c0" class=""><strong>Norme per la viticoltura</strong>. Resa massima di uva per ettaro: 18 t; titolo alcolometrico minimo naturale delle uve: 9,50% vol. (articolo 4).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-803d-9762-d1589708adf2" class=""><strong>Norme per la vinificazione</strong>. Resa massima dell’uva in vino: 70%. La presa di spuma avviene per fermentazione/rifermentazione naturale, in bottiglia secondo il metodo tradizionale (<strong>metodo classico</strong>) o in autoclave secondo il metodo <strong>Charmat-Martinotti</strong>. Tutte le operazioni, comprese imbottigliamento e condizionamento, devono venire eseguite nella provincia di Modena (articolo 5).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-8038-be95-d05678839f1e">Lambrusco di Sorbara DOC: caratteristiche tecniche (disciplinare, articolo 6)</h3>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div dir="ltr">
<table id="30f8112c-b3ab-800d-9bac-c38547fe6c81" class="simple-table" style="height: 824px;" width="810">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="30f8112c-b3ab-8092-90e1-d2c154c49c41">
<th id="uhpT" class="simple-table-header-color simple-table-header">Tipologia</th>
<th id="kj^k" class="simple-table-header-color simple-table-header">Spuma</th>
<th id="ZHgB" class="simple-table-header-color simple-table-header">Colore</th>
<th id="jvi\" class="simple-table-header-color simple-table-header">Odore</th>
<th id="exKP" class="simple-table-header-color simple-table-header">Sapore</th>
<th id="[N=O" class="simple-table-header-color simple-table-header">Alcol min.</th>
<th id="qpcE" class="simple-table-header-color simple-table-header">Acidità min.</th>
<th id="\MyR" class="simple-table-header-color simple-table-header">Estratto min.</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="30f8112c-b3ab-801b-afc3-e556ba00d134">
<td id="uhpT" class="">Rosso Spumante</td>
<td id="kj^k" class="">Fine e persistente</td>
<td id="ZHgB" class="">Rosso rubino/granato</td>
<td id="jvi\" class="">Fragrante, ampio, floreale/fruttato</td>
<td id="exKP" class="">Da dosaggio zero a dolce, fresco, lievito</td>
<td id="[N=O" class="">11,00% vol.</td>
<td id="qpcE" class="">6,0 g/l</td>
<td id="\MyR" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-8045-8331-d0a79d68e69e">
<td id="uhpT" class="">Rosato Spumante</td>
<td id="kj^k" class="">Fine e persistente</td>
<td id="ZHgB" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="jvi\" class="">Fragrante, floreale e fruttato</td>
<td id="exKP" class="">Da dosaggio zero a dolce, fresco, lievito</td>
<td id="[N=O" class="">11,00% vol.</td>
<td id="qpcE" class="">6,0 g/l</td>
<td id="\MyR" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-801a-8356-d41536adc328">
<td id="uhpT" class="">Bianco Spumante</td>
<td id="kj^k" class="">Fine e persistente</td>
<td id="ZHgB" class="">Giallo paglierino</td>
<td id="jvi\" class="">Fragrante, note floreali</td>
<td id="exKP" class="">Da dosaggio zero a dolce, fresco, lievito</td>
<td id="[N=O" class="">11,00% vol.</td>
<td id="qpcE" class="">6,0 g/l</td>
<td id="\MyR" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-8027-977b-dfa9db56de3f">
<td id="uhpT" class="">Rosso Frizzante</td>
<td id="kj^k" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="ZHgB" class="">Rosso rubino/granato</td>
<td id="jvi\" class="">Fragrante, floreale e fruttato</td>
<td id="exKP" class="">Da secco a dolce, di corpo, sapido</td>
<td id="[N=O" class="">10,50% vol.</td>
<td id="qpcE" class="">6,0 g/l</td>
<td id="\MyR" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-80f0-b56f-ef96ab72ad41">
<td id="uhpT" class="">Rosato Frizzante</td>
<td id="kj^k" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="ZHgB" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="jvi\" class="">Gradevole, netto, floreale/fruttato</td>
<td id="exKP" class="">Da secco a dolce, di corpo, sapido</td>
<td id="[N=O" class="">10,50% vol.</td>
<td id="qpcE" class="">6,0 g/l</td>
<td id="\MyR" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8093-9ab3-ec43bacb1011" class="">Nota sulla <strong>limpidezza</strong>: ad eccezione delle versioni ‘Vino Spumante di Qualità (VSQ)’, tutti i vini Lambrusco DOP possono presentare una leggera velatura naturale dovuta ai residui della fermentazione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-8036-a017-c68b182b0ece" class="">Monte Barello: il primo ‘cru’ del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80b8-8b7e-e41dd4909c7a" class=""><strong>Zona di produzione delle uve</strong>: area collinare e pedecollinare di Castelvetro e comuni limitrofi, tutti in provincia di Modena (Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Fiorano, Formigine, Maranello, Marano sul Panaro, Prignano sul Secchia, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Sassuolo, Vignola, S. Cesario sul Panaro, e parte del territorio del comune di Modena. Disciplinare, articolo 3).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80e0-a6f4-c400dd7428b4" class=""><strong>Base ampelografica</strong>: Lambrusco Grasparossa minimo 85%; possono concorrere altri Lambruschi, e Malbo Gentile, fino al 15% (articolo 2).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80ae-b405-eceaa83dc919" class=""><strong>Norme per la viticoltura</strong>. Resa massima di uva per ettaro: 18 t; titolo alcolometrico minimo naturale delle uve: 9,50% vol. (articolo 4).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8021-9128-df512789996e" class=""><strong>Norme per la vinificazione</strong>. Resa massima dell’uva in vino: 70%. La presa di spuma avviene per fermentazione/rifermentazione naturale, in bottiglia secondo il metodo tradizionale (<strong>metodo classico</strong>) o in autoclave secondo il metodo <strong>Charmat-Martinotti</strong> (articolo 5).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8048-8e34-c105218c1c4b" class="">La <strong>sottozona Monte Barello</strong>, introdotta nel 2024, rappresenta <strong>la prima indicazione geografica aggiuntiva</strong> nell&#8217;universo del Lambrusco, segnando un deciso passo verso la valorizzazione qualitativa del &#8216;<strong>cru</strong>&#8216; collinare modenese. I requisiti sono più restrittivi:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30f8112c-b3ab-80a3-8652-f37a983aeb4a" class="bulleted-list">
<li>areale nella zona prevalentemente collinare attorno al borgo storico di Castelvetro;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30f8112c-b3ab-80b1-9a60-e87210051d07" class="bulleted-list">
<li>densità minima 2200 ceppi a ettaro ed esclusione di esposizione a nord per i nuovi impianti e reimpianti;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30f8112c-b3ab-808e-a405-c1bbd00b9520" class="bulleted-list">
<li>divieto di ogni pratica di forzatura;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30f8112c-b3ab-805a-95dc-d5212d6ffd33" class="bulleted-list">
<li>resa massima di uva per ettaro: <strong>12 t</strong>;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30f8112c-b3ab-805d-9007-d8dc6e02e767" class="bulleted-list">
<li>titolo alcolometrico minimo naturale delle uve: <strong>10,50% vol.</strong>;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30f8112c-b3ab-80c4-a47e-df2a91fab43f" class="bulleted-list">
<li>resa massima in vino delle uve: <strong>65%</strong>;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30f8112c-b3ab-804c-805a-fd952ae06148" class="bulleted-list">
<li>la presa di spuma deve prevedere una fermentazione minima con sosta sulle fecce di almeno <strong>90 giorni</strong> se svolta in bottiglia (metodo classico, con o senza sboccatura), <strong>30 giorni</strong> se svolta in autoclave, secondo il metodo Martinotti-Charmat (disciplinare, Allegato A)</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-80f5-afe5-c9e8f9850bb7">Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC: caratteristiche tecniche</h3>
</div>
<div dir="ltr">
<table id="30f8112c-b3ab-8080-87d1-eefb519dadca" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="30f8112c-b3ab-8090-b1cc-d6b93f20893e">
<th id="RXNG" class="simple-table-header-color simple-table-header">Tipologia</th>
<th id=":Zn:" class="simple-table-header-color simple-table-header">Spuma</th>
<th id="y:{\" class="simple-table-header-color simple-table-header">Colore</th>
<th id="aqKe" class="simple-table-header-color simple-table-header">Odore</th>
<th id="j}Id" class="simple-table-header-color simple-table-header">Sapore</th>
<th id="CXLP" class="simple-table-header-color simple-table-header">Alcol min.</th>
<th id="@;V?" class="simple-table-header-color simple-table-header">Acidità min.</th>
<th id="y&gt;:i" class="simple-table-header-color simple-table-header" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: 500; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; color: black; background: #f7f6f3; height: 29px; min-width: 120px;">Estratto min.</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="30f8112c-b3ab-803c-8bc7-d189db44013a">
<td id="RXNG" class="">Rosso Spumante</td>
<td id=":Zn:" class="">Fine e persistente</td>
<td id="y:{\" class="">Rosso rubino</td>
<td id="aqKe" class="">Fragrante, floreale</td>
<td id="j}Id" class="">Da dosaggio zero a dolce, armonico</td>
<td id="CXLP" class="">11,00% vol.</td>
<td id="@;V?" class="">6,0 g/l</td>
<td id="y&gt;:i" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-8019-ac3b-f815bf7721d9">
<td id="RXNG" class="">Rosato Spumante</td>
<td id=":Zn:" class="">Fine e persistente</td>
<td id="y:{\" class="">Rosato intenso</td>
<td id="aqKe" class="">Caratteristico, floreale/fruttato</td>
<td id="j}Id" class="">Da dosaggio zero a dolce, armonico</td>
<td id="CXLP" class="">11,00% vol.</td>
<td id="@;V?" class="">6,0 g/l</td>
<td id="y&gt;:i" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-80f6-8283-ec95910867c7">
<td id="RXNG" class="">Rosso Frizzante</td>
<td id=":Zn:" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="y:{\" class="">Rosso rubino</td>
<td id="aqKe" class="">Caratteristico, note floreali</td>
<td id="j}Id" class="">Da secco a dolce, sapido, intenso</td>
<td id="CXLP" class="">10,50% vol.</td>
<td id="@;V?" class="">5,5 g/l</td>
<td id="y&gt;:i" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-80e5-a37c-d6748093bcc5">
<td id="RXNG" class="">Rosato Frizzante</td>
<td id=":Zn:" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="y:{\" class="">Rosato intenso</td>
<td id="aqKe" class="">Fragrante, floreale/fruttato</td>
<td id="j}Id" class="">Da secco a dolce, fresco, sapido</td>
<td id="CXLP" class="">10,50% vol.</td>
<td id="@;V?" class="">5,5 g/l</td>
<td id="y&gt;:i" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-8002-ad06-c99202537653">
<td id="RXNG" class="">Sottozona Monte Barello</td>
<td id=":Zn:" class="">Rosata, evanescente</td>
<td id="y:{\" class="">Rosso rubino intenso, riflessi violacei</td>
<td id="aqKe" class="">Intenso, fruttato, evolve in <strong>speziato</strong></td>
<td id="j}Id" class="">Da secco ad amabile, armonico, <strong>tannico</strong></td>
<td id="CXLP" class="">11,00% vol.*</td>
<td id="@;V?" class="">5,50 g/l</td>
<td id="y&gt;:i" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;"><strong>23,0 g/l</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80af-9ef8-f01378d0daaf" class="">Nota: per la tipologia ‘Amabile’ di Monte Barello, il titolo alcolometrico effettivo deve essere di almeno 9,5% vol.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-806a-8cce-e7a43af26d71" class="">Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80ca-9807-e2994f1ef178" class=""><strong>Zona di produzione delle uve</strong>: area di Carpi e comuni limitrofi nel settore nord-occidentale della Provincia di Modena (Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Medolla, Novi, S. Felice sul Panaro, S. Possidonio, e parte del territorio dei comuni di Campogalliano, Camposanto, Carpi, Finale Emilia, Mirandola, Modena e Soliera. Disciplinare, articolo 3).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80c2-810d-c63b0aaf746d" class=""><strong>Base ampelografica</strong>: Lambrusco Salamino minimo 90%; possono concorrere altri Lambruschi, Ancellotta e Fortana (‘uva d’oro’) fino al 15% (art. 2).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8051-abf1-fe127ba5b703" class=""><strong>Norme per la viticoltura</strong>. Resa massima di uva per ettaro: 19 t; titolo alcolometrico minimo naturale delle uve: 9,50% vol. (articolo 4).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80ee-a066-c0c18fc48723" class=""><strong>Norme per la vinificazione</strong>. Resa massima dell’uva in vino: 70%. La presa di spuma avviene per fermentazione/rifermentazione naturale, in bottiglia secondo il metodo tradizionale (<strong>metodo classico</strong>) o in autoclave secondo il metodo <strong>Charmat-Martinotti</strong> (articolo 5).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8095-81b5-f96619893bf3" class="">Lo <strong>stile </strong>del Salamino di Santa Croce si colloca a metà strada tra la verticalità acida (freschezza) del Sorbara e la struttura tannica del Grasparossa.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-80a1-9668-db2fecc1dd4c">Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC: caratteristiche tecniche</h3>
</div>
<div dir="ltr">
<table id="30f8112c-b3ab-8095-afb3-e68fb16949de" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="30f8112c-b3ab-8052-9ab2-fd4bfb7b20c9">
<th id="RrIf" class="simple-table-header-color simple-table-header">Tipologia</th>
<th id="Sz=c" class="simple-table-header-color simple-table-header">Spuma</th>
<th id="Y\kd" class="simple-table-header-color simple-table-header">Colore</th>
<th id="W}Rq" class="simple-table-header-color simple-table-header">Odore</th>
<th id="qhQI" class="simple-table-header-color simple-table-header">Sapore</th>
<th id="x}QE" class="simple-table-header-color simple-table-header">Alcol min.</th>
<th id="Gnxu" class="simple-table-header-color simple-table-header">Acidità min.</th>
<th id="lcou" class="simple-table-header-color simple-table-header">Estratto min.</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="30f8112c-b3ab-804c-a4c7-f6d2cb0234fa">
<td id="RrIf" class="">Rosso Spumante</td>
<td id="Sz=c" class="">Fine e persistente</td>
<td id="Y\kd" class="">Rosso rubino o granato</td>
<td id="W}Rq" class="">Fragrante, floreale e fruttato</td>
<td id="qhQI" class="">Da dosaggio zero a dolce, fresco, lievito</td>
<td id="x}QE" class="">11,00% vol.</td>
<td id="Gnxu" class="">6,0 g/l</td>
<td id="lcou" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-8081-ab53-c7d2f142c4ce">
<td id="RrIf" class="">Rosato Spumante</td>
<td id="Sz=c" class="">Fine e persistente</td>
<td id="Y\kd" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="W}Rq" class="">Fragrante, floreale e fruttato</td>
<td id="qhQI" class="">Da dosaggio zero a dolce, fresco, lievito</td>
<td id="x}QE" class="">11,00% vol.</td>
<td id="Gnxu" class="">6,0 g/l</td>
<td id="lcou" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-80c9-aea4-f6121d25be84">
<td id="RrIf" class="">Rosso Frizzante</td>
<td id="Sz=c" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="Y\kd" class="">Rosso rubino</td>
<td id="W}Rq" class="">Fragrante, note floreali</td>
<td id="qhQI" class="">Da secco a dolce, sapido, intenso</td>
<td id="x}QE" class="">10,50% vol.</td>
<td id="Gnxu" class="">6,0 g/l</td>
<td id="lcou" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="30f8112c-b3ab-8009-9580-ca6fe1a4f1c6">
<td id="RrIf" class="">Rosato Frizzante</td>
<td id="Sz=c" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="Y\kd" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="W}Rq" class="">Fragrante, floreale e fruttato</td>
<td id="qhQI" class="">Da secco a dolce, fresco, sapido</td>
<td id="x}QE" class="">10,50% vol.</td>
<td id="Gnxu" class="">6,0 g/l</td>
<td id="lcou" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-80de-9e63-d27800f630a8" class="">Reggiano DOC</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80f0-9a33-f87bf2ad9eff" class=""><strong>Zona di produzione delle uve</strong>: Provincia di Reggio Emilia, con varie limitazioni (articolo 3).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-800b-a7b2-eded053f0db8" class=""><strong>Base ampelografica</strong>: per il Reggiano Lambrusco e Reggiano Lambrusco Salamino, diverse varietà di Lambrusco devono rappresentare almeno l’85%, altri vitigni quali Ancellotta e Malbo gentile sono ammessi entro il limite del 15%. Per il Fogarina, almeno l’85% dí Fogarina; per il Reggiano rosso, Ancellotta dal 30 al 60%; per il Reggiano Bianco spumante, varie cultivar di Lambrusco al 100% (articolo 2).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-809c-b7b1-efd1ee827348" class=""><strong>Norme per la viticoltura</strong>. Resa massima di uva per ettaro: 18 t, <strong>10 t </strong>per il <strong>Reggiano Fogarina passito</strong>. Densità dei nuovi impianti non inferiore a 1600 viti per ettaro, 2000 viti per i sistemi a filare con parete produttiva sdoppiata. È vietata ogni pratica di forzatura. Titolo alcolometrico minimo naturale delle uve: 9,50% vol (articolo 4).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-8094-a637-e233a3861b85" class=""><strong>Norme per la vinificazione</strong>. Resa massima delle uve in vino: 70%, 50% per il Reggiano Fogarina passito, la cui vinificazione può avvenire solo dopo che le uve siano state ‘<em>sottoposte ad appassimento naturale con l’ausilio di impianti di condizionamento ambientale comunque operanti a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali di appassimento. Al termine dell’appassimento dette uve devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 13% vol</em>’ (articolo 4). Le tipologie “novello” devono essere ottenute con almeno il 50% di vino proveniente dalla<br />
macerazione carbonica delle uve.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-807d-834a-e57d2948a78f" class=""><strong>Novità 2024</strong>: il Decreto MASAF del 5 novembre 2024 ha introdotto nel disciplinare del Reggiano DOC la tipologia <strong>Fogarina</strong>, con l&#8217;aggiunta dell&#8217;unità geografica di <strong>Gualtieri</strong>, valorizzando così un vitigno autoctono reggiano di antica tradizione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3108112c-b3ab-80e4-bb39-d11e4249bae7">Caratteristiche dei Vini ‘Reggiano’ DOC</h3>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr"></div>
<table id="3108112c-b3ab-8091-8d81-f113cac9a618" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="3108112c-b3ab-80d7-8cb1-de1a0678f993">
<th id="eh\e" class="simple-table-header-color simple-table-header">Tipologia</th>
<th id="&lt;Knv" class="simple-table-header-color simple-table-header">Spuma</th>
<th id="P?uL" class="simple-table-header-color simple-table-header">Colore</th>
<th id=";Cug" class="simple-table-header-color simple-table-header">Odore</th>
<th id="cDPH" class="simple-table-header-color simple-table-header">Sapore</th>
<th id="G&lt;_&gt;" class="simple-table-header-color simple-table-header" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: 500; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; color: black; background: #f7f6f3; height: 29px; min-width: 120px;">Alcol Tot. min.</th>
<th id="jUgN" class="simple-table-header-color simple-table-header">Alcol Eff. min.</th>
<th id="eS&lt;Y" class="simple-table-header-color simple-table-header">Acidità min.</th>
<th id="lKPm" class="simple-table-header-color simple-table-header">Estratto min.</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="3108112c-b3ab-8034-aa03-c00a1e258ea4">
<td id="eh\e" class="">Lambrusco</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Rosato/Rosso rubino intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Gradevole, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Secco/Amabile/Dolce, fresco</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">5,50%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-805f-b31f-c807fc2ef294">
<td id="eh\e" class="">Lambrusco Frizzante</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="P?uL" class="">Rosato/Rosso rubino intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Gradevole, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Secco/Amabile/Dolce, fresco</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">7,00%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8048-99e6-c584e7a8f9fc">
<td id="eh\e" class="">Lambrusco Novello</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Floreale, intenso, fruttato</td>
<td id="cDPH" class="">Sapido, caratteristico</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8044-a36f-f724d3994aef">
<td id="eh\e" class="">Lambrusco Novello Friz.</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="P?uL" class="">Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Vinoso, intenso, fruttato</td>
<td id="cDPH" class="">Sapido, vivace</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80e9-b525-f77b6af41979">
<td id="eh\e" class="">Lambrusco Spumante</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Fine e persistente</td>
<td id="P?uL" class="">Rosato/Rosso rubino intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Gradevole, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Da Brut Nature a Dolce, armonico</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">5,50%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">6,0 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80b9-a711-ce2e1249030c">
<td id="eh\e" class="">Lambrusco Salamino</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Rosato o Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Gradevole, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Secco/Amabile/Dolce, fresco</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">5,50%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8020-bf1f-c688fbf9a248">
<td id="eh\e" class="">Lambrusco Salamino Friz.</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="P?uL" class="">Rosato o Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Gradevole, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Secco/Amabile/Dolce, fresco</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">7,00%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80eb-808a-f3a3ab17f4b2">
<td id="eh\e" class="">Fogarina</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Da rosato a rosso intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, frutti rossi</td>
<td id="cDPH" class="">Da secco a dolce, fresco</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">6,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80c7-bf20-da5259234309">
<td id="eh\e" class="">Fogarina Frizzante</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="P?uL" class="">Da rosato a rosso intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, frutti rossi</td>
<td id="cDPH" class="">Da secco a dolce, sapido</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">7,00%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">6,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">18,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8001-8d4d-d15a65edfcc3">
<td id="eh\e" class="">Fogarina Spumante</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Fine e persistente</td>
<td id="P?uL" class="">Da rosato a rosso intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Da Brut Nature a Dolce, armonico</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">5,50%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">6,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8031-a163-fa3b29898157">
<td id="eh\e" class="">Fogarina Novello</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Da rosato a rosso intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, fruttato</td>
<td id="cDPH" class="">Morbido, sapido, acidulo</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">6,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-800d-bcc6-ed1018466c3b">
<td id="eh\e" class="">Fogarina Novello Friz.</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="P?uL" class="">Da rosato a rosso intenso</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, fruttato</td>
<td id="cDPH" class="">Morbido, sapido, acidulo</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">6,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8047-add6-c93eb3cd0932">
<td id="eh\e" class="">Fogarina Passito</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Rosato/Rosso (rifl. arancio)</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, fruttato/speziato</td>
<td id="cDPH" class="">Dolce, pieno, corposo</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">13,00%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">22,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80d6-90bd-ea19eeace2b1">
<td id="eh\e" class="">Rosso</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Secco/Amabile/Dolce, pieno</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">5,50%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8075-b74b-ff845a416811">
<td id="eh\e" class="">Rosso Frizzante</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="P?uL" class="">Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Secco/Amabile/Dolce, pieno</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">10,50%</td>
<td id="jUgN" class="">7,00%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8097-a2a0-ccfd8d2625f3">
<td id="eh\e" class="">Rosso Novello</td>
<td id="&lt;Knv" class="">&#8211;</td>
<td id="P?uL" class="">Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Vinoso, intenso, fruttato</td>
<td id="cDPH" class="">Sapido, tranquillo</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-808e-9c1c-f2522e665b88">
<td id="eh\e" class="">Rosso Novello Friz.</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="P?uL" class="">Rosso</td>
<td id=";Cug" class="">Vinoso, intenso, fruttato</td>
<td id="cDPH" class="">Sapido, morbido</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">&#8211;</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">5,5 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">20,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8058-a14d-cfb814ae44ae">
<td id="eh\e" class="">Bianco Spumante</td>
<td id="&lt;Knv" class="">Fine e persistente</td>
<td id="P?uL" class="">Bianco/Paglierino</td>
<td id=";Cug" class="">Caratteristico, fruttato/floreale</td>
<td id="cDPH" class="">Sapido, fresco, vellutato</td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">11,00%</td>
<td id="jUgN" class="">5,50%</td>
<td id="eS&lt;Y" class="">6,0 g/l</td>
<td id="lKPm" class="">16,0 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80b2-be56-ef36bfa7acce">
<td id="eh\e" class="">Note Aggiuntive:</td>
<td id="&lt;Knv" class=""></td>
<td id="P?uL" class=""></td>
<td id=";Cug" class=""></td>
<td id="cDPH" class=""></td>
<td id="G&lt;_&gt;" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;"></td>
<td id="jUgN" class=""></td>
<td id="eS&lt;Y" class=""></td>
<td id="lKPm" class=""></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3108112c-b3ab-800b-94a1-c3c09c4050c5" class="bulleted-list">
<li>Affinamento: per i vini affinati in legno può essere presente il relativo sentore.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3108112c-b3ab-80f6-9c83-cf43aa996611" class="bulleted-list">
<li><strong>Mosto parzialmente fermentato</strong>: per le varianti ‘frizzanti’ (Lambrusco, Salamino, Fogarina, Rosso), se commercializzati come mosto parzialmente fermentato, il sapore è solo dolce e l&#8217;alcol effettivo deve essere tra 1% e 3/5 del totale.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3108112c-b3ab-80f3-8720-e83457e1ed06" class="bulleted-list">
<li>Velatura: le versioni frizzanti possono presentare una naturale velatura da residui di fermentazione.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-8074-923c-e1f6a16f4b81" class="">Modena DOC</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-805a-8e1b-d1915ecc2e99" class="">La denominazione <strong>Modena DOC</strong> ha un ruolo di &#8216;<strong>ombrello</strong>&#8216;, per valorizzare le diverse tipicità modenesi di Lambrusco non riconducibili alle sottozone storiche di Sorbara, Castelvetro e Santacroce, nonché altri vini. Il suo disciplinare, a sua volta aggiornato con DM 5 novembre 2024, prevede quanto segue.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-809d-97a9-e1de339efeca" class=""><strong>Zona di produzione delle uve</strong>: 34 comuni nella Provincia di Modena (art. 3).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80c9-b4f7-fc88470f6800" class=""><strong>Base ampelografica</strong>: per il Lambrusco sono richieste le omonime uve, di varie cultivar, nella misura minima dell’85%; possono concorrere Ancellotta, Malbo gentile, Fortana, fino a un massimo del 15% (art. 2).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-80a8-bf56-f920465dbe9b" class=""><strong>Norme per la viticoltura</strong>. Resa massima di uva per ettaro: <strong>23 t</strong>. Titolo alcolometrico minimo naturale delle uve: 9,50% vol (articolo 4).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-80c2-af67-eeb9ea3e927b" class=""><strong>Norme per la vinificazione</strong>. Resa massima delle uve in vino: 70% (articolo 4). Le tipologie “novello” devono essere ottenute con almeno il 50% di vino proveniente dalla<br />
macerazione carbonica delle uve.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3108112c-b3ab-8043-b174-f2d77878f599">Caratteristiche dei vini Lambrusco ‘Modena’ o ‘di Modena’ DOC</h3>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr"></div>
<table id="3108112c-b3ab-806a-a8aa-ee5ba0c342fc" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="3108112c-b3ab-8048-a274-fe128418bc30">
<th id="ruda" class="simple-table-header-color simple-table-header">Tipologia</th>
<th id="Dlu|" class="simple-table-header-color simple-table-header">Spuma</th>
<th id="W:Kn" class="simple-table-header-color simple-table-header">Colore</th>
<th id="&gt;kLi" class="simple-table-header-color simple-table-header" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: 500; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; color: black; background: #f7f6f3; height: 29px; min-width: 120px;">Odore</th>
<th id="U=OS" class="simple-table-header-color simple-table-header">Sapore</th>
<th id="|:o:" class="simple-table-header-color simple-table-header">Alcol Tot. min.</th>
<th id="DvH\" class="simple-table-header-color simple-table-header">Acidità min.</th>
<th id="a]^@" class="simple-table-header-color simple-table-header">Estratto min.</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="3108112c-b3ab-8001-897b-f9d55460ec10">
<td id="ruda" class="">Lambrusco Rosso Spumante</td>
<td id="Dlu|" class="">Fine e persistente</td>
<td id="W:Kn" class="">Rosso rubino o granato</td>
<td id="&gt;kLi" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Delicato, fragrante, note floreali</td>
<td id="U=OS" class="">Da dosaggio zero a dolce, armonico, sentore lievito</td>
<td id="|:o:" class="">11,00%</td>
<td id="DvH\" class="">5,5 g/l</td>
<td id="a]^@" class="">18 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8009-a28c-ef317aa33738">
<td id="ruda" class="">Lambrusco Rosato Spumante</td>
<td id="Dlu|" class="">Fine e persistente</td>
<td id="W:Kn" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="&gt;kLi" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Fragrante, floreale e fruttato</td>
<td id="U=OS" class="">Da dosaggio zero a dolce, armonico, sentore lievito</td>
<td id="|:o:" class="">11,00%</td>
<td id="DvH\" class="">5,5 g/l</td>
<td id="a]^@" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80c4-b941-c32e4da16d37">
<td id="ruda" class="">Lambrusco Rosso Frizzante</td>
<td id="Dlu|" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="W:Kn" class="">Rosso rubino o granato</td>
<td id="&gt;kLi" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Delicato, fragrante, note floreali</td>
<td id="U=OS" class="">Da secco a dolce, fresco, sapido</td>
<td id="|:o:" class="">10,50%</td>
<td id="DvH\" class="">5,5 g/l</td>
<td id="a]^@" class="">18 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-806b-8e17-e7604994c7af">
<td id="ruda" class="">Lambrusco Rosato Frizzante</td>
<td id="Dlu|" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="W:Kn" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="&gt;kLi" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Gradevole, netto, note floreali e fruttate</td>
<td id="U=OS" class="">Da secco a dolce, fresco, sapido</td>
<td id="|:o:" class="">10,50%</td>
<td id="DvH\" class="">5,5 g/l</td>
<td id="a]^@" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8094-9926-ec5ac48a46d1">
<td id="ruda" class="">Lambrusco Novello Frizzante</td>
<td id="Dlu|" class="">Vivace, evanescente</td>
<td id="W:Kn" class="">Rosso rubino o granato</td>
<td id="&gt;kLi" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vinoso, intenso, note floreali e fruttate</td>
<td id="U=OS" class="">Di corpo, fresco, sapido, armonico</td>
<td id="|:o:" class="">11,00%</td>
<td id="DvH\" class="">5,5 g/l</td>
<td id="a]^@" class="">20 g/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-8030-ba1c-c11d4138619f" class="">Nota tecnica:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3108112c-b3ab-8010-861a-c76a06b0f598" class="bulleted-list">
<li>Velatura: i vini diversi dal ‘Vino Spumante di Qualità’ (VSQ) possono presentare una naturale velatura dovuta ai residui della fermentazione.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30f8112c-b3ab-80e3-8b08-e19b6043c14a" class="">Emilia IGP</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-806a-9766-f3510847eb8f" class="">L’Indicazione Geografica Protetta ‘Emilia’ o ‘dell’Emilia’ è riservata ai vini e ai mosti di uve<br />
parzialmente fermentati che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel<br />
disciplinare, a sua volta aggiornato con DM 5 novembre 2024, per una serie di vini bianchi, rossi e rosati. <strong>Emilia IGP</strong> è la principale porta d&#8217;accesso al mondo Lambrusco; con oltre <strong>100 milioni di bottiglie</strong> prodotte annualmente, è la componente più voluminosa dell&#8217;intera filiera. La variabilità qualitativa è ampia, il biologico e le selezioni artigianali ne stanno elevando il posizionamento.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30f8112c-b3ab-80c4-9169-c22199c5a179" class=""><strong>Zona di produzione delle uve</strong>: l’intero territorio amministrativo delle province di Bologna (esclusa la parte alla destra del fiume Sillaro, per il Lambrusco), Ferrara, Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia (articolo 3).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-807c-ae31-dbbd453d6a5a" class=""><strong>Base ampelografica</strong>: per il Lambrusco sono richieste le omonime uve, di varie cultivar, nella misura minima dell’85%; possono concorrere altre uve de vitigni di colore analogo, fino a un massimo del 15% (art. 2).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-806e-ac8d-c54ebb1ef8ab" class=""><strong>Norme per la viticoltura</strong>. Per il Lambrusco, resa massima di uva per ettaro: <strong>29 t</strong>. Titolo alcolometrico minimo naturale delle uve: 8,50% vol (articolo 4).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-8024-96e0-d8b200c3389c" class=""><strong>Norme per la vinificazione</strong>. La produzione di vini e mosti è consentita anche nelle province di Ravenna, Forlì–Cesena, nonché Mantova,l e Cremona in Lombardia. Resa massima delle uve in vino Lambrusco: <strong>75%</strong> (articolo 5).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-80a8-8450-c55db5e8cd53" class="">Ecco la tabella riepilogativa per l&#8217;indicazione geografica tipica (IGT) &#8220;Emilia&#8221; o &#8220;dell&#8217;Emilia&#8221; dedicata al Lambrusco, organizzata per tipologia e metodo di elaborazione.<br />
Caratteristiche dei Vini &#8220;Emilia&#8221; o &#8220;dell&#8217;Emilia&#8221; Lambrusco</p>
</div>
<div dir="ltr">
<table id="3108112c-b3ab-80cb-a131-d5bc9538e9da" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="3108112c-b3ab-805a-8a89-d2110ee0742c">
<th id="|fld" class="simple-table-header-color simple-table-header">Tipologia</th>
<th id="t@&gt;a" class="simple-table-header-color simple-table-header" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: 500; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; color: black; background: #f7f6f3; height: 29px; min-width: 120px;">Spuma</th>
<th id="z&lt;|&lt;" class="simple-table-header-color simple-table-header">Colore</th>
<th id="csu_" class="simple-table-header-color simple-table-header">Odore</th>
<th id="VzyF" class="simple-table-header-color simple-table-header">Sapore</th>
<th id="f&lt;BM" class="simple-table-header-color simple-table-header">Alcol Tot. min.</th>
<th id="sS[x" class="simple-table-header-color simple-table-header">Acidità min.</th>
<th id="^]yQ" class="simple-table-header-color simple-table-header">Estratto min.</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="3108112c-b3ab-8021-956b-c97e9621b3f2">
<td id="|fld" class="">Rosso Frizzante</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Rosso rubino/granato</td>
<td id="csu_" class="">Delicato, fragrante, floreale</td>
<td id="VzyF" class="">Da secco a dolce, morbido</td>
<td id="f&lt;BM" class="">10,5%</td>
<td id="sS[x" class="">5,5 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">18 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8004-a21f-ca46010a437c">
<td id="|fld" class="">Rosso Spumante</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Fine e persistente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Rosso rubino/granato</td>
<td id="csu_" class="">Delicato, ampio, floreale</td>
<td id="VzyF" class="">Da brut nature a dolce, armonico</td>
<td id="f&lt;BM" class="">11,0%</td>
<td id="sS[x" class="">5,5 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">18 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8041-ad11-c45482b90f08">
<td id="|fld" class="">Rosso Novello Friz.</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Rosso rubino brillante</td>
<td id="csu_" class="">Vinoso, spiccate note fruttate</td>
<td id="VzyF" class="">Morbido, giusta acidità</td>
<td id="f&lt;BM" class="">11,0%</td>
<td id="sS[x" class="">4,0 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">17 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8009-9990-efe9799a9121">
<td id="|fld" class="">Rosso Mosto Parz. Ferm.</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Rosso rubino intenso</td>
<td id="csu_" class="">Vinoso, floreale e fruttato</td>
<td id="VzyF" class="">Dolce, fresco, sapido</td>
<td id="f&lt;BM" class="">10,0%*</td>
<td id="sS[x" class="">3,5 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">17 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80d2-91d0-fc09a5935bc9">
<td id="|fld" class="">Rosato Frizzante</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="csu_" class="">Gradevole, netto, fragrante</td>
<td id="VzyF" class="">Da secco a dolce, fresco, sapido</td>
<td id="f&lt;BM" class="">10,5%</td>
<td id="sS[x" class="">5,5 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80c9-8d33-f289aa865b99">
<td id="|fld" class="">Rosato Spumante</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Fine e persistente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="csu_" class="">Fragrante, floreale e fruttato</td>
<td id="VzyF" class="">Da brut nature a dolce, armonico</td>
<td id="f&lt;BM" class="">11,0%</td>
<td id="sS[x" class="">5,5 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80c3-8cba-f3ddb85a4d7d">
<td id="|fld" class="">Rosato Mosto Parz. Ferm.</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Rosato più o meno intenso</td>
<td id="csu_" class="">Note floreali e fruttate fresche</td>
<td id="VzyF" class="">Dolce, fresco, sapido</td>
<td id="f&lt;BM" class="">10,0%*</td>
<td id="sS[x" class="">3,5 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80d4-818a-da11ef277282">
<td id="|fld" class="">Bianco Frizzante</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Giallo paglierino</td>
<td id="csu_" class="">Delicato, fragrante, floreale</td>
<td id="VzyF" class="">Da secco a dolce, intenso</td>
<td id="f&lt;BM" class="">10,5%</td>
<td id="sS[x" class="">4,0 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8039-a3f0-ffbfb6b5006c">
<td id="|fld" class="">Bianco Spumante</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Fine e persistente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Giallo paglierino</td>
<td id="csu_" class="">Delicato, ampio, floreale</td>
<td id="VzyF" class="">Da brut nature a dolce, armonico</td>
<td id="f&lt;BM" class="">11,0%</td>
<td id="sS[x" class="">4,0 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-8050-a4da-c610adfe0e57">
<td id="|fld" class="">Bianco Novello Friz.</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Giallo paglierino</td>
<td id="csu_" class="">Vinoso, spiccate note fruttate</td>
<td id="VzyF" class="">Morbido, giusta acidità</td>
<td id="f&lt;BM" class="">11,0%</td>
<td id="sS[x" class="">4,0 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">16 g/l</td>
</tr>
<tr id="3108112c-b3ab-80d9-b5f7-c14084405e4d">
<td id="|fld" class="">Bianco Mosto Parz. Ferm.</td>
<td id="t@&gt;a" class="" style="box-sizing: border-box; print-color-adjust: exact; border: 1px solid rgba(55, 53, 47, 0.09); border-collapse: collapse; font-weight: normal; padding: 0.25em 0.5em; line-height: 1.5; min-height: 1.5em; text-align: left; height: 29px; min-width: 120px;">Vivace, evanescente</td>
<td id="z&lt;|&lt;" class="">Giallo paglierino</td>
<td id="csu_" class="">Vinoso, floreale e fruttato</td>
<td id="VzyF" class="">Dolce, fresco, sapido</td>
<td id="f&lt;BM" class="">10,0%*</td>
<td id="sS[x" class="">3,5 g/l</td>
<td id="^]yQ" class="">16 g/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3108112c-b3ab-808b-ad02-ed4fb98f0b06" class="">Note tecniche specifiche:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3108112c-b3ab-80da-926f-df79f1c39851" class="bulleted-list">
<li>(*) Mosto parzialmente fermentato. Per queste tipologie, oltre al titolo totale minimo del 10%, il titolo alcolometrico effettivo deve essere compreso tra un minimo di 1% vol e un massimo inferiore a 7% vol.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3108112c-b3ab-80be-82d1-c17725138449" class="bulleted-list">
<li>Sentore di lievito: è una caratteristica distintiva delle versioni Spumante (sia rosso, rosato che bianco), che deriva dal metodo di elaborazione.</li>
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<ul id="3108112c-b3ab-8096-9541-cdd6a332a143" class="bulleted-list">
<li>Novello: Si distingue per acidità minime generalmente più basse (4,0 g/l) e un profilo olfattivo più marcatamente vinoso e fruttato.</li>
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<h2 id="30f8112c-b3ab-807c-9b78-f94596225cb3" class="">Guida gastronomica: abbinamenti ideali per il mercato internazionale</h2>
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<p id="30f8112c-b3ab-80d2-9dd6-db599d3c7121" class="">La chiave funzionale del <strong>Lambrusco a tavola</strong> è duplice: la <strong>carbonica fine</strong> pulisce il palato tra un boccone e l&#8217;altro, mentre la <strong>spiccata acidità</strong> sostiene i piatti ricchi di grassi e proteine tipici della cucina emiliana — la più opulenta della tradizione italiana. Il principio generale: le bollicine e l&#8217;acidità bilanciano i grassi; il tannino del Grasparossa regge le proteine della carne.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8058-981f-f1c745587a9f" class=""><strong>Lambrusco di Sorbara DOC</strong>: il più sottile e floreale, con acidità spiccata e colore tenue. Ideale con crudi di pesce (carpaccio di salmone, ostriche), tortellini in brodo di cappone, salumi delicati (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salumi/culatello/">culatello</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/mortadella-bologna-igp-nutrizione/">mortadella di Bologna IGP</a>), <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/parmigiano-reggiano-dop-1159/"><strong>Parmigiano Reggiano DOP</strong></a> giovane di 12-18 mesi, e formaggi di capra freschi. La versione spumante bianco — novità del 2024 — si presta anche agli aperitivi di impostazione contemporanea.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8096-90f5-c08ef4f37b3c" class=""><strong>Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC</strong>: il più strutturato, con tannino presente e colore rubino intenso. Eletto compagno di <strong>cotechino e zampone</strong> (i piatti emblema del Capodanno emiliano), carni grigliate, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carni-suine-benefici-salute/">arrosti di maiale</a>, piatti speziati e stracotti. La sottozona <strong>Monte Barello</strong> — Grasparossa in purezza — è indicata per abbinamenti di livello gastronomico più alto. Abbinamento insolito ma riuscito: Grasparossa secco con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/">pizza napoletana</a> a lunga lievitazione.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8013-b3ea-f3d8d0b4ac1b" class=""><strong>Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC</strong>: equilibrio tra frutto, freschezza e morbidezza. Pizza, lasagne al ragù, tagliatelle al ragù, tigelle con squacquerone e rucola, formaggi semi-stagionati, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/grana-padano-dop-export-2025-nutrizione/"><strong>Grana Padano DOP</strong></a> di media stagionatura.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-802b-9eab-c6e0f7de367b" class=""><strong>Reggiano DOC e Modena DOC</strong>: cucina emiliana tradizionale a tutto pasto — dalla crescentina al bollito misto — e &#8216;vino conviviale&#8217; per momenti informali.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8041-9dd7-c25929b14c81" class="">Un abbinamento da riscoprire: <strong>Lambrusco secco e Parmigiano Reggiano DOP</strong> stagionato 24+ mesi. La scelta della stagionatura è cruciale: il Parmigiano giovane premia il Sorbara per la sua finezza, mentre il Parmigiano più stagionato, con la sua mineralità e i cristalli di tirosina, regge bene anche il Grasparossa. Un binomio identitario che il Consorzio Tutela Lambrusco promuove attivamente sui mercati esteri in sinergia con il Consorzio del <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/prosciutto-di-modena-3/">Prosciutto di Modena</a>.</p>
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<h2 id="30f8112c-b3ab-8094-a851-fe60a8a3bcdb" class="">Consigli per gli acquirenti internazionali (foodies e buyer professionali)</h2>
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<p id="30f8112c-b3ab-80a5-92b2-dac4242a7867" class=""><strong>Leggere il disciplinare</strong>: DOP e IGP si distinguono per rese, base ampelografica e profilo sensoriale. La distinzione tra le sei DOC è altrettanto rilevante: Sorbara e Grasparossa, in particolare, si differenziano profondamente per struttura, abbinamento e posizionamento di prezzo.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-808a-9c92-dd90f482655e" class=""><strong>Valutare metodo e residuo zuccherino</strong>: il metodo Charmat (detto anche Martinotti, inventato a fine Ottocento proprio in ambito emiliano) è prevalente; il metodo classico e le <strong>rifermentazioni in bottiglia</strong> (che caratterizzano il cosiddetto <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/vino-ancestrale-identita-e-prospettive/">vino ancestrale</a>) si collocano nel segmento premium. Il residuo zuccherino — secco per la tavola, semisecco o amabile per consumi informali — è indicato obbligatoriamente in etichetta.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-80c5-b0c8-ce8efc7fe53e" class=""><strong>Privilegiare il biologico</strong>: le certificazioni biologiche, ai sensi del regolamento (UE) 2018/848, garantiscono i più elevati standard di tutela dell’ambiente e della biodiversità, oltre a tenori inferiori di solfiti.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-8040-9734-ca469e5f62bc" class=""><strong>Novità disciplinari 2024 come leva commerciale</strong>: la sottozona Monte Barello (Grasparossa) e lo spumante bianco di Sorbara rappresentano opportunità per buyer che cercano prodotti con una narrativa di posizionamento elevata e un profilo inedito rispetto ai Lambrusco tradizionali.</p>
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<p id="30f8112c-b3ab-806c-8f4c-f45a009a585f" class="">La squadra di <strong>GIFT</strong> (Great Italian Food Trade<strong>)</strong> supporta gli acquirenti internazionali nella ricerca di produttori affidabili, con attenzione a biologico, conformità regolatoria e coerenza qualitativa.</p>
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<h2 id="30f8112c-b3ab-800a-8b33-dc0093b55a70" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="3108112c-b3ab-806e-9bdd-e966d288e511" class="">In un mercato vinicolo globale sempre più selettivo, il Lambrusco dimostra una resilienza fondata sulla qualità documentata e sulla trasparenza normativa. La riduzione volumetrica della vendemmia 2025, unita alla nuova architettura delle sottozone e all&#8217;adozione di certificazioni di sostenibilità (SQNPI e biologico), traccia la strada per una crescita a valore. Per gli operatori internazionali e i consumatori consapevoli, le DOC modenesi e reggiane rappresentano oggi un esempio di eccellenza dove il rigore dei disciplinari MASAF garantisce un&#8217;identità territoriale autentica, etica e competitiva.</p>
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<p id="3108112c-b3ab-809a-b364-df5e444112df" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
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<h3 id="3108112c-b3ab-8093-b39c-f76b3129af61" class="">Riferimenti</h3>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8082-a61d-f6e3e6b9ded5" class="bulleted-list">
<li>ANSA. (2025, 3 aprile). Consorzio Lambrusco, i dazi stimolo ad andare su altri Paesi. <em>ANSA Emilia-Romagna</em>. <a href="https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2025/04/03/consorzio-lambrusco-i-dazi-stimolo-ad-andare-su-altri-paesi_87fb7d9b-e247-49f0-976a-e2a02f2c3468.html">https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2025/04/03/consorzio-lambrusco-i-dazi-stimolo-ad-andare-su-altri-paesi_87fb7d9b-e247-49f0-976a-e2a02f2c3468.html</a></li>
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<ul id="30f8112c-b3ab-80cd-a435-efc01eaa568c" class="bulleted-list">
<li>ANSA. (2025, 14 ottobre). Vendemmia, in calo la produzione nell&#8217;area dei lambruschi. <em>ANSA Emilia-Romagna</em>. <a href="https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2025/10/14/vendemmia-in-calo-la-produzione-nellarea-dei-lambruschi_25f5fd16-e2cf-41fb-974f-91d884dca493.html">https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2025/10/14/vendemmia-in-calo-la-produzione-nellarea-dei-lambruschi_25f5fd16-e2cf-41fb-974f-91d884dca493.html</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-803a-8ef9-dfd6c1108580" class="bulleted-list">
<li>Circana/Vinitaly. (2025, aprile). <em>Vino e GDO 2024: volumi, valori e denominazioni</em>. Tavola rotonda Vinitaly; citato in: GdoWeek, 19 maggio 2025. https://www.gdoweek.it/vino-in-gdo-i-bianchi-vedono-il-sorpasso-i-dati-di-circana-a-vinitaly/</li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8066-b0d0-e20360314ea7" class="bulleted-list">
<li>Confcooperative Terre d&#8217;Emilia. (2025, ottobre). <em>Analisi vendemmia 2025 – Cantine sociali reggiane e modenesi</em>. Citato in: Gazzetta di Reggio, 14 ottobre 2025. <a href="https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2025/10/14/news/vendemmia-2025-amara-per-i-lambruschi-crolla-la-produzione-ma-la-qualita-e-da-record-1.100775363">https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2025/10/14/news/vendemmia-2025-amara-per-i-lambruschi-crolla-la-produzione-ma-la-qualita-e-da-record-1.100775363</a></li>
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<ul id="30f8112c-b3ab-806a-8f85-c24189fa474d" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Tutela Lambrusco. Modena. <a href="https://lambrusco.net/">https://lambrusco.net</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-80ee-a544-ecaa6c9d64aa" class="bulleted-list">
<li>Gambero Rosso. (2025, giugno). Vendemmia 2025: la crisi di sovrapproduzione è dietro l&#8217;angolo. <em>Gambero Rosso</em>. <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vendemmia-2025-sovrapproduzione-misure-consorzi/">https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vendemmia-2025-sovrapproduzione-misure-consorzi/</a></li>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8080-bb50-ee63991926b8" class="bulleted-list">
<li>Il Sole 24 Ore. (2025, marzo). Vendite vino -1,3% in quantità e +2,2% in valore. Sul podio Prosecco, Lambrusco e Chianti. <em>Il Sole 24 Ore</em>. <a href="https://en.ilsole24ore.com/art/vendite-vino-13percento-quantita-e-22percento-valore-podio-prosecco-lambrusco-e-chianti-AGtoyBkD">https://en.ilsole24ore.com/art/vendite-vino-13percento-quantita-e-22percento-valore-podio-prosecco-lambrusco-e-chianti-AGtoyBkD</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8012-b401-f04b513751ec" class="bulleted-list">
<li>I Numeri del Vino/Circana. (2026, febbraio). Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, aggiornamento 2025. <em>I Numeri del Vino</em>. <a href="https://www.inumeridelvino.it/2026/02/vendite-al-dettaglio-di-vino-gdo-italia-dati-circana-aggiornamento-2025.html">https://www.inumeridelvino.it/2026/02/vendite-al-dettaglio-di-vino-gdo-italia-dati-circana-aggiornamento-2025.html</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8040-b7f6-f3e1c6d8cfaf" class="bulleted-list">
<li>Lavinium. (2025, dicembre). Lambrusco: identità e futuro di un grande vino popolare. <em>Lavinium</em>. <a href="https://www.lavinium.it/lambrusco-identita-e-futuro-di-un-grande-vino-popolare/">https://www.lavinium.it/lambrusco-identita-e-futuro-di-un-grande-vino-popolare/</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8002-bb8b-f4e4b04d4676" class="bulleted-list">
<li>MASAF – Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. (2024, 5 novembre). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Lambrusco di Sorbara». <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22197">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22197</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-80fb-91f1-ea0c91f5b779" class="bulleted-list">
<li>MASAF. (2024, 5 novembre). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Lambrusco Grasparossa di Castelvetro». <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22199">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22199</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-80a8-a6e6-c795ef460389" class="bulleted-list">
<li>MASAF. (2024, 5 novembre). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC». <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22198">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22198</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-80d4-afb0-fd85bf850ba2" class="bulleted-list">
<li>MASAF. (2024, 5 novembre). MASAF. (2024, 5 novembre). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Reggiano DOC». <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22202">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22202</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-80d6-ab4d-d27728c36bac" class="bulleted-list">
<li>MASAF. (2024, 5 novembre). MASAF. (2024, 5 novembre). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Modena DOC». <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22200">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22200</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-803a-91d0-e0af41d1505e" class="bulleted-list">
<li>MASAF. (2024, 5 novembre). MASAF. (2024, 5 novembre). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Emilia IGP». <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22203">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22203</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8034-94d6-c406b1b02cd0" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products. Consolidated text: 25/03/2025 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25">http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-802b-99ac-fd7575418bf4" class="bulleted-list">
<li>WineNews/Circana. (2026, gennaio). Il vino nella GDO italiana chiude un 2025 in negativo: 2,3 miliardi di euro in valore (-0,5%). <em>WineNews</em>. <a href="https://winenews.it/it/il-vino-nella-gdo-italiana-chiude-un-2025-in-negativo-23-miliardi-di-euro-in-valore-05_581674/">https://winenews.it/it/il-vino-nella-gdo-italiana-chiude-un-2025-in-negativo-23-miliardi-di-euro-in-valore-05_581674/</a></li>
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<ul id="30f8112c-b3ab-8028-ac59-ee3519e7911a" class="bulleted-list">
<li>Valoritalia/Nomisma Wine Monitor. (2026, 17 febbraio). Qualità, denominazioni e resilienza: il 2025 della filiera vitivinicola certificata da Valoritalia. <em>Oinos – Vivere di vino</em>. <a href="https://www.oinosviveredivino.it/qualita-denominazioni-e-resilienza-il-2025-della-filiera-vitivinicola-certificata-da-valoritalia/">https://www.oinosviveredivino.it/qualita-denominazioni-e-resilienza-il-2025-della-filiera-vitivinicola-certificata-da-valoritalia/</a></li>
</ul>
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<ul id="30f8112c-b3ab-80f0-b4e9-df5fb9070b09" class="bulleted-list">
<li>ExportUSA. (2025, 29 ottobre). Statistiche sulle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti per il 2025. <em>ExportUSA</em>. <a href="https://www.exportusa.us/statistiche-esportazioni-Italia-stati-uniti-2020.php">https://www.exportusa.us/statistiche-esportazioni-Italia-stati-uniti-2020.php</a></li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/lambrusco/">Lambrusco: guida completa ai vini frizzanti dell&#8217;Emilia</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asti DOCG e Moscato d’Asti: guida a mercato, territorio e trend</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/asti-docg-moscato-asti-guida-mercato-disciplinare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 15:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83158</guid>

					<description><![CDATA[<p>Asti DOCG rappresenta l’eccellenza italiana nel segmento dei vini aromatici, capace di evolversi costantemente pur restando fedele alla propria identità territoriale. Simbolo del Made in Italy nel mondo, questa denominazione &#8211; che comprende diversi vini, Asti Spumante (metodo Martinotti e metodo classico) e Moscato d&#8217;Asti (anche in vendemmia tardiva) &#8211; è un pilastro storico della DOP Economy e al contempo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/asti-docg-moscato-asti-guida-mercato-disciplinare/">Asti DOCG e Moscato d’Asti: guida a mercato, territorio e trend</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="30e8112c-b3ab-8028-b6d7-ec77e70fe99b" class=""><strong>Asti DOCG</strong> rappresenta l’eccellenza italiana nel segmento dei vini aromatici, capace di evolversi costantemente pur restando fedele alla propria identità territoriale. Simbolo del Made in Italy nel mondo, questa denominazione &#8211; che comprende diversi vini, <strong>Asti Spumante</strong> (metodo Martinotti e metodo classico) e <strong>Moscato d&#8217;Asti</strong> (anche in vendemmia tardiva) &#8211; è un pilastro storico della DOP Economy e al contempo un precursore dei trend moderni: il suo naturale profilo <strong>low-alcohol</strong> e la straordinaria <strong>freschezza</strong> del Moscato bianco rispondono perfettamente alle nuove richieste di un consumo consapevole e internazionale. In questa guida analizziamo le sfide dei mercati globali, il rigore del disciplinare e le potenzialità gastronomiche di un’icona senza tempo.</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-8001-9a1c-f2b5f6fb22ad" class="">Dinamiche di mercato e resilienza dell&#8217;export</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-807d-9e05-f207cb4b4417" class="">Il rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulla <strong>DOP Economy</strong> indica l’Asti DOCG al quarto posto tra i vini italiani a Indicazione Geografica per valore alla produzione nel <strong>2024</strong> &#8211; 120 milioni di euro il valore vino sfuso, -2,9% rispetto all’anno precedente &#8211; dopo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/prosecco-storia-e-numeri-di-un-leader-globale-dellenologia/">Prosecco DOC</a>, Delle Venezie DOC e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/conegliano-valdobbiadene-prosecco-docg-guida-sostenibilita/">Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG</a>. La produzione <strong>2025</strong> si chiude con circa <strong>85 milioni di bottiglie equivalenti</strong>, segnando una flessione del 4% rispetto ai 90 milioni del 2024 (I Grandi Vini, 2025).</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-80cd-9ca8-c31ba51857c3" class="">A decorrere dall’1 agosto 2025 gli <strong>Stati Uniti</strong> &#8211; che assorbivano il 60% delle esportazioni dell’Asti DOCG &#8211; hanno introdotto un <strong>dazio</strong> del 15% sull‘import di vino italiano che penalizza soprattutto questo tipo di prodotti, in quanto collocati in un segmento di prezzo medio e soggetti alla concorrenza del Moscato locale. In risposta, il Consorzio Asti DOCG ha approvato <strong>misure di contenimento della produzione</strong> per la campagna 2025: le rese per ettaro sono state ridotte da 100 a <strong>90 quintali</strong>, di cui 5 destinati allo stoccaggio, per preservare l&#8217;equilibrio tra domanda e offerta e tutelare il valore della denominazione.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-80c7-8166-f1928ad6e70f" class="">Nonostante le pressioni esterne, i mercati emergenti mostrano segnali positivi. I <strong>mercati asiatici</strong> &#8211; in particolare Corea del Sud, Cina e Singapore &#8211; continuano a crescere, e il Consorzio ha intensificato le attività promozionali in Asia come strategia di <strong>diversificazione</strong> rispetto alla dipendenza storica dagli USA. Il trend <strong>low-alcohol</strong> e la versatilità in abbinamento &#8211; dalla mixology alla cucina asiatica &#8211; continuano così a sostenere la domanda internazionale per entrambe le tipologie.</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-803e-80d5-fe049ea23b42" class="">Radici storiche: dal Medioevo all&#8217;intuizione di Gancia</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-80d6-b5f5-e4801c894c8f" class="">La storia dell&#8217;Asti è intrecciata con quella delle colline piemontesi e con l&#8217;evoluzione dell&#8217;enologia italiana. Il <strong>Moscato bianco</strong> è coltivato in queste terre sin dal <strong>Medioevo</strong>, apprezzato per la sua aromaticità già nei trattati agronomici del Cinquecento. Nel 1700, articoli pubblicati a Losanna su vini e vigne di tutto il mondo attestano la rinomanza dei vini di Moscato di queste colline.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-8061-b6fb-c613704d2e11" class="">La figura di <strong>Carlo Gancia</strong> è centrale nella storia della <strong>spumantizzazione</strong> del Moscato: negli anni Sessanta e Settanta dell&#8217;Ottocento Gancia applicò in Piemonte le tecniche apprese nello Champagne, avviando la produzione dell&#8217;Asti Spumante su scala industriale e trasformandolo in un vino celebrativo di portata internazionale.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-80c2-936c-cd9c41328059" class="">Il <strong>Consorzio per la Tutela dell&#8217;Asti</strong> venne fondato nel <strong>1932</strong>. La denominazione ottenne il riconoscimento <strong>DOC</strong> (Denominazione di Origine Controllata) nel 1967 e venne elevata a <strong>DOCG</strong> (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) nel <strong>1993</strong>. Il suo disciplinare è stato aggiornato da ultimo con il decreto ministeriale 26 agosto 2024, con modifiche ordinarie applicabili dalla campagna vendemmiale 2024/2025.</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-8034-8112-c20430845a1d" class="">Il disciplinare DOCG: criteri di qualità e varietà</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-8015-a94e-d39653eb5a56" class="">La <strong>DOCG &#8216;Asti&#8217;</strong> &#8211; tutelata come DOP (Denominazione d’Origine Protetta), ai sensi del regolamento (UE) 2024/1143 &#8211; è riservata ai vini che rispondono ai criterii stabiliti nel disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:</p>
</div>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80ee-bee4-dd844ac78048" class="bulleted-list">
<li>‘<strong>Asti’ o ‘Asti spumante’</strong>;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80b4-bab9-e24f87018f18" class="bulleted-list">
<li>‘Asti’ o ‘Asti spumante’ <strong>metodo classico</strong> (metodo tradizionale);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80d2-9157-c5b52bd688d1" class="bulleted-list">
<li>‘<strong>Moscato d’Asti</strong>’;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80e8-ad6b-f726621a9bc1" class="bulleted-list">
<li>‘Moscato d’Asti <strong>vendemmia tardiva</strong>’.</li>
</ul>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-80d8-b05c-ff42bdd8c04d" class="">Gli allegati al disciplinare stabiliscono ulteriori requisiti per le sottozone ‘Santa Vittoria d’Alba’ e ‘Strevi’ (disciplinare, articolo 1 &#8211; <em>Denominazione e vini</em>)<em>.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80ef-8532-e8e8eab4a4c2" class="">I <strong>vigneti</strong> destinati alla produzione dei vini a Asti DOCG devono essere costituiti da:</p>
</div>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80cc-b680-df6527c14941" class="bulleted-list">
<li><strong>Moscato bianco</strong>, per almeno il <strong>97%;</strong></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8017-aeb4-dc848599eebc" class="bulleted-list">
<li><strong>vitigni a bacca bianca aromatici</strong> idonei alla coltivazione in Piemonte, per il restante 3% (disciplinare, articolo 2 &#8211; <em>Base ampelografica</em>)<em>.</em></li>
</ul>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-80d9-8b08-f78f0bf4970f" class="">La <strong>zona di produzione</strong> delle uve si estende su 51 comuni nelle province di <strong>Alessandria</strong>, <strong>Asti</strong> e <strong>Cuneo</strong>, per una superficie vitata di circa <strong>9.800 ettari</strong> che rientrano nei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte riconosciuti <strong>Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO </strong>nel 2014 (disciplinare, articolo 3 &#8211; <em>Zona di produzione</em>)<em>.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8038-9193-c5064b660151" class="">Le operazioni di appassimento e ammostamento, elaborazione, presa di spuma, stabilizzazione, affinamento, imbottigliamento e confezionamento devono avvenire nel territorio delle medesime province e nella frazione Pessione del comune di Chieri, in provincia di Torino (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>)<em>.</em></p>
</div>
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<h3 id="30e8112c-b3ab-8014-8f0b-e13ffeae0164" class="">Norme per la viticoltura e rese massime</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8080-bbe3-c5e9884429d1" class="">I <strong>vigneti</strong> devono essere ‘<em>ubicati su dossi collinari di favorevole giacitura ed esposizione, preferibilmente calcarei, o calcareo-argillosi, con l&#8217;esclusione dei vigneti impiantati su terreni di fondovalle o pianeggianti, leggeri od umidi</em>’. Le norme per la viticoltura prevedono:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80a0-acf6-dae148198298" class="bulleted-list">
<li><strong>densità minima di impianto</strong>: 4.000 ceppi per ettaro;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80db-a789-faa01681c163" class="bulleted-list">
<li><strong>resa massima di uva per ettaro</strong>: 10 tonnellate, 6 t per il Moscato d&#8217;Asti Vendemmia Tardiva; per la campagna 2025 il Consorzio ha deliberato una riduzione a 9 t per ettaro;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8022-be85-c5688c249291" class="bulleted-list">
<li>nel caso di superamento dei predetti limiti oltre il 20%, tutta la produzione perde il diritto alla DOCG;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80d8-b84d-f66b87e20109" class="bulleted-list">
<li>le uve destinate alla produzione del Moscato d’Asti vendemmia tardiva devono essere vendemmiate tardivamente e possono venire sottoposte ad <strong>appassimento</strong> in locali idonei;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8070-8fcb-e83e6bda880f" class="bulleted-list">
<li>il <strong>titolo alcolometrico minimo naturale delle uve</strong> deve essere: 9,00% vol per Asti o Asti spumante; 10,00% vol per lo spumante metodo classico e il Moscato d&#8217;Asti (al quale ultimo è concesso il 9,50% nelle annate con condizioni climatiche sfavorevoli); 12,00% per il Moscato d’Asti vendemmia tardiva (disciplinare, articolo 4 &#8211; <em>Norme per la viticoltura</em>)<em>.</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-80a7-83af-fafc7cb1607d" class="">L&#8217;arte della vinificazione: dai mosti alla spumantizzazione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8076-a982-c2dc4ac3a5f3" class="">‘<em>Nella </em><em><strong>vinificazione</strong></em><em> sono ammesse soltanto le pratiche locali, leali e costanti, tra cui in particolare:</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-800a-ae00-f194fba50604" class="bulleted-list">
<li><em>cernita delle uve quando necessario, eventuale diraspatura dei grappoli e loro normale pressatura;</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8034-80c0-eab7ebe3b953" class="bulleted-list">
<li><em>formazione in vasche della cosiddetta coperta e aggiunta al mosto di coagulanti e chiarificanti nelle dosi consuetudinarie (…);</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80c7-9aba-ebc59db6a251" class="bulleted-list">
<li><em>conseguente decantazione del mosto seguita<br />
da filtrazioni o centrifugazioni dello stesso, e refrigerazioni</em>’.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80af-9617-f765095c4385" class="">Tali pratiche e in particolare la refrigerazione possono venire utilizzate per condurre le fermentazioni atte a ottenere nell’arco dell’intera annata il titolo alcolometrico volumico minimo previsto dal disciplinare, ‘<em>in modo da salvaguardare il giusto rapporto tra alcol effettivo e zuccheri residui</em>’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-806f-80a8-cb6afbb94e1e" class="">La <strong>resa massima di uva in vino</strong> per la produzione dei vini Asti DOCG non deve essere superiore al 75%, 50% per il Moscato d&#8217;Asti Vendemmia Tardiva. In caso di superamento, entro l’80% e il 55% la sola eccedenza perde il diritto alla DOCG; oltre tali soglie l’intera partita decade dalla denominazione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80ac-b694-c95731d3eb6a" class="">La <strong>durata minima del processo di lavorazione</strong> per la presa di spuma del prodotto ‘Asti’ o ‘Asti spumante’ è stabilita, a seconda dei casi, in:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-806c-83fe-e0fb872dc1d3" class="bulleted-list">
<li><strong>un mese</strong>, compreso il periodo di affinamento in bottiglia, per il metodo della fermentazione naturale in autoclave (o <strong>metodo Martinotti</strong>);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8056-a9ca-d264e70ee15b" class="bulleted-list">
<li><strong>nove mesi</strong>, nella stessa azienda sin dalla costituzione della partita, per il <strong>metodo<br />
classico</strong> (metodo tradizionale), da effettuarsi con il metodo della fermentazione naturale in bottiglia. ‘<em>Il prodotto deve rimanere senza interruzione sulle fecce per il termine stabilito e separato dalle fecce mediante sboccatura</em>’.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80fa-b8be-d5ab5b25d046" class="">È proibita la pratica di arricchimento per il Moscato d’Asti <strong>vendemmia tardiva</strong>, che deve venire sottoposto a un periodo di <strong>affinamento</strong> di almeno <strong>un anno</strong>, calcolato a decorrere dal momento della preparazione (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>)<em>.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-80bd-ad33-e114741c66e8" class="">Caratteristiche dei vini</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-800c-9ae3-c42066a8103d" class="">Il disciplinare stabilisce all’articolo 6 le caratteristiche a cui i diversi vini Asti DOCG devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, come da tabella a seguire.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-80b1-959b-de5ea4bc2b97">Caratteristiche tecniche DOCG Asti e Moscato d&#8217;Asti</h3>
</div>
<div dir="ltr">
<table id="30e8112c-b3ab-8011-bfac-db8c1d6a22d2" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="30e8112c-b3ab-8095-9767-fa4926ef8ecd">
<th id="Rv@o" class="simple-table-header-color simple-table-header">Caratteristica</th>
<th id="wBo?" class="simple-table-header-color simple-table-header">Asti / Asti Spumante</th>
<th id="JG?a" class="simple-table-header-color simple-table-header">Asti Spumante Metodo Classico</th>
<th id="WIFa" class="simple-table-header-color simple-table-header">Moscato d&#8217;Asti</th>
<th id=";f_d" class="simple-table-header-color simple-table-header">Moscato d&#8217;Asti Vendemmia Tardiva</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="30e8112c-b3ab-805c-949e-eb82477ecc7f">
<td id="Rv@o" class="">Spuma</td>
<td id="wBo?" class="">Fine, persistente</td>
<td id="JG?a" class="">Fine, persistente</td>
<td id="WIFa" class="">— (Vivace/Sovrapressione max 2,5 bar)</td>
<td id=";f_d" class="">—</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-806e-846a-e36e209ef81c">
<td id="Rv@o" class="">Colore</td>
<td id="wBo?" class="">Da giallo paglierino a dorato tenue</td>
<td id="JG?a" class="">Da giallo paglierino a dorato assai tenue</td>
<td id="WIFa" class="">Paglierino giallo più o meno intenso</td>
<td id=";f_d" class="">Giallo dorato</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-80f0-b995-d063ddcdc69b">
<td id="Rv@o" class="">Odore</td>
<td id="wBo?" class="">Caratteristico, delicato</td>
<td id="JG?a" class="">Caratteristico, spiccato, delicato</td>
<td id="WIFa" class="">Caratteristico e fragrante di Moscato</td>
<td id=";f_d" class="">Fruttato, intenso, uva appassita, note speziate</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-8068-92ff-d949bf1d7769">
<td id="Rv@o" class="">Sapore</td>
<td id="wBo?" class="">Caratteristico, equilibrato (da pas dosè a dolce)</td>
<td id="JG?a" class="">Caratteristico, equilibrato (da pas dosè a dolce)</td>
<td id="WIFa" class="">Dolce, aromatico, caratteristico</td>
<td id=";f_d" class="">Dolce, armonico, vellutato, sentori di miele</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-805c-a377-c2aa040c91b2">
<td id="Rv@o" class="">Titolo alcol tot. minimo*</td>
<td id="wBo?" class="">11,50% vol.</td>
<td id="JG?a" class="">12,00% vol.</td>
<td id="WIFa" class="">11,00% vol.</td>
<td id=";f_d" class="">14,00% vol.</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-80be-a219-c6daaaecbdff">
<td id="Rv@o" class="">Alcol svolto*</td>
<td id="wBo?" class="">Min. 6,00% vol.</td>
<td id="JG?a" class="">Min. 6,00% vol.</td>
<td id="WIFa" class="">Tra 4,50% e 6,50% vol.</td>
<td id=";f_d" class="">Almeno 11,00% vol.</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-80d0-abfd-d43b1b34a22e">
<td id="Rv@o" class="">Acidità totale minima</td>
<td id="wBo?" class="">4,5 g/l</td>
<td id="JG?a" class="">6,0 g/l</td>
<td id="WIFa" class="">4,5 g/l</td>
<td id=";f_d" class="">4,5 g/l</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-8075-820e-f8d225eb7af2">
<td id="Rv@o" class="">Estratto secco minimo</td>
<td id="wBo?" class="">15,0 g/l</td>
<td id="JG?a" class="">17,0 g/l</td>
<td id="WIFa" class="">15,0 g/l</td>
<td id=";f_d" class="">22,0 g/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8073-9289-ea2c08b029d2" class="">(*) L&#8217;alcol totale indica la gradazione complessiva del vino (alcol svolto + alcol potenziale da zuccheri residui). L&#8217;alcol svolto è l&#8217;alcol effettivamente presente nel prodotto; la distinzione è tipica dei vini a fermentazione parziale come Asti DOCG e Moscato d&#8217;Asti DOCG.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-8084-8309-fb2eda62130d" class="">Etichettatura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80f7-97d5-e650521eb23c" class="">Nella designazione e presentazione dei vini Asti DOCG, o DOP, è <strong>vietata</strong> l&#8217;aggiunta di <strong>qualsiasi qualificazione</strong> diversa da quelle previste dal disciplinare, ivi compresi gli aggettivi superiore, riserva, extra, fine, selezionato, gran e similari.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-804d-9a08-e3af3c30767a" class="">È consentito l’uso del termine ‘<strong>vigna</strong>’, accompagnato dal relativo toponimo o nome tradizionale.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-807d-93bb-e09bcaa91d86" class="">Per tutti i vini della denominazione, ad esclusione delle tipologie spumanti, è <strong>obbligatoria</strong> l’indicazione dell’<strong>annata</strong> di produzione delle uve; per gli <strong>spumanti</strong> è ammessa l’indicazione <strong>facoltativa</strong> della <strong>data di sboccatura </strong>(disciplinare, articolo 7 &#8211; <em>Designazione e presentazione</em>).</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="30e8112c-b3ab-806d-909b-c70a6efb4a67" class="">Versatilità nel calice: dalla cucina asiatica alla mixology</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8072-b1a3-c3a332a9734b" class="">L&#8217;Asti DOCG si caratterizza per un colore <strong>giallo paglierino brillante</strong>, profumi intensamente <strong>fioriti e fruttati</strong> (pesca, albicocca, agrumi, fiori d&#8217;acacia, salvia) e un palato aromatico, fresco e invitante. La gradazione alcolica naturalmente contenuta — <strong>da 5 a 12 gradi</strong> a seconda della tipologia — lo rende versatile in contesti sempre più diversi.</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8085-b4ad-e23a31efbfb5" class="bulleted-list">
<li><strong>Dessert e pasticceria:</strong> perfetto con dolci a base di frutta, creme leggere, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolci-italiani/dolci-di-natale/panettone-milano/">panettone</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolci-italiani/dolci-di-natale/pandoro-di-verona/">pandoro</a>, biscotti alle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/frutta-secca/nocciole-italiane-qualita-salute/">nocciole</a> e pasticceria secca.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80b1-8d16-c94c26ef1704" class="bulleted-list">
<li><strong>Cucina asiatica e speziata:</strong> l&#8217;aromaticità e la dolcezza moderata si sposano con piatti thai, vietnamiti, sushi e dim sum, un abbinamento sempre più riconosciuto sui mercati del Far East.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80e7-b4ab-cd5b698f21d3" class="bulleted-list">
<li><strong>Mixology:</strong> la bassa gradazione e il profilo aromatico rendono l’Asti sempre più apprezzato come base o accompagnamento in cocktail contemporanei, un trend in forte crescita a livello globale.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8063-88aa-c65fab85fe37" class="bulleted-list">
<li><strong>Aperitivo e brunch:</strong> ideale come aperitivo leggero o per brunch festivi.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80b9-b102-f6c07de5f7a8" class="bulleted-list">
<li><strong>Formaggi freschi e frutta:</strong> contrasti equilibrati con caprini freschi, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/ricotta-italia-tradizione-nutrizione/">ricotta</a>, frutta estiva e frutti di bosco.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="30e8112c-b3ab-80e2-bd6d-f223ed1f53bf" class="">Guida per i buyer: sostenibilità, sottozone e mercati esteri</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8019-8561-ea5d8115af5e" class="">Ai<strong> consumatori consapevoli </strong>si consiglia anzitutto di privilegiare l&#8217;offerta di produttori con <strong>certificazione biologica</strong> circa, per stimolare la conversione al bio dei vigneti piemontesi nella direzione dei più elevati standard di tutela dell’ambiente e della biodiversità. Le etichette di <strong>annate recenti</strong> consentono di cogliere la massima freschezza aromatica. Esplorare le <strong>sottozone</strong> &#8211; Canelli, Strevi, Santa Vittoria d&#8217;Alba &#8211; permette altresì di apprezzare le sfumature territoriali legate a microclima e composizione del suolo.</p>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-8097-b246-f1d735bab468" class=""><strong>Per i buyer internazionali </strong>l&#8217;Asti DOCG rappresenta un asset strategico per portafogli di <strong>spumanti aromatici low-alcohol</strong>. Il contesto 2025-2026 richiede però una lettura attenta delle dinamiche: i dazi USA al 15% e la riduzione degli ordini russi rendono urgente la diversificazione verso <strong>Asia</strong> (Corea, Cina, Singapore) ed <strong>Europa centrale</strong> (Polonia, Grecia). Il canale <strong>HoReCa di fascia alta</strong> e la mixology rappresentano frontiere di crescita rilevanti, specialmente per il segmento premium. La squadra di <strong>GIFT – Great Italian Food Trade</strong> offre supporto specialistico nella selezione di fornitori di vini di eccellenza e nelle strategie di accesso ai mercati internazionali.</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-805d-bc08-e370a5b4ae09" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-80a3-831d-c7f0a59981e0" class="">In un mercato vinicolo globale in continua trasformazione, l&#8217;<strong>Asti DOCG </strong>si conferma un asset strategico grazie alla sua capacità di coniugare storia millenaria e flessibilità commerciale. Dalla tutela del paesaggio UNESCO all&#8217;apertura verso nuovi stili di consumo come la mixology e il fusion, la denominazione dimostra che la qualità certificata è la miglior risposta alle fluttuazioni geopolitiche. Per buyer e consumatori, scegliere Asti significa premiare una filiera che può innovare nel rispetto della biodiversità e della tradizione piemontese.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-8055-bbde-ceda8a9cc913" class=""><em>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</em></p>
<p><em>Credit cover: Consorzio Asti DOCG </em></p>
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<h3 id="30e8112c-b3ab-80fe-850c-e092d4c0bcd7">Riferimenti</h3>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8007-a735-f25258c30711" class="bulleted-list">
<li>ANSA. (2025, 11 gennaio). Consorzio Asti Docg, imbottigliato 2024 supera i 90 milioni. <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2025/01/11/consorzio-asti-docg-imbottigliato-2024-supera-i-90-milioni_9b471585-0e55-42b8-9adb-0ba89e7e965b.html">https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2025/01/11/consorzio-asti-docg-imbottigliato-2024-supera-i-90-milioni_9b471585-0e55-42b8-9adb-0ba89e7e965b.html</a></li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8076-bb5b-c39c063c3c9d" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Asti DOCG. <a href="https://astidocg.it/">https://astidocg.it</a></li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80c2-86e9-fe571aa6d020" class="bulleted-list">
<li>I Grandi Vini (2025, 12 dicembre). Asti Spumante e Moscato d’Asti: 25 milioni di bottiglie pronte a brindare alle feste in 100 Paesi. <a href="https://www.igrandivini.com/news/asti-spumante-e-moscato-asti-per-brindare-alle-feste/">https://www.igrandivini.com/news/asti-spumante-e-moscato-asti-per-brindare-alle-feste/</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80a2-8a19-d18cc6abd771" class="bulleted-list">
<li>Ismea &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <em>Rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</em> (23a ed.). Edizioni Qualivita. <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download">https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-809e-bce7-ed9513ae184a" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (2024, 26 agosto). Disciplinare DOCG &#8216;Asti&#8217; – testo consolidato. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/21948">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/21948</a></li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8075-8d9b-eb2d8e62b778" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products. <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj">https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj</a></li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8021-94c4-e1abc5dcea68" class="bulleted-list">
<li>UNESCO World Heritage Centre. (2016). <em>Vineyard Landscape of Piedmont: Langhe-Roero and Monferrato</em>. <a href="https://whc.unesco.org/en/list/1390/">https://whc.unesco.org/en/list/1390/</a></li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/asti-docg-moscato-asti-guida-mercato-disciplinare/">Asti DOCG e Moscato d’Asti: guida a mercato, territorio e trend</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Alta Langa DOCG: il Metodo Classico del Piemonte</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/alta-langa-docg-metodo-classico-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 10:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83014</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Alta Langa DOCG rappresenta l&#8217;apice della spumantistica del Piemonte: un metodo classico che affonda le radici nella storia d’Italia. Espressione di un terroir calcareo-argilloso unico, tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria, questa denominazione si distingue per un legame indissolubile con l&#8217;altitudine e la longevità. In un mercato globale che premia l&#8217;autenticità, l&#8217;Alta Langa non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/alta-langa-docg-metodo-classico-piemonte/">Alta Langa DOCG: il Metodo Classico del Piemonte</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="30d8112c-b3ab-801c-b141-ffd5126d2895" class="">L&#8217;<strong>Alta Langa DOCG</strong> rappresenta l&#8217;apice della spumantistica del Piemonte: un metodo classico che affonda le radici nella storia d’Italia. Espressione di un terroir calcareo-argilloso unico, tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria, questa denominazione si distingue per un legame indissolubile con l&#8217;altitudine e la longevità. In un mercato globale che premia l&#8217;autenticità, l&#8217;Alta Langa non rincorre i volumi, ma consolida un modello di <strong>viticoltura di valore</strong>, sostenuto da una crescita strutturale e da un disciplinare tra i più rigorosi al mondo.</p>
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<h2 id="30d8112c-b3ab-80bf-b1fa-ed9411def573" class="">Alta Langa DOCG: crescita e mercato nel 2024/2025</h2>
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<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80d5-ac32-cd46e2dbd6d1" class="">Il <strong>2024</strong> si era chiuso con risultati significativi per il Consorzio Alta Langa: 455 ettari vitati, 85 soci produttori (+14 rispetto all&#8217;anno precedente) e una crescita a doppia cifra delle <strong>vendite, +10%</strong> rispetto al 2023. (Consorzio Alta Langa DOCG, 2024).</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-80f7-9727-eb13a91ffb73" class="">Il <strong>2025</strong> ha consolidato il successo, con <strong>500 ettari vitati</strong>, <strong>179 soci</strong> (tra viticoltori e aziende di trasformazione) e vendite in ulteriore crescita ‘double digit’, <strong>+11,5% </strong>rispetto al 2024, fino a superare per la prima volta il traguardo dei <strong>2 milioni di bottiglie</strong>. L’85% della produzione viene tuttora assorbito dal mercato interno, con una restante quota <strong>export </strong>del<strong> 15% </strong>destinata a crescere grazie alle numerose iniziative del Consorzio, da Expo 2025 Osaka allo Slow Wine 2025 e a New York.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-8059-8705-f9b9d78c4208" class="">Nel 2025 il Consorzio ha ottenuto la designazione dello spumante Alta Langa DOCG come &#8216;Vino piemontese dell&#8217;Anno 2025&#8217;, e ha lanciato il portale <strong>Alta Langa Academy</strong>, una piattaforma didattica online dedicata alla storia, al territorio e all&#8217;identità della denominazione.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-80db-a674-e495ebad4b11" class="">La <strong>vendemmia 2025</strong> &#8211; grazie a piogge primaverili regolari e un&#8217;estate soleggiata, condizioni ideali per le uve Pinot nero e Chardonnay &#8211; condurrà a una produzione stimata in <strong>3,5 milioni di bottiglie</strong> che potranno venire immesse sul mercato a partire dall&#8217;autunno 2028, nel rispetto dei tempi di affinamento previsti dal disciplinare.</p>
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<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-8038-ac32-c5188870ec76" class="">Le prospettive di crescita strutturale sono sostenute dal &#8216;Bando 2026 idoneità superfici DOCG Alta Langa&#8217; aperto dalla Regione Piemonte il 18 febbraio 2026, rivolto alle imprese agricole iscritte all&#8217;Anagrafe agricola regionale (Regione Piemonte, 2026).</p>
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<h2 id="30d8112c-b3ab-805f-91e3-c71cbf6bc680" class="">Dalle ‘cattedrali sotterranee’ UNESCO all&#8217;identità moderna</h2>
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<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80f4-a07f-d5048280f31c" class="">La storia dell&#8217;Alta Langa affonda le radici nella <strong>metà del XIX secolo</strong>, quando le prime sperimentazioni di spumante metodo classico in Italia ebbero luogo nelle celebri &#8216;<strong>cattedrali sotterranee</strong>&#8216; di Canelli: un vasto sistema di gallerie e sale scavate nel tufo tra il XVI e il XIX secolo, profonde fino a 32 metri, ove i vini vengono tutt&#8217;oggi affinati a temperatura e umidità costanti.</p>
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<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-807a-8d2e-f7790deca07e" class="">Questi spazi, chiamati &#8216;cattedrali&#8217; per la loro imponenza, sono oggi parte del <strong>Sito UNESCO</strong> &#8216;<em>Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato</em>&#8216;, iscritto nel 2014 come paesaggio culturale di eccezionale valore universale (UNESCO World Heritage Centre, 2016).</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-8039-8fa7-e5223b288c2a" class="">Il progetto moderno di Alta Langa prese avvio negli anni &#8217;90 del Novecento, con coltivazioni sperimentali di Chardonnay e Pinot nero su altipiani vocati. Nel 2001 fu costituito il Consorzio di tutela; nel <strong>2002</strong> venne riconosciuta la <strong>DOC</strong> e nel <strong>2011</strong> la <strong>DOCG</strong>, (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), con effetto retroattivo fino alla vendemmia 2008, suggellando la qualità di questo spumante unico.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="30d8112c-b3ab-8048-a232-def9d7041900" class="">Il disciplinare Alta Langa: regole rigorose per l&#8217;eccellenza</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80e7-a95d-e3be82c7de61" class="">La denominazione di origine controllata e garantita ‘Alta Langa’ &#8211; tutelata a livello europeo come DOP (denominazione d’origine protetta, ai sensi del regolamento (UE) 2024/1143 &#8211; è riservata ai vini spumanti, ottenuti esclusivamente con la <strong>rifermentazione in bottiglia</strong>, che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le tipologie:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-8073-919a-f085b911fa2a" class="bulleted-list">
<li>‘Alta Langa’ spumante, anche riserva;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-807c-9ffa-fe8f83da55e0" class="bulleted-list">
<li>‘Alta Langa’ spumante rosato, anche riserva (disciplinare, articolo 1 &#8211; <em>Denominazione e vini</em>).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30d8112c-b3ab-8091-a550-cd84feb1ea4c" class="">Base ampelografica</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80c9-bf09-fad2483a133b" class="">La denominazione è riservata ai vini spumanti, ottenuti dalle uve provenienti da vigneti aventi in ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-8020-b2d9-c24871774517" class="bulleted-list">
<li>vitigni <strong>Pinot nero e/o Chardonnay</strong> dal 90 al 100%.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-8052-bf72-d44c0ac6150f" class="bulleted-list">
<li>uve provenienti dai vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella regione Piemonte, per l’eventuale restante 10% (disciplinare, articolo 2 &#8211; <em>Base ampelografica</em>).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30d8112c-b3ab-804a-a521-e38c2a2b3acc" class="">Zona di produzione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-805a-b2f1-ea8d46d26aab" class="">La <strong>zona di produzione delle uve</strong> destinate all’ottenimento dei vini spumanti ‘Alta Langa’ è costituita dalle particelle fondiarie di collina e di spiccata vocazione viticola situate nelle province di <strong>Cuneo, Asti e Alessandria</strong>, nei territori dei 149 comuni identificati (disciplinare, articolo 3 &#8211; <em>Zona di produzione</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-805b-ba3c-ff9306576e22" class="">‘<em>I terreni marnosi devono essere calcareo-argillosi, a fertilità moderata, con </em><em><strong>giacitura</strong></em> <em><strong>esclusivamente collinare</strong></em><em> e con l’esclusione di quelli di fondovalle, umidi e pianeggianti. L’</em><em><strong>altitudine</strong></em> <em><strong>non</strong></em><em> deve essere </em><em><strong>inferiore a 250 metri</strong></em><em> sul livello del mare</em>’ (disciplinare, articolo 9 &#8211; <em>Legame con l’ambiente geografico</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80cb-83ba-e0347a5488aa" class="">Tutte le operazioni di vinificazione, imbottigliamento e affinamento devono essere effettuate nell&#8217;intero territorio della <strong>Regione Piemonte</strong> (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30d8112c-b3ab-80bf-8412-dfcdf5effbf4" class="">Condizioni ambientali e di viticoltura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-800a-ada5-c918d2d4cc7b" class="">Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dello spumante Alta Langa DOCG devono rispondere ai seguenti requisiti:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-8079-8615-ff0883117a6a" class="bulleted-list">
<li><strong>terreni</strong>: i terreni marnosi calcareo-argillosi, a fertilità moderata;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-80f7-b126-e392d705bed3" class="bulleted-list">
<li>giacitura: esclusivamente <strong>collinare</strong>. Sono da escludere categoricamente i terreni di fondovalle, umidi e pianeggianti;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-8098-98d2-f006fd66f22f" class="bulleted-list">
<li><strong>altitudine</strong>: non inferiore a metri 250 s.l.m.;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-8077-ba40-d48325d25df4" class="bulleted-list">
<li><strong>densità d’impianto</strong>: non inferiore a 4.000 ceppi a ettaro;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-80b5-beeb-efa4c882977a" class="bulleted-list">
<li>forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali, controspalliera bassa con potatura a Guyot tradizionale o cordone speronato;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-80a0-93b1-e9896144d833" class="bulleted-list">
<li>è vietata ogni pratica di forzatura. È consentita l’irrigazione di soccorso.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-8006-a81b-c15286177b6f" class="">La <strong>resa massima di uva per ettaro</strong> di vigneto è stabilita in 11 tonnellate e il titolo alcolometrico naturale delle relative uve destinate alla vinificazione in 9,5 alcol vol (disciplinare, articolo 4 &#8211; <em>Norme per la viticoltura</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80b6-a34a-d4044db00245" class="">‘<em>Le operazioni di vendemmia sono condotte con la </em><em><strong>raccolta manuale dei grappoli</strong></em><em> in piccole cassette forate, mediante le quali vengono anche trasferite ai centri di pressatura e vinificazione. Il </em><em><strong>trasporto in cantina in piccole cassett</strong></em><em><strong>e</strong> consente di trasferire grappoli perfettamente sani ed integri alla prima fase del processo di vinificazione, la pressatura</em>’ (disciplinare, articolo 9 &#8211; <em>Legame con l’ambiente geografico</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30d8112c-b3ab-80ce-8090-cb7db5bcb760" class="">Vinificazione e affinamento: il segreto del Millesimato</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80cf-bea9-caacf43ad4ad" class="">La <strong>resa massima dell&#8217;uva in vino</strong> non può superare il <strong>65%</strong>, pari a una produzione massima di 7.150 litri per ettaro. ‘<em>Qualora tale resa superi la percentuale sopraindicata, ma non oltre il 75% l’eccedenza non ha diritto alla DOCG, oltre detto limite di percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto</em>’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-8043-9d2e-d0af66d0cd36" class="">L&#8217;Alta Langa DOCG è prodotta <strong>esclusivamente con metodo classico</strong> (rifermentazione in bottiglia). A scopo migliorativo, è consentita l&#8217;aggiunta di Alta Langa di annata diversa nella misura massima del 15% (disciplinare, articolo 4 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-805a-b816-de34f7ecb82c" class="">La <strong>durata del processo</strong> di elaborazione &#8211; che comprende l’invecchiamento nell’azienda di produzione, dall’inizio della fermentazione in bottiglia destinata a rendere spumante la partita (cuvèe) e la durata della permanenza della medesima sulle fecce &#8211; non deve essere inferiore a:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-801f-9dea-ef5f2408531a" class="bulleted-list">
<li><strong>30 mesi</strong> per ‘Alta Langa’ spumante e spumante rosato;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-8025-9531-cd441fadd672" class="bulleted-list">
<li><strong>60 mesi</strong> per i vini con menzione riserva (disciplinare, articolo 7 &#8211; <em>Designazione e presentazione</em>).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30d8112c-b3ab-80d4-bbde-f839b691c3b2" class="">Caratteristiche</h3>
</div>
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<p id="30d8112c-b3ab-8077-8f16-de9fcd9a987d" class="">‘<em>La sistemazione dei vigneti in aree particolarmente vocate, la grande padronanza tecnica degli operatori agricoli e la lunga esperienza enologica della Case spumantiere si sono felicemente coalizzate nel produrre </em><em><strong>vini importanti e strutturati</strong></em><em>: notevole ampiezza dei </em><em><strong>profumi</strong></em><em>, con sentori che ricordano il lievito, la crosta di pane, il muschiato e la vaniglia, grande pienezza del sapore, che mitiga solo con il tempo la ‘charpente‘ e la spiccata corposità. Tali caratteristiche rispettano anche quelle di un riserva bianco e rosato</em>’ (disciplinare, articolo 9 &#8211; <em>Legame con l’ambiente geografico</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30d8112c-b3ab-80fd-b8ff-f46f3cba7d41" class="">All’atto del consumo lo spumante Alta Langa DOCG, anche riserva, deve rispondere alle caratteristiche che seguono:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-801c-9438-d877a1f85155" class="bulleted-list">
<li><strong>spuma</strong>: fine e persistente;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-802c-899b-ef27acf8413e" class="bulleted-list">
<li><strong>colore</strong>: da giallo paglierino tenue ad oro intenso; ovvero rosato, più o meno intenso;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30d8112c-b3ab-80c6-9095-ee3ec9e67f0f" class="bulleted-list">
<li><strong>odore</strong>: fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione in bottiglia;</li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-80b6-825b-e9742f50a04d" class="bulleted-list">
<li><strong>sapore</strong>: sapido, fine ed armonico;</li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-805d-a503-fa2621a058a2" class="bulleted-list">
<li><strong>titolo alcolometrico</strong> volumico totale minimo: 11,50% vol;</li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-8005-80fb-ccac97b61e6b" class="bulleted-list">
<li><strong>acidità</strong> totale minima: 5,0 g/l;</li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-8056-ae1f-d02078c25197" class="bulleted-list">
<li>estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.</li>
</ul>
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<p id="30d8112c-b3ab-8002-a7fd-fd8f068d1487" class="">‘<em>In relazione all’eventuale conservazione in recipienti di legno, il sapore e l’odore dei vini può rilevare </em><em><strong>lieve sentore di legno</strong></em>’.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-80c7-a4de-e1a94360eda1" class="">Quanto alle <strong>indicazioni di dosaggio</strong>, il disciplinare esclude espressamente le qualificazioni Demi-Sec, Sec e Dolce, confermando la vocazione esclusiva dell&#8217;Alta Langa verso le tipologie più secche: <strong>Pas Dosé, Brut Nature, Extra Brut e Brut </strong>(disciplinare, articolo 6 &#8211; <em>Caratteristiche al consumo</em>).</p>
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<h3 id="30d8112c-b3ab-80a6-8020-f732d7285753" class="">Designazione e presentazione</h3>
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<p id="30d8112c-b3ab-80a5-b51b-de3eb35f091d" class="">‘<em>Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita Alta Langa è vietata l’aggiunta di qualsiasi </em><em><strong>qualificazione</strong></em><em> diversa di quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, naturale, scelto, selezionato, vecchio e similari’</em>.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-8079-b5f4-c8a6deaac402" class="">È consentito esclusivamente l’utilizzo delle diciture ‘<strong>fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale</strong>’, o ‘metodo tradizionale’, o ‘metodo classico’, o ‘metodo classico tradizionale’. È viceversa vietato riferire la semplice dicitura ‘fermentazione in bottiglia’. Lo spumante rosato Alta Langa, anche riserva, può venire designato anche con i termini <strong>‘rosa’ o ‘rosé’</strong>.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-80c6-9d46-d95c718a6f2c" class="">‘<em>L’indicazione dell’</em><em><strong>annata</strong></em><em> di raccolta delle uve è </em><em><strong>obbligatoria</strong></em>’.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-80a2-94c3-fbd3c727b056" class="">La DOCG ‘<em>può venire accompagnata dalla menzione «</em><em><strong>vigna</strong></em><em>» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale purché la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale</em>‘ (disciplinare, articolo 7 &#8211; <em>Designazione e presentazione</em>).</p>
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<h2 id="30d8112c-b3ab-80a4-83e7-c1708181ec0b" class="">Profilo sensoriale e abbinamenti gastronomici d’autore</h2>
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<p id="30d8112c-b3ab-8075-963e-f1647bf9ee02" class="">L&#8217;eleganza e la <strong>freschezza</strong> dell&#8217;Alta Langa DOP lo rendono ideale per aperitivi e finger food delicati, piatti di mare e crostacei (pesce al forno o in salsa leggera), carni bianche e secondi delicati, formaggi freschi e semistagionati. La struttura e la complessità delle versioni Riserva si prestano anche ad accompagnare preparazioni più elaborate, dai primi piatti con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/tartufo-bianco/">tartufo bianco</a> &#8211; abbinamento che ne esalta la sapidità &#8211; ai risotti ai <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/dal-bosco-alla-tavola-i-funghi-porcini-italiani/">funghi porcini</a>.</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-807f-8eed-e3c3c99be380" class="">Il calice TERRA</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-80ea-b5f6-e10cbf591cda" class="">TERRA è il calice istituzionale del Consorzio Alta Langa DOCG, ideato dal celebre Giorgetto Giugiaro (Italdesign) nel 2012 e realizzato dal maestro del cristallo Collevilca a Colle Val d’Elsa (Siena). Un calice da degustazione 100% Made in Italy ove le forme trilobate sono protagoniste, dal piede al bevante, con la duplice funzione di:</p>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80ec-8e2e-ea2e45ff9724" class="bulleted-list">
<li><strong>identità</strong>. Richiamare i tre lobi della foglia della vite e le tre province della zona di produzione, a cui corrispondono i tre i cerchi del logo del Consorzio, al cui interno sono raffigurate le alte colline delle Langhe con il complesso montuoso del Monviso;</li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80cb-94c3-d0cc21d1e5d9" class="bulleted-list">
<li><strong>tecnica</strong>. La forma del calice non favorisce la roteazione del vino che non è necessaria per gli spumanti Metodo Classico, poiché la degustazione punta su perlage, freschezza e precisione aromatica più che sull’ossigenazione.</li>
</ul>
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<h2 id="30d8112c-b3ab-80dc-9d90-ca25745bb48a" class="">Guida all’acquisto: valore strategico per appassionati e buyer</h2>
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<p id="30d8112c-b3ab-80b4-8abb-e674a18e26be" class="">Chi desidera esplorare l&#8217;Alta Langa dovrebbe considerare sia versioni <strong>Brut</strong> che <strong>Pas Dosé</strong>, privilegiando etichette che valorizzino la specifica annata e affinamenti superiori al minimo di 30 mesi, che offrono una complessità aromatica superiore. Molte cantine propongono versioni ottenute da uve biologiche o in conversione, che esaltano la trasparenza del <strong>terroir</strong> calcareo-argilloso e la qualità intrinseca delle uve.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-80c5-962a-e0e71f27ee73" class="">I <strong>buyer internazional</strong>i dovrebbero considerare l&#8217;Alta Langa DOCG come un asset di valore per portafogli di vini metodo classico di nicchia: l&#8217;85% della produzione è assorbita dal mercato interno, rendendo le etichette disponibili all&#8217;export particolarmente selettive e posizionate nell&#8217;<strong>alto di gamma</strong>.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-8080-92fb-f5c380004dbc" class="">Il presidente del Consorzio Giovanni Minetti è esplicito: &#8216;<em>Non rincorriamo i volumi: </em><em><strong>costruiamo valore</strong></em>&#8216; (Targatocn.it, 2026). I mercati con maggiore potenziale di crescita includono Giappone, Nord America e nuovi mercati emergenti delle bollicine italiane di qualità.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-805c-9412-f9a508b876a8" class="">Il team di <strong>GIFT (Great Italian Food Trade)</strong> per i buyer internazionali, offre supporto nella scelta mirata di fornitori e prodotti DOCG di eccellenza, facilitando la costruzione di relazioni commerciali trasparenti, durature e reciprocamente vantaggiose, oltre alla consulenza su importazione e logistica.</p>
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<h2 id="30d8112c-b3ab-802f-875e-db194612c2e6" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="30d8112c-b3ab-80ab-96e3-f3e45e09e4c6" class="">L’Alta Langa DOCG è un manifesto della resilienza e della qualità piemontese. Il traguardo dei 2 milioni di bottiglie e l&#8217;espansione strategica verso i mercati esteri confermano la solidità di un progetto che valorizza il tempo (della rifermentazione in bottiglia) e il territorio. Per il consumatore consapevole e il buyer internazionale, l&#8217;Alta Langa si conferma una scelta d&#8217;eccellenza, capace di evolvere senza tradire il proprio rigore artigianale. Un simbolo del Made in Italy che guarda al futuro con la profondità delle sue storiche cattedrali sotterranee.</p>
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<p id="30d8112c-b3ab-8039-8f22-dd2d10078ae8" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Credit cover Consorzio Alta Langa DOCG </em></p>
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<h3 id="30d8112c-b3ab-80f1-ba1c-c26ca81c4f14">Bibliografia</h3>
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<ul id="30d8112c-b3ab-8023-b18a-e8eb5fcda62f" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Alta Langa DOCG (n.d.). <em>Disciplinare di produzione</em> (DM 21.02.2011, modificato da ultimo con DM 13.10.2014). <a href="https://www.altalangadocg.com/consorzio-alta-langa/disciplinare-produzione/">https://www.altalangadocg.com/consorzio-alta-langa/disciplinare-produzione/</a></li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-8088-9da4-cb2c6571cb39" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Alta Langa DOCG (2025). <em>Alta Langa Academy</em>. <a href="https://academy.altalangadocg.com/">https://academy.altalangadocg.com</a></li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80ad-aec1-c9c9dea9d888" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Alta Langa DOCG (n.d.). Il calice TERRA. <a href="https://www.altalangadocg.com/alta-langa-docg/terra-il-nuovo-calice-del-consorzio-alta-langa/">https://www.altalangadocg.com/alta-langa-docg/terra-il-nuovo-calice-del-consorzio-alta-langa/</a></li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-8089-9033-c5718430749d" class="bulleted-list">
<li>Regione Piemonte. (2026). <em>Bando 2026 idoneità superfici DOCG Alta Langa</em>. <a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/bando-2026-idoneita-superfici-docg-alta-langa">https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/bando-2026-idoneita-superfici-docg-alta-langa</a></li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8099-be7f-f76d6892ca3c" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products. <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj">https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj</a></li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-80f7-86ea-f3c6f5c4039c" class="bulleted-list">
<li>Targatocn.it. (2024, dicembre 19). <em>L&#8217;Alta Langa chiude il 2024 con una crescita delle vendite di oltre il 10%</em>. <a href="https://www.targatocn.it/2024/12/19/leggi-notizia/argomenti/agricoltura/articolo/lalta-langa-chiude-il-2024-con-una-crescita-delle-vendite-di-oltre-il-10-1.html">https://www.targatocn.it/2024/12/19/leggi-notizia/argomenti/agricoltura/articolo/lalta-langa-chiude-il-2024-con-una-crescita-delle-vendite-di-oltre-il-10-1.html</a></li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-8034-9f38-f73a1acc9a75" class="bulleted-list">
<li>Targatocn.it. (2026, febbraio 3). <em>Alta Langa DOCG, &#8216;Non rincorriamo i volumi: costruiamo valore&#8217;</em>. <a href="https://www.targatocn.it/2026/02/03/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/alta-langa-docg-non-rincorriamo-i-volumi-costruiamo-valore-2.html">https://www.targatocn.it/2026/02/03/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/alta-langa-docg-non-rincorriamo-i-volumi-costruiamo-valore-2.html</a></li>
</ul>
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<ul id="30d8112c-b3ab-8067-8873-f683f9da8040" class="bulleted-list">
<li>UNESCO World Heritage Centre. (2016). <em>Vineyard Landscape of Piedmont: Langhe-Roero and Monferrato</em>. <a href="https://whc.unesco.org/en/list/1390/">https://whc.unesco.org/en/list/1390/</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/alta-langa-docg-metodo-classico-piemonte/">Alta Langa DOCG: il Metodo Classico del Piemonte</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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