Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG è rappresenta il vertice qualitativo delle bollicine italiane, una sintesi perfetta tra un ecosistema collinare unico e un saper fare secolare. Definita come la ‘culla’ del Prosecco superiore, questa denominazione si distingue per un rigore produttivo che tutela l’identità del vitigno Glera e la biodiversità delle Rive. La presente guida analizza le caratteristiche tecniche, le basi storiche e l’impegno scientifico verso una viticoltura a basso impatto.
Nel 2024, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG ha certificato 90,5 milioni di bottiglie (Consorzio di Tutela, 2026), in lieve calo rispetto al precedente biennio record ma stabile grazie a 61.500 ettolitri stoccati per bilanciare domanda-offerta. Secondo il Rapporto Ismea-Qualivita 2025, nel 2024 questo spumante ha raggiunto il terzo posto tra i vini italiani a Indicazione Geografica, con vino sfuso a 170 milioni di euro (Ismea, 2025).
Per il 2025, le vendite stimate raggiungono 98 milioni di bottiglie (+8% sul 2024), spinte dalla promozione estera e domestica (Consorzio di Tutela, 2025a). Il valore totale del distretto ha tocca 1,8 miliardi di euro, con export 2024 a 238,2 milioni (Germania, UK, Austria leader).
L’eredità storica: un territorio modellato dalla vite
L’area collinare del Conegliano Valdobbiadene Prosecco vanta una tradizione vitivinicola antichissima, documentata fin dall’epoca romana e celebrata nel VI secolo d.C. dal poeta e vescovo Venanzio Fortunato, che descriveva queste colline come una terra dove la vite prospera ininterrottamente. La vocazione ai vini bianchi è attestata da numerosi documenti, dagli Statuti coneglianesi del 1282 alle testimonianze dell’epoca veneziana e all’apprezzamento delle corti europee.
La prima citazione esplicita del Prosecco risale al 1772, grazie a Francesco Maria Malvolti; nell’Ottocento il vitigno iniziò a essere coltivato in purezza, con contributi decisivi di studiosi come Balbi Valier e Semenzi. La tradizione si consolidò con la nascita, nel 1876 a Conegliano, della prima Scuola di Viticoltura ed Enologia d’Italia, seguita nel 1923 dalla Stazione Sperimentale.
Nel 1962 i produttori si riunirono nel Consorzio di tutela e nel 1969 la denominazione ottenne la DOC, mentre nel 2009 fu riconosciuta la DOCG, vertice qualitativo del Prosecco. Tra le tappe simboliche, la prima Strada del vino italiana (1966), il distretto spumantistico regionale (2003) e l’inserimento nel 2010 nella lista prioritaria per il riconoscimento UNESCO (disciplinare Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, articolo 10 – Legame con l’ambiente geografico).
Standard di produzione: la garanzia del disciplinare DOCG
Denominazione e vini
‘La denominazione d’origine controllata e garantita (DOCG) ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’, o ‘Conegliano – Prosecco’ o ‘Valdobbiadene – Prosecco’, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
- ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ (Categoria Vino);
- ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ frizzante (Categoria Vino Frizzante);
- ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ spumante, accompagnato dalla menzione superiore (Categoria Vino Spumante, Vino Spumante di Qualità e Vino Spumante di Qualità del tipo aromatico). Tale tipologia può essere accompagnata dalle seguenti menzioni:
- ‘sui lieviti’;
- ‘Rive’, purchè seguita con un riferimento geografico di cui all’allegato A.
La menzione ‘Superiore di Cartizze’ è riservata al vino spumante ottenuto nella tradizionale sottozona, nei limiti ed alle condizioni stabilite nel disciplinare (disciplinare, articolo 1 – Denominazione e vini).
Vitigni
I vini ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ devono venire ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti costituiti dal vitigno Glera; possono concorrere, in ambito aziendale, fino ad un massimo del 15% le uve delle seguenti varietà, utilizzate da sole o congiuntamente: Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga.
I vini destinati alla pratica tradizionale di spumantizzazione devono venire ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti iscritti allo schedario viticolo della DOCG, costituiti dai vitigni Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay, presi da soli o congiuntamente (disciplinare, articolo 2 – Base ampelografica).
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve è limitata alle colline trevigiane: Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Susegana, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Follina, Miane, Vidor, Valdobbiadene.
Apposite delimitazioni sono stabilite per la sottospecificazione ‘Superiore di Cartizze’ (disciplinare, articolo 3 – Zona di produzione delle uve).
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti ‘devono essere quelle tradizionali della zona e, in ogni caso, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità. Sono pertanto da considerare idonei, ai fini dell’iscrizione allo schedario viticolo, soltanto i vigneti ben esposti ubicati su terreni collinari con esclusione dei vigneti di fondovalle, di quelli esposti a tramontana e di quelli di bassa pianura’.
I vigneti in coltura specializzata devono avere una ‘densità minima di 2500 ceppi per ettaro, calcolati sul sesto d’impianto’.
La vendemmia delle uve destinate alla produzione dei vini spumanti ‘Superiore di Cartizze’, ‘Rive’ e ‘sui lieviti’ deve venire eseguita esclusivamente a mano.
La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a 13,5 tonnellate (12 t per il ‘Superiore di Cartizze’) e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve deve essere di 9,50% vol. (9% per le uve destinate alla produzione di spumante superiore e frizzante. Disciplinare, articolo 4 – Norme per la viticoltura).
Vinificazione
Le operazioni di vinificazione delle uve devono venire effettuate all’interno della zona di produzione, solo nel Comune di Valdobbiadene per il ‘Superiore di Cartizze’. Le operazioni di preparazione del vino spumante e frizzante, l’imbottigliamento e il confezionamento devono invece venire eseguite nel territorio della provincia di Treviso.
La resa massima di uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutte le tipologie. Qualora la resa uva/vino superi il limite di cui sopra, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione d’origine.
Il ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ spumante superiore con il riferimento ‘sui lieviti’ – ottenuto per fermentazione in bottiglia senza separazione dei residui di fermentazione – deve venire messa al consumo dopo almeno novanta giorni di fermentazione e di permanenza sulle fecce dell’intera partita.
Il ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ superiore con la menzione ‘Rive’ deve venire immessa al consumo a partire dall’1 marzo dell’anno successivo alla vendemmia (disciplinare, articolo 5 – Norme per la vinificazione).
Caratteristiche organolettiche
I vini ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’, all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere a caratteristiche differenziate per ciascuna tipologia. In essenza :
- spuma fine ed evanescente, o persistente, a seconda dei casi;
- colore: giallo paglierino più o meno intenso, brillante;
- odore: caratteristico con profumo di fruttato, leggero o intenso a seconda dei casi;
- sapore: fresco, armonico, più o meno fruttato nelle varie tipologie, caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% ovvero 11% vol (superiore), 11,50% per il ‘Superiore di Cartizze’ e il ‘Rive’;
- acidità min 4,5 g/L.
- estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l (disciplinare, articolo 6 – Caratteristiche per il consumo).
Etichettatura e confezionamento
Nell’etichettatura della sola tipologia spumante DOCG ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ può venire omesso il riferimento alla denominazione ‘Prosecco’ ed alla menzione ‘superiore’. Il vino spumante ‘Superiore di Cartizze‘ può venire designato con la sola dizione ‘Valdobbiadene’ Superiore di Cartizze’.
L’etichetta del vino spumante può riportare il termine millesimato, ‘purché il prodotto sia ottenuto con almeno l’85% del vino dell’annata di riferimento, che va indicata in etichetta’. L’indicazione dell’annata è altresì obbligatoria per la menzione ‘Rive’ (disciplinare, articolo 7 – Etichettatura).
I vini ‘possono venire presentati al consumo in recipienti di vetro di qualunque capienza prevista per legge. Fino a 12 litri sono ammesse solo le bottiglie in vetro, per colore e forma, tradizionalmente usate nella zona, la cui gamma colorimetrica può variare nelle diverse tonalità (…). Non è ammesso l’uso di materiali/dispositivi aderenti al vetro di alcuna forma e dimensione per rivestire il vetro (es. slive)’ (disciplinare, articolo 8 – Confezionamento).
Controlli
La Società Valoritalia con sede in Thiene è l’organismo di controllo autorizzato dal ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) che effettua la ‘verifica annuale del rispetto delle disposizioni del disciplinare mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica e a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento)’ (disciplinare, articolo 10 – Riferimenti alla struttura di controllo).
Sostenibilità scientifica: protocollo SQNPI e indicatori ambientali
Produzione integrata certificata
Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG dimostra un impegno crescente verso la sostenibilità ambientale attraverso l’adozione di pratiche di produzione integrata certificate. Nel 2025 oltre il 52% della superficie vitata della Denominazione ha ottenuto la certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), un riconoscimento volontario che attesta la gestione agronomica orientata alla riduzione dell’impiego di fertilizzanti e fitofarmaci e alla tutela della biodiversità. Questo progresso non è solo un dato statistico, ma rappresenta un passo verso l’obiettivo della totale certificazione dell’area, rafforzando il valore competitivo e reputazionale del territorio e contribuendo alla salvaguardia del paesaggio UNESCO e alla sua reputazione di modello di gestione vitivinicola responsabile (Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, 2026a).
Life-Cycle Assessment (LCA)
Il Progetto SOVANO – Sostenibilità e Innovazione nella filiera veneta uva-vino – rappresenta un’iniziativa strategica per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG finalizzata a tradurre la sostenibilità in dati scientificamente misurabili e a orientare concretamente l’intera filiera verso una maggiore efficienza ambientale. L’intervento adotta la metodologia LCA (Life Cycle Assessment) per quantificare con precisione sia la carbon footprint che la water footprint associate alla produzione, permettendo alle aziende di identificare i punti critici e intervenire con soluzioni tecniche mirate per ottimizzare risorse e ridurre impatti e costi operativi. Parte integrante del progetto è l’utilizzo di tecnologie di precisione, come l’impiego di droni in vigneto, che consentono di migliorare l’efficacia dei trattamenti e l’efficienza dei processi produttivi, sostenendo così la transizione verso gli obiettivi climatici europei e rafforzando la competitività del territorio con basi scientifiche solide (Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, 2026b).
‘Buyer strategy’: orientarsi tra le menzioni e le selezioni premium
Per i ‘foodies’
Scegliere Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG biologici o da filiera sostenibile certificata garantisce qualità organolettica superiore, rispetto ambientale e sensazioni gustative raffinate. I produttori che adottano pratiche biodinamiche o bio certificate valorizzano ulteriormente l’identità del territorio, offrendo vini che esprimono autenticità e tipicità.
Privilegiare le versioni Millesimato e Riserva , ovvero anche quella ‘sui lieviti’, consente di apprezzare la complessità evolutiva e il potenziale di invecchiamento di questo spumante d’eccezione.
Guida alle Eccellenze: Tipologie di Conegliano Valdobbiadene DOCG
| Tipologia | Profilo Ideale | Plus Sostenibile |
|---|---|---|
| Sui Lieviti | Amanti dei vini ancestrali, secchi e torbidi. | Basso intervento in cantina. |
| Rive | Collezionisti e Wine Bar di nicchia. | Raccolta 100% manuale (viticoltura eroica). |
| Cartizze | Occasioni di lusso, fine pasto. | Massima espressione del terroir UNESCO. |
Per gli acquirenti internazionali
La selezione di fornitori richiede competenze tecniche su disciplinari, certificazioni di prodotto, volumi disponibili e canali di distribuzione internazionale. In questo contesto, il team di GIFT – Great Italian Food Trade offre supporto qualificato per: individuare produttori affidabili, valutare sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni, gestire relazioni commerciali solide e durature, favorendo partnership strategiche nel settore delle bollicine italiane premium.
Conclusioni
Il futuro del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG risiede nella sua capacità di far coincidere il valore economico con la tutela del capitale naturale. Grazie a certificazioni integrate e modelli di misurazione dell’impatto ambientale, la Denominazione non offre solo un vino d’eccezione, ma un sistema territoriale resiliente e trasparente. Per i buyer e i consumatori globali, scegliere questa DOCG significa sostenere un modello di agricoltura di precisione che si afferma come riferimento d’eccellenza per l’intero Made in Italy agroalimentare.
Dario Dongo
Credit cover: Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG
Riferimenti
- Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. (2026, 2 febbraio). Sostenibilità: certificato SQNPI il 52% della superficie della Denominazione. Prosecco.it. https://www.prosecco.it/it/sostenibilita-certificato-sqnpi-il-52-della-superficie/
- Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. (2026, 30 gennaio). Progetto SOVANO al via. Prosecco.it. https://www.prosecco.it/it/progetto-sovano-al-via/
- Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. (2025, 23 dicembre). Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco cresce raccontando il suo territorio: il 2025 si chiude a 98 milioni di bottiglie. Prosecco.it. https://www.prosecco.it/it/il-conegliano-valdobbiadene-prosecco-cresce-raccontando-il-suo-territorio-il-2025-si-chiude-a-98-milioni-di-bottiglie/
- Ismea & Fondazione Qualivita. (2025). Rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG (23a ed.). Edizioni Qualivita. https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download
- Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. (2022). Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” [PDF]. Valoritalia.it. https://www.valoritalia.it/wp-content/uploads/2022/10/Conegliano-Valdobbiadene-Prosecco-1.pdf
- UNESCO, Commissione Nazionale Italiana. (2019, 2 settembre). Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. UNESCO.it. https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/le-colline-del-prosecco-di-conegliano-e-valdobbiadene/

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.


