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	<title>reg. UE 1169/11 Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>reg. UE 1169/11 Archivi - Gift</title>
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		<title>Le omissioni delle piattaforme per la spesa online. Indagine di Altroconsumo</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/le-omissioni-delle-piattaforme-per-la-spesa-online-indagine-di-altroconsumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2023 13:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[reg. UE 1169/11]]></category>
		<category><![CDATA[vendita online]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le piattaforme web che consentono di fare la spesa alimentare online sono ancora troppo spesso una giungla. I consumatori vengono privati di informazioni essenziali, nonché obbligatorie ai sensi del Food Information Regulation (EU) No 1169/11. A questo fenomeno la prima associazione di consumatori in Italia, Altroconsumo, dedica un&#8217;indagine che analizza la conformità di 418 prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le piattaforme web che consentono di fare la spesa alimentare online sono ancora troppo spesso una giungla. I consumatori vengono privati di informazioni essenziali, nonché obbligatorie ai sensi del Food Information Regulation (EU) No 1169/11.</p>
<p>A questo fenomeno la prima associazione di consumatori in Italia, Altroconsumo, dedica <a href="https://www.altroconsumo.it/alimentazione/fare-la-spesa/news/spesa-online-poco-trasparente">un&#8217;indagine</a> che analizza la conformità di 418 prodotti alimentari in vendita su 12 piattaforme ecommerce. Con un appello alle competenti autorità di esercitare i doverosi controlli ufficiali.</p>
<h2>Piattaforme per la spesa online, illegalità impunita</h2>
<p><strong>La regola</strong> che impone di fornire sui siti web per la spesa alimentare online le medesime informazioni riferite in etichetta sembra opzionale per i gestori delle numerose piattaforme di settore. GIFT (Great Italian Food Trade) negli anni ha denunciato più volte le pratiche commerciali sleali di questo genere. Anche allertando l&#8217;Antitrust, invano.</p>
<p><strong>Le pratiche scorrette </strong>già segnalate da GIFT &#8211; Great Italian Food Trade &#8211; sono le più varie:</p>
<p>&#8211; prezzi di vendita scorretti, per omessa o inesatta indicazione del prezzo per unità di misura (al kg o al litro),</p>
<p>&#8211; elenco ingredienti assenti o illeggibili, con conseguente impossibilità di conoscere la sicurezza degli alimenti per i consumatori allergici e intolleranti ad alcune sostanze (i.e. fonti di glutine) e il QUID, vale a dire la quantità di prodotto caratterizzante citato nella denominazione (per esempio, biscotti al cioccolato).</p>
<p>&#8211; tabella nutrizionale assente o illeggibile,</p>
<p>&#8211; indicazione di origine dell&#8217;alimento non comunicata, anche quando obbligatoria.</p>
<h2>L&#8217;indagine di Altroconsumo</h2>
<p><strong>Le numerose violazioni</strong> di legge riscontrate da GIFT proseguono indisturbate, come mostra l&#8217;analisi condotta da Altroconsumo su 12 piattaforme di vendita alimentare online, suddivise tra supermercati, discount, siti di ecommerce e app di consegna a domicilio: Carrefour, Conad, Coop, Esselunga, Eurospin, Amazon/Amazon Unes, Cortilia, Eataly, Everli, app e sito Deliveroo, app Getir e app e sito Glovo.</p>
<p><strong>&#8216;<em>I siti più rispettosi </em></strong><em>del regolamento UE 1169/11 sono quelli dei <strong>supermercati</strong> e quello del discount <strong>Eurospin</strong>. Anche la piattaforma <strong>Cortilia</strong> e l’app di food delivery <strong>Getir</strong> si sono dimostrate attente nel riportare online le informazioni obbligatorie per legge.</em></p>
<p><em>Non altrettanto può dirsi, invece, per altri siti e app. In particolare nel caso di <strong>Amazon Unes</strong>, è emerso che le <strong>informazioni</strong> sono <strong>disomogenee e disordinate</strong>, al punto da mettere in difficoltà il consumatore invece di orientarlo. Fino ad arrivare alle app di food delivery, <strong>Glovo e Deliveroo</strong>, che <strong>non riportano le informazioni minime </strong>richieste dalla normativa</em>&#8216;, spiega Altroconsumo, che ha segnalato le violazioni al MASAF, il ministero italiano dell&#8217;Agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, &#8216;<em>affinché vengano presi provvedimenti</em>&#8216;.</p>
<h2>Le informazioni facoltative</h2>
<p><strong>Oltre alla presenza delle informazioni obbligatorie</strong> (a norma del Food Information Regulation), l&#8217;associazione di consumatori ha ricercato altri aspetti utili, quali ad esempio:</p>
<p><strong>&#8211; la pubblicazione di fotografie</strong> che consentano di leggere chiaramente le informazioni, obbligatorie e non, esposte in etichetta,</p>
<p><strong>&#8211; la sostanziale ammissione di un servizio scadente,</strong> manifestata con l&#8217;avviso che il sito potrebbe fornire informazioni meno aggiornate rispetto a quelle presenti sulla confezione,</p>
<p><strong>&#8211; l&#8217;indicazione della durata</strong> (scadenza o TMC, termine minimo di conservazione) per i prodotti freschi. Il ‘date marking’, sebbene non obbligatorio nell&#8217;ecommerce, consente al consumatore una scelta consapevole di acquisto analoga a quella offerta nel punto vendita fisico.</p>
<p><strong>Coop e Cortilia</strong> sono le sole piattaforme, tra le 12 osservate, a offrire questa notizia (almeno per lo yogurt, alimento incluso nell&#8217;indagine).</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
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		<title>Crisi dell&#8217;olio di girasole, il MiSE ipotizza l’etichettatura in deroga al reg. UE 1169/11</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/crisi-dellolio-di-girasole-il-mise-ipotizza-letichettatura-in-deroga-al-reg-ue-1169-11/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati&nbsp;--&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 19:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[MiSE]]></category>
		<category><![CDATA[olio di girasole]]></category>
		<category><![CDATA[olio di palma]]></category>
		<category><![CDATA[reg. UE 1169/11]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi dell’olio di girasole &#8211; legata all’interruzione delle forniture dall’Ucraina e l’esaurimento ormai prossimo delle scorte in Italia &#8211; ha indotto il MiSE (ministero per lo Sviluppo Economico) a ipotizzare una possibile deroga al reg. UE 1169/11 per l’etichettatura dei prodotti alimentari che, giocoforza, verranno realizzati con oli e grassi di diversa natura, compreso l’olio di palma. La crisi dell&#8217;olio di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi dell’olio di girasole &#8211; legata all’interruzione delle forniture dall’Ucraina e l’esaurimento ormai prossimo delle scorte in Italia &#8211; ha indotto il MiSE (ministero per lo Sviluppo Economico) a ipotizzare una possibile deroga al reg. UE 1169/11 per l’etichettatura dei prodotti alimentari che, giocoforza, verranno realizzati con oli e grassi di diversa natura, compreso l’olio di palma.</p>
<h2>La crisi dell&#8217;olio di girasole</h2>
<p><strong>Il 2.3.22</strong> lo scenario attuale era già previsto da Assitol. I conti sono presto fatti: l&#8217;Italia consuma più di 700mila tonnellate l&#8217;anno di olio di girasole, ma la spremitura nazionale non supera le 250mila tonnellate. Con il blocco delle esportazioni da Ucraina e Russia e l&#8217;impossibilità di trovare rapidamente nuovi <em>partner</em>, la crisi è irrisolvibile.</p>
<p><strong>In Italia</strong>, l&#8217;olio di girasole è impiegato nell&#8217;HoReCa (in cucina e nelle fritture), oltreché come materia grassa in numerosi alimenti. Prodotti dolciari e da forno, <em>snack</em>, conserve ittiche e vegetali sott’olio, maionese e altri condimenti, pasta ripiena e piatti pronti. Oltre ai mangimi per la zootecnia e il <em>pet-food.</em> (1)</p>
<p><strong>In molti prodotti</strong> alimentari il girasole, anche nella versione alto oleico, è stato inserito quale sostituito ideale dell&#8217;olio di palma, scartato dai consumatori (e così dall&#8217;industria e dalla GDO) a causa della sua insostenibilità socio-ambientale e dei rischi accertati da EFSA sui contaminanti di processo.</p>
<h2>Il ritorno dell&#8217;olio di palma</h2>
<p><strong>L’insostenibile grasso tropicale</strong> potrebbe tornare nelle ricette di merendine, biscotti, piatti pronti e vari altri prodotti da cui era stato eliminato in favore dell&#8217;olio di girasole? Ciò sta già accadendo, afferma Franco Pugliese, AD della Conad. (2)</p>
<p><strong>La soluzione </strong>più logica sarebbe l’impiego di olio d’oliva, nettamente superiore dal punto di vista nutrizionale e salutistico. Ma l’olio di palma è il grasso più economico e il MiSE ammicca alla possibilità di nascondere la sua presenza in etichettatura degli alimenti, come era uso prima dell’entrata in vigore del reg. UE 1169/11.</p>
<h2>L’etichettatura in deroga al reg. UE 1169/11 ipotizzata dal MiSE</h2>
<p><strong>La nota</strong> del MiSE 11.3.22 riferisce all’ipotesi di una etichettatura dei prodotti alimentari in deroga al reg. UE 1169/11, laddove la sostituzione (temporanea?) dell&#8217;olio di girasole con altri oli e grassi potrebbe venire comunicata al consumatore con strumenti di emergenza, come adesivi o scritte sovraimpresse sulla confezione.</p>
<p><strong>Tali correttivi</strong> potrebbero riferire che l&#8217;ingrediente mancante è sostituito da una varietà di alternative, senza precisarne la natura né correggere la dichiarazione nutrizionale in etichetta. Sebbene la sostituzione di olio di girasole con olio di palma e/o palmisto possa aumentare di non poco il valore energetico (kcal, o calorie) e il tenore di grassi saturi negli alimenti.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8216;</strong><em><strong>In via transitoria</strong> e segnalando sempre l’eventuale presenza di allergeni, si consente di riportare nella lista degli ingredienti <strong>la dizione generica</strong> <strong>della categoria oli e grassi vegetali </strong>seguita dalle origini vegetali <strong>potenzialmente presenti</strong>, in considerazione delle forniture disponibili &#8211; es. “oli e grassi vegetali (girasole, palma, mais, soia, ecc.)”. Su tale ultimo aspetto saranno interessati i servizi della Commissione. Si sottolina che, in assenza di disposizioni armonizzate da parte della Commissione, tale nota ha valenza solo per mercato nazionale</em>&#8216;. (3)</span></p>
<h2>Omertà in etichettatura e regole UE</h2>
<p><strong>Una direzione del MiSE</strong> &#8211; che è anche il ministero a cui afferisce, in linea teorica, la tutela del consumatore &#8211; ipotizza la stessa ‘toppa’ per oscurare i <em>claim</em> che vantino l&#8217;assenza del grasso tropicale (‘<em>senza olio di palma</em>’). Il valore giuridico di questa ipotesi è peraltro nullo, per due semplici ragioni:</p>
<p>&#8211; una nota ministeriale non può produrre effetti al di fuori del dicastero di appartenenza e degli enti che da esso dipendano. E i controlli ufficiali in tema di informazione al consumatore relativa agli alimenti sono stati affidati in via esclusiva all’ICQRF, nei ranghi di un altro ministero (MiPAAF), (4)</p>
<p>&#8211; un regolamento europeo, che nella gerarchia delle fonti di diritto ha rango superiore alle norme costituzionali, non può certo venire derogato da una nota ministeriale. Se il governo italiano vorrà adottare misure di emergenza dovrà emanare un decreto legge, dopo averne notificato lo schema alla Commissione europea.</p>
<p><em>Marta Strinati e Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Assitol, <em>Crisi ucraina: olio di girasole a rischio entro un mese.</em> Comunicato stampa del 2.3.22 <a href="https://www.assitol.it/crisi-ucraina-olio-di-girasole-a-rischio-entro-un-mese/">https://www.assitol.it/crisi-ucraina-olio-di-girasole-a-rischio-entro-un-mese/</a></p>
<p>(2) 24 Mattino (Radio24) intervista a Franco Pugliese, 15.3.22, dal minuto 24, <a href="https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/24mattino-le-interviste/puntata/benzina-e-alimentari-crisi-e-psicosi-082028-AEXXT9JB">https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/24mattino-le-interviste/puntata/benzina-e-alimentari-crisi-e-psicosi-082028-AEXXT9JB</a></p>
<p>(3) MiSE, Direzione generale per la politica industriale, l&#8217;innovazione e le piccole e medie imprese. Divisione VII – Industrie del Made in Italy, industrie creative e finanza di impresa. <em>Misure temporanee eccezionali &#8211; etichettatura prodotti contenenti olio vegetali in sostituzione dell’olio di semi di girasole.</em> Nota 11.3.22. <a href="https://www.mise.gov.it/images/stories/normativa/Nota_olio_di_girasole_11032022.pdf">https://www.mise.gov.it/images/stories/normativa/Nota_olio_di_girasole_11032022.pdf</a></p>
<p>(4) D.lgs. 231/17. Per approfondimenti si veda l’<em>ebook</em> ‘<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/1169-pene-e-book-gratuito-su-delitti-e-sanzioni-nel-food"><em>1169 Pene. Reg. UE 1169/11, notizie sui cibi, controlli e sanzioni</em></a>’</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/crisi-dellolio-di-girasole-il-mise-ipotizza-letichettatura-in-deroga-al-reg-ue-1169-11/">Crisi dell&#8217;olio di girasole, il MiSE ipotizza l’etichettatura in deroga al reg. UE 1169/11</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mozzarelle inadatte ai vegetariani o da starter sbrigativo. 25 prodotti a confronto per scegliere bene</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/mozzarelle-inadatte-ai-vegetariani-o-da-starter-sbrigativo-25-prodotti-a-confronto-per-scegliere-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 21:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
		<category><![CDATA[reg. UE 1169/11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono molte le differenze tra le mozzarelle in commercio. Con un linguaggio comprensibile solo (e neppur sempre) agli esperti del settore, le etichette &#8216;nascondono&#8217; aspetti tecnici di rilievo nella qualità del prodotto finito. In molti casi, tra l’altro, sono anche inadatte ai vegetariani. La nostra indagine di mercato fornisce una panoramica dell&#8217;offerta e una guida [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molte le differenze tra le mozzarelle in commercio. Con un linguaggio comprensibile solo (e neppur sempre) agli esperti del settore, le etichette &#8216;nascondono&#8217; aspetti tecnici di rilievo nella qualità del prodotto finito. In molti casi, tra l’altro, sono anche inadatte ai vegetariani. La nostra indagine di mercato fornisce una panoramica dell&#8217;offerta e una guida ragionata all&#8217;acquisto consapevole.</p>
<h2>Indagine di mercato. I prezzi falsati da Everli</h2>
<p><strong>Complessivamente </strong>abbiamo esaminato 25 mozzarelle, 3 delle quali affettate e 2 biologiche. Il campionamento è stato condotto a novembre 2020 sui siti di <em>ecommerce</em> alimentare Everli e EasyCoop, oltreché in alcuni punti vendita per rintracciare le referenze indisponibili <em>online</em>. Include una selezione casuale dei prodotti più diffusi nei supermercati e nei <em>discount</em>.</p>
<p><strong>Prima di addentrarci </strong>nel risultato dell&#8217;indagine di mercato è necessario mettere in guardia chi fa la spesa <em>online</em> rispetto al perdurare di pratiche illegali sulla piattaforma di <em>ecommerce</em> alimentare Everli (già ‘Supermercato24&#8242;). Mancano le informazioni al consumatore prescritte dal reg. UE 1169/11 (articolo 14), ma vengono anche falsati i prezzi per unità (1 kg) di prodotto, invece prescritti dal Codice del consumo (d.lgs. 206/05). La vicenda verrà approfondita e segnalata all’Antitrust, che ha già ricevuto due segnalazioni sull’operatore in questione.</p>
<h2>Mozzarelle, i parametri del confronto</h2>
<p><strong>La comparazione</strong> valuta gli elementi che ogni consumAttore attento può verificare in autonomia sulle etichette delle mozzarelle preimballate:</p>
<p>&#8211; prezzo,</p>
<p>&#8211; origine del latte,</p>
<p>&#8211; metodo di produzione,</p>
<p>&#8211; aggiunta di conservanti.</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><strong>Nella spesa alimentare</strong> il prezzo dovrebbe avere una considerazione ben ponderata. Le offerte sottocosto o a prezzi ‘ineguagliabili&#8217; sono spesso sintomo di pratiche commerciali sleali del distributore nei confronti del produttore, ma anche dell&#8217;impiego di ingredienti e tecnologie meno pregiati. Un compromesso che ovviamente incide anche sulla qualità dell&#8217;alimento.</p>
<p><strong>Per le mozzarelle</strong> in esame, il prezzo varia da 4,20 a 13,95 euro/kg. Una forbice molto ampia, laddove le mozzarelle ‘primo prezzo’ &#8211; da <em>discount</em> e pre-affettate, sempre da materie prime straniere (latte o cagliate congelate?) &#8211; costano 1/3 di quelle più pregiate. Una grande variabilità caratterizza peraltro anche le mozzarelle in apparenza equivalenti.</p>
<h2>Origine del latte, un grave illecito</h2>
<p><strong>L&#8217;origine del latte </strong>è straniera in 8 casi. In quelle già affettate (Carrefour, Consilia, Gran Casale) e in altre 5 mozzarelle (Carrefour classica, Land di Eurospin, Alival, Prealpi, Milbona). Per verificare la provenienza del latte è sufficiente leggere con attenzione l&#8217;etichetta. L&#8217;informazione è infatti ormai obbligatoria già dal 2017, se pure ammessa anche in termini molto approssimativi (es. &#8216;UE&#8217; o &#8216;non UE’). Chi utilizza latte italiano in ogni caso è solito darne ampia evidenza.</p>
<p><strong>La dicitura &#8216;Prodotto in Italia’</strong>, si noti bene, non significa di per sé che gli ingredienti siano italiani, ma soltanto che l’ultima trasformazione sostanziale ha avuto luogo in Italia (v. precedente articolo). Ed è grave l’illecito di &#8216;Alival Formaggi Italiani’, che vanta con enfasi, sul fronte etichetta, l’indicazione &#8216;<em>Prodotta in Italia</em>’. Con l’aggiunta di un tricolore composto dalle immagini di basilico, mozzarella e pomodoro. Senza riportare nello stesso campo visivo &#8211; come invece prescritto dal reg. UE 2018/775 &#8211; la notizia dell’origine ‘UE’ del latte (o di una cagliata congelata), riservata al retro della confezione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-51723 size-large" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/ALIVAL--1024x791.jpg" alt="Alival illecito" width="1024" height="791" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/ALIVAL--1024x791.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/ALIVAL--300x232.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/ALIVAL--768x593.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/ALIVAL--990x764.jpg 990w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/ALIVAL--1320x1019.jpg 1320w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/ALIVAL-.jpg 1518w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Metodo di produzione</h2>
<p><strong>Nella produzione</strong> della mozzarella, la cagliata viene ottenuta secondo diversi metodi, come abbiamo visto.</p>
<p><strong>Il sieroinnesto</strong> (o lattoinnesto) è il metodo della tradizione. Tale pratica &#8211; comune nelle mozzarelle di bufala &#8211; viene adottata, nel campione esaminato, soltanto per la mozzarella &#8216;<em>Gusto di una volta</em>&#8216; di Granarolo. La quale si distingue tra l’altro per l’impiego di latte italiano A2 (che contiene cioè la sola variante A2 della beta-caseina), al quale la letteratura scientifica attribuisce alcuni benefici per la salute.</p>
<h2>E330, coagulazione rapida per risparmiare</h2>
<p><strong>L&#8217;acido citrico </strong>(E330) viene aggiunto nella lavorazione del latte allo scopo di accelerare i tempi di formazione del coagulo, con grande risparmio di tempo. Una &#8216;scorciatoia tecnologica’ alla fermentazione naturale che tuttavia &#8211; nel bloccare la trasformazione del lattosio in acido lattico &#8211; contribuisce a ridurre la digeribilità dell&#8217;alimento.</p>
<p><strong>L&#8217;additivo E330</strong> è impiegato quale &#8216;additivo acidificante&#8217; in 10 dei 25 prodotti esaminati.</p>
<h2>Mozzarelle inadatte ai vegetariani</h2>
<p><strong>Il caglio</strong> (o presame) è un ulteriore ingrediente tradizionale nella produzione di mozzarelle e formaggi in generale. Aggiunto al latte attiva i processi enzimatici che consentono la formazione della cagliata.</p>
<p><strong>In assenza</strong> di diverse precisazioni (caglio vegetale o microbico), questo ingrediente ha origine animale. Viene infatti ottenuto da cellule dello stomaco di giovani ruminanti, per via degli elevati livelli di chimosina (l&#8217;enzima responsabile della digestione del latte materno). La dieta vegetariana risulta quindi incompatibile con il consumo di buona parte delle mozzarelle sul mercato.</p>
<h2>Le alternative al caglio animale</h2>
<p><strong>Le alternative</strong> al caglio animale compatibili con una dieta vegetariana esistono e sono anche abbastanza diffuse. Il succedaneo <em>veg</em> più popolare è il caglio microbico, spesso abbinato a fermenti lattici e ad acidi organici (acido citrico o acido lattico).</p>
<p><strong>Nelle 25 mozzarelle</strong> esaminate, la situazione è la seguente:</p>
<p>&#8211; 11 contengono caglio animale, &#8216;potenziato&#8217; dall&#8217;aggiunta di fermenti lattici,</p>
<p>&#8211; 4 contengono caglio animale e l&#8217;additivo E330: Bianca Bontà, Brimi, Prealpi (unico ad aggiungere un conservante) e la affettata Gran Casale (che somma anche dei fermenti lattici),</p>
<p>&#8211; 5 contengono caglio microbico. In 3 casi viene anche impiegato l&#8217;additivo E330, (Milbona, Granarolo Alta Qualità, Carrefour Classic). Nei restanti 2 vengono invece impiegati ulteriori fermenti lattici: è il caso di due mozzarelle affettate e realizzate con latte tedesco e UE (Carrefour Mozzarella a fette, Consilia saper scegliere fette perfette).</p>
<p>&#8211; 3 ricorrono esclusivamente all&#8217;additivo E330 (Galbani Santa Lucia, Alival, Invernizzi Mozarì)</p>
<p>&#8211; 1 impiega esclusivamente fermenti lattici (Vallelata)</p>
<p>&#8211; 1 ricorre al lattoinnesto (la già citata &#8216;<em>Gusto di una volta</em>&#8216; di Granarolo).</p>
<h2>I profili nutrizionali delle mozzarelle</h2>
<p><strong>I profili nutrizionali </strong>delle 25 mozzarelle esaminate variano in misura sostanziale. I valori per 100 grammi di prodotto oscillano infatti come segue:</p>
<p>&#8211; energia (kcal), da 214 a 319 kCal,</p>
<p>&#8211; grassi, da 15,8 a 24 grammi,</p>
<p>&#8211; grassi saturi, da 10 a 16 g,</p>
<p>&#8211; carboidrati da 0,4 a 2,7 g,</p>
<p>&#8211; di cui zuccheri da 0 a 1,60 g,</p>
<p>&#8211; proteine da 15,2 a 25 g/100g.</p>
<p><strong>Il sale </strong>merita un richiamo. Il campione oscilla da un minimo di 0,40 a 1,50 g/100g. Il valore massimo rilevato occupa una buona parte della soglia massima giornaliera raccomandata, che ammonta a</p>
<p>&#8211; 5 grammi/die, con l&#8217;obiettivo di dimezzarla, secondo Oms e le Linee guida per una sana alimentazione di CraNut,</p>
<p>&#8211; 6 grammi/die, secondo la più blanda misura (Assunzioni di Riferimento, AR) definita nel regolamento UE 1169/11.</p>
<p><strong>In <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2020/11/TABELLA-mozzarelle.pdf">questa tabella</a> </strong>sono esposti in dettaglio tutti i dati relativi alle 25 mozzarelle esaminate.</p>
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		<title>Pasta di grano duro, altri cereali, legumi. L’ABC</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/pasta/pasta-di-grano-duro-altri-cereali-legumi-labc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 10:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pasta]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[reg. UE 1169/11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pasta di grano duro, e non solo. Ai cereali senza glutine, come riso e granturco, si aggiungono i grani antichi ora alla ribalta e vari altri (es. orzo, avena, frumento tenero). E pure i legumi, meglio ancora se italiani. L’ABC in etichetta. Paste di semola di grano duro, all’uovo e speciali. Le denominazioni in Italia Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pasta di grano duro, e non solo. Ai cereali senza glutine, come riso e granturco, si aggiungono i <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/sostenibilita-della-pasta-grani-antichi-e-moderni-a-confronto-studio-scientifico">grani antichi ora alla ribalta</a> e vari altri (es. orzo, avena, frumento tenero). E pure <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pasta/pasta-di-legumi">i legumi</a>, meglio ancora se <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/legumi-una-ricchezza-trascurata">italiani</a>. L’ABC in etichetta.</p>
<h2>Paste di semola di grano duro, all’uovo e speciali. Le denominazioni in Italia</h2>
<p><strong>Il D.P.R. 187/2001 </strong>disciplina la produzione e vendita sul mercato nazionale di una serie di prodotti alimentari. (1) Farine di grano tenero (integrale e di tipo 2, 1, 0, 00), sfarinati di grano duro (semola, semolato, integrale, farina). E alcune paste (di semola di grano, semolato di grano duro, paste speciali, all’uovo, paste alimentari fresche e stabilizzate). Sono definiti i requisiti di produzione e composizione, nonché le caratteristiche a cui ciascuno di tali prodotti deve rispondere per poter utilizzare le denominazioni anzidette. (2)</p>
<p><strong>Il provvedimento in questione</strong> non risulta peraltro essere mai stato sottoposto &#8211; nei due decenni ormai trascorsi &#8211; alla doverosa notifica alla Commissione europea. (3) Ed è perciò privo di efficacia, secondo consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. Le sue norme &#8211; nelle sole parti ove sono definite le caratteristiche degli alimenti associati alle varie denominazioni &#8211; rilevano dunque a titolo di ‘<em>uso e consuetudine</em>’. (4)</p>
<h2>‘<em>Pasta di&#8230; (cereali diversi e/o legumi)</em>’</h2>
<p><strong>Ogni riferimento</strong> al termine generico ‘pasta’ deve intendersi ammesso senza preclusioni, alla luce di quanto sopra, a condizione di:</p>
<p><strong>&#8211; rispettare</strong> i requisiti di processo e prodotto associati ai soli tipi di pasta le cui denominazioni sono indicate nel DPR 187/01,</p>
<p><strong>&#8211; informare</strong> il consumatore con chiarezza inequivoca, in ordine alla materia prima impiegata in ogni diversa pasta (es. riso, mais, farro, grano saraceno, lenticchie, ceci, <em>etc</em>.),</p>
<p><strong>&#8211; precisare</strong> il QUID dell’ingrediente caratteristico, qualora esso non sia esclusivo.</p>
<h2><em>‘Specialità gastronomica’</em></h2>
<p><strong><em>‘Specialità gastronomica’ </em></strong>è la denominazione descrittiva che può venire utilizzata per escludere il rischio di indurre in errore il consumatore in merito alle caratteristiche essenziali di prodotti solo in apparenza simili. (5) Il ricorso a questa denominazione è utile, in particolare, nei casi di:</p>
<p><strong>&#8211; paste </strong>realizzate (in tutto o in parte) con il frumento tenero. Secondo le tradizioni locali di alcune regioni del Nord Italia, ove il grano tenero era l’unico disponibile,</p>
<p><strong>&#8211; prodotti composti</strong>, con ingredienti innovativi e comunque distintivi (es. albume d’uovo, glutine di frumento, fibre alimentari di varie fonti, alghe, <em>etc</em>.).</p>
<h2>Etichette trasparenti</h2>
<p><strong>Entrambe le diciture</strong> ‘<em>pasta di&#8230; (cereale/i e/o legume/i)</em>’ e ‘<em>specialità gastronomica</em>’ si qualificano, nella gerarchia dei nomi dell’alimento indicate dal <em>Food Information Regulation</em>, come denominazioni descrittive.</p>
<p><strong>La denominazione descrittiva</strong> è quella ‘<em>che descrive l’alimento e, se necessario, il suo uso e che è sufficientemente chiara affinché i consumatori determinino la sua reale natura e lo distinguano da altri prodotti con i quali potrebbe essere confuso</em>’. (6)</p>
<p><strong>È indispensabile quindi</strong> precisare le caratteristiche peculiari del prodotto. Accanto alla denominazione, ma anche nel campo visivo principale dell’etichetta e in pubblicità, a seconda dei casi, al preciso scopo di prevenire ogni possibile confusione del consumatore in merito al prodotto offerto in vendita.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) D.P.R. 9.2.01, n. 187 (come modificato da legge 1.3.02, n. 39). <em>Regolamento per la revisione della normativa sulla produzione e commercializzazione di sfarinati e paste alimentari</em></p>
<p>(2) Per quanto attiene alle paste secche, in particolare, si ha riguardo ai tenori di umidità, ceneri, proteine e acidità</p>
<p>(3) Ai sensi della dir. 98/34/CE e successive modifiche (da ultimo, dir. UE 2015/1535). La Corte Costituzionale, a sua volta, ha chiarito il diritto degli operatori del settore alimentare di fabbricare e vendere anche in Italia ‘paste’ diverse (sentenza 443/1997)</p>
<p>(4) Gli usi e consuetudini, pur qualificandosi come fonti secondarie di diritto, rilevano invero ai fini della denominazione dell’alimento. Si veda il precedente articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/denominazione-dellalimento/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/denominazione-dell-alimento</a></p>
<p>(5) Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali è a sua volta ricorso alla ‘specialità gastronomica’ per designare alcune paste particolari (es. Maccheroncini di Campofilone, provv. MiPAAF 18.11.13)</p>
<p>(6) Cfr. reg. UE 1169/11, articoli 17 e 2.2.p.</p>
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		<title>1169 PENE. E-book gratuito su delitti e sanzioni nel food</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/1169-pene-e-book-gratuito-su-delitti-e-sanzioni-nel-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 10:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[d.lgs. 231/17]]></category>
		<category><![CDATA[reg. UE 1169/11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le irregolarità e le sanzioni per etichette alimentari e menù. Un&#8217;analisi puntuale nel nuovo libro di Dario Dongo, &#8220;1169 PENE&#8221; L&#8217;etichetta che omette informazioni al consumatore, il menù del ristorante che tace su allergeni alimentari presenti nelle pietanze servite, le macroscopiche irregolarità nelle vendite di cibo tramite ecommerce, quali conseguenze provocano? Il nuovo ebook di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le irregolarità e le sanzioni per etichette alimentari e menù. Un&#8217;analisi puntuale nel nuovo libro di Dario Dongo, &#8220;1169 PENE&#8221;</b></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;etichetta che omette informazioni al consumatore, il menù del ristorante che tace su allergeni alimentari presenti nelle pietanze servite, le macroscopiche irregolarità nelle vendite di cibo tramite ecommerce, quali conseguenze provocano? Il nuovo ebook di Dario Dongo, &#8216;<i>1169 PENE &#8211; Reg. UE 1169/11. Notizie sui cibi, controlli e sanzioni</i>&#8216; spiega come fornire al consumatore l&#8217;informazione prescritta dal reg. UE 1169/11 e quali sanzioni sono previste dal decreto legislativo 231/17 per le rispettive violazioni.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Dario Dongo, avvocato e giornalista</strong> esperto in diritto alimentare europeo, offre in questo libro un’analisi di dettaglio delle norme in materia, con numerosi esempi, sotto entrambe le prospettive degli operatori responsabili e delle autorità deputate ai controlli.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Le normative in esame</strong> interessano tutti gli operatori della filiera agroalimentare, <i>from the farm to the fork</i>. Un settore ampio e variegato che esprime complessivamente il 13,2% dell’occupazione e l’8,7% del PIL.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>&#8216;</strong><i><strong>Ai consumatori in Italia</strong> &#8211;  61 milioni di residenti e 403 milioni di turisti ogni anno &#8211; devono venire garantiti i diritti d’informazione a tutt’oggi spesso disconosciuti, purtroppo&#8217;</i>, dichiara Dario Dongo. &#8216;<i>Il migliore augurio è dunque quello del ripristino della legalità. </i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i><strong>La materia è in continuo sviluppo</strong>, a livello normativo e di interpretazione. Provvediamo perciò come sempre a condividere ulteriori aggiornamenti sui nostri siti <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.greatitalianfoodtrade.it</a> e <a href="http://www.foodagriculturerequirements.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.foodagriculturerequirements.com</a></i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8216;.</span></span></span></p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><span style="color: #000000;"> Per ricevere una copia via email è sufficiente eseguire una donazione anche simbolica e interamente deducibile a favore del <a href="https://www.egalite.org/sedia-intelligente-al-via-la-collaborazione-con-regis-motors-e-mecaprom/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">progetto no-profit della Sedia (a rotelle) Intelligente di Égalité</a>, a cui l’Autore ha voluto dedicare questo lavoro.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="td_btn td_btn_md td_round_btn" href="https://www.egalite.org/donate/" target="_blank" rel="noopener">Dona ora</a></p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2018/03/cover-1169-pene-500x600.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31866 alignleft" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2018/03/cover-1169-pene-500x600.jpg" alt="" width="302" height="362" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">1169 PENE &#8211; Reg. UE 1169/11. Notizie sui cibi, controlli e sanzioni</span></span></strong></em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">162 pagine</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Copyright GIFT &#8211; Great Italian Food Trade </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Marzo 2018</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Birra italiana, nuove norme</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/birra/birra-italiana-nuove-norme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 14:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[birra italiana]]></category>
		<category><![CDATA[d.lgs. 109/92]]></category>
		<category><![CDATA[d.lgs. 231/17]]></category>
		<category><![CDATA[discount]]></category>
		<category><![CDATA[grado Plato]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[reg. UE 1169/11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il decreto legislativo 231/17 &#8211; che reca attuazione in Italia del reg. UE 1169/11, oltre alle relative sanzioni &#8211; abroga le disposizioni specifiche già previste dal d.lgs. 109/92 in relazione a diversi alimenti. (1) Il caso della birra italiana. Birra italiana, le norme previgenti Lo storico ‘decreto etichettatura’, d.lgs. 109/92, all’articolo 19, definiva i criteri qualitativi cui devono rispondere i diversi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il decreto legislativo 231/17 &#8211; che reca attuazione in Italia del reg. UE 1169/11, oltre alle relative sanzioni &#8211; abroga le disposizioni specifiche già previste dal d.lgs. 109/92 in relazione a diversi alimenti. (1) Il caso della birra italiana.</span></span></span></p>
<h2><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Birra italiana, le norme previgenti</b></span></span></span></h2>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Lo storico ‘decreto etichettatura’</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, d.lgs. 109/92, all’articolo 19, definiva i criteri qualitativi cui devono rispondere i diversi tipi di </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">birra</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> prodotta in Italia, per poter venire commercializzati con le rispettive denominazioni dell’alimento</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; ‘<i>la denominazione «birra analcolica» è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8 e con titolo alcolometrico volumico non superiore a 1,2%,</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8211; ‘la denominazione «birra leggera» o «birra light» è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 5 e non superiore a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico superiore a 1,2% e non superiore a 3,5%,</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8211; la denominazione «birra» è riservata al prodotto con grado Plato superiore a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico superiore a 3,5%; tale prodotto può essere denominato «birra speciale» se il grado Plato non è inferiore a 12,5 e «birra doppio malto» se il grado Plato non è inferiore a 14,5,</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8211; quando alla birra sono aggiunti frutta, succhi di frutta, aromi, o altri ingredienti alimentari caratterizzanti, la denominazione di vendita è completata con il nome della sostanza caratterizzante</i>’. (2)</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La legislazione italiana sulla birra</b> è stata fino ad oggi la più severa a livello planetario, nel prescrivere livelli qualitativi &#8211; espressi in grado Plato, vale a dire quell’indice saccarometrico che esprime la quantità di sostanza secca (malto) impiegata nella produzione &#8211; di ogni categoria di bevanda.</span></span></span></p>
<h2><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Birra italiana e birre europee a confronto</b></span></span></span></h2>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il principio di libera circolazione</b> delle merci, sulle cui basi è stata costruita l’Unione Europea, ha da sempre precluso all’Italia la possibilità di imporre i requisiti di qualità prescritti sulla birra italiana alle bevande legalmente fabbricate in altri Paesi membri (es. Austria, Germania, Belgio, Olanda).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I produttori italiani di birre</b> hanno perciò subito gravi discriminazioni, trovandosi a competere con operatori stranieri che potevano utilizzare le stesse denominazioni per vendere birre di qualità inferiore. (3)</span></span></span></p>
<h2><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Birra italiana, le nuove norme</b></span></span></span></h2>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il d.lgs. 231/17</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> abroga espressamente il d.lgs. 109/92, al di fuori della sola disposizione relativa all’obbligo di citare la sede dello stabilimento</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> sulle etichette dei prodotti alimentari realizzati e venduti in Italia.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I requisiti qualitativi delle birre</b> prodotte in Italia, a suo tempo previsti, perciò decadono. Con la probabile conseguenza che la qualità della cervogia più economica &#8211; il ‘primo prezzo’, in gergo commerciale &#8211; verrà allineata verso il basso, al pari della birra straniera da quattro soldi finora venduta nei <i>discount</i> del Bel Paese.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La produzione italiana di birra</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> mantiene comunque una posizione di vertice, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/birra/birra-italiana-export">in Europa e nel mondo</a></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, proprio in termini qualitativi. E la riforma non potrà certo incidere sulla qualità delle acque (primo ingrediente impiegato), né sulla tradizione birraria che da Pedavena ha fatto scuola nel vecchio continente. Né tantomeno sulla formidabile crescita delle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/birra/birra-artigianale-italiana">birre artigianali <em>Made in Italy</em></a></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il grado Plato</b> rimane peraltro un indicatore essenziale di qualità delle birre, che merita di venire indicato in etichetta &#8211; sia pure su base volontaria &#8211; e compreso, da parte dei consumAttori, per distinguere le bevande di maggior valore.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dario Dongo</span></span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Note</span></span></strong></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(1) V. d.lgs. 231/17, articolo 30. Per quanto attiene alle abrogazioni di norme relative a latte, burro e formaggi a pasta filata (es. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">mozzarella) si vedano gli articoli </span></span></span><a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/tmc-e-data-di-scadenza-del-latte-chiarimenti-dellavvocato-dario-dongo/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #1155cc;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">https://www.foodagriculturerequirements.com/tmc-e-data-di-scadenza-del-latte-chiarimenti-dell-avvocato-dario-dongo</span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span></span><a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/mozzarella-sfusa-post-231-risponde-lavvocato-dario-dongo/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #1155cc;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">https://www.foodagriculturerequirements.com/mozzarella-sfusa-post-231-risponde-lavvocato-dario-dongo</span></span></span></a></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(2) Cfr. d.lgs. 109/92, articolo 19, che sostituisce l&#8217;articolo 2 della legge n. 1354/62, come già sostituito dall&#8217;art. 2, DPR 272/1998</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;">(3) Con l’aggravante che le accise sulle birre prodotte in Italia sono applicate al grado Plato anziché al tenore alcolico. Di conseguenza, a parità di gradi alcolici, i produttori stranieri fino a oggi hanno potuto realizzare birre con costi inferiori di produzione e fiscalità</span></span></span></p>
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		<title>Gelato artigianale italiano, come distinguere quello lavorato a mano?</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/gelato/gelato-artigianale-come-distinguere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2017 19:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gelato]]></category>
		<category><![CDATA[additivi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[gelato italiano]]></category>
		<category><![CDATA[reg. UE 1169/11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gelato artigianale italiano, come distinguere questo simbolo universale del Made in Italy, ancor più celebre della pizza? (1) Sul tema ancora si dibatte. Un alimento può venire presentato come &#8216;artigianale&#8217; &#8211; In termini generali &#8211; a condizione che siano effettivamente tali le condizioni del suo laboratorio di produzione. (2) La gelateria artigianale, di conseguenza, è quella microimpresa ove materie prime di natura diversa &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/gelato/gelato-artigianale">Gelato artigianale italiano</a>, come distinguere questo simbolo universale del <em>Made in Italy</em>, ancor più celebre della pizza? (1) Sul tema ancora si dibatte.</p>
<p><strong>Un alimento può venire presentato come &#8216;artigianale&#8217;</strong> &#8211; In termini generali &#8211; a condizione che siano effettivamente tali le condizioni del suo laboratorio di produzione. (2)</p>
<p><strong>La gelateria artigianale</strong>, di conseguenza, è quella microimpresa ove materie prime di natura diversa &#8211; es. latte, uova o ovoprodotti, zucchero, acqua, frutta e derivati, ingredienti vari &#8211; siano sottoposte a una trasformazione sostanziale. Per addivenire a prodotti quali creme , <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/gelato/sorbetto">granite</a> e ghiaccioli.</p>
<h2><strong>Gelato artigianale italiano, come distinguere quello &#8220;vero&#8221;</strong></h2>
<p><strong>La questione ricorrente</strong> è come distinguere il gelato artigianale &#8216;lavorato a mano&#8217;, a partire da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/gelato/ingredienti-gelato">ingredienti primari</a>, (3) rispetto a quello realizzato con l&#8217;ausilio di semi-lavorati o &#8216;preparati per gelateria&#8217;. I quali consentono di supplire ad alcune, o quasi tutte, le fasi della lavorazione. E alle relative professionalità.</p>
<p><strong>I consumatori possono distinguere il gelato</strong> &#8216;lavorato a mano&#8217; leggendo la lista degli ingredienti, che in tal caso tende a essere sintetica. Senza riportare, ad esempio, i vari additivi &#8216;emulsionanti&#8217; (es. E471, o &#8216;mono e digliceridi degli acidi grassi&#8217;), &#8216;addensanti&#8217; (E440, pectina), &#8216;coloranti&#8217;. Oltreché, chiedendo notizia al gelatiere di turno.</p>
<h2><strong>Le regole di Bolzano</strong></h2>
<p><strong>La Provincia autonoma di Bolzano</strong> provò a suo tempo a introdurre una disciplina apposita, (4) atta a identificare le &#8216;gelaterie artigianali&#8217; come quelle che lavorino in prevalenza ingredienti primari, con impiego minimale di preparati e divieto di utilizzo di coloranti. Gli stessi concetti sono stati ripresi in due recenti proposte di legge. (5)</p>
<p><strong>Rimane da chiedersi se lo strumento legislativo</strong> sia quello più efficace rispetto agli obiettivi proposti. Atteso che esistono altre priorità &#8211; anzitutto, l&#8217;informazione esatta sulla presenza di ingredienti allergenici nei singoli alimenti offerti in vendita &#8211; a tutt&#8217;oggi ignorate dal legislatore italiano.</p>
<h2>Una norma volontaria</h2>
<p><strong>Una norma volontaria</strong> potrebbe invece venire sviluppata, col contributo delle associazioni che rappresentano in Italia i gelatieri artigiani e le industrie dei preparati per gelato. E sottoposta a certificazione da parte di enti terzi accreditati. Con l&#8217;obiettivo di distinguere, in Italia e all&#8217;estero:</p>
<p>&#8211; gli artigiani che realizzano gelato italiano &#8216;lavorato a mano&#8217;, in prevalenza a partire da ingredienti primari come sopra descritti, (6)</p>
<p>&#8211; le gelaterie che producono gelati con ingredienti caratteristici, se pure semi-lavorati, rigorosamente <em>Made in Italy</em>. Tenuto conto che anche i preparati per gelato sono radicati nella storia delle nostre produzioni e possono ben distinguersi rispetto a quelli di diversa origine.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) In vari Paesi lontani dall&#8217;Italia, addirittura, la pizza viene creduta di origine USA (sigh!). A causa delle catene americane di <em>fast food </em>che diffondono sue volgari imitazioni<br />
(2) Nel lessico europeo il riferimento è quello di micro-impresa, vale a dire quella con meno di 10 dipendenti e 2 milioni di euro di fatturato. Criterio che vale altresì per l&#8217;esenzione degli alimenti preimballati dall&#8217;obbligo di dichiarazione nutrizionale in etichetta.<br />
(3) Tale categoria dovrebbe ricomprendere sia i prodotti agricoli primari, come la frutta, sia quelli derivati da prima trasformazione, quali il latte, la panna e lo zucchero<br />
(4) Provincia autonoma di Bolzano, decreto n. 27 del 19 maggio 2009. La normativa è stata bloccata per presunta incompatibilità con le norme europee di riferimento<br />
(5) Disegni di legge proposti dal Movimento 5 Stelle: C4181, L&#8217;ABBATE ed altri: &#8216;<a href="http://www.camera.it/leg17/126?tab=&amp;leg=17&amp;idDocumento=4181&amp;sede=&amp;tipo=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disposizioni concernenti la produzione del gelato artigianale di alta qualità</a>&#8216;, &#8216;<a href="http://www.camera.it/leg17/126?tab=&amp;leg=17&amp;idDocumento=4236&amp;sede=&amp;tipo=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Introduzione della denominazione di ‘gelato artigianale della tradizione italiana</a>’ e disposizioni concernenti la sua produzione” a firma del deputato Federico D’Incà ed altri, C4236<br />
(presentata e annunziata il 21 dicembre 2016)<br />
(6) Cfr. nota 3</p>
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