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	<title>pizza Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>pizza Archivi - Gift</title>
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	<item>
		<title>Pizza napoletana e pizza romana: guida alle differenze tecniche e nutrizionali</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/differenza-pizza-napoletana-romana-guida-tecnica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 15:16:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[digeribilità]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizza surgelata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama gastronomico globale, il termine ‘pizza’ viene spesso utilizzato in modo generico, ma la tradizione italiana esprime due modelli produttivi profondamente diversi: la pizza napoletana e la pizza romana. La versione napoletana, protetta dal riconoscimento UNESCO, si distingue per un impasto morbido, elastico e un bordo alto e soffice (il ‘cornicione’). La pizza romana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/differenza-pizza-napoletana-romana-guida-tecnica/">Pizza napoletana e pizza romana: guida alle differenze tecniche e nutrizionali</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2fb8112c-b3ab-80a1-9a7b-ebdd1770813b" class="">Nel panorama gastronomico globale, il termine ‘pizza’ viene spesso utilizzato in modo generico, ma la tradizione italiana esprime due modelli produttivi profondamente diversi: la <strong>pizza napoletana</strong> e la <strong>pizza romana</strong>. La versione <strong>napoletana</strong>, protetta dal riconoscimento UNESCO, si distingue per un impasto morbido, elastico e un bordo alto e soffice (il ‘cornicione’). La pizza <strong>romana</strong> è invece caratterizzata da una base sottile e una consistenza croccante, ottenuta grazie a tempi di cottura più lunghi e all&#8217;aggiunta di olio nell&#8217;impasto.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-80e1-830f-e4d0fd4ace02" class="">Questa diversità non riguarda solo la forma, ma coinvolge l&#8217;intera <strong>tecnologia alimentare</strong>: dalle temperature del forno alla gestione della lievitazione. Comprendere queste distinzioni è fondamentale per consumatori e operatori internazionali per valutare correttamente la qualità, la digeribilità e il valore nutrizionale di quello che è, a tutti gli effetti, il prodotto simbolo del Made in Italy.</p>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-8081-8825-ddb2854f03f0" class="">Tendenze globali 2025: la crescita del segmento ‘Thin Crust’ (pizza romana)</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8032-bec2-c26b3d1614e1" class="">Il <strong>mercato globale della pizza</strong> ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni, con particolare dinamismo nei segmenti premium legati alle tradizioni regionali italiane. Il mercato mondiale della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-surgelata-eccellenza-made-in-italy-2025/"><strong>pizza surgelata</strong></a> ha raggiunto i 18,92 miliardi di dollari nel 2025, con proiezioni che indicano una crescita fino a 25,54 miliardi di dollari entro il 2030, registrando un <strong>CAGR</strong> del <strong>6,19%</strong> (Mordor Intelligence, 2026).</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8076-a45e-d5918fbb9a97" class="">Nel 2025, il <strong>58,3%</strong> del mercato delle pizze surgelate è dominato dalle varianti a <strong>base sottile </strong>&#8211; ‘thin crust’, stile ‘pizza romana’ &#8211; che vengono sempre più apprezzate per la maggiore croccantezza, il minor apporto di carboidrati e un profilo nutrizionale percepito come più equilibrato rispetto alle pizze con cornicione spesso (‘thick crust’, stile ‘pizza napoletana’. Future Market Insights, 2026).</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8000-9048-ccf10276a215" class="">I principali brand rispondono a questa domanda con <strong>pizze ‘premium’ a base sottile</strong>, realizzate anche con impasti integrali, multi-grain e gluten-free , intercettando sia le esigenze nutrizionali sia dei consumatori più attenti alla nutrizione, sia di quelli soggetti a restrizioni alimentari. a sua volta registrando una crescita più rapida, soprattutto tra i consumatori attenti alla dieta (IMARC Group, 2025).</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8076-87d5-de0dc372b23b" class="">A livello <strong>internazionale</strong>, l&#8217;export di pizze surgelate italiane è cresciuto in misura significativa, con incrementi particolarmente rilevanti nei mercati nordeuropei e nordamericani, dove la richiesta di prodotti autentici spinge la domanda di specialità Made in Italy (Market.us Media, 2026).</p>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-8027-83e3-cc5f07066dd5" class="">Identità e storia: il patrimonio UNESCO di Napoli e l&#8217;evoluzione di Roma</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-80d1-8115-ed2103f31b37" class="">La <strong>pizza napoletana</strong> ha radici profonde nel tessuto sociale di Napoli, dove nei secoli XVIII–XIX il pane piatto condito divenne cibo popolare per le <strong>classi lavoratrici</strong>. La trasformazione della pizza da alimento di strada a simbolo gastronomico avvenne gradualmente: la celebre <strong>Margherita</strong>, creata nel 1889 in onore della Regina Margherita di Savoia dal pizzaiolo Raffaele Esposito, rappresentò un momento cruciale di legittimazione sociale (Helstosky, 2008). Le varianti <strong>marinara</strong> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-margherita/"><strong>margherita</strong></a> rappresentano oggi l&#8217;essenza della tradizione partenopea e sono riconosciute come simboli del &#8216;Made in Italy&#8217; gastronomico.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8065-9353-ee4cf188913a" class="">Nel <strong>2017</strong>, precisamente il 7 dicembre, l&#8217;arte del pizzaiolo napoletano è stata iscritta nel <strong>patrimonio immateriale dell&#8217;umanità dall&#8217;UNESCO</strong>, a testimonianza della sua importanza culturale e della necessità di preservare tecniche tramandate per generazioni. Il riconoscimento UNESCO ha sottolineato come &#8216;<em>il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l&#8217;impasto, esibirsi e condividere, è un indiscutibile patrimonio culturale</em>&#8216; (UNESCO, 2017).</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8018-90bc-d073ebceb4da" class="">La <strong>pizza romana </strong>affonda invece le sue origini nella cultura culinaria del Lazio, evolvendosi come variante locale che privilegia una base più <strong>sottile</strong> e <strong>croccante</strong>. Storicamente, la tradizione romana della pizza al taglio si sviluppò nei forni di quartiere durante il secondo dopoguerra, quando la necessità di ottimizzare spazi e tempi favorì la creazione di teglie rettangolari con impasti più resistenti. Questa pizza si affermò nei contesti urbani, dove la rapidità nel consumo e la leggerezza del prodotto hanno giocato un ruolo importante nell&#8217;affermarsi della sua caratteristica &#8216;<strong>scrocchiarella</strong>&#8216;.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-80ba-b896-f7963a42ed63" class="">La denominazione <strong>&#8216;pizza alla pala&#8217;</strong>, diffusa a partire dagli anni &#8217;90, rappresenta un&#8217;evoluzione gourmet della tradizione romana, con impasti altamente idratati e lievitazioni prolungate che esaltano digeribilità e complessità aromatica.</p>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-8001-8f45-e3993d29891d" class="">La chimica dell&#8217;impasto: perché la pizza romana contiene olio e quella napoletana no</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-802d-b432-c1a99f5ea6e6" class="">Una delle principali differenze tra le due pizze risiede nella <strong>composizione dell&#8217;impasto</strong>. Entrambe utilizzano tradizionalmente <strong>farina di grano tenero tipo 00</strong> o tipo 0 &#8211; nonché semi-integrali, tipo 1 e tipo 2, in crescente diffusione- oltre ad acqua, lievito e sale, ma con proporzioni e aggiunte diverse che influenzano notevolmente le proprietà reologiche e sensoriali del prodotto finale.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-80c3-b70a-fddeaef497f3" class="">Nella <strong>pizza napoletana</strong> l&#8217;impasto è molto <strong>idratato</strong> (55-65% di idratazione) e senza grassi aggiunti, risultando morbido, elastico e soffice dopo la cottura. Il disciplinare della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/"><strong>Specialità Tradizionale Garantita (STG)</strong></a> prescrive l&#8217;utilizzo esclusivo di farina di tipo 0 o 00, acqua, sale marino e lievito di birra, con un processo di lievitazione che può durare dalle 8 alle 24 ore a temperatura ambiente. La lavorazione è rigorosamente manuale, con la tecnica dello &#8216;schiaffo&#8217; per stendere la pasta senza schiacciare le <strong>bolle d&#8217;aria</strong>, preservando così la struttura alveolare che caratterizza il cornicione.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-80c6-80c7-ce144232acfa" class="">La <strong>pizza romana</strong> prevede un&#8217;idratazione variabile, tendenzialmente inferiore (55% circa), oltre all&#8217;aggiunta di <strong>olio extravergine d&#8217;oliva </strong>nell&#8217;impasto (2-4% sul peso della farina), per contribuire a una texture più friabile e resistente alla cottura prolungata. Inoltre, la <strong>lievitazione</strong> è spesso più lunga (24-72 ore) e a freddo (4-6°C), aumentando la complessità di sapore, la formazione di composti aromatici e la <strong>digeribilità</strong> attraverso la degradazione enzimatica di proteine e amidi complessi. Studi recenti hanno dimostrato che la fermentazione prolungata migliora la <strong>biodisponibilità dei minerali</strong> come ferro, zinco e magnesio, grazie alla riduzione dell&#8217;acido fitico (Rizzello et al., 2016; Di Cairano et al., 2020).</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8068-bc9e-eb6a004a0abd" class="">La <strong>grammatura</strong> delle palline di impasto è un altro elemento distintivo: mentre nella pizza napoletana si lavora con panetti di circa 200–280 grammi, nella pizza romana si utilizzano in genere porzioni più piccole (150-180 grammi) che vengono stese su superfici maggiori, ottenendo uno spessore finale inferiore al millimetro.</p>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-8010-8feb-cfb78d8d2a79" class="">Il segreto del forno: temperature estreme per la sofficità vs calore moderato per la croccantezza</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8004-aaf4-c4b8e40daea5" class="">La stesura della <strong>pizza napoletana</strong> è rigorosamente manuale, enfatizzando la formazione di un <strong>bordo alto</strong> e alveolato (<strong>cornicione</strong>) che imprigiona aria e dà morbidezza alla struttura. Il pizzaiolo napoletano lavora l&#8217;impasto dal centro verso l&#8217;esterno, preservando la corona esterna e creando un disco di circa 30-35 cm di diametro con spessore centrale di 2-3 mm.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-808f-a5ff-dd9a23471d7c" class="">Per la <strong>pizza romana</strong>, la stesura può avvenire con un movimento più deciso e spesso accompagnata da un <strong>mattarello</strong> o da una pressione più uniforme, ottenendo così una base estremamente sottile (1-2 mm) e compatta, senza un cornicione pronunciato. Nella versione alla pala, l&#8217;impasto viene disteso direttamente sulla pala di legno, mantenendo una forma ovale allungata.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8070-bec5-cc050cdd92be" class="">La <strong>cottura</strong> è un altro elemento chiave di differenziazione:</p>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-8055-964c-cf7c91afaa4d" class="bulleted-list">
<li>la pizza napoletana viene tradizionalmente cotta in <strong>forno a legna</strong> a temperatura molto elevata (circa <strong>430–485 °C</strong>) per un tempo molto breve (60–90 secondi), permettendo al cornicione di lievitare rapidamente per espansione dei gas interni e al centro di restare morbido e succoso. La combustione del legno di faggio o quercia contribuisce al profilo aromatico caratteristico;</li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-809a-8fa0-f451faf3af09" class="bulleted-list">
<li>la pizza romana predilige temperature più basse (intorno ai <strong>300–350 °C</strong>) e tempi di cottura più lunghi (spesso 4–6 minuti), che consentono alla base di asciugarsi progressivamente e diventare croccante e friabile (&#8216;scrocchiarella&#8217;). Nei forni elettrici moderni, il controllo preciso della temperatura favorisce una <strong>disidratazione uniforme</strong> della base.</li>
</ul>
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<p id="2fb8112c-b3ab-806c-a376-f96547dd18e9" class="">Queste tecniche riflettono in modo evidente le diverse filosofie gastronomiche: <strong>morbidezza</strong> e <strong>sofficità</strong> per la napoletana; <strong>croccantezza</strong> e <strong>struttura</strong> per la romana.</p>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-8036-a7f5-c153240bc04a" class="">Analisi nutrizionale: calorie, grassi e digeribilità a confronto</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-804e-8a75-d0c8c525d151" class="">Dal punto di vista <strong>nutrizionale</strong>, le due tipologie di pizza presentano profili differenti legati principalmente alle diverse modalità di preparazione e cottura:</p>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-8021-86a8-c1b991c4fa22" class="bulleted-list">
<li>una pizza napoletana margherita (circa 300 grammi) fornisce mediamente 800-900 kcal, con un apporto bilanciato di carboidrati (55-60%), proteine (12-15%) e grassi (25-30%), prevalentemente derivanti dalla mozzarella (Capozzi et al., 2021);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-80ba-bdeb-c8f392e9a079" class="bulleted-list">
<li>la <strong>pizza romana</strong>, grazie allo spessore ridotto e all&#8217;aggiunta di olio nell&#8217;impasto, presenta generalmente un contenuto calorico leggermente inferiore a parità di condimenti (700-800 kcal per porzione), con una maggiore quota di <strong>acidi grassi monoinsaturi</strong> derivanti dall&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, che contribuisce positivamente al profilo lipidico del prodotto (Delcour &amp; Hoseney, 2010).</li>
</ul>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-8054-ad23-cfa807b2f56e" class="">Lievitazione e salute: come il tempo trasforma il glutine in un prodotto digeribile</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-80cf-81ed-d46da7e9d203" class="">La <strong>lievitazione prolungata</strong> &#8211; sempre più diffusa nella produzione di pizze surgelate, che spesso ne riportano in etichetta il numero di ore &#8211; favorisce la <strong>pre-digestione</strong> di proteine complesse come il glutine e la riduzione dei carboidrati rapidamente fermentabili (FODMAPs), migliorando la tollerabilità digestiva e riducendo il gonfiore addominale post-prandiale (Gobbetti et al., 2014).</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8062-8ac8-cd5310c5cdf1" class="">Un recente <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cereali/pinsa-italiana-leggerezza-gusto/">studio sulla pinsa</a> ha dimostrato che l&#8217;utilizzo di <strong>pasta madre</strong> (&#8216;biga&#8217;) fermentata per 48 ore con lievito e lievito naturale ha prodotto il più basso <strong>indice glicemico</strong>, il più alto contenuto di peptidi totali, aminoacidi liberi e acido gamma-aminobutirrico (GABA), oltre ai migliori indici di qualità proteica (Costantini et al., 2023). Altri studi hanno confermato che la fermentazione con pasta madre in impasti per pizza migliora significativamente la <strong>digeribilità</strong> e riduce il contenuto di FODMAPs, rendendoli più adatti a persone con sensibilità intestinale (Pontonio et al., 2025). La fermentazione lunga aumenta anche i livelli di <strong>antiossidanti</strong> nell&#8217;impasto, con incrementi fino al 100% in alcuni casi, grazie alle reazioni chimiche indotte dai lieviti che rilasciano componenti antiossidanti legati nella pasta (Moore et al., 2007).</p>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-801c-b5d2-e0c2fde969ff" class="">Esperienza sensoriale: come riconoscere l&#8217;autenticità al primo assaggio</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8040-8001-c27e4f35aaab" class="">Il risultato finale delle due pizze è immediatamente distinguibile all&#8217;occhio e al palato. La <strong>pizza napoletana</strong> presenta un <strong>cornicione</strong> pronunciato e soffice, con alveolatura irregolare e un centro elastico che invita alla piega e alla condivisione. I condimenti tradizionali – come <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salse/pomodoro-san-marzano-dop-un-emblema-della-cucina-italiana/"><strong>pomodoro San Marzano DOP</strong></a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/mozzarella-bufala-campana-dop-tradizione-dieta-mediterranea/"><strong>mozzarella di bufala campana DOP</strong></a>  o fiordilatte, basilico fresco e olio extravergine d&#8217;oliva – esaltano la semplicità e la freschezza degli ingredienti. La temperatura di servizio ideale (60-65°C al centro) permette di apprezzare la texture morbida senza bruciare il palato.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8039-89c3-e11718c43740" class="">La <strong>pizza romana</strong>, viceversa, offre una base uniforme e sottile, dalla <strong>consistenza croccante</strong> che accompagna ogni ingrediente senza appesantirlo. La &#8216;scrocchiarella&#8217; produce un caratteristico suono alla masticazione, mentre il sapore è più complesso e strutturato grazie alla lunga fermentazione. Questa caratteristica la rende adatta anche a consumi rapidi, <strong>a tranci</strong> o in contesti di street food, mantenendo la croccantezza anche dopo alcuni minuti dalla cottura.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8012-96ce-cfd4500722cb" class="">Dal punto di vista <strong>sensoriale</strong>, analisi descrittive professionali hanno evidenziato che la pizza napoletana presenta note olfattive più intense di lievito e latticello, mentre la romana sviluppa maggiori profili tostati e note di nocciola derivanti dalla cottura prolungata.</p>
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<h2 id="2fb8112c-b3ab-8002-bd31-f0b89b6ba00c" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="2fb8112c-b3ab-8037-be44-db5810314a1a" class="">In sintesi, la scelta tra pizza napoletana e romana non è una questione di gerarchia, ma di preferenza funzionale e sensoriale. La napoletana è l&#8217;emblema della sofficità e della freschezza degli ingredienti DOP; la romana è la risposta moderna per chi cerca leggerezza e una struttura ‘scrocchiarella’. Per il mercato internazionale, questa distinzione offre straordinarie opportunità di posizionamento: saper comunicare che una pizza è ‘sottile e croccante’ (stile Roma) o ‘morbida e alveolata’ (stile Napoli) permette di rispondere con precisione alle aspettative di un consumatore sempre più informato e attento alla qualità del Made in Italy agroalimentare.</p>
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<p id="2fb8112c-b3ab-80b1-a0e5-d072e77fd062" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
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<h3 id="2fb8112c-b3ab-80d6-8e13-d27340da8514" class="">Bibliografia</h3>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-8060-b93e-fa8a0c25de29" class="bulleted-list">
<li>Capuano, E., Ferrigno, A., Acampa, I., Serpen, A., Açar, Ö. Ç., Gökmen, V., &amp; Fogliano, V. (2009). Effect of flour type on Maillard reaction and acrylamide formation during toasting of bread crisp model systems and mitigation strategies. <em>Food Research International</em>, 42(9), 1295–1302. <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodres.2009.03.018">https://doi.org/10.1016/j.foodres.2009.03.018</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2fb8112c-b3ab-80fd-83b3-d80f8d7f18f8" class="bulleted-list">
<li>Cesari, Luca (2023). Storia della pizza. Da Napoli a Hollywood. Milano: il Saggiatore. ISBN-13: 978-8842830665.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2fb8112c-b3ab-80e8-8970-d2914e195942" class="bulleted-list">
<li>Commission Regulation (EU) 2017/2158 of 20 November 2017 establishing mitigation measures and benchmark levels for the reduction of the presence of acrylamide in food <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2017/2158/oj">http://data.europa.eu/eli/reg/2017/2158/oj</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2fb8112c-b3ab-80d4-a021-e9fcca170c87" class="bulleted-list">
<li>Commission Regulation (EU) No 97/2010 of 4 February 2010 entering a name in the register of traditional specialities guaranteed [Pizza Napoletana (TSG)] <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2010/97/oj">http://data.europa.eu/eli/reg/2010/97/oj</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2fb8112c-b3ab-8069-acc8-cb564fd2d554" class="bulleted-list">
<li>Costantini, A., Verni, M., Mastrolonardo, F., Rizzello, C. G., Di Cagno, R., Gobbetti, M., Breedveld, M., Bruggink, S., Lefever, K., &amp; Polo, A. (2023). Sourdough &#8220;Biga&#8221; Fermentation Improves the Digestibility of Pizza Pinsa Romana: An Investigation through a Simulated Static In Vitro Model. <em>Nutrients</em>, <em>15</em>(13), 2958. <a href="https://doi.org/10.3390/nu15132958">https://doi.org/10.3390/nu15132958</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2fb8112c-b3ab-801b-8e0e-edeb3439314e" class="bulleted-list">
<li>Delcour, J. A., &amp; Hoseney, R. C. (2010). Principles of cereal science and technology (3rd ed.). St. Paul, MN: AACC International Press. ISBN 978-1-891127-76-3</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2fb8112c-b3ab-8054-a343-f5088566662c" class="bulleted-list">
<li>Di Cairano, M., Condelli, N., Cela, N., Sportiello, L., Caruso, M. C., &amp; Galgano, F. (2020). Functional properties and predicted glycemic index of gluten free cereal, pseudocereal and legume flours. <em>LWT &#8211; Food Science and Technology</em>, 133, 109860. <a href="https://doi.org/10.1016/j.lwt.2020.109860">https://doi.org/10.1016/j.lwt.2020.109860</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-80e8-aad3-c2d7bdbc0d81" class="bulleted-list">
<li>Future Market Insights. (2026). <em>Frozen pizza market size, share and forecast report 2025</em>. <a href="https://www.futuremarketinsights.com/reports/frozen-pizza-market">https://www.futuremarketinsights.com/reports/frozen-pizza-market</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-8041-83a5-d26f9149a31c" class="bulleted-list">
<li>Gobbetti, M., Rizzello, C. G., Di Cagno, R., &amp; De Angelis, M. (2014). How the sourdough may affect the functional features of leavened baked goods. <em>Food Microbiology</em>, 37, 30-40. <a href="https://doi.org/10.1016/j.fm.2013.04.012">https://doi.org/10.1016/j.fm.2013.04.012</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-80a4-8b89-db1d3b197860" class="bulleted-list">
<li>Helstosky, C. (2008). Pizza: A global history. London: Reaktion Books. ISBN 978-1-86189-391-8</li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-80bb-bdb5-cfea449b9d99" class="bulleted-list">
<li>IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati. (2025). Surgelati: nel 2024, oltre 652 mila tonnellate consumate tra le mura domestiche. Riprende la crescita nel canale retail: +1,3% rispetto al 2023. <a href="https://www.istitutosurgelati.it/surgelati-nel-2024-oltre-652-mila-tonnellate-consumate-tra-le-mura-domestiche-riprende-la-crescita-nel-canale-retail-13-rispetto-al-2023/#:~:text=In%20termini%20percentuali%2C%20i%20dati,ricorda%20Giorgio%20Donegani%2C%20Presidente%20IIAS">https://www.istitutosurgelati.it/surgelati-nel-2024-oltre-652-mila-tonnellate-consumate-tra-le-mura-domestiche-riprende-la-crescita-nel-canale-retail-13-rispetto-al-2023/</a></li>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-80a5-83fc-cb612c8dc318" class="bulleted-list">
<li>IMARC Group. (2025). <em>Pizza market size, share &amp; 2030 growth trends report</em>. <a href="https://www.imarcgroup.com/pizza-market">https://www.imarcgroup.com/pizza-market</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-8091-828e-ca87b9ba96bc" class="bulleted-list">
<li>Market.us Media. (2026). <em>Global frozen pizza market analysis 2025-2034. </em><a href="https://market.us/report/frozen-pizza-market/">https://market.us/report/frozen-pizza-market/</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-80bd-8193-de012008f4dd" class="bulleted-list">
<li>Moore, M. M., Heinbockel, T., Dockery, P., Ulmer, H. M., &amp; Arendt, E. K. (2007). Network formation in gluten-free bread with application of transglutaminase. <em>Cereal Chemistry</em>, 83(1), 28-36. <a href="https://doi.org/10.1094/CC-83-0028">https://doi.org/10.1094/CC-83-0028</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-801b-bafb-dbd97b55d9e1" class="bulleted-list">
<li>Mordor Intelligence. (2025). <em>Frozen pizza market size, share &amp; 2030 growth trends report</em>. <a href="https://www.mordorintelligence.com/industry-reports/frozen-pizza-market">https://www.mordorintelligence.com/industry-reports/frozen-pizza-market</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-809a-bc58-f21cdd865b94" class="bulleted-list">
<li>Pontonio, E., Di Cagno, R., Tarraf, W., Filannino, P., De Mastro, G., &amp; Gobbetti, M. (2025). Impact of microbial leavening agents and fermentation time on the in vitro digestibility of Neapolitan pizza. <em>Foods</em>, 14(8), 1418. <a href="https://doi.org/10.3390/foods14081418">https://doi.org/10.3390/foods14081418</a></li>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-803e-b14f-f4eb3de9ffd2" class="bulleted-list">
<li>Rizzello, C. G., Cassone, A., Cagno, R. D., &amp; Gobbetti, M. (2016). Synthesis of angiotensin I-converting enzyme (ACE)-inhibitory peptides and γ-aminobutyric acid (GABA) during sourdough fermentation by selected lactic acid bacteria. <em>Journal of Agricultural and Food Chemistry</em>, 56(16), 6936-6943. <a href="https://doi.org/10.1021/jf800512u">https://doi.org/10.1021/jf800512u</a></li>
</ul>
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<ul id="2fb8112c-b3ab-80c5-b0ba-f82f231d4129" class="bulleted-list">
<li>UNESCO. (2017). <em>Art of Neapolitan &#8216;Pizzaiuolo&#8217;</em>. <a href="https://ich.unesco.org/en/RL/art-of-neapolitan-pizzaiuolo-00722">https://ich.unesco.org/en/RL/art-of-neapolitan-pizzaiuolo-00722</a></li>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/differenza-pizza-napoletana-romana-guida-tecnica/">Pizza napoletana e pizza romana: guida alle differenze tecniche e nutrizionali</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>Pizza bianca, schiacciata e focaccia: le tradizioni regionali</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-bianca-schiacciata-focaccia-tradizioni-regionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 08:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici genovesi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia dei fornai è definita da una geografia di impasti, cotture e tradizioni che trasformano acqua e farina in simboli regionali identitari. Pizza bianca romana, schiacciata toscana e focaccia ligure sono l&#8217;esito di tecniche millenarie che hanno codificato stili sensoriali unici. Analizzare queste preparazioni significa esplorare un patrimonio di biodiversità culturale che continua a influenzare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2f98112c-b3ab-80a9-80cd-de2d3134d258" class="">L’Italia dei fornai è definita da una geografia di impasti, cotture e tradizioni che trasformano acqua e farina in simboli regionali identitari. <strong>Pizza bianca</strong> romana, <strong>schiacciata</strong> toscana e <strong>focaccia</strong> ligure sono l&#8217;esito di tecniche millenarie che hanno codificato stili sensoriali unici. Analizzare queste preparazioni significa esplorare un patrimonio di <strong>biodiversità culturale</strong> che continua a influenzare le abitudini di consumo globali, tra fedeltà alla tradizione e nuove interpretazioni gourmet.</p>
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<h2 id="2f98112c-b3ab-8029-9b3f-f33511b6f8e4" class="">Evoluzione storica: dal ‘panis focacius’ alle identità regionali</h2>
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<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-80cc-be63-e0d890b28c1e" class="">La storia delle preparazioni lievitate piatte in Italia è antichissima e affonda le sue radici nell&#8217;<strong>epoca romana</strong>. Già nei testi di Catone il Censore e successivamente in quelli di Virgilio si descrivono <em>panis focacius</em> e altri pani schiacciati cotti su pietre ardenti, spesso conditi con erbe e <strong>olio d&#8217;oliva</strong> per renderli più saporiti (Montanari, 1997). Nel corso dei secoli queste preparazioni si sono trasformate in modi molto diversi, plasmate dalle culture locali e dagli ingredienti disponibili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-808c-9e09-d6c13b032af0" class="">In <strong>Lazio</strong>, la cosiddetta pizza bianca era originariamente un pane piatto cotto nel <strong>forno a legna</strong> e consumato dal popolo, ma con il tempo è divenuta un prodotto cittadino, legato alle tradizioni della panificazione romana. Secondo la tradizione, i fornai romani utilizzavano l&#8217;impasto della pizza bianca per testare la temperatura del forno prima di infornare il pane vero e proprio, trasformando quello che era uno scarto in una specialità apprezzata (Boni, 2005). La caratteristica &#8216;<strong>scrocchiarella</strong>&#8216; – croccantezza esterna e morbidezza interna – deriva proprio da questa tecnica di cottura ad alta temperatura.</p>
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<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-800d-9521-c6b1a6d0cd50" class="">In <strong>Toscana</strong>, la schiacciata è legata alle campagne e alla <strong>cultura contadina</strong>, dove il pane veniva schiacciato e cotto per essere consumato come spuntino o pasto veloce nei campi. La tradizione vuole che durante la vendemmia la <strong>schiacciata con l&#8217;uva</strong> rappresentasse un momento di festa e convivialità tra i lavoratori. Particolarmente nota è la variante fiorentina, più sottile e croccante, diversa da quella pratese, più spessa e soffice.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-801a-aa9c-e8c16804170c" class="">La <strong>focaccia ligure </strong>ha invece origini legate ai porti e alle vie commerciali della Liguria, dove l&#8217;olio d&#8217;oliva di qualità e la tecnica di cottura al forno diedero vita a una specialità unica nel panorama italiano. Documenti genovesi del <strong>XII secolo</strong> attestano già la presenza di <em><strong>fugassa</strong></em> nelle botteghe artigiane del porto, dove veniva consumata dai marinai come provvista durante i viaggi (Capatti &amp; Montanari, 2005). La caratteristica <strong>fossetta</strong> impressa con le dita sulla superficie serviva originariamente a trattenere l&#8217;olio durante la cottura.</p>
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<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-807d-b9cd-d7aa6107be43" class="">Queste storie, talvolta avvolte nella leggenda, riflettono la coesistenza tra funzione nutrizionale e <strong>cultura culinaria</strong>, illustrando come semplici impasti di farina, acqua, lievito e sale possano trasformarsi in prodotti d&#8217;identità regionale.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2f98112c-b3ab-80fa-9aeb-c769ccae6205" class="">Tecniche di panificazione e disciplinari di fatto</h2>
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<div dir="auto">
<h3 id="2f98112c-b3ab-80fc-9ff7-c32740cba119" class="">Pizza bianca romana: l’eccellenza dell’alta idratazione</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8002-a429-e2caee58c21e" class="">La <strong>pizza bianca romana</strong> è una preparazione tipica della capitale e dei suoi dintorni. Caratterizzata da una crosta sottile e leggermente croccante, presenta una mollica soffice e <strong>alveolata</strong>. Il segreto della sua texture risiede in una <strong>lievitazione prolungata</strong> di almeno 24 ore e oggi nell&#8217;uso di farine tipo 0 o Manitoba, che conferiscono estensibilità all&#8217;impasto (Boni, 2005). Si distingue per un’<strong>altissima idratazione</strong> (che può superare l&#8217;80% di acqua sulla farina), fattore che permette lo sviluppo di quegli ampi alveoli che la rendono molto leggera. Tradizionalmente viene consumata al naturale, condita solo con <strong>olio extravergine di oliva</strong> e sale grosso, oppure farcita con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/mortadella-bologna-igp-nutrizione/">mortadella</a>, prosciutto crudo o formaggi freschi. È spesso servita come <strong>street food</strong> nei classici &#8216;forni romani&#8217; o come accompagnamento per vini locali.</p>
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<div dir="auto">
<h3 id="2f98112c-b3ab-80d6-af94-dbf17e230694" class="">Schiacciata toscana: il carattere del pane rustico e del sale grosso</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8086-8e11-f7d4da9b176f" class="">La <strong>schiacciata toscana</strong> è un prodotto semplice e rustico. A differenza della pizza bianca romana, tende ad avere una forma più irregolare e consistenza più compatta, con una superficie che può venire arricchita da <strong>rosmarino</strong>, olive o sale grosso. La tecnica tradizionale prevede la &#8216;schiacciatura&#8217; dell&#8217;impasto con le mani unte d&#8217;olio, lasciando impronte visibili che creano avvallamenti dove si raccoglie il condimento (Artusi, 1891). <strong>Un tratto distintivo</strong> è l&#8217;uso sapiente del sale: mentre l&#8217;impasto è spesso poco salato (o ‘scioccò’), la superficie viene cosparsa di sale grosso, creando un contrasto perfetto per l&#8217;abbinamento con i saporiti salumi locali. In molte località toscane la schiacciata è legata alle <strong>feste contadine</strong> e alla convivialità familiare, con varianti stagionali come la celebre schiacciata con l&#8217;uva, tipica del periodo vendemmiale.</p>
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<h3 id="2f98112c-b3ab-806c-a734-f91de970b292" class="">Focaccia ligure: il rito dell’emulsione e della sapidità</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8019-becc-e93e85df9494" class="">La <strong>focaccia genovese</strong> è forse la variante più conosciuta a livello internazionale. È caratterizzata da uno strato superiore uniforme di <strong>olio extravergine di oliva</strong> ligure DOP, che rende la superficie lucida e saporita, e da una mollica soffice con <strong>alveoli regolari</strong>. Il metodo tradizionale ligure prevede l&#8217;uso della <em>cravàa</em>, una teglia in rame stagnato che distribuisce uniformemente il calore, e la <strong>salamoia</strong> (<em>moiia</em>) versata in superficie prima della cottura (Capatti &amp; Montanari, 2005). Questa emulsione di acqua, olio e sale non serve solo a insaporire, ma protegge la superficie dal calore diretto del forno, mantenendo la focaccia soffice all&#8217;interno e creando quel caratteristico binomio tra il fondo croccante e il cuore umido. La variante più celebre a Genova è la <strong>focaccia con le cipolle</strong>, a cui si aggiunge quella con le olive. L&#8217;altezza ideale della focaccia genovese si aggira intorno ai 2 centimetri.</p>
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<div dir="auto">
<h2 id="2f98112c-b3ab-806f-b5e4-ed4b849d2fe8" class="">Profili di consumo: versatilità gastronomica e cucina contemporanea</h2>
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<p id="2f98112c-b3ab-805c-a521-f1768bbc07fa" class="">La pizza bianca, la schiacciata e la focaccia sono prodotti estremamente <strong>versatili</strong>:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-806e-b0fb-cd03d5fbb846" class="bulleted-list">
<li><strong>spuntino quotidiano</strong>: dalla prima colazione fuori casa allo spuntino, il ‘pane schiacciato’ nelle sue varianti regionali rimane un grande classico, da solo o farcito con prosciutto (in Toscana) o mortadella (in Lazio);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2f98112c-b3ab-8082-aa2f-dd804fec4926" class="bulleted-list">
<li><strong>accompagnamento ai pasti</strong>: la focaccia viene spesso offerta tal quale, ai pasti, quale alternativa al pane. Pizza bianca e schiacciata accompagnano invece i taglieri di salumi e formaggi, quali antipasti o piatti unici;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-800a-ba4d-f6b2145524bf" class="bulleted-list">
<li><strong>aperitivi e buffet</strong>: la focaccia ligure, grazie alla sua consistenza morbida e saporita, accompagna sempre gli aperitivi e i buffet, anche in accompagnamento a insalate e zuppe liguri come il <em>prebuggiún</em>;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80fa-bc63-c14ef5ab4d43" class="bulleted-list">
<li><strong>cucina gourmet</strong>: varianti contemporanee prevedono guarnizioni di verdure grigliate, erbe aromatiche, formaggi DOP come lo Stracchino di Crescenza o creme salate, ampliando il ruolo di questi prodotti nelle <strong>cucine creative</strong>.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-80cb-b7f3-ebfbe3d3ba07" class="">La capacità di adattarsi a contesti diversi &#8211; dal semplice spuntino alla componente di un pasto più strutturato &#8211; fa di questi prodotti un elemento fondamentale nelle strategie di offerta per l’HoReCa.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2f98112c-b3ab-801f-9cc8-c0e187ea8b4a" class="">Conclusioni</h2>
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<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-804f-a7b5-f927b1b5d5ee" class="">Pizza bianca, schiacciata e focaccia rappresentano i pilastri di una &#8216;<strong>civiltà del pane</strong>&#8216; che ha saputo evolversi senza perdere la propria matrice popolare. La loro capacità di coniugare semplicità degli ingredienti e complessità tecnica le rende ambasciatrici ideali dell&#8217;autenticità italiana. Preservare queste differenze regionali è una strategia per garantire la qualità e la tracciabilità di un comparto che rimane cardine della cultura alimentare mediterranea.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8020-b56d-d713041184c9" class=""><em>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</em></p>
<p><em>Credit cover: Dario Dongo</em></p>
</div>
<div dir="auto"></div>
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<h3 id="2f98112c-b3ab-80dd-a025-d08cf45cc189" class="">Riferimenti</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8041-b558-eba604d0b374" class="bulleted-list">
<li>Artusi, P. (1891). <em>La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene</em>. <a href="https://www.pellegrinoartusi.it/wp-content/uploads/2011/02/libro-artusi.pdf">https://www.pellegrinoartusi.it/wp-content/uploads/2011/02/libro-artusi.pdf</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80f0-a980-f7251f6fbbbb" class="bulleted-list">
<li>Boni, A. (2005). <em>La cucina romana</em>. ISBN-13: 978-8822772688. Newton Compton Editori.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80d2-afce-f073e91cc0fb" class="bulleted-list">
<li>Capatti, A., &amp; Montanari, M. (2005). <em>La cucina italiana: Storia di una cultura</em>. ISBN-13: 978-8842076759. Laterza.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-806b-8f49-d65b3fe2201d" class="bulleted-list">
<li>Cesari, Luca (2023). <em>Storia della pizza. Da Napoli a Hollywood</em>. ISBN-13: 978-<br />
8842830665. Il Saggiatore.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8089-b77c-da2363579c03" class="bulleted-list">
<li>Montanari, M. (2005). <em>Il cibo come cultura</em>. ISBN-13: 978-8842074243. Laterza.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8057-911b-fb835e8a647b" class="bulleted-list">
<li>Montanari, M. (1997). <em>La fame e l&#8217;abbondanza: Storia dell&#8217;alimentazione in Europa</em>. ISBN-13: 9788842051626. Laterza.</li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-bianca-schiacciata-focaccia-tradizioni-regionali/">Pizza bianca, schiacciata e focaccia: le tradizioni regionali</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>Pizza Napoletana STG: la tradizione in un nome protetto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Mozzarella di Bufala DOP]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/pizza-napoletana/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una pizza napoletana STG è una pizza capace di esaltare l'incontro di farina, lievito di birra, acqua naturale, olio d'oliva extravergine, mozzarella di ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/">Pizza Napoletana STG: la tradizione in un nome protetto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2e48112c-b3ab-8010-97a2-c8b13197e539" class="">Cosa rende ‘vera’ una Pizza Napoletana? Al di là del mito, la risposta è racchiusa in un rigoroso disciplinare europeo: la <strong>Specialità Tradizionale Garantita (STG)</strong>. A differenza di altri marchi, la STG non protegge il ‘dove’ viene fatta la pizza, ma il ‘<strong>come’. </strong>Questo articolo analizza in modo puntuale ciò che distingue l&#8217;icona di Napoli da ogni altra imitazione nel mondo. Esploreremo i pilastri del metodo autentico:</p>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8020-b152-e6924f5c2451" class="bulleted-list">
<li><strong>la scienza degli ingredienti</strong>. Dalla forza specifica delle farine (W) alla qualità dei pomodori pelati e della Mozzarella di Bufala Campana DOP;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-806f-be77-e5a8b859f8b4" class="bulleted-list">
<li><strong>l&#8217;arte della lavorazione</strong>. Una tecnica che proibisce l&#8217;uso del mattarello, imponendo una formatura esclusivamente manuale per ottenere il celebre cornicione alveolato;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8080-a48c-e78801599e54" class="bulleted-list">
<li><strong>il rito della cottura</strong>. I segreti del forno a legna, dove il calore estremo trasforma l&#8217;impasto in soli 60-90 secondi.</li>
</ul>
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<p id="2e48112c-b3ab-80a6-86da-d8f58bf2313d" class="">L&#8217;originalità di questa analisi risiede nel guardare oltre la ricetta: esaminiamo come le nuove leggi europee sulla ‘<strong>riserva del nome’</strong> stiano cambiando le regole del gioco. Se da un lato il nome ‘Pizza Napoletana’ è oggi più protetto che mai, dall&#8217;altro questa rigidità pone sfide inedite per le pizzerie artigianali e le industrie italiane di eccellenza.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-80e8-961e-f19b59aef1df" class="">Pizza Napoletana, le origini storiche</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80b9-9b32-cff57a63723d" class="">Prime testimonianze</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8057-be11-f14783303b9c" class="">La nascita della Pizza Napoletana può essere collocata <strong>tra il 1715 e il 1725</strong>, periodo in cui il pomodoro iniziò a venire utilizzato come condimento per il disco di pasta lievitata. Vincenzo Corrado, cuoco generale del principe Emanuele di Francavilla, fu tra i primi a documentare l&#8217;impiego del pomodoro per condire la pizza, equiparandola ai maccheroni nella tradizione culinaria napoletana.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8048-81a3-f66d3bc15423" class="">Evoluzione delle pizzerie</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-803d-84ef-c1e336a4c270" class="">Le <strong>prime pizzerie</strong> nacquero <strong>a Napoli nel XVIII secolo</strong>, trasformandosi da semplici botteghe in veri e propri locali dedicati esclusivamente alla preparazione della pizza. Un momento cruciale nella storia di questo prodotto fu quando Ferdinando di Borbone, re di Napoli, infranse l&#8217;etichetta di corte per assaggiare personalmente la pizza in una delle più rinomate pizzerie cittadine, sdoganando definitivamente questo piatto popolare.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80fb-8781-d76a40eb5abf" class="">La Pizza Margherita e la Marinara</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-803b-a1fb-f00d36cad359" class="">Le due varianti più celebri della tradizione napoletana sono la ‘<strong>Marinara</strong>’, nata nel 1734, e la ‘<strong>Margherita</strong>’, risalente al periodo 1796-1810. Quest&#8217;ultima divenne particolarmente famosa nel 1889, quando fu servita alla Regina d&#8217;Italia Margherita di Savoia durante una visita a Napoli. I suoi <strong>colori</strong> – rosso del pomodoro, bianco della mozzarella e verde del basilico – richiamano quelli della <strong>bandiera italiana</strong>, contribuendo al suo successo simbolico.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-802e-aaad-df9f24d15ebf" class="">Il disciplinare di produzione STG</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8099-b43c-da3070f95c1a" class="">Materie prime di base</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-804f-8f53-e1d4c3b66cad" class="">Il disciplinare stabilisce con precisione gli ingredienti fondamentali per la Pizza Napoletana STG. Gli <strong>ingredienti di base </strong>sono:</p>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8091-a4a6-d60a96d2c903" class="bulleted-list">
<li>farina di grano tenero (W 220-380);</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80f3-9c30-d7ce6a0fc3f3" class="bulleted-list">
<li>lievito di birra;</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-805f-8e0e-de66f276951d" class="bulleted-list">
<li>acqua naturale potabile;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8046-bd3a-de5926cbb69b" class="bulleted-list">
<li>pomodori pelati e/o pomodorini freschi;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80a6-9d10-ed1a2662ab42" class="bulleted-list">
<li>sale marino o sale da cucina;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8035-9d33-df73117c31d8" class="bulleted-list">
<li>olio extra vergine di oliva.</li>
</ul>
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<p id="2e48112c-b3ab-80f4-850c-df9403a4fae6" class="">Gli<strong> ingredienti complementari </strong>sono invece:</p>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8080-ba10-dce2231029c6" class="bulleted-list">
<li>aglio e origano (per la Marinara);</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8014-9835-d4b5391d965d" class="bulleted-list">
<li>Mozzarella di Bufala Campana DOP;</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80f1-8781-ed72368fbf29" class="bulleted-list">
<li>Mozzarella STG;</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-801d-a277-fc29ddb36359" class="bulleted-list">
<li>basilico fresco (per la Margherita).</li>
</ul>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80af-957b-dd4fd5ce5e7f" class="">Il metodo di produzione</h3>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80cc-b46e-df767a93a7f1" class="">1. Preparazione dell&#8217;impasto</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80bd-b0e5-fbdbba7a030b" class="">L’<strong>impasto di base</strong> viene realizzato mescolando 1 litro d&#8217;acqua con 50-55 grammi di sale marino, aggiungendo il 10% della farina totale prevista (1800 grammi con forza W 220-380) e stemperando 3 grammi di lievito di birra. L&#8217;operazione di miscelazione deve durare 10 minuti, seguita da 20 minuti di lavorazione nell&#8217;impastatrice, preferibilmente a forcella, a bassa velocità, fino a ottenere una massa compatta.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-8069-b814-e3a68264cec0" class="">La <strong>farina</strong> per la Pizza Napoletana deve assorbire dal 50 al 55% del suo peso in acqua. L&#8217;impasto finale deve presentarsi non appiccicoso, morbido ed elastico, con una temperatura che non deve surriscaldarsi durante la lavorazione.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-803f-a9b4-dbd953d1a769" class="">Il disciplinare specifica altresì le <strong>caratteristiche tecniche </strong>della farina: W: 220-380; P/L: 0,50-0,70; assorbimento: 55-62; stabilità: 4-12; falling number (Indice di Hagberg): 300-400; glutine secco: 9,5-11 g%; proteine: 11-12,5 g%</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8099-8fed-e8dcd9df62ea" class="">2. Lievitazione</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80ba-9fc7-ea04236a6775" class="">La<strong> lievitazione </strong>deve avvenire <strong>in due fasi</strong>:</p>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8049-9847-e8768d780e7c" class="bulleted-list">
<li>in una prima fase l&#8217;impasto riposa per 2 ore su un tavolo da lavoro, coperto da un panno umido per evitare la formazione di crosta superficiale. Al termine, il pizzaiolo forma manualmente i panetti, che devono pesare tra 180 e 250 grammi;</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80de-b21e-c38f8a2d28aa" class="bulleted-list">
<li>in una <strong>seconda fase</strong> i panetti lievitano in cassette per alimenti per almeno 4-6 ore a temperatura ambiente, risultando pronti per l&#8217;utilizzo entro le 6 ore successive.</li>
</ul>
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<p id="2e48112c-b3ab-808a-a08e-fc7c96f6f109" class=""><strong>Le caratteristiche dell&#8217;impasto</strong>, con una tolleranza ±10%, sono definite nei seguenti termini: temperatura di fermentazione 25°C; pH finale: 5,87; acidità totale 0,14; densità: 0,79 g/cm³ (+34%).</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8077-82eb-fd6e93d19803" class="">3. Formatura</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8000-a6c6-eee0a2fff692" class="">Dopo la lievitazione, il panetto viene estratto dalla cassetta e posto su un leggero strato di farina. Con un movimento dal centro verso l&#8217;esterno e la pressione delle dita, il pizzaiolo forma un <strong>disco di pasta</strong> con spessore centrale non superiore a 0,4 cm (tolleranza +10%) e un <strong>bordo</strong> (cornicione) di 1-2 cm. Il disciplinare vieta espressamente l&#8217;utilizzo di matterello o presse meccaniche, richiedendo esclusivamente la lavorazione manuale.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80cb-a0b6-eee35b34e55b" class="">4. Farcitura</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c1-b520-c60b195b1b9f" class="">Il disciplinare prevede tre varianti ufficiali:</p>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8091-9f71-fe8044f4a3c7" class="bulleted-list">
<li><strong>Pizza Marinara. </strong>70-100 g di pomodori pelati frantumati, sale, origano, aglio tagliato a fettine, 4-5 g di olio extravergine di oliva (tolleranza +20%);</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80f3-a2ec-dcdbba059d1d" class="bulleted-list">
<li><strong>Pizza Margherita</strong> (con Mozzarella di Bufala Campana DOP). 60-80 g di pomodori pelati/pomodorini freschi, sale, 80-100 g di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/bufala-campana-dop/">Mozzarella di Bufala Campana DOP</a> a listelli, foglie di basilico fresco, 4-5 g di olio extravergine di oliva (tolleranza +20%);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-804a-8847-df6932624f04" class="bulleted-list">
<li><strong>pizza Margherita </strong>(con Mozzarella STG). 60-80 g di pomodori pelati, sale, 80-100 g di Mozzarella STG a listelli, foglie di basilico fresco, 4-5 g di olio extravergine di oliva (tolleranza +20%).</li>
</ul>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80bf-afc5-de4fd8771e25" class="">5. Cottura</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80b4-91ef-de22851e39c6" class="">La cottura rappresenta il momento più critico e caratterizzante del processo. La Pizza Napoletana STG deve venire cotta <strong>esclusivamente in forni a legna</strong>, ove devono venire raggiunte temperature elevate e specifiche.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-8044-8a39-e20c6602c98e" class="">I <strong>parametri di cottura</strong> riguardano la temperatura della platea del forno (circa 485°C) e della sua volta (circa 430°C), la temperatura raggiunta dalla pasta (60-65°C), dal pomodoro (75-80°C), dall&#8217;olio (75-85°C) e dalla mozzarella (65-70°C), e il tempo di cottura (60-90 secondi).</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-8036-9ed4-ed5c2fdb0fba" class="">Durante la cottura, il pizzaiolo deve controllare costantemente la pizza, ruotandola verso il fuoco e utilizzando sempre la stessa zona di platea per garantire una cottura uniforme.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8077-9a4a-e7b969c87ee4" class="">Caratteristiche del prodotto finale</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8061-aedd-f2a8bf1d6fae" class="">Descrizione fisica</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8059-967e-fae255a7fbc1" class="">La Pizza Napoletana STG si presenta come un prodotto tondeggiante con diametro massimo di 35 cm, caratterizzato da:</p>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8080-8b80-f56990ab0713" class="bulleted-list">
<li><strong>cornicione</strong> (bordo) rialzato (1-2 cm), di colore dorato, morbido al tatto;</li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80f8-853a-fc1bcd481661" class="bulleted-list">
<li><strong>al centro</strong>, spessore di 0,4 cm (tolleranza +10%), coperto dalla farcitura;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-806b-8b37-db0fdb7ffb9c" class="bulleted-list">
<li><strong>consistenza generale </strong>morbida, elastica, facilmente piegabile ‘a libretto’.</li>
</ul>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80ab-8323-cb9c3665c39b" class="">Aspetto visivo</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8027-9d42-e2d929bd1d72" class="">La pizza presenta un <strong>contrasto cromatico distintivo</strong>: il cornicione dorato tipico dei prodotti da forno, il rosso intenso del pomodoro cosparso di olio extra vergine d’oliva, il bianco dell&#8217;aglio o della mozzarella a chiazze, il verde dell&#8217;origano o del basilico,.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8035-a8f4-d36cba0bf367" class="">Caratteristiche organolettiche</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8061-94ea-c7eda2abbf88" class=""><strong>Gusto</strong> caratteristico e sapido, con il cornicione che ricorda il pane ben lievitato e cotto, mescolato al sapore acidulo del pomodoro e ai sapori degli ingredienti specifici.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80a0-a05b-dd13ffead8f2" class=""><strong>Aroma</strong>. Profumo caratteristico, fragrante, con note intense di origano, aglio o basilico a seconda delle varianti.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c3-a4c2-cc83dc03a0b6" class=""><strong>Consistenza </strong>morbida al taglio, elastica, con una texture che bilancia la croccantezza superficiale del cornicione con la morbidezza dell&#8217;interno.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8059-b112-f51c86d1c4e7" class="">Conservazione e consumo</h2>
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<p id="2e48112c-b3ab-8055-bfdc-f0b270aa1adb" class="">Secondo il disciplinare, la Pizza Napoletana STG deve venire consumata immediatamente dopo la cottura, preferibilmente nello stesso locale di produzione. Il regolamento vieta esplicitamente il congelamento, surgelamento o confezionamento sottovuoto per vendita successiva, così da garantire l&#8217;autenticità dell&#8217;esperienza gastronomica tradizionale e al contempo precluderla a chi aspiri a provarla in diversi contesti.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8048-9d4d-f65b00a15360" class="">Il logo ufficiale</h2>
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<p id="2e48112c-b3ab-8093-8548-c251b90d9ebf" class="">Il <strong>logo ufficiale</strong> della Pizza Napoletana STG è costituito da un&#8217;immagine ovale orizzontale bianca con contorno grigio chiaro, che rappresenta un piatto contenente una pizza stilizzata ma realistica, con i suoi classici ingredienti in vista: pomodoro, mozzarella, basilico e olio extra vergine d&#8217;oliva. Un&#8217;ombra verde, sotto il piatto, richiama i colori della bandiera italiana.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-8089-ac43-d9befb5c4549" class="">Sovrapposto al piatto compare un rettangolo rosso con angoli arrotondati con la scritta bianca ‘PIZZA NAPOLETANA STG’, con sopra ‘Specialità Tradizionale Garantita’ e sotto ‘Prodotta secondo la Tradizione napoletana’. Quest&#8217;ultima dicitura e l&#8217;acronimo STG vengono tradotti nella lingua del Paese di produzione.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8040-bfac-c47fc167de5e" class="">STG, la tutela in UE e i suoi paradossi</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-805c-8e82-e93f0e7cad3c" class="">Evoluzione del riconoscimento STG</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80e9-b3b4-f4d800880236" class="">Il regolamento (UE) n. 97/2010 ha riconosciuto la Pizza Napoletana come Specialità Tradizionale Garantita senza riserva del nome, tramite . Ciò significa che il nome ‘Pizza Napoletana’ poteva venire utilizzato anche dai produttori che non seguivano il disciplinare, ma solo chi rispettava tutti i requisiti poteva apporre il logo STG.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c2-9760-f27a3f5ab866" class="">Il regolamento (UE) 2022/2313 ha poi rafforzato la protezione con la ‘<strong>riserva del nome</strong>’, rendendo di fatto illegale l&#8217;uso della denominazione ‘Pizza Napoletana’ su qualsiasi prodotto che non rispetti il disciplinare e sia certificato da un ente terzo, con il rischio di applicazione di sanzioni amministrative in caso di violazioni.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c8-928e-dd80eb7112f5" class="">La riforma della disciplina delle Indicazioni Geografiche, intervenuta con il regolamento (UE) 2024/1143, non ha peraltro rafforzato la tutela legale delle STG che rimane molto debole rispetto alle Denominazioni d’Origine Protette (DOP) e alle Indicazioni Geografiche Protette (IGP), anche a livello di controlli ufficiali.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8019-8eb6-ef75db276bec" class="">Paradossi e dibattiti</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8081-aef2-d34c695407e4" class="">La riserva del nome, paradossalmente, ha generato <strong>dibattiti</strong> all&#8217;interno della stessa comunità napoletana. L’adesione al disciplinare, redatto nel 2010 in collaborazione con l&#8217;Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) e l&#8217;Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN), presenta infatti oneri non trascurabili e costi di <strong>certificazione e controlli</strong>.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80e7-93dd-e2a196535307" class="">Si aggiungono alcune <strong>rigidità</strong>, che possono escludere molte pizzerie napoletane in Italia e all’estero. Sia per la scelta degli ingredienti &#8211; quali farine alternative (es. grani antichi, multicereali), o mozzarelle altrettanto pregiate bensì diverse dalla Mozzarella di Bufala Campana DOP o Mozzarella STG, non sempre e ovunque disponibili &#8211; sia per metodi di lievitazione innovativi che non trovano spazio nel disciplinare attuale.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80e5-a644-d219cdec9ed5" class="">La <strong>diffusione effettiva</strong> di pizzerie certificate con il logo STG rimane perciò estremamente limitata rispetto all&#8217;uso generalizzato del nome ‘Pizza Napoletana’. Con l’ulteriore <strong>paradosso</strong> che i produttori italiani di pizze congelate e surgelate, a differenza dei loro concorrenti extra-UE, non possono più utilizzare la denominazione ‘Pizza Napoletana’ per promuovere i loro prodotti sui mercati internazionali.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-807e-be2d-f2792d98a7cb" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="2e48112c-b3ab-8025-90e6-dc636641166b" class="">La Pizza Napoletana STG rappresenta un caso emblematico della tensione tra tutela della tradizione e dinamismo dell&#8217;innovazione gastronomica. Il riconoscimento europeo, con i limiti intrinseci dello strumento STG nel Regolamento (UE) 2024/1143, assolve principalmente un <strong>valore culturale</strong>: codificare e tramandare un patrimonio culinario che ha attraversato tre secoli di storia. In linea con il successivo riconoscimento UNESCO dell&#8217;Arte del pizzaiuolo napoletano come Patrimonio Immateriale dell&#8217;Umanità, nel 2017.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-805b-bfc6-c8c9f08f14c7" class="">Questo riconoscimento costituisce un archivio vivente di conoscenze artigianali, un riferimento per la formazione professionale e un simbolo identitario celebrato a livello mondiale. La sfida futura sarà trovare un equilibrio tra la preservazione dell&#8217;autenticità tradizionale e l&#8217;apertura alle evoluzioni contemporanee e dei mercati che la pizza napoletana e italiana continua a sperimentare in tutto il mondo, mantenendo vivo lo spirito innovativo che da sempre caratterizza la sua cultura gastronomica.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-8064-bc3f-feaf07fe4fb1" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8038-ab5a-f0eb5a4792d3">Bibliografia</h3>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80b3-bec7-c9bee6be80e7" class="bulleted-list">
<li>Commissione Europea. (2010). Regolamento (UE) n. 97/2010 della Commissione del 4 febbraio 2010 relativo all&#8217;iscrizione di una denominazione nel registro delle specialità tradizionali garantite [Pizza Napoletana (STG)]. Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea, L 34/7. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R0097">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R0097</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8003-a441-d78c2917a27d" class="bulleted-list">
<li>Commissione Europea. (2022). Regolamento di esecuzione (UE) 2022/2313 della Commissione del 28 novembre 2022 relativo all&#8217;iscrizione di una denominazione nel registro delle specialità tradizionali garantite [Pizza Napoletana (STG)]. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022R2313">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022R2313</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-803c-92af-f9d439fd0472" class="bulleted-list">
<li>Parlamento Europeo e Consiglio. (2024). Regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio del 11 aprile 2024 relativo alle indicazioni geografiche dell&#8217;Unione europea per vini, bevande spiritose e prodotti agricoli, e ai sistemi di qualità per i prodotti agricoli. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32024R1143">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32024R1143</a></li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8093-9637-f2833e5b472e" class="bulleted-list">
<li>Repubblica Italiana. (2010). Disciplinare di produzione della Specialità Tradizionale Garantita &#8220;Pizza Napoletana&#8221;. <em>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana</em>, Serie generale n. 56, 9 marzo 2010, pp. 42-47. <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=10A0276000100010110013&amp;dgu=2010-03-09&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2010-03-09&amp;art.codiceRedazionale=10A02760&amp;art.num=1&amp;art.tiposerie=SG">https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=10A0276000100010110013&amp;dgu=2010-03-09&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2010-03-09&amp;art.codiceRedazionale=10A02760&amp;art.num=1&amp;art.tiposerie=SG</a></li>
</ul>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80dd-88bc-f14f0989bd89" class="bulleted-list">
<li>UNESCO. (2017). Art of Neapolitan ‘Pizzaiuolo’. (Nomination file No. 00722) [Intangible Cultural Heritage]. <a href="https://ich.unesco.org/en/RL/art-of-neapolitan-pizzaiuolo-00722">https://ich.unesco.org/en/RL/art-of-neapolitan-pizzaiuolo-00722</a></li>
</ul>
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		<title>Pizza Margherita: storia popolare e profilo nutrizionale</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-margherita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 16:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/pizza-margherita/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanta storia nasconde una pizza margherita? Una ricetta di pizza ispirata al tricolore, realizzata, si narra, in onore della Regina Margherita di Savoia ne...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2f98112c-b3ab-8050-b813-e9967a38f5a3" class="">Oltre il mito della regina, la <strong>pizza Margherita</strong> è il risultato di una stratificazione culturale e tecnica che affonda le radici nella <strong>Napoli</strong> più popolare e autentica. In questo approfondimento, analizziamo come la maestria nella <strong>lievitazione naturale</strong> e la selezione di materie prime tracciabili trasformino un’icona tricolore &#8211; rosso pomodoro, bianco mozzarella e verde basilico &#8211; in un pasto completo, capace anche di integrarsi con equilibrio nel modello della dieta mediterranea.</p>
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<h2 id="2f98112c-b3ab-80b1-a2df-c423045f3553" class="">La genesi dimenticata: dai vicoli di Napoli al tricolore regale</h2>
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<p id="2f98112c-b3ab-801b-aecf-cbb09dc42a6d" class="">Le origini della pizza affondano nelle tradizioni popolari della città di <strong>Napoli</strong>, dove già nel XVIII secolo si preparavano focacce condite con pomodoro e ingredienti semplici, vendute per strada ai ceti popolari (Helstosky, 2008). La diffusione del pomodoro nelle preparazioni culinarie napoletane si consolidò infatti solo dopo la seconda metà del Settecento, quando questo ingrediente, inizialmente guardato con sospetto, conquistò definitivamente le tavole partenopee (Cesari, 2023).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8085-81ae-d8d5a90c0dfe" class="">Secondo la leggenda più diffusa, nel <strong>1889</strong> il pizzaiolo Raffaele Esposito, titolare della storica pizzeria &#8216;Pietro il Pizzaiolo&#8217; (poi divenuta Pizzeria Brandi), fu chiamato alla Reggia di Capodimonte per creare una pizza in onore della visita della Regina Margherita di Savoia. Egli presentò tre versioni; quella a base di <strong>pomodoro</strong>, <strong>mozzarella</strong> e <strong>basilico</strong> &#8211; i colori della bandiera italiana &#8211; fu particolarmente apprezzata dalla sovrana, dando così il nome alla pizza &#8216;Margherita&#8217;.</p>
</div>
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<p id="2f98112c-b3ab-8029-bdb7-d58a8d9bb54d" class="">È importante notare che studi storici successivi suggeriscono che pizze con ingredienti simili erano già diffuse a Napoli prima di quella data, e che la storia legata alla Regina potrebbe avere elementi di mito popolare consolidato nel XX secolo per fini commerciali e identitari (Mattozzi, 2009). Già <strong>Alexandre Dumas</strong>, visitando Napoli nel <strong>1835</strong>, descrisse pizze condite con pomodoro, mozzarella e basilico nelle sue cronache di viaggio.</p>
</div>
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<p id="2f98112c-b3ab-80b7-aadc-f3161936a85a" class="">Oggi la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/"><strong>pizza napoletana</strong></a>, con la Margherita tra le sue espressioni più celebri, è riconosciuta come Specialità Tradizionale Garantita (<strong>STG</strong>) dall&#8217;Unione Europea e l&#8217;arte del pizzaiolo napoletano è iscritta dal 2017 nei patrimoni culturali immateriali dell&#8217;UNESCO.</p>
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<h2 id="2f98112c-b3ab-8038-8818-ff5a59955980" class="">Scienza della fermentazione: il segreto della digeribilità</h2>
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<p id="2f98112c-b3ab-8007-ae5a-debce2d861df" class="">Gli ingredienti classici della pizza Margherita sono pochi e di alta qualità, seguendo i principi della <strong>cucina mediterranea</strong>:</p>
</div>
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<ul id="2f98112c-b3ab-802d-b2a9-ef638feeb28e" class="bulleted-list">
<li><strong>impasto</strong>: farina di grano tenero (tipo &#8217;00&#8217; o &#8216;0&#8217;), acqua, sale marino e lievito di birra, o lievito madre. La lievitazione naturale con pasta madre quanto più lunga possibile, fino alle 48-72 ore, migliora significativamente la digeribilità dell&#8217;impasto (Rizzello et al., 2019; Terrazas-Avila et al., 2024);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80ba-ac00-d7838c2e51db" class="bulleted-list">
<li><strong>pomodoro</strong>: generalmente pomodori pelati San Marzano DOP, frullati o schiacciati a mano per la salsa, ricchi in licopene, carotenoide ad azione antiossidante (Story et al., 2010);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80ba-b159-e5fe2baabf5e" class="bulleted-list">
<li><strong>mozzarella</strong>: preferibilmente fior di latte campano o <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/mozzarella-bufala-campana-dop-tradizione-dieta-mediterranea/">mozzarella di bufala campana DOP</a>, tagliata a dadini o a fette, fonte di proteine ad alto valore biologico e calcio biodisponibile;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8023-96f5-d7c760950541" class="bulleted-list">
<li><strong>olio extravergine di oliva</strong>: aggiunto preferibilmente dopo la cottura, per preservare i composti fenolici termosensibili ed evitare il superamento del &#8216;punto di fumo&#8217; (Servili et al., 2014);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80cf-8671-c83680216678" class="bulleted-list">
<li><strong>basilico fresco</strong>: l’immancabile nota di colore, oltre all’aroma inconfondibile dell’erba aromatica protagonista del <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salse/pesto-genovese-3/">pesto genovese</a>.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-80db-bd30-d9253c6d3dd9" class="">La <strong>cottura</strong> tradizionale avviene in forno a legna a temperatura molto elevata (430-480°C) per 60-90 secondi, metodo che garantisce il caratteristico &#8216;cornicione&#8217; alveolato e la rapida coagulazione delle proteine della mozzarella, preservandone l&#8217;umidità interna.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2f98112c-b3ab-8073-bd33-d4bea7f2866e" class="">Il ruolo della pizza nella dieta mediterranea: equilibrio e convivialità</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-80a5-b169-d5d1cd1df26b" class="">Secondo le tabelle ufficiali di composizione degli alimenti pubblicate dal CREA &#8211; Alimenti e Nutrizione, 100 grammi di <strong>pizza Napoletana Margherita</strong> STG apportano in media:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-802a-a0d8-c45800377985" class="bulleted-list">
<li><strong>energia</strong>: 245 kcal;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-806b-86ef-d980a4edfcce" class="bulleted-list">
<li><strong>carboidrati</strong>: 27,4 g (di cui zuccheri 0,9 g);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8017-8983-d81602f1447b" class="bulleted-list">
<li><strong>proteine</strong>: 10,7 g;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8018-9997-d5caa294cbdb" class="bulleted-list">
<li><strong>grassi</strong>: 9,3 g (di cui saturi 4,9 g);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80e5-9375-d9a46433e248" class="bulleted-list">
<li><strong>fibre alimentari</strong>: 2,7 g;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8089-86e7-f0ed58013b7d" class="bulleted-list">
<li><strong>sale</strong>: 1,6 g.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-80ee-ab47-e5a8b595c30c" class="">Una pizza Margherita media (circa 462 g, secondo le analisi condotte dal CREA) fornisce quindi circa 1064 kcal. È importante considerare che questi valori possono <strong>variare</strong> in misura significativa in funzione delle quantità di mozzarella, olio d’oliva, sale e della dimensione della pizza.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8084-a038-ce393c6ceb4a" class="">L&#8217;<strong>indice glicemico</strong> è medio, con una stima indicativa tra 60 e 80, con influenza favorevole della lievitazione naturale prolungata e della presenza di mozzarella e olio extravergine di oliva, che rallentano l’assorbimento dei carboidrati (Scazzina et al., 2013).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8016-a47a-f14b8a259a9a" class="">L&#8217;uso di <strong>farine integrali o semi-integrali</strong> può aumentare il contenuto in fibre e micronutrienti, migliorando il profilo nutrizionale complessivo.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2f98112c-b3ab-805d-b0ec-c6934a6c3da4" class="">Conclusioni</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-80dc-965b-fdbd5866ccd7" class="">La Margherita è un vessillo d&#8217;italianità, ma anche la prova di come l&#8217;innovazione scientifica possa servire la tradizione. Quando la lunga lievitazione incontra l&#8217;eccellenza degli ingredienti DOP, la pizza cessa di essere ‘fast food’ per tornare alle origini: un alimento digeribile e nutriente. Inserirla nella dieta settimanale è dunque possibile, all’insegna del benessere mediterraneo e della <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/dieta-mediterranea-convivio-benefico-per-la-psiche-degli-adolescenti/">sana convivialità</a> (De la Torre-Moral et al.,2021).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8034-8eaf-f60b4c4a5ae8" class=""><em>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</em></p>
<p><em>Credit cover: Dario Dongo</em></p>
</div>
<div dir="auto"></div>
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<h3 id="2f98112c-b3ab-8061-9f49-c209effd0979" class="">Riferimenti</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8070-abc7-ef9e2a430f3a" class="bulleted-list">
<li>Cesari, Luca (2023). Storia della pizza. Da Napoli a Hollywood. ISBN-13: 978-<br />
8842830665. Il Saggiatore</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-804d-ba50-eb8aa624ac7e" class="bulleted-list">
<li>CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria. (2023). <em>Tabelle di composizione degli alimenti. Pizza Napoletana Margherita STG</em>. CREA. <a href="https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/PC0001">https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/PC0001</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8039-ad2a-eb48f49ff312" class="bulleted-list">
<li>De la Torre-Moral et al. (2021). Family Meals, Conviviality, and the Mediterranean Diet among Families with Adolescents. Int. J. Environ. Res. <em>Public Health</em> 18:2499, <a href="https://doi.org/10.3390/ijerph18052499">https://doi.org/10.3390/ijerph18052499</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-80e8-909e-f6eda91f6c0e" class="bulleted-list">
<li>Helstosky, C. (2008). Pizza. A Global History. ISBN-13: 978-1861893918. Reaktion Books.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8002-ae0f-c23e6222d4e5" class="bulleted-list">
<li>Mattozzi, A. (2009). <em>Inventing the pizzeria: A history of pizza making in Naples</em>. ISBN-13: 978-1472586179. Bloomsbury Academic.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8054-ab2c-c6825955a786" class="bulleted-list">
<li>Rizzello, C. G., Portincasa, P., Montemurro, M., Di Palo, D. M., Lorusso, M. P., De Angelis, M., Bonfrate, L., Genot, B., &amp; Gobbetti, M. (2019). Sourdough Fermented Breads are More Digestible than Those Started with Baker&#8217;s Yeast Alone: An In Vivo Challenge Dissecting Distinct Gastrointestinal Responses. <em>Nutrients</em>, <em>11</em>(12), 2954. <a href="https://doi.org/10.3390/nu11122954">https://doi.org/10.3390/nu11122954</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-8049-885e-f12ebe9c15e9" class="bulleted-list">
<li>Scazzina, F., Siebenhandl-Ehn, S., &amp; Pellegrini, N. (2013). The effect of dietary fibre on reducing the glycaemic index of bread. <em>The British journal of nutrition</em>, <em>109</em>(7), 1163–1174. https://doi.org/10.1017/S0007114513000032</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2f98112c-b3ab-8045-8fc3-d2726b57d5fc" class="bulleted-list">
<li>Terrazas-Avila, P., Palma-Rodríguez, H. M., Navarro-Cortez, R. O., Hernández-Uribe, J. P., Piloni-Martini, J., &amp; Vargas-Torres, A. (2024). The effects of fermentation time on sourdough bread: An analysis of texture profile, starch digestion rate, and protein hydrolysis rate. <em>Journal of texture studies</em>, <em>55</em>(2), e12831. <a href="https://doi.org/10.1111/jtxs.12831">https://doi.org/10.1111/jtxs.12831</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-margherita/">Pizza Margherita: storia popolare e profilo nutrizionale</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>Pizza surgelata: l&#8217;eccellenza Made in Italy tra tradizione e tecnologia</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-surgelata-eccellenza-made-in-italy-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 06:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[clean label]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizza surgelata]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/pizza-surgelata/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cercate la qualità dentro una pizza surgelata?  Della migliore pizza sono spesso alla ricerca tutti coloro che, pur preferendo la casa alla pizzeria, deside...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-surgelata-eccellenza-made-in-italy-2025/">Pizza surgelata: l&#8217;eccellenza Made in Italy tra tradizione e tecnologia</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2f88112c-b3ab-80bf-bce8-ca12e0aaebf2" class=""><strong>La pizza surgelata italiana </strong>si è imposta nello scenario globale come il paradigma dell&#8217;eccellenza alimentare sotto zero. Lontana dai vecchi paradigmi delle produzioni industriali standardizzate, la filiera italiana ha saputo cristallizzare il rito della pizzeria artigianale attraverso tecnologie di surgelazione all’avanguardia. Oggi, questo comparto si attesta come un’alternativa di <strong>alta qualità</strong> &#8211; oltreché economica, rispetto ai canali di somministrazione e ‘food delivery’ &#8211; garantendo al contempo la massima trasparenza sia sulla quantità e qualità degli ingredienti, sia sui profili nutrizionali.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="2f88112c-b3ab-8096-98ee-f9681489c6af" class="">Il primato della pizza surgelata italiana nei mercati globali 2025</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8035-9a58-dea68c9a0c6c" class="">La <strong>produzione italiana</strong> di pizze surgelate conta 292 aziende specializzate e rappresenta il 22,6% del segmento degli alimenti pronti al consumo (ready-to-eat), confermandosi come categoria leader nei surgelati (IIAS, 2025). I principali player includono <strong>Italpizza</strong> (417 milioni di euro di fatturato nel 2024), <strong>Roncadin</strong> &#8211; di cui si attende una crescita significativa, rispetto ai 200 milioni di euro nel 2024, grazie a un importante investimento industriale in USA (Simest, 2025) &#8211; e <strong>Margherita S.r.l.</strong> (97 milioni di euro), industrie che esportano una quota significativa della produzione (fino al 60% per Italpizza) in oltre 60 Paesi.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-8054-a1f3-df68241c9d93" class="">I <strong>consumi di pizza surgelata in Italia </strong>hanno registrato l’aumento più significativo nel segmento frozen, +6% in volume e 4,1% in valore nel 2024 rispetto all’anno precedente, fino a raggiungere 65.688 tonnellate e superare i 160 milioni di euro (Il Sole 24 Ore, 2025). Tale crescita è attribuita al crescente assortimento dell’offerta e anche alla convenienza economica, atteso che &#8211; secondo una recente indagine condotta da AstraRicerche per IIAS &#8211; la pizza surgelata costa in media meno della metà rispetto a quella consegnata tramite ‘food delivery’ (IIAS, 2025). Il <strong>65%</strong> <strong>degli italiani</strong> consuma la pizza almeno una volta a settimana, confermando il ruolo centrale di questo alimento nella dieta nazionale (Businesscoot, 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2f98112c-b3ab-80ef-a4d6-eca1ad4a8537" class="">Il <strong>mercato europeo</strong> delle pizze surgelate ha a sua volta raggiunto un valore di <strong>4,909 miliardi di euro</strong> nel 2024, e si prevede che raggiungerà gli 7,320 miliardi di euro entro il 2033, con un tasso di crescita (<strong>CAGR</strong>) del <strong>4,31%</strong> nel periodo 2025-2033. (IMARC Group, 2025). La crescita della pizza surgelata in Europa è trainata dalla domanda di alimenti pronti al consumo (ready-to-eat), favorita dall’aumento della popolazione attiva e da stili di vita sempre più dinamici. I consumatori privilegiano soluzioni pratiche senza rinunciare a qualità e varietà. Un ulteriore impulso deriva dallo sviluppo di segmenti ‘premium’ che comprendono pizze surgelate plant-based, gluten-free, con ingredienti biologici, profili nutrizionali ottimizzati (IMARC, 2025).</p>
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<p id="2f98112c-b3ab-80fb-9906-f0f3a13a08ff" class="">Il <strong>mercato globale</strong> della pizza surgelata è stato stimato a <strong>22,74 miliardi di USD</strong> nel 2024 e si prevede una crescita costante, con un tasso annuo composto (CAGR) del 3,5% tra il 2025 e il 2030, raggiungendo circa 27,95 miliardi di USD entro il 2030 (Grand View Research, 2025). Questo sviluppo è trainato dai cambiamenti nello stile di vita dei consumatori, dalle nuove preferenze alimentari dei Millennials e della popolazione lavoratrice e dalla crescente popolarità della pizza surgelata tra diverse fasce demografiche. Nel 2024 il Nord America, con gli USA in testa, si è confermato il mercato più importante, con il 36,9% della quota di mercato a livello globale. Il <strong>canale online</strong> è atteso crescere più rapidamente, nel periodo 2025‑2030, grazie alla digitalizzazione e alla diffusione dell’e-commerce nel settore alimentare (Grand View Research, 2025).</p>
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<h2 id="2f88112c-b3ab-80e3-9aa6-c5050f2076d9" class="">L’eredità dei pionieri: dalla tradizione artigianale all’industria 5.0</h2>
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<p id="2f88112c-b3ab-8078-ad24-e8898cb67d68" class="">La nascita della pizza surgelata in Italia risale agli <strong>anni &#8217;80</strong>, quando le tecnologie di congelamento rapido e la logistica moderna permisero di portare la pizza &#8216;come fatta in pizzeria&#8217; anche fuori dai locali. I due grandi pionieri furono <strong>Bruno Tordelli</strong>, che nel 1983 fondò Italpizza a Modena, ed <strong>Edoardo Roncadin</strong> che nel 1991 trasformò la Pizzeria Vesuvio in uno stabilimento industriale a Menduno, in provincia di Pordenone, intuendo il potenziale di un prodotto che combinasse tradizione artigianale e praticità moderna.</p>
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<p id="2f88112c-b3ab-8048-9187-e7ace945e327" class="">Negli <strong>anni &#8217;90</strong>, il segmento conobbe una rapida espansione grazie all&#8217;evoluzione delle tecnologie di surgelazione e alla crescente diffusione di freezer domestici. Pur mantenendo un forte legame con la tradizione culinaria italiana, il settore ha saputo innovarsi, valorizzando <strong>lunghe lievitazioni</strong> (fino a 72 ore in alcune produzioni premium) e ingredienti di qualità per differenziarsi dalle versioni industriali più economiche presenti sui mercati esteri.</p>
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<p id="2f88112c-b3ab-800b-969c-ed7c419afb49" class="">Nel nuovo millennio, l&#8217;attenzione si è spostata verso il ‘<strong>clean label</strong>‘, l’autenticità e l’ampliamento dell’offerta con prodotti <strong>premium</strong>: i leader di mercato hanno eliminato additivi tecnologici, puntando su impasti con farine selezionate, lievito madre, ingredienti DOP e IGP, grani antichi. Le industrie italiane leader sono altresì impegnate sul fronte <strong>ESG</strong> (Environmental, Social, Governance), sulla scia di Roncadin che già nel 2010 ha avviato il percorso ‘Green Energy 100%’ e nel 2024 ha ottenuto la certificazione B-Corp.</p>
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<h2 id="2f88112c-b3ab-8097-9867-fdb16045627b" class="">Standard di eccellenza: il rigore tecnologico della filiera italiana</h2>
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<p id="2f88112c-b3ab-80d5-9869-dd83d6a8b312" class="">La <strong>pizza surgelata italiana</strong> tipica si basa su ingredienti semplici e genuini:</p>
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<ul id="2f98112c-b3ab-80c0-a6c7-f4e0aff0b446" class="bulleted-list">
<li><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cereali/farine/farina-di-grano-tenero/"><strong>farina</strong> di grano tenero</a> con diversi gradi di abburattamento (tipo &#8217;00&#8217; e ‘0’, semi-integrale, tipo ‘1’ e ‘2’; integrale), oltre a varianti multi-grain e gluten-free;</li>
</ul>
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<ul id="2f98112c-b3ab-80b6-91f4-c063bfad5a30" class="bulleted-list">
<li><strong>acqua</strong>;</li>
</ul>
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<ul id="2f98112c-b3ab-8014-9b4a-c79a9eefa98f" class="bulleted-list">
<li><strong>lievito</strong>, spesso naturale o madre, per le lunghe lievitazioni con maggiore digeribilità);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2f98112c-b3ab-807c-8102-ed792517a3fd" class="bulleted-list">
<li>sale;</li>
</ul>
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<ul id="2f98112c-b3ab-80f1-bccf-ed2b9074c26d" class="bulleted-list">
<li>‘<strong>topping</strong>’. Dalla più classica Margherita &#8211; passata di pomodoro, mozzarella, olio extravergine d’oliva e basilico &#8211; alla gran varietà delle ricette italiane.</li>
</ul>
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<p id="2f88112c-b3ab-8007-a098-e930f58ad77b" class="">Il <strong>processo di produzione</strong> comprende:</p>
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<ol id="2f88112c-b3ab-8064-9429-f4a0d2de81dc" class="numbered-list" start="1" type="1">
<li><strong>Impasto e lievitazione controllata</strong>, spesso oltre le 24 ore (fino a 48-72 ore nelle produzioni premium) per sviluppare struttura alveolare, digeribilità e sapore complesso. L&#8217;idratazione dell&#8217;impasto varia dal 60% al 75%, a seconda del tipo di pizza;</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-8093-b3f0-f0db2e3ebe27" class="numbered-list" start="2" type="1">
<li><strong>Formatura</strong> manuale o semi-manuale della base, con una stesura che rispetta la struttura del glutine per garantire croccantezza. Le basi hanno solitamente diametri tra 26 e 32 cm e spessori variabili (da 2-3 mm per le pizze sottili a 5-7 mm per quelle tradizionali);</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-805b-9119-f5fab2a9732f" class="numbered-list" start="3" type="1">
<li><strong>Farcitura</strong> con ingredienti selezionati: pomodoro (pelato, passata o datterini), mozzarella aggiunta prima o dopo la pre-cottura a seconda della tecnologia utilizzata, e altri ingredienti specifici per le varianti (es. verdure, formaggi, prosciutto e salumi).</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-8021-9811-e00f99f74d30" class="numbered-list" start="4" type="1">
<li><strong>Cottura</strong> in forni tradizionali o a legna a temperature tra 280-350°C, per ottenere la giusta texture della crosta e sviluppare i composti aromatici della reazione di Maillard, con attenzione a controllare i livelli di acrilammide;</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-807d-a0f2-efe4c061e5f6" class="numbered-list" start="5" type="1">
<li><strong>Surgelazione industriale rapida</strong> a temperature di -40°C che porta il prodotto a -18°C in meno di 2 ore, grazie a tecnologie come blast freezing, tunnel di surgelazione meccanica e loro combinazioni, per preservare freschezza, struttura cellulare degli ingredienti e qualità nutrizionale;</li>
</ol>
</div>
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<ol id="2f88112c-b3ab-800d-a885-c2dcae4f2c9c" class="numbered-list" start="6" type="1">
<li><strong>Confezionamento ermetico</strong> in atmosfera protettiva per proteggere il prodotto da ossidazione, bruciature da freddo e contaminazioni durante conservazione e trasporto.</li>
</ol>
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<p id="2f88112c-b3ab-805d-9036-f39b4ac362b2" class="">Questa combinazione di processi tradizionali e <strong>tecnologie di surgelazione</strong> permette di offrire ai consumatori globali un prodotto comparabile a quello fresco, con i vantaggi di praticità e convenienza.</p>
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<h2 id="2f88112c-b3ab-8021-a407-dcb827491c92" class="">Vantaggio competitivo: qualità superiore e convenienza</h2>
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<p id="2f88112c-b3ab-80e6-8c2a-ef2d3c2b5328" class="">Il <strong>surgelato autentico</strong> e di qualità offre numerosi vantaggi:</p>
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<ul id="2f88112c-b3ab-807d-8480-d2b650735410" class="bulleted-list">
<li><strong>profilo organolettico</strong>: grazie alla qualità degli ingredienti e alle tecniche di surgelazione rapida, la pizza mantiene un profilo sensoriale molto vicino a quella artigianale, con croccantezza della base e sapori ben definiti;</li>
</ul>
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<ul id="2f88112c-b3ab-80e8-8ad0-f9e92473cc0e" class="bulleted-list">
<li><strong>convenienza economica</strong>: la pizza surgelata è spesso ben più economica rispetto alla pizza fresca da asporto o ordinata a domicilio, risultando un&#8217;opzione di valore per famiglie e consumatori attenti al rapporto qualità/prezzo;</li>
</ul>
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<ul id="2f88112c-b3ab-801a-9f06-d78e7636455d" class="bulleted-list">
<li><strong>riduzione dello spreco alimentare</strong>: la shelf-life di 18-24 mesi a -18°C e la possibilità di consumo monodose riducono drasticamente gli sprechi rispetto ai prodotti freschi deperibili;</li>
</ul>
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<ul id="2f88112c-b3ab-803f-a3b9-e63ba575a526" class="bulleted-list">
<li><strong>‘clean label</strong>‘ <strong>e trasparenza</strong>: molte referenze attuali puntano su liste ingredienti essenziali, con garanzia certificata ‘gluten-free’ e soprattutto etichette trasparenti, con indicazione della quantità degli ingredienti caratterizzanti e dichiarazione nutrizionale, che spesso mancano sulla pizza fresca e a domicilio;</li>
</ul>
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<ul id="2f88112c-b3ab-8066-a2ba-cae98980b256" class="bulleted-list">
<li><strong>facilità di preparazione</strong>: l&#8217;innovazione di prodotto ha portato a ricette e formati specifici per cottura in ‘a<strong>i</strong>r fryer’ (idea di Roncadin premiata a Marca 2026 a Bologna. Media Key, 2026), forno tradizionale o microonde combinato, ottimizzando tempi e resa, offrendo flessibilità d&#8217;uso anche in contesti domestici moderni;</li>
</ul>
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<ul id="2f88112c-b3ab-80d2-bbbc-e356d0224227" class="bulleted-list">
<li><strong>sicurezza microbiologica</strong>: il processo di surgelazione, oltre a preservare micronutrienti e composti bioattivi, blocca l&#8217;attività enzimatica e microbica, garantendo <strong>sicurezza alimentare</strong> superiore rispetto a molti prodotti freschi refrigerati.</li>
</ul>
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<h2 id="2f88112c-b3ab-8049-bcad-f0dcdb6f63ed" class="">Profilo nutrizionale e trasparenza: la carta d’identità della vera pizza italiana</h2>
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<p id="2f88112c-b3ab-80e5-b512-dd32022b11e7" class="">I valori nutrizionali specifici delle pizze surgelate variano sensibilmente a seconda della ricetta, lo spessore della base e le scelte del produttore. La disponibilità della <strong>dichiarazione nutrizionale</strong> in <strong>etichetta</strong> permette a ciascuno di scegliere la pizza surgelata che incontra i propri obiettivi nutrizionali, oltreché sensoriali.</p>
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<p id="2f88112c-b3ab-80e5-8244-e26c073bbd07" class="">In termini generali una pizza intera da 300-400 grammi può apportare un valore energetico che varia tra le 600 e le 1000 kcal, rappresentando perciò un pasto completo che può coprire il 30-40% del fabbisogno calorico giornaliero di un adulto, con un apporto equilibrato di carboidrati, proteine e grassi.</p>
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<p id="2f88112c-b3ab-803b-87a7-de90d44560e7" class="">Da un punto di vista nutrizionale, la <strong>pizza surgelata</strong> può rientrare in una dieta equilibrata se consumata con moderazione (1-2 volte a settimana) e integrata con ingredienti freschi come verdure crude o cotte, insalate miste o ortaggi alla griglia, in linea con le linee guida italiane per una sana alimentazione.</p>
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<p id="2f88112c-b3ab-80d7-bbe6-cf6bd3796d0e" class="">Le versioni con <strong>farine integrali o semintegrali</strong> offrono un maggiore apporto di fibre (3-5 g per 100 g) e micronutrienti, mentre quelle con verdure incrementano il contenuto di vitamine, minerali e composti bioattivi ad azione antiossidante.</p>
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<h2 id="2f88112c-b3ab-80b4-81f8-eb0bcff4fa9d" class="">Guida strategica: come selezionare il valore autentico per l’export</h2>
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<p id="2f88112c-b3ab-8069-a690-ff7dd92af890" class="">Per buongustai e <strong>acquirenti professionali</strong>, ecco alcuni consigli utili:</p>
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<ol id="2f88112c-b3ab-8063-8d93-ca5423f49334" class="numbered-list" start="1" type="1">
<li><strong>Verificare l&#8217;etichetta</strong> per ingredienti, qualità delle materie prime (preferibilmente italiana o europea), lievitazioni naturali lunghe e assenza di additivi non necessari;</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-80be-b968-f8982ed28eff" class="numbered-list" start="2" type="1">
<li><strong>Privilegiare varianti</strong> con ingredienti biologici certificati, DOP o IGP (es. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/mozzarella-bufala-campana-dop-tradizione-dieta-mediterranea/">mozzarella di bufala campana DOP</a>, pomodoro San Marzano DOP, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/prosciutto-parma-dop-disciplinare-proteolisi-mercato/">prosciutto di Parma</a> o <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/prosciutto-san-daniele-dop-dati-scienza-filiera/">San Daniele DOP</a>);</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-8066-a838-d1da2fa3b3da" class="numbered-list" start="3" type="1">
<li><strong>Considerare formati e tecnologie di cottura</strong>, inclusi prodotti ottimizzati per Air fryer o forni professionali, per offrire soluzioni più versatili ai consumatori finali e adattarsi alle tendenze emergenti.</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-80c2-ace1-ffdf4a3c5603" class="numbered-list" start="4" type="1">
<li><strong>Valutare le certificazioni</strong> (BRC, IFS, ISO 22000) che garantiscono standard di sicurezza alimentare e qualità riconosciuti a livello internazionale.</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-802d-9609-d9c6dc55bc45" class="numbered-list" start="5" type="1">
<li><strong>Collaborare con fornitori affidabili</strong> che garantiscano continuità di approvvigionamento, tracciabilità completa di filiera e standard di qualità internazionale, con capacità logistica per export refrigerato.</li>
</ol>
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<ol id="2f88112c-b3ab-80a8-bfdc-ce1bb6c4b150" class="numbered-list" start="6" type="1">
<li><strong>Affidarsi alla competenza</strong> del team di GIFT (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/">Great Italian Food Trade</a>) per supporto nella ricerca e selezione di fornitori italiani affidabili, con assistenza personalizzata su certificazioni, logistica e conformità normativa ai mercati di destinazione.</li>
</ol>
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<h2 id="2f88112c-b3ab-807c-b435-ca8c86d9a87e" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="2f88112c-b3ab-805c-a71c-cf30b4154723" class="">L&#8217;eccellenza della pizza surgelata italiana risiede nella sua capacità di evolvere senza tradire le radici. Grazie a un impegno costante verso la ‘Clean Label’, la sostenibilità certificata (B-Corp) e l’innovazione di prodotto (come le linee per air fryer), il settore conferma la propria leadership nel Made in Italy alimentare. Per i partner internazionali, scegliere la pizza surgelata italiana significa importare non solo un alimento iconico, ma un concentrato di scienza alimentare, etica produttiva e valore gastronomico senza compromessi.</p>
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<p id="2f98112c-b3ab-8003-8f7d-dfa41f30ce56" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>In copertina: pizza Roncadin per air fryer, premiata alla fiera Marca 2025 di Bologna come Best Innovation Product </em></p>
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<h3 id="2f98112c-b3ab-80f3-ac1e-c4aa93870039" class="">Bibliografia</h3>
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<ul id="2f88112c-b3ab-8066-b76b-ccc8b4630290" class="bulleted-list">
<li>Businesscoot. (2025). <em>The pizza market – Italy.</em> <a href="https://www.businesscoot.com/en/study/the-pizza-market-italy">https://www.businesscoot.com/en/study/the-pizza-market-italy</a></li>
</ul>
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<ul id="2f98112c-b3ab-80c6-9651-df835e72aa18" class="bulleted-list">
<li>Grand View Research, Inc. (2025). Frozen pizza market size, share &amp; trends analysis report, 2025–2030. Grand View Research. <a href="https://www.grandviewresearch.com/industry-analysis/frozen-pizza-market">https://www.grandviewresearch.com/industry-analysis/frozen-pizza-market</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="2f88112c-b3ab-803c-8b5e-dc665c007bec" class="bulleted-list">
<li>IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati. (2025). Surgelati: nel 2024, oltre 652 mila tonnellate consumate tra le mura domestiche. Riprende la crescita nel canale retail: +1,3% rispetto al 2023. <a href="https://www.istitutosurgelati.it/surgelati-nel-2024-oltre-652-mila-tonnellate-consumate-tra-le-mura-domestiche-riprende-la-crescita-nel-canale-retail-13-rispetto-al-2023/#:~:text=In%20termini%20percentuali%2C%20i%20dati,ricorda%20Giorgio%20Donegani%2C%20Presidente%20IIAS">https://www.istitutosurgelati.it/surgelati-nel-2024-oltre-652-mila-tonnellate-consumate-tra-le-mura-domestiche-riprende-la-crescita-nel-canale-retail-13-rispetto-al-2023/</a></li>
</ul>
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<div dir="auto">
<ul id="2f88112c-b3ab-8062-b637-c688cc7d033e" class="bulleted-list">
<li>IMARC Group. (2025, February 24). Europe frozen pizza market report by crust type (thin crust, thick crust, stuffed crust, and others), size (small, medium, large), product type (regular frozen pizza, premium frozen pizza, gourmet frozen pizza), topping (cheese, meat, fruits and vegetables, and others), distribution (food chain services, modern trade, departmental stores, online stores, and others), and country 2025-2033. IMARC Group. <a href="https://www.imarcgroup.com/europe-frozen-pizza-market">https://www.imarcgroup.com/europe-frozen-pizza-market</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2f98112c-b3ab-808f-82ba-de5f26f64775" class="bulleted-list">
<li>Media Key. (15 gennaio 2026). Roncadin, doppia vittoria ai MARCA Awards 2026: migliore innovazione con la pizza per air fryer e Best Copacker Profile. MediaKey.it. <a href="https://mediakey.it/news/roncadin-doppia-vittoria-ai-marca-awards-2026-migliore-innovazione-con-la-pizza-per-air-fryer-e-best-copacker-profile/">https://mediakey.it/news/roncadin-doppia-vittoria-ai-marca-awards-2026-migliore-innovazione-con-la-pizza-per-air-fryer-e-best-copacker-profile/</a></li>
</ul>
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<ul id="2f98112c-b3ab-80be-91e9-fa1d141ec207" class="bulleted-list">
<li>SIMEST. (2025). Roncadin si rafforza in USA e raddoppia la produzione di pizze. SIMEST. <a href="https://www.simest.it/storie-simest/roncadin-si-rafforza-in-usa-e-raddoppia-la-produzione-di-pizze/">https://www.simest.it/storie-simest/roncadin-si-rafforza-in-usa-e-raddoppia-la-produzione-di-pizze/</a></li>
</ul>
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<ul id="2f88112c-b3ab-800c-8088-d842e6aa4b15" class="bulleted-list">
<li>Soressi, M. (2025, 10 April). Pizza consumption growing but frozen beats all. Il Sole 24 Ore. <a href="https://en.ilsole24ore.com/art/pizza-consumption-growing-but-frozen-beats-all-AGKvMIsD?refresh_ce&amp;nof">https://en.ilsole24ore.com/art/pizza-consumption-growing-but-frozen-beats-all-AGKvMIsD?refresh_ce&amp;nof</a></li>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-surgelata-eccellenza-made-in-italy-2025/">Pizza surgelata: l&#8217;eccellenza Made in Italy tra tradizione e tecnologia</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pizza e fichi, delizia tipica romana</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-e-fichi-delizia-tipica-romana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 21:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizza bianca alla romana]]></category>
		<category><![CDATA[prosciutto crudo]]></category>
		<category><![CDATA[prosciutto di Parma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=27202/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pizza e fichi. La merenda tipica romana di metà mattina anticamente era una soluzione molto economica per placare la fame. Oggi, arricchita di prosciutto crudo, è un delizioso pasto estivo, che fornisce circa 500 calorie a porzione. Il giusto mix di pizza e fichi Nella ricetta originale, pizza e fichi si otteneva semplicemente abbinando un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-e-fichi-delizia-tipica-romana/">Pizza e fichi, delizia tipica romana</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pizza e fichi. La merenda tipica romana di metà mattina anticamente era una soluzione molto economica per placare la fame. Oggi, arricchita di prosciutto crudo, è un delizioso pasto estivo, che fornisce circa 500 calorie a porzione.</p>
<h2>Il giusto mix di pizza e fichi</h2>
<p>Nella ricetta originale, pizza e fichi si otteneva semplicemente abbinando un pezzo di pane o focaccia con i fichi offerti dagli alberi tra luglio e settembre. Oggi la ricetta si è fatta più ricercata. Prevede rigorosamente l&#8217;impiego di pizza bianca da forno &#8211; alla romana &#8211; condita solo con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/olio-di-oliva/olio-extravergine-di-oliva/olio-extravergine-di-oliva-italiano">olio extravergine di oliva</a> e sale (in grani grossi anche sulla superficie). Per l&#8217;altro ingrediente essenziale, i fichi, va bene sia la varietà chiara che quella scura. Una sola accortezza merita attenzione: scegliere frutti maturi, zuccherini e morbidi.</p>
<h2>Pizza e fichi. E prosciutto crudo</h2>
<p>A completare la prelibatezza ormai è uso comune aggiungere del prosciutto crudo, il cui sapore salato si sposa egregiamente con la dolcezza dei frutti. Volendo scegliere tra le migliori tipicità italiane, l&#8217;ideale è un buon prosciutto di Parma, saporito e asciutto (al contrario, il prosciutto di San Daniele risulterebbe troppo dolce).</p>
<h2>La composizione tradizionale</h2>
<p>Per comporre la vera pizza e fichi si procede così. Aperta la pizza &#8220;a libretto&#8221; si stendono i fichi aperti. Se i frutti provengono da un albero non trattato (da agricultura biologica o da uno dei tanti alberi che impreziosiscono i giardini privati nel Lazio) si può lasciare la buccia, tenera e impercettibile al gusto. In caso contrario, conviene spellarli. A completamento dell&#8217;opera, basta stendere un paio di fette di prosciutto fino a coprire il letto di fichi, chiudere la pizza e premerla leggermente.</p>
<h2>Un gusto straordinario (ma non dietetico)</h2>
<p>Gustare una pizza e fichi ben fatta è un&#8217;esperienza indimenticabile. Per non eccedere con le dosi sarà utile ricordare che un etto di pizza bianca vale circa 300 calorie, altre 47 sono da imputare a 100 grammi di fichi e ben 268 a 100 g di prosciutto di Parma. (1)</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Vedi le <a href="https://www.crea.gov.it/-/tabella-di-composizione-degli-alimenti" target="_blank" rel="noopener">tabelle di composizione degli alimenti nella banca dati dell&#8217;ente Cra-Nut </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-e-fichi-delizia-tipica-romana/">Pizza e fichi, delizia tipica romana</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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