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	<title>GDO Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>GDO Archivi - Gift</title>
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		<title>ISO 45001, salute e sicurezza sul lavoro</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/iso-45001-salute-sicurezza-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Certificazioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ISO 45001 è lo standard internazionale che stabilisce i requisiti di un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (SGSL). È stato pubblicato dall&#8217;Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) il 12 marzo 2018 e ha sostituito lo standard britannico BS OHSAS 18001. Nel 2024 è stato integrato da un emendamento sul cambiamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>ISO 45001</b> è lo standard internazionale che stabilisce i requisiti di un <b>sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro</b> (SGSL). È stato pubblicato dall&#8217;Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) il 12 marzo 2018 e ha sostituito lo standard britannico BS OHSAS 18001. Nel 2024 è stato integrato da un emendamento sul cambiamento climatico (ISO 45001:2018/Amd 1:2024). In Europa è stato recepito come UNI EN ISO 45001:2023 (ISO, 2018; Accredia &amp; INAIL, 2024).</p>
<p>È l&#8217;unica norma certificabile della famiglia 45000. Le altre, tra cui la ISO 45002 sull&#8217;attuazione e la ISO 45003 sui rischi psicosociali, sono linee guida. Secondo l&#8217;ultima ISO Survey, al 31 dicembre 2025 la ISO 45001 è la <b>terza certificazione</b> di sistema <b>più diffusa al mondo</b> dopo ISO 9001 e ISO 14001, con oltre un milione di siti certificati (Accredia, 2026). L&#8217;<b>Italia</b> è <b>seconda al mondo</b> per numero di certificati, secondo la rilevazione riferita al 2023 (Accredia, 2025).</p>
<p>Nell&#8217;<b>industria alimentare</b> questa certificazione ha oggi un rilievo giuridico sostanziale. Dal 2025 ISO 45001 è infatti il riferimento tecnico espresso per i modelli di organizzazione e gestione che presidiano i reati colposi in materia di sicurezza sul lavoro. L&#8217;articolo esamina il quadro normativo, la struttura della norma, il processo di certificazione, le evidenze sulla sua efficacia, i vantaggi e gli oneri.</p>
<h2>Contesto legale di riferimento</h2>
<p>Il <b>decreto legislativo 81/2008 </b>(<i>Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro</i>) riordina la disciplina di attuazione della <b>direttiva quadro 89/391/CEE</b>, già recepita in Italia con il d.lgs. 626/1994. Ne riprende anche i criteri generali di prevenzione, tra cui:</p>
<p>– evitare i rischi e valutare quelli che non possono venire evitati;</p>
<p>– combattere i rischi alla fonte;</p>
<p>– tenere conto del grado di evoluzione della tecnica;</p>
<p>– programmare la prevenzione;</p>
<p>– dare priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali (dir. 89/391/CEE, art. 6.2; d.lgs. 81/2008, art. 15).</p>
<h2>Il modello di organizzazione e gestione<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>All&#8217;articolo 30 il Testo unico disciplina i <b>modelli di organizzazione e di gestione</b> idonei ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa degli enti. Tale responsabilità è prevista dal d.lgs. 231/2001 per i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche (d.lgs. 231/2001, art. 25-<i>septies</i>). Le sanzioni a carico dell&#8217;ente sono pecuniarie e interdittive.</p>
<p><b>Il modello</b> deve assicurare un sistema aziendale per l&#8217;adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi a una serie di ambiti (d.lgs. 81/2008, art. 30.1):</p>
<p>– standard tecnico-strutturali di legge su attrezzature, impianti, luoghi di lavoro e agenti chimici, fisici e biologici;</p>
<p>– valutazione dei rischi e conseguenti misure di prevenzione e protezione;</p>
<p>– emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS);</p>
<p>– sorveglianza sanitaria, informazione e formazione;</p>
<p>– vigilanza sul rispetto delle procedure, verifiche periodiche e documentazione obbligatoria.</p>
<p>Il modello prevede inoltre la registrazione delle attività, un&#8217;articolazione di funzioni con le competenze tecniche e i poteri necessari e un sistema disciplinare. Completa l&#8217;impianto un sistema di controllo sull&#8217;attuazione del modello e sul mantenimento nel tempo delle misure (d.lgs. 81/2008, art. 30, commi 2-4).</p>
<h2>La presunzione di conformità<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Il <b>decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159</b>, convertito dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198, ha aggiornato il riferimento tecnico, dal British Standard OHSAS 18001:2007 alla norma <b>UNI EN ISO 45001:2023+A1:2024</b> (d.l. 159/2025, art. 10.5). Ne deriva che <i>&#8216;in sede di prima applicazione&#8217;</i> <b>i modelli</b> definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL del 2001 o alla ISO 45001 <i>&#8216;</i><b><i>si presumono conformi</i></b><i> ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti&#8217;</i> (d.lgs. 81/2008, art. 30.5).</p>
<p>Lo stesso decreto ha previsto convenzioni tra INAIL e UNI per la consultazione gratuita delle norme tecniche richiamate dal Testo unico (d.lgs. 81/2008, art. 30.5-<i>ter</i>). Ha inoltre demandato al ministero del Lavoro, d&#8217;intesa con INAIL, <b>linee guida per</b> l&#8217;identificazione, il tracciamento e l&#8217;analisi dei <b>mancati infortuni</b> (<i>near miss</i>) nelle imprese con più di quindici dipendenti (d.l. 159/2025, art. 15).</p>
<h2>Il MOG 231</h2>
<p>La certificazione del sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro non sostituisce il modello di organizzazione e gestione stabilito dal d.lgs. 231/2001, c.d. MOG 231, il quale è volto a prevenire la commissione di ben 27 famiglie di reati e deve includere l&#8217;Organismo di Vigilanza, il sistema disciplinare e i protocolli sugli altri reati presupposto. La Corte di Cassazione ha però riconosciuto il <b>valore probatorio</b> della certificazione e i relativi limiti:</p>
<p>– l&#8217;esistenza di un modello certificato secondo standard internazionali riconosciuti <i>&#8216;costituisce un elemento che deve essere superato da una compiuta dimostrazione dell&#8217;inadeguatezza sostanziale del sistema organizzativo adottato&#8217;</i> (Cass. pen., sez. IV, n. 30039/2025);</p>
<p>– la certificazione, d&#8217;altra parte, non basta a escludere la responsabilità dell&#8217;ente quando manchino procedure operative e controlli efficaci sullo specifico rischio (Cass. pen., sez. IV, n. 18410/2025).</p>
<p>Il <b>disegno di legge</b> di revisione organica della responsabilità amministrativa degli enti, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026, si muove nella stessa direzione. Il testo eleva la <b>colpa di organizzazione</b> a criterio di imputazione: l&#8217;ente risponderebbe soltanto quando la pubblica accusa dimostri un nesso causale tra la carenza organizzativa e il reato. Il modello di organizzazione, gestione e controllo (MOG 231) diventerebbe così il perno della prevenzione, da attuare e aggiornare nei processi aziendali, non soltanto da adottare (Dongo, 2026b).</p>
<p>Sulla salute e sicurezza sul lavoro il progetto di riforma introduce due regole di segno opposto:</p>
<p>– una <b>presunzione di conformità</b> per le organizzazioni che presidiano la materia con modelli costruiti sulle <b>norme UNI ISO</b>, in continuità con l&#8217;efficacia già riconosciuta dall&#8217;articolo 30 del Testo unico ai sistemi conformi alle Linee guida UNI-INAIL e, oggi, alla UNI EN ISO 45001;</p>
<p>– per i reati colposi, una <b>presunzione di</b> <b>interesse o vantaggio dell&#8217;ente</b> quando la violazione abbia prodotto, in misura apprezzabile, un <b>risparmio di spesa</b> o un incremento della produzione. È la codificazione dell&#8217;indirizzo espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nel caso ThyssenKrupp (Cass. pen., SS.UU., n. 38343/2014).</p>
<p>Il disegno di legge prevede altresì una <b>presunzione di adeguatezza</b> dei modelli conformi alle <b>linee guida</b> delle associazioni rappresentative degli enti, che il giudice può superare con adeguata motivazione (Dongo, 2026b). Il provvedimento deve ancora venire esaminato dalle Camere e il contenuto potrebbe cambiare. La direzione di marcia, già tracciata dalla giurisprudenza, rafforza comunque il ruolo dei sistemi certificati, a condizione che risultino effettivamente attuati e documentati.</p>
<h2>Rendicontazione di sostenibilità e catene di fornitura</h2>
<p>La <b>salute e sicurezza</b> dei lavoratori rientra altresì nella dimensione sociale della rendicontazione di sostenibilità prevista dalla <i>Corporate Sustainability Reporting Directive</i> (CSRD, direttiva UE 2022/2464). Il perimetro degli obblighi è stato peraltro ridotto, dalla direttiva (UE) 2026/470 (<i>Omnibus I</i>), alle imprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato netto (Dongo, 2026c; 2026d). I fornitori sono a loro volta talora soggetti a requisiti contrattuali di rendicontazione, attraverso codici di condotta, questionari di qualifica e condizioni di accesso agli albi fornitori.</p>
<p>È opportuno precisare che lo standard ISO 45001 certifica un <b>sistema di gestione</b>, non un prodotto. Si ricorda che le regole di accreditamento degli organismi di certificazione (ISO/IEC 17021-1) vietano l&#8217;uso dei marchi di certificazione di sistema su prodotti e imballaggi visti dal consumatore, e ogni altro uso che possa suggerire una conformità del prodotto. La certificazione è quindi soggetta a comunicazione nei rapporti B2B (<i>business-to-business</i>), nei siti istituzionali e nei bilanci di sostenibilità, non in etichetta.</p>
<h2>La norma ISO 45001</h2>
<h3>Struttura armonizzata e integrazione</h3>
<p>La ISO 45001 adotta la <b>struttura armonizzata</b> comune alle norme ISO sui sistemi di gestione (<i>Harmonized Structure</i>, già <i>High Level Structure</i>): stessa sequenza di capitoli, testo di base e definizioni comuni. Il ciclo segue lo schema <i>Plan-Do-Check-Act</i>:</p>
<p>– contesto dell&#8217;organizzazione;</p>
<p>– leadership e partecipazione dei lavoratori;</p>
<p>– pianificazione;</p>
<p>– supporto;</p>
<p>– attività operative;</p>
<p>– valutazione delle prestazioni;</p>
<p>– miglioramento.</p>
<p>Nell&#8217;industria alimentare l&#8217;integrazione è diretta con gli standard ISO 9001 (qualità), ISO 14001 (ambiente) e ISO 22000 (sicurezza alimentare), oltreché con lo schema <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-sicurezza-alimentare-fssc-22000-ifs-brcgs/">FSSC 22000</a>. L&#8217;integrazione con gli schemi IFS Food e BRCGS avviene invece a livello di processi (audit interni, gestione delle non conformità, formazione, manutenzioni), poiché essi hanno strutture documentali proprie (Dongo, 2026a).</p>
<p>L&#8217;emendamento del <b>2024</b> ha aggiunto a <b>tutti gli standard ISO di sistema</b> due requisiti sul <b>cambiamento climatico</b>. L&#8217;organizzazione deve:</p>
<p>– stabilire se il cambiamento climatico costituisca una questione rilevante per il proprio contesto;</p>
<p>– considerare che le parti interessate possono esprimere requisiti al riguardo.</p>
<h3>Leadership e partecipazione dei lavoratori</h3>
<p>Rispetto alla OHSAS 18001, la ISO 45001 sposta la <b>responsabilità</b> sull&#8217;<b>alta direzione</b>, chiamata a integrare gli obiettivi di salute e sicurezza nella strategia e nei processi aziendali e a garantirne le risorse. La sicurezza non può quindi venire delegata per intero al servizio di prevenzione e protezione.</p>
<p>La <b>consultazione e partecipazione dei lavoratori</b>, a partire dagli RLS, diventa un requisito strutturale e comprende la possibilità di segnalare situazioni pericolose senza timore di ritorsioni (<i>whistleblowing</i>; Accredia &amp; INAIL, 2024). La nozione di &#8216;lavoratore&#8217; è ampia e comprende dipendenti, alta direzione, collaboratori esterni e altre persone presenti nei luoghi di lavoro.</p>
<h3>Pericoli, rischi e misure di prevenzione</h3>
<p>La norma richiede l&#8217;identificazione continua dei pericoli, la valutazione dei rischi e delle opportunità e la gestione del cambiamento. Nel <b>comparto alimentare</b> l&#8217;analisi incrocia rischi tipici, molti dei quali trovano riscontro negli interventi premiati da INAIL (INAIL, 2026):</p>
<p>– <b>ambienti confinati</b> come silos, cisterne, vasche e serbatoi, con rilevatori di gas e sistemi di recupero dei lavoratori;</p>
<p>– <b>macchine</b> e procedure di consegna in sicurezza (<i>lock out – tag out</i>) per pulizia, sanificazione e manutenzione;</p>
<p>– <b>pavimenti bagnati</b>, con grigliati e pavimentazioni per il deflusso dei liquidi;</p>
<p>– <b>polveri combustibili</b> di farina e zucchero, con barre antistatiche certificate per atmosfere esplosive (ATEX);</p>
<p>– <b>movimentazione manuale dei carichi</b>, rumore e <b>stress termico</b> in prossimità di forni e linee di cottura.</p>
<p>Il <b>rischio termico</b> è destinato a richiedere maggiore considerazione. La specifica ISO/PAS 45007:2026 offre indicazioni sui rischi per la salute e sicurezza derivanti dal cambiamento climatico, tra cui il calore estremo (DQS, 2026).</p>
<h3>Appalti, fornitori e lavoro esterno</h3>
<p>La ISO 45001 disciplina l&#8217;approvvigionamento di beni e servizi, gli <b>appaltatori</b> e i processi affidati all&#8217;esterno. È spesso tra queste figure che si verificano gli infortuni (Accredia &amp; INAIL, 2024). Il tema è sensibile nella filiera alimentare, laddove sanificazione, logistica interna, manutenzioni e picchi stagionali sono frequentemente affidati a cooperative, agenzie e imprese terze. Il sistema deve quindi coordinare <b>rischi interferenti</b>, qualifica dei fornitori e controlli sul campo, in raccordo con gli obblighi di legge sugli appalti.</p>
<h3>Processo di certificazione e accreditamento</h3>
<p>La certificazione viene rilasciata da <b>organismi accreditati</b> secondo la norma ISO/IEC 17021-1 e i documenti obbligatori della cooperazione internazionale tra enti di accreditamento (Accredia, s.d.). In Italia l&#8217;ente unico di accreditamento è Accredia. Gli accordi di mutuo riconoscimento EA e IAF garantiscono il riconoscimento dei certificati negli altri Paesi aderenti.</p>
<p>Il percorso prevede un <b>audit iniziale</b> in due fasi (documentale e di verifica sul campo), un <b>certificato triennale</b> e <b>audit di sorveglianza</b> almeno annuali, fino al rinnovo. A ottobre 2023 i siti italiani con un SGSL certificato sotto accreditamento erano circa 32mila (Accredia &amp; INAIL, 2024).</p>
<h3>La revisione in corso</h3>
<p>La ISO ha avviato nel 2024 la revisione della norma, il cui progetto (ISO/DIS 45001) è destinato a sostituire l&#8217;edizione 2018 con una <b>nuova edizione</b> prevista per il <b>2027</b> (ISO, 2018). Gli organismi di certificazione prevedono un periodo di transizione di tre anni.</p>
<p>I temi in discussione secondo le bozze sono:</p>
<p>– rischi psicosociali;</p>
<p>– nuove forme di lavoro;</p>
<p>– rischi climatici e resilienza;</p>
<p>– diversità dei lavoratori;</p>
<p>– maggiore coinvolgimento dei fornitori esterni.</p>
<p>La struttura di base dovrebbe rimanere invariata (DQS, 2026). Fino alla pubblicazione, la ISO 45001:2018 con l&#8217;emendamento del 2024 rimane la norma di riferimento, anche ai fini dell&#8217;articolo 30 del Testo unico.</p>
<h3>Le evidenze sull&#8217;efficacia</h3>
<p>Lo studio di <b>Accredia e INAIL</b> su circa 26.000 imprese certificate e un campione omogeneo di aziende non certificate ha confrontato gli infortuni del periodo 2017-2021. Le imprese certificate presentano:</p>
<p>– un <b>indice di frequenza</b> inferiore del 22,6%, con variazioni da un minimo del 14% a un massimo del 41% secondo l&#8217;attività economica;</p>
<p>– un <b>rapporto di gravità</b> inferiore del 29,2%, tra il 13% e il 39% (Accredia &amp; INAIL, 2024).</p>
<p>Le misure organizzative risultano perciò più efficaci nel prevenire gli infortuni gravi che quelli lievi.</p>
<p>La letteratura internazionale conferma il segno positivo e ne precisa la portata. Negli Stati Uniti la certificazione OHSAS 18001, base della ISO 45001, ha ridotto del 20% i casi complessivi di infortunio e malattia e del 24% quelli con trasferimento o limitazione delle mansioni. Lo stesso studio ha rilevato che la norma attira stabilimenti già più sicuri della media (Viswanathan et al., 2024).</p>
<p>In Danimarca 805 imprese certificate, confrontate con 12.297 non certificate, mostravano un rischio di infortuni gravi inferiore del 14% già due anni prima della certificazione, senza ulteriori riduzioni nei tre anni successivi (Dyreborg et al., 2024). Le imprese certificate dichiarano comunque sforzi di prevenzione più strutturati, sia nei processi sia nei contenuti (Uhrenholdt Madsen et al., 2022).</p>
<p>Il quadro è coerente con l&#8217;orientamento della Corte di Cassazione. La certificazione è un indicatore affidabile e un sostegno alla prevenzione, ma il risultato dipende dall&#8217;attuazione concreta del sistema.</p>
<h2>Vantaggi e oneri legati all&#8217;adozione della ISO 45001</h2>
<h3>Vantaggi</h3>
<p>L&#8217;adozione della norma offre vantaggi di natura diversa:</p>
<p>– sul piano giuridico, la <b>presunzione di conformità</b> ai requisiti dell&#8217;articolo 30 del d.lgs. 81/2008<b> </b>per le parti corrispondenti e un peso probatorio riconosciuto dalla giurisprudenza nei procedimenti ai sensi del d.lgs. 231/2001. La presunzione verrebbe rafforzata dalla riforma in discussione in Parlamento;</p>
<p>– sul piano economico, la <b>riduzione del premio INAIL</b> per prevenzione;</p>
<p>– sul piano commerciale, una verifica di parte terza spendibile nella qualifica dei fornitori e nelle gare, che può ridurre il numero di audit di seconda parte da parte dei clienti;</p>
<p>– sul piano gestionale, l&#8217;integrazione con i sistemi qualità, ambiente e sicurezza alimentare già in essere, con audit e riesami unificati.</p>
<p>Il possesso di un SGSL certificato UNI EN ISO 45001 da organismo accreditato è un intervento &#8216;di tipo A&#8217; del modello OT23 di <b>INAIL</b>, di per sé sufficiente ad accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa purché esteso a tutte le posizioni assicurative territoriali (PAT) dell&#8217;azienda e in corso di validità per l&#8217;intero anno di riferimento (INAIL, 2026). Dopo il primo biennio di attività, la <b>riduzione</b> è del 28% fino a 10 lavoratori-anno, del 18% tra 10 e 50, del 10% tra 50 e 200 e del 5% oltre 200. La domanda va presentata entro il 28 febbraio, che nel 2027 slitta all&#8217;1 marzo.</p>
<h3>Oneri</h3>
<p>L&#8217;<b>allestimento del sistema</b> richiede analisi del contesto, mappatura dei pericoli, revisione delle procedure, formazione e, di frequente, consulenza esterna. Ai corrispettivi degli audit si aggiungono i costi indiretti del mantenimento: registrazioni, audit interni, riesami della direzione e gestione delle azioni correttive. Si aggiunge l&#8217;adeguamento alla nuova edizione della norma, atteso a partire dal 2027.</p>
<p>L&#8217;onere più rilevante riguarda però l&#8217;<b>effettività</b>. Un sistema certificato ma scollegato dalle procedure operative, dal documento di valutazione dei rischi e dai flussi verso l&#8217;Organismo di Vigilanza non protegge né i lavoratori né l&#8217;ente, come la giurisprudenza ha già chiarito.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La norma ISO 45001 ha sostituito in pochi anni la OHSAS 18001, ne ha raccolto l&#8217;eredità in un quadro internazionale e può venire direttamente integrata con gli altri sistemi di gestione. Il legislatore italiano ne ha preso atto con il d.l. 159/2025, che la indica come riferimento tecnico dei modelli organizzativi di cui all&#8217;articolo 30 del Testo unico.</p>
<p>Per le imprese alimentari la certificazione accreditata è uno strumento di prevenzione con effetti misurati sulla frequenza e soprattutto sulla gravità degli infortuni. È anche titolo di riduzione del premio assicurativo, elemento di qualificazione nelle filiere e presidio organizzativo nella logica del d.lgs. 231/2001. Il suo valore dipende tuttavia dalla coerenza tra sistema certificato, procedure operative e controlli effettivi.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Fonti normative dell&#8217;Unione Europea</h4>
<p>Council Directive 89/391/EEC of 12 June 1989 on the introduction of measures to encourage improvements in the safety and health of workers at work. Consolidated text: 11/12/2008. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/1989/391/2008-12-11">http://data.europa.eu/eli/dir/1989/391/2008-12-11</a></p>
<p>Directive (EU) 2022/2464 of the European Parliament and of the Council of 14 December 2022 amending Regulation (EU) No 537/2014, Directive 2004/109/EC, Directive 2006/43/EC and Directive 2013/34/EU, as regards corporate sustainability reporting. Consolidated text: 18/03/2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2464/2026-03-18">http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2464/2026-03-18</a></p>
<p>Directive (EU) 2026/470 of the European Parliament and of the Council of 24 February 2026 amending Directives 2006/43/EC, 2013/34/EU, (EU) 2022/2464 and (EU) 2024/1760. <i>Official Journal of the European Union</i>, L, 26.2.2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2026/470/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2026/470/oj</a></p>
<h4>Fonti normative italiane</h4>
<p>Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell&#8217;articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300. <i>Normattiva</i>. Ultima versione consolidata: 01/07/2026. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-06-08;231">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-06-08;231</a></p>
<p>Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Attuazione dell&#8217;articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. <i>Normattiva</i>. Ultima versione consolidata: 23/03/2026. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81</a></p>
<p>Decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159. Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile. <i>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana</i>, Serie Generale n. 254 del 31 ottobre 2025, convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198. Testo coordinato in <i>Gazzetta Ufficiale</i>, Serie Generale n. 301 del 30 dicembre 2025 (25A07009). <a href="https://www.gazzettaufficiale.it">https://www.gazzettaufficiale.it</a></p>
<h4>Giurisprudenza</h4>
<p>Corte di Cassazione penale, Sezioni Unite, udienza 24 aprile 2014, deposito 18 settembre 2014, n. 38343 (ThyssenKrupp). <a href="https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=12658">https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=12658</a></p>
<p>Corte di Cassazione penale, sez. IV, deposito 15 maggio 2025, n. 18410. <a href="https://olympus.uniurb.it/index.php?Itemid=138&amp;catid=17&amp;id=34492">https://olympus.uniurb.it/index.php?Itemid=138&amp;catid=17&amp;id=34492</a></p>
<p>Corte di Cassazione penale, sez. IV, udienza 13 maggio 2025, deposito 1 settembre 2025, n. 30039.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Studi scientifici</h4>
<p>Dyreborg, J., Thorsen, S. V., Uhrenholdt Madsen, C., &amp; Hasle, P. (2024). Effectiveness of OHSAS 18001 in reducing accidents at work. A follow-up study of 13,102 workplaces. <i>Safety Science</i>, 177, 106573. <a href="https://doi.org/10.1016/j.ssci.2024.106573">https://doi.org/10.1016/j.ssci.2024.106573</a></p>
<p>Uhrenholdt Madsen, C., Vester Thorsen, S., Hasle, P., Leonhardt Laursen, L., &amp; Dyreborg, J. (2022). Differences in occupational health and safety efforts between adopters and non-adopters of certified occupational health and safety management systems. <i>Safety Science</i>, 152, 105794. <a href="https://doi.org/10.1016/j.ssci.2022.105794">https://doi.org/10.1016/j.ssci.2022.105794</a></p>
<p>Viswanathan, K., Johnson, M. S., &amp; Toffel, M. W. (2024). Do safety management system standards indicate safer operations? Evidence from the OHSAS 18001 occupational health and safety standard. <i>Safety Science</i>, 171, 106383. <a href="https://doi.org/10.1016/j.ssci.2023.106383">https://doi.org/10.1016/j.ssci.2023.106383</a></p>
<h4>Documenti tecnici e fonti istituzionali</h4>
<p>Accredia. (s.d.). <i>Sicurezza sul lavoro</i>. Osservatorio Accredia. Consultato il 20 ottobre 2026. <a href="https://www.accredia.it/osservatorio/sicurezza-sul-lavoro/">https://www.accredia.it/osservatorio/sicurezza-sul-lavoro/</a></p>
<p>Accredia. (2025, 25 gennaio). <i>Risultati e progetti del Dipartimento Certificazione e Ispezione: il Convegno 2025</i>. <a href="https://www.accredia.it/comunicazione/notizie/risultati-e-progetti-del-dipartimento-certificazione-e-ispezione-il-convegno-2025/">https://www.accredia.it/comunicazione/notizie/risultati-e-progetti-del-dipartimento-certificazione-e-ispezione-il-convegno-2025/</a></p>
<p>Accredia. (2026, 15 ottobre). <i>ISO Survey 2025: oltre 3,28 milioni di certificati accreditati nel mondo</i>. <a href="https://www.accredia.it/comunicazione/notizie/iso-survey-2025-oltre-328-milioni-di-certificati-accreditati-nel-mondo/">https://www.accredia.it/comunicazione/notizie/iso-survey-2025-oltre-328-milioni-di-certificati-accreditati-nel-mondo/</a></p>
<p>Accredia &amp; INAIL. (2024). <i>L&#8217;efficacia delle certificazioni accreditate per i sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro. Norme tecniche, regolamenti, sostegno e rilevazione dei risultati: dall&#8217;attualità alle prospettive</i>. INAIL, Milano. ISBN 978-88-7484-850-8. <a href="https://www.accredia.it/wp-content/uploads/2024/11/Indagine-Accredia-INAIL-Sistemi-di-gestione-Salute-e-Sicurezza-Lavoro-2024.pdf">https://www.accredia.it/wp-content/uploads/2024/11/Indagine-Accredia-INAIL-Sistemi-di-gestione-Salute-e-Sicurezza-Lavoro-2024.pdf</a></p>
<p>DQS. (2026). <i>The most important facts about the revision of ISO 45001 at a glance</i>. Consultato il 20 ottobre 2026. <a href="https://www.dqsglobal.com/en/about/newsroom/the-most-important-facts-about-the-revision-of-iso-45001-at-a-glance">https://www.dqsglobal.com/en/about/newsroom/the-most-important-facts-about-the-revision-of-iso-45001-at-a-glance</a></p>
<p>INAIL. (2026). <i>Riduzione del tasso medio per prevenzione – Anno 2027 (OT23)</i>. Modulo di domanda (versione 17/7/2026) e guida alla compilazione. <a href="https://www.inail.it/portale/it/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/assicurazione/moduli-assicurazione/premio-assicurativo/riduzione-del-tasso-medio-per-prevenzione---anno-2027--ot23.html">https://www.inail.it/portale/it/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/assicurazione/moduli-assicurazione/premio-assicurativo/riduzione-del-tasso-medio-per-prevenzione&#8212;anno-2027&#8211;ot23.html</a></p>
<p>ISO. (2018). <i>ISO 45001:2018. Occupational health and safety management systems — Requirements with guidance for use</i>, con <i>Amendment 1:2024. Climate action changes</i>. International Organization for Standardization. <a href="https://www.iso.org/standard/45001">https://www.iso.org/standard/45001</a></p>
<h4>Articoli di approfondimento</h4>
<p>Dongo, D. (2026a, 1 settembre). Certificazioni per la sicurezza alimentare: FSSC 22000, IFS e BRCGS a confronto. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-sicurezza-alimentare-fssc-22000-ifs-brcgs/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-sicurezza-alimentare-fssc-22000-ifs-brcgs/</a></p>
<p>Dongo, D. (2026b, 19 settembre). Responsabilità amministrativa degli enti, le novità attese. <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)</i>. <a href="https://fareagrifood.com/2026/09/19/responsabilita-amministrativa-enti-novita/">https://fareagrifood.com/2026/09/19/responsabilita-amministrativa-enti-novita/</a></p>
<p>Dongo, D. (2026c, 3 settembre). Responsabilità sociale d&#8217;impresa e certificazione SA8000. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sa8000-certificazione-responsabilita-impresa/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sa8000-certificazione-responsabilita-impresa/</a></p>
<p>Dongo, D. (2026d, 2 settembre). Sostenibilità sociale, lo schema di certificazione FSSC 24000. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)</i>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/fssc-24000-certificazione-sostenibilita-sociale-industria-alimentare/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/fssc-24000-certificazione-sostenibilita-sociale-industria-alimentare/</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Parità di genere, diversità e inclusione: le norme UNI e ISO</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazione-parita-genere-diversita-inclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 09:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Certificazioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema nazionale di certificazione della parità di genere è stato introdotto in Italia dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e disciplinato dalla legge 5 novembre 2021, n. 162, che lo ha inserito nel Codice delle pari opportunità. Attesta le politiche e le misure adottate dal datore di lavoro su quattro fronti: opportunità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il sistema nazionale di <b>certificazione della parità di genere</b> è stato introdotto in <b>Italia</b> dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e disciplinato dalla legge 5 novembre 2021, n. 162, che lo ha inserito nel Codice delle pari opportunità. Attesta le politiche e le misure adottate dal datore di lavoro su quattro fronti: opportunità di crescita in azienda, parità salariale a parità di mansioni, gestione delle differenze di genere, tutela della maternità.</p>
<p class="p1">Il parametro tecnico è la prassi di riferimento <b>UNI/PdR 125:2022</b>, elaborata dall&#8217;Ente Italiano di Normazione e recepita con decreto ministeriale quale requisito minimo per il conseguimento della certificazione. Definisce un <b>sistema di gestione</b> fondato su <i>key performance indicators</i> (<b>KPI</b>), distribuiti in sei aree di valutazione, con una soglia di accesso pari al 60% del punteggio complessivo. A quattro anni dal lancio, Accredia posiziona lo schema al quarto posto per diffusione tra le imprese in Italia, con 62 organismi accreditati e <b>38.652 siti aziendali certificati</b> al settembre 2025.</p>
<p class="p2">Sul piano internazionale opera invece la <b>ISO 30415:2021</b>, pubblicata a maggio 2021, che copre il più ampio perimetro della diversità e inclusione nella gestione delle risorse umane ed è tuttavia una linea guida, non soggetta a certificazioni. L&#8217;articolo esamina il quadro normativo, la struttura dello schema italiano, il rapporto con gli strumenti internazionali, i vantaggi e gli oneri connessi all&#8217;adozione.</p>
<h2 class="p3">Contesto legale di riferimento</h2>
<p class="p1">Il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (d.lgs. 11 aprile 2006, n. 198) è il testo unico che raccoglie la disciplina della parità nel lavoro: divieti di discriminazione, tutela giudiziaria, obblighi informativi a carico delle imprese. Su questo impianto sono intervenute due leggi, nel 2021.</p>
<p class="p1">La <b>legge 5 novembre 2021, n. 162</b> (legge Gribaudo) ha modificato il Codice su tre fronti:</p>
<p class="p1">– ha abbassato da cento a oltre <b>cinquanta dipendenti</b> la soglia dell&#8217;<b>obbligo di redazione</b> del <b>rapporto biennale</b> sulla situazione del personale maschile e femminile, consentendone la redazione volontaria alle aziende fino a cinquanta dipendenti, e ha affidato all&#8217;Ispettorato nazionale del lavoro la verifica della veridicità dei rapporti, con sanzione da 1.000 a 5.000 euro per rapporto mendace o incompleto (articolo 3);</p>
<p class="p1">– ha istituito la <b>certificazione della parità di genere</b> all&#8217;articolo 46-bis del Codice, demandando a decreti del Presidente del Consiglio dei ministri i parametri minimi, le modalità di monitoraggio dei dati, il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e delle consigliere e dei consiglieri di parità, le forme di pubblicità (articolo 4);</p>
<p class="p1">– ha previsto, sotto la rubrica &#8216;<b>Premialità di parità</b>&#8216;, un esonero contributivo fino all&#8217;1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro 50.000 euro annui per azienda e nei limiti dello stanziamento annuale disponibile, oltre a criteri premiali negli appalti e nell&#8217;accesso alle agevolazioni (articolo 5)</p>
<p class="p1">La <b>legge 30 dicembre 2021, n. 234</b> ha completato l&#8217;impianto. In attuazione dell&#8217;articolo 1, comma 147, il Ministro per le pari opportunità e la famiglia ha individuato con decreto del 29 aprile 2022 la <b>UNI/PdR 125:2022 quale parametro minimo</b> per il conseguimento della certificazione e <b>dei benefici di legge</b>. Lo stesso decreto disciplina il ruolo degli organismi accreditati nonché il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e delle consigliere e dei consiglieri di parità. L&#8217;articolo 1, comma 138, ha poi incrementato dal 2023 la dotazione del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere.</p>
<p class="p4">Negli <b>appalti</b> opera inoltre l&#8217;articolo 47, comma 2, del d.l. 31 maggio 2021, n. 77, convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108: nelle procedure finanziate, in tutto o in parte, con risorse del PNRR e del Piano nazionale per gli investimenti complementari, gli operatori economici con oltre cinquanta dipendenti devono produrre copia dell&#8217;ultimo rapporto sulla situazione del personale, a pena di esclusione.</p>
<h2 class="p5">Trasparenza retributiva</h2>
<p class="p1">La direttiva (UE) 2023/970 sulla <b>trasparenza retributiva</b> è stata recepita con il d.lgs. 7 maggio 2026, n. 96, in vigore dal 7 giugno 2026. Gli obblighi sono quindi già operativi:</p>
<p class="p1">– ogni <b>offerta di lavoro</b> deve indicare la retribuzione iniziale o la fascia salariale prevista, ed è vietato chiedere al candidato la retribuzione percepita in precedenza;</p>
<p class="p1">– i datori con almeno cento dipendenti devono comunicare i <b>dati sul divario retributivo di genere</b> all&#8217;organismo di monitoraggio istituito presso il ministero del Lavoro: prima comunicazione entro il 7 giugno 2027 sopra i 150 dipendenti ed entro il 7 giugno 2031 tra 100 e 149, poi con cadenza annuale sopra i 250 dipendenti e triennale al di sotto;</p>
<p class="p1">– un <b>divario retributivo medio</b> pari o superiore al 5% in una categoria di lavoratori, <b>non giustificato</b> da criteri oggettivi e neutri, <b>va corretto</b> entro sei mesi; in mancanza scatta la valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori, i cui esiti vengono trasmessi all&#8217;autorità competente;</p>
<p class="p1">– l&#8217;applicazione di un <b>contratto collettivo</b> stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative costituisce <b>presunzione di conformità</b>, che non esclude la prova di trattamenti individuali discriminatori;</p>
<p class="p4">– le condotte discriminatorie sono soggette ai rimedi dell&#8217;articolo 41 del Codice delle pari opportunità. Sono esclusi il lavoro domestico e il lavoro intermittente.</p>
<h2 class="p5">Etichette di sostenibilità e obbligo di certificazione</h2>
<p class="p1">Dal 27 settembre 2026, per effetto del d.lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 — che ha recepito la direttiva (UE) 2024/825 modificando il Codice del consumo — è vietato esibire un&#8217;<b>etichetta di sostenibilità</b> che non sia basata su un sistema di certificazione o stabilita da un&#8217;autorità pubblica. Tale nozione comprende marchi di fiducia, marchi di qualità e segni equivalenti, di carattere volontario, che qualifichino un prodotto, un processo o un&#8217;impresa richiamandone caratteristiche ambientali o sociali.</p>
<p class="p2">Il <b>divieto</b> colpisce dunque il <b>segno</b>, non l&#8217;informazione. L&#8217;impresa rimane libera di comunicare dati specifici e verificabili sulle proprie politiche di parità, purché veritieri e dimostrabili; è invece vietato, come si è visto nell’esame dello <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sa8000-certificazione-responsabilita-impresa">schema SA8000</a>, apporre un sigillo di sostenibilità sociale privo di un sistema di certificazione a monte. La certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 125 soddisfa quel requisito, poiché si fonda su verifica di parte terza, accreditamento indipendente e requisiti pubblici.</p>
<h2 class="p6">Lo schema di certificazione</h2>
<h3 class="p7">La UNI/PdR 125:2022</h3>
<p class="p1">La prassi <b>UNI/PdR 125:2022</b>— &#8216;<b><i>Linee guida</i></b><i> sul </i><b><i>sistema di gestione</i></b><i> per la </i><b><i>parità di genere</i></b><i> che prevede l&#8217;adozione di specifici </i><b><i>KPI</i></b><i> inerenti le politiche di parità di genere nelle organizzazioni</i>&#8216; — è scaricabile gratuitamente dal sito UNI e si applica a qualsiasi organizzazione, pubblica o privata, indipendentemente da dimensione e settore, purché abbia personale dipendente.</p>
<p class="p1">La <b>valutazione</b> si articola in <b>sei aree</b>, ciascuna con un peso percentuale su un totale di 100:</p>
<p class="p1">– <b>cultura e strategia</b> (15%): integrazione della parità di genere nella visione e nei valori, piano strategico, comunicazione interna ed esterna, formazione sugli stereotipi e sui pregiudizi inconsapevoli;</p>
<p class="p1">– <b><i>governance</i></b> (15%): presidio dedicato, processi per identificare e gestire le forme di non inclusività, budget, obiettivi assegnati ai vertici, presenza del genere di minoranza negli organi di indirizzo e controllo;</p>
<p class="p1">– <b>processi delle risorse umane</b> (10%): selezione, inserimento, sviluppo e uscita fondati su principi di inclusione;</p>
<p class="p1">– <b>opportunità</b> di crescita e inclusione delle <b>donne in azienda</b> (20%): presenza femminile nei ruoli chiave, tassi di promozione, deleghe di spesa;</p>
<p class="p1">– <b>equità remunerativa per genere</b> (20%): differenziale retributivo per ruoli equivalenti e politiche che ne garantiscano l&#8217;equità, in logica di <i>total reward</i>;</p>
<p class="p1">– tutela della <b>genitorialità</b> e conciliazione <b>vita-lavoro</b> (20%): congedi, flessibilità, misure di sostegno.</p>
<p class="p4">Ogni indicatore è associato a un punteggio, ponderato per il peso dell&#8217;area. La certificazione richiede un <b>punteggio di sintesi non inferiore al 60%</b>, misurato attraverso KPI quantitativi — variazioni percentuali rispetto a dati interni o a valori di riferimento — e qualitativi, fondati sulla presenza o assenza di politiche e pratiche.</p>
<h3 class="p5">Processo di certificazione e mantenimento</h3>
<p class="p1">Il <b>percorso di certificazione</b> prevede la raccolta iniziale delle informazioni, un audit documentale e un audit in sito, il riesame indipendente da parte dell&#8217;organismo e l&#8217;emissione del certificato, che ha <b>validità triennale</b> ed è soggetto ad <b>audit</b> di sorveglianza <b>annuali</b>. L&#8217;organizzazione è tenuta a un monitoraggio annuale dei KPI e a una verifica del miglioramento con cadenza biennale.</p>
<p class="p1">La <b>certificazione</b> può venire rilasciata esclusivamente da <b>organismi</b> <b>accreditati </b>da Accredia, ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008. L&#8217;esonero contributivo e le premialità presuppongono la certificazione accreditata, non una generica attestazione di parte terza.</p>
<p class="p4">La <b>diffusione</b> è documentata dalla banca dati Accredia: dai primi tre accreditamenti del luglio 2022 si è passati a 50 organismi e 8.388 siti certificati nel dicembre 2023, a 54 organismi e oltre 16.000 siti nel dicembre 2024, ai 62 organismi e 38.652 siti del settembre 2025. Il conteggio è per siti, non per imprese; l&#8217;obiettivo del PNRR, fissato a 800 imprese certificate entro il 2026, risulta comunque superato.</p>
<h2 class="p5">La ISO 30415:2021</h2>
<p class="p1">La linea guida <b>ISO 30415:2021 — <i>Human resource management. Diversity and inclusion</i></b> non si limita al genere bensì copre la cultura inclusiva, il ciclo di vita delle risorse umane, la progettazione di prodotti e servizi, la gestione della catena di fornitura e il coinvolgimento dei portatori d&#8217;interesse.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p4">Il documento non è purtroppo concepito per la certificazione di conformità: alcuni organismi offrono su tale base <b>valutazioni di parte terza</b> o attestazioni di maturità, le quali sono prive degli effetti giuridici riconosciuti dall&#8217;ordinamento italiano alla certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 125.</p>
<h2 class="p5">Gli schemi privati internazionali</h2>
<p class="p1">La <b>EDGE Certified Foundation</b>, con sede in Svizzera, gestisce tre standard:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li8">EDGE, costruito su una lettura binaria del genere;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="li8">EDGEPlus, che misura l&#8217;intersezione tra genere e altre dimensioni della diversità e che, per dichiarazione della fondazione, non prevede ancora soglie di punteggio;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="li1">EDGE <i>Pay Equity and Transparency</i>, dedicato all&#8217;analisi dell&#8217;equità retributiva, al governo del divario salariale e alla trasparenza delle strutture di remunerazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p class="p1">La <b>certificazione</b> opera come sistema di parte terza, con audit condotti da organismi indipendenti dalla fondazione che possiede lo standard e da questa approvati — tra i quali FLOCERT, Intertek e SGS — e quattro livelli progressivi: <i>Assess</i>, <i>Move</i>, <i>Advance</i>, <i>Lead</i>.</p>
<p class="p2"><b>WEConnect International</b><span class="s2">, </span>organizzazione senza scopo di lucro con sede a Washington, <b>certifica</b> invece in 63 mercati le <b>imprese possedute, gestite e controllate</b> <b>per</b> almeno il <b>51% da donne</b>, con una banca dati di oltre 22.000 imprese in più di 140 Paesi e oltre 180 <b>acquirenti</b> aderenti, per un potere d&#8217;acquisto dichiarato superiore a 4.000 miliardi di dollari: tra questi Nestlé — che su tale iscrizione misura la spesa verso fornitori femminili — Unilever, Olam, Kroger, Walmart e Compass Group. Le imprese femminili private nel mondo sono un terzo del totale e ricevono meno dell&#8217;1% della spesa di grandi società e amministrazioni pubbliche.</p>
<h2 class="p6">Vantaggi e oneri legati alla certificazione UNI</h2>
<h3 class="p5">Vantaggi</h3>
<p class="p1">L&#8217;articolo 5, comma 1, della legge 162/2021 riconosce alle aziende private certificate UNI/PdR 125 un <b>esonero parziale</b> <b>dal versamento dei contributi previdenziali</b> <b>complessivi </b>a carico del datore di lavoro, in misura non superiore all&#8217;1% e nel limite di 50.000 euro annui per azienda, secondo i criteri del decreto interministeriale del 20 ottobre 2022.</p>
<p class="p1">Tale <b>misura</b> ha peraltro carattere <b>annuale</b>: concessa per il solo 2022 nel limite di 50 milioni di euro, va rifinanziata di anno in anno (articolo 5, comma 6). Le campagne INPS si aprono di conseguenza per scaglioni — l&#8217;ultima per le certificazioni ottenute entro il 31 dicembre 2025, con domande fino al 30 aprile 2026 — è l&#8217;<b>esonero</b> vale per l&#8217;intero <b>triennio</b> del certificato.</p>
<p class="p1">La dotazione del certificato rileva inoltre nell&#8217;<b>accesso ai finanziamenti pubblici</b>, su due piani distinti (legge 162/2021, articolo 5, comma 3):</p>
<p class="p1">– nelle <b>agevolazioni</b> a valere su fondi europei, nazionali e regionali, dà titolo a un punteggio premiale nella valutazione delle proposte progettuali, purché posseduta alla data di presentazione dell&#8217;istanza;</p>
<p class="p1">– negli <b>appalti</b>, obbliga le amministrazioni aggiudicatrici a indicare nei bandi i criteri premiali riferiti al suo possesso alla data del 31 dicembre dell&#8217;anno precedente.</p>
<p class="p1">I criteri premiali incidono poi sul punteggio dell&#8217;offerta economicamente più vantaggiosa nelle <b>procedure di gara</b> per la fornitura di derrate alimentari e per l&#8217;affidamento del servizio di ristorazione coll<span class="s2">ettiva alle pubbliche amministrazioni.</span></p>
<p class="p4">I KPI della prassi alimentano infine la rendicontazione di genere, i <b>bilanci di sostenibilità</b> e gli obblighi di comunicazione dei divari retributivi introdotti dal d.lgs. 96/2026, riducendo le duplicazioni nella raccolta dei dati.</p>
<h3 class="p9">Oneri</h3>
<p class="p2">I <b>costi</b> di implementazione della UNI/PdR 125 comprendono l&#8217;allestimento del sistema di gestione, la raccolta e l&#8217;analisi dei dati per il calcolo dei KPI, la revisione delle politiche del personale. Ai corrispettivi dell&#8217;organismo di certificazione, per l&#8217;audit iniziale e per le sorveglianze annuali, si aggiunge l’impegno continuativo di mantenere il punteggio sopra la soglia del 60% e dimostrare il miglioramento nel tempo. L&#8217;edizione 2026 delle FAQ ha inoltre irrigidito l&#8217;interpretazione di diversi indicatori, riducendo i margini di lettura elastica.</p>
<h2 class="p3">Conclusioni</h2>
<p class="p1">Lo schema italiano ha condotto in tre anni a quasi quarantamila siti certificati, risultato senza precedenti per una prassi nazionale volontaria. La UNI/PdR 125 fornisce indicatori misurabili e una soglia verificabile; la ISO 30415 offre un quadro più ampio, che copre diversità e inclusione oltre la dimensione di genere, senza però offrire requisiti di per sé certificabili.</p>
<p class="p1">Il valore della certificazione accreditata è nel frattempo cresciuto per via normativa: dalla trasparenza retributiva già in vigore ai criteri premiali nelle gare, fino al regime delle etichette di sostenibilità applicabile dal 27 settembre 2026. Ciò che nel 2022 era un vantaggio competitivo è oggi, in diversi contesti, una condizione di accesso.</p>
<p class="p4"><i>Dario Dongo</i></p>
<h2 class="p5">Riferimenti</h2>
<h4 class="p1">Fonti normative dell&#8217;Unione Europea</h4>
<p class="p1">Directive (EU) 2023/970 of the European Parliament and of the Council of 10 May 2023 to strengthen the application of the principle of equal pay for equal work or work of equal value between men and women through pay transparency and enforcement mechanisms. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2023/970/oj"><span class="s3">http://data.europa.eu/eli/dir/2023/970/oj</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition through better protection against unfair practices and through better information. <i>Official Journal of the European Union</i>, L, 6.3.2024. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj"><span class="s3">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4 class="p1">Fonti normative italiane</h4>
<p class="p1">Decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell&#8217;articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246. <i>Normattiva</i> (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 23/05/2026). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-11;198"><span class="s3">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-11;198</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77. Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 108. <i>Normattiva</i> (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 20/04/2026). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-05-31;77"><span class="s3">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-05-31;77</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Legge 5 novembre 2021, n. 162. Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e altre disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo. <i>Normattiva</i> (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 10/12/2025). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162"><span class="s3">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Legge 30 dicembre 2021, n. 234. Bilancio di previsione dello Stato per l&#8217;anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024. <i>Normattiva</i> (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 06/08/2026). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-12-30;234"><span class="s3">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-12-30;234</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Attuazione della direttiva (UE) 2024/825, che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell&#8217;informazione. <i>Normattiva. </i><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026;30"><span class="s3">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026;30</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96. Attuazione della direttiva (UE) 2023/970. <i>Normattiva. </i><a href="https://www.normattiva.it/eli/id/2026/06/01/26G00112/ORIGINAL"><span class="s3">https://www.normattiva.it/eli/id/2026/06/01/26G00112/ORIGINAL</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4 class="p1">Documenti tecnici e fonti istituzionali</h4>
<p class="p10"><span class="s4">Accredia. (2026, 19 gennaio). <i>Parità di genere: aggiornate le FAQ sulla certificazione accreditata UNI/PdR 125</i>. <a href="https://www.accredia.it/comunicazione/notizie/parita-di-genere-aggiornate-le-faq-sulla-certificazione-accreditata-uni-pdr-125/"><span class="s3">https://www.accredia.it/comunicazione/notizie/parita-di-genere-aggiornate-le-faq-sulla-certificazione-accreditata-uni-pdr-125/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p class="p1">Accredia &amp; UNI. (2026). <i>UNI/PdR 125 Frequently Asked Questions. Indirizzi applicativi per la UNI/PdR 125</i>, edizione 2026. <a href="https://www.accredia.it/documenti/faq-indirizzi-applicativi-per-la-uni-pdr-125/"><span class="s3">https://www.accredia.it/documenti/faq-indirizzi-applicativi-per-la-uni-pdr-125/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Dipartimento per le pari opportunità. <i>I parametri minimi per l&#8217;ottenimento della certificazione della parità di genere</i>. Presidenza del Consiglio dei Ministri. <a href="https://www.pariopportunita.gov.it/it/attuazione-misure-pnrr/i-parametri-minimi-per-l-ottenimento-della-certificazione-della-parita-di-genere/"><span class="s3">https://www.pariopportunita.gov.it/it/attuazione-misure-pnrr/i-parametri-minimi-per-l-ottenimento-della-certificazione-della-parita-di-genere/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">EDGE Certified Foundation. <i>The basics of the EDGE global standards</i>. <a href="https://www.edge-cert.org/edge-standards-the-basics/"><span class="s3">https://www.edge-cert.org/edge-standards-the-basics/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p10"><span class="s4">INPS. (2025, 16 dicembre). <i>Messaggio n. 3804. Esonero contributivo parità di genere: indicazioni e scadenze</i>. <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2025.12.esonero-contributivo-parit-di-genere-indicazioni-e-scadenze.html"><span class="s3">https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2025.12.esonero-contributivo-parit-di-genere-indicazioni-e-scadenze.html</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p class="p1">ISO. (2021). <i>ISO 30415:2021. Human resource management — Diversity and inclusion</i>. International Organization for Standardization. <a href="https://www.iso.org/standard/71164.html"><span class="s3">https://www.iso.org/standard/71164.html</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. <i>Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile per le imprese che occupano oltre 50 dipendenti</i>. <a href="https://www.lavoro.gov.it/priorita/pagine/rapporto-biennale-sulla-situazione-del-personale-maschile-e-femminile-per-le-imprese-che-occupano-oltre-50-dipendenti"><span class="s3">https://www.lavoro.gov.it/priorita/pagine/rapporto-biennale-sulla-situazione-del-personale-maschile-e-femminile-per-le-imprese-che-occupano-oltre-50-dipendenti</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">UNI. (2022). <i>UNI/PdR 125:2022. Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere che prevede l&#8217;adozione di specifici KPI inerenti le politiche di parità di genere nelle organizzazioni</i>. Ente Italiano di Normazione. <a href="https://store.uni.com/uni-pdr-125-2022"><span class="s3">https://store.uni.com/uni-pdr-125-2022</span></a></p>
<p class="p10"><span class="s4">WEConnect International</span><span class="s5">. </span><span class="s4"><i>About buyer membership</i></span><span class="s5">. <a href="https://weconnectinternational.org/about-buyer-membership/"><span class="s6">https://weconnectinternational.org/about-buyer-membership/</span></a></span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Responsabilità sociale d&#8217;impresa e certificazione SA8000</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sa8000-certificazione-responsabilita-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Certificazioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[greenwashing]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La SA8000 (Social Accountability 8000) è lo standard internazionale più longevo nel campo della responsabilità sociale d&#8217;impresa. Pubblicato per la prima volta nel 1997 da Social Accountability International (SAI), organizzazione senza scopo di lucro con sede a New York, riflette le disposizioni sul lavoro contenute nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nelle convenzioni dell&#8217;Organizzazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La <b>SA8000</b> (<i>Social Accountability 8000</i>) è lo standard internazionale più longevo nel campo della responsabilità sociale d&#8217;impresa. Pubblicato per la prima volta nel 1997 da <b>Social Accountability International (SAI)</b>, organizzazione senza scopo di lucro con sede a New York, riflette le disposizioni sul lavoro contenute nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nelle convenzioni dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro, e assiste oggi oltre 2,8 milioni di lavoratori in imprese certificate di ogni settore.</p>
<p class="p2">L&#8217;1 gennaio 2026 è stata pubblicata la <b>SA8000:2026</b>, quinta edizione dello standard, che sostituisce la SA8000:2014 dopo un processo di revisione durato dal 2023 al 2025, con oltre mille contributi raccolti da più di seicento <i>stakeholder</i>. La nuova versione riorganizza l&#8217;intero impianto attorno all&#8217;approccio della <i>due diligence</i> dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e ridisegna, con essa, il modo in cui gli audit vengono condotti e i rilievi classificati.</p>
<h2 class="p3">Contesto legale di riferimento</h2>
<p class="p1">La revisione arriva mentre il quadro europeo sulla dovuta diligenza sociale viene ridimensionato. La <b><i>Corporate Sustainability Reporting Directive</i></b> (CSRD, direttiva UE 2022/2464) e la <b><i>Corporate Sustainability Due Diligence Directive</i></b> (CSDDD, direttiva UE 2024/1760) sono state modificate dalla direttiva (UE) 2026/470, primo dei pacchetti di semplificazione presentati dalla Commissione Europea (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/fssc-24000-certificazione-sostenibilita-sociale-industria-alimentare"><i>Omnibus I</i></a>):<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">la <b>rendicontazione</b> riguarda ora le imprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato netto, dagli esercizi che iniziano dall&#8217;1 gennaio 2027;</li>
<li class="li4">la <b><i>due diligence</i></b> si applica invece alle sole imprese con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato netto mondiale, con applicazione dal 26 luglio 2029;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="li1">sono venuti meno l&#8217;obbligo di piano di transizione climatica e il regime armonizzato di responsabilità civile, ora rimessa al diritto nazionale.</li>
</ul>
<p class="p1">La riduzione del perimetro soggettivo non allevia peraltro la posizione dei fornitori, i quali continuano a incontrare i medesimi requisiti per via contrattuale, attraverso i codici di condotta dei clienti e le condizioni di gara.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2">Nel Regno Unito, frattanto, lo <b>UK Modern Slavery Act 2015</b> impone alle imprese con fatturato superiore a 36 milioni di sterline una dichiarazione annuale sulle misure adottate contro la schiavitù moderna nelle proprie catene di fornitura.</p>
<h2 class="p3">Claim di ‘sostenibilità’ e obbligo di certificazione</h2>
<p class="p1">Un secondo ambito normativo, finora meno considerato, riguarda l&#8217;uso commerciale delle <b>dichiarazioni di sostenibilità </b>delle imprese e dei loro prodotti. Tali dichiarazioni ricadono ora infatti nel campo di applicazione della <b>direttiva (UE) 2024/825</b> che integra la direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali con apposite previsioni sui c.d <i>(social and) environmental claim</i> — ed è stata recepita in Italia con il d.lgs. 20 febbraio 2026, n. 30. Il quale a sua volta integra il <b>Codice del Consumo</b> e si applica a decorrere dal 27 settembre 2026 (Dongo et al., 2026; Dongo, 2026).</p>
<p class="p1">Il perimetro è più ampio di quanto il dibattito sul <i>greenwashing</i> lasci intendere, poiché l&#8217;<b>etichetta di sostenibilità</b> è definita come qualsiasi marchio di fiducia o di qualità, pubblico o privato, avente carattere volontario, che distingua o promuova un prodotto, un processo o un&#8217;impresa con riferimento alle sue caratteristiche <b>ambientali o sociali oppure a entrambe</b>. La dimensione sociale rientra quindi a pieno titolo nella definizione.</p>
<p class="p1">Da tale premessa discendono due appositi <b>divieti</b>:</p>
<p class="p1">– è vietato esibire un&#8217;etichetta di<b> sostenibilità</b> non basata su un <b>sistema di certificazione </b>o non stabilita da un&#8217;autorità pubblica. Il sistema di certificazione è a sua volta definito come verifica di parte terza, aperta a tutti gli operatori in condizioni trasparenti ed eque, con requisiti pubblici elaborati in consultazione con esperti e portatori d&#8217;interesse, procedure di reclamo e monitoraggio delle non conformità;</p>
<p class="p1">– è vietato formulare un&#8217;<b>asserzione ambientale generica</b> quando il professionista non sia in grado di dimostrare l&#8217;eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali, ancorata alla <i>Ecolabel</i> UE o a un sistema di tipo I secondo la norma EN ISO 14024.</p>
<p class="p1">I due divieti operano su piani diversi: quello sulle etichette di sostenibilità copre l&#8217;intero spettro, ambientale e sociale, ed è assoluto; quello sulle asserzioni generiche riguarda le sole asserzioni ambientali. Ciò peraltro non rende lecita la dichiarazione sociale vaga: la direttiva 2024/825 ha inserito le caratteristiche ambientali <b>e sociali</b> — equità delle condizioni di lavoro, salari adeguati, protezione sociale, sicurezza, dialogo sociale, diritti umani lungo la catena del valore — tra quelle rispetto alle quali una pratica è ingannevole caso per caso (Codice del consumo, articolo 21).</p>
<p class="p1">Cambia dunque l&#8217;onere probatorio, non la liceità: per l&#8217;etichetta la scorrettezza è presunta, per l&#8217;asserzione sociale va accertata. In entrambi i casi chi non abbia una certificazione a supporto deve dimostrare la fondatezza delle dichiarazioni all&#8217;Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alle altre autorità di vigilanza nei Paesi UE di destino.</p>
<p class="p2">In tale contesto le <b>certificazioni</b> di schemi come SA8000 e FSSC 24000 acquisiscono un valore che eccede quello reputazionale: verifica di parte terza, accreditamento indipendente, requisiti pubblici, meccanismi di reclamo. La certificazione, in altri termini, è la <b>condizione di liceità</b> della comunicazione sociale d&#8217;impresa.</p>
<h2 class="p5">Lo schema di certificazione SA8000</h2>
<h3 class="p6">Fondamenti normativi e struttura</h3>
<p class="p1">La SA8000:2026 si articola in due sezioni interdipendenti, precedute da cinque <b>criteri fondamentali</b> (F1-F5). Tra questi, la regole secondo cui:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">quando i requisiti di legge divergono dallo standard, l&#8217;organizzazione applica i criteri più favorevoli al personale;</li>
<li class="li1">quando la legge contraddice lo standard, l&#8217;organizzazione deve comunque identificare, prevenire, mitigare e rimediare i rischi per il personale nei limiti consentiti.</li>
</ul>
<p class="p1">La <b>Sezione 1</b> disciplina il sistema di gestione, la governance e la <i>due diligence</i>, con undici principi — leadership, responsabilità, autonomia decisionale e dignità, integrazione, pianificazione a lungo termine, reattività, trasparenza, partecipazione e inclusione, dialogo sociale, sostegno, miglioramento continuo — e dieci criteri (M1-M10), costruiti sui Principi guida delle Nazioni Unite, sulle linee guida OCSE sulla dovuta diligenza e sull&#8217;<i>Annex SL</i> dell&#8217;ISO.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">La <b>Sezione 2 </b>enuncia i principi del lavoro dignitoso e i relativi criteri di prestazione. Le definizioni dell&#8217;Appendice A hanno anch&#8217;esse valore normativo.</p>
<p class="p7">Un elemento distintivo della governance dello schema è la separazione tra la proprietà dello standard, che spetta a SAI, e la supervisione dell&#8217;accreditamento, affidata a <b>Social Accountability Accreditation Services (SAAS)</b>.</p>
<h3 class="p6">I sette principi del lavoro dignitoso</h3>
<p class="p1">La Sezione 2 dello standard si articola in sette clausole, ciascuna composta da principi di diritto e da criteri di prestazione:</p>
<p class="p1">– <b>protezione dei bambini e dei giovani lavoratori</b> (D1): divieto di impiego sotto i quindici anni, o sotto l&#8217;età dell&#8217;obbligo scolastico se superiore, con limiti stringenti di orario per i giovani lavoratori e tutele per i bambini presenti negli ambienti di lavoro;</p>
<p class="p1">– <b>libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva</b> (D2), inclusa la contrattazione in buona fede e il rispetto degli accordi settoriali;</p>
<p class="p1">– <b>assunzione, impiego e licenziamento liberi ed equi</b> (D3): divieto di lavoro forzato, di servitù per debiti e di oneri di reclutamento a carico del lavoratore, libertà di movimento e accesso continuativo ai documenti di identità, disciplina delle pratiche disciplinari, divieto di condizioni che isolino il personale o lo costringano a separarsi dai figli;</p>
<p class="p1">– <b>orari di lavoro, salari e benefici adeguati</b> (D4): quarantotto ore settimanali ordinarie e dodici di straordinario al massimo, salario di sussistenza o minimo legale se superiore, ventiquattro ore di riposo dopo sei giorni consecutivi, busta paga chiara e completa;</p>
<p class="p1">– <b>libertà dalla discriminazione</b> (D5), con divieto espresso di test di gravidanza, HIV e verginità;</p>
<p class="p1">– <b>salute e sicurezza</b> (D6), estesa ai rischi psicosociali, agli alloggi, ai trasporti e alla ristorazione forniti dal datore di lavoro;</p>
<p class="p7">– <b>privacy</b> (D7): raccolta e trattamento dei dati personali limitati alle finalità del rapporto di lavoro e alle esigenze del ruolo.</p>
<h3 class="p6">Ambito di applicazione</h3>
<p class="p1">La certificazione copre l&#8217;intera sede e <b>tutte le operazioni</b>, inclusi siti remoti e lavoratori a domicilio che operino sotto un sistema di gestione comune. Il perimetro è più esteso di quanto la nozione di dipendente suggerisca: lo standard definisce <b>&#8216;personale&#8217;</b> chiunque svolga un lavoro per l&#8217;organizzazione o per i suoi partner commerciali, incluso il personale indiretto — somministrati, autisti, lavoratori a domicilio, piccoli agricoltori, addetti a sicurezza, manutenzione, pulizie e mensa — e gli &#8216;ambienti di lavoro&#8217; comprendono alloggi e trasporti messi a disposizione dal datore di lavoro.</p>
<p class="p1">Ne discendono conseguenze operative precise:</p>
<p class="p1">– i fornitori che operano presso il sito certificato sono trattati come parte dell&#8217;organizzazione e i loro lavoratori entrano nel computo delle giornate di audit; lo stesso vale per i fornitori esclusivi, dentro e fuori sito;</p>
<p class="p1">– le agenzie di somministrazione e le cooperative di lavoro devono includere i lavoratori somministrati, ciascuno contato come unità e non riproporzionato a tempo pieno;</p>
<p class="p1">– la certificazione è preclusa alle società prive di operatività effettiva. L&#8217;organizzazione deve svolgere l&#8217;attività dichiarata da almeno sei mesi e disporre di contratti attivi al momento della domanda.</p>
<p class="p1">Una regola è scritta espressamente per l&#8217;Italia: quando l&#8217;ambito viene desunto dalla <b>visura camerale</b>, la certificazione va limitata alle attività effettivamente svolte e sotto il controllo operativo dell&#8217;organizzazione, poiché l&#8217;iscrizione al registro delle imprese, spesso ampia e programmatica, non prova di per sé l&#8217;esercizio dell&#8217;attività. Sono escluse le attività marittime coperte dalla convenzione MLC, oltre a quelle indicate nell&#8217;elenco delle esclusioni pubblicato da SAI.</p>
<p class="p7">Ogni organizzazione certificata riceve infine un codice settore SAI primario, che ne determina l&#8217;indicizzazione nel registro pubblico. Il <b>settore</b> <b>D — <i>Food &amp; Beverage</i></b> distingue prodotti agricoli, bevande alcoliche, distribuzione e commercio al dettaglio alimentare, carni, pollame e lattiero-caseario, bevande analcoliche, alimenti trasformati, ristorazione e tabacco (la cui filiera è invece esclusa da FSSC 24000).</p>
<h3 class="p6">Processo di certificazione e ciclo di sorveglianza</h3>
<p class="p1">Il percorso inizia con l&#8217;implementazione del sistema di gestione e la selezione di un organismo di certificazione accreditato SAAS, e prosegue con un <b>audit iniziale in due stadi</b>: lo Stage 1, di natura documentale, e lo Stage 2, di verifica dell&#8217;effettiva implementazione.</p>
<p class="p1">Il <b>certificato</b> ha <b>validità triennale</b> e il ciclo decorre dalla data della decisione di certificazione. Per i siti singoli la scansione è predeterminata a finestre: primo audit di sorveglianza entro sei mesi, verifica di <i>follow-up</i> entro dodici mesi di regola a distanza, secondo audit di sorveglianza entro diciotto mesi, seconda verifica di <i>follow-up</i> entro ventiquattro mesi, audit di ri-certificazione entro trenta mesi, riesame finale tra il trentatreesimo e il trentacinquesimo mese. Ne risultano due audit di sorveglianza <i>in loco</i> per ciclo e comunque <b>una verifica almeno ogni dodici mesi</b>. Le organizzazioni multi-sito seguono un regime distinto.</p>
<p class="p1">Gli <b>audit di sorveglianza</b> sono <b>semi-annunciati</b>: l&#8217;organizzazione conosce la finestra di otto settimane, comunicata con almeno altrettanto anticipo, ma non il giorno della visita. La finestra non è negoziabile né spostabile una volta comunicata, e <b>chi non accolga la visita entro il termine vede il certificato annullato</b>. I rinvii sono ammessi solo per forza maggiore, con sospensione immediata del certificato e ritiro se la ripresa supera i tre mesi; due sorveglianze non possono in nessun caso venire accorpate.</p>
<p class="p1">Due previsioni meritano attenzione nella filiera alimentare, dove la <b>stagionalità</b> è la regola:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">ogni sorveglianza deve raccogliere evidenze riferite tanto al picco produttivo quanto alla bassa stagione, con particolare riguardo agli orari di lavoro;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="li1">nell&#8217;arco del triennio tutti gli elementi dello standard devono venire riesaminati, benché non tutti in ciascuna visita.</li>
</ul>
<p class="p1">L&#8217;<b>intensità della verifica</b> è a sua volta predeterminata:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">in un&#8217;azienda con 251-500 addetti ogni sorveglianza richiede quattro colloqui individuali e un colloquio di gruppo con tre lavoratori, per almeno due ore e mezza complessive, oltre all&#8217;esame di sei fascicoli personali con le relative buste paga;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="li7">sopra i mille addetti si sale a dieci lavoratori intervistati e cinque ore. I fascicoli dei lavoratori intervistati vanno esaminati integralmente, gli altri quantomeno scorsi alla ricerca di anomalie. Le organizzazioni certificate figurano nel registro pubblico consultabile sul sito SAI.</li>
</ul>
<h3 class="p6">Rilievi di audit e soglie di certificazione</h3>
<p class="p1">Lo schema SA8000:2026 non sostituisce il modello <i>pass/fail</i> con un punteggio, ma con una <b>matrice di rischio</b> applicata a ciascun rilievo. L&#8217;uso del nuovo <i>SA8000 Audit Tool</i> è obbligatorio e <b>ogni scostamento rilevato deve confluire in</b> almeno un <b>rilievo formale</b>. Sono così venuti meno tre istituti dell&#8217;impianto precedente: le opportunità di miglioramento e le non conformità a termine, che lasciavano margini di rinvio, e la <i>Management System Maturity Declaration</i>, sostituita dalla valutazione della maturità dentro l&#8217;audit.</p>
<p class="p1">Il gruppo di audit consolida anzitutto gli scostamenti che condividono la stessa carenza di sistema, la stessa responsabilità organizzativa o la stessa causa radice, con il divieto espresso di usare il consolidamento per attenuare la criticità del rilievo più grave. Segue una doppia classificazione:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">la prima riguarda la <b>criticità</b>, determinata incrociando la gravità dell&#8217;impatto con l&#8217;incidenza degli impatti effettivi o la probabilità di quelli potenziali. Ne derivano quattro esiti: <i>concern</i>, non conformità minore, maggiore, critica. Una gravità elevata produce sempre una non conformità maggiore, anche a fronte di un caso isolato; la non conformità critica è riservata alle violazioni flagranti, agli atti fraudolenti, all&#8217;ostruzione dell&#8217;accesso del gruppo di audit e alla ripetizione, entro cinque anni, di una non conformità maggiore o critica già chiusa;</li>
<li class="li1">la seconda classificazione, mutuata dai Principi guida delle Nazioni Unite, riguarda il <b>contesto</b>: l&#8217;organizzazione causa il rilievo, lo causa insieme ad altri, vi contribuisce, oppure vi è collegata. Non è un&#8217;etichetta descrittiva, perché determina i tempi. Le non conformità causate dall&#8217;organizzazione vanno chiuse entro sei mesi se minori, tre se maggiori, uno se critiche. Quelle non causate in via esclusiva seguono un percorso di verifiche periodiche, con decisioni di proroga o innalzamento fino a ventiquattro o quarantotto mesi secondo la gravità, subordinate alla prova di impegno documentato, azioni proporzionate alle risorse disponibili, piani con obiettivi misurabili e progressi verificabili.</li>
</ul>
<p class="p7">Il mutamento più rilevante per le imprese sta nelle <b>soglie</b>: a differenza della SA8000:2014, un&#8217;organizzazione può ottenere e mantenere la certificazione con una non conformità maggiore aperta, purché non causata in via esclusiva da essa e purché il percorso di rientro venga rispettato. Una non conformità critica, in qualsiasi contesto, impedisce invece il rilascio del certificato e, per le organizzazioni già certificate, apre il procedimento di sospensione.</p>
<h3 class="p6">Organismi di certificazione e qualificazione degli auditor</h3>
<p class="p1">Gli organismi di certificazione devono essere accreditati da SAAS secondo la <i>Procedure 200</i> e la norma <b>ISO/IEC 17021-1:2015</b>, con accreditamento distinto per ciascun Paese ove operano. La decisione di certificazione richiede il riesame indipendente di un <i>Senior Lead Auditor</i> estraneo al processo di audit in ogni caso di certificazione iniziale, ri-certificazione, modifica dell&#8217;ambito, sospensione o ritiro, e ogniqualvolta una sorveglianza produca non conformità maggiori o critiche.</p>
<p class="p1">Sul fronte dell&#8217;<b>indipendenza</b>, lo schema prevede che il responsabile del gruppo di audit non possa ricoprire tale ruolo per più di un ciclo di certificazione presso la stessa organizzazione senza un ciclo di intervallo, regola che segue l&#8217;auditor anche quando il cliente cambia organismo. La <b>composizione del gruppo</b> deve inoltre rispecchiare l&#8217;equilibrio di genere e le altre caratteristiche della forza lavoro, così da consentire, ove praticabile, colloqui individuali condotti da un auditor dello stesso genere del lavoratore.</p>
<p class="p7">Le <b>ricerche preliminari</b> a carico dell&#8217;organismo sono state ampliate: stima del salario dignitoso per il territorio e il settore, accertamento di procedimenti legali in corso o passati, esame di reclami e contenziosi nei sei mesi precedenti lo Stage 1, consultazione di sindacati, organizzazioni non governative e portatori d&#8217;interesse locali almeno una volta l&#8217;anno. Il piano di audit deve richiedere all&#8217;organizzazione il calcolo del salario dignitoso e della retribuzione più bassa corrisposta, con l&#8217;evidenza del minimo legale o contrattuale applicabile.</p>
<h3 class="p6">La transizione alla versione 2026</h3>
<p class="p2">Dall&#8217;1 gennaio 2027 ogni nuova certificazione e ri-certificazione deve avvenire secondo la SA8000:2026; entro il 31 maggio 2029 tutte le organizzazioni certificate devono avere completato il passaggio, che può avvenire solo in sede di ri-certificazione. Le imprese già certificate dovevano intanto completare, entro il 31 dicembre 2026, la formazione e l&#8217;autovalutazione previste da SAI.</p>
<h2 class="p5">Vantaggi e oneri legati all’adozione di SA8000</h2>
<h3 class="p6">Vantaggi</h3>
<p class="p1">L&#8217;adozione dello standard offre alle organizzazioni <b>vantaggi</b> di diversa natura:</p>
<p class="p1">– fornisce una <b>verifica indipendente e riconosciuta a livello internazionale</b> delle condizioni di lavoro, opponibile a clienti, investitori e autorità;</p>
<p class="p1">– soddisfa il requisito del sistema di certificazione richiesto dal <b>Codice del Consumo</b> per l&#8217;uso lecito di un&#8217;etichetta di sostenibilità sociale;</p>
<p class="p1">– riduce l&#8217;<i>audit fatigue</i>, perché consente di rispondere alle richieste di <i>compliance</i> sociale di più committenti senza ospitare verifiche di seconda parte ripetute.</p>
<p class="p7">La revisione 2026 aggiunge un vantaggio di metodo. Il passaggio dalla logica del rilievo puntuale a quella della matrice di rischio e del <b>contesto</b> riconosce che una parte dei problemi sociali non dipende dalla sola impresa certificata, e permette di mantenere la certificazione mentre si lavora su cause che richiedono la collaborazione di terzi. È un realismo che la versione precedente non contemplava.</p>
<h3 class="p6">Oneri</h3>
<p class="p1">Gli oneri, a loro volta, non sono trascurabili. L&#8217;<b>allestimento del sistema</b> richiede investimenti in formazione, revisione delle procedure, mappatura dei rischi e, spesso, consulenza esterna; ai corrispettivi di audit, calcolati sulle giornate previste dalle tabelle dello schema, si aggiungono i costi indiretti della disponibilità permanente imposta dalle visite semi-annunciate.</p>
<p class="p2">L&#8217;onere maggiore riguarda però l&#8217;estensione della <b><i>due diligence</i></b>. Lo standard chiede di identificare, valutare e affrontare gli impatti negativi non solo nelle proprie operazioni, ma <b>lungo l&#8217;intera catena del valore</b>, a monte e a valle, e di stabilire con i partner commerciali aspettative reciproche documentate, comprensive delle condizioni per la cessazione dei rapporti.</p>
<h2 class="p3">Conclusioni</h2>
<p class="p1">Lo schema SA8000:2026 aggiorna un modello che ha trent&#8217;anni di applicazione, allineandolo alla dovuta diligenza dei Principi guida delle Nazioni Unite e alla logica di analisi del rischio. Il nucleo rimane quello del 1997: sette diritti, un sistema di gestione che li presidia, un audit indipendente che lo verifica.</p>
<p class="p1">Il suo impiego cambia però di natura con la riforma della disciplina delle pratiche commerciali sleali. Nessuna etichetta di sostenibilità, ambientale o sociale, può più venire esibita senza un sistema di certificazione che la sorregga: la SA 8000 diventa così il titolo che legittima ciò che l&#8217;impresa dichiara al consumatore.</p>
<p class="p7"><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://sa-intl.org/">SAI &#8211; Social Accountability Consultant</a></em></p>
<h3 class="p6">Riferimenti</h3>
<h4 class="p1">Fonti normative dell&#8217;Unione Europea</h4>
<p class="p1">Directive (EU) 2022/2464 of the European Parliament and of the Council of 14 December 2022 amending Regulation (EU) No 537/2014, Directives 2004/109/EC, 2006/43/EC and 2013/34/EU, as regards corporate sustainability reporting. Consolidated text: 18/03/2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2464/2026-03-18"><span class="s2">http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2464/2026-03-18</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition through better protection against unfair practices and through better information. <i>Official Journal of the European Union</i>, L, 6.3.2024. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj"><span class="s2">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Directive (EU) 2024/1760 of the European Parliament and of the Council of 13 June 2024 on corporate sustainability due diligence and amending Directive (EU) 2019/1937 and Regulation (EU) 2023/2859. Consolidated text: 18/03/2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1760/2026-03-18"><span class="s2">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1760/2026-03-18</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Directive (EU) 2026/470 of the European Parliament and of the Council of 24 February 2026 amending Directives 2006/43/EC, 2013/34/EU, (EU) 2022/2464 and (EU) 2024/1760. <i>Official Journal of the European Union</i>, L, 26.2.2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2026/470/oj"><span class="s2">http://data.europa.eu/eli/dir/2026/470/oj</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4 class="p1">Fonti normative italiane</h4>
<p class="p1">Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. Codice del consumo, a norma dell&#8217;articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229. <i>Normattiva</i>. Ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 15/05/2026. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-06;206"><span class="s2">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-06;206</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Attuazione della direttiva (UE) 2024/825. <i>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana</i>, Serie Generale n. 56 del 9 marzo 2026. <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/SG"><span class="s2">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/SG</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4 class="p1">Documenti di schema e fonti istituzionali</h4>
<p class="p1">SAAS. (2020). <i>SAAS Procedure 200:2020. Procedures and Requirements for Accredited Certification Bodies</i>, versione 4.2, in vigore dal 6 marzo 2020. Social Accountability Accreditation Services. <a href="https://sa-intl.org/resources/saas-document-library/"><span class="s2">https://sa-intl.org/resources/saas-document-library/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">SAI. (2026). <i>SA8000:2026. Standard per il lavoro dignitoso</i>. Social Accountability International. <a href="https://sa-intl.org/wp-content/uploads/2026/01/SA8000-2026_final_IT-1.pdf"><span class="s2">https://sa-intl.org/wp-content/uploads/2026/01/SA8000-2026_final_IT-1.pdf</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">SAI. (2026). <i>SAI Procedure 200 Supplement. SA8000:2026 Interim (Bridging) Requirements</i>, revisione 1, valida dall&#8217;1 giugno 2026. Social Accountability International. <a href="https://sa-intl.org/resources/saas-document-library/"><span class="s2">https://sa-intl.org/resources/saas-document-library/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">SAI. (2026). <i>SA8000 Certification Program Timeline. Transitioning to SA8000:2026</i>. Social Accountability International. <a href="https://sa-intl.org/sa8000-certification-program-timeline/"><span class="s2">https://sa-intl.org/sa8000-certification-program-timeline/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">SAI. (2026). <i>2023-2025 SA8000 Standard Revision</i>. Social Accountability International. <a href="https://sa-intl.org/sa8000-standard-revision/"><span class="s2">https://sa-intl.org/sa8000-standard-revision/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">SAI. (2026). <i>SA8000:2026 Standard</i>. Social Accountability International. <a href="https://sa-intl.org/resources/sa8000-standard/"><span class="s2">https://sa-intl.org/resources/sa8000-standard/</span></a></p>
<h4 class="p9">Articoli di approfondimento giuridico</h4>
<p class="p4">Dongo, D., Della Penna A.A. (2026, 15 maggio). Asserzioni ambientali e pratiche commerciali sleali. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/"><span class="s2">https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p4">Dongo, D. (2026, 14 luglio). Environmental e scorte di magazzino, la road-map. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/environmental-claims-scorte-magazzino-road-map/"><span class="s2">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/environmental-claims-scorte-magazzino-road-map/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sa8000-certificazione-responsabilita-impresa/">Responsabilità sociale d&#8217;impresa e certificazione SA8000</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sostenibilità sociale, lo schema di certificazione FSSC 24000</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/fssc-24000-certificazione-sostenibilita-sociale-industria-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 17:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Certificazioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[greenwashing]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=85397</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel panorama sempre più complesso della sostenibilità delle organizzazioni, la responsabilità sociale rappresenta una dimensione finora sottovalutata, al di fuori dei circuiti — purtroppo ancora ristretti —  delle filiere eque e solidali (Dongo et al., 2019) e dell’ancor più rara certificazione SA 8000. La Fondazione FSSC (Foundation for Food Safety Certification), ente senza scopo di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/fssc-24000-certificazione-sostenibilita-sociale-industria-alimentare/">Sostenibilità sociale, lo schema di certificazione FSSC 24000</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nel panorama sempre più complesso della sostenibilità delle organizzazioni, la <b>responsabilità sociale</b> rappresenta una dimensione finora sottovalutata, al di fuori dei circuiti — purtroppo ancora ristretti —<span class="Apple-converted-space">  </span>delle filiere eque e solidali (Dongo et al., 2019) e dell’ancor più rara <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sa-8000/">certificazione SA 8000</a>. La <b>Fondazione FSSC</b> (<i>Foundation for Food Safety Certification</i>), ente senza scopo di lucro con sede nei Paesi Bassi già noto per lo schema di certificazione dei sistemi di sicurezza alimentare FSSC 22000, ha esteso il proprio ambito d’azione sviluppando lo <b>schema di certificazione FSSC 24000</b>, dedicato ai sistemi di gestione sociale (<i>Social Management System</i>, SMS).</p>
<p class="p1">Lo schema è stato pubblicato nell’ottobre <b>2022</b>, nella Versione 1.0 tuttora vigente, quale strumento strutturato per verificare che le organizzazioni garantiscano <b>condizioni di lavoro</b> sicure ed eque, rispettino i <b>requisiti etici</b> di business e applichino la <b><i>due diligence</i></b> nella gestione della propria catena di fornitura (FSSC, 2022).</p>
<p class="p2">A differenza di altri strumenti di valutazione della <i>compliance</i> sociale, FSSC 24000 si distingue per essere allineato all’<b>approccio</b> dei sistemi di gestione <b>ISO</b>, integrando il ciclo PDCA (<i>Plan-Do-Check-Act</i>) e l’approccio basato sul rischio in un sistema soggetto a <b>audit</b> di parte terza e riconosciuto a livello internazionale (FSSC, 2026a).</p>
<h2 class="p3">Due diligence, le direttive in Unione Europea</h2>
<p class="p1">L’introduzione di FSSC 24000 si colloca in un contesto normativo europeo e globale in rapida evoluzione, caratterizzato dalla crescente attenzione verso la <b>responsabilità delle imprese</b> nei confronti dei <b>diritti umani e</b> della <b>sostenibilità sociale</b>. Il quadro giuridico di riferimento in Unione Europea è definito da due direttive, entrambe modificate nel 2026:</p>
<p class="p4">– la <b><i>Corporate Sustainability Reporting Directive</i></b> (CSRD, direttiva 2022/2464, recepita in Italia con il decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125) ha introdotto obblighi estesi di rendicontazione di sostenibilità, i quali comprendono indicatori relativi ai diritti dei lavoratori, alla diversità e alle condizioni di lavoro (Dongo et al., 2022);</p>
<p class="p4">– la <b><i>Corporate Sustainability Due Diligence Directive</i></b> (CSDDD, direttiva 2024/1760) a sua volta impone alle imprese di identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente lungo le proprie catene di attività (Dongo, 2024). Il suo recepimento in Italia è ancora atteso: la delega al Governo è contenuta in Allegato A alla legge 17 marzo 2026, n. 36 (legge di delegazione europea 2025).</p>
<p class="p5">Entrambe le normative sono state modificate dalla direttiva (UE) 2026/470, entrata in vigore il 18 marzo 2026, che recepisce i<span class="s2">l </span>primo dei sei pacchetti di semplificazione presentati dalla Commissione Europea (<i>Omnibus I</i>, dedicato alla sostenibilità. Dongo, 2025)<span class="s2">, </span>dopo il rinvio già disposto dalla direttiva (UE) 2025/794, a sua volta attuata in Italia con la legge 8 agosto 2025, n. 118, che ha modificato il decreto legislativo 125/2024.</p>
<h3 class="p6">Le semplificazioni introdotte dal pacchetto <i>Omnibus I</i></h3>
<p class="p1">Le semplificazioni introdotte a seguito di recepimento del pacchetto <i>Omnibus I </i>riducono in misura sostanziale la platea dei soggetti obbligati e riscrivono alcuni meccanismi sostanziali della <i>due diligence</i>:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li7">la <b>CSRD</b> si applica ora alle sole imprese con più di <b>1.000 dipendenti</b> <b>e</b> un <b>fatturato netto</b> superiore a <b>450 milioni di euro</b>, vale a dire i ricavi delle vendite di prodotti e delle prestazioni di servizi al netto di sconti, IVA e altre imposte direttamente connesse (direttiva 2013/34/UE, articolo 2, punto 5);</li>
<li class="li1">la <b>CSDDD</b> a sua volta ora si applica soltanto alle imprese dell’Unione con oltre<b> 5.000 dipendenti</b> in media <b>e</b> un fatturato netto mondiale superiore a <b>1,5 miliardi</b> di euro, ovvero alle imprese di Paesi terzi con un fatturato netto nell’Unione superiore a 1,5 miliardi di euro (direttiva 2024/1760, articolo 2, paragrafo 5).</li>
</ul>
<p class="p8">Sul piano dei <b>contenuti</b>, i due atti conservano nature distinte:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li7">la <b>CSRD</b> impone un <b>obbligo informativo</b>, da assolvere in una sezione dedicata della relazione sulla gestione secondo gli <i>European Sustainability Reporting Standards</i>, con verifica esterna in forma di <i>limited assurance</i>; la facoltà di introdurre in futuro una <i>reasonable assurance</i> è stata soppressa;</li>
<li class="li8">la <b>CSDDD</b> introduce invece un’obbligazione di mezzi, articolata in otto adempimenti: integrazione della <i>due diligence</i> nelle politiche e nei sistemi di gestione del rischio; identificazione e valutazione degli impatti negativi; prevenzione di quelli potenziali e cessazione di quelli effettivi; riparazione; coinvolgimento dei portatori d&#8217;interesse; meccanismo di segnalazione e procedura di reclamo; monitoraggio dell&#8217;efficacia; comunicazione al pubblico (direttiva 2024/1760, articolo 5).</li>
</ul>
<p class="p8">Tre modifiche incidono sul contenuto di tali obblighi:</p>
<p class="p8">– l&#8217;<b>identificazione degli impatti</b> si svolge ora in due tempi, una ricognizione preliminare fondata unicamente sulle informazioni ragionevolmente disponibili e una valutazione approfondita limitata alle aree ove gli impatti risultino più probabili e più gravi (articolo 8, paragrafo 2);</p>
<p class="p8">– le richieste di <b>informazioni ai partner commerciali</b> sono ammesse solo se necessarie e, verso i partner con meno di 5.000 dipendenti, solo quando il dato non sia ragionevolmente ottenibile per altra via (articolo 8, paragrafo 2 <i>bis</i>);</p>
<p class="p8">– è venuto meno l&#8217;obbligo di adottare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici, mentre il regime armonizzato di <b>responsabilità civile</b> è stato sostituito da un rinvio al diritto nazionale, con diritto al risarcimento integrale e divieto di sovracompensazione (articolo 29).</p>
<p class="p8">Il quadro degli adempimenti e delle scadenze si riassume come segue.</p>
<table class="t1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="td1" valign="top"></td>
<td class="td1" valign="top">
<p class="p10"><b>CSRD (direttiva UE 2022/2464)</b></p>
</td>
<td class="td1" valign="top">
<p class="p10"><b>CSDDD (direttiva UE 2024/1760)</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p2">Natura dell&#8217;obbligo</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p2">rendicontazione di sostenibilità nella relazione sulla gestione</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p2">dovere di diligenza sui diritti umani e sull&#8217;ambiente nella catena di attività</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">Imprese dell&#8217;Unione</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">fatturato netto oltre 450 milioni di euro e oltre 1.000 dipendenti in media (criteri cumulativi)</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">oltre 5.000 dipendenti in media e fatturato netto mondiale oltre 1,5 miliardi di euro</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">Franchising e licenza</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">non previsto</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2"><i>royalties</i> nell&#8217;Unione oltre 75 milioni di euro e fatturato netto mondiale oltre 275 milioni di euro</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td4" valign="top">
<p class="p2">Imprese di Paesi terzi</p>
</td>
<td class="td4" valign="top">
<p class="p2">fatturato netto nell&#8217;Unione oltre 450 milioni di euro, con una controllata o succursale nell&#8217;Unione oltre 200 milioni di euro</p>
</td>
<td class="td4" valign="top">
<p class="p2">fatturato netto nell&#8217;Unione oltre 1,5 miliardi di euro</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">Aggiornamento periodico</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">annuale</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">politica di <i>due diligence</i> almeno ogni 24 mesi; valutazione di efficacia almeno ogni 5 anni</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td5" valign="top">
<p class="p2">Verifica esterna</p>
</td>
<td class="td5" valign="top">
<p class="p2"><i>limited assurance</i> obbligatoria</p>
</td>
<td class="td5" valign="top">
<p class="p2">verifica indipendente di parte terza facoltativa, a supporto degli adempimenti</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p2">Sanzioni</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p2">rimesse agli Stati membri</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p2">sanzioni pecuniarie, con limite massimo del <b>3% del fatturato netto mondiale</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td6" valign="top">
<p class="p2">Recepimento</p>
</td>
<td class="td6" valign="top">
<p class="p2">19 marzo 2027</p>
</td>
<td class="td6" valign="top">
<p class="p2">26 luglio 2028</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">Prima applicazione</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">esercizi che iniziano dall&#8217;1 gennaio 2027</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p2">dal 26 luglio 2029; comunicazione annuale per gli esercizi che iniziano dall&#8217;1 gennaio 2030</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="p8">In via transitoria, per gli esercizi che iniziano tra l&#8217;1 gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026 gli Stati membri possono esentare dalla rendicontazione le imprese che non raggiungono le nuove soglie.</p>
<h2 class="p11">Lo schema di certificazione FSSC 24000</h2>
<h3 class="p6">Fondamenti normativi e struttura</h3>
<p class="p1">FSSC 24000<b> </b>è uno schema di certificazione volontaria basato sulla specifica tecnica <b>BSI/PAS 24000:2022</b> (<i>Publicly Available Specification</i>), pubblicata dal <i>British Standards Institution</i>, e i <b>Requisiti Aggiuntivi dello Schema FSSC 24000</b>, determinati dal <i>Board of Stakeholders</i> della Fondazione stessa. A questi si affianca la <b><i>BoS Decision List</i></b>, documento dinamico che prevale sulle regole esistenti o ne chiarisce la portata, con periodi di transizione definiti (FSSC, 2022).</p>
<p class="p1">La <b>PAS 24000:2022</b> definisce i requisiti minimi per l’istituzione, l’implementazione, il mantenimento e il miglioramento continuo di un sistema di gestione sociale, utilizzando l’approccio per processi, il ciclo PDCA e il pensiero basato sul rischio. La struttura armonizzata (<i>Harmonized Structure</i>) consente un allineamento agevole con altri standard ISO, come ISO 9001, ISO 14001 e FSSC 22000 <span class="s3">LINK AD ARTICOLO NUOVO</span>, e quindi l’implementazione di sistemi di gestione integrati (FSSC, 2026a).</p>
<p class="p1">Lo schema <b>FSSC 24000 </b>si articola in cinque parti, oltre a due appendici (definizioni e riferimenti normativi) e tre allegati a loro volta cogenti:</p>
<ol class="ol1">
<li class="li7">contesto e ambito di certificazione;</li>
<li class="li7">requisiti per le organizzazioni da sottoporre ad audit;</li>
<li class="li7">requisiti per il processo di certificazione;</li>
<li class="li7">requisiti per gli organismi di certificazione;</li>
<li class="li1">requisiti per gli organismi di accreditamento.</li>
</ol>
<h3 class="p6">Ambito di applicazione</h3>
<p class="p8">La certificazione FSSC 24000 si rivolge alla <b>manifattura e trasformazione </b>—<b> <i>food</i> e <i>non-food</i></b> — e ai servizi correlati che includono anzitutto la <b>distribuzione</b> all&#8217;ingrosso e al dettaglio (anche tramite <i>e-commerce</i>), nonché la <b>logistica</b>. Con esclusione delle filiere del tabacco e varie altre (pellicce, armi, esplosivi e munizioni, combustibile nucleare).</p>
<p class="p8">La <b>certificazione multi-sito</b> a campione è ammessa solo nei servizi, non nella manifattura, dove ogni stabilimento deve invece venite certificato singolarmente. Le catene fino a venti siti vengono verificate per intero; oltre quel numero l&#8217;audit annuale può limitarsi a un campione, purché nei tre anni del ciclo tutti i siti vengano comunque visitati (Parte 3, clausola 5.3).</p>
<p class="p8">L&#8217;<b>audit</b> copre l&#8217;<b>intero sito e tutti i lavoratori</b> — permanenti, temporanei, a tempo parziale — inclusi i non dipendenti sotto il controllo dell&#8217;organizzazione, appaltatori inclusi, oltre agli alloggi forniti o imposti e ai <b>magazzini</b> fuori sito della stessa entità giuridica. Un deposito che serva anche altri clienti, incluse altre società del gruppo, richiede certificazione separata (Parte 3, clausole 4.2 e 5.2.2).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p8">FSSC 24000 e FSSC 22000 rimangono schemi indipendenti: la certificazione può riguardare l&#8217;uno, l&#8217;altro o entrambi (FSSC, 2025a).</p>
<h3 class="p6">Processo di certificazione</h3>
<p class="p1">Il <b>percorso di</b> <b>certificazione</b> si articola nelle seguenti fasi:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li7">comprensione dei requisiti;</li>
<li class="li7">implementazione operativa;</li>
<li class="li7">selezione di un organismo di certificazione autorizzato;</li>
<li class="li7">audit di certificazione con chiusura delle non conformità;</li>
<li class="li1">mantenimento della conformità attraverso audit di sorveglianza annuali nel corso del ciclo triennale (FSSC, 2025b).</li>
</ul>
<p class="p1">L’<b>audit iniziale</b> si articola in <b>due stadi</b>: lo Stage 1, di natura documentale e preparatoria, e lo Stage 2, di verifica dell’effettiva implementazione del sistema. L’intervallo tra i due non può superare i sei mesi; oltre tale termine lo Stage 1 deve venire ripetuto. Il primo audit di sorveglianza, a sua volta, non può collocarsi oltre dodici mesi dalla data della decisione di certificazione, pena la sospensione del certificato (FSSC, 2022).</p>
<p class="p1">La <b>durata dell’audit</b> viene calcolata in base al numero complessivo di lavoratori e alla superficie del sito, con un minimo di una giornata-uomo (e una riduzione massima del 20%, se documentata e giustificata). Il numero di <b>lavoratori da intervistare</b> e di fascicoli personali da esaminare varia da 4, per i siti fino a 49 addetti, fino a 30 oltre i 2.000. Le interviste devono venire condotte in forma riservata, senza presenza di supervisori o del <i>management</i>, in una lingua compresa dal lavoratore.</p>
<p class="p5">Il <b>certificato</b> ha validità <b>triennale</b> ed è soggetto a <b>audit </b>di sorveglianza<b> annuali</b> e a un audit di ri-certificazione al termine del terzo anno. Le organizzazioni certificate sono inserite in un <b>registro pubblico</b> consultabile sul sito FSSC, aggiornato quotidianamente, che garantisce trasparenza e visibilità nei confronti di clienti e <i>stakeholder</i> (FSSC, 2025b).</p>
<h3 class="p6">Organismi di certificazione e qualificazione degli auditor</h3>
<p class="p1">La solidità dello schema è garantita da <b>requisiti stringenti</b> per gli <b>organismi di certificazione</b> e da una qualificazione degli auditor tra le più elevate del settore. I <i>control bodies</i> devono:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li7">essere accreditati secondo la norma <b>ISO/IEC 17021-1</b> da un organismo di accreditamento firmatario dell’accordo multilaterale di riconoscimento;</li>
<li class="li7">aderire all’<b>APSCA</b> (<i>Association of Professional Social Compliance Auditors</i>);</li>
<li class="li1">ottenere una licenza specifica dalla Fondazione FSSC (FSSC, 2026a; FSSC, 2026b).</li>
</ul>
<p class="p1">Gli <b>auditor</b> devono essere dipendenti o contrattualizzati da un ente di certificazione autorizzato e aderente ad APSCA. Per guidare un audit FSSC 24000 è obbligatorio detenere la designazione CSCA (<i>Certified Social Compliance Auditor</i>. FSSC, 2022; FSSC, 2026b). APSCA sovrintende a 84 imprese aderenti e oltre 5.300 auditor in più di 100 Paesi, i quali conducono quasi 200.000 audit l’anno (FSSC, 2026b).</p>
<p class="p5">Un ulteriore presidio di indipendenza è la <b>rotazione obbligatoria</b>: nessun auditor può operare per più di due cicli triennali presso la stessa organizzazione certificata, né come <i>lead auditor</i> né come co-auditor, e deve poi rimanere fuori per almeno un anno prima di potervi tornare (FSSC, 2022).</p>
<h3 class="p6">Audit senza preavviso e programma di integrità</h3>
<p class="p1">Come per FSSC 22000, anche FSSC 24000 prevede l’obbligo di <b>almeno</b> <b>un</b> <b>audit </b>di sorveglianza <b>senza preavviso</b>, ogni tre anni, dopo l’audit di certificazione iniziale. La rispettiva procedura prevede che il piano di audit non venga condiviso prima della riunione di apertura e l’ispezione dei locali inizi entro un’ora dall’arrivo dell’auditor; il rifiuto di sottoporsi all’audit comporta la sospensione del certificato entro tre giorni lavorativi e il ritiro se la verifica non viene svolta entro sei mesi.</p>
<p class="p2">Il <b>FSSC Integrity Program</b> rappresenta un ulteriore elemento di garanzia: attraverso un sistema di monitoraggio continuo che include formazione, <i>mentoring</i>, revisioni documentali, valutazioni presso gli uffici degli enti di certificazione e audit testimoniati, la Fondazione assicura il rispetto degli standard e la coerenza dei risultati di certificazione. Il programma, ereditato dall’esperienza consolidata con FSSC 22000, costituisce l’architrave della fiducia del mercato nei confronti dello schema (FSSC, 2026a).</p>
<h2 class="p11">Vantaggi e oneri legati all’adozione dello schema</h2>
<h3 class="p6">Vantaggi</h3>
<p class="p1">La certificazione FSSC 24000 offre alle organizzazioni vantaggi strategici e operativi di diversa natura:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li7"><b>dimostrare l’impegno per la sostenibilità sociale</b>, in conformità alla direttiva (UE) 2024/825 sulle asserzioni (sociali e) ambientali, recepita in Italia con d.lgs. 30/2026, senza incorrere nel rischio di contestazioni di pratiche commerciali sleali (<i>greenwashing</i>) ora soggette in Italia a sanzioni fino a 10 milioni di euro (Dongo et al., 2026);</li>
<li class="li7">il <b>riconoscimento internazionale</b> — <i>benchmarking</i> SSCI del <i>Consumer Goods Forum</i>, endorsement di Global ACI, inserimento nella ITC <i>Standards Map</i>, accettazione da parte di EcoVadis dal dicembre 2025 — facilita l’accesso ai mercati globali;</li>
<li class="li7">la <b>riduzione dell’<i>audit fatigue</i></b> consente di soddisfare i requisiti di <i>compliance</i> sociale di più clienti senza ospitare ripetute verifiche di seconda parte, riducendo le interruzioni operative;</li>
<li class="li1">la struttura armonizzata con gli standard ISO permette l’<b>integrazione</b> con i sistemi di gestione preesistenti, ottimizzando risorse e tempi di audit.</li>
</ul>
<p class="p1">Dal punto di vista del <b><i>risk management</i></b>, l’approccio sistematico di FSSC 24000 aiuta a identificare e gestire i rischi legati ai diritti umani, alle pratiche lavorative e all’etica commerciale, contribuendo a proteggere il marchio. La differenza rispetto all’audit sociale tradizionale, come sottolineato dalla direzione tecnica della Fondazione, sta nel passaggio da una preparazione episodica in vista delle verifiche a un sistema di gestione permanente, ove l’analisi dei rischi specifici dell’organizzazione aggiunge controlli propri a quelli di base (FSSC, 2026b).</p>
<p class="p5">L’implementazione posiziona infine le organizzazioni in anticipo rispetto agli obblighi normativi, riducendo il rischio regolatorio e rafforzando la relazione con i <i>buyer</i>, i quali possono così considerare la maggiore affidabilità dei fornitori certificati (come partner a minor rischio).</p>
<h3 class="p6">Oneri</h3>
<p class="p1">L’adozione dello schema FSSC 24000 comporta del resto oneri significativi da considerare con realismo. Il primo è rappresentato dai <b>costi di implementazione</b>: l’allestimento di un sistema di gestione sociale conforme alla PAS 24000:2022 e ai requisiti aggiuntivi richiede investimenti in formazione, revisione delle procedure, mappatura dei rischi sociali nonché, spesso, il supporto di consulenti esterni. Le piccole e medie imprese possono trovare l’adeguamento impegnativo, pur disponendo degli strumenti di supporto e dei documenti guida resi disponibili gratuitamente dalla Fondazione (FSSC, 2025b).</p>
<p class="p1">I <b>costi di certificazione</b> vanno considerati su due piani. Le tariffe della Fondazione comprendono una quota di 330 euro per ogni report di audit caricato nella piattaforma, dovuta dall’organizzazione certificata tramite il proprio organismo di certificazione, con un sovrapprezzo per sito nelle certificazioni multi-sito, e una quota annuale a carico del <i>certification body</i> (CB) compresa tra 7.500 e 15.500 euro in funzione del volume di report (FSSC, 2026c). A queste si aggiunge — ed è la voce prevalente — il corrispettivo dell’attività di audit, determinato dalle giornate calcolate secondo le tabelle dello schema. Gli audit senza preavviso impongono poi una <b>prontezza operativa costante</b>, con risorse dedicate al monitoraggio interno e alla gestione documentale.</p>
<p class="p2">Va infine considerata la severità del regime delle non conformità, graduate in minori, maggiori e critiche. Le maggiori devono venire definite entro 28 giorni di calendario dall’ultimo giorno di audit, pena la sospensione del certificato o la ripetizione integrale dello Stage 2. Le critiche — impiego di lavoro minorile, lavoro forzato, trattamenti inumani, violazioni della sicurezza che espongano i lavoratori a pericolo imminente, tentata corruzione dell’auditor, occultamento di siti produttivi — comportano la sospensione del certificato entro tre giorni lavorativi e il ritiro se non risolte entro sei mesi. Se emergono in sede di certificazione iniziale, l’audit è fallito e va ripetuto per intero (FSSC, 2022).</p>
<h2 class="p3">Conclusioni</h2>
<p class="p1">Lo schema FSSC 24000 rappresenta un passo significativo nell’evoluzione degli strumenti di governance della sostenibilità sociale nelle filiere dei beni di consumo. La sua forza risiede nella capacità di combinare un approccio sistemico, allineato alla struttura armonizzata ISO, con criteri di performance sociale rigorosi e una governance della certificazione tra le più solide del settore, garantita dall’integrazione con APSCA e dal programma di integrità della Fondazione.</p>
<p class="p1">Il paradosso del momento merita attenzione. Proprio mentre il legislatore europeo restringe la platea delle imprese direttamente soggette agli obblighi di <i>due diligence</i>, la domanda di <b>sostenibilità</b> — che include la sostenibilità sociale — si va affermando sul mercato e richiede a sua volta l’adozione di uno schema di certificazione di parte terza, quale FSSC 22000, idoneo a dimostrare le garanzie sociali nell’intero corso delle catene di fornitura.</p>
<p class="p1">La diffusione dello schema rimane però ancora agli inizi. L’interesse è testimoniato dagli oltre 500 iscritti al webinar informativo del febbraio 2026 e dalle prime certificazioni in nuovi mercati — l’azienda statunitense RCB International, fornitore di oli essenziali, ha ottenuto la certificazione nell’ottobre 2025 dopo un percorso avviato l’anno precedente — ma i numeri sono lontani dalle oltre 42.000 organizzazioni certificate FSSC 22000. Il successo dipenderà dalla capacità delle organizzazioni di valutare realisticamente gli investimenti necessari e di integrare il sistema di gestione sociale con i processi esistenti, e dalla capacità del mercato di riconoscere il valore di una verifica strutturata e indipendente rispetto alle valutazioni di <i>compliance</i> sociale tradizionali.</p>
<p class="p2"><i>Dario Dongo</i></p>
<h3 class="p12">Riferimenti</h3>
<h4 class="p13">Fonti normative dell’Unione Europea</h4>
<p class="p1">Directive (EU) 2022/2464 of the European Parliament and of the Council of 14 December 2022 amending Regulation (EU) No 537/2014, Directives 2004/109/EC, 2006/43/EC and 2013/34/EU, as regards corporate sustainability reporting. Consolidated text: 18/03/2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2464/2026-03-18"><span class="s4">http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2464/2026-03-18</span></a></p>
<p class="p1">Directive (EU) 2024/1760 of the European Parliament and of the Council of 13 June 2024 on corporate sustainability due diligence and amending Directive (EU) 2019/1937 and Regulation (EU) 2023/2859. Consolidated text: 18/03/2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1760/2026-03-18"><span class="s4">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1760/2026-03-18</span></a></p>
<p class="p1">Directive (EU) 2025/794 of the European Parliament and of the Council of 14 April 2025 amending Directives (EU) 2022/2464 and (EU) 2024/1760 as regards the dates from which Member States are to apply certain corporate sustainability reporting and due diligence requirements. <i>Official Journal of the European Union</i>, L, 16.4.2025. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2025/794/oj"><span class="s4">http://data.europa.eu/eli/dir/2025/794/oj</span></a></p>
<p class="p14">Directive (EU) 2026/470 of the European Parliament and of the Council of 24 February 2026 amending Directives 2006/43/EC, 2013/34/EU, (EU) 2022/2464 and (EU) 2024/1760. <i>Official Journal of the European Union</i>, L, 26.2.2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2026/470/oj"><span class="s4">http://data.europa.eu/eli/dir/2026/470/oj</span></a></p>
<p class="p15">Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition through better protection against unfair practices and through better information. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj"><span class="s1">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4 class="p16">Fonti normative nazionali</h4>
<p class="p8">Decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 139. Attuazione della direttiva 2013/34/UE relativa ai bilanci d&#8217;esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per le società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge (15G00153). <i>Normattiva</i> (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 05/03/2026). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-08-18;139!vig="><span class="s1">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-08-18;139!vig=</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p8">Decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125. Attuazione della direttiva (UE) 2022/2464 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022, recante modifica del regolamento (UE) n. 537/2014, della direttiva 2004/109/CE, della direttiva 2006/43/CE e della direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la rendicontazione societaria di sostenibilità (24G00145). <i>Normattiva</i> (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 09/08/2025). <span class="s1">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-09-06;125!vig=</span></p>
<p class="p8">Legge 8 agosto 2025, n. 118. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, recante disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali (25G00126). <i>Normattiva</i>.<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-08-08;118!vig="> <span class="s1">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-08-08;118!vig=</span></a></p>
<p class="p8">Legge 17 marzo 2026, n. 36. Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l&#8217;attuazione di altri atti dell&#8217;Unione europea &#8211; Legge di delegazione europea 2025 (26G00053). <i>Normattiva</i>.<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2026-03-17;36!vig="> <span class="s1">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2026-03-17;36!vig=</span></a></p>
<p class="p8">Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Attuazione della direttiva (UE) 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell&#8217;informazione (26G00047). <i>Normattiva</i>.<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026-02-20;30!vig="> <span class="s1">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026-02-20;30!vig=</span></a></p>
<h4 class="p13">Documenti di schema e fonti istituzionali</h4>
<p class="p1">BSI. (2022). <i>PAS 24000:2022. Social management system — Specification</i>. British Standards Institution. <a href="https://www.fssc.com/wp-content/uploads/2022/11/PAS24000_2022_Social-Management-System.pdf"><span class="s4">https://www.fssc.com/wp-content/uploads/2022/11/PAS24000_2022_Social-Management-System.pdf</span></a></p>
<p class="p1">FSSC. (2022). <i>FSSC 24000 Scheme. Social Management System Certification. Version 1.0, October 2022</i>. Foundation for Food Safety Certification. <a href="https://www.fssc.com/wp-content/uploads/2022/12/FSSC-24000-Scheme-Version-1.0_2022.pdf"><span class="s4">https://www.fssc.com/wp-content/uploads/2022/12/FSSC-24000-Scheme-Version-1.0_2022.pdf</span></a></p>
<p class="p1">FSSC. (2025a). <i>FSSC 24000 Version 1.0 FAQ</i>. Foundation for Food Safety Certification. <a href="https://www.fssc.com/fssc-24000/fssc-24000-faq/"><span class="s4">https://www.fssc.com/fssc-24000/fssc-24000-faq/</span></a></p>
<p class="p1">FSSC. (2025b). <i>How to achieve FSSC 24000 certification. A simple guide</i>. Foundation for Food Safety Certification. <a href="https://www.fssc.com/insights/fssc-24000-certification-guide/"><span class="s4">https://www.fssc.com/insights/fssc-24000-certification-guide/</span></a></p>
<p class="p1">FSSC. (2026a). <i>FSSC 24000. Delivering trust and impact for global social responsibility</i>. Foundation for Food Safety Certification. <a href="https://www.fssc.com/fssc-24000/"><span class="s4">https://www.fssc.com/fssc-24000/</span></a></p>
<p class="p1">FSSC. (2026b, febbraio). <i>Insights Webinar FSSC 24000. Ethics and systems in action for trusted social compliance</i> [sintesi del webinar]. Foundation for Food Safety Certification. <a href="https://www.fssc.com/insights/insights-webinar-fssc-24000-ethics-and-systems-in-action-for-trusted-social-compliance/"><span class="s4">https://www.fssc.com/insights/insights-webinar-fssc-24000-ethics-and-systems-in-action-for-trusted-social-compliance/</span></a></p>
<p class="p1">FSSC. (2026c). <i>Requirements for licensed CBs</i>. Foundation for Food Safety Certification. <a href="https://www.fssc.com/certification-bodies/requirements-licensed-cbs/"><span class="s4">https://www.fssc.com/certification-bodies/requirements-licensed-cbs/</span></a></p>
<p class="p14">The Consumer Goods Forum &amp; Foundation FSSC. (2024). <i>Joint press release. FSSC 24000 achieves SSCI recognition</i>. <a href="https://www.fssc.com/insights/joint-press-release-fssc-24000-achieves-ssci-recognition/"><span class="s4">https://www.fssc.com/insights/joint-press-release-fssc-24000-achieves-ssci-recognition/</span></a></p>
<h4 class="p13">Approfondimenti giuridici</h4>
<p class="p1">Dongo, D., Baldelli, G. (2018, 22 dicembre). Fairtrade, ABC. Il tipo di Natale che vorremmo vivere ogni singolo giorno. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/fair-trade-abc-il-natale-che-vorremmo-ogni-santo-giorno/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/fair-trade-abc-il-natale-che-vorremmo-ogni-santo-giorno/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p7">Dongo, D., Bosani, E. (2022, 18 novembre). Corporate Sustainability Reporting. Al via l’obbligo di rendicontazione ESG per le imprese. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/corporate-sustainability-reporting-al-via-lobbligo-di-rendicontazione-esg-per-le-imprese/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/corporate-sustainability-reporting-al-via-lobbligo-di-rendicontazione-esg-per-le-imprese/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p7">Dongo, D. (2024, 23 settembre): Corporate Sustainability Due Diligence Directive (EU) No 2024/1760, l’ABC. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/corporate-sustainability-due-diligence-directive-eu-no-2024-1760-labc/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/corporate-sustainability-due-diligence-directive-eu-no-2024-1760-labc/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p7">Dongo, D. (2025, 16 febbraio). DOSSIER – e semplificazioni, CSR e due diligence a rischio? <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/omnibus-csr-due-diligence-a-rischio/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/omnibus-csr-due-diligence-a-rischio/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p7">Dongo, D., Della Penna A.A. (2026, 15 maggio). Asserzioni ambientali e pratiche commerciali sleali. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/</span></a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Certificazioni per la sicurezza alimentare: FSSC 22000, IFS e BRCGS a confronto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-sicurezza-alimentare-fssc-22000-ifs-brcgs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 16:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Certificazioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[ISO]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sicurezza alimentare nell’Unione Europea costituisce un prerequisito per l’esercizio delle attività da parte di tutti gli operatori che partecipano alla filiera, ‘from farm to fork’. Il regolamento (CE) n. 852/2004 impone a ogni operatore del settore alimentare — in tutte le fasi successive alla produzione primaria — di predisporre, attuare e mantenere una o [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La <b>sicurezza alimentare</b> nell’Unione Europea costituisce un prerequisito per l’esercizio delle attività da parte di tutti gli operatori che partecipano alla filiera, ‘<i>from farm to fork</i>’. Il regolamento (CE) n. 852/2004 impone a ogni operatore del settore alimentare — in tutte le fasi successive alla produzione primaria — di predisporre, attuare e mantenere una o più procedure permanenti basate sui principi HACCP (articolo 5).</p>
<p class="p1">Gli <b>schemi di certificazione</b> della sicurezza alimentare comportano l’adozione su base volontaria, da parte degli operatori, di appositi protocolli volti a garantire il rispetto continuativo di elevati standard di sicurezza e qualità, con requisiti supplementari sviluppati a seguito di consultazioni tra i massimi esperti nelle materie coinvolte e loro condivisione da parte delle rappresentanze dei settori coinvolti, a livello globale.</p>
<p class="p1">Il regolamento (UE) 2017/625 dei <b>controlli pubblici ufficiali</b> nella filiera agroalimentare considera questi aspetti laddove prevede che le autorità competenti, nel programmare i controlli ufficiali in base al rischio, tengono conto dell’affidabilità e dei risultati dei controlli effettuati dagli operatori stessi, o da terzi su loro richiesta, compresi, ove del caso, i regimi di certificazione di qualità privati (articolo 9, paragrafo 1, lettera ‘d’).</p>
<p class="p2">La certificazione, in altre parole, non esonera da alcun obbligo né da alcun controllo. Potrebbe però incidere sulla frequenza dei controlli ufficiali, in vista della loro ottimizzazione. E in ogni caso costituisce il requisito di accesso agli elenchi dei fornitori di prodotti a marchio della <b>grande distribuzione organizzata</b> (GDO), oltre a venire apprezzata dai <b><i>buyer</i> internazionali</b>.</p>
<h2 class="p3">GFSI, il benchmark e lo stato reale dei riconoscimenti</h2>
<p class="p1">La <b><i>Global Food Safety Initiative</i></b> (<b>GFSI</b>), coalizione del <i>Consumer Goods Forum</i>, è un’organizzazione partecipata dalle rappresentanze dei comparti interessati, nella produzione agroalimentare e la distribuzione, costituita nel 2000 su iniziativa dei principali operatori del settore, allo scopo di ridurre i rischi per la sicurezza alimentare, le duplicazioni degli audit e i relativi costi lungo le filiere globali. La GFSI non certifica, non accredita e non elabora standard: i suoi requisiti si rivolgono ai proprietari degli schemi e le imprese non possono venire sottoposte ad audit rispetto ad essi. Il suo ruolo si esprime quindi nel duplice compito di:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1">definire e aggiornare i <b><i>Benchmarking Requirements</i></b> (BMR) a cui gli schemi privati di certificazione volontaria dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare devono rispondere, allo scopo di garantire il rispetto di un elevato standard condiviso a livello planetario;</li>
<li class="li1">valutare la <b>conformità dei diversi schemi</b> predisposti dai <i>Certification Programme Owners</i> (CPO, es. FSSC 22000, IFS, BRCGS) rispetto ai propri <i>Benchmark</i>, affinché gli stessi possano venire riconosciuti da parte delle categorie rappresentate, secondo il principio ‘<i>once certified, accepted everywhere</i>’.</li>
</ul>
<p class="p1">I <b>BMR versione 2024</b>, pubblicati il 20 dicembre 2024 a esito di una consultazione pubblica che tra luglio e settembre 2024 ha raccolto oltre 2.500 commenti, sono dichiaratamente allineati al <b><i>Codex Alimentarius</i></b><i> </i>(<i>General Principles of Food Hygiene</i>) e alla norma <b>ISO 22003</b> sui requisiti degli organismi che certificano i sistemi di gestione della sicurezza alimentare. Il <i>benchmark</i> privato si àncora dunque, a sua volta, al sistema Codex-ISO. I requisiti sono stati aggiornati in linea con l’evoluzione delle normative e delle esigenze condivise, con particolare riguardo a:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><b>cultura della sicurezza alimentare</b>, introdotta dal regolamento (UE) 2021/382 (Dongo, 2021) e approfondita in apposito <i>position paper</i> di GFSI, giunto a marzo 2026 alla seconda edizione — dopo quella del 2018 — presentata alla GFSI Conference di Vancouver e fondata su oltre 180 fonti accademiche e industriali, con un modello a due livelli tra fondamenta organizzative e pratiche manifeste (GFSI, 2026);</li>
<li class="li1"><b><i>food defense</i></b>, e gestione dei rischi di <i>tampering</i>, già oggetto di apposite <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni/fssc-22000-prevenzione-frodi-e-tampering/">linee guida di FSSC 22000</a> (2018);</li>
<li class="li1">valutazione di vulnerabilità alle <b>frodi alimentari</b>, a loro volta già considerate nelle citate linee guida di FSSC 22000 (2018) oltre che oggetto di apposito <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni/iso-22380-prevenzione-frodi-alimentari/">standard ISO 22380:2018</a>;</li>
<li class="li1">gestione dei <b>programmi dei prerequisiti</b> (PRPs), i quali sono stati tra l’altro considerati anche nelle più recenti linee guida della Commissione europea (Dongo, 2022);</li>
<li class="li1">regole per le <b>certificazioni multisito</b>, con criteri più chiari per la definizione e l’audit della funzione centrale;</li>
<li class="li1">snellimento del processo di <i>benchmarking</i> quanto a criteri di ammissibilità, tempistiche e procedure di <i>escalation</i>.</li>
</ul>
<p class="p1">Le domande di riconoscimento rispetto ai nuovi requisiti sono aperte dal 6 gennaio 2025. Gli schemi già riconosciuti rispetto alla versione 2020.1 hanno avuto una finestra di nove mesi, fino al 5 settembre 2025, per presentare domanda; nelle more delle istruttorie, i riconoscimenti in essere rimangono validi.</p>
<p class="p1">Alla data odierna i soli schemi privati di certificazione dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare riconosciuti rispetto alla versione 2024 dei BMR di GFSI sono CanadaGAP e JFSM (Giappone). FSSC 22000 (versione 6, riconosciuta il 29 agosto 2024), IFS Food v8 (16 settembre 2024) e BRCGS Global Standard for Food Safety Issue 9 (28 agosto 2024) restano riconosciuti rispetto alla versione 2020 dei BMR.</p>
<p class="p1">Il riconoscimento, va notato, non ha effetto retroattivo. Nel caso di BRCGS Food Safety Issue 9, ad esempio, i certificati emessi prima della delibera dello <i>Steering Committee</i> (23 agosto 2024) non sono considerati riconosciuti da GFSI.</p>
<p class="p1">Tutte le domande di <i>benchmarking</i> rispetto alla versione 2024 sono in corso di istruttoria. Risultano in valutazione, tra gli altri, FSSC 22000 versione 7, i quattro schemi BRCGS (Food Safety Issue 9, Packaging Materials Issue 7, Storage &amp; Distribution Issue 4, Agents &amp; Brokers Issue 3), IFS Food versione 8 con Doctrine versione 5 e SQF Food Safety Certification Edition 10. I certificati in essere rimangono frattanto validi e riconosciuti.</p>
<h2 class="p3">FSSC 22000, lo schema costruito sulle norme ISO</h2>
<p class="p1">L’architettura dello schema di certificazione sviluppato dalla Fondazione <b>FSSC 22000</b> (<b><i>Food Safety System Certification</i></b>) è interamente basata su standard ISO: la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni/iso-220002018-lo-standard-aggiornato-per-la-sicurezza-alimentare/">norma ISO 22000</a> per il sistema di gestione, i programmi dei prerequisiti (PRPs) della serie ISO 22002-x e i requisiti aggiuntivi dello schema. Chi scrive ebbe modo a suo tempo di promuovere il suo riconoscimento da parte di GFSI, in rappresentanza dell’industria agroalimentare europea, quale allora presidente del Gruppo di Lavoro ‘<i>Food Hygiene</i>’ di CIAA (oggi <i>FoodDrinkEurope</i>) e suo rappresentante in ISO (ISO/TC 34/SC 17 &#8211; <i>Management systems for food safety</i>).</p>
<p class="p1">Gli <b>standard ISO</b> si distinguono rispetto agli schemi privati creati dalle rappresentanze della grande distribuzione (es. IFS, BRC), sebbene poi sviluppati da enti autonomi, sotto due principali e valevoli aspetti:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1">la <b><i>governance</i> del sistema</b> di elaborazione e approvazione, a cui contribuiscono gli enti di normazione nazionali che compongono ISO (es. UNI in Italia, <i>British Standards Institution</i> nel Regno Unito, DIN in Germania, AFNOR in Francia), le rappresentanze dei comparti interessati nonché, sul piano europeo, il CEN, che coopera con ISO in forza dell’Accordo di Vienna del 1991, rivisto nel 2001, il quale prevede la pianificazione congiunta dei progetti e l’approvazione parallela delle norme a livello internazionale ed europeo. Gli stessi <i>Benchmarking Requirements</i> di GFSI, del resto, si allineano dichiaratamente al <i>Codex Alimentarius</i> e alla norma ISO 22003;</li>
<li class="li1">la <b>stabilità delle norme</b> nel corso degli anni, poiché la loro revisione viene promossa e attuata solo al ricorrere di esigenze obiettive e condivise, per realizzare gli obiettivi pertinenti a ciascuna norma. Così ad esempio, ISO 22000:2005 è stata soggetta a una prima revisione dopo tredici anni (ISO 22000:2018). Il successivo aggiornamento è ora in corso, a seguito dell’approvazione del nuovo progetto il 9 gennaio 2024: il <i>committee draft</i> è stato approvato per la registrazione come DIS il 5 marzo 2026 e la votazione sul progetto ISO/DIS 22000, della durata di dodici settimane, è stata avviata il 6 maggio 2026 (ISO, 2026).</li>
</ul>
<p class="p1">La <b>Versione 7</b> di FSSC 22000 è stata pubblicata all’inizio di <b>maggio 2026</b>. Le ragioni della revisione sono dichiarate dalla Fondazione:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1">recepire la <b>nuova serie ISO 22002-x:2025</b> sui programmi dei prerequisiti (PRPs), in luogo della precedente base costituita dalle specifiche tecniche ISO/TS 22002-x e dalle <i>Publicly Available Specifications</i> di BSI;</li>
<li class="li1">allineare lo schema ai <i>GFSI Benchmarking Requirements</i> v2024;</li>
<li class="li1">rafforzare i requisiti a sostegno dei <i>Sustainable Development Goals</i> (SDGs) in agenda ONU 2030;</li>
<li class="li1">ridefinire la struttura delle categorie della filiera alimentare, con aggiornamento dei requisiti di qualificazione degli auditor.</li>
</ul>
<p class="p1">FSSC 22000 V7 inoltre:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1">introduce un nuovo requisito su progettazione e sviluppo prodotti legato alla <b>sostenibilità del <i>packaging</i></b> (Parte 2, requisito 2.5.13. In linea con il PPWR. Dongo et al., 2026);</li>
<li class="li1">incorpora alcuni principi di <b><i>Save Food Packaging</i></b>, elaborati dall’<i>Australasian Institute of Packaging</i> e adattati su scala globale dalla <i>World Packaging Organization</i>, a sostegno della riduzione di perdite e sprechi alimentari;</li>
<li class="li5">espunge dai requisiti aggiuntivi dello schema (Parte 2, sezione 2.5) quelli il cui contenuto risulta ormai assorbito dalla nuova serie ISO 22002-x:2025, così evitando duplicazioni tra le norme ISO e i requisiti proprietari di FSSC.</li>
</ul>
<p class="p5">Il cambio nella serie dei PRP muta l&#8217;impianto, non solo i riferimenti. Le precedenti ISO/TS 22002-x ripetevano i requisiti comuni in ciascuna parte settoriale, con inevitabili disallineamenti. La nuova serie, pubblicata a luglio 2025, li raccoglie in un&#8217;unica base: la <b>ISO 22002-100:2025</b> consolida i programmi dei prerequisiti (PRPs) per l&#8217;intera filiera di alimenti, mangimi e imballaggi, mentre le parti settoriali — a partire dalla <b>ISO 22002-1:2025</b> per la fabbricazione degli alimenti — si applicano in aggiunta ad essa.</p>
<p class="p5">Il calendario della transizione è stringente, poiché gli audit sulla Versione 6 sono ammessi fino al 30 aprile 2027 e gli audit di <b><i>upgrade</i></b> alla Versione 7 vanno condotti tra l’1 maggio 2027 e il <b>30 aprile 2028</b>.</p>
<p class="p5">Sul fronte della diffusione, il contatore in tempo reale del sito FSSC registra <b>42.650 organizzazioni certificate</b> all&#8217;1 settembre 2026, in oltre 150 Paesi, con 115 partner licenziatari e 46 enti di accreditamento. La progressione è netta: oltre 37.000 nel rapporto 2024, oltre 40.000 in quello 2025, quasi 43.000 oggi. Una <b>crescita</b> nell&#8217;ordine dell&#8217;<b>8% annuo</b>.</p>
<h2 class="p3">IFS e BRCGS, gli schemi della distribuzione</h2>
<p class="p5">Nel perimetro della GDO europea, <b>IFS Food</b> (<i>International Featured Standards</i>, di matrice franco-tedesca) e <b>BRCGS</b> (<i>Brand Reputation Compliance Global Standards</i>, di origine britannica) mantengono una posizione dominante nella qualifica dei fornitori, in particolare per le produzioni a marchio del distributore.</p>
<h3 class="p6">IFS</h3>
<p class="p1">IFS dichiarava <b>oltre 20.000 certificati IFS Food</b> ad aprile 2023, in occasione della pubblicazione della versione 8, oltre alla leadership di mercato in Europa. Nel 2025 la rete contava 1.450 auditor e 83 organismi di certificazione, con una crescita degli audit del 5,7% tra gennaio e settembre 2025 (IFS Food +5,6%, IFS Broker +9,9%, IFS HPC +9,7%, IFS Logistics +7,0%). La <b>versione 8</b> dello standard è stata pubblicata il 18 aprile 2023 e si applica obbligatoriamente agli audit dall’1 gennaio 2024.</p>
<p class="p1">Il 23 aprile 2026 IFS ha pubblicato le <b><i>doctrine</i> aggiornate</b> per IFS Food 8, Logistics 3, Broker 3.2 e PACsecure 3, dichiarando espressamente che gli aggiornamenti si sono resi necessari per conformarsi ai GFSI <i>Benchmarking Requirements</i> 2024 e preparare la domanda di riconoscimento; tra le modifiche, la definizione di cultura della sicurezza dei prodotti e degli alimenti è stata chiarita e integrata. Le <i>doctrine</i>, si noti bene, sono documenti normativi che integrano lo standard.</p>
<p class="p5">I <b>termini di adeguamento</b> discendono dalla regola generale enunciata nella premessa del documento: <b>le regole nuove</b> o adattate <b>si applicano due mesi dopo</b> la pubblicazione della relativa versione, salvo diversa indicazione. La <i>Doctrine</i> v5, pubblicata il 23 aprile 2026, è dunque applicabile dal <b>23 giugno 2026</b>. Gli organismi di certificazione devono quindi provvedere a loro volta in tempi brevissimi alla formazione interna del personale interessato, prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.</p>
<h3 class="p6">BRCGS</h3>
<p class="p1"><b>BRCGS</b> presenta numeri di poco superiori sul singolo standard alimentare. La <b>Issue 9</b>, lanciata ad agosto <b>2022</b>, conta oltre <b>24.500 siti certificati in 137 Paesi</b>. Lo standard è già <b>in revisione</b>: la consultazione pubblica per l’Issue 10 è stata aperta il 9 gennaio 2026 e chiusa il 15 febbraio successivo. Nell’attesa, l’allineamento ai nuovi requisiti GFSI è stato gestito con lo strumento tipico dello schema, i <i>position statements</i>.</p>
<p class="p5">Il 26 maggio 2026 BRCGS ha confermato di avere presentato domanda di <i>benchmarking</i> contro i BMR 2024 per quattro schemi di certificazione e ha aggiornato i relativi <b><i>position statements</i></b> (F926 per Food Safety, P708 per Packaging Materials, SD404 per Storage &amp; Distribution, AB310 per Agents &amp; Brokers), i quali a loro volta integrano la norma e sono efficaci per tutti gli audit condotti dal <b>10 agosto 2026</b>, con undici settimane di transizione. Le nuove disposizioni riguardano, tra l’altro, ruoli e responsabilità del personale, gestione e verifica documentata dei programmi prerequisito, <i>food defence</i> e valutazione delle minacce, valutazione di vulnerabilità alle frodi e, per il solo standard alimentare, i requisiti sugli indumenti protettivi.</p>
<h3 class="p6">IFS e BRC, pro e contro</h3>
<p class="p1">Questi schemi presentano speculari <b>vantaggi e oneri aggiuntivi</b>, rispetto a FSSC 22000, che meritano attenta considerazione prima della scelta:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><b>riconoscibilità commerciale</b> immediata presso i <i>buyer</i> della GDO europea e britannica, con protocolli di audit dettagliati sui controlli di processo igienico-sanitario;</li>
<li class="li1"><b>campo di applicazione</b> che eccede la sicurezza alimentare, per abbracciare qualità commerciale, autenticità e legalità del prodotto, con il conseguente carico documentale;</li>
<li class="li1"><b>ciclo di certificazione annuale</b>, contro il ciclo triennale di FSSC 22000, che comporta un impegno organizzativo ricorrente;</li>
<li class="li1"><b>frequenza elevata degli aggiornamenti</b> normativi con termini di adeguamento brevissimi, come si è visto: due mesi per la <i>Doctrine</i> IFS, undici settimane per i <i>position statements</i> BRCGS. Ne discendono impegni e costi imprevedibili per le aziende certificate, in risorse umane e non solo.</li>
</ul>
<h3 class="p3">Tabella comparativa aggiornata</h3>
<p class="p1">Il confronto tra i tre schemi, alla data di pubblicazione:</p>
<table class="t1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="td1" valign="top">
<p class="p1"><b>Caratteristica</b></p>
</td>
<td class="td1" valign="top">
<p class="p1"><b>FSSC 22000</b></p>
</td>
<td class="td1" valign="top">
<p class="p1"><b>IFS Food</b></p>
</td>
<td class="td1" valign="top">
<p class="p1"><b>BRCGS Food Safety</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1"><b>Base normativa</b></p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">ISO 22000 + serie ISO 22002-x:2025 (PRP) + requisiti aggiuntivi FSSC</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">standard proprietario IFS + <i>doctrine</i></p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">standard proprietario BRCGS + <i>position statements</i></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p1"><b>Versione in corso</b></p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p1">Versione 7 (maggio 2026)</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p1">Versione 8 (aprile 2023), <i>Doctrine</i> v5 (23 aprile 2026)</p>
</td>
<td class="td3" valign="top">
<p class="p1">Issue 9 (agosto 2022), <i>position statements</i> v4 (27 aprile 2026)</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td4" valign="top">
<p class="p1"><b>Applicazione</b></p>
</td>
<td class="td4" valign="top">
<p class="p1">audit V6 ammessi fino al 30.4.2027, <i>upgrade</i> V7 dall’1.5.2027 al 30.4.2028</p>
</td>
<td class="td4" valign="top">
<p class="p1">Regole nuove o adattate della <i>Doctrine</i> v5 applicabili dal 23.6.2026 (due mesi dopo la pubblicazione)</p>
</td>
<td class="td4" valign="top">
<p class="p1"><i>Position statements</i> aggiornati, efficaci per gli audit dal 10.8.2026 (12 settimane dopo la pubblicazione). Issue 10 in preparazione</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td5" valign="top">
<p class="p1"><b>Riconoscimento GFSI</b></p>
</td>
<td class="td5" valign="top">
<p class="p1">BMR v2020 (versione 6, 29.8.2024); V7 in <i>benchmarking</i> contro BMR v2024</p>
</td>
<td class="td5" valign="top">
<p class="p1">BMR v2020 (16.9.2024); in <i>benchmarking</i> contro BMR v2024, con <i>Doctrine</i> v5</p>
</td>
<td class="td5" valign="top">
<p class="p1">BMR v2020 (28.8.2024, delibera del 23.8.2024); in <i>benchmarking</i> contro BMR v2024</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td6" valign="top">
<p class="p1"><b>Ciclo di certificazione</b></p>
</td>
<td class="td6" valign="top">
<p class="p1">triennale, con audit di sorveglianza annuali e almeno un audit non annunciato per ciclo</p>
</td>
<td class="td6" valign="top">
<p class="p1">certificato di validità annuale, con almeno un audit su tre non annunciato</p>
</td>
<td class="td6" valign="top">
<p class="p1">certificato di validità annuale; programmi di audit annunciato, <i>blended announced</i>, non annunciato volontario oppure non annunciato obbligatorio uno ogni tre anni</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1"><b>Diffusione dichiarata</b></p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">oltre 40.000 organizzazioni, oltre 150 Paesi</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">oltre 20.000 certificati IFS Food (dato dichiarato ad aprile 2023)</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">oltre 24.500 siti, 137 Paesi</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td7" valign="top">
<p class="p1"><b>Focus operativo</b></p>
</td>
<td class="td7" valign="top">
<p class="p1">sicurezza alimentare e integrità del sistema di gestione</p>
</td>
<td class="td7" valign="top">
<p class="p1">sicurezza, qualità, conformità legale e specifiche di processo</p>
</td>
<td class="td7" valign="top">
<p class="p1">sicurezza, legalità, autenticità e qualità del prodotto</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1"><b>Radicamento geografico</b></p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">globale e multisettoriale</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">Europa continentale, con forte presenza in Germania, Francia e Italia</p>
</td>
<td class="td2" valign="top">
<p class="p1">Regno Unito, Europa e Nord America</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2 class="p3">Quanti sono i certificati nell’Unione Europea</h2>
<p class="p1">Né la GFSI né i proprietari degli schemi pubblicano dati disaggregati per l’Unione Europea o per singolo Stato membro. I numeri verificabili sono quelli globali riportati nei precedenti paragrafi, integrati da <b>tre registri di pubblico dominio</b> consultabili caso per caso: il <i>Public Register</i> della Fondazione FSSC, il <i>Database</i> IFS e la <i>Directory</i> BRCGS. I <i>buyer</i> possono (e dovrebbero) verificare su tali registri la validità dei certificati.</p>
<p class="p1">Sul versante <b>ISO</b>, i dati per Paese della <i>ISO Survey</i> — che copre anche la ISO 22000 — dal 2025 vengono compilati direttamente dal <b>database IAF CertSearch</b> e resi accessibili previa registrazione su quella piattaforma, circostanza che ne limita la citazione immediata ma non la consultabilità da parte degli operatori.</p>
<h2 class="p3">Considerazioni strategiche per l’industria alimentare italiana</h2>
<p class="p1">Per le industrie alimentari italiane, spesso orientate verso un mix tra export, produzioni a marchio del distributore e mercati di prossimità, la scelta strategica dello schema da adottare dovrebbe venire affrontata con criteri di materialità:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><b>integrazione dei sistemi di gestione (FSSC 22000)</b>, soluzione d’elezione per chi esporta o aspira all’export fuori dall’Unione Europea o fornisce materie prime e semilavorati a gruppi industriali globali, poiché la derivazione ISO consente di integrare agevolmente la sicurezza alimentare con qualità (ISO 9001), ambiente (ISO 14001) e salute e sicurezza sul lavoro (ISO 45001), riducendo duplicazioni documentali e costi di audit;</li>
<li class="li1"><b>prevedibilità dell&#8217;investimento (FSSC 22000)</b>, che discende dalla stabilità delle norme ISO su cui lo schema si fonda e dai cicli di revisione programmati, senza requisiti nuovi da attuare in poche settimane. Il ciclo di certificazione triennale consente di pianificare su base pluriennale costi di risorse dedicate, piani di formazione e audit, con oneri di adeguamento noti in anticipo;</li>
<li class="li1"><b>rispondenza commerciale (IFS, BRCGS)</b>, scelta favorita per chi lavora in subfornitura intensiva per le catene europee e britanniche, con l’avvertenza che il rinnovo annuale e i frequenti aggiornamenti di schema vanno messi a budget in giornate/uomo, oltre che in tariffe di audit;</li>
<li class="li1"><b>doppia certificazione</b>, opzione da valutare quando i mercati <i>target</i> siano eterogenei, tenendo anche conto della possibilità di audit congiunti tra i due schemi della distribuzione.</li>
</ul>
<p class="p1">Il 2026-2027 è in ogni caso un biennio di transizione per tutti e tre gli schemi, ciascuno impegnato a ottenere il riconoscimento di conformità ai nuovi requisiti GFSI di <i>benchmarking</i>. Le aziende certificate dovrebbero pianificare ora le risorse per l’aggiornamento, verificando con il proprio organismo di certificazione le date effettive di applicazione dei nuovi requisiti e le opzioni di passaggio da IFS e BRCGS a FSSC 22000.</p>
<p class="p1">La decisione finale deve quindi discendere da una matrice che ponderi mercati <i>target</i>, tipologia di filiera, sistemi di gestione già in essere e tolleranza interna ai costi di mantenimento. Senza dimenticare il punto di partenza: nessuno schema privato può sostituire il rispetto delle norme cogenti, né gli obblighi di autocontrollo che gravano su ciascun operatore (Dongo et al., 2018).</p>
<p class="p1"><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://www.crich.it/">Crich</a></em></p>
<h3 class="p7">Riferimenti</h3>
<h4 class="p8">Fonti normative dell’Unione Europea</h4>
<p class="p1">Regulation (EC) No 852/2004 of the European Parliament and of the Council of 29 April 2004 on the hygiene of foodstuffs. Consolidated text: 24/03/2021. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2004/852/2021-03-24"><span class="s1">http://data.europa.eu/eli/reg/2004/852/2021-03-24</span></a></p>
<p class="p9">Regulation (EU) 2017/625 of the European Parliament and of the Council of 15 March 2017 on official controls and other official activities performed to ensure the application of food and feed law (Official Controls Regulation). Consolidated text: 05/01/2025. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2017/625/2025-01-05"><span class="s1">http://data.europa.eu/eli/reg/2017/625/2025-01-05</span></a></p>
<h4 class="p8">Documenti degli schemi di certificazione e degli enti di normazione</h4>
<p class="p1">BRCGS. (2026, 9 gennaio). <i>Public consultation – Global Standard Food Safety, Issue 9</i>. <a href="https://www.brcgs.com/about-brcgs/news/2026/public-consultation-food-safety-issue-9/"><span class="s1">https://www.brcgs.com/about-brcgs/news/2026/public-consultation-food-safety-issue-9/</span></a></p>
<p class="p10"><span class="s2">BRCGS. (2026, 26 maggio). <i>Important update – BRCGS alignment with GFSI Benchmarking Requirements 2024</i>. <a href="https://www.brcgs.com/about-brcgs/news/2026/important-update-brcgs-alignment-with-gfsi-benchmarking-requirements-2024/"><span class="s1">https://www.brcgs.com/about-brcgs/news/2026/important-update-brcgs-alignment-with-gfsi-benchmarking-requirements-2024/</span></a></span></p>
<p class="p10"><span class="s2">CEN-CENELEC. <i>CEN and ISO Cooperation</i>. <a href="https://www.cencenelec.eu/about-cen/cen-and-iso-cooperation/"><span class="s1">https://www.cencenelec.eu/about-cen/cen-and-iso-cooperation/</span></a></span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Foundation FSSC. (2026). </span><i>FSSC 22000 Provides Trust and Impact for Global Food Safety</i><span class="s3">. Consultato l&#8217;1 settembre 2026. <a href="https://www.fssc.com/fssc-22000/"><span class="s4">https://www.fssc.com/fssc-22000/</span></a></span></p>
<p class="p1">Foundation FSSC. (2026, 9 aprile). <i>Foundation FSSC Annual Report 2025: Demonstrating the Power of Management Systems</i>. <a href="https://www.fssc.com/insights/fssc-annual-report-2025/"><span class="s1">https://www.fssc.com/insights/fssc-annual-report-2025/</span></a></p>
<p class="p1">Foundation FSSC. (2026, maggio). <i>Version 7 is Official!</i> <a href="https://www.fssc.com/insights/version-7-is-official/"><span class="s1">https://www.fssc.com/insights/version-7-is-official/</span></a></p>
<p class="p1">Foundation FSSC. (2026). <i>FSSC 22000 Version 7: Key Changes Explained</i>. <a href="https://www.fssc.com/insights/fssc-22000-version-7-key-changes/"><span class="s1">https://www.fssc.com/insights/fssc-22000-version-7-key-changes/</span></a></p>
<p class="p1">Foundation FSSC. (2026). <i>FSSC 22000 Version 7 – Additional Requirements</i>. <a href="https://www.fssc.com/fssc-22000/fssc-22000-v7-additional-requirements/"><span class="s1">https://www.fssc.com/fssc-22000/fssc-22000-v7-additional-requirements/</span></a></p>
<p class="p1">Foundation FSSC. (2026). <i>How to become FSSC 22000 certified</i>. <a href="https://www.fssc.com/fssc-22000/become-fssc-22000-certified/"><span class="s1">https://www.fssc.com/fssc-22000/become-fssc-22000-certified/</span></a></p>
<p class="p1">Global Food Safety Initiative. (2026). <i>GFSI-Recognised Certification Programme Owners</i>. <a href="https://mygfsi.com/how-to-implement/recognition/certification-programme-owners/"><span class="s1">https://mygfsi.com/how-to-implement/recognition/certification-programme-owners/</span></a></p>
<p class="p10"><span class="s2">Global Food Safety Initiative. (2026, 26 marzo). <i>A Culture of Food Safety – Version 2.0</i>. <a href="https://mygfsi.com/wp-content/uploads/2026/03/GFSI-Food-Safety-Culture-Position-Paper-March-2026.pdf"><span class="s1">https://mygfsi.com/wp-content/uploads/2026/03/GFSI-Food-Safety-Culture-Position-Paper-March-2026.pdf</span></a></span></p>
<p class="p10"><span class="s2">Global Food Safety Initiative. (2026). <i>Programmes undergoing benchmarking against V2024</i>. <a href="https://mygfsi.com/how-to-implement/recognition/certification-programme-owners/cpos-undergoing-benchmarking"><span class="s1">https://mygfsi.com/how-to-implement/recognition/certification-programme-owners/cpos-undergoing-benchmarking</span></a></span></p>
<p class="p1">Global Food Safety Initiative. (2024, 20 dicembre). <i>Global Collaboration, Enhanced Food Safety: The Benchmarking Requirements 2024 Unveiled</i>. <a href="https://mygfsi.com/news_updates/global-collaboration-enhanced-food-safety-the-benchmarking-requirements-2024-unveiled/"><span class="s1">https://mygfsi.com/news_updates/global-collaboration-enhanced-food-safety-the-benchmarking-requirements-2024-unveiled/</span></a></p>
<p class="p1">Global Food Safety Initiative. (2024, 28 agosto). <i>GFSI announces its recognition of BRCGS Food Safety Issue 9</i>. <a href="https://mygfsi.com/press_releases/gfsi-announces-its-recognition-of-brcgs-food-safety-issue-9/"><span class="s1">https://mygfsi.com/press_releases/gfsi-announces-its-recognition-of-brcgs-food-safety-issue-9/</span></a></p>
<p class="p1">Global Food Safety Initiative. (2024, 16 settembre). <i>IFS Food Standard v8 achieves GFSI recognition</i>. <a href="https://mygfsi.com/press_releases/ifs-food-standard-v8-achieves-gfsi-recognition/"><span class="s1">https://mygfsi.com/press_releases/ifs-food-standard-v8-achieves-gfsi-recognition/</span></a></p>
<p class="p1"><span class="s2">IFS. (2026, 23 aprile). <i>New doctrines for IFS Food, Broker, Logistics and PACsecure</i>. <a href="https://www.ifs-certification.com/en/news/new-doctrines-for-ifs-food-broker-logistics-and-pacsecure"><span class="s1">https://www.ifs-certification.com/en/news/new-doctrines-for-ifs-food-broker-logistics-and-pacsecure</span></a></span></p>
<p class="p10"><span class="s2">IFS. (2026, aprile). <i>IFS Food version 8 Doctrine, version 5</i>. <a href="https://www.ifs-certification.com/images/ifs_documents/IFS_Food_v8_doctrine_v5_EN.pdf"><span class="s1">https://www.ifs-certification.com/images/ifs_documents/IFS_Food_v8_doctrine_v5_EN.pdf</span></a></span></p>
<p class="p1">ISO. (2025). <i>ISO 22002-1:2025. Prerequisite programmes on food safety — Part 1: Food manufacturing</i>. <a href="https://www.iso.org/standard/22002-1"><span class="s1">https://www.iso.org/standard/22002-1</span></a></p>
<p class="p1">ISO. (2025). <i>ISO 22002-100:2025. Prerequisite programmes on food safety — Part 100: Requirements for the food, feed and packaging supply chain</i>. <a href="https://www.iso.org/standard/22002-100"><span class="s1">https://www.iso.org/standard/22002-100</span></a></p>
<p class="p1">ISO. (2026). <i>ISO/DIS 22000. Food safety management systems — Requirements for any organization in the food chain</i> (progetto in corso di sviluppo, stadio 40.20). <a href="https://www.iso.org/standard/88794.html"><span class="s1">https://www.iso.org/standard/88794.html</span></a></p>
<p class="p10"><span class="s2">ISO. (2026). <i>The ISO Survey</i>. <a href="https://www.iso.org/the-iso-survey.html"><span class="s1">https://www.iso.org/the-iso-survey.html</span></a></span></p>
<h4 class="p8">Approfondimenti giuridici</h4>
<p class="p1">Dongo, D. (2021, 9 marzo). Reg. UE 2021/382. Gestione allergeni, cultura della sicurezza, redistribuzione alimenti. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/reg-ue-2081-382-cultura-della-sicurezza-redistribuzione-alimenti-gestione-allergeni/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/reg-ue-2081-382-cultura-della-sicurezza-redistribuzione-alimenti-gestione-allergeni/</span></a></p>
<p class="p1">Dongo, D. (2022, 23 dicembre). Sistemi di gestione della sicurezza alimentare, linee guida CE 2022. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/sistemi-di-gestione-della-sicurezza-alimentare-linee-guida-ce-2022/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/sistemi-di-gestione-della-sicurezza-alimentare-linee-guida-ce-2022/</span></a></p>
<p class="p1">Dongo, D., Della Penna A.A. (2026, 3 luglio). PPWR: la responsabilità del titolare del marchio. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/ppwr-imballaggi-alimentari-responsabilita/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/ppwr-imballaggi-alimentari-responsabilita/</span></a></p>
<p class="p1">Dongo, D., Torre G. (2018, 6 aprile). Sicurezza alimentare, ABC responsabilità operatori. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/sicurezza-alimentare-abc-responsabilita-operatori/"><span class="s1">https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/sicurezza-alimentare-abc-responsabilita-operatori/</span></a></p>
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		<title>Quarta gamma del mare: la svolta del pesce pronto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-ittici-italiani/quarta-gamma-mare-pesce-pronto-mercato-ittico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[conserve ittiche]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[quarta gamma]]></category>
		<category><![CDATA[ready to eat]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tragitto che porta il pesce dalle reti da pesca alle tavole in Italia sta cambiando traiettoria. Sebbene i prodotti ittici restino centrali nel modello alimentare italiano, ben otto consumatori su dieci dichiarano di riscontrare ostacoli pratici nella loro preparazione domestica. Il timore di sbagliare la cottura, la gestione dei tempi e la difficoltà percepita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il tragitto che porta il pesce dalle reti da pesca alle tavole in Italia sta cambiando traiettoria. Sebbene i <b>prodotti ittici</b> restino centrali nel modello alimentare italiano, ben otto consumatori su dieci dichiarano di riscontrare <b>ostacoli pratici</b> <b>nella</b> loro <b>preparazione domestica</b>. Il timore di sbagliare la cottura, la gestione dei tempi e la difficoltà percepita stanno generando una <b>delega di massa</b> verso la <b>distribuzione moderna</b>. La risposta della GDO è la nascita di una vera e propria ‘<b>quarta gamma del mare</b>’: un&#8217;offerta incentrata sul contenuto di <b>servizio</b> e sul prodotto pronto all&#8217;uso che spinge il valore del comparto retail oltre la soglia dei <b>4 miliardi di euro</b>.</p>
<h2 style="text-align: left;">La paura della cucina riscrive le regole del mercato</h2>
<p style="text-align: left;">Il pesce resta centrale nella dieta degli italiani, ma il tragitto dalla pescheria alla tavola è disseminato di ostacoli. Secondo un&#8217;analisi di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, circa <b>otto consumatori su dieci</b> in Italia si dichiarano poco avvezzi a cucinare prodotti ittici (Il Sole 24 Ore, 2026; ANSA, 2026). Pesano la paura di sbagliare la preparazione, la <b>difficoltà percepita</b> e il tempo richiesto dalla cottura.</p>
<p style="text-align: left;">Questa esitazione si traduce in delega e sta riscrivendo le regole del mercato. Il pesce intero da sfilettare o comunque da cucinare lascia spazio a prodotti ittici che richiedono pochi minuti, o nessun intervento, prima del consumo. E la <b>GDO</b> ha intercettato per prima questo fenomeno, trasformando i banchi pescheria in spazi sempre più orientati al <b>servizio</b>.</p>
<h2 style="text-align: left;">Il valore della comodità nel carrello della spesa</h2>
<p style="text-align: left;">Nel 2026 il comparto ittico nel canale retail italiano raggiunge <b>4,012 miliardi di euro</b>, in crescita del <b>+3,6%</b> sull&#8217;anno precedente e del <b>+6,3%</b> nel biennio 2024-2026. Il dato emerge dal Norwegian Seafood Seminar 2026, presentato a Milano durante TuttoFood su analisi NielsenIQ e Circana (Adnkronos, 2026; InformaCibo, 2026). A spingere sono <b>i</b> <b>formati confezionati</b>, che <b>crescono più rapidamente</b> del pesce a peso variabile.</p>
<p style="text-align: left;">Questa direzione è in linea con un dato strutturale: secondo NielsenIQ il <b>54% degli italiani</b> ritiene oggi la <b>qualità</b> più importante del prezzo (era il 44% un anno prima). I principali driver d&#8217;acquisto:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li><b>sicurezza alimentare e freschezza</b> (64%);</li>
<li><b>qualità</b> (61%);</li>
<li><b>sostenibilità</b> ambientale (52%);</li>
<li>tracciabilità dell&#8217;origine (49%).</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">&#8216;<i>Cambiano in modo strutturale le </i><b><i>priorità</i></b><i> dei consumatori</i>&#8216;, osserva Andrea Succi di NielsenIQ. ‘<i>Anche in un contesto economico ancora influenzato dall’inflazione, cresce la ricerca di qualità, sicurezza e valore nutrizionale. Il pesce beneficia di questo cambiamento grazie a un posizionamento sempre più forte in termini di affidabilità, qualità percepita e versatilità di consumo</i>’ (InformaCibo, 2026).</p>
<h2 style="text-align: left;">Il paradosso del salmone in un Paese circondato dal mare</h2>
<p style="text-align: left;">Il <b>salmone</b> si conferma la voce più dinamica nel <b>mercato ittico in Italia</b>. Un dato per certi versi sorprendente, se si considera che l’Italia ha circa 8.300 km di coste marittime; a queste si aggiungono acque interne, come laghi e bacini artificiali, dove si pratica acquacoltura di diverse specie ittiche. Eppure:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>l&#8217;Italia è il terzo mercato mondiale per il <b>salmone norvegese</b>, in aumento (+6%) nel 2025, e il sesto per quello atlantico, (Adnkronos, 2026);</li>
<li>oltre il 90% del salmone consumato in Italia arriva dalla Norvegia (ANSA, 2025).</li>
<li>questa specie genera nel retail <b>757 milioni di euro</b> sui prodotti a peso fisso, con il fresco confezionato a +12,9% e il congelato a +3,2%;</li>
<li>l&#8217;<b>affumicato</b> rimane il segmento principale con 565 milioni di euro, sostanzialmente stabile;</li>
<li>la <b>private label</b> vale 320 milioni, il 42% del retail di categoria, e i discount registrano la crescita più sostenuta (InformaCibo, 2026).<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<h2 style="text-align: left;">I consumi trainati dall&#8217;effetto sushi</h2>
<p style="text-align: left;">Il caso più emblematico è il <b>sushi</b>:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul style="text-align: left;">
<li>nell&#8217;anno terminato a ottobre 2025 la GDO ha venduto oltre 20,4 milioni di confezioni (+2,5%), per un giro d&#8217;affari stabile a <b>167,8 milioni di euro</b>; a sostenere i volumi è il calo del prezzo medio (-2%) e per confezione (-2,7%);</li>
<li>il prodotto entra in <b>3,2 milioni di famiglie</b> e concentra il 47,7% dei volumi nel Nord-Ovest;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>i <b>discount</b> spiccano con +14,3% a volume e +9,6% a valore (Il Sole 24 Ore, 2026).</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Il vero acceleratore, però, è il <b>fuori casa</b>:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>gli ordini di <b>salmone</b> nel canale <i>Out of Home</i> sono cresciuti nel 2025 del <b>+15,6%</b>, cinque volte più del retail, e il <b>sushi</b> da solo pesa per il <b>69%</b> degli ordini di salmone consumati fuori casa;</li>
<li>&#8216;<i>Il salmone intercetta i nuovi modelli di consumo</i>&#8216;, sintetizza Matteo Figura di Circana: quick service e sushi lo hanno reso un prodotto quotidiano e trasversale (InformaCibo, 2026).</li>
</ul>
<h2 style="text-align: left;">Baccalà e stoccafisso, la transizione silenziosa</h2>
<p style="text-align: left;">Altrettanto netta, sebbene meno spiccata, la trasformazione dei consumi sulle due categorie storiche del <b>merluzzo nordico</b>:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>lo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-ittici-italiani/stoccafisso-delizia-e-salute-al-naturale/"><b>stoccafisso </b></a>confezionato cresce del <b>+3,4%</b> a 5,8 milioni di euro, trainato dai formati <i>ready to eat</i> (71% del valore) e dal surgelato (+10,9%);</li>
<li>il <b>baccalà</b> arretra lievemente (-1,6%) a 20,7 milioni, ma crescono surgelati (+2,9% a volume) e <b><i>ready to eat</i></b> (<b>+19%</b>), mentre il classico prodotto da ammollare perde il 18,5% (InformaCibo, 2026).<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Nel 2025 le <b>importazioni italiane</b> di lavorati a base di merluzzo hanno toccato <b>275 milioni di euro</b>, +11% in volume (Agenfood, 2025).</p>
<h2 style="text-align: left;">L&#8217;evoluzione del banco frigo sul modello delle insalate in busta</h2>
<p style="text-align: left;">Gli operatori riferiscono a una <b>&#8216;quarta gamma del mare&#8217;</b>, richiamando il comparto che ha rivoluzionato le insalate confezionate. La <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/verdure/rucola-proprieta-nutrizionali-benefici-salute-igp/">IV gamma</a> — verdure fresche lavate, tagliate e confezionate — ha superato 1,2 miliardi di euro in valore nel segmento retail e 1,5 miliardi di euro con Horeca ed export (Fruitbook Magazine, 2025).</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;analogia si presta bene al comparto ittico: portare in tavola un prodotto <b>pratico, salutare</b> e tracciabile. Filetti già spinati, alici marinate, polpo e cozze precotte sottovuoto, insalate di mare — ma anche sughi al nero di seppia, alla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/bottarga/bottarga-di-muggine/">bottarga</a> o alla polpa di riccio, crema di baccalà — popolano un&#8217;offerta in rapida espansione. Il punto, avverte la testata specializzata Pesce in Rete, è non confondere il <b>servizio</b> con la standardizzazione: rendere il pesce più comodo non significa renderlo anonimo (Pesce in Rete, 2026).</p>
<h2 style="text-align: left;">Il successo della gastronomia servita al banco</h2>
<p style="text-align: left;">Il retail registra la maggiore crescita nei reparti del <b>fresco</b>:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>nel progressivo 2025, secondo NielsenIQ, il comparto cresce del <b>+5,6%</b> a valore, con la <b>gastronomia</b> a +6,8% e la <b>pescheria</b> a +5,5%, sopra la media insieme a frutta e verdura (+8,3%), macelleria e polleria (+5,4%) e formaggi (+5,2%) (CibusLink, 2025). Una dinamica che premia il pronto e la <b>gastronomia ittica </b>servita al banco;</li>
<li>a livello complessivo, la GDO alimentare italiana ha chiuso il 2024 con un fatturato aggregato di <b>109,8 miliardi di euro</b> e si stima una crescita delle vendite del <b>+4,3%</b>, per il 2025 (Borsa Italiana, 2026; Italiafruit News, 2026).</li>
</ul>
<h2 style="text-align: left;">La rotta italiana per la transizione ittica</h2>
<p style="text-align: left;">La vitalità riguarda anche il <b>fuori casa</b>: nel 2024 gli italiani hanno consumato oltre <b>1.093 milioni di porzioni</b> di pesce e frutti di mare, +3% sull&#8217;anno, con il salmone a +6,2% e il merluzzo a +5,2% (Agenfood, 2025). Il mercato appare quindi sempre più orientato verso il <b>servizio</b> e si concentra sulle specie (d’importazione) ove esso è più consolidato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">La sfida per la <b>filiera ittica italiana</b> è proporre soluzioni di ‘quarta gamma del mare’ — e dei bacini idrici — basate su specie allevate e pescate in Italia, ove è tra l’altro è possibile ottimizzare le prestazioni di sostenibilità e tracciabilità legate alla filiera corta, con il valore aggiunto della dieta mediterranea e della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/cucina-italiana-unesco/">cucina italiana riconosciute da UNESCO</a>.</p>
<p style="text-align: left;">L’opportunità manifesta è aiutare il consumatore a superare la distanza fatta di inesperienza e mancanza di tempo. Non basta più mettere il pesce sul banco: occorre renderlo comprensibile, utilizzabile, vicino alla vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: left;"><i>Dario Dongo</i></p>
<p style="text-align: left;"><em>Credit cover Dario Dongo, ‘La Regina di San Daniele’ di FriulTrota </em></p>
<h3 style="text-align: left;">Riferimenti</h3>
<p style="text-align: left;">Adnkronos. (2026, 19 maggio). <i>Food, il mercato ittico retail italiano cresce ancora: oltre 4 miliardi di euro nel 2026. </i><a href="https://www.adnkronos.com/economia/food-il-mercato-ittico-retail-italiano-cresce-ancora-oltre-4-miliardi-di-euro-nel-2026_2awd5ioKZRxfU3MKjJE86z">https://www.adnkronos.com/economia/food-il-mercato-ittico-retail-italiano-cresce-ancora-oltre-4-miliardi-di-euro-nel-2026_2awd5ioKZRxfU3MKjJE86z</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">Agenfood. (2025, 10 giugno). <i>Norwegian Seafood Seminar 2025: sostenibilità, tracciabilità e qualità. </i><a href="https://www.agenfood.it/eventi/norwegian-seafood-seminar-2025-sostenibilita-tracciabilita-e-qualita/">https://www.agenfood.it/eventi/norwegian-seafood-seminar-2025-sostenibilita-tracciabilita-e-qualita/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">ANSA. (2025, 10 giugno). <i>Norwegian Seafood Council, &#8216;salmone sempre amato dagli italiani&#8217;. </i><a href="https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/food/2025/06/10/norwegian-seafood-council-salmone-sempre-amato-dagli-italiani_02672cff-71df-4baa-9dd1-71e8390374a9.html">https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/food/2025/06/10/norwegian-seafood-council-salmone-sempre-amato-dagli-italiani_02672cff-71df-4baa-9dd1-71e8390374a9.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">ANSA. (2026, 21 giugno). <i>Cucinare il pesce frena l&#8217;80% degli italiani, avanza la filiera del &#8216;tutto pronto&#8217;. </i><a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/dal_mare/2026/06/21/cucinare-il-pesce-frena-l80-degli-italiani-avanza-la-filiera-del-tutto_c63a8ee1-6f8b-4f98-af36-c79ec71378fe.html">https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/dal_mare/2026/06/21/cucinare-il-pesce-frena-l80-degli-italiani-avanza-la-filiera-del-tutto_c63a8ee1-6f8b-4f98-af36-c79ec71378fe.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">Borsa Italiana – Il Sole 24 Ore Radiocor. (2026, 31 marzo). <i>Gdo: Mediobanca, stima +4,3% vendite 2025 in Italia, fatturato 109,8 mld in 2024.</i> <a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/gdo-mediobanca-stima-43-vendite-2025-in-italia-fatturato-1098-mld-in-2024-nRC_31032026_1103_311204046.html">https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/gdo-mediobanca-stima-43-vendite-2025-in-italia-fatturato-1098-mld-in-2024-nRC_31032026_1103_311204046.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">CibusLink. (2025, 7 agosto). <i>GDO: Fresco e Grocery, le categorie che trainano e quelle che frenano il fatturato.</i><a href="https://cibuslink.it/gdo-fresco-e-grocery-le-categorie-che-trainano-e-quelle-che-frenano-il-fatturato/">https://cibuslink.it/gdo-fresco-e-grocery-le-categorie-che-trainano-e-quelle-che-frenano-il-fatturato/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">Fresh Cut News. (2025, May 15). Fatturato, vendite, prezzo medio, canali e regioni: tutti i dati di IV e V Gamma. <a href="https://www.freshcutnews.it/2025/05/16/fatturato-vendite-prezzo-medio-canali-regioni-tutti-dati-iv-v-gamma/">https://www.freshcutnews.it/2025/05/16/fatturato-vendite-prezzo-medio-canali-regioni-tutti-dati-iv-v-gamma/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">Il Sole 24 Ore. (2026, 6 febbraio). <i>Sushi in Italia, boom di vendite nei discount e supermercati grazie al calo dei prezzi. </i><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/sushi-calo-prezzi-accelera-vendite-discount-e-supermercati-AIzsV1CB">https://www.ilsole24ore.com/art/sushi-calo-prezzi-accelera-vendite-discount-e-supermercati-AIzsV1CB</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">Il Sole 24 Ore. (2026, 21 giugno). <i>Cucinare il pesce frena l&#8217;80% degli italiani, avanza la filiera del &#8216;tutto pronto&#8217;. </i><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/cucinare-pesce-frena-l-80percento-italiani-avanza-filiera-tutto-pronto--AI6qIjnD">https://www.ilsole24ore.com/art/cucinare-pesce-frena-l-80percento-italiani-avanza-filiera-tutto-pronto&#8211;AI6qIjnD</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">InformaCibo. (2026, 19 maggio). <i>Mercato ittico Italia 2026: oltre 4 miliardi, salmone traina.</i><a href="https://www.informacibo.it/mercato-ittico-italiano-dati-2026-salmone-baccala-e-stoccafisso/">https://www.informacibo.it/mercato-ittico-italiano-dati-2026-salmone-baccala-e-stoccafisso/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">Italiafruit News. (2026, 31 marzo). <i>Gdo italiana, vendite a +4,3% nel 2025: il settore vale 109,8 miliardi di euro.</i><a href="https://www.italiafruit.net/gdo-italiana-vendite-a-43percent-nel-2025-il-settore-vale-1098-miliardi-di-euro">https://www.italiafruit.net/gdo-italiana-vendite-a-43percent-nel-2025-il-settore-vale-1098-miliardi-di-euro</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">NielsenIQ. (2025, 30 gennaio). <i>Andamento GDO in Italia secondo le rilevazioni di NielsenIQ: i risultati complessivi del 2024 e l&#8217;analisi di dicembre.</i> <a href="https://nielseniq.com/global/it/news-center/2025/andamento-gdo-in-italia-secondo-le-rilevazioni-di-nielseniq-i-risultati-complessivi-del-2024-e-lanalisi-di-dicembre-2/">https://nielseniq.com/global/it/news-center/2025/andamento-gdo-in-italia-secondo-le-rilevazioni-di-nielseniq-i-risultati-complessivi-del-2024-e-lanalisi-di-dicembre-2/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: left;">Pesce in Rete. (2026, 23 giugno). <i>Prodotti ittici pronti: come cambia il consumo.</i> <a href="https://www.pesceinrete.com/prodotti-ittici-pronti-consumo-italia/">https://www.pesceinrete.com/prodotti-ittici-pronti-consumo-italia/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>I consumi alimentari degli italiani nella X edizione di Osservatorio Immagino</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-degli-italiani-nella-x-edizione-di-osservatorio-immagino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 17:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Immagino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=60162</guid>

					<description><![CDATA[<p>Made in Italy, senza antibiotici, non fritto e poco calorico: è il trend dei consumi alimentari tracciati da Osservatorio Immagino a giugno 2021. La pubblicazione, giunta alla X edizione, monitora oltre 125 mila prodotti del largo consumo nella banca dati Immagino e i prodotti in vendita nella grande distribuzione rilevati da Nielsen. Il metaprodotto di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Made in Italy</em>, senza antibiotici, non fritto e poco calorico: è il <em>trend</em> dei consumi alimentari tracciati da Osservatorio Immagino a giugno 2021.</p>
<p>La pubblicazione, giunta alla X edizione, monitora oltre 125 mila prodotti del largo consumo nella banca dati Immagino e i prodotti in vendita nella grande distribuzione rilevati da Nielsen.</p>
<h2>Il metaprodotto di Osservatorio Immagino</h2>
<p><strong>Per registrare l’evoluzione</strong> del profilo nutrizionale dell’alimentazione quotidiana degli italiani, Osservatorio Immagino impiega un innovativo indicatore statistico, il metaprodotto Immagino.</p>
<p><strong>L’indicatore</strong> viene calcolato a partire dai valori nutrizionali medi dei 75.454 prodotti alimentari monitorati. Tra giugno 2020 e giugno 2021 si registrano essenzialmente l’incremento della quantità di fibre e la riduzione dei carboidrati.</p>
<h2>La tabella nutrizionale media</h2>
<p><strong>Energia</strong>. Il valore energetico è diminuito del -0,9%, a 178,7 calorie ogni 100 g/ml.</p>
<p><strong>Grassi</strong>. Valori immutati per i grassi totali e i grassi saturi, rispetto al +1,9% e +1,8% della precedente rilevazione.</p>
<p><strong>Carboidrati e zuccheri</strong>. I tenori di carboidrati e zuccheri, sul metaprodotto Immagino, sono diminuiti rispettivamente in misura di -1,3% e -1,4%, proseguendo un <em>trend</em> in atto da anni.</p>
<p><strong>Proteine</strong>. La componente proteica si consolida (-0,2%), dopo l’apprezzabile aumento dell’anno precedente (+2,9%). Il tenore medio di proteine è 6,6%.</p>
<p><strong>Fibre</strong>. Riparte la crescita delle fibre (+0,8%, dopo il -1% dell’anno precedente), che oggi incidono per 2,1% sul metaprodotto Immagino.</p>
<p><strong>Lo strumento statistico</strong> purtroppo non considera il <strong>sale</strong>, sebbene l’indicazione del suo valore (inteso come ‘sodio equivalente) sia obbligatoria nella dichiarazione nutrizionale e il suo apporto in eccesso sia diffuso e rappresenti un fattore di rischio per la salute.</p>
<h2><em>Made in Italy</em></h2>
<p><strong>L’italianità </strong>del prodotto continua ad avere successo, con una crescita del +1,8%, per 8,7 miliardi di euro di giro d’affari.</p>
<p><strong>A scaffale</strong> sono oltre 22 mila i prodotti con riferimenti geografici in etichetta legati all’Italia:</p>
<p><strong>&#8211; bandiera tricolore</strong> (+0,2%). È il segnale di riconoscimento del <em>Made in Italy</em> più diffuso, grazie soprattutto a pizze surgelate, estrusi (patate), arrosti affettati e bevande a base tè,</p>
<p><strong>&#8211; 100% italiano</strong>, sostanzialmente stabile (-0,3%). In crescita su birre alcoliche, arrosti affettati, ricotta, acqua non gassata e pomodori,</p>
<p><strong>&#8211; prodotto in Italia</strong>. Rispetto all’anno precedente, il suo peso rimane immutato, sostenuto in particolare da birre alcoliche, arrosti affettati, ricotta, acqua non gassata e pomodori,</p>
<p><strong>&#8211; indicazioni geografiche</strong> (DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, IGT). Il paniere dei prodotti è relativamente contenuto, 2,7% sul totale, ma le vendite registrano una crescita a doppia cifra (+11,5%).</p>
<h2>Indicazioni geografiche europee</h2>
<p><strong>Tra le indicazioni geografiche europee</strong>, il <em>best seller</em> è la DOCG, +17,1% su 877 vini e spumanti, oltre al Prosecco.</p>
<p><strong>Le IGP </strong>procedono bene, con andamento brillante delle vendite di speck e bresaola affettati, patate, cipolle rosse e piadina.</p>
<p><strong>Le DOP</strong>, 1.134 prodotti, registrano invece una <em>performance</em> più debole. In crescita prosciutto crudo e cotto affettati, mozzarella di bufala, formaggi da tavola e aglio secco. In calo formaggi grana e simili e olio extravergine d’oliva.</p>
<h2>Il valore della regionalità</h2>
<p><strong>I prodotti alimentari</strong> con indicazione di origine regionale in etichetta continuano a raccogliere l’interesse dei consumatori, +5,4% le vendite. Vini e spumanti, speck, yogurt e mozzarelle in cima alle classifiche. Piemonte, Toscana e Sicilia primeggiano per il numero di prodotti..</p>
<p><strong>Per ampiezza</strong> del giro d’affari, il podio vede:</p>
<p><strong>&#8211; Trentino-Alto Adige</strong>, oltre 367 milioni di euro su 943 prodotti, +4,3%,</p>
<p><strong>&#8211; Sicilia</strong>, 328 mln di euro concentrati soprattutto su vini, sughi pronti e arance,</p>
<p><strong>&#8211; Piemonte</strong>, 300 mln di euro da un paniere di 1.213 prodotti, tra i quali primeggiano vini rossi Doc e Docg, terza lavorazione bovino (hamburger), crescenza, robiola e acqua minerale.</p>
<p><strong>Il Lazio</strong>, al 13esimo posto con 25,5 mln di euro, segna invece il record di crescita, +17%. Forse anche per merito delle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/ristorazione/bando-bonus-lazio-km-0-incentivi-ai-ristoratori-sugli-alimenti-tipici-locali">politiche di sostegno</a> ai prodotti locali varate dalla Regione Lazio.</p>
<h2>I <em>free from</em> più dinamici</h2>
<p><strong>Tra i 17 <em>claim</em></strong> che riferiscono l’assenza di un elemento monitorati da Osservatorio Immagino, sei vanno molto bene. I più dinamici dell’anno sono</p>
<p><strong>&#8211; senza antibiotici</strong>, +18,4%, con buone <em>performance</em> di arrosti affettati, pesce surgelato naturale e uova. Il <em>claim</em> compare ancora solo sullo 0,2% dei prodotti, purtroppo, sebbene le soluzioni per raggiungerlo in Italia siano a portata di mano (es. Algatan),</p>
<p><strong>&#8211; non fritto</strong>, +16,5%, su 374 prodotti (0,5%). Il <em>claim</em> è trainato soprattutto da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/corn-flakes-e-cereali-ripieni-24-a-confronto">estrusi</a> e fuoripasto salati, seguiti dai panetti croccanti.</p>
<p><strong>&#8211; poche calorie</strong>, +11,5%. L’indicazione accompagna lo 0,6% dei prodotti monitorati. In crescita maggiore sono integratori (dove tale <em>claim</em> non dovrebbe neppure comparire),<em> energy drink</em> e confetture.</p>
<h2>Gli altri ‘senza’ monitorati da Osservatorio Immagino</h2>
<p><strong>Altri <em>claim</em></strong> del genere <em>free from</em> vanno bene. <strong>Pochi zuccheri</strong> e <strong>senza zuccheri aggiunti </strong>segnano rispettivamente +7 e +7,6% di vendite. Il primo (sul 3% dei prodotti) cresce soprattutto nell’offerta di bevande base frutta, cole, yogurt greco e camomilla. Il secondo (presente sull’1,7% dei prodotti) grazie a yogurt greco, bevande di avena e base frutta, confetture.</p>
<p><strong>In crescita </strong>anche le vendite di alimenti ‘<strong>senza glutammato</strong>’, +4,2%, sullo 0,9% dei prodotti. Tra i migliori risultati quelli degli affettati di prosciutto cotto e arrosti. Meno marcata è l’avanzata di ‘<strong>senza additivi</strong>’, +1,7%, su salumi/arrosti affettati ed estrusi.</p>
<h2>I ‘senza’ in stallo</h2>
<p><em><strong>‘Senza conservanti’</strong></em>, il <em>claim</em> più diffuso tra i <em>free from</em> (5,7% dei prodotti), primo per incidenza sulle vendite (9,3) rimane sostanzialmente stabile (-0,6%). Simile la <em>performance</em> del secondo <em>claim</em> più diffuso (su 3mila prodotti, 3% del totale monitorato) ’<strong>senza olio di palma</strong>’, anche per la contrazione di vendita dei prodotti che possono contenerlo (<em>croissant</em>, biscotti frollini, torte pronte, pasticceria ripiena, creme spalmabili dolci).</p>
<p><strong>Stabile il terzo <em>claim</em></strong> più presente ‘<strong>pochi grassi</strong>’ (-0,1%), mentre cresce un poco (+0,9%) ’<strong>senza grassi saturi</strong>’, presente sullo 0,4% dei prodotti con maggiore slancio nei surgelati di carne, nelle basi e nelle merendine. ’<strong>Senza coloranti</strong>’, quarto <em>claim</em> (su 2.110 prodotti) si diffonde su pesce preparato panato surgelato, salmone affumicato, bevande base e base tè, secondi piatti surgelati, ghiaccioli e cereali per la prima colazione.</p>
<p><strong>E ancora</strong>, crescono ‘<strong>senza aspartame</strong>’ (+4,6%), ‘<strong>senza polifosfati</strong>’ (su affettati) e il più generico ’<strong>senza additivi</strong>’ (+2,8 e +2,7%) su affettati ed estrusi.</p>
<h2>Gli alimenti ‘<em>rich in</em>’</h2>
<p><strong>Complessivamente</strong> l’11,9% delle referenze riporta in etichetta uno o più dei 12 <em>claim</em> classificati dall’Osservatorio Immagino nei ‘<em>rich in</em>’.</p>
<p><strong>La presenza di fibre</strong> accompagna il 4,6% dei prodotti monitorati. È il <em>claim</em> più presente e spinge le vendite del +3,5%, soprattutto di fette biscottate arricchite, surgelati sostitutivi delle proteine animali, biscotti integrali/ multicereali, frollini integrali arricchiti, bevanda di avena Uht, <em>snack</em> dolci base cereale, cereali per la prima colazione arricchiti, <em>cracker</em> e muesli. Il <em>claim</em> affine ‘<strong>integrale</strong>’ accresce le vendite dell’1,9%.</p>
<h2>I migliori: i piccoli e le proteine</h2>
<p><strong>Nel gruppo</strong> dei <em>claim rich in</em>, le migliori <em>performance</em> riguardano soprattutto i <em>claim</em> minori, per incidenza e giro d’affari. Si tratta di</p>
<p><strong>&#8211; zinco</strong>, +10%, su frutta secca e integratori,</p>
<p><strong>&#8211; potassio</strong>, +6,7%, su integratori,</p>
<p><strong>&#8211; magnesio</strong>, +8,4% in preparati per integratori e camomilla.</p>
<p><strong>Continua a crescere </strong>il volume d’affari legato all’indicazione delle ‘<strong>proteine</strong>’, +8,5% soprattutto grazie a yogurt greco, piatti pronti vegetali (burger/crocchette), latte fresco e fermentato/ kefir, complessi vitaminici/minerali, salumi affettati, energetici per sportivi.</p>
<p><strong>Bene ‘vitamine’</strong> (3,5%), &#8216;<strong>fermenti lattici</strong>&#8216; (+3,8%), &#8216;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/omega-3-e-prevenzione-delle-malattie-cardiovascolari-meta-analisi-di-mayo-clinic"><strong>Omega-3</strong></a>&#8216; (+5,7%). Segno meno per iodio, calcio, ferro.</p>
<h2>Senza allergeni</h2>
<p><strong>I prodotti</strong> idonei a chi soffre di intolleranze alimentari sono più di 10mila sugli scaffali di super e ipermercati. Nell’anno finito a giugno 2021 le vendite sono cresciute di +1,8%, superando i 4 mld di euro.</p>
<p><strong>Tra i 6 <em>claim</em></strong> monitorati, i due dedicati alle persone intolleranti al glutine rimangono i più diffusi, sebbene il loro peso si sia ridotto, da giugno 2018 a giugno 2021, passando dall’11,4% al 10,6% dei prodotti monitorati dall’Osservatorio Immagino.</p>
<h2>6 <em>claim</em> per intolleranti</h2>
<p><strong>La classifica</strong> a giugno 2021 è la seguente:</p>
<p><strong>&#8211; &#8216;senza glutine&#8217;</strong>, il più diffuso (8.367 prodotti), segna +2,9%. Le categorie più vivaci sono salumi e arrosto affettati, speck e bresaola, <em>hamburger</em>, salame e bevande base tè,</p>
<p><strong>&#8211; logo &#8216;senza glutine&#8217; </strong>rilasciato dall’Associazione italiana celiachia. Presente su 1.952 mantiene un andamento stabile, invariato,</p>
<p><strong>&#8211; ‘senza lattosio’</strong>, il secondo <em>claim</em> più rilevante è presente su 2.246 etichette mantiene una tendenza positiva (+0,9). I prodotti più dinamici sono stati: latte fresco e fermentato/kefir, bresaola, latte per l’infanzia, complessi vitaminici/ minerali e bevanda di avena Uht.</p>
<p><strong>Vivace </strong>è l’andamento dei <em>claim</em> minori e di più recente comparsa: &#8216;<strong>senza latte</strong>&#8216; (sugli affettati), &#8216;<strong>senza lievito</strong>&#8216; (piadine e cereali da colazione) e &#8216;<strong>senza uova</strong>&#8216; (su maionese e pasta fresca), rispettivamente caratterizzati da vendite aumentate di 4,4%, 4,2%, 6,1%.</p>
<h2>Vegetariani e vegani</h2>
<p><strong>I consumi</strong> alimentari ‘identitari’, come li classifica Osservatorio Immagino, totalizzano vendite per oltre 3,3 mld di euro.</p>
<p><strong>Tra i sei <em>claim</em> </strong>del settore, il più forte è ‘<strong>veg</strong>&#8216;, applicato su prodotti idonei alla dieta vegana e/o vegetariana. Si tratta di 4.515 prodotti con 2 mld di vendite, con un +4%.</p>
<p><strong>Tra i 1.891 prodotti</strong> con claim ‘<strong>vegetariano</strong>’ i più importanti sono stati patate surgelate, infusi, yogurt greco, latte di mandorla e bevanda di avena. Vendite in crescita del 5,3%. Andamento positivo anche per il <em>claim</em> ‘<strong>vegano</strong>’, +5,7% nel fatturato, salito a oltre 872 milioni di euro.</p>
<p><strong>Le categorie</strong> più gettonate sono patate surgelate, yogurt greco, latte di mandorla, bevanda di avena e gelati.</p>
<h2>Il bio in <em>stand-by</em></h2>
<p><strong>Gli alimenti</strong> proposti con il <em>claim</em> ‘<strong>bio</strong>’ sono 8.177 referenze, il 9,3% dei prodotti monitorati. Nell’anno terminante a giugno 2021 hanno perso lo -0,3%, fermandosi a un giro d’affari di oltre 1,1 mld di euro (un terzo dei <em>veg</em>).</p>
<p><strong>Inevitabile osservare</strong> come le diete <em>veg</em> trascurino il <em>plus</em> dell’agricoltura biologica, nonostante le nefaste notizie sulla permanenza dei pesticidi negli alimenti di origine vegetale. Banane, cipolle, frutta e verdura in generale, tè, per citare i casi più popolari.</p>
<h2>Kosher e halal</h2>
<p><strong>La carrellata</strong> degli alimenti identitari si completa con le etichette kosher per le persone di religione ebraica e halal per quelle musulmane.</p>
<p><strong>I cibi kosher</strong> sono più numerosi (1,7%) ma a tendenza meno vivace (0,3%) di quelli <strong>halal</strong>. Gli alimenti idonei alla fede musulmana rappresentano infatti lo 0,5% dei prodotti monitorati, ma le vendite crescono del 3,9%.</p>
<h2>Ingredienti benefici</h2>
<p><strong>La macro area</strong> dei prodotti con evidenza in etichetta della presenza di ingredienti benefici conta oltre 6mila referenze. Complessivamente, le vendite sono cresciute del +2,6% a valore, sfiorando gli 1,4 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Osservatorio Immagino</strong> monitora l’andamento di 27 super-ingredienti.</p>
<h2><em>Superfruit</em></h2>
<p><strong>La categoria</strong> più importante è quella dei <em>superfruit</em>, citati in 2.322 prodotti (3% delle referenze monitorate). Campione di incassi resta la <strong>mandorla</strong>, che spinge le vendite di +7,3%. Seguono il <strong>mirtillo</strong> (+1,8%), il <strong>cocco</strong> (12,9%), a fronte invece di un tracollo delle vendite di <strong>acqua di cocco</strong> (-22,4%).</p>
<p><strong>L’avocado </strong>è inarrestabile. Le 43 referenze a scaffale realizzano quasi 16 mln di euro di vendite, +34,6%.</p>
<h2>I super cereali</h2>
<p><strong>I super cereali/farine</strong> rappresentano il secondo gruppo più importante. Otto <em>claim</em> per un totale di 2.046 referenze valgono un giro d’affari che si mantiene stabile a 450 milioni di euro.</p>
<p><strong>L’avena</strong> continua a crescere, +3,9%. L’offerta riguarda bevande (usate come alternativa al latte), cereali per la prima colazione, <em>snack</em> dolci, fette biscottate, yogurt e frollini integrali.</p>
<p><strong>Negativi</strong> invece i risultati per gli altri 7 super cereali. <strong>Germe di grano</strong> (-22,2%), <strong>olio di riso</strong> (-10,4%), <strong>kamut</strong> (-5,9%), <strong>farro</strong> (-4,2%), <strong>quinoa</strong> (-3,5%), <strong>farina di riso</strong> (-2,1), <strong>farina di mais</strong> (-1,1).</p>
<h2>Il successo dei semi</h2>
<p><strong>Tutti con andamento positivo</strong> i 5 <em>claim</em> relativi alla presenza di semi su 493 referenze. Il più importante è ‘<strong>semi di zucca</strong>’ (+6,3), seguito da ‘<strong>semi di lino</strong>’ (+7,5), ‘<strong>semi di chia</strong>’ (+0,5).</p>
<p><strong>L’offerta più ampia</strong> trova riscontro nella domanda di ‘<strong>semi di sesamo</strong>’, +19,2, in tutte le catogorie, soprattutto nei panini per <em>hamburger</em>. La migliore <em>performance</em> dell’anno va alla ‘<strong>canapa</strong>’, +22% a valore soprattutto negli infusi.</p>
<h2><em>Trend</em> amaro per i dolcificanti</h2>
<p><strong>I dolcificanti </strong>continuano a perdere terreno. I 514 prodotti perdono il 5,1% di vendite.</p>
<p><strong>Il <em>claim</em> ‘zucchero di canna’</strong> cede il -5,9%, la <strong>stevia</strong> perde il 3%, per la contrazione di vendita dei prodotti che la contengono (cole, caramelle, gomme da masticare) e la riduzione dell’assortimento (-4,9%).</p>
<h2>Le spezie</h2>
<p><strong>Andamento piatto</strong> per i 3 <em>claim</em> relativi alle spezie, che complessivamente valgono un giro d’affari di oltre 91 milioni di euro.</p>
<p><strong>L’unico a crescere</strong> è ‘<strong>cannella</strong>’, +10,4%, per oltre 15 milioni di euro. Segnalata sulle etichette di 153 prodotti è cresciuta soprattutto nei gelati e negli infusi.</p>
<p><strong>Per lo zenzero</strong> si rileva un calo di -1,7%, mentre la <strong>curcuma</strong> cede il 3%, anche per il taglio di quasi il -6% dell’offerta (ora a 228 referenze) su yogurt e pasta fresca.</p>
<h2><em>Superfood</em>, male il goji</h2>
<p><strong>Quella dei <em>superfood</em> </strong>è forse l’area più sensibile alle mode alimentari. Complessivamente i quattro <em>claim</em> esaminati cedono il -10,4% nelle vendite, che valgono 10,6 mln di euro.</p>
<p><strong>Molto male il goji</strong>, che perde il 24,9, quasi un quarto del suo giro d’affari, pari a 6,3 milioni di euro. L’offerta a scaffale è diminuita di quasi il -30% (101 le referenze a scaffale) mentre la domanda ha continuato a crescere (+4,4%), con frutta secca e <em>snack</em> senza glutine tra le categorie in maggior evidenza.</p>
<h2><em>Boom</em> della spirulina</h2>
<p><strong>Molto bene</strong> il <em>claim</em> &#8216;<strong>matcha</strong>&#8216;, +11,5%, soprattutto per il successo nel tè e nel caffè macinato in capsule. Vendite a +12,4% per &#8216;<strong>açai</strong>&#8216;, cresciuto soprattutto nello yogurt funzionale e nelle tavolette e barrette di cioccolato fondente.</p>
<p><strong>Il <em>claim</em> &#8216;spirulina&#8217;</strong> si distingue nettamente dal gruppo. Il giro d’affari cresce del +63,2%, superando i 2,6 mln di euro. A favorirne il successo è l’offerta aumentata del +50,% (arrivata a 27 referenze).</p>
<h2>Il metodo di lavorazione</h2>
<p><strong>Il richiamo</strong> al metodo di lavorazione compare in oltre 3mila prodotti (+8%) ma procura appena uno slancio di +0,2% del giro d’affari.</p>
<p><strong>Tra tutti</strong>, il <em>claim</em> più diffuso è ‘<strong>trafilato</strong>’, tipico della pasta, stabile a + 0,1%. Il relativo richiamo ‘<strong>essiccazione</strong>’ segna invece &#8211; 4,5% di vendite.</p>
<p><strong>Negativa</strong> è anche la tendenza di ‘<strong>estratto a freddo</strong>’ (-3,9%), ‘<strong>a lievitazione lenta/naturale</strong>’ (-18,2%), con pizze surgelate, merendine e prodotti da ricorrenza natalizia in contrazione, nei primi due casi per un minor utilizzo del <em>claim</em>.</p>
<h2>Passione senza filtri</h2>
<p><strong>Cresce la passione per la birra &#8216;non filtrata&#8217;</strong>. Il relativo <em>claim</em> presente su 138 prodotti segna un +17,8% di vendite, per un totale di 139 mln di euro. Buoni i risultati anche per ‘<strong>lavorato a mano</strong>’, +6,7%, presente soprattutto su tonno e conserve di pesce. Su queste ultime, oltre che sui formaggi, per un totale di appena 85 referenze, è frequente il <em>claim</em> relativo alla &#8216;<strong>affumicatura</strong>&#8216;, legato a una cresciuta del 17,4%.</p>
<p><strong>La lavorazione ‘artigianale’</strong> accomuna 642 referenze di varie categorie (come patatine, grissini, prodotti da ricorrenza e mozzarelle), le cui vendite sono aumentate del +11,8%.</p>
<h2>La consistenza dell’alimento</h2>
<p><strong>11 <em>claim</em></strong> riferiscono la consistenza dell’alimento. Il più diffuso è ‘<strong>croccante</strong>’, legato a un +5,8% del giro d’affari dei quasi 1.500 prodotti che lo vantano. Negative le vendite dei 1.284 prodotti presentati in etichetta come &#8216;<strong>cremoso</strong>&#8216; (-5,1%), a causa della minore domanda di di yogurt intero, sughi pronti freschi, crescenza e confetture. Giù anche i risultati legati ai richiami ‘<strong>soffice</strong>’ (-3,5%), ‘<strong>tenero</strong>’ (-6,3%), &#8216;<strong>ruvido</strong>&#8216; (-1,4%), &#8216;<strong>sottile</strong>&#8216; (-13,6%), &#8216;<strong>vellutato</strong>&#8216; (-3,4%), &#8216;<strong>fragrante</strong>&#8216; (-4,6%).</p>
<p><strong>Aumento di vendite</strong> di +2,6% per i 907 prodotti con claim ‘<strong>morbido</strong>’. Trainano pane da tramezzini, basi, caffè, formaggi, merendine, praline e cioccolatini a fare da traino.</p>
<p><strong>Bene</strong> anche ‘<strong>ripieno</strong>’ (+0,6%) e ‘<strong>farcito</strong>’ (+5,3%). Il primo è trainato da pasta fresca ripiena, <em>snack</em> dolci, ovetti di cioccolato e pasticceria. Il secondo soprattutto da dolci surgelati, basi e <em>snack</em> salati.</p>
<p><strong>La X edizione di Osservatorio Immagino</strong> è disponibile a questo <a href="https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-10/?utm_source=gs1italy&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=OI-10&amp;utm_content=scarica"><em>link</em></a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/i-consumi-alimentari-degli-italiani-nella-x-edizione-di-osservatorio-immagino/">I consumi alimentari degli italiani nella X edizione di Osservatorio Immagino</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>Dalle scuole alle spiagge, brillanti iniziative della GDO in Italia</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/dalle-scuole-alle-spiagge-brillanti-iniziative-della-gdo-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 09:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[VéGé]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle scuole alle spiagge, due storiche insegne della GDO in Italia esprimono attenzione verso il bene comune. A Esselunga va il merito di un’iniziativa di efficacia e impatto sociale fenomenali, ‘Amici di Scuola’. A VéGé quello di rispondere a un’esigenza di attualità nel sentire comune, ‘Puliamo le spiagge’. Esselunga, &#8216;Amici di Scuola&#8217; alla quinta edizione. 67 milioni di euro già donati La scuola è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle scuole alle spiagge, due storiche insegne della GDO in Italia esprimono attenzione verso il bene comune. A Esselunga va il merito di un’iniziativa di efficacia e impatto sociale fenomenali, ‘<em>Amici di Scuola</em>’. A VéGé quello di rispondere a un’esigenza di attualità nel sentire comune, ‘<em>Puliamo le spiagge</em>’.</p>
<h2>Esselunga, &#8216;Amici di Scuola&#8217; alla quinta edizione. 67 milioni di euro già donati</h2>
<p><strong>La scuola</strong> è l&#8217;area ove si focalizza il fenomenale intervento di Esselunga. Con il programma &#8216;<em>Amici di Scuola</em>&#8216;, avviato nella sua quinta edizione il 5.9.19. Un vero esempio di CSV (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/editoriale-expo-2015-milano-marchi-e-sostenibilita-in-cerca-di-un-nuovo-paradigma-dalla-csr-alla-csv"><em>Contributing to Social Values</em></a>), il cui impatto è paragonabile a un intervento pubblico. Nelle prime quattro edizioni Esselunga ha infatti donato più di 67 milioni di euro in materiale didattico e digitale, a oltre 10mila scuole italiane nel Nord Italia e nel Lazio.</p>
<p><strong>Nel dettaglio</strong>, Esselunga ha già donato, nelle prime quattro edizioni del programma ‘<em>Amici di scuola</em>’:</p>
<p>&#8211; 49 milioni di euro a oltre 5.900 scuole in Lombardia,</p>
<p>&#8211; 8,6 milioni di € a circa 1.500 scuole in Toscana,</p>
<p>&#8211; € 5,5 milioni a oltre 1.400 istituti in Piemonte,</p>
<p>&#8211; € 3 milioni a più di 1.100 scuole in Emilia-Romagna,</p>
<p>&#8211; 506mila euro a oltre 200 istituti in Veneto,</p>
<p>&#8211; 418mila € a oltre 140 scuole in Liguria.</p>
<p>&#8211; 176mila euro a circa 120 istituti scolastici nel Lazio.</p>
<p><strong>Oltre alla dotazione tecnologica</strong> e al materiale scolastico, il progetto di Esselunga comprende l’organizzazione di &#8216;<em>Insieme per capire</em>&#8216;. Un ciclo di incontri su temi di attualità, dedicati agli studenti della scuola superiore.</p>
<h2><em>&#8216;Ripuliamo le spiagge&#8217;</em>, il Gruppo VéGé con Legambiente</h2>
<p><strong>Il Gruppo VéGé</strong> &#8211; presente su tutto il territorio nazionale con oltre 3.400 punti di vendita (supermercati, ipermercati, superette, <em>discount</em>, specializzati e <em>cash &amp; carry</em>) &#8211; promuove la conservazione delle spiagge italiane.</p>
<p><strong>Dal 2 settembre</strong> al 17 ottobre 2019, con il progetto &#8216;<em>Ripuliamo le spiagge</em>&#8216;, organizzato assieme a Legambiente, coinvolge dipendenti e clienti (oltre alla popolazione generale) nella rimozione dei rifiuti in 60 spiagge.</p>
<p><strong>La prima tappa</strong> è in Campania. Qui, fino al 10 settembre, si lavora alla pulizia di 16 spiagge nelle province di Napoli, Caserta e Salerno. L&#8217;iniziativa si estende poi in numerose località italiane, tra le quali Messina, Palermo, Bari, Sassari, Genova, Venezia e Ravenna. Ultima meta, il 17 ottobre, Terracina, nel Lazio.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
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		<title>Plastiche compostabili, crescita a doppia cifra</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/plastiche-compostabili-crescita-a-doppia-cifra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;--&nbsp;Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 12:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Assobioplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le plastiche biodegradabili e compostabili, o bioplastiche, crescono a doppia cifra. Anche in Italia la produzione è aumentata considerevolmente nel 2018 (+21%), fino a raggiungere le 88.500 tonnellate. I dati del rapporto annuale di Assobioplastiche e alcune brevi riflessioni sul tema. Il futuro del monouso. Il monouso è il futuro? L&#8217;industria della bioplastica denuncia la lentezza atavica dell’Italia nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le plastiche biodegradabili e compostabili, o bioplastiche, crescono a doppia cifra. Anche in Italia la produzione è aumentata considerevolmente nel 2018 (+21%), fino a raggiungere le 88.500 tonnellate. I dati del rapporto annuale di Assobioplastiche e alcune brevi riflessioni sul tema.</p>
<h2>Il futuro del monouso. Il monouso è il futuro?</h2>
<p><strong>L&#8217;industria della bioplastica</strong> denuncia la lentezza atavica dell’Italia nel mettere fuori legge una serie di oggetti monouso in plastiche non biodegradabili. L’Europa stessa &#8211; con la direttiva SUP (<em>Single Use Plastics</em>) &#8211; si è guardata bene dall’introdurre un quadro completo di misure e obiettivi vincolanti per gli Stati membri.</p>
<p><strong>Le microplastiche</strong> da materiali tradizionali a base di idrocarburi, intanto, sono ufficialmente entrate a far parte della nostra dieta. In misura equivalente a una carta di credito la settimana, secondo recenti studi condotti dalle Università di Newcastle (Australia) e Victoria (Canada). Microplastiche e nanoplastiche circolano in atmosfera &#8211; oltreché nelle acque e nei cibi &#8211; esponendo esseri umani e animali a rischi di salute certo non lievi, se pure a oggi sottostimati.</p>
<p><strong>Il monouso </strong>è senza dubbio il paradigma di consumo da riformare, in una logica di economia circolare il cui primo <em>diktat</em> è evitare di produrre tutto ciò che non è indispensabile. Nondimeno &#8211; nell’attesa di un’evoluzione dei comportamenti dei consumatori, oltreché della politica e degli operatori di filiera &#8211; l’introduzione dell’obbligo di utilizzare bioplastiche in luogo di plastiche tradizionali è un passaggio doveroso. Al duplice scopo di ridurre l’impiego di fonti non rinnovabili e mitigare l’inquinamento dei mari.</p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2019/06/bioplastiche-interna.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-41232 size-full" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2019/06/bioplastiche-interna.jpg" alt="" width="640" height="340" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2019/06/bioplastiche-interna.jpg 640w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2019/06/bioplastiche-interna-300x159.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<h2>L’esperienza degli <em>shopper</em></h2>
<p><strong>L’Italia</strong> è stato il primo Paese in Europa a vietare l’impiego delle borse in plastica leggera, nel 2011. Un’operazione semplice, che in pochi anni ha consentito di ridurre drasticamente il consumo di plastiche per la produzione degli <em>shopper</em> (-55%, da 200mila a 90mila ton/anno). Nel 2017 sono poi state introdotte misure per garantire il ricorso a materiali bio, certificati come biodegradabili e compostabili, anche per le borse ultraleggere.</p>
<p><strong>La produzione</strong> di bioplastiche in Italia ha registrato una crescita media dell’11% su base annua, tra il 2011 e il 2018, proprio grazie alla domanda di sacchetti. Che è aumentata, nel 2018, grazie all&#8217;estensione della domanda ai sacchetti ultraleggeri. Nonostante i danni dovuti alla circolazione &#8211; ancora attuale e impunita &#8211; di <em>shopper</em> fuorilegge in polietilene (PE), falsamente presentati come ’bio’.</p>
<p><strong>Si è così sviluppata</strong> una filiera industriale interconnessa, la quale interagisce con la raccolta del rifiuto organico e il compostaggio, ma soprattutto con l’agricoltura. La quale fornisce le biomasse &#8211; come sfalci e scarti di lavorazione &#8211; ed è al contempo destinataria sia del compost, sia dei bioteli per pacciamatura. I costi di produzione sono tuttora più elevati rispetto a quelli relativi delle plastiche da idrocarburi, poiché le tecnologie sono relativamente nuove, ma l’evoluzione della ricerca consentirà senz’altro di superare anche questa criticità.</p>
<p><strong>I teoremi</strong> formulati dalle <em>lobby</em> dell’industria chimica &#8211; secondo cui non dovrebbe ritenersi sostenibile un materiale che sottrarrebbe risorse ed entrerebbe in competizione con la filiera alimentare &#8211; valgono del resto sicuramente per i <em>biofuels</em>, olio di palma <em>in primis</em>. Ma non anche per le bioplastiche, atteso che le colture destinate a produrre loro materie prime, nel 2017, rappresentavano lo 0,02% della superficie agricola globale. E sono destinate a ridursi, poiché la ricerca è ormai orientata verso l’utilizzo di scarti vegetali quale materia prima di biopolimeri.</p>
<h2>A tutta bioplastica, la produzione in Italia</h2>
<p><strong>Il bilancio di Assobioplastiche</strong> è incoraggiante. Nel 2018 si è registrata una crescita quasi doppia rispetto alla media degli esercizi precedenti, con un fatturato complessivo di circa 685 milioni di euro (erano 370 nel 2012). È altresì cresciuto il numero delle imprese, dalle 143 del 2012 alle 252 del 2018, così distribuite:</p>
<p>&#8211; produttori di chimica e intermedi di base (5),</p>
<p>&#8211; produttori e distributori di granuli (20),</p>
<p>&#8211; operatori di prima trasformazione (162) e</p>
<p>&#8211; operatori di seconda trasformazione (65).</p>
<p><strong>La produzione </strong>di biopolimeri, 88.500 ton nel 2018, è a sua volta articolata come segue:</p>
<p>&#8211; <em>shopper</em> monouso per la spesa, 61%,</p>
<p>&#8211; sacchetti ultraleggeri per alimenti sfusi, 19%,</p>
<p>&#8211; sacchi da rifiuto per la raccolta della frazione organica, manufatti per l’agricoltura e la ristorazione, <em>packaging</em> alimentare e igiene della persona, 20% complessivo.</p>
<p><strong>Gli imballaggi alimentari </strong>realizzati in bioplastica sono un’altra delle voci in crescita. Negli ultimi anni ad esempio le capsule da caffè in biopolimeri hanno iniziato a trovare spazio quale alternativa ad alluminio, polietilene (PE) e polietilentereftalato (PET). Sebbene proprio questa modalità di consumo del caffè &#8211; che solo in Europa genera circa 70 mila ton di rifiuti ogni anno, di cui 11 mila in discarica (dati Commissione europea) &#8211; sia un emblema di superfluità degli imballi monouso. Che può congestionare, tra l’altro, gli impianti di compostaggio.</p>
<h2>Bioplastiche, consumAttori e filiera</h2>
<p><strong>I consumatori</strong> maturano progressiva consapevolezza sull’impatto socio-economico e ambientale delle proprie scelte di acquisto. Anche grazie alla crescente disponibilità di notizie, su siti d’informazione indipendente come il nostro ovvero tramite iniziative quali il <em>Cash-Mob</em> etico (#votocolportafoglio). Iniziano così, i consumAttori, a privilegiare i prodotti che effettivamente corrispondano a filiere eque e sostenibili nel loro intero ciclo di vita. Ivi compresi gli imballaggi.</p>
<p><strong>Un recente sondaggio IPSOS</strong> sui consumatori italiani &#8211; presentata all&#8217;incontro ‘<em>The third moment of truth: il packaging sostenibile è il nuovo tsunami?</em>’ &#8211; dimostra l’efficacia delle campagne d’informazione tuttora in corso sul problema plastica:</p>
<p>&#8211; il 50% degli intervistati considera il problema molto serio,</p>
<p>&#8211; il 46% ritiene il problema esistente ma non grave, ipotizzando che esso possa venire risolto (26%) e sia causato da inadeguatezze sul fronte del riciclo (20%),</p>
<p>&#8211; solo il 2% non vive la questione come problematica e un infinitesimo</p>
<p>&#8211; l’1% considera il dibattito un inutile allarmismo.</p>
<p><strong>La GDO</strong> ha assunto un ruolo protagonista, negli ultimi anni, nell’adeguare l’offerta alla crescente sensibilità ecologica dei consumatori. I quali hanno infatti saputo premiare gli impegni e le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/editoriale-expo-2015-milano-marchi-e-sostenibilita-in-cerca-di-un-nuovo-paradigma-dalla-csr-alla-csv" target="_blank" rel="noopener">certificazioni di sostenibilità ambientale</a>, la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/plastica-riciclata-negli-imballaggi-lavanguardia-di-coop-italia" target="_blank" rel="noopener">riduzione di imballaggi e plastiche</a>, la rivendita di merci sfuse (prodotti di pulizia, cibi e bevande). Le industrie di trasformazione di FMCG (<em>Fast Moving Consumer Goods</em>), viceversa, hanno finora dimostrato scarsa attenzione a questi temi. E tuttavia farebbero bene ad attivarsi, anche di propria iniziativa.</p>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Chi ha la responsabilità </strong>di trovare una soluzione per ridurre la quantità di materiale utilizzato nelle confezioni di prodotti venduti</em>?’ Alla domanda formulata da Ipsos nel citato sondaggio, il 39% degli intervistati ha risposto che è ‘dovere delle aziende che producono’, oltreché di quelle che commercializzano i prodotti di largo consumo. E quasi il 50% dei consumatori esprime spiccato favore verso la sostituzione della plastica tradizionale con bioplastiche.</p>
<p>A buon intenditor, poche parole</p>
<p><em>Dario Dongo e Marta Strinati</em></p>
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		<title>Etichette Ultima, la GDO si attiva</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/etichette-ultima-la-gdo-si-attiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 11:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pet Food]]></category>
		<category><![CDATA[Affinity]]></category>
		<category><![CDATA[Antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[Bidoni]]></category>
		<category><![CDATA[d.lgs. 26/2017]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[pet food]]></category>
		<category><![CDATA[reg. CE 767/09]]></category>
		<category><![CDATA[Ultima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=37604</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pet food e bidoni. Le notifiche di Great Italian Food Trade ad alcuni gruppi della Grande Distribuzione Organizzata, sul caso dei prodotti ‘Ultima’ di Affinity Petcare SA, raccolgono i primi riscontri. La GDO più attenta si attiva per la tutela dei suoi consumatori. In attesa di notizie dall’Antitrust, a sua volta interessata della vicenda. Pet food fuorilegge, il ruolo della distribuzione Great Italian [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Pet food</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> e bidoni</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. Le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/pet-food-ultima-gift-diffida-il-distributore">notifiche</a> di Great Italian Food Trade ad alcuni gruppi della Grande Distribuzione Organizzata</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, sul caso dei prodotti ‘</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ultima</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’ di Affinity</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> Petcare SA, raccolgono i primi riscontri. La </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">GDO</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> più attenta si attiva per la tutela dei suoi consumatori. In attesa di notizie dall’</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Antitrust</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, a sua volta <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/ultima-inganni-in-etichetta-di-cibi-per-cani-e-gatti-denuncia-allantitrust/">interessata</a></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> della vicenda.</span></span></span></p>
<h2><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Pet food</b></i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fuorilegge, il ruolo della distribuzione</b></span></span></span></h2>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Great Italian Food Trade ha segnalato </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">più volte le irregolarità in etichetta dei mangimi per cani e gatti a marchio ‘</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ultima</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Claim</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> nutrizionali illegittimi, immagini che raffigurano frutta e verdura presenti in quantità irrisorie e varie altre violazioni della disciplina vigente. (1)</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le etichette devono essere trasparenti</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> e non devono mai trarre in inganno i consumatori. Ciò vale per i prodotti alimentari, come pure per i cibi destinati agli animali da compagnia. (2) A maggior ragione ove si consideri che le attenzioni rivolte ai nostri amici a quattro zampe comportano esborsi quasi paragonabili, con incidenza non trascurabile sulle spese quotidiane.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">‘</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>L&#8217;etichettatura, la pubblicità e la presentazione degli alimenti o mangimi</b></i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>, compresi la loro forma, il loro aspetto o confezionamento, i materiali di confezionamento usati, il modo in cui gli alimenti o mangimi sono disposti, il contesto in cui sono esposti e le informazioni rese disponibili su di essi attraverso qualsiasi mezzo, non devono trarre in inganno i consumatori’ </i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(reg. CE 178/02, art. 16).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La responsabilità del distributore</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> è dunque cruciale. Poiché esso partecipa in misura sostanziale alla catena del valore e dispone di strumenti (come le schede tecniche e i certificati di analisi) non accessibili ai consumatori bensì essenziali alla doverosa verifica di legittimità dei prodotti immessi sul mercato. Ed è in grado di prevenire o interrompere con tempestività la vendita di quelli che non rispondano ai requisiti di legge. (3)</span></span></span></p>
<h2><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Affinity</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> ‘</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Ultima</b></i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>. Le notifiche di GIFT, alla GDO e alle ASL</b></span></span></span></h2>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Affinity Petcare </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">SA è un colosso spagnolo di scala globale, €305 milioni di fatturato, al settimo posto sul mercato europeo degli alimenti per animali. (4) Ma il </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>leader</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> nelle vendite non offre buon esempio di rispetto delle regole, come invece dovrebbe. Almeno in Italia, ove i prodotti a marchio ‘</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ultima</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’ sono ubiquitari e tuttavia presentano gravi irregolarità.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le autorità sanitarie</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> su cui ricade la competenza a controllare le etichette del </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>pet food</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> paiono essere occupate altrove, poiché il mercato ridonda di informazioni commerciali ingannevoli. Siamo così partiti da ‘</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ultima</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’ e proseguiremo, per promuovere la legalità e la tutela dei ConsumAttori in questa ‘terra di nessuno’ ove 30 etichette su 40 &#8211; nel <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/pet-food-3-su-4-fuorilegge">recente studio</a></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> dell’Università di Padova &#8211; risultano fuorilegge.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Great Italian Food Trade </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ha così avviato un nuovo corso di notifiche delle irregolarità agli operatori della distribuzione e, per conoscenza, alle ASL competenti per territorio.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>I tempi e modi di reazione</strong> offrono tra l’altro spunti interessanti sull’efficacia dei sistemi qualità e ‘</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>customer care</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’ dei vari gruppi della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) finora interpellati:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>1) Iper Montebello</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, gruppo Finiper, è il primo per efficacia. Preso atto della nostra segnalazione, ha comunicato dopo pochi giorni la decisione di sospendere in via precauzionale la vendita del prodotto. Un intervento proattivo che ci si augura farà scuola nella GDO,</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>2) Coop Italia</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>e</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>PAM</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Panorama</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, a pari merito, svettano per la tempestività della risposta. Nell’arco di un paio d’ore, le due grandi catene hanno comunicato di avere subito convocato un incontro con la direzione acquisti (Coop Italia) e un interpello diretto di Affinity (PAM). Sottolineando entrambi che, in difetto di adeguato riscontro in tempi brevi, sospenderanno la vendita del pet food in questione,</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>3) Esselunga, Auchan e Carrefour</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> sono gli ultimissimi ad avere raccolto la nostra segnalazione. Attendiamo risposte, seguiranno aggiornamenti,</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>4) Famila</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> è invece il primo distributore ad avere ricevuto la notifica, guardandosi però dal fornire risposta. Nel perdurante silenzio si è provveduto a sollecitare anche la ASL competente, finora invano.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La giostra è finita</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, ciascuno deve assumere le proprie responsabilità. Nel </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>pet food</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> come nel </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>food &amp; drink</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. Chi produce ed etichetta, chi vende e promuove, chi controlla o omette gli atti del proprio ufficio. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Rien ne va plus</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dario Dongo</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Note</b></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(1) Cfr. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">reg. CE 767/09, d.lgs. 26/2017</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. Maggiori informazioni su </span></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/mangimi-le-sanzioni-per-violazione-del-regolamento-7672009/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #1155cc;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">https://www.foodagriculturerequirements.com/approfondimenti_1/mangimi-le-sanzioni-per-violazione-del-regolamento-767-2009</span></span></span></a></u></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(2) Cfr. reg. CE 767/09, art. 13</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(3) Le responsabilità sui mangimi a rischio sono speculari a quelle sulla sicurezza alimentare, già nel reg. CE 178/02 (si vedano gli articoli 15 e 20, a raffronto con gli articoli 14 e 19). </span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(4) Dati 2017, fonte </span></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.petb2b.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #1155cc;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">www.petb2b.it</span></span></span></a></u></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/etichette-ultima-la-gdo-si-attiva/">Etichette Ultima, la GDO si attiva</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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