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	<title>upcycling Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>upcycling Archivi - Gift</title>
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		<title>Idrossitirosolo: la rivoluzione circolare che valorizza i frantoi</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/nutrizione-specializzata/idrossitirosolo-proprieta-salutistiche-economia-circolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:49:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione specializzata]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti funzionali]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutica]]></category>
		<category><![CDATA[olio d’oliva]]></category>
		<category><![CDATA[olive]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[upcycling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;idrossitirosolo (3,4-diidrossifeniletanolo) rappresenta una frontiera cruciale ove convergono biologia meccanicistica, diritto alimentare internazionale e bioeconomia. Naturalmente abbondante nel frutto, nelle foglie e nei sottoprodotti di lavorazione di Olea europaea L., questo alcol fenolico a struttura catecolica è alla base di uno degli asset della della dieta mediterranea in termini di protezione cardiovascolare e metabolica. Al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/nutrizione-specializzata/idrossitirosolo-proprieta-salutistiche-economia-circolare/">Idrossitirosolo: la rivoluzione circolare che valorizza i frantoi</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<b>idrossitirosolo</b> (3,4-diidrossifeniletanolo) rappresenta una frontiera cruciale ove convergono biologia meccanicistica, diritto alimentare internazionale e bioeconomia. Naturalmente abbondante nel frutto, nelle foglie e nei sottoprodotti di lavorazione di <b><i>Olea europaea</i></b> <b>L.</b>, questo alcol fenolico a struttura catecolica è alla base di uno degli asset della della <b>dieta mediterranea</b> in termini di protezione cardiovascolare e metabolica.</p>
<p>Al di là della tradizionale nutrizione osservazionale, il recente <b>interesse scientifico</b> si è esteso agli <b>studi clinici</b> randomizzati sull&#8217;uomo e alle applicazioni avanzate di <b>economia circolare</b>. Questa review completa esamina le vie di estrazione dell&#8217;idrossitirosolo, il suo status giuridico globale frammentato, le sue <b>proprietà salutistiche</b> multi-organo e il suo potenziale dirompente come ingrediente alimentare funzionale.</p>
<h2>Chimica e vie di estrazione dell&#8217;idrossitirosolo</h2>
<p>L’idrossitirosolo può venire ottenuto attraverso tre principali strategie: il recupero dai <b>sottoprodotti dell&#8217;oliva</b>, l&#8217;estrazione diretta dalle matrici olivicole e la sintesi chimica o biotecnologica (Wang et al., 2025b; Wang et al., 2024). La scelta è dettata da considerazioni di <b>economia circolare</b> e chimica verde (Bernini et al., 2024), oltreché da obiettivi di purezza e dall&#8217;uso previsto (alimentare, integratore o cosmetico).</p>
<p>Il settore olivicolo genera volumi molto elevati di <b>acque di vegetazione</b> (<i>olive mill wastewater</i>, OMW) e sansa, tradizionalmente costosi da smaltire ma eccezionalmente ricchi di composti fenolici. La loro valorizzazione trasforma una passività ambientale in una materia prima ad alto valore: la tecnologia a membrana applicata alle attrezzature industriali dei frantoi consente di concentrare l&#8217;idrossitirosolo dalla sansa con un processo relativamente semplice e scalabile (Romeu et al., 2024), mentre gli estratti di OMW possono aumentare sensibilmente il contenuto polifenolico e il potenziale antiossidante delle preparazioni di olio extravergine di oliva (EVO) (Rodrigues et al., 2026).</p>
<p>I composti fenolici recuperati sono stati impiegati anche per fortificare altri alimenti, come nell&#8217;arricchimento del <b>succo di arancia rossa</b> con composti derivati dalle OMW (Foti et al., 2022). Tali approcci sono coerenti con i principi della chimica verde e con la <b>valorizzazione</b> dei coprodotti agroindustriali (Bernini et al., 2024).</p>
<p>L&#8217;<b>idrossitirosolo di sintesi</b> risponde a esigenze di purezza standardizzata, con una riproducibilità indipendente da raccolto e cultivar; analisi comparative delle vie di sintesi descrivono i compromessi tra resa, costo e formazione di impurezze (Wang et al., 2024; Wang et al., 2025b). Una sfida tecnologica ricorrente è l&#8217;<b>instabilità chimica </b>della molecola: l&#8217;idrossitirosolo si ossida facilmente, il che complica estrazione, conservazione e formulazione. Ciò ha stimolato la ricerca su esteri acilici, <b>incapsulamento</b> e <b>nanoemulsioni</b> per migliorarne stabilità e permeabilità (Feng et al., 2024; Freiría-Gándara et al., 2023; Jordán et al., 2025).</p>
<h2>I claim salutistici EFSA sui polifenoli dell&#8217;oliva e lo status di Novel Food UE</h2>
<p>Nell&#8217;Unione europea, l&#8217;idrossitirosolo gode di una duplice identità regolatoria: come <b>costituente naturale</b> dell&#8217;olio di oliva e come <b>novel food</b> autorizzato, nella sua versione di sintesi chimica.</p>
<p>L&#8217;unico <b>claim salutistico autorizzato</b> collegato alla molecola naturale è stabilito dal <b>regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione</b>, che ha istituito l&#8217;elenco UE degli ‘health claim’ consentiti diversi da quelli riguardanti la riduzione del rischio di malattia e lo sviluppo del bambino:</p>
<ul>
<li>il claim &#8216;<b><i>i polifenoli dell&#8217;olio di oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo</i></b>&#8216;</li>
<li>può essere utilizzato solo per oli di oliva contenenti almeno <b>5 mg</b> di idrossitirosolo e suoi derivati (quali il complesso dell&#8217;oleuropeina e il tirosolo) <b>per 20 g</b> di olio di oliva;</li>
<li>l&#8217;<b>etichetta</b> deve informare il consumatore che l&#8217;effetto benefico si ottiene con un&#8217;assunzione giornaliera di 20 g di olio di oliva.</li>
</ul>
<p>Tale indicazione si fonda sul parere favorevole dell&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), sostanzialmente basato sullo studio di intervento EUROLIVE (Wang et al., 2025a). In pratica, solo gli oli con un contenuto fenolico sufficientemente elevato — tipicamente EVOO di alta qualità — possono legittimamente riportare il claim, un vincolo che ha stimolato il lavoro analitico sulla quantificazione affidabile dell&#8217;idrossitirosolo e del tirosolo totali nell’intero corso della ‘shelf-life’ del prodotto (Gallardo-Fernández et al., 2022).</p>
<p>Separatamente, l&#8217;<b>idrossitirosolo di sintesi</b> è stato autorizzato come ingrediente <b>novel food</b> con la decisione di esecuzione (UE) 2017/2373, nell&#8217;ambito del previgente regime sui ‘novel food’ di cui al regolamento (CE) n. 258/97 — ora sostituito dal regolamento (UE) 2015/2283 — a seguito del parere scientifico EFSA del 31 gennaio 2017, che ha considerato la sicurezza della sostanza agli usi e livelli d&#8217;uso proposti. L&#8217;autorizzazione riguarda categorie definite — segnatamente oli di pesce e oli vegetali (esclusi l&#8217;olio di oliva e l&#8217;olio di sansa di oliva) e i grassi spalmabili, con livelli massimi rispettivamente di 0,215 g/kg e 0,175 g/kg — ed <b>esclude</b> dalla popolazione target i bambini di età inferiore ai tre anni, le donne in gravidanza e le donne in allattamento. Questi confini regolatori sono coerenti con la più ampia letteratura tossicologica, che descrive le preparazioni di idrossitirosolo di origine olivicola come non tossiche e sicure entro gli intervalli studiati (Liamin et al., 2023).</p>
<h2>Diritto alimentare globale e divergenze regolatorie tra USA, Cina e Australia</h2>
<p>Al di fuori dell&#8217;Unione Europea, l&#8217;idrossitirosolo è disciplinato secondo criteri marcatamente diversi, i quali riflettono approcci divergenti in materia di <b>additivi alimentari</b>, <b>novel food</b> e controllo preventivo all’immissione sul mercato. Una lettura comparata delle regole applicate in U.S.A., Cina e Australia–Nuova Zelanda mostra una convergenza sulle conclusioni in tema di sicurezza, ma una considerevole variabilità nelle <b>categorie</b> consentite, nei <b>livelli d&#8217;uso</b> e nella stessa natura giuridica dell&#8217;autorizzazione (Wang et al., 2025a).</p>
<h3>Stati Uniti — la via GRAS</h3>
<p>Negli Stati Uniti, l&#8217;idrossitirosolo non è soggetto ad approvazione preventiva come additivo alimentare, ma è commercializzato attraverso la via <b>Generally Recognised As Safe</b> (GRAS) ai sensi del <i>Federal Food, Drug, and Cosmetic Act</i>. Diverse notifiche GRAS sono state presentate all&#8217;<i>Office of Food Additive Safety</i> della <i>Food and Drug Administration (</i><b><i>FDA</i></b><i>) e hanno ricevuto risposte di tip</i>o &#8216;no questions&#8217;, comprese notifiche relative a idrossitirosolo di sintesi ad alta purezza, <b>estratti polifenolici</b> di origine olivicola (ad es. la GRAS Notice GRN 726, per la preparazione da frutto di oliva elaVida) e materiale ottenuto per fermentazione. La GRAS Notice GRN 876, presentata da Nova Mentis, riguarda l&#8217;idrossitirosolo prodotto mediante <b>fermentazione biotecnologica</b> utilizzando un ceppo ricombinante di <i>Escherichia coli</i> BL21(DE3) come biocatalizzatore che converte il tirosolo in idrossitirosolo (Wang et al., 2025a).</p>
<p>Gli usi previsti notificati alla FDA posizionano l&#8217;idrossitirosolo principalmente come <b>antiossidante</b>, tipicamente a 5–10 mg per porzione, in un&#8217;ampia gamma di prodotti: prodotti da forno (cracker, crostini, barrette a base di cereali), bevande (bevande sportive ed &#8216;energy drink&#8217;, sostituti del pasto a base di latte, acque aromatizzate, bevande alla frutta), yogurt e yogurt gelato, grassi e oli, condimenti per insalata e succhi. Le notifiche più recenti — come il dossier del 2023 presentato per conto di un produttore cinese di biologia sintetica (Hangzhou Viablife) — confermano il persistente interesse commerciale per le <b>bevande pronte da bere</b>, i grassi e gli oli e i succhi a livelli comparabili. Il tratto distintivo dell&#8217;approccio statunitense è dunque l&#8217;ampiezza delle categorie consentite, unita a un modello di autodeterminazione guidato dal notificante anziché a un atto autorizzativo centralizzato.</p>
<h3>Cina — approvazione come nuovo additivo alimentare</h3>
<p>La Cina ha seguito una via centralizzata. Il 5 agosto 2024 la <b>National Health Commission</b> (NHC) ha emanato l&#8217;Announcement n. 3 del 2024, che per la prima volta ha approvato l&#8217;idrossitirosolo per uso alimentare nel Paese, classificandolo come <b>nuovo additivo alimentare</b> anziché come nuova materia prima alimentare (Wang et al., 2025a). L&#8217;approvazione è stata preceduta da una fase di consultazione pubblica gestita attraverso il <i>China National Center for Food Safety Risk Assessment</i> (CFSA).</p>
<p>In base a questa autorizzazione, l&#8217;idrossitirosolo è consentito specificamente come <b>antiossidante</b> negli oli vegetali (categoria alimentare 02.01.01), per ritardarne l&#8217;<b>ossidazione</b>, a un livello massimo di 0,05 g/kg (50 mg/kg). La concessione cinese ha quindi un ambito più ristretto rispetto agli usi GRAS statunitensi ma, per l&#8217;unica categoria autorizzata, fissa un <b>livello massimo</b> chiaramente definito — uno stile regolatorio più vicino al modello UE per categoria e limite (sebbene il limite cinese sia 5 volte inferiore) che al sistema americano di notifica a maglie larghe.</p>
<h3>Australia e Nuova Zelanda — la valutazione come novel food</h3>
<p>In Australia e Nuova Zelanda, la questione ruota attorno allo <b>Standard 1.5.1 – Novel Foods</b> dell&#8217;<i>Australia New Zealand Food Standards Code</i>, amministrato da <b><i>Food Standards Australia New Zealand</i></b> (FSANZ). Un &#8216;alimento non tradizionale&#8217; che richiede una valutazione di sicurezza pre-immissione sul mercato è un <b>novel food</b> e può essere venduto solo una volta che la FSANZ abbia modificato il <i>Code</i> per inserirlo (con eventuali condizioni) nel relativo allegato. L&#8217;<i>Advisory Committee on Novel Foods</i> (ACNF) emette pareri non vincolanti sul carattere novel o meno di un dato ingrediente; va sottolineato che un parere dell&#8217;ACNF è un giudizio preliminare, non un&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione sul mercato.</p>
<p>Per il materiale di origine olivicola, il &#8216;Record of Views&#8217; della FSANZ indica che la valutazione di sicurezza dell&#8217;<b>estratto di frutto/foglia di oliva</b> non ha sollevato preoccupazioni di sicurezza a livelli d&#8217;uso fino a <b>20 mg/die</b> di idrossitirosolo. Questo parere favorevole si applica alle preparazioni di origine olivicola considerate; l&#8217;idrossitirosolo di sintesi isolato, commercializzato come ingrediente a sé stante, richiederebbe in linea di principio una propria valutazione e l&#8217;inserimento nel <i>Code</i> prima della vendita. Il quadro australo-neozelandese si colloca pertanto tra i due estremi: caso per caso, fondato sull&#8217;evidenza e legato alla fonte e alla forma specifiche della sostanza anziché alla molecola in astratto.</p>
<h3>L&#8217;impatto commerciale di quadri regolatori frammentati</h3>
<p>L’analisi comparata di questi sistemi mostra la loro concordanza sulla <b>sicurezza</b> dell&#8217;idrossitirosolo entro limiti definiti, con differenze su tre aspetti di rilievo:</p>
<ul>
<li>lo <b>strumento giuridico</b> (una decisione UE sui novel food, un <i>announcement</i> cinese sugli additivi, le notifiche GRAS statunitensi, un inserimento nel <i>Code</i> AUSNZ);</li>
<li>l&#8217;<b>ambito d&#8217;uso</b> (ampio negli USA, a categoria unica in Cina, incentrato su oli e grassi spalmabili nell&#8217;UE, specifico per fonte in Australia–Nuova Zelanda); e</li>
<li>i <b>livelli massimi</b> (ad esempio, fino a 215 mg/kg negli oli di pesce e vegetali e 175 mg/kg nei grassi spalmabili nell&#8217;UE, contro 50 mg/kg negli oli vegetali in Cina e 5–10 mg per porzione negli USA).</li>
</ul>
<p>Per i produttori — in particolare gli esportatori di ingredienti di <b>origine olivicola</b> ed EVOO — questa frammentazione comporta che un prodotto conforme in una giurisdizione possa richiedere riformulazione, ripresentazione del dossier o ri-etichettatura in un&#8217;altra, e che l&#8217;assenza di un <b>livello massimo</b> armonizzato a livello globale rimanga una barriera pratica al commercio (Wang et al., 2025a).</p>
<h2>Proprietà salutistiche: le evidenze dagli studi peer-reviewed</h2>
<h3>Salute cardiovascolare e cardiometabolica</h3>
<p>L&#8217;ambito cardiovascolare è quello in cui le evidenze sull&#8217;uomo sono più solide e più direttamente legate al claim UE. Una <b>meta-analisi di studi clinici randomizzati e controllati</b> ha rilevato che oleuropeina, idrossitirosolo e tirosolo esercitano effetti misurabili sui <b>fattori di rischio cardiometabolico</b> (Frumuzachi et al., 2025), mentre una distinta revisione sistematica di RCT ha documentato gli effetti sistemici sulla salute della supplementazione con oleuropeina e idrossitirosolo (Frumuzachi et al., 2024). In adulti sani e a rischio, uno studio in doppio cieco controllato con placebo su estratti di oliva ha esaminato gli effetti sulla <b>pressione arteriosa</b> e su marcatori cardiovascolari (Lauwers et al., 2026), e una sintesi narrativa sui polifenoli della foglia di oliva ne ha riassunto l&#8217;influenza sui profili <b>lipidici ematici</b> e sul rischio cardiovascolare (van Stratum et al., 2026).</p>
<p>Sul piano meccanicistico e clinico, l&#8217;olio di oliva arricchito con idrossitirosolo è stato associato a un miglioramento della <b>funzione vascolare</b> in pazienti con malattia coronarica cronica (Ikonomidis et al., 2023), e uno studio a breve termine su un estratto di olio di oliva arricchito con idrossitirosolo ha riportato variazioni favorevoli della <b>funzione cardiovascolare</b> (Iakovis et al., 2023). Nell&#8217;uomo, l&#8217;assunzione di idrossitirosolo ha aumentato la secrezione plasmatica di vescicole extracellulari, ne ha modulato il carico di microRNA e ha ridotto l&#8217;ossidazione delle LDL sia in fase postprandiale sia a una settimana (Del Saz-Lara et al., 2025), in linea con l&#8217;effetto di protezione lipidica riconosciuto dall&#8217;UE; analogamente, integratori alimentari ricchi di idrossitirosolo hanno <b>ridotto l&#8217;ossidazione lipidica</b> in volontari umani (Bender et al., 2023a).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Un&#8217;analisi multi-omica e della funzione piastrinica ha inoltre distinto le risposte individuali al trattamento con idrossitirosolo in soggetti a rischio cardiovascolare, indicando una dimensione di <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/nutrizione-personalizzata-rapporto-fao/">nutrizione personalizzata</a> (Noguera-Navarro et al., 2025a). In pazienti anziani con pregresso infarto del miocardio, un EVO ad alto contenuto di tirosolo/idrossitirosolo ha potenziato l&#8217;attività <b>antiossidante</b> (Morvaridzadeh et al., 2025).</p>
<h3>Sindrome metabolica, glicemia e fegato</h3>
<p>L&#8217;idrossitirosolo agisce come regolatore dell&#8217;<b>omeostasi mitocondriale</b>, un meccanismo implicato nella sindrome metabolica e nei disturbi correlati (Xu et al., 2025). In uno studio randomizzato in doppio cieco contro placebo la supplementazione ha migliorato lo stato <b>antiossidante e antinfiammatorio</b> in soggetti con sovrappeso e prediabete (Moratilla-Rivera et al., 2025). Il pane di frumento arricchito con idrossitirosolo a sua volta ha migliorato l&#8217;HbA1c, il profilo lipidico, i marcatori infiammatori e il <b>peso corporeo</b> in soggetti con sovrappeso/obesità e diabete di tipo 2 (Binou et al., 2023). Il lavoro preclinico indica che l&#8217;idrossitirosolo migliora la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica attraverso la modulazione del <b>microbiota intestinale</b> (Xiao et al., 2025), migliora l&#8217;insulino-resistenza nella prole tramite il rimodellamento del microbiota (Yi et al., 2025) e agisce attraverso molteplici vie rilevanti per l&#8217;<b>obesità</b> (Guan et al., 2026).</p>
<h3>Neuroprotezione e cognizione</h3>
<p>Revisioni sistematiche di dati clinici e preclinici descrivono effetti <b>neuroprotettivi</b> dell&#8217;olio di oliva e dei suoi composti fenolici, inclusa l&#8217;attenuazione della <b>neuroinfiammazione</b> (Medoro et al., 2026; Omar &amp; Ghani, 2026), mentre prospettive emergenti posizionano l&#8217;idrossitirosolo come candidato ingrediente neuroprotettivo (Martínez-Zamora, 2025). I segnali sull&#8217;uomo si accumulano: &#8216;perle&#8217; di oliva a elevata concentrazione di idrossitirosolo sono state associate a un miglioramento della <b>funzione cognitiva</b> in adulti di mezza età e anziani (Yoon et al., 2023), e un sotto-studio di ‘neuroimaging’ in crossover randomizzato ha riportato variazioni della <b>connettività cerebrale</b> a riposo a seguito dell&#8217;assunzione di EVO in adulti sani (Gutiérrez-Romero et al., 2026). Revisioni meccanicistiche e traslazionali affrontano la rilevanza per le vie patogenetiche dell&#8217;Alzheimer e del Parkinson (Romero-Márquez et al., 2023).</p>
<h3>Salute intestinale, infiammazione e pelle, indizi sulla prevenzione oncologica</h3>
<p>A livello intestinale, l&#8217;idrossitirosolo modula il <b>microbiota intestinale</b> e sostiene la salute digestiva (Garrido-Romero et al., 2025), con evidenze precliniche di beneficio nell&#8217;infiammazione del colon e nelle patologie gastrointestinali (Arangia et al., 2023; Tang et al., 2025). La sua azione antinfiammatoria è concettualizzata come interferenza con l&#8217;<b>inflammaging </b>(Velotti &amp; Bernini, 2023; Micheli et al., 2023).</p>
<p>In dermatologia, alcuni studi riportano una protezione contro l&#8217;invecchiamento cutaneo indotto dai prodotti finali di glicazione avanzata e dal <b>fotoinvecchiamento</b> indotto dai raggi UV, oltre ad applicazioni nella cicatrizzazione delle ferite e persino nella crescita dei capelli (Fan et al., 2025; Wang et al., 2026; Xie et al., 2026), mentre sono stati esaminati anche contesti di recupero prolungato e di esercizio fisico (Roberts et al., 2023).</p>
<p>In oncologia, i polifenoli dell&#8217;olio di oliva sono esaminati come una via promettente per la <b>prevenzione e la terapia oncologica</b> (Anwar et al., 2025; Melo Ferreira et al., 2025), e un&#8217;indagine clinica di fase iniziale ha esplorato l&#8217;idrossitirosolo per la <b>prevenzione del tumore al seno</b> in donne ad alto rischio (Puri et al., 2025); biodisponibilità e metabolismo restano determinanti chiave per la traslazione clinica (Gervasi &amp; Pojero, 2024).</p>
<p>La <b>biodisponibilità e il metabolismo</b> della molecola — inclusa la sua conversione in metaboliti circolanti — sono decisivi in tutti questi ambiti (Bender et al., 2023b; Jordán et al., 2025; Noguera-Navarro et al., 2026).</p>
<h2>Applicazioni industriali nella fortificazione di alimenti con ‘Clean Label’ e nella conservazione naturale</h2>
<p>L&#8217;appeal commerciale dell&#8217;idrossitirosolo combina la sua efficacia <b>antiossidante</b>, l&#8217;approvazione regolatoria e le credenziali clean-label. In oli e grassi, la fortificazione con idrossitirosolo riduce al minimo l&#8217;ossidazione, migliora il potenziale antiossidante e accresce la <b>stabilità chimico-fisica durante la frittura</b> — un vantaggio notevole per gli oli sottoposti a stress termico (Mehany et al., 2025a). Un controllo qualità affidabile supporta tali usi: la spettroscopia nel vicino infrarosso abbinata alla regressione multipla consente una rapida quantificazione dei composti fenolici, tenendo conto di cultivar, supplementazione e frittura profonda (Mehany et al., 2025b).</p>
<p>Oltre agli oli, l&#8217;idrossitirosolo funge da <b>conservante naturale</b> e ingrediente funzionale. È stato incorporato in <b>nanoemulsioni</b> di grado alimentare, laddove i derivati esterei migliorano l&#8217;efficienza e il comportamento struttura-attività (Freiría-Gándara et al., 2023), e in prodotti da forno come il <b>pane arricchito</b> con beneficio clinico dimostrato (Binou et al., 2023). Nella <b>tecnologia delle carni</b>, l&#8217;idrossitirosolo e i fenoli dell&#8217;oliva correlati supportano la formulazione di salumi stagionati fermentati biologici a <b>ridotto contenuto di nitrati/nitriti</b>, contribuendo a mantenere sicurezza microbiologica, qualità e accettazione da parte dei consumatori (Argemí-Armengol et al., 2026).</p>
<p>Le industrie <b>cosmetica e nutraceutica</b> sfruttano la sua attività antiossidante e <b>anti-età</b>, con strategie transdermiche e di incapsulamento concepite per superare l&#8217;instabilità e la scarsa permeabilità (Feng et al., 2024; Xie et al., 2026). In tutti questi usi, la valorizzazione dei sottoprodotti dell&#8217;oliva offre una via di approvvigionamento sostenibile ed economicamente interessante (Bernini et al., 2024; Romeu et al., 2024).</p>
<h2>Conclusioni e prospettive future</h2>
<p>L&#8217;idrossitirosolo si colloca in una rara intersezione tra una solida <b>biologia meccanicistica</b>, un claim salutistico UE autorizzato, uno status di novel food definito e una tangibile domanda industriale. La base di evidenze è più matura per la <b>protezione dei</b> <b>lipidi ematici</b> dallo stress ossidativo e per il più ampio beneficio cardiovascolare, laddove studi randomizzati sull&#8217;uomo e meta-analisi corroborano in misura crescente la posizione regolatoria (Frumuzachi et al., 2024; Frumuzachi et al., 2025; Del Saz-Lara et al., 2025). Le applicazioni metaboliche, neuroprotettive, oncologiche e dermatologiche sono biologicamente plausibili e supportate da una letteratura in crescita, sebbene ancora in parte preclinica, che richiede <b>studi clinici</b> più ampi e prolungati, con preparazioni ed endpoint standardizzati (Omar &amp; Ghani, 2026; Puri et al., 2025).</p>
<p>Tre priorità daranno forma a questo ambito:</p>
<ul>
<li>in primo luogo, occorre risolvere la <b>biodisponibilità</b> e la variabilità interindividuale per tradurre il meccanismo in un effetto clinico riproducibile, aprendo la porta alla <b>nutrizione personalizzata</b> (Jordán et al., 2025; Noguera-Navarro et al., 2025a);</li>
<li>in secondo luogo, la <b>standardizzazione analitica</b> dell&#8217;idrossitirosolo e del tirosolo totali è essenziale per applicare equamente il claim UE e per tutelare i consumatori (Mehany et al., 2025b);</li>
<li>in terzo luogo, la <b>valorizzazione circolare</b> delle acque di vegetazione e della sansa offre un approvvigionamento sostenibile che allinea l&#8217;interesse commerciale alla responsabilità ambientale (Bernini et al., 2024; Foti et al., 2022; Romeu et al., 2024).</li>
</ul>
<p>Per i settori olivicoli italiano e mediterraneo, l&#8217;idrossitirosolo rappresenta dunque un marcatore di qualità dell&#8217;EVOO e al contempo un ponte strategico tra <b>cultura alimentare</b>, salute pubblica e bioeconomia.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://unsplash.com/it/@luciopatoneph?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Lucio Patone</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/pianta-verde-con-frutti-rotondi-rossi-Gt4FnWPbjfo?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></em></p>
<h3>Bibliografia</h3>
<h4>Review, chimica, biosintesi e sicurezza</h4>
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<h4>Estrazione, valorizzazione dei sottoprodotti e produzione</h4>
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<h4>Biodisponibilità, metabolismo e stabilità</h4>
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<h4>Salute cardiovascolare e cardiometabolica</h4>
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<p>Del Saz-Lara, A., López de Las Hazas, M. C., Tomé-Carneiro, J., Ávila-Gálvez, M. Á., Crespo, M. C., Mazarío-Gárgoles, C., Chapado, L. A., Daimiel, L., Visioli, F., Martín-Santiago, V., Espín, J. C., &amp; Dávalos, A. (2025). Hydroxytyrosol enhances plasma extracellular vesicle secretion, modulates their miRNAs cargo, and reduces LDL oxidation in humans: Postprandial and 1-week effects. <i>Molecular Nutrition &amp; Food Research, 69</i>(15), e70039. <a href="https://doi.org/10.1002/mnfr.70039">https://doi.org/10.1002/mnfr.70039</a></p>
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<p>Morvaridzadeh, M., Alami, M., Zoubdane, N., Sidibé, H., Berrougui, H., Fülöp, T., Nguyen, M., &amp; Khalil, A. (2025). High-tyrosol/hydroxytyrosol extra virgin olive oil enhances antioxidant activity in elderly post-myocardial infarction patients. <i>Antioxidants, 14</i>(7), 867. <a href="https://doi.org/10.3390/antiox14070867">https://doi.org/10.3390/antiox14070867</a></p>
<p>Noguera-Navarro, C., Vinten, K. T., Auñón-Calles, D., Carazo-Díaz, C., Janssens, G. E., &amp; Montoro-García, S. (2025). Multi-omic analysis and platelet function distinguish treatment responses to hydroxytyrosol in cardiovascular risk. <i>Food &amp; Function, 16</i>(14), 5928–5948. <a href="https://doi.org/10.1039/d5fo00874c">https://doi.org/10.1039/d5fo00874c</a></p>
<p>van Stratum, S. L. M., Stevens, Y., &amp; Plat, J. (2026). Effects of olive leaf polyphenols on blood lipid profiles and cardiovascular risk markers in healthy and at-risk populations: A narrative review. <i>Food &amp; Function, 17</i>(8), 3430–3452. <a href="https://doi.org/10.1039/d5fo04678e">https://doi.org/10.1039/d5fo04678e</a></p>
<h4>Sindrome metabolica, glicemia e fegato</h4>
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<h4>Neuroprotezione e cognizione</h4>
<p>Gutiérrez-Romero, R. M., Donat-Vargas, C., Muñoz-Moreno, E., Hinojosa-Moscoso, A., Galkina, P., Arancibia-Riveros, C., Domínguez-López, I., Hurtado-Barroso, S., Pérez, M., Vallverdú-Queralt, A., Casas, R., Estruch, R., &amp; Lamuela-Raventós, R. M. (2026). Resting-state brain connectivity following extra virgin olive oil intake in healthy adults: A randomised crossover pilot neuroimaging substudy. <i>Food &amp; Function, 17</i>(8), 3477–3483. <a href="https://doi.org/10.1039/d5fo05016b">https://doi.org/10.1039/d5fo05016b</a></p>
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<p>Romero-Márquez, J. M., Forbes-Hernández, T. Y., Navarro-Hortal, M. D., Quirantes-Piné, R., Grosso, G., Giampieri, F., Lipari, V., Sánchez-González, C., Battino, M., &amp; Quiles, J. L. (2023). Molecular mechanisms of the protective effects of olive leaf polyphenols against Alzheimer&#8217;s disease. <i>International Journal of Molecular Sciences, 24</i>(5), 4353. <a href="https://doi.org/10.3390/ijms24054353">https://doi.org/10.3390/ijms24054353</a></p>
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<h4>Salute intestinale ed effetti intestinali</h4>
<p>Arangia, A., Marino, Y., Impellizzeri, D., D&#8217;Amico, R., Cuzzocrea, S., &amp; Di Paola, R. (2023). Hydroxytyrosol and its potential uses on intestinal and gastrointestinal disease. <i>International Journal of Molecular Sciences, 24</i>(4), 3111. <a href="https://doi.org/10.3390/ijms24043111">https://doi.org/10.3390/ijms24043111</a></p>
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<h4>Tumori</h4>
<p>Anwar, M. J., Anwar, M. H., Imran, M., Noman, A. M., Hussain, M., Raza, H., Mohamed, H. M., Mohamed, G. A., Ibrahim, S. R. M., Yehuala, T. F., Alsagaby, S. A., Al Abdulmonem, W., Abdelgawad, M. A., Mostafa, E. M., Ghoneim, M. M., &amp; Selim, S. (2025). Olive oil polyphenols: A promising approach for cancer prevention and therapy. <i>Food Science &amp; Nutrition, 13</i>(9), e70976. <a href="https://doi.org/10.1002/fsn3.70976">https://doi.org/10.1002/fsn3.70976</a></p>
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<p>Melo Ferreira, D., Oliveira, M. B. P. P., &amp; Alves, R. C. (2025). A comprehensive review of the antitumor activity of olive compounds: The case of olive oil, pomace, and leaf extracts, phenolic alcohols, secoiridoids, and triterpenes. <i>Antioxidants, 14</i>(2), 237. <a href="https://doi.org/10.3390/antiox14020237">https://doi.org/10.3390/antiox14020237</a></p>
<p>Noguera-Navarro, C., García, C. J., Auñón, D., Gil-Izquierdo, Á., &amp; Montoro-García, S. (2026). Metabolomic analysis reveals novel ethylated hydroxytyrosol metabolites in colon cancer cells. <i>Food &amp; Function, 17</i>(4), 1817–1826. <a href="https://doi.org/10.1039/d5fo04197j">https://doi.org/10.1039/d5fo04197j</a></p>
<p>Puri, A., Yin, Z., Granados-Principal, S., Ensor, J., Guzman, L., Rosato, R., Zhao, H., Wong, S., Wang, L., Patel, T., &amp; Chang, J. C. (2025). Hydroxytyrosol, a component of olive oil for breast cancer prevention in women at high risk of cancer. <i>International Journal of Breast Cancer, 2025</i>, 8831168. <a href="https://doi.org/10.1155/ijbc/8831168">https://doi.org/10.1155/ijbc/8831168</a></p>
<h4>Azione antinfiammatoria, invecchiamento, pelle e recupero</h4>
<p>Fan, R., Ma, Y., Sun, M., Zhang, H., Han, Y., Wang, J., Zhu, W., &amp; Zhang, Z. (2025). Improvement effect and mechanism of hydroxytyrosol on skin aging induced advanced glycation end products. <i>Nutrients, 17</i>(17), 2810. <a href="https://doi.org/10.3390/nu17172810">https://doi.org/10.3390/nu17172810</a></p>
<p>Micheli, L., Bertini, L., Bonato, A., Villanova, N., Caruso, C., Caruso, M., Bernini, R., &amp; Tirone, F. (2023). Role of hydroxytyrosol and oleuropein in the prevention of aging and related disorders: Focus on neurodegeneration, skeletal muscle dysfunction and gut microbiota. <i>Nutrients, 15</i>(7), 1767. <a href="https://doi.org/10.3390/nu15071767">https://doi.org/10.3390/nu15071767</a></p>
<p>Roberts, J. D., Lillis, J. B., Pinto, J. M., Chichger, H., López-Samanes, Á., Coso, J. D., Zacca, R., &amp; Willmott, A. G. B. (2023). The effect of a hydroxytyrosol-rich, olive-derived phytocomplex on aerobic exercise and acute recovery. <i>Nutrients, 15</i>(2), 421. <a href="https://doi.org/10.3390/nu15020421">https://doi.org/10.3390/nu15020421</a></p>
<p>Velotti, F., &amp; Bernini, R. (2023). Hydroxytyrosol interference with inflammaging via modulation of inflammation and autophagy. <i>Nutrients, 15</i>(7), 1774. <a href="https://doi.org/10.3390/nu15071774">https://doi.org/10.3390/nu15071774</a></p>
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<p>Freiría-Gándara, J., Martínez-Senra, T., &amp; Bravo-Díaz, C. (2023). Exploring the use of hydroxytyrosol and some of its esters in food-grade nanoemulsions: Establishing connection between structure and efficiency. <i>Antioxidants, 12</i>(11), 2002. <a href="https://doi.org/10.3390/antiox12112002">https://doi.org/10.3390/antiox12112002</a></p>
<p>Mehany, T., González-Sáiz, J. M., &amp; Pizarro, C. (2025). Hydroxytyrosol-infused extra virgin olive oil: A key to minimizing oxidation, boosting antioxidant potential, and enhancing physicochemical stability during frying. <i>Antioxidants, 14</i>(3), 368. <a href="https://doi.org/10.3390/antiox14030368">https://doi.org/10.3390/antiox14030368</a></p>
<p>Mehany, T., González-Sáiz, J. M., &amp; Pizarro, C. (2025). Quantification of phenolic compounds in olive oils by near-infrared spectroscopy and multiple regression: Effects of cultivar, hydroxytyrosol supplementation, and deep-frying. <i>Antioxidants, 14</i>(6), 672. <a href="https://doi.org/10.3390/antiox14060672">https://doi.org/10.3390/antiox14060672</a></p>
<h4>Normativa e fonti ufficiali</h4>
<h5>Unione europea</h5>
<p>Decisione di esecuzione (UE) 2017/2373 della Commissione, del 14 dicembre 2017, che autorizza l&#8217;immissione sul mercato dell&#8217;idrossitirosolo quale nuovo ingrediente alimentare a norma del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio (notificata con il numero C(2017) 8423). <a href="http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2017/2373/oj">http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2017/2373/oj</a></p>
<p>Regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470 della Commissione, del 20 dicembre 2017, che istituisce l&#8217;elenco dell&#8217;Unione dei nuovi alimenti a norma del regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio sui nuovi alimenti. Testo consolidato: 16/03/2026 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2017/2470/2026-03-16">http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2017/2470/2026-03-16</a></p>
<p>Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, del 16 maggio 2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Testo consolidato: 20/08/2025. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2012/432/2025-08-20">http://data.europa.eu/eli/reg/2012/432/2025-08-20</a></p>
<p>Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativo ai nuovi alimenti e che modifica il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1852/2001 della Commissione. Testo consolidato: 27/03/2021 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2015/2283/2021-03-27">http://data.europa.eu/eli/reg/2015/2283/2021-03-27</a></p>
<p>Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Testo consolidato: 13/12/2014. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13">http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13</a></p>
<h5>Pareri scientifici EFSA (base regolatoria)</h5>
<p>EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). (2011). Scientific opinion on the substantiation of health claims related to polyphenols in olive and protection of LDL particles from oxidative damage (ID 1333, 1638, 1639, 1696, 2865), maintenance of normal blood HDL-cholesterol concentrations (ID 1639), maintenance of normal blood pressure (ID 3781) and others, pursuant to Article 13(1) of Regulation (EC) No 1924/2006. <i>EFSA Journal, 9</i>(4), 2033. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2011.2033</p>
<p>EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). (2017). Safety of hydroxytyrosol as a novel food pursuant to Regulation (EC) No 258/97. <i>EFSA Journal, 15</i>(3), e04728. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2017.4728</p>
<h5>Stati Uniti</h5>
<p>US Food and Drug Administration (FDA). GRAS Notice (GRN) No. 726 — Polyphenol extract from olive (DSM Nutritional Products). Office of Food Additive Safety, Center for Food Safety and Applied Nutrition.</p>
<p>US Food and Drug Administration (FDA). (2019). GRAS Notice (GRN) No. 876 — Hydroxytyrosol (Nova Mentis). Office of Food Additive Safety, Center for Food Safety and Applied Nutrition.</p>
<p>US Food and Drug Administration (FDA). (2023). GRAS Notice (GRN) No. 1138 — Hydroxytyrosol (Hangzhou Viablife Biotech Co., Ltd.). Office of Food Additive Safety, Center for Food Safety and Applied Nutrition.</p>
<h5>Cina</h5>
<p>National Health Commission of the People&#8217;s Republic of China (NHC). (2024, 5 agosto). <i>Announcement No. 3 of 2024</i>, che approva l&#8217;idrossitirosolo come nuovo additivo alimentare (antiossidante negli oli vegetali, categoria alimentare 02.01.01; livello massimo 0,05 g/kg).</p>
<h5>Australia e Nuova Zelanda</h5>
<p>Food Standards Australia New Zealand (FSANZ). <i>Australia New Zealand Food Standards Code — Standard 1.5.1 (Novel Foods)</i>; definizioni di &#8216;non-traditional food&#8217; e &#8216;novel food&#8217; nello Standard 1.1.2.</p>
<p>Food Standards Australia New Zealand (FSANZ). <i>Advisory Committee on Novel Foods (ACNF) — Record of Views</i>(valutazione dell&#8217;estratto di foglia/frutto di oliva; nessuna preoccupazione di sicurezza identificata a livelli d&#8217;uso fino a 20 mg/die di idrossitirosolo).</p>
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		<title>Bergamotto di Reggio Calabria IGP</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/frutta/agrumi/bergamotto-di-reggio-calabria-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;--&nbsp;Gabriele Sapienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2024 07:39:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agrumi]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamotto di Reggio Calabria IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamotto di Reggio Calabria-olio essenziale DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Citrus]]></category>
		<category><![CDATA[fitocomposti]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bergamotto di Reggio Calabria &#8211; coltivato nella provincia calabrese che si trova sulla ‘punta dello stivale’ della penisola italiana, davanti allo stretto di Messina &#8211; è il prezioso agrume a cui si devono i celeberrimi aromi di ‘Earl Gray tea’ ed ‘eau de Cologne’. Il ministero dell’Agricoltura in Italia, dopo oltre due anni di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Bergamotto di Reggio Calabria &#8211; coltivato nella provincia calabrese che si trova sulla ‘punta dello stivale’ della penisola italiana, davanti allo stretto di Messina &#8211; è il prezioso agrume a cui si devono i celeberrimi aromi di ‘Earl Gray tea’ ed ‘eau de Cologne’.</p>
<p>Il ministero dell’Agricoltura in Italia, dopo oltre due anni di istruttoria, ha finalmente dato il via libera a registrare il bergamotto di Reggio Calabria a Bruxelles come IGP (Indicazione Geografica Protetta), per salvaguardare l&#8217;autenticità del frutto e dei suoi derivati. (1)</p>
<h2>Bergamotto, descrizione botanica</h2>
<p><em><strong>Citrus bergamia</strong> (Risso &amp; Poiteau)</em>, il bergamotto, deriva probabilmente dall’ibridazione di arancio amaro (<em>Citrus aurantium L.</em> ) e lime (<em>C. aurantifolia (Christm. &amp; Panzer)</em> <em>Swingle)</em>. (2) Ed è classificato in botanica come una sottospecie del limone (<em>Citrus limon ssp. Bergamia</em>), nella famiglia delle <em>Rutaceae</em> che comprende anche il cedro (3,4). L’albero ha foglie alterne, grandi e simili a quelle del limone per colore e forma.</p>
<p><strong>I fiori bianchi</strong> e profumati germogliano a marzo-aprile, mentre i frutti vengono raccolti tra dicembre e febbraio. Il frutto verde può raggiungere il colore giallo, con la maturazione. La sua dimensione è medio-piccola, la forma arrotondata e lievemente schiacciata. La buccia ha spessore e superficie (liscia o rugosa) variabili. La polpa ha consistenza medio-elevata, colore tra verde e giallo pallido, sapore acido e amaro.</p>
<h2>Coltivazione del bergamotto in Calabria</h2>
<p><strong>Il nome ‘bergamotto’</strong> deriva probabilmente dal turco ‘beg armudi’ (‘pero del Signore’), sebbene alcuni lo associno alla città di Berga in Catalunya, Spagna. Il suo esordio in Calabria &#8211; ove tuttora ha luogo il 90% della produzione globale &#8211; è attribuito a un periodo compreso tra il XIV e il XVI secolo (Chapot, 1948) e documentato a partire dal 1750 AD (2,5).</p>
<p><strong>Gli alberi</strong> di bergamotto, innestati su portainnesti di arancio amaro, vengono potati a 4-5 metri di altezza con una copertura fogliare su circa 5 metri di diametro.</p>
<p><strong>La fascia costiera reggina</strong>, da Villa San Giovanni a Monasterace &#8211; sul Mar Ionico, affacciato verso Sud &#8211; offre al bergamotto un habitat ideale, protetto dai venti del Nord dalle Alpi calabresi (Aspromonte, geoparco protetto dall’UNESCO). Terreni fertili e clima mite, diffusa esposizione solare e una temperatura media tra le più alte in Italia, con oscillazioni minime tra giorno e notte e assenza di gelate invernali.</p>
<figure id="attachment_73677" aria-describedby="caption-attachment-73677" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-73677 size-large" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP-1024x724.jpg" alt="Area di produzione del Bergamotto di Reggio Calabria IGP" width="696" height="492" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP-1024x724.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP-300x212.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP-768x543.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP-150x106.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP-696x492.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP-1068x755.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/Area-di-produzione-del-Bergamotto-di-Reggio-Calabria-IGP.jpg 1531w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption id="caption-attachment-73677" class="wp-caption-text">Figura 1. Area di produzione del Bergamotto di Reggio Calabria IGP</figcaption></figure>
<h2>Proprietà nutrizionali</h2>
<p><strong>Le proprietà nutrizionali</strong> del bergamotto sono simili a quelle di altri agrumi, come mostra la tabella a seguire, con un’apprezzabile presenza di vitamine e sali minerali.</p>
<figure id="attachment_73671" aria-describedby="caption-attachment-73671" style="width: 626px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-73671 size-full" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-humanitas-bermamotto-ITA.jpg" alt="tabella humanitas bermamotto ITA" width="626" height="258" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-humanitas-bermamotto-ITA.jpg 626w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-humanitas-bermamotto-ITA-300x124.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-humanitas-bermamotto-ITA-150x62.jpg 150w" sizes="(max-width: 626px) 100vw, 626px" /><figcaption id="caption-attachment-73671" class="wp-caption-text">Tabella 1. Proprietà nutrizionali contenute in un esperidio di bergamotto (165 g) [Fonte: <a href="https://www.gavazzeni.it/enciclopedia/alimenti/bergamotto/">Humanitas</a>]</figcaption></figure>
<h2>Composti bioattivi e proprietà salutistiche</h2>
<p><strong>L’abbondanza</strong> di composti bioattivi (phytochemicals) ha stimolato la ricerca sulle sue proprietà frutto ricchissimo di proprietà antiossidanti, polifenoli e vitamine (6,7). A seguire una breve sintesi delle ricerche di maggior rilievo.</p>
<figure id="attachment_73682" aria-describedby="caption-attachment-73682" style="width: 627px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-73682 size-full" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-proprieta-nutrizionali-bergamotto-ITA-1.jpg" alt="tabella proprietà nutrizionali bergamotto ITA" width="627" height="804" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-proprieta-nutrizionali-bergamotto-ITA-1.jpg 627w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-proprieta-nutrizionali-bergamotto-ITA-1-234x300.jpg 234w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-proprieta-nutrizionali-bergamotto-ITA-1-150x192.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/01/tabella-proprieta-nutrizionali-bergamotto-ITA-1-300x385.jpg 300w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /><figcaption id="caption-attachment-73682" class="wp-caption-text">Tabella 2. Diverse forme di bergamotto testate, modelli utilizzati, effetti e riferimenti. [Fonte: Adorisio et al. 2023. Si veda nota 6]</figcaption></figure>
<h2>Eau de Cologne, Earl Grey tea</h2>
<p><strong>L’olio essenziale</strong> di Bergamotto di Reggio Calabria, estratto dalla sua buccia, contiene molti composti aromatici quali limonene, linalolo, linalil acetato e bergapteno. Questo elemento distingue il bergamotto calabrese rispetto a quello coltivato marginalmente in aree tropicali, come la Costa d’Avorio in West Africa. (3).</p>
<p><strong>La Denominazione di Origine Protetta</strong> DOP (o PGO, Protected Designation of Origin) per l&#8217;olio essenziale di bergamotto, riconosciuta nel 2001, ma di fatto mai concretizzatasi considerando l&#8217;assenza di prodotti etichettati con la DOP dell&#8217;essenza sul mercato e le sospensioni ripetute del Consorzio di tutela della DOP da parte del Ministero dell&#8217;Agricoltura a causa della mancanza di certificazione.</p>
<p><strong>La fama internazionale</strong> dell&#8217;olio essenziale di bergamotto è legata al suo ruolo protagonista in due prodotti:</p>
<p>&#8211; ‘<em>eau-de-Cologne</em>’, ideata nel 1685 a Colonia (Köln, Germania) dall&#8217;immigrato italiano Giovanni Maria Farina e sviluppata in diverse formulazioni. (8) L&#8217;olio essenziale di bergamotto, grazie al suo aroma fresco e leggermente speziato, tuttora caratterizza la composizione di profumi di alta qualità;</p>
<p>&#8211; ‘<em>Earl Grey tea</em>’. Il conte Charles Grey, primo ministro del Regno Unito dal 1830 al 1834, ricevette in omaggio un tè con olio essenziale di bergamotto divenuto poi famoso, in Inghilterra e nel mondo intero, per l’eleganza ineguagliabile di sapore e aroma. (9) Gli utilizzi del bergamotto sono però anche altri, come si vedrà.</p>
<h2>Bergamotto in cucina e negli alimenti</h2>
<p><strong>Nella cucina italiana</strong>, la scorza e il succo del bergamotto sono utilizzati per aromatizzare dolci, liquori e piatti salati. Il succo di bergamotto è l’ingrediente caratteristico di alcuni succhi di frutta anche bio e bevande analcoliche, oltre a liquori, che non hanno finora raggiunto il meritato successo.</p>
<p><strong>Si segnala</strong> in particolare Bermé, dalla crasi tra bergamotto e mela che compongono in quota 20-80% un succo di frutta davvero unico. Sviluppato nel 2012 dal geniale amico Nino Manti con l’idea di realizzare una bevanda salutare, oltreché squisita grazie alla combinazione dei sapori acido, amaro e dolce. (10)</p>
<h2>Altri utilizzi e opportunità</h2>
<p><strong>Cosmetici</strong> di vario tipo &#8211; creme, lozioni e saponi &#8211; vengono realizzati sia con l’olio essenziale estratto dalla buccia, sia da quello ricavato dalle foglie (olio di bergamotto petitgrain). L’aroma naturale di bergamotto viene altresì impiegato nei tabacchi di pregio.</p>
<p><strong>L’economia circolare</strong> applicata alla filiera del bergamotto si esprime poi nell’estrazione di pectine, in una logica di upcycling che merita ulteriore ricerca e innovazione, anche in vista dello sviluppo di alimenti funzionali e sostanze attive con destino farmaceutico. (11)</p>
<p><strong>La scarsa valorizzazione</strong> della polpa di bergamotto &#8211; in contesti rurali tuttora ancorati alla sussistenza, finora privi di sostegno alla ricerca scientifica e l’imprenditoria &#8211; ha infatti comportato il primario destino delle sue polpe a materie prime per mangimi.</p>
<h2>Bergamotto di Reggio Calabria IGP</h2>
<p><strong>La registrazione</strong> del Bergamotto di Reggio Calabria IGP (o PGI, Protected Geographical Indication) è un passaggio cruciale per prevenire l’abbandono delle sue colture nella fascia costiera reggina e si estende ai suoi derivati, destinati all’impiego nel settore food. (12) I quali a loro volta devono venire prodotti e trasformati nell’area geografica delimitata dal disciplinare.</p>
<p><strong>Le coltivazioni</strong> di Bergamotto di Reggio Calabria IGP sono attualmente estese su 1500 ettari, a cui se ne aggiungono ulteriori 300-400 ove le <em>cultivar</em> sono in fase di impianto, e una prospettiva di crescita orientata anche verso il settore del fresco, nell’ortofrutta. Per sganciarsi dal monopolio dell&#8217;industria del Bergamotto di Reggio Calabria-olio essenziale DOP, utilizzato nella profumeria e nella cosmesi. In modo da consentire a tutti, anche in territori lontani, la possibilità di scoprire questo frutto davvero unico e irripetibile.</p>
<h2>Prospettive</h2>
<p><strong>Il mercato</strong> del bergamotto ha incontrato negli ultimi due decenni un ‘bottleneck’, a causa sia della contraffazione diffusa del suo olio essenziale con repliche di sintesi chimica, sia dell’incapacità di valorizzare il frutto e gli estratti di bucce e foglie in prodotti alimentari e medicinali innovativi. (13)</p>
<p><strong>La sfida</strong> della nuova IGP è promuovere questo asset strategico dell’agricoltura in Calabria con opportuni investimenti che consentano di ottenere benefici economici di impatto concreto sull’economia rurale, l’occupazione e la visibilità di un territorio meraviglioso.</p>
<p><strong>Grazie</strong>, e tanti auguri anche all’amico Rosario Previtera, presidente del Comitato Promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria IGP nonché agronomo impegnato nello sviluppo dei sistemi agroalimentari locali, (14) e contributor di GIFT (Great Italian Food Trade). (15)</p>
<p><em>Dario Dongo e Gabriele Sapienza</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Comitato Promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria IGP <a href="https://www.bergamia.org/">https://www.bergamia.org/</a></p>
<p>(2) Chapot, H. 1948. Mission au Maroc. Inst. des Fruits et Agrumes Coloniaux [Paris]. Rap. Ann. 1962. Le bergamotier. <em>Al Awamia [Rabat]</em> 5: 1-27</p>
<p>(3) Citrus bergamia Risso &amp; Poiteau (Rutaceae). <em>World Agroforestry Database 4.0</em> (Orwa et al., 2009) <a href="https://apps.worldagroforestry.org/treedb/AFTPDFS/Citrus_bergamia.PDF">https://apps.worldagroforestry.org/treedb/AFTPDFS/Citrus_bergamia.PDF</a></p>
<p>(4) Citrus Aurantium L. δ Bergamia Rutaceae Risso &amp; Poiteau. <em>Acta Plantatum</em> <a href="https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=107272">https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=107272</a></p>
<p>(5) Camera dei Deputati. Norme per la tutela del bergamotto e dei suoi derivati. Progetto di legge AC 4866, 13 maggio 1998. <a href="http://leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk5000/relazion/4866.htm">http://leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk5000/relazion/4866.htm</a></p>
<p>(6) Adorisio S, Muscari I, Fierabracci A, Thi Thuy T, Marchetti MC, Ayroldi E, Delfino DV. Biological effects of bergamot and its potential therapeutic use as an anti-inflammatory, antioxidant, and anticancer agent. <em>Pharm Biol</em>. 2023 Dec;61(1):639-646. doi: <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC10114982/">10.1080/13880209.2023.2197010</a></p>
<p>(7) Dario Dongo, Serena Lazzaro. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/bergamotto-e-cardo-selvatico-utili-a-ridurre-la-steatosi-epatica-studio-clinico/">Bergamotto e cardo selvatico utili a ridurre la steatosi epatica. Studio clinico</a>. Food Times. 18.9.20</p>
<p>(8) Acqua di Colonia. <em>Enciclopedia italiana Treccani</em> (1929) <a href="http://tinyurl.com/yc8b8xsn">http://tinyurl.com/yc8b8xsn</a></p>
<p>(9) Kit Boey Chow, Ione Kramer. All the Tea in China. <em>China Books</em> (San Francisco, 1990). ISBN 0-8351-2194-1. Pages 180-181. Internet Archive http://tinyurl.com/yr3pxjm3</p>
<p>(10) Bermé <a href="https://www.berme.it/azienda/">https://www.berme.it/azienda/</a></p>
<p>(11) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/ricerca/upcycling-di-coprodotti-e-scarti-alimentari-breve-rassegna-scientifica/">Upcycling di coprodotti e scarti alimentari, breve rassegna scientifica</a>. Food Times. 12.1.24</p>
<p>(12) L’incapacità di fare sistema, a livello regionale, aveva comportato l’esclusione di 300 produttori di bergamotto dalla possibilità di aderire al Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria &#8211; Olio essenziale DOP. Mettendo così a rischio la permanenza di tali colture ma anche la biodiversità caratteristica dell’ecosistema locale</p>
<p>(13) I prezzi attuali dei frutti, sul mercato all’ingrosso, si attestano intorno agli € 800/t per il bergamotto destinato alla produzione di essenze, € 1.200/t per il prodotto fresco destinato al mercato ortofrutticolo</p>
<p>(14) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolci/la-piparella-il-biscotto-alle-mandorle-dello-stretto-di-messina/">La piparella, il biscotto alle mandorle dello Stretto di Messina</a>. <em>GIFT (Great Italian Food Trade)</em>. 25.10.20</p>
<p>(15) Dario Dongo, Rosario Previtera. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pesce-italiano/stoccafisso-delizia-e-salute-al-naturale/">Stoccafisso, delizia e salute al naturale</a>. <em>GIFT (Great Italian Food Trade)</em>. 9.12.20</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Funghi, l’ABC</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/funghi-labc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;--&nbsp;Irene Giunta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 14:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Funghi e tartufi]]></category>
		<category><![CDATA[Codex Alimentarius]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[profili nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[upcycling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I funghi (Fungi, Linneus, 1753) o miceti (dal greco antico, mýkēs) sono uno dei prestigi della cucina italiana oltreché di tradizioni gastronomiche, e non solo, delle culture di molti popoli. Un regno di di organismi eucarioti, unicellulari e pluricellulari &#8211; la cui biodiversità è stimata in oltre 3 milioni di specie (1) &#8211; il cui potenziale è in larga parte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I funghi (<em>Fungi, Linneus</em>, 1753) o miceti (dal greco antico, <em>mýkēs</em>) sono uno dei prestigi della cucina italiana oltreché di tradizioni gastronomiche, e non solo, delle culture di molti popoli.</p>
<p>Un regno di di organismi eucarioti, unicellulari e pluricellulari &#8211; la cui biodiversità è stimata in oltre 3 milioni di specie (1) &#8211; il cui potenziale è in larga parte inesplorato.</p>
<p>Le applicazioni sono numerose per nutrire e curare suoli e piante, animali ed esseri umani. (2). A seguire, l’ABC su produzioni e consumi di funghi per uso alimentare.</p>
<h2>Funghi, classificazione</h2>
<p><strong>Una classificazione</strong> generale può valere a raggruppare i funghi in quattro macro-categorie.</p>
<p><strong>A) funghi coltivati</strong>. I campioni della produzione globale (Royse <em>et al.</em>, 2017), in ordine, sono:</p>
<ul>
<li><em>Lentinula edodes</em> (shiitake),</li>
<li><em>Pleurotus spp.</em> (<em>oyster mushrooms</em>),</li>
<li><em>Auricularia spp.</em> (<em>wood-ear mushrooms</em>),</li>
<li><em>Agaricus bisporus</em> (o prataiolo, <em>champignon</em>, <em>Portobello mushroom</em>)</li>
</ul>
<p><strong>B) funghi medicinali</strong> (es. <em>Ganoderma lucidum</em> o <em>Reishi, Ling Zhi</em>),</p>
<p><strong>C) funghi velenosi</strong> (es. <em>Amanita phalloide</em>, o <em>death cap</em>),</p>
<p><strong>D) altri funghi</strong> (es. funghi selvatici, micorrize. V. note 3,4).</p>
<h2>Coltivazione dei funghi e sviluppo sostenibile</h2>
<p><strong>La coltivazione</strong> dei funghi:</p>
<ul>
<li>non richiede l’impiego di pesticidi, erbicidi, fungicidi, né di fertilizzanti chimici,</li>
<li>ha un basso impatto ambientale (Okuda, 2022),</li>
<li>consente il recupero virtuoso (<em>upcycling</em>) di scarti di altre lavorazioni. (4)</li>
</ul>
<p><strong>Questi vantaggi</strong> ecologici ed economici collocano la coltivazione dei funghi in prima linea per contribuire al raggiungimento dei <em>Sustainable Development Goals</em> (SDGs) in Agenda ONU 2030.</p>
<h3><em>Upcycling</em> di sottoprodotti di agricoltura, foreste, alimentari</h3>
<p><em>‘<strong>La coltivazione</strong> dei funghi si differenzia in modo significativo da altri tipi di produzione vegetale, in quanto può utilizzare come materiali di coltivazione alberi di basso valore economico, segatura, sfalci e rami, che sono sottoprodotti associati alla gestione sostenibile delle foreste.</em></p>
<p><em>Il loro utilizzo nella coltivazione dei funghi può servire come risorsa preziosa per la crescita economica, invece di causare inquinamento ambientale e conseguenti rischi per la salute dovuti all&#8217;incenerimento (Chang e Wasser, 2017).</em></p>
<p><em>In Giappone, ad esempio, i funghi rappresentano il 44% del valore di produzione generato dall&#8217;industria forestale, che utilizza foreste che occupano quasi il 70% del territorio nazionale (MAFF, 2020). I funghi rappresentano anche oltre l&#8217;<strong>80% del valore dei prodotti forestali non legnosi</strong>, tra cui noci commestibili, piante selvatiche commestibili, lacca giapponese, bambù, carbone e legna da ardere.’</em> (4)</p>
<h2>Produzione</h2>
<p><strong>La produzione</strong> globale di funghi è aumentata di 13,8 volte negli ultimi 30 anni (1990-2020) fino a raggiungere i 42,8 milioni di tonnellate (FAOSTAT, 2022). La Cina è il vero protagonista della crescita, con il 93% della produzione mondiale di funghi e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/tartufo/tartufi-i-misteriosi-funghi-ipogei-labc/">tartufi</a> (o funghi ipogei), seguita da Giappone e USA.</p>
<p><strong>L’ Europa </strong>a sua volta primeggia nelle produzioni di funghi e tartufi ad alto valore aggiunto, i quali sono tipicamente associati alla cucina italiana e francese in particolare. La varietà delle specie fungine ammesse alla vendita in UE è elevata, circa 268<em> taxa</em> di cui 60 possono oggi venire coltivate.</p>
<h2>Consumi</h2>
<p><strong>I consumi</strong> di funghi erano un tempo limitati alle stagioni di raccolta e i mesi freddi, tra l’autunno e l’inverno. Il crescente interesse dei consumatori verso i cibi con profili nutrizionali equilibrati e lo sviluppo delle tecnologie alimentari hanno poi favorito l’estensione dei consumi di queste preziose fonti di proteine vegetali a ogni stagione dell’anno. (5,6).</p>
<h2>Proprietà nutrizionali e per la salute</h2>
<h3>Proprietà Nutrizionali</h3>
<p><strong>Le proteine</strong> ad alto valore biologico (con dotazione completa degli aminoacidi essenziali), l’abbondanza di fibre alimentari e i livelli minimi di lipidi caratterizzano la composizione dei funghi.</p>
<p><strong>La vitamina D</strong> contenuta nei funghi è di particolare interesse per i consumatori vegani, così come altre vitamine (B e C) e minerali (Na, K e P) e una varietà di fitocomposti benefici per la salute.</p>
<h3>Proprietà salutistiche</h3>
<p><strong>Circa 2.000 funghi</strong> sono stati riconosciuti avere proprietà salutistiche, anzitutto legate alla presenza di alcuni composti bioattivi. Quali in particolare:</p>
<ul>
<li>lectine,</li>
<li>polisaccaridi,</li>
<li>composti fenolici,</li>
<li>polifenoli, (7)</li>
<li>terpeni.</li>
</ul>
<p><strong>La letteratura</strong> scientifica consolidata attribuisce a tali composti bioattivi effetti antiossidanti e antimicrobici, nonché di:</p>
<ul>
<li>modulazione del sistema immunitario, riduzione del colesterolo ematico, protezione del fegato,</li>
<li>prevenzione di malattie cardiovascolari e neurodegenerative, tumori, diabete mellito. (5)</li>
</ul>
<h2>Rischi di tossicità e regole internazionali</h2>
<p><strong>I composti tossici</strong> presenti nei funghi sono responsabili di sindromi acute e croniche più o meno gravi, manifestazioni gastrointestinali o neurologiche a insufficienza epatica e renale. I fenomeni di intossicazione sono numerosi e riguardano anche la raccolta, trasporto, stoccaggio e cottura inappropriati di specie fungine commestibili. (6)</p>
<p><strong><em>Codex Alimentarius</em></strong> (FAO, WHO) ha adottato nel 1981 il <em>General Standard for Edible Fungi and Fungus products</em> (Codex Stan 38-1981) e lo <em>Standard for Dried Edible Fungi</em> (Codex Stan 39-1981) su igiene e sicurezza, identificazione e qualità, commercializzazione ed etichettatura dei funghi commestibili freschi e trasformati. (6)</p>
<p>#SDG3, <em>Ensure Health and Well-being</em>. #SDG11, <em>Sustainable Cities and Communities.</em> #SDG12, <em>Responsible Consumption and Production.</em> #SDG13, <em>Climate Action.</em> #SDG14, <em>Life below Water.</em> #SGG15, <em>Life on Land.</em></p>
<p><em>Dario Dongo e Irene Giunta</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Heath E. O&#8217;Brien, Jeri Lynn Parrent, Jason A. Jackson, Jean-Marc Moncalvo, Rytas Vilgalys (2005). <em>Fungal Community Analysis by Large-Scale Sequencing of Environmental Samples. Appl. Environ. Microbiol., 71:9 5544-5550, 2005</em>. <a href="https://doi.org/10.1128/AEM.71.9.5544-5550.2005">https://doi.org/10.1128/AEM.71.9.5544-5550.2005</a></p>
<p>(2) Giulia Pietrollini. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/funghi-alla-scoperta-di-un-universo-sconosciuto/">Funghi, alla scoperta di un universo sconosciuto</a>. Food Times. 15.12.22.</p>
<p>(3) Aly Farag El Sheikha, Dian-Ming Hu (2018). <em>How to trace the geographic origin of mushrooms ? Trends in Food Science &amp; Technology, 2018,  Volume 78, Pages 292-303</em>. <a href="https://doi.org/10.1016/j.tifs.2018.06.008">https://doi.org/10.1016/j.tifs.2018.06.008</a></p>
<p>(4) Yasuhito Okuda (2022). <em>Sustainability perspectives for future continuity of mushroom production: The bright and dark sides. Front. Sustain. Food Syst. Sec. Agroecology and Ecosystem Services. Volume 6, 2022</em>. <a href="https://doi.org/10.3389/fsufs.2022.1026508">https://doi.org/10.3389/fsufs.2022.1026508</a></p>
<p>(5) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/ricerca/proteine-da-funghi-e-microfunghi-micoproteine-labc/">Proteine da funghi e microfunghi, micoproteine, l’ABC</a>. <i>Food Times.</i> 12.10.22</p>
<p>(6) Rachele De Cianni, Liam Pippinato, Teresina Mancuso (2023). <em>A systematic review on drivers influencing consumption of edible mushrooms and innovative mushroom-containing products. Appetite. 2023, Volume 182, 106454</em>. <a href="https://doi.org/10.1016/j.appet.2023.106454">https://doi.org/10.1016/j.appet.2023.106454</a></p>
<p>(7) Dario Dongo, Salvatore Parisi. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/polifenoli-e-salute-i-vegetali-amici-del-sistema-immunitario/">Polifenoli e salute. I vegetali amici del sistema immunitario</a>. Food Times. 1.4.20</p>
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